Sri Aurobindo ci precede sul sentiero verso l'ascesi, offrendo indicazioni precise al discepolo che voglia intraprendere la salita e accettare la sfida ad oltraggiare tutte le ombre che lo attanagliano nella densa materia, fino alla scoperta dello spirito vibrante in lui e alla totale unione con l'Essere Supremo tramite la divina Madre.
Confortato dalla premura della Madre divina infatti e accolto nel grembo della Sua Creazione, il suo sforzo sarà benedetto al punto da superare ogni ostacolo compresi gli auto-sabotaggi che porrà innanzi a se stesso sulla impervia via dell'autorealizzazione, della pace e della beatitudine interiore.
Dinaweh
(leggi e ascolta)
Sri Aurobindo
LA MADRE
(1927)
Due soli poteri possono, mediante la loro congiunzione, compiere la grande e difficile opera, scopo del nostro sforzo; un'aspirazione costante, ineluttabile, che chiama dal basso ed una Grazia Suprema che risponde dall'Alto. Ma la Grazia Suprema non potrà agire che nella Luce e nella Verità; non potrà farlo nelle condizioni imposte dalla menzogna e dall'ignoranza. Se dovesse sottomettersi a queste esigenze, incorrerebbe nel fallimento dei suoi stessi piani.
Ecco le condizioni di Luce e di Verità, le sole accettabili dalla più alta Forza per la propria discesa ed è soltanto la più alta forza Super-mentale discendente dall'Alto ed aprentesi il passaggio dal basso, che può dirigere vittoriosamente la natura fisica ed annichilire le sue difficoltà.
Occorre un dono di sé totale e sincero, un'apertura di sé rivolta esclusivamente verso il potere divino; una missione costante ed integrale della Verità che discende; un costante ed integrale rifiuto della menzogna, dei poteri e delle apparenze della mente, del vitale e del fisico che governano ancora la natura terrestre.
Il dono di sé deve essere totale ed estendersi a tutte le parti dell'essere: non basta che lo psichico risponda, che la mente Superiore accetti, che il vitale inferiore si sottometta e che la coscienza fisica interiore senta l'influsso. Nulla dev'essergli in alcuna parte dell'essere neppure nella più esteriore che si riservi o si nasconda dietro ai dubbi, la confusione, i sotterfugi; nulla che si ribelli o si rifiuti. Che una parte dell'essere si sottometta, ma che un'altra si riservi e segua il proprio cammino o ponga le proprie condizioni, allora ogni volta che ciò si produce, la Grazia divina viene respinta.
Se dietro alla vostra devozione e sottomissione i desideri, le esigenze egoiste, le insistenze vitali rimangono intatti, sostituendosi alla vera aspirazione o che li mescoliate ad essa, tentando di imporli alla Shakti divina, invano invocherete la Grazia divina per trasformarvi; se aprite alla Verità una parte del vostro essere e dal lato opposto lasciate aperte le porte alle forze ostili, è futile sperare che la Grazia divina dimori in voi: dovete mantenere il tempio pulito, se desiderate che la Presenza vivente vi si stabilisca.
Se ogni volta che il potere interviene e fa discendere la Verità, volgete le spalle e richiamate la menzogna che è stata espulsa, non dovete biasimare la Grazia divina di farvi difetto, ma la falsità della vostra volontà e l'imperfezione della vostra sottomissione.
Se volete la Verità e, nello stesso tempo, qualche cosa in voi sceglie la falsità, l'ignoranza e il non divino od anche semplicemente non sia disposta a rifiutare totalmente questi falsi movimenti, allora sarete sempre esposti agli attacchi ostili e la Grazia si ritirerà da voi.
