domenica 20 settembre 2026

NON CI STANCHEREMO MAI...



Pubblicavamo questo post il 26 novembre del 2019. Ricordate?
Ripercorrendo la lista dei post più popolari mi sono imbattuto nella rilettura di quanto scrivevamo solo pochi anni fa.

"Quant'acqua è passata sotto i ponti!" -  per riprendere un detto popolare...

Quante maschere sono cadute!

Quante bandiere sono finite sotto la polvere!

Quanti falsi profeti, quanti burattini: politici, gente dello spettacolo, sindacalisti... che prestarono la faccia, rivelando soltanto "l'altro ieri" la loro vera natura e la loro funzione nel gioco delle parti!

Diciamo che il punto di svolta è stato il 2020, o meglio durante la preparazione della 'danza macabra', il 18 ottobre del 2019 con "Event 201".

Chapeau! 

Devo dire che se la massa avesse solo un briciolo dell'intelligenza e della presenza di spirito di quel manipolo di famiglie che dominano il mondo (anche se la loro festa sembra stia per finire), saremmo già a cavallo.

Tuttavia, occorre "ricordare", nel senso etimologico della parola, cioè "portare nel cuore" le giornate radiose che videro quel movimento globale scuotere il mondo intero, facendolo fibrillare e incutendo grande turbamento nelle menti diaboliche dei Padroni del mondo.

Gli spunti di quel cambiamento pacifico li abbiamo descritti e resi noti più di una volta dalle pagine di questo blog e non avete che andarli a ritrovare con facilità, se vi piacciono i contenuti di "Incantodiluce". 

Non ci stancheremo mai... 
di essere il sale della Terra, 
il lievito nella pasta, 
"la voce di uno che urla nel deserto", 
la luce che brilla nelle tenebre. 
  









EZLN E NO GLOBAL
CHE FINE HANNO FATTO?


HASTA SIEMPRE, 
SUBCOMANDANTE MARCOS!

Dinaweh Kate Charlotte 


Alla fine degli anni Novanta nasceva il Movimento "No global", ponendosi in contrapposizione al neo-liberismo rampante che organizzava in quegli anni la globalizzazione dell'economia con gli accordi sul commercio, sanciti in organismi internazionali come il WTO, nei forum politici dei G8 e in istituzioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale
Il movimento, coniando lo slogan "Un altro mondo è possibile", si riuniva ogni anno a Porto Alegre a partire dal gennaio 2001 per il Forum Sociale Mondiale in contrapposizione al Forum economico mondiale di Davos, organizzando 'contro-forum' ogniqualvolta erano previsti dei vertici internazionali.
In seguito all'attentato delle Torri Gemelle a New York e alla guerra voluta da Georges Bush in Iraq e Afghanistan, il movimento confluiva in un più vasto movimento pacifista mondiale. Anche in Italia metteva radici, soprattutto a partire dal Genoa Social Forum del 2001, che si tenne proprio a Genova in occasione del fatidico G8. Sappiamo che cosa successe a Genova# e di come rimasero impuniti i colpevoli tra le forze dell'ordine che avevano dato luogo ai massacri tra i pacifici manifestanti, mentre veniva lasciata mano libera ai loro infiltrati nei Black-bloc, con la complice omertà dell'allora vice-presidente del Consiglio Gianfranco Fini,  presente personalmente nella Questura della città!

Poi ci fu il Forum sociale europeo del 2002 a Firenze, che vide coinvolti migliaia e migliaia (stima degli organizzatori 1 milione circa) di giovani e meno giovani durante tre giorni intensissimi di workshop, seminari, conferenze, oltre ad una imponente manifestazione per le vie della città medicea, titolata dai giornali come "Florence Capital of Europe"...


Come non ricordare infine, la giornata di mobilitazione mondiale contro la guerra il 15 febbraio 2003 a Roma per la pace in Iraq, che coinvolse 52 Paesi in una manifestazione simultanea con la partecipazione di centinaia di città del mondo alla quale si unirono tutti i movimenti pacifisti; la manifestazione di Roma fu trasmessa in streaming da tvglobal.org, con 8 ore di trasmissione satellitare; i manifestanti pacifisti italiani ebbero l'onore di ricevere una lettera di condivisione e sostegno dedicata loro dal subcomandante Marcos.
In tutte e due le manifestazioni oceaniche di Firenze e Roma non si verificò alcun incidente, nonostante le previsioni catastrofiche dei soliti detrattori. Furono manifestazioni gioiose, pacifiche, ove le popolazioni residenti accolsero con partecipazione emotiva e condivisione di intenti i numerosi, pacifici e un po' ingombranti invasori! 


Da allora, che fine ha fatto quel movimento? Che fine ha fatto l'unico vero movimento antagonista al sistema neo-liberista che si ricordi a memoria d'uomo, dopo i giorni sanguinosi di Genova? Forse che le violenze della polizia avessero raggiunto lo scopo di fungere da monito e da deterrente, tanto da scoraggiare nell'immediato futuro ogni possibile e ulteriore tentativo di ribellione al sistema? Sembrerebbe di no, vista la partecipazione oceanica del movimento a Firenze e poi a Roma, documentata anche dalle immagini qui sopra.
Eppure, ad un certo punto sembra essere tutto svanito nel nulla...
Che ne è stato dunque di quel movimento che a ragione potremmo considerare l'ultimo argine democratico e di popolo che seppe dire con fermezza di NO al globalismo e al neo-liberismo rampante di quegli anni? 

In maniera del tutto speculare potremo chiederci che fine abbia fatto il subcomandante Marcos e il movimento di liberazione zapatista che dal 1994 cercò di dar voce alle popolazioni indigene del Chiapas, le più povere e bistrattate dal governo messicano...
I due movimenti, quello zapatista e quello dei No Global, si intersecarono tra loro e si riconobbero come complementari nella lotta al neo-liberismo che in modi similari e in luoghi diversi del pianeta, mostrava già allora di portare avanti la sua politica economica globalista di rapina e di sradicamento delle tradizioni e delle identità locali dei popoli.



Se proprio ci deve venire nostalgia per le manifestazioni oceaniche di protesta e soprattutto di proposta per ridisegnare il mondo, allora possiamo riferirci a quelle di quegli anni, le ultime che abbiano avuto un significato e un senso politico autentico; un movimento mondiale di persone che nel nome della solidarietà tra i popoli e del primato dell'uomo sulla finanza e l'economia di rapina, riusciva nei suoi variopinti colori e nelle differenze multiculturali di cui si componeva ad essere anelito di speranza e di pace, esempio di una convivenza diversa e pacifica, nel nome della giustizia, della libertà e della bio-diversità! 
Altro peso specifico, altri autentici valori, anche perseguiti con la difesa armata, se necessario, come in Chiapas... 
...Non erano certo i tempi dell'ecologismo turbo-capitalista degli ultimi saldi di stagione, pilotato  dalle multinazionali e dai loro interessi miliardari "green-color", massmediaticamente veicolati attraverso l'ignara e innocente ragazzina svedese, debitamente manipolata e introdotta sulla scena dagli squali della finanza internazionale... 
Altro che sardine!

