sabato 5 settembre 2026

LA VIA PERFETTA

 

LA VIA PERFETTA




Chiamati ad operare con integrità e dedizione totale alla Verità, in questo tempo così travagliato e apparentemente ostile, mi sento di proporre alla lettura questo testo sublime, quale manuale necessario per chi si ritenga pronto ad incamminarsi verso la Via della piena realizzazione di sé, intesa come cammino di perfezione, indossando gli abiti del pellegrino di quel viaggio interiore non più procrastinabile in un tempo in cui non è più possibile stare a metà tra l'oscurità e la luce.

Ognuno si posizioni dunque sulla scena del mondo, prenda parte al dramma cosmico e segua con tutto se stesso il proprio cuore o le proprie ambizioni, la propria lussuria o la purezza del proprio intento verso la porta che conduce al raggiungimento e alla visione del proprio cielo interiore. 

Sri Aurobindo ci precede sul sentiero verso l'ascesi, offrendo indicazioni precise al discepolo che voglia intraprendere la salita e accettare la sfida ad oltraggiare tutte le ombre che lo attanagliano nella densa materia, fino alla scoperta dello spirito vibrante in lui e alla totale unione con l'Essere Supremo tramite la divina Madre.

Confortato dalla premura della Madre divina infatti e accolto nel grembo della Sua Creazione, il suo sforzo sarà benedetto al punto da superare ogni ostacolo compresi gli auto-sabotaggi che porrà innanzi a se stesso sulla impervia via dell'autorealizzazione, della pace e della beatitudine interiore.

Dinaweh

(leggi e ascolta)



Sri Aurobindo 

LA MADRE 
(1927) 


Due soli poteri possono, mediante la loro congiunzione, compiere la grande e difficile opera, scopo del nostro sforzo; un'aspirazione costante, ineluttabile, che chiama dal basso ed una Grazia Suprema che risponde dall'Alto. Ma la Grazia Suprema non potrà agire che nella Luce e nella Verità; non potrà farlo nelle condizioni imposte dalla menzogna e dall'ignoranza. Se dovesse sottomettersi a queste esigenze, incorrerebbe nel fallimento dei suoi stessi piani. 
Ecco le condizioni di Luce e di Verità, le sole accettabili dalla più alta Forza per la propria discesa ed è soltanto la più alta forza Super-mentale discendente dall'Alto ed aprentesi il passaggio dal basso, che può dirigere vittoriosamente la natura fisica ed annichilire le sue difficoltà. 
Occorre un dono di sé totale e sincero, un'apertura di sé rivolta esclusivamente verso il potere divino; una missione costante ed integrale della Verità che discende; un costante ed integrale rifiuto della menzogna, dei poteri e delle apparenze della mente, del vitale e del fisico che governano ancora la natura terrestre. 
Il dono di sé deve essere totale ed estendersi a tutte le parti dell'essere: non basta che lo psichico risponda, che la mente Superiore accetti, che il vitale inferiore si sottometta e che la coscienza fisica interiore senta l'influsso. Nulla dev'essergli in alcuna parte dell'essere neppure nella più esteriore che si riservi o si nasconda dietro ai dubbi, la confusione, i sotterfugi; nulla che si ribelli o si rifiuti. Che una parte dell'essere si sottometta, ma che un'altra si riservi e segua il proprio cammino o ponga le proprie condizioni, allora ogni volta che ciò si produce, la Grazia divina viene respinta. 
Se dietro alla vostra devozione e sottomissione i desideri, le esigenze egoiste, le insistenze vitali rimangono intatti, sostituendosi alla vera aspirazione o che li mescoliate ad essa, tentando di imporli alla Shakti divina, invano invocherete la Grazia divina per trasformarvi; se aprite alla Verità una parte del vostro essere e dal lato opposto lasciate aperte le porte alle forze ostili, è futile sperare che la Grazia divina dimori in voi: dovete mantenere il tempio pulito, se desiderate che la Presenza vivente vi si stabilisca. 
Se ogni volta che il potere interviene e fa discendere la Verità, volgete le spalle e richiamate la menzogna che è stata espulsa, non dovete biasimare la Grazia divina di farvi difetto, ma la falsità della vostra volontà e l'imperfezione della vostra sottomissione. 
Se volete la Verità e, nello stesso tempo, qualche cosa in voi sceglie la falsità, l'ignoranza e il non divino od anche semplicemente non sia disposta a rifiutare totalmente questi falsi  movimenti, allora sarete sempre esposti agli attacchi ostili e la Grazia si ritirerà da voi.
Scoprite prima ciò che in voi è falso ed oscuro e respingetelo con persistenza; solamente allora avrete il diritto di potere fare appello al potere divino, affinché vi trasformi. Non pensate che la Verità e la menzogna, la Luce e l'Ombra, la sottomissione e l'egoismo possano essere ammessi a dimorare insieme nella casa consacrata al divino. La trasformazione deve essere integrale ed integrale il rifiuto di tutto ciò che vi si oppone. Respingete la falsa nozione che il potere divino farà, che è obbligato a fare tutto per voi, su vostra richiesta anche quando le condizioni poste dal Supremo non vengano soddisfatte. 
Che la vostra sottomissione sia vera e completa: allora e solamente allora, tutto sarà fatto per voi! Respingete anche l'attesa falsa ed indolente che il Potere divino compia la sottomissione per voi. Il Supremo richiede la vostra sottomissione, ma non la impone; fino a quando non giunga la trasformazione irrevocabile, siete libero ad ogni momento di negare e di respingere il divino e di ricredervi sul dono di voi stessi, se siete disposti a subirne le conseguenze spirituali. 
La sottomissione deve essere libera e spontanea; deve essere la sottomissione di un essere vivente e non quella di un automa inerte o di un utensile meccanico. 
Si confonde continuamente una inerte passività con la vera sottomissione, ma da una passività inerte non può risultare nulla di vero, né di possente: è la passività inerte della natura fisica che la lascia in balìa di tutte le influenze oscure ed anti-divine. 
Affinché la Forza divina possa operare, è indispensabile una sottomissione felice, forte e utile: l'obbedienza del discepolo illuminato dalla Verità del Guerriero interiore che combatte contro l'oscurità e la menzogna, del fedele servitore del Divino. 
Tale è la vera attitudine e solamente coloro che possono assumerla e conservarla sapranno mantenere una fede che le delusioni e le difficoltà non scuoteranno e supereranno la prova verso la vittoria suprema e la grande trasformazione.