Scoprite prima ciò che in voi è falso ed oscuro e respingetelo con persistenza; solamente allora avrete il diritto di potere fare appello al potere divino, affinché vi trasformi. Non pensate che la Verità e la menzogna, la Luce e l'Ombra, la sottomissione e l'egoismo possano essere ammessi a dimorare insieme nella casa consacrata al divino. La trasformazione deve essere integrale ed integrale il rifiuto di tutto ciò che vi si oppone. Respingete la falsa nozione che il potere divino farà, che è obbligato a fare tutto per voi, su vostra richiesta anche quando le condizioni poste dal Supremo non vengano soddisfatte.
Che la vostra sottomissione sia vera e completa: allora e solamente allora, tutto sarà fatto per voi! Respingete anche l'attesa falsa ed indolente che il Potere divino compia la sottomissione per voi. Il Supremo richiede la vostra sottomissione, ma non la impone; fino a quando non giunga la trasformazione irrevocabile, siete libero ad ogni momento di negare e di respingere il divino e di ricredervi sul dono di voi stessi, se siete disposti a subirne le conseguenze spirituali.
La sottomissione deve essere libera e spontanea; deve essere la sottomissione di un essere vivente e non quella di un automa inerte o di un utensile meccanico.
Si confonde continuamente una inerte passività con la vera sottomissione, ma da una passività inerte non può risultare nulla di vero, né di possente: è la passività inerte della natura fisica che la lascia in balìa di tutte le influenze oscure ed anti-divine.
Affinché la Forza divina possa operare, è indispensabile una sottomissione felice, forte e utile: l'obbedienza del discepolo illuminato dalla Verità del Guerriero interiore che combatte contro l'oscurità e la menzogna, del fedele servitore del Divino.
Tale è la vera attitudine e solamente coloro che possono assumerla e conservarla sapranno mantenere una fede che le delusioni e le difficoltà non scuoteranno e supereranno la prova verso la vittoria suprema e la grande trasformazione.
Attraverso la sua Shakti il divino è presente in ogni azione, in tutto ciò che nell'Universo viene fatto, ma velato dalla sua yoga-maya, opera nella natura inferiore attraverso l'ego del Giva. Anche nello yoga il divino è il Sadaka e la Sadhana. La Shakti rende possibile la Sadhana mediante la sua Luce, il suo potere, la sua conoscenza, la sua coscienza, il suo Ananda, agenti sull'Adara, l'essere fisico, e quando questo si apre a lei, riversando in esso quelle forze divine che rendono la Sadhana possibile. Ma, fintanto che la natura inferiore rimanga attiva, lo sforzo personale del Sadaka è necessario.
Lo sforzo personale che viene richiesto è il triplice lavoro di aspirazione, di rifiuto e di dono di sé: un'aspirazione vigilante, costante, incessante; la volontà dello Spirito, la ricerca del cuore, il consenso dell'essere vitale, la volontà di aprire e di rendere plastiche la coscienza e la natura fisica: il rifiuto dei movimenti della natura inferiore, il rifiuto delle idee, delle opinioni, preferenze, abitudini e costruzioni della mente, affinché la vera conoscenza possa trovare il campo libero in una mente silenziosa; il rifiuto dei desideri, delle richieste, delle sensazioni e delle passioni della natura vitale; del suo egoismo, del suo orgoglio, della sua arroganza, della sua lussuria, della sua avidità, della sua gelosia, della sua invidia e della sua ostilità verso la Verità, affinché gli autentici poteri e gioia possano riversarsi dall'Alto in un essere vitale, calmo, grande, forte e consacrato.
Il rifiuto della stupidità, del dubbio, dell'incredulità, dell'oscurità, dell'ostinazione, della meschinità, della pigrizia, della cattiva volontà di cambiare e del Tamas della natura fisica, affinché la vera stabilità, della Luce del Potere, dell'Ananda prenda dimora in un corpo sempre più divino.
Il dono di sé al divino e alla Shakti di tutto ciò che si è, di tutto ciò che si ha, di ogni piano della coscienza e di ogni movimento in proporzione al dono e alla consacrazione di sé, il Sadaka diviene consapevole che è la Shakti divina che fa la Sadhana e penetra in lui sempre più, stabilendovi la libertà e la perfezione della natura divina. Quanto più questa operazione, svolta in piena consapevolezza sostituisca il suo sforzo, tanto più rapido e vero diviene il progresso; ma la necessità dello sforzo personale non può essere totalmente eliminata che al momento in cui la sottomissione e la consacrazione in tutte le parti dell'essere sono diventate pure e complete. Notate che una sottomissione tamasica che rifiuti di adempiere alle condizioni e richieda al divino di tutto fare, risparmiandogli le difficoltà e tutte le lotte, è un inganno che non conduce né alla libertà, né alla perfezione.
Per attraversare la vita protetti contro ogni timore, ogni rischio ed ogni disgrazia, due cose sono necessarie ed esse vanno sempre unite: la Grazia della Madre divina e, da parte vostra, uno stato interiore fatto di fede, di sincerità e di sottomissione.
Che la vostra fede sia pura, candida e perfetta; una fede egoista dell'essere mentale e vitale, colorata dall'ambizione, dall'orgoglio, dalla vanità, dall'arroganza mentale, dall'ostinazione vitale, dalle esigenze personali, dal desiderio per le meschine soddisfazioni della natura inferiore, è una fiamma bassa e fumosa che non può innalzarsi diritta verso il Cielo.
Considerate che la vostra vita vi è data solamente per l'opera divina e per aiutarla nella sua manifestazione.
Non desiderate nulla, se non la purezza, la forza, la luce, l'ampiezza, la calma, l'Ananda della coscienza divina e la sua insistenza a trasformare e perfezionare la vostra mente, la vostra vita ed il vostro corpo.
Non chiedete altro che la Verità divina, spirituale e Super-mentale, la sua realizzazione sulla Terra, in voi ed in tutti i chiamati e prescelti e le condizioni necessarie per la sua creazione e la sua vittoria sulle forze avverse.
Che la vostra sincerità e la vostra sottomissione siano vere e complete: se vi date al divino, datevi completamente: senza esigenze, senza condizioni, senza riserve, affinché tutto in voi appartenga alla Madre divina e nulla sia lasciato all'ego o dato a qualche altra Potenza.
Più la vostra fede, la vostra sincerità e la vostra sottomissione sono complete, più la Grazia e la protezione della Madre divina sono con voi e, quando la Grazia e la protezione della Madre divina sono con voi, chi vi può toccare, o chi avrete da temere? Anche un poco della sua Grazia vi porterà attraverso tutte le difficoltà, tutti gli ostacoli e tutti i pericoli, protetti dalla Sua presenza, potete inoltrarvi senza timore sul vostro cammino che è il suo, incuranti di tutte le minacce, senza essere colpiti da alcuna ostilità, per quanto potente essa sia, che venga da questo mondo o dai mondi invisibili. Il suo contatto può volgere le difficoltà in occasioni, l'insuccesso in successo e la debolezza in forza che non viene meno. La Grazia della Madre divina è il consenso del Supremo e, presto o tardi, il suo effetto è sicuro: è una cosa decretata, inevitabile ed irresistibile!
IL DENARO
Il denaro è il segno visibile di una Forza universale che, nella sua manifestazione sulla Terra, opera sui piani vitali e fisico ed è indispensabile alla pienezza della vita esteriore. Nella sua origine e nella sua azione vera, essa appartiene al divino ma, come le altre potenze del divino, quando viene trasmessa quaggiù nell'ignoranza della natura inferiore, può venire usurpata per la soddisfazione dell'ego o detenuta da influenze asuriche e da queste sviata a loro vantaggio. Essa è veramente una delle tre forze: il potere, il denaro, il sesso, che hanno maggiore attrazione sull'ego umano e sull'asura e la più generalmente mal posseduta e male impiegata da coloro che la detengono.
I cercatori e i detentori di ricchezze sono più spesso posseduti da esse, che non loro possessori; assai pochi sfuggono interamente ad una certa influenza deformante che è stata imposta alla ricchezza dal lungo dominio perverso dell'asura. Quando chiedete per la Madre, dovete sentire che è Lei che richiede per vostro mezzo un poco di ciò che le appartiene e che l'uomo a cui rivolgete la richiesta sarà giudicato dalla sua risposta. Se, senza alcun rifiuto ascetico, siete libero dalla contaminazione del danaro, avrete un più grande controllo su di esso e sull'impiego per l'opera divina. L'equanimità, l'assenza di esigenze e la dedizione completa alla Shakti divina e alla Sua opera di tutto ciò che avete e ricevete ed anche del vostro potere di acquisire sono i segni di questa libertà. Ogni turbamento per ciò che concerne il denaro ed il suo uso, ogni esigenza, ogni rimpianto è un indice sicuro di imperfezione e di un attaccamento qualsiasi.
In questa materia il Sadaka ideale è colui che può, se necessario, vivere poveramente, senza che alcun senso di mancanza lo colpisca, né intervenga nella pienezza del lavoro interiore della coscienza divina o vivere riccamente senza mai in alcun momento lasciarsi prendere dal desiderio e dall'attaccamento per la ricchezza che possiede e per le cose di cui si serve; né rimanere asservito alla soddisfazione dei propri piaceri, né legato alle abitudini create dal possesso delle ricchezze. La volontà divina e l'Ananda divino sono tutto per lui.
Nella creazione Super-mentale occorre che la forza del denaro sia restituita alla Potenza divina e impiegata per l'ordinamento e l'allestimento veri, belli ed armoniosi di un'esistenza vitale e fisica nuova e divinizzata nel modo che la Madre divina deciderà nella sua visione creatrice ma, innanzitutto, occorre che la forza del denaro sia riconquistata per Lei ed i più forti in questa conquista saranno quelli che in questa parte della loro natura rimangono fermi, vasti, liberi dall'ego e consacrati, senza alcuna rivendicazione, ritenzione, né esitazione: puri e possenti canali della Potenza suprema.
DONAZIONE TOTALE
Se volete essere un vero artefice dell'opera divina, occorre che il vostro primo movimento sia nel liberarvi totalmente da ogni desiderio e da ogni amor proprio egoista. La vita intera dev'essere un'offerta ed un sacrificio al Supremo; il vostro solo scopo nell'azione sarà di servire, di ricevere, di adempiere e di divenire uno strumento manifestante la Shakti divina nelle sue opere. Dovete crescere nella coscienza divina sino a che la minima differenza tra la vostra volontà e la sua sia scomparsa e che in voi non esista altro movente tranne il suo impulso, né azione alcuna che non provenga dalla sua spinta cosciente in voi ed attraverso di voi. Fino a quando non sarete capaci di questa identificazione completa, dinamica, dovrete considerarvi come un'anima ed un corpo creati per il suo servizio, come colui che non agisce che per Lei; anche se l'idea del lavoratore distinto è forte in voi e sentite che siete voi che agite, tuttavia, occorre farlo per Lei. Ogni sforzo di scelta egoista, ogni sete di profitto personale, la formulazione di un desiderio che vuole soddisfarsi debbono essere estirpati dalla natura; non vi deve essere né richiesta del frutto, né ricerca della ricompensa: il solo frutto sarà il piacere della Madre divina ed il compimento della sua Opera; la vostra sola ricompensa, una progressione costante nella coscienza divina: la calma, la forza e la beatitudine; la gioia del servizio e la gioia dello sviluppo interiore per mezzo delle opere è ricompensa sufficiente per il lavoratore disinteressato. Ma un tempo verrà in cui sentirete sempre più che siete lo strumento e non il lavoratore giacché, per la forza della vostra devozione, il rapporto che avete con la Madre divina diverrà così intimo che ad ogni momento non avrete che da concentrarvi e tutto riporre nelle Sue mani per essere guidato dalla Sua presenza e ricevere direttamente il suo ordine e il suo impulso: l'indicazione sicura della cosa da fare, nella maniera di farla e del risultato. In seguito realizzerete che la Shakti divina non solamente ispira e guida la vostra azione, ma ne prende l'iniziativa e la compie; tutti i vostri movimenti prendono nascita in Lei; la vostra forza e la Sua: lo Spirito, la vita ed il corpo diverranno strumenti coscienti e lieti della Sua azione; mezzi per il suo gioco, forme per la Sua manifestazione nell'universo fisico. Non vi può essere condizione più felice di questa unione e di questa dipendenza che vi porteranno oltre frontiera, fuori della vita dell'ignoranza, fatta di tensione e di sofferenza verso la verità del vostro essere spirituale nella sua pace profonda e nel suo Ananda intenso.
Mentre ha luogo questa trasformazione è più che mai necessario preservarsi da ogni contaminazione proveniente dalle perversioni dell'ego; non lasciate che insinui alcuna esigenza, alcuna insistente richiesta che possa offuscare la purezza del dono di sé e del sacrificio. Non vi deve essere attaccamento all'opera, né al suo risultato; non imposizione di condizioni o pretesa di possedere il potere che, al contrario, deve possedervi: né orgoglio dello strumento, né vanità, né arroganza. A nulla, nella mente, nelle parti vitali o fisiche dev'essere permesso di sviare per il proprio uso la grandezza delle forze che agiscono attraverso di voi o di possederle per la loro personale e separata soddisfazione.
Che la vostra fede, la vostra sincerità, la purezza della vostra aspirazione siano assolute e penetrino tutti i piani e tutti gli strati dell'essere: allora, tutti gli elementi perturbatori e tutti gli influssi deformanti cadranno progressivamente dalla vostra natura. Il ciclo finale di questa perfezione arriverà quando sarete completamente identificato alla Madre divina e non vi sentirete più un essere separato, uno strumento, un servitore od un lavoratore distinto, ma veramente un figlio in un puro frammento eterno della sua coscienza e della sua forza. Essa sarà sempre in voi e voi sarete in Lei; sarà per voi un'esperienza costante, semplice e naturale e tutto il vostro pensiero, tutta la vostra visione, tutta la vostra azione, persino il vostro muovervi e respirare vengano da Lei e siano i suoi. Saprete, vedrete e sentirete che siete un potere formato da Lei; esteriorizzato per il suo gioco e nondimeno, sempre al sicuro nel suo seno: essere del suo essere, coscienza della sua coscienza, forza della sua forza, Ananda del suo Ananda. Quando questa condizione sarà completa e le sue energie Super-mentali potranno liberamente farvi muovere, sarete perfetto nelle opere divine. La conoscenza, la volontà e l'azione diverranno sicure, semplici, luminose, spontanee, senza difetto: corrente del supremo movimento divino dell'Eterno.
COSMOGONIA
La Madre agisce sulle proprie creature, mantiene l'ordine e l'armonia nei mondi da Lei creati e dirige la manifestazione delle Sue innumerevoli forze, mediante quattro poteri tra le predominanti personalità, parti e personificazioni della Sua divinità. La Madre è una, ma si presenta a noi sotto aspetti diversi. Molti sono i poteri, le personalità le emanazioni e i Vibhuti che agiscono per Lei nell'Universo. Colei che adoriamo come la Madre è la Coscienza-Forza divina che domina tutte le esistenze; unica e tuttavia così molteplice che anche per lo spirito più pronto e per l'intelligenza più libera e vasta, risulta impossibile seguirne i movimenti.
La Madre, quale Coscienza e Forza del Supremo, è infinitamente al di sopra delle proprie creazioni ma, attraverso le Sue personificazioni, qualcosa può giungere fino a noi: tanto più percettibile, quanto più definiti e limitati siano il temperamento e le forme della divinità con le quali essa consente a manifestarsi nelle sue creature. Potete scorgere tre maniere d'essere della Madre quando vi identificate con la Coscienza-forza che sostiene noi e l'Universo. La Trascendente, la suprema Shakti che sta all'origine, che si tiene al di sopra dei mondi e serve da legame tra la creazione e il mistero mai manifestato del Supremo. L'universale, la Maha Shakti cosmica che crea tutti gli esseri, contiene, penetra, sostiene e dirige i milioni di procedimenti e di forze: l'individuale che personifica il potere dei due più vasti aspetti della sua esistenza, li rende viventi e a noi vicini, mediando tra la personalità umana e la natura divina. Come la Sua Shakti trascendente che sta all'origine, la Madre si tiene al di sopra di tutti i mondi e contiene il divino supremo nella sua coscienza eterna; è la sola a custodire il potere assoluto e la presenza ineffabile, contenendo e chiamando le verità che devono manifestarsi, facendole discendere dal mistero dove si tengono celate, nella luce della sua coscienza infinita e dando loro una forma dinamica nel suo potere onnipotente e nella sua vita senza limiti ed un corpo dell'universo. Il Supremo si manifesta in lei come l'eterno Sat-Chit-Ananda. Si manifesta nei mondi attraverso di lei come Coscienza unica e duale negli Swara Shakti e il principio duale di Purusha Prakriti. Si personifica nei mondi, nei piani, negli dèi e nelle loro energie che si foggiano grazie ad essa come tutto ciò che esiste nei mondi conosciuti ed in altri sconosciuti.
Tutto in lei è il gioco del Supremo; tutto la manifestazione dei misteri dell'Eterno, dei miracoli dell'infinito. Tutto è in lei, perché tutto è particella e frammento della Coscienza-forza divina.
Nulla può esistere qui o altrove al di fuori di ciò che essa decida e che il Supremo permetta.
Nulla può assumere forma, eccetto ciò che, messo in movimento dal Supremo, essa percepisca e foggi, dopo averne modellato il germe nel suo Ananda creatore.
La Maha Shakti, la Madre universale effettua tutto ciò che il Supremo trasmette attraverso la propria Coscienza trascendentale ed entra nei mondi che ha creato. La sua Presenza li riempie e li sostiene mediante lo Spirito divino con la forza e la felicità divine che tutto sostentano e senza di cui non potrebbero esistere.
Ciò che noi chiamiamo "natura" o "Prakriti" non è che il più esteriore dei suoi aspetti esecutivi.
La Maha-Shakti dispone ed organizza l'armonia delle sue forze e dei suoi procedimenti, determina le attività della natura e si muove tra di esse, celata o manifesta, in tutto ciò che può essere visto, sperimentato e immesso nel movimento della vita. Ogni mondo non è che un gioco della Maha Shakti, in questo sistema di mondi o di universi in cui risiede come anima e personalità cosmica della Madre trascendentale.
Ciascuno di essi rappresenta ciò che esiste nella sua visione, accolto nel suo cuore di bellezza e di potere e creato nel suo Ananda. Ma vi sono molti piani nella sua creazione, molti gradi della Shakti divina. Alla sommità della manifestazione di cui facciamo parte esistono mondi di esistenza, di coscienza, di forza e di felicità infinite su cui risiede la Madre come potere eterno senza veli. Là tutti gli esseri vivono e si muovono nella più ineffabile pienezza ed unità invariabile, sempre al sicuro tra le sue braccia.
Più vicini a noi sono i mondi di una perfetta creazione super-mentale, nei quali la Madre è la Maha Shakti super-mentale, potere d'onniscente volontà ed onnipotente conoscenza divina, sempre evidente nelle sue opere infallibili e spontaneamente perfette.
Là, tutti i movimenti sono passi della verità, tutti gli esseri, anime, poteri e corpi della luce divina; tutte le esperienze sono mari, flutti e onde di un'Ananda assoluto ed intenso; ma i mondi nei quali noi dimoriamo sono quelli dell'ignoranza: i mondi della mente, della vita e del corpo, incoscienti della loro origine e di cui la Terra è un centro significativo e la sua evoluzione un movimento decisivo.
Anche questo mondo, con la sua oscurità, le sue lotte e le sue imperfezioni è sostenuto dalla Madre universale, mosso e condotto dalla Maha Shakti, verso la mèta.
La Madre, in quanto Maha Shakti di questo triplice mondo di ignoranza sta in un piano intermedio tra la luce super-mentale, la vita di verità, la creazione di verità che dev'essere condotta su questa Terra e quella gerarchia ascendente e discendente dei piani di coscienza che, come doppia scala, s'immerge nell'ignoranza della materia per risalire di nuovo nell'infinità dello Spirito, attraverso lo sbocciare della vita, dell'anima e dell'intelletto, determinando da ciò che vede, sente ed emana da sé tutto quello che sarà l'Universo e l'evoluzione terrestre. Essa sta lì, al di sopra degli dèi, con davanti a sé tutte le sue personalità e tutti i suoi poteri, disposti e pronti per l'azione. Proietta le loro emanazioni nei mondi inferiori per intervenire, governare, combattere e conquistare; per guidare e compiere i loro cicli; per dirigere le linee d'azione totali e individuali delle loro forze. Queste emanazioni sono le numerose forme e personalità divine nelle quali gli uomini l'hanno adorata sotto nomi diversi, attraverso le età.
Essa prepara e forma, mediante questi poteri e le loro emanazioni, lo spirito ed il corpo dei suoi Vibhuti, nella stessa guisa in cui prepara e forma gli spiriti e i corpi per i Vibhuti dell'Isvara, incaricati di manifestare nel mondo fisico e sotto la maschera della coscienza umana qualche raggio del suo potere, delle sue qualità e della sua presenza. Tutte le scene del gioco terrestre sono state, come in un dramma, organizzate, concepite e rappresentate da lei con gli dèi cosmici quali ausiliari e Lei stessa, quale attore velato.
La Madre, non soltanto governa tutto dall'alto, ma discende in questo triplice Universo inferiore in modo impersonale: tutte le cose di quaggiù, persino i movimenti dell'ignoranza sono il suo potere velato, le sue creazioni, in una sostanza più grossolana: il corpo e la forza della sua natura ed esse esistono perché, mossa dal fiat misterioso del Supremo, allo scopo di condurre a compimento qualche possibilità dell'infinito, essa ha accettato di compiere il grande sacrificio, assumendo il travestimento dell'anima e le forme dell'ignoranza; ma, anche di persona, si è degnata di scendere quaggiù nell'oscurità per poterla dissolvere in luce; nella menzogna e nell'errore, per convertirli alla verità; nella morte, per cambiarla in vita divinizzata; nel dolore del mondo, nella sua sofferenza e nella sua ostinata afflizione, per mettervi fine con l'estasi trasformatrice del suo sublime Ananda. Per il profondo e grande amore per i suoi figli, essa ha acconsentito di rivestire l'apparenza di questa oscurità; ha accondisceso a subire gli attacchi e gli influssi torturanti dei poteri delle tenebre e della menzogna; ha sopportato di attraversare la porta di questa nascita che è una morte; preso su di sé le angosce, gli affanni, le sofferenze delle creature perché, solo così, la creazione poteva essere innalzata sino alla luce, alla gioia e alla verità, sino alla vita eterna.
E' il grande sacrificio del Purusha, ma ben più profondamente l'olocausto di Prakriti: il sacrificio della Madre divina.