Ho detto e ribadito più volte negli ultimi post di quanto inutile appaia oggi a mio giudizio, ogni tentativo di dar vita a un partito o ad un movimento politico che non parta dall'impegno di ciascuno a cambiare il proprio modello di vita, che non obblighi ciascuno di noi a fare il primo passo, che non ci determini a compiere delle scelte personali in direzione 'ostinata e contraria' ai dettami di un consumismo divoratore di risorse e foriero di dipendenze (materiali e psichiche) e, soprattutto, che non esplichi se stesso se non come l'ultima conseguenza di un differente modo di pensare e di progettare il mondo. Siamo certi che molti di quelli che parteciparono al movimento no Global degli anni Novanta abbiano successivamente intrapreso nelle loro esperienze di vita un autentico cambiamento di rotta e, seppur non appaiano, in quanto minoranza silenziosa, siano tutti coloro (e sono tanti) che stanno costruendo il nuovo, che stanno facendo la differenza tra un prima e un dopo! Di alcuni di loro dalle pagine di questo blog vi abbiamo anche parlato, ve li abbiamo fatti conoscere attraverso le video interviste di Daniel Tarozzi, nelle rubriche di "L'Italia che cambia", spesso riportate da youtube sul blog.

E' in questa direzione che vogliamo continuare a spronarvi ed è nelle parole del subcomandante Marcos riportate qui sotto che ancora riconosciamo i nostri passi. Vogliamo intessere una rete fatta da Pacifici Ribelli che possa innalzare ponti, non muri, che possa continuare a leggere la diversità come un valore imprescindibile, che possa rispondere ad ogni attacco contro l'uomo non con la contrapposizione violenta, ma attuando una consapevole Resilienza; vogliamo "essere con" e non "essere contro".
Forse proprio questo ci ha insegnato il Movimento! Oggi più di ieri è tempo di attuazione di tutte le visionarie creazioni di noi ventenni, trentenni o quarantenni di allora; oggi è tempo di compiere passi concreti e silenziosi, pacifici e determinati, reali seppur invisibili, perché non sotto i riflettori delle televisioni.
Vi lascio ad una delle tante toccanti comunicazioni in forma di lettera del subcomandante Marcos, immaginando che anche lui oggi si trovi in qualche zona sperduta del pianeta ad operare pacificamente e silenziosamente nella stessa direzione, ostinata e contraria.

Messico, 1994
 Benvenuti nella realtà zapatista. Benvenuti in questo territorio in lotta per l'umanità. Benvenuti nel territorio in rivolta contro il neoliberismo. Quando iniziammo a vagheggiare il sogno che si realizza oggi a La Realidad, pensavamo che sarebbe fallito. Ritenevamo di poter riunire qui qualche decina di attivisti provenienti da un numero ristretto di Paesi. Ci siamo sbagliati [...]. Non qualche decina, ma migliaia di persone sono venute dai cinque continenti e si incontrano nella realtà di questo fine millennio. Le parole scaturite da queste montagne zapatiste hanno raggiunto le orecchie di chi ha saputo ascoltarle, farle proprie e rilanciarle rinnovate, così che possano circolare nel mondo.
[...] In breve tempo, tutte le folle del pianeta hanno cominciato a impegnarsi per portare il sogno a La Realidad. Chi sono costoro che osano far incontrare i loro sogni con quelli di tutto il resto del mondo? Che cosa sta succedendo sulle alture del Messico sud-orientale, che riecheggia e si riflette nelle strade europee, nei sobborghi asiatici, nelle campagne americane, nei distretti africani e nelle abitazioni dell'Oceania? Che cosa sta accadendo alle popolazioni dei cinque continenti, abituate a incontrarsi soltanto per competere o combattere?
[...] Noi dichiariamo di costruire una rete collettiva..., una rete intercontinentale di resistenza contro il neoliberismo, una rete intercontinentale di resistenza per l'umanità. Consapevole delle differenze e delle somiglianze, questa rete di resistenza intercontinentale cercherà di connettersi ad altre resistenze diffuse nel mondo. La rete non è una struttura organizzata: non ha un capo, né un decisore, non ha gerarchie, né comandi centrali. Tutti noi che resistiamo siamo la rete. 
Subcomandante insurgente Marcos, portavoce degli Zapatisti.








mercoledì 16 settembre 2026

NATURA PATITUR

 

NATURA PATITUR




La natura soffre. Potremmo dire che soffre a prescindere, essendo coinvolta da eoni nelle dolorose vicende umane. Da sempre l'uomo ha pensato di manipolare la natura; di piegarla al proprio tornaconto, al proprio egoistico interesse, sfruttandola a piacimento, come si trattasse di qualcosa di inerte e di morto. Persino gli artisti si sono sbizzarriti nel corso dei secoli a dipingere soggetti cosiddetti "di natura morta"!
Eppure Natura vive e tutto attraversa, esprimendo in ogni sua forma la vita; ogni forma, ogni sostanza vive e si inebria dello spirito che la effonde dai margini della dimensione densa e manifesta. Come un unico corpo essa soffre e gioisce in tutte le sue svariate forme attraverso le vibrazioni e il suono che intrisecamente esprime e canta, sia che sia o no a contatto con l'uomo. Egli stesso, costola scaturita dal suo stesso seno, è natura! Tuttavia, più la sua capacità di manipolarla, di costringerla, di sottometterla, di imbavagliarla è cresciuta e si è rinforzata attraverso la speculazione intellettiva e il conseguente sviluppo della tecnica e la ricerca delle cause, più si è affrancato dalla sua potenza e imprevedibilità per sottoporla alla costruzione della civiltà nelle forme a lui consone e prevedibili: la nascita e lo sviluppo della civiltà è andato di pari passo con l'allontanamento progressivo dalle potenze della natura, lasciando il campo libero alla proprietà selettiva e separativa della mente. 




Colui che, consapevole del proprio "Ego Sum" si è voluto distinguere sempre più dalla sua stessa Madre, ha dimenticato progressivamente di custodire con rispetto e considerazione il veicolo del proprio corpo e di ritenere la propria mente ancella e non padrona, prima di restituire l'uno e l'altra alla Terra. 
Ha interpretato la sua condizione evolutiva superiore a quella degli altri esseri viventi, considerando la Natura come il proscenio, lo sfondo teatrale del suo dramma, senza ritenere che ogni suo pensiero, ogni suo atto, ogni discriminazione nei confronti dell'esistente qualsiasi forma incarni, muove e sommuove lo spirito che alberga in ciascun essere, in ogni suo atomo, dando luogo a reazioni di preservazione della vita, anche a scapito della presenza umana.
Le leggi cosmiche che governano la creazione rispondono sempre al principio di causa-effetto, sia a livello fisico che metafisico e scrivono così insieme la storia e l'evoluzione di un pianeta e delle anime che lo abitano, a partire dalla scintilla coscienziale insita in ogni regno: minerale, animale e infine umano. 

Ecco un passo dal breve saggio di Raimon Panikkar, "Ecosofia. La saggezza della Terra" che ben esplica questa relazione di interdipendenza tra l'uomo e la Natura e che spiega il termine "ecosofia" coniato dall'autore, superando il concetto stesso di ecologia:

"La sapienza della Terra cui si riferisce il termine ecosofia implica un genitivo tanto soggettivo quanto oggettivo. La ecosofia è sia la nostra sapienza (conoscenza) relativa alla Terra, sia la sapienza della Terra stessa, che ci si dischiude allorché siamo disponibili alla sua comprensione (understanding), ossia a 'rimanere sotto' (stand under) l'incanto di ciò che lei ci rivela. La ecosofia è la vera sapienza della Terra, non semplicemente un know-how (umano) di tipo tecnico. [...] Ecosofia suggerisce che la fonte delle sensazioni, dell'agire e della conoscenza non si trova nell'uomo preso in sé, anche se è principalmente in noi e attraverso di noi che la Terra esprime i propri sentimenti, azioni e pensieri."

 

Purtroppo il livello evolutivo dell'umanità terrestre non coincide con le progressioni tecnologiche e scientifiche che nel corso dei secoli essa ha conquistato perché queste non sono state il risultato di una corrispondente progressione coscienziale dello Spirito che la inabita; esse sono piuttosto la risultante della supremazia della mente separativa (la ragione) che ha preso il sopravvento sulla capacità percettiva e intuitiva proveniente dalla forza elettrodebole dell'Amore, che le diverse tradizioni spirituali hanno riconosciuto in una delle tre Qualità sostanziali intrinseche del Divino.

Paradossalmente, l'opera di distruzione della natura per mano dell'uomo è direttamente proporzionale allo sviluppo esponenziale della tecnologia e della scienza; così si assiste al deterioramento progressivo dell'ecosistema planetario, senza che vi si ponga rimedio nel breve e nel lungo termine. Ancora una volta gli interessi macro-economici prevalgono sulla difesa e la protezione dello stesso Essere che ci ospita, senza che si abbia contezza del danno irreversibile che si produce.

E' indubbia la responsabilità della cricca elitaria che governa il mondo al di fuori di ogni logica che non sia quella del profitto e del proprio potere personale, ma tale denuncia sarebbe incompleta e di parte se si omettesse di additare l'irresponsabilità e l'ipocrisia del singolo che con le sue scelte inconsapevoli si esime dall'esprimere dissenso, dal denunciare un sistema economico di rapina, mentre dovrebbe scegliere di non sostenere i grandi gruppi multinazionali che fanno profitto sullo sfruttamento delle risorse umane e della natura.

L'ACCANIMENTO CONTRO L'UOMO E LA NATURA




Da qualche tempo l'accanimento contro la natura e contro l'uomo si è fatto serrato e sistematico in nome della rivoluzione transumanista e post-umana, che prevede lo sfoltimento della popolazione e la distruzione dell'equilibrio naturale con operazioni di manipolazione climatica attraverso la geoingegneria, gli incendi e i terremoti provocati con armi ad energia diretta su vaste aree boschive e abitate, con la conseguente prospettiva di carestie alimentari e penuria di acqua, anche a causa del massiccio utilizzo delle riserve per il raffreddamento dei data center a servizio dell'IA. 
Le élites transumaniste sono infatti convinte che il vero virus sia l'uomo stesso e che riducendo il numero della popolazione sul pianeta, si possa meglio governare  un numero più contenuto di individui privati delle loro libertà in cambio di benefit e di comodità materiali, tuttavia obbedienti e imbelli, attraverso l'inoculazione di farmaci e di tutte quelle forme di controllo sociale sempre più invasive come la tecnologia informatica e satellitare.
La falsa propaganda "Green" che imperversa grazie al bombardamento mediatico e che si traduce nel conseguente adeguamento delle politiche occidentali stabilite non più dai rappresentanti dei popoli secondo l'iter democratico ma in consessi chiusi quali Davos e il Club Bilderberg, rappresenta soltanto un tassello intermedio dell'agenda mondialista utile a raggiungere lo scopo.

Tuttavia, tornando al nostro discorso sulla natura, ciò di cui occorre essere consapevoli una volta per tutte è che Natura non può essere considerata materia inerte, il proscenio del dramma umano cui essa si limita a fare semplicemente da sfondo. Essa, con le sue qualità e attraverso gli Esseri elementali che la sovrintendono, partecipa ed entra in relazione con il pensiero e l'azione dell'uomo; non rimane indifferente al dramma esistenziale e soffre perché l'umanità soffre; manifesta splendore e bellezza in accordo con le supreme manifestazioni creative dell'uomo; allo stesso tempo, oltraggia e distrugge il proscenio ove l'uomo ha cercato di confinarla e di ridurla quando ogni connessione con lei svanisce. 
Quando quegli stessi figli che non la riconoscono più come madre munifica la abusano, sfruttando e dilapidando le sue ricchezze, essa si divincola e sfugge al loro controllo, causando sommovimenti capaci di far scomparire terre emerse, inabissandone altre e scatenando terremoti ed eruzioni vulcaniche di proporzioni gigantesche.




Quale dunque la ricetta per tornare in armonia e in amicizia con Natura?
Credo che il primo passo sia quello di fermarsi; mi si perdoni il paradosso, ma sono convinto che per entrare nuovamente in connessione con la latrice della vita sia necessario limitarsi ad osservarla: essa non ha alcun fine da raggiungere; non ha alcun obiettivo da perseguire; essa semplicemente è. 

Ci insegna a rallentare, a fermarci. 





Entrando in punta di piedi in questo tempo-non-tempo, in questo spazio metafisico, sarà possibile scoprire che anche la parte più intima di ciascun essere umano non ha da raggiungere alcun altro scopo che celebrare la vita in comunione con le altre forme viventi.

Si tratta ancora una volta di por mano ad una riforma interiore, capace di un cambio di passo, ove mente e cuore tornino a comunicare, ricolmi di stupore e gratitudine per la vita che semplicemente celebra se stessa.
Solo allora quel filo sottile di comunicazione tra l'essere umano e la natura potrà ristabilirsi e rinforzarsi, creando un intreccio armonioso capace non solo di restaurare e rinvigorire un'antica alleanza, ma di dar vita a nuove connessioni tra gli esseri, permettendo la creazione di una dimensione meno densa e più ricettiva, ove il leone pascoli con l'agnello e gli uomini possano comunicare telepaticamente tra loro, con i sassi, con le piante, con gli animali e con gli altri esseri dell'universo.

Dinaweh






  

sabato 12 settembre 2026

La Resa




La Resa 



 


Tutto il clamore del mondo 
cessa,
sbiadite le memorie,
 rimane il ricordo
dei verdi anni passati

mentre il soffio del respiro
tesse incessante 
la vita

Io sono
Esistenza, Coscienza e Beatitudine






 

mercoledì 9 settembre 2026

LA GRANDE RIVOLUZIONE E' MOLTO VICINA. Siate pronti

 


LA GRANDE RIVOLUZIONE 
E' MOLTO VICINA

Siate pronti





(leggi e ascolta)



Tutti voi dovete avere una ferma determinazione.
Anche se viene la distruzione totale o qualsiasi calamità, non dovete essere scossi nella vostra determinazione.
Se c'è una grande inondazione, se il fuoco divampa, in qualsiasi calamità, dovete essere così coraggiosi e determinati che saltereste nel fuoco e nell'acqua.

Dovete ispirare anche gli altri a diventare forti e coraggiosi. Soltanto chi ha coraggio è un vero Essere vivente, chi non ha coraggio è come morto anche se vive.

Ora abbiamo stretto le nostre cinture e preso la ferma risoluzione di fare bene al mondo e di elevare l'umanità. Dovete aderire a questa rivoluzione con tutta la vostra energia.

Le calamità si abbatteranno non soltanto su di un Paese ma sull'intero universo, poiché l'intero universo è in pericolo. Si stanno avvicinando tempi terribili che coinvolgeranno il mondo intero, l'intero universo sarà coinvolto da questa distruzione, per cui non dobbiamo considerare solo noi stessi, ma l'universo intero. Se lavoriamo duramente e siamo industriosi possiamo raggiungere qualsiasi cosa in questo pianeta. Poiché dovete prendere in considerazione l'intero universo, dovete dire:

JAI VISHWA! 
Vittoria all'Universo!


 Babaji, 31 gennaio 1984









sabato 5 settembre 2026

LA VIA PERFETTA

 

LA VIA PERFETTA




Chiamati ad operare con integrità e dedizione totale alla Verità, in questo tempo così travagliato e apparentemente ostile, mi sento di proporre alla lettura questo testo sublime, quale manuale necessario per chi si ritenga pronto ad incamminarsi verso la Via della piena realizzazione di sé, intesa come cammino di perfezione, indossando gli abiti del pellegrino di quel viaggio interiore non più procrastinabile in un tempo in cui non è più possibile stare a metà tra l'oscurità e la luce.

Ognuno si posizioni dunque sulla scena del mondo, prenda parte al dramma cosmico e segua con tutto se stesso il proprio cuore o le proprie ambizioni, la propria lussuria o la purezza del proprio intento verso la porta che conduce al raggiungimento e alla visione del proprio cielo interiore. 

Sri Aurobindo ci precede sul sentiero verso l'ascesi, offrendo indicazioni precise al discepolo che voglia intraprendere la salita e accettare la sfida ad oltraggiare tutte le ombre che lo attanagliano nella densa materia, fino alla scoperta dello spirito vibrante in lui e alla totale unione con l'Essere Supremo tramite la divina Madre.

Confortato dalla premura della Madre divina infatti e accolto nel grembo della Sua Creazione, il suo sforzo sarà benedetto al punto da superare ogni ostacolo compresi gli auto-sabotaggi che porrà innanzi a se stesso sulla impervia via dell'autorealizzazione, della pace e della beatitudine interiore.

Dinaweh

(leggi e ascolta)



Sri Aurobindo 

LA MADRE 
(1927) 


Due soli poteri possono, mediante la loro congiunzione, compiere la grande e difficile opera, scopo del nostro sforzo; un'aspirazione costante, ineluttabile, che chiama dal basso ed una Grazia Suprema che risponde dall'Alto. Ma la Grazia Suprema non potrà agire che nella Luce e nella Verità; non potrà farlo nelle condizioni imposte dalla menzogna e dall'ignoranza. Se dovesse sottomettersi a queste esigenze, incorrerebbe nel fallimento dei suoi stessi piani. 
Ecco le condizioni di Luce e di Verità, le sole accettabili dalla più alta Forza per la propria discesa ed è soltanto la più alta forza Super-mentale discendente dall'Alto ed aprentesi il passaggio dal basso, che può dirigere vittoriosamente la natura fisica ed annichilire le sue difficoltà. 
Occorre un dono di sé totale e sincero, un'apertura di sé rivolta esclusivamente verso il potere divino; una missione costante ed integrale della Verità che discende; un costante ed integrale rifiuto della menzogna, dei poteri e delle apparenze della mente, del vitale e del fisico che governano ancora la natura terrestre. 
Il dono di sé deve essere totale ed estendersi a tutte le parti dell'essere: non basta che lo psichico risponda, che la mente Superiore accetti, che il vitale inferiore si sottometta e che la coscienza fisica interiore senta l'influsso. Nulla dev'essergli in alcuna parte dell'essere neppure nella più esteriore che si riservi o si nasconda dietro ai dubbi, la confusione, i sotterfugi; nulla che si ribelli o si rifiuti. Che una parte dell'essere si sottometta, ma che un'altra si riservi e segua il proprio cammino o ponga le proprie condizioni, allora ogni volta che ciò si produce, la Grazia divina viene respinta. 
Se dietro alla vostra devozione e sottomissione i desideri, le esigenze egoiste, le insistenze vitali rimangono intatti, sostituendosi alla vera aspirazione o che li mescoliate ad essa, tentando di imporli alla Shakti divina, invano invocherete la Grazia divina per trasformarvi; se aprite alla Verità una parte del vostro essere e dal lato opposto lasciate aperte le porte alle forze ostili, è futile sperare che la Grazia divina dimori in voi: dovete mantenere il tempio pulito, se desiderate che la Presenza vivente vi si stabilisca. 
Se ogni volta che il potere interviene e fa discendere la Verità, volgete le spalle e richiamate la menzogna che è stata espulsa, non dovete biasimare la Grazia divina di farvi difetto, ma la falsità della vostra volontà e l'imperfezione della vostra sottomissione. 
Se volete la Verità e, nello stesso tempo, qualche cosa in voi sceglie la falsità, l'ignoranza e il non divino od anche semplicemente non sia disposta a rifiutare totalmente questi falsi  movimenti, allora sarete sempre esposti agli attacchi ostili e la Grazia si ritirerà da voi.
Scoprite prima ciò che in voi è falso ed oscuro e respingetelo con persistenza; solamente allora avrete il diritto di potere fare appello al potere divino, affinché vi trasformi. Non pensate che la Verità e la menzogna, la Luce e l'Ombra, la sottomissione e l'egoismo possano essere ammessi a dimorare insieme nella casa consacrata al divino. La trasformazione deve essere integrale ed integrale il rifiuto di tutto ciò che vi si oppone. Respingete la falsa nozione che il potere divino farà, che è obbligato a fare tutto per voi, su vostra richiesta anche quando le condizioni poste dal Supremo non vengano soddisfatte. 
Che la vostra sottomissione sia vera e completa: allora e solamente allora, tutto sarà fatto per voi! Respingete anche l'attesa falsa ed indolente che il Potere divino compia la sottomissione per voi. Il Supremo richiede la vostra sottomissione, ma non la impone; fino a quando non giunga la trasformazione irrevocabile, siete libero ad ogni momento di negare e di respingere il divino e di ricredervi sul dono di voi stessi, se siete disposti a subirne le conseguenze spirituali. 
La sottomissione deve essere libera e spontanea; deve essere la sottomissione di un essere vivente e non quella di un automa inerte o di un utensile meccanico. 
Si confonde continuamente una inerte passività con la vera sottomissione, ma da una passività inerte non può risultare nulla di vero, né di possente: è la passività inerte della natura fisica che la lascia in balìa di tutte le influenze oscure ed anti-divine. 
Affinché la Forza divina possa operare, è indispensabile una sottomissione felice, forte e utile: l'obbedienza del discepolo illuminato dalla Verità del Guerriero interiore che combatte contro l'oscurità e la menzogna, del fedele servitore del Divino. 
Tale è la vera attitudine e solamente coloro che possono assumerla e conservarla sapranno mantenere una fede che le delusioni e le difficoltà non scuoteranno e supereranno la prova verso la vittoria suprema e la grande trasformazione.

Attraverso la sua Shakti il divino è presente in ogni azione, in tutto ciò che nell'Universo viene fatto, ma velato dalla sua yoga-maya, opera nella natura inferiore attraverso l'ego del Giva. Anche nello yoga il divino è il Sadaka e la Sadhana. La Shakti rende possibile la Sadhana mediante la sua Luce, il suo potere, la sua conoscenza, la sua coscienza, il suo Ananda, agenti sull'Adara, l'essere fisico, e quando questo si apre a lei, riversando in esso quelle forze divine che rendono la Sadhana possibile. Ma, fintanto che la natura inferiore rimanga attiva, lo sforzo personale del Sadaka è necessario. 
Lo sforzo personale che viene richiesto è il triplice lavoro di aspirazione, di rifiuto e di dono di sé: un'aspirazione vigilante, costante, incessante; la volontà dello Spirito, la ricerca del cuore, il consenso dell'essere vitale, la volontà di aprire e di rendere plastiche la coscienza e la natura fisica: il rifiuto dei movimenti della natura inferiore, il rifiuto delle idee, delle opinioni, preferenze, abitudini e costruzioni della mente, affinché la vera conoscenza possa trovare il campo libero in una mente silenziosa; il rifiuto dei desideri, delle richieste, delle sensazioni e delle passioni della natura vitale; del suo egoismo, del suo orgoglio, della sua arroganza, della sua lussuria, della sua avidità, della sua gelosia, della sua invidia e della sua ostilità verso la Verità, affinché gli autentici poteri e gioia possano riversarsi dall'Alto in un essere vitale, calmo, grande, forte e consacrato. 
Il rifiuto della stupidità, del dubbio, dell'incredulità, dell'oscurità, dell'ostinazione, della meschinità, della pigrizia, della cattiva volontà di cambiare e del Tamas della natura fisica, affinché la vera stabilità, della Luce del Potere, dell'Ananda prenda dimora in un corpo sempre più divino.
Il dono di sé al divino e alla Shakti di tutto ciò che si è, di tutto ciò che si ha, di ogni piano della coscienza e di ogni movimento in proporzione al dono e alla consacrazione di sé, il Sadaka diviene consapevole che è la Shakti divina che fa la Sadhana e penetra in lui sempre più, stabilendovi la libertà e la perfezione della natura divina. Quanto più questa operazione, svolta in piena consapevolezza sostituisca il suo sforzo, tanto più rapido e vero diviene il progresso; ma la necessità dello sforzo personale non può essere totalmente eliminata che al momento in cui la sottomissione e la consacrazione in tutte le parti dell'essere sono diventate pure e complete. Notate che una sottomissione tamasica che rifiuti di adempiere alle condizioni e richieda al divino di tutto fare, risparmiandogli le difficoltà e tutte le lotte, è un inganno che non conduce né alla libertà, né alla perfezione.
Per attraversare la vita protetti contro ogni timore, ogni rischio ed ogni disgrazia, due cose sono necessarie ed esse vanno sempre unite: la Grazia della Madre divina e, da parte vostra, uno stato interiore fatto di fede, di sincerità e di sottomissione. 
Che la vostra fede sia pura, candida e perfetta; una fede egoista dell'essere mentale e vitale, colorata dall'ambizione, dall'orgoglio, dalla vanità, dall'arroganza mentale, dall'ostinazione vitale, dalle esigenze personali, dal desiderio per le meschine soddisfazioni della natura inferiore, è una fiamma bassa e fumosa che non può innalzarsi diritta verso il Cielo. 
Considerate che la vostra vita vi è data solamente per l'opera divina e per aiutarla nella sua manifestazione. 
Non desiderate nulla, se non la purezza, la forza, la luce, l'ampiezza, la calma, l'Ananda della coscienza divina e la sua insistenza a trasformare e perfezionare la vostra mente, la vostra vita ed il vostro corpo. 
Non chiedete altro che la Verità divina, spirituale e Super-mentale, la sua realizzazione sulla Terra, in voi ed in tutti i chiamati e prescelti e le condizioni necessarie per la sua creazione e la sua vittoria sulle forze avverse. 
Che la vostra sincerità e la vostra sottomissione siano vere e complete: se vi date al divino, datevi completamente: senza esigenze, senza condizioni, senza riserve, affinché tutto in voi appartenga alla Madre divina e nulla sia lasciato all'ego o dato a qualche altra Potenza. 
Più la vostra fede, la vostra sincerità e la vostra sottomissione sono complete, più la Grazia e la protezione della Madre divina sono con voi e, quando la Grazia e la protezione della Madre divina sono con voi, chi vi può toccare, o chi avrete da temere? Anche un poco della sua Grazia vi porterà attraverso tutte le difficoltà, tutti gli ostacoli e tutti i pericoli, protetti dalla Sua presenza, potete inoltrarvi senza timore sul vostro cammino che è il suo, incuranti di tutte le minacce, senza essere colpiti da alcuna ostilità, per quanto potente essa sia, che venga da questo mondo o dai mondi invisibili. Il suo contatto può volgere le difficoltà in occasioni, l'insuccesso in successo e la debolezza in forza che non viene meno. La Grazia della Madre divina è il consenso del Supremo e, presto o tardi, il suo effetto è sicuro: è una cosa decretata, inevitabile ed irresistibile!

IL DENARO

Il denaro è il segno visibile di una Forza universale che, nella sua manifestazione sulla Terra, opera sui piani vitali e fisico ed è indispensabile alla pienezza della vita esteriore. Nella sua origine e nella sua azione vera, essa appartiene al divino ma, come le altre potenze del divino, quando viene trasmessa quaggiù nell'ignoranza della natura inferiore, può venire usurpata per la soddisfazione dell'ego o detenuta da influenze asuriche e da queste sviata a loro vantaggio. Essa è veramente una delle tre forze: il potere, il denaro, il sesso, che hanno maggiore attrazione sull'ego umano e sull'asura e la più generalmente mal posseduta e male impiegata da coloro che la detengono. 
I cercatori e i detentori di ricchezze sono più spesso posseduti da esse, che non loro possessori; assai pochi sfuggono interamente ad una certa influenza deformante che è stata imposta alla ricchezza dal lungo dominio perverso dell'asura. Quando chiedete per la Madre, dovete sentire che è Lei che richiede per vostro mezzo un poco di ciò che le appartiene e che l'uomo a cui rivolgete la richiesta sarà giudicato dalla sua risposta. Se, senza alcun rifiuto ascetico, siete libero dalla contaminazione del danaro, avrete un più grande controllo su di esso e  sull'impiego per l'opera divina. L'equanimità, l'assenza di esigenze e la dedizione completa alla Shakti divina e alla Sua opera di tutto ciò che avete e ricevete ed anche del vostro potere di acquisire sono i segni di questa libertà. Ogni turbamento per ciò che concerne il denaro ed il suo uso, ogni esigenza, ogni rimpianto è un indice sicuro di imperfezione e di un attaccamento qualsiasi. 
In questa materia il Sadaka ideale è colui che può, se necessario, vivere poveramente, senza che alcun senso di mancanza lo colpisca, né intervenga nella pienezza del lavoro interiore della coscienza divina o vivere riccamente senza mai in alcun momento lasciarsi prendere dal desiderio e dall'attaccamento per la ricchezza che possiede e per le cose di cui si serve; né rimanere asservito alla soddisfazione dei propri piaceri, né legato alle abitudini create dal possesso delle ricchezze. La volontà divina e l'Ananda divino sono tutto per lui. 

Nella creazione Super-mentale occorre che la forza del denaro sia restituita alla Potenza divina e impiegata per l'ordinamento e l'allestimento veri, belli ed armoniosi di un'esistenza vitale e fisica nuova e divinizzata nel modo che la Madre divina deciderà nella sua visione creatrice ma, innanzitutto, occorre che la forza del denaro sia riconquistata per Lei ed i più forti in questa conquista saranno quelli che in questa parte della loro natura rimangono fermi, vasti, liberi dall'ego e consacrati, senza alcuna rivendicazione, ritenzione, né esitazione: puri e possenti canali della Potenza suprema. 

DONAZIONE TOTALE

Se volete essere un vero artefice dell'opera divina, occorre che il vostro primo movimento sia nel liberarvi totalmente da ogni desiderio e da ogni amor proprio egoista. La vita intera dev'essere un'offerta ed un sacrificio al Supremo; il vostro solo scopo nell'azione sarà di servire, di ricevere, di adempiere e di divenire uno strumento manifestante la Shakti divina nelle sue opere. Dovete crescere nella coscienza divina sino a che la minima differenza tra la vostra volontà e la sua sia scomparsa e che in voi non esista altro movente tranne il suo impulso, né azione alcuna che non  provenga dalla sua spinta cosciente in voi ed attraverso di voi. Fino a quando non sarete capaci di questa identificazione completa, dinamica, dovrete considerarvi come un'anima ed un corpo creati per il suo servizio, come colui che non agisce che per Lei; anche se l'idea del lavoratore distinto è forte in voi e sentite che siete voi che agite, tuttavia, occorre farlo per Lei. Ogni sforzo di scelta egoista, ogni sete di profitto personale, la formulazione di un desiderio che vuole soddisfarsi debbono essere estirpati dalla natura; non vi deve essere né richiesta del frutto, né ricerca della ricompensa: il solo frutto sarà il piacere della Madre divina ed il compimento della sua Opera; la vostra sola ricompensa, una progressione costante nella coscienza divina: la calma, la forza e la beatitudine; la gioia del servizio e la gioia dello sviluppo interiore per mezzo delle opere è ricompensa sufficiente per il lavoratore disinteressato. Ma un tempo verrà in cui sentirete sempre più che siete lo strumento e non il lavoratore giacché, per la forza della vostra devozione, il rapporto che avete con la Madre divina diverrà così intimo che ad ogni momento non avrete che da concentrarvi e tutto riporre nelle Sue mani per essere guidato dalla Sua presenza e ricevere direttamente il suo ordine e il suo impulso: l'indicazione sicura della cosa da fare, nella maniera di farla e del risultato. In seguito realizzerete che la Shakti divina non solamente ispira e guida la vostra azione, ma ne prende l'iniziativa e la compie; tutti i vostri movimenti prendono nascita in Lei; la vostra forza e la Sua: lo Spirito, la vita ed il corpo diverranno strumenti coscienti e lieti della Sua azione; mezzi per il suo gioco, forme per la Sua manifestazione nell'universo fisico. Non vi può essere condizione più felice di questa unione e di questa dipendenza che vi porteranno oltre frontiera, fuori della vita dell'ignoranza, fatta di tensione e di sofferenza verso la verità del vostro essere spirituale nella sua pace profonda e nel suo Ananda intenso.
Mentre ha luogo questa trasformazione è più che mai necessario preservarsi da ogni contaminazione proveniente dalle perversioni dell'ego; non lasciate che insinui alcuna esigenza, alcuna insistente richiesta che possa offuscare la purezza del dono di sé e del sacrificio. Non vi deve essere attaccamento all'opera, né al suo risultato; non imposizione di condizioni o pretesa di possedere il potere che, al contrario, deve possedervi: né orgoglio dello strumento, né vanità, né arroganza. A nulla, nella mente, nelle parti vitali o fisiche dev'essere permesso di sviare per il proprio uso la grandezza delle forze che agiscono attraverso di voi o di possederle per la loro personale e separata soddisfazione. 
Che la vostra fede, la vostra sincerità, la purezza della vostra aspirazione siano assolute e penetrino tutti i piani e tutti gli strati dell'essere: allora, tutti gli elementi perturbatori e tutti gli influssi deformanti cadranno progressivamente dalla vostra natura. Il ciclo finale di questa perfezione arriverà quando sarete completamente identificato alla Madre divina e non vi sentirete più un essere separato, uno strumento, un servitore od un lavoratore distinto, ma veramente un figlio in un puro frammento eterno della sua coscienza  e della sua forza. Essa sarà sempre in voi e voi sarete in Lei; sarà per voi un'esperienza costante, semplice e naturale e tutto il vostro pensiero, tutta la vostra visione, tutta la vostra azione, persino il vostro muovervi e respirare vengano da Lei e siano i suoi. Saprete, vedrete e sentirete che siete un potere formato da Lei; esteriorizzato per il suo gioco e nondimeno, sempre al sicuro nel suo seno: essere del suo essere, coscienza della sua coscienza, forza della sua forza, Ananda del suo Ananda. Quando questa condizione sarà completa e le sue energie Super-mentali potranno liberamente farvi muovere, sarete perfetto nelle opere divine. La conoscenza, la volontà e l'azione diverranno sicure, semplici, luminose, spontanee, senza difetto: corrente del supremo movimento divino dell'Eterno.