Attraverso la sua Shakti il divino è presente in ogni azione, in tutto ciò che nell'Universo viene fatto, ma velato dalla sua yoga-maya, opera nella natura inferiore attraverso l'ego del Giva. Anche nello yoga il divino è il Sadaka e la Sadhana. La Shakti rende possibile la Sadhana mediante la sua Luce, il suo potere, la sua conoscenza, la sua coscienza, il suo Ananda, agenti sull'Adara, l'essere fisico, e quando questo si apre a lei, riversando in esso quelle forze divine che rendono la Sadhana possibile. Ma, fintanto che la natura inferiore rimanga attiva, lo sforzo personale del Sadaka è necessario. 
Lo sforzo personale che viene richiesto è il triplice lavoro di aspirazione, di rifiuto e di dono di sé: un'aspirazione vigilante, costante, incessante; la volontà dello Spirito, la ricerca del cuore, il consenso dell'essere vitale, la volontà di aprire e di rendere plastiche la coscienza e la natura fisica: il rifiuto dei movimenti della natura inferiore, il rifiuto delle idee, delle opinioni, preferenze, abitudini e costruzioni della mente, affinché la vera conoscenza possa trovare il campo libero in una mente silenziosa; il rifiuto dei desideri, delle richieste, delle sensazioni e delle passioni della natura vitale; del suo egoismo, del suo orgoglio, della sua arroganza, della sua lussuria, della sua avidità, della sua gelosia, della sua invidia e della sua ostilità verso la Verità, affinché gli autentici poteri e gioia possano riversarsi dall'Alto in un essere vitale, calmo, grande, forte e consacrato. 
Il rifiuto della stupidità, del dubbio, dell'incredulità, dell'oscurità, dell'ostinazione, della meschinità, della pigrizia, della cattiva volontà di cambiare e del Tamas della natura fisica, affinché la vera stabilità, della Luce del Potere, dell'Ananda prenda dimora in un corpo sempre più divino.
Il dono di sé al divino e alla Shakti di tutto ciò che si è, di tutto ciò che si ha, di ogni piano della coscienza e di ogni movimento in proporzione al dono e alla consacrazione di sé, il Sadaka diviene consapevole che è la Shakti divina che fa la Sadhana e penetra in lui sempre più, stabilendovi la libertà e la perfezione della natura divina. Quanto più questa operazione, svolta in piena consapevolezza sostituisca il suo sforzo, tanto più rapido e vero diviene il progresso; ma la necessità dello sforzo personale non può essere totalmente eliminata che al momento in cui la sottomissione e la consacrazione in tutte le parti dell'essere sono diventate pure e complete. Notate che una sottomissione tamasica che rifiuti di adempiere alle condizioni e richieda al divino di tutto fare, risparmiandogli le difficoltà e tutte le lotte, è un inganno che non conduce né alla libertà, né alla perfezione.
Per attraversare la vita protetti contro ogni timore, ogni rischio ed ogni disgrazia, due cose sono necessarie ed esse vanno sempre unite: la Grazia della Madre divina e, da parte vostra, uno stato interiore fatto di fede, di sincerità e di sottomissione. 
Che la vostra fede sia pura, candida e perfetta; una fede egoista dell'essere mentale e vitale, colorata dall'ambizione, dall'orgoglio, dalla vