venerdì 9 luglio 2021

LA SCUOLA "E' FINITA"!

 

LA SCUOLA "E' FINITA" !


L'EPIDEMIA SILENZIOSA




E' trascorso un annus horribilis tra banchi di scuola e DAD e nessuno sembra si sia accorto dell'epidemia silenziosa che si è consumata nel frattempo tra bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado compresa l'Università e quel che rimaneva della didattica, dello stare e del crescere insieme, requisiti tutti fondamentali affinché si potesse ancora parlare di scuola, come di un ambiente educativo ed esistenziale conforme alle esigenze e alle caratteristiche di piccole donne e piccoli uomini in crescita obbligatoria, si è spento del tutto. 
Di colpo è come se tutti i riflettori accesi sulle giovani generazioni di figli e nipoti, si fossero spenti, come se la scuola ormai fosse un pezzo da museo. 
Lasciando indietro e soffocando ogni desiderio di comunanza, fucina di giovani donne e uomini che si preparano all'età adulta, contenitore e cassa di risonanza di urla festose, di canti, di balli, di suoni, di recite e di confronti serrati con maestre e professori che sembravano pronti ad accogliere ogni loro domanda, ogni loro dubbio, pronti ad ascoltare le loro lucide e qualche volta supponenti asserzioni, ad accompagnare le loro riflessioni sulla vita, sugli affetti, le loro titubanze sugli amori, sull'amicizia, la loro richiesta di valori, la voglia di comprendere gli insegnamenti della storia e il vanitoso disquisire di temi filosofici ed esistenziali... tutto è svanito, ogni lume si è spento, il sipario completamente calato davanti ai loro occhi, un buio fitto si è impadronito delle loro anime e la scuola nei loro cuori ha cessato di esistere.

Lasciati soli, si sono accorti di quanto flebile passione nei loro confronti movesse quei prof nei quali avevano riposto ogni loro aspettativa e fiducia; nel migliore dei casi, hanno potuto constatare con mano che quelle stesse figure di riferimento cosiddette "adulte", erano precipitate nello stesso gorgo profondo, risucchiate in altro pertugio, in altro tubo di scarico, a volte persino più impaurite di loro.
Insegnanti diventati ad un tratto guardiani complici e anaffettivi, servi essi stessi di un regime ad un tratto autoritario e pervasivo, contro ogni logica pregressa, contro ogni valore insegnato appena prima della finta emergenza sanitaria: i valori incardinati nella Costituzione, quelli della solidarietà, della libertà di espressione e di scelta, dell'indipendenza di pensiero e del primato della coscienza... tutto finito nel cestino, nel dimenticatoio della coscienza e della memoria! Un virus molto più potente di quello sbandierato dal mainstream bugiardo e manipolatore si insinuava nelle loro coscienze.

Che ne è di loro? Chi si è occupato delle loro ansie, delle loro paure, della loro voglia di vivere, nonostante tutto? In pochi credo, intra-moenia scolastiche e anche al di fuori di quelle. 
L'aver accettato supinamente ogni abuso e ogni contraffazione della Legge fondamentale da parte dei lavoratori dell'intero comparto scuola e dei sindacati che la rappresentano in tutte le sue funzioni e competenze con l'accettazione delle museruole a bambini e ragazzi indiscriminatamente, senza l'avvallo di alcun dato scientifico che ne comprovasse l'utilità e la funzione di difesa biologica da agenti patogeni di alcun tipo, il distanziamento sociale, il divieto di abbracciarsi, di toccarsi, di stringersi le mani, di correre, di urlare, di cantare, le disinfezioni assurde, controproducenti e fondamentalmente anti-igieniche, l'adozione di trespoli con le ruote costati l'ira di Dio che eufemisticamente hanno avuto la faccia tosta di chiamare "banchi", mentre quelli veri venivano gettati in discarica, o peggio ancora contrabbandati nei lucrosi e occulti affari delle varie consorterie mafiose con la complicità dei fanta-politici di turno, hanno irrimediabilmente trasformato quegli insegnanti in qualcos'altro che i ragazzi non hanno potuto più accettare fino in fondo e da cui si sono sentiti quasi del tutto abbandonati, salvo rarissime eccezioni.
Ma, come frequentemente accade in questa delicata fase della vita di preadolescenti e adolescenti, tutto ciò di fronte al quale non si è in grado di controbattere poiché non si ha forza né voce in capitolo per farlo, viene costantemente e silenziosamente rimosso nei più reconditi meandri dell'inconscio, fino a far implodere la personalità in atti e gesti autolesionistici o forieri di stati depressivi permanenti da cui poi è difficile uscirne.
Studi e ricerche in tal senso hanno evidenziato che:
 
"nel 65% e nel 71% dei bambini con età rispettivamente minore o maggiore di 6 anni sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione; nei bambini al di sotto dei 6 anni i disturbi più frequenti sono stati l'aumento dell'irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d'ansia (inquietudine, ansia da separazione)."

 

Non è un mistero che gli accessi in Pronto Soccorso per disturbi mentali tra ragazzi, bambini e giovani da ottobre scorso siano aumentati, in particolare a causa di tentativi di suicidio, atti di autolesionismo e disturbi alimentari.