COSMOGONIA  

La Madre agisce sulle proprie creature, mantiene l'ordine e l'armonia nei mondi da Lei creati e dirige la manifestazione  delle Sue innumerevoli forze, mediante quattro poteri tra le predominanti personalità, parti e personificazioni della Sua divinità. La Madre è una, ma si presenta a noi sotto aspetti diversi. Molti sono i poteri, le personalità le emanazioni e i Vibhuti che agiscono per Lei nell'Universo. Colei che adoriamo come la Madre è la Coscienza-Forza divina che domina tutte le esistenze; unica e tuttavia così molteplice che anche per lo spirito più pronto e per l'intelligenza più libera e vasta, risulta impossibile seguirne i movimenti. 
La Madre, quale Coscienza e Forza del Supremo, è infinitamente al di sopra delle proprie creazioni ma, attraverso le Sue personificazioni, qualcosa può giungere fino a noi: tanto più percettibile, quanto più definiti e limitati siano il temperamento e le forme della divinità con le quali essa consente a manifestarsi nelle sue creature. Potete scorgere tre maniere d'essere della Madre quando vi identificate con la Coscienza-forza che sostiene noi e l'Universo. La Trascendente, la suprema Shakti che sta all'origine, che si tiene al di sopra dei mondi e serve da legame tra la creazione e il mistero mai manifestato del Supremo. L'universale, la Maha Shakti cosmica che crea tutti gli esseri, contiene, penetra, sostiene e dirige i milioni di procedimenti e di forze: l'individuale che personifica il potere dei due più vasti aspetti della sua esistenza, li rende viventi e a noi vicini, mediando tra la personalità umana e la natura divina. Come la Sua Shakti trascendente che sta all'origine, la Madre si tiene al di sopra di tutti i mondi e contiene il divino supremo nella sua coscienza eterna; è la sola a custodire il potere assoluto e la presenza ineffabile, contenendo e chiamando le verità che devono manifestarsi, facendole discendere dal mistero dove si tengono celate, nella luce della sua coscienza infinita e dando loro una forma dinamica nel suo potere onnipotente e nella sua vita senza limiti ed un corpo dell'universo. Il Supremo si manifesta in lei come l'eterno Sat-Chit-Ananda. Si manifesta nei mondi attraverso di lei come Coscienza unica e duale negli Swara Shakti e il principio duale di Purusha Prakriti. Si personifica nei mondi, nei piani, negli dèi e nelle loro energie che si foggiano grazie ad essa come tutto ciò che esiste nei mondi conosciuti ed in altri sconosciuti. 
Tutto in lei è il gioco del Supremo; tutto la manifestazione dei misteri dell'Eterno, dei miracoli dell'infinito. Tutto è in lei, perché tutto è particella e frammento della Coscienza-forza divina. 
Nulla può esistere qui o altrove al di fuori di ciò che essa decida e che il Supremo permetta. 
Nulla può assumere forma, eccetto ciò che, messo in movimento dal Supremo, essa percepisca e foggi, dopo averne modellato il germe nel suo Ananda creatore.
La Maha Shakti, la Madre universale effettua tutto ciò che il Supremo trasmette attraverso la propria Coscienza trascendentale ed entra nei mondi che ha creato. La sua Presenza li riempie e li sostiene mediante lo Spirito divino con la forza e la felicità divine che tutto sostentano e senza di cui non potrebbero esistere. 

Ciò che noi chiamiamo "natura" o "Prakriti" non è che il più esteriore dei suoi aspetti esecutivi. 
La Maha-Shakti dispone ed organizza l'armonia delle sue forze e dei suoi procedimenti, determina le attività della natura e si muove tra di esse, celata o manifesta, in tutto ciò che può essere visto, sperimentato e immesso nel movimento della vita. Ogni mondo non è che un gioco della Maha Shakti, in questo sistema di mondi o di universi in cui risiede come anima e personalità cosmica della Madre trascendentale. 
Ciascuno di essi rappresenta ciò che esiste nella sua visione, accolto nel suo cuore di bellezza e di potere e creato nel suo Ananda. Ma vi sono molti piani nella sua creazione, molti gradi della Shakti divina. Alla sommità della manifestazione di cui facciamo parte esistono mondi di esistenza, di coscienza, di forza e di felicità infinite su cui risiede la Madre come potere eterno senza veli. Là tutti gli esseri vivono e si muovono nella più ineffabile pienezza ed unità invariabile, sempre al sicuro tra le sue braccia. 
Più vicini a noi sono i mondi di una perfetta creazione super-mentale, nei quali la Madre è la Maha Shakti super-mentale, potere d'onniscente volontà ed onnipotente conoscenza divina, sempre evidente nelle sue opere infallibili e spontaneamente perfette. 
Là, tutti i movimenti sono passi della verità, tutti gli esseri, anime, poteri e corpi della luce divina; tutte le esperienze sono mari, flutti e onde di un'Ananda assoluto ed intenso; ma i mondi nei quali noi dimoriamo sono quelli dell'ignoranza: i mondi della mente, della vita e del corpo, incoscienti della loro origine e di cui la Terra è un centro significativo e la sua evoluzione un movimento decisivo. 
Anche questo mondo, con la sua oscurità, le sue lotte e le sue imperfezioni è sostenuto dalla Madre universale, mosso e condotto dalla Maha Shakti, verso la mèta.
La Madre, in quanto Maha Shakti di questo triplice mondo di ignoranza sta in un piano intermedio tra la luce super-mentale, la vita di verità, la creazione di verità che dev'essere condotta su questa Terra e quella gerarchia ascendente e discendente dei piani di coscienza che, come doppia scala, s'immerge nell'ignoranza della materia per risalire di nuovo nell'infinità dello Spirito, attraverso lo sbocciare della vita, dell'anima e dell'intelletto, determinando da ciò che vede, sente ed emana da sé tutto quello che sarà l'Universo e l'evoluzione terrestre. Essa sta lì, al di sopra degli dèi, con davanti a sé tutte le sue personalità e tutti i suoi poteri, disposti e pronti per l'azione. Proietta le loro emanazioni nei mondi inferiori per intervenire, governare, combattere e conquistare; per guidare e compiere i loro cicli; per dirigere le linee d'azione totali e individuali delle loro forze. Queste emanazioni sono le numerose forme e personalità divine nelle quali gli uomini l'hanno adorata sotto nomi diversi, attraverso le età. 
Essa prepara e forma, mediante questi poteri e le loro emanazioni, lo spirito ed il corpo dei suoi Vibhuti, nella stessa guisa in cui prepara e forma gli spiriti e i corpi per i Vibhuti dell'Isvara, incaricati di manifestare nel mondo fisico e sotto la maschera della coscienza umana qualche raggio del suo potere, delle sue qualità e della sua presenza. Tutte le scene del gioco terrestre sono state, come in un dramma, organizzate, concepite e rappresentate da lei con gli dèi cosmici quali ausiliari e Lei stessa, quale attore velato. 
La Madre, non soltanto governa tutto dall'alto, ma discende in questo triplice Universo inferiore in modo impersonale: tutte le cose di quaggiù, persino i movimenti dell'ignoranza sono il suo potere velato, le sue creazioni, in una sostanza più grossolana: il corpo e la forza della sua natura ed esse esistono perché, mossa dal fiat misterioso del Supremo, allo scopo di condurre a compimento qualche possibilità dell'infinito, essa ha accettato di compiere il grande sacrificio, assumendo il travestimento dell'anima e le forme dell'ignoranza; ma, anche di persona, si è degnata di scendere quaggiù nell'oscurità per poterla dissolvere in luce; nella menzogna e nell'errore, per convertirli alla verità; nella morte, per cambiarla in vita divinizzata; nel dolore del mondo, nella sua sofferenza e nella sua ostinata afflizione, per mettervi fine con l'estasi trasformatrice del suo sublime Ananda. Per il profondo e grande amore per i suoi figli, essa ha acconsentito di rivestire l'apparenza di questa oscurità; ha accondisceso a subire gli attacchi e gli influssi torturanti dei poteri delle tenebre e della menzogna; ha sopportato di attraversare la porta di questa nascita che è una morte; preso su di sé le angosce, gli affanni, le sofferenze delle creature perché, solo così, la creazione poteva essere innalzata sino alla luce, alla gioia e alla verità, sino alla vita eterna.
E' il grande sacrificio del Purusha, ma ben più profondamente l'olocausto di Prakriti: il sacrificio della Madre divina. 

 

   


martedì 1 settembre 2026

EPPURE SOFFIA...


EPPURE SOFFIA...


Alberto Bruschi: Genova in bianco e nero




  Kate Charlotte




Qui il velo illusorio del cielo grigio; le persone in strada si muovono, apparentemente uguali a loro stesse, chissà cosa si agita sotto la superficie, nelle profondità degli animi...
Voglio salutarvi oggi con questo video, trovato in rete come tanti, ma che si adatta all'invito che vorrei rivolgere a ciascuno. 

Quelle immagini di bellezza, armonia, perfezione , libertà...siamo noi!
Ognuno di noi, sempre. 
Al di là di tutti gli scenari ingannevoli e spaventosi allestiti sul palcoscenico del mondo, sotto tutti gli strati di condizionamenti, ferite, paure e antiche memorie, siamo VITA! Siamo AMORE! Siamo liberi, siamo creativi, siamo gioiosi; nessuno deve riconoscercene il diritto
o concedercelo...
Lo siamo per nascita e natura.
Abbiamo il privilegio di essere qui, su questo pianeta,
in questo incredibile Tempo, 
per potercene ricordare...

Occorre solo prenderci cura davvero di tutti quegli strati...
come di cumuli di polvere e ruggine depositati su un oggetto stanco,
allora ci si può accorgere di sé,
al di là di tutte le maschere che questa dimensione densa
ci stimola a indossare...
e scegliendo consapevolmente di abbandonarle,
si può essere finalmente iniziare ad ESSERE...

Il più autentico viaggiatore, compie passi solitari,
in compagnia di una fedele bussola...
Ugualmente, con la corretta Guida,
chi accetti di intraprendere questo cammino interiore,
che è inevitabilmente personale, riconosce finalmente la completa responsabilità
di ogni pensiero, parola ed azione...
e può compiere scelte da quella dimensione di autentica libertà cui tutti apparteniamo.

Se simili viaggiatori, senza mai interrompere 
il percorso 
nei propri paesaggi interiori, 
si prendono per mano,
camminando verso una meta comune,
allora sì che potranno evitare frequenti naufragi
che incombono spesso sui più nobili progetti
e realizzare le meraviglie a cui siamo chiamati: esprimere la Vita
in armoniosa e solidale cooperazione, 
divenendo degni custodi
di una splendida Terra,
sulla quale potranno essere impresse solo le orme 
lasciate dal nostro essere Amore in azione.

Dice Lao Tzu:
"Ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo"...

solo che non è un passo fisico, su un particolare sentiero, 
ma un passo verso il nostro universo interiore.  💓









P.S. post già pubblicato il 18 febbraio 2021