La perdita del lavoro di parecchi genitori, il senso di insicurezza diffuso nella società a causa del terrorismo mediatico e delle chiusure indiscriminate, hanno cambiato gli assetti interni alle famiglie, incidendo profondamente sul senso di sicurezza di bambini e adolescenti. Situazioni di famiglie già problematiche che hanno subito tali limitazioni, la perdita del lavoro anche di uno dei due genitori, non hanno potuto che incidere negativamente sulla crescita dei figli che improvvisamente si sono visti togliere la scuola e tutti quegli spazi di incontro sociale che rappresentavano una via d'uscita: luoghi dove scaricare le tensioni e poter vivere esperienze significative, dove poter costruire relazioni positive in contesti che avevano una valenza educativa altrettanto importante come la scuola.

L'isolamento sociale ha fatto da detonatore a problematiche spesso già latenti o manifeste; l'uso ipnotico di internet, del cellulare, dei social, la didattica  a distanza  adottata in via emergenziale nella scuola, ha fatto sì che il mondo virtuale per i bambini e gli adolescenti prendesse il posto del mondo reale, con un isolamento ancor più feroce e inibitorio della creatività e della loro naturale esuberanza.

Disturbi del sonno, irritabilità, aggressività nei confronti delle persone adulte, dei genitori in primis, spesso portano a fenomeni di autolesionismo come una via di fuga, dove i ragazzi raccontano che il dolore fisico è più sopportabile di quello mentale-emotivo. Tagliandosi, ad esempio, dicono di trasferire il dolore mentale sul corpo fisico, provando persino una sensazione di sollievo emozionale. A questo va aggiunto il fenomeno dell'emulazione, così spesso perseguito soprattutto tra gli adolescenti!

Daniela Lucangeli, professore ordinario di Psicologia dello sviluppo all'Università di Padova, ci dice che:

"ogni volta che un bambino apprende, accanto a ciò che apprende traccia nella memoria le emozioni con cui apprende. Se apprende con paura, ritornerà dalla memoria anche la paura, se apprende con la percezione di inadeguatezza, si sentirà sempre inadeguato. E la sua memoria ripeterà questo circolo stabilizzando che non è capace. Bisogna interromperlo. Oppure non stiamo insegnando e soprattutto non stiamo dando il meglio delle possibilità di aiuto ai nostri ragazzi."

 

Davvero questo circolo vizioso, questa strada senza ritorno, ha necessità di essere chiusa e interrotta una volta per tutte. Forse dovremmo paradossalmente ringraziare questa tragica occasione che ci è stata offerta come rito sacrificale, per rivedere dalle fondamenta i vetusti e autoritari principi che sovrintendono alla scuola, quale quella che abbiamo conosciuto fin qui e, peggio ancora, come quella che un regime sempre più autoritario e illiberale vorrebbe imporre a bambini, ragazzi e famiglie, trasformando le nuove generazioni in servi e automi sempre più ignoranti e obbedienti. Dovremo dare lo sprone per reinventarci un nuovo modo di stare al mondo, assurgendo la creatività, l'utopia e la fantasia al primo posto in classifica, ascoltando soprattutto i bisogni e assecondando le aspettative dei nostri ragazzi, lasciando spazio alla loro creatività, fidandosi della loro innata saggezza, guidandoli amorevolmente verso la scoperta di se stessi e nella fiducia dell'altro, visto non più come una minaccia, ma come un universo valoriale da scoprire ed apprezzare. 
Quando potranno avere vicino degli adulti in grado di accompagnarli verso una crescita non solo intellettiva, ma anche e soprattutto emotiva e spirituale, allora potremo sperare di ridare al mondo serenità, armonia e pace a noi stessi e alle generazioni future. 
Si parla tanto di "sostenibilità", dimenticando spesso che fino a quando non saremo in grado di raggiungere noi stessi genitori, insegnanti, educatori quella pace e quella armonia interiore, attraverso una seria riforma interiore, non saremo in grado di offrirla in eredità ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Solo trasmettendo loro valori quali quello della libertà, della responsabilità personale, del primato della coscienza non a chiacchere, ma vivendoli in prima persona, potremmo guarire le loro ferite e dar loro la chiave per dar valore alla loro giovane esistenza. 
Altrimenti  continueremo ad essere i loro carcerieri e i più spietati torturatori, pur ammantandoci di vane e vuote parole. A nulla quindi servirà prendersela con questo o quel cameriere di turno della fantapolitica. 
Il mio augurio - da insegnante "obiettore di coscienza" - è quello che a settembre non riprenda questa roulette russa a danno delle giovani generazioni a cui abbiamo già rubato il futuro, ora attentando anche alla loro salute fisica e mentale! 
Dio non voglia si perpetui ancora questo criminale e tacito consenso nel mondo della scuola e delle famiglie, uno stillicidio pericoloso e foriero soltanto di lutti e disastri per i giorni a venire, genocidio di un'intera generazione.

Dinaweh


sitografia da "incantodiluce"

sulla scuola:






sulla libera scelta:


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sul Lavoro Interiore:










  
P.S. Per la stesura del post mi sono avvalso della relazione di Alice Valeri, educatrice e consulente educativo-pedagogica che opera all'interno delle progettualità dell'associazione FUNIMA International, in ambito educativo, così nelle citazioni tratte dagli studi della professoressa Daniela Lucangeli, tratte dal post di Alice Valeri "I nostri figli ai tempi della pandemia" (6 luglio 2021), dal sito di Funima International.


 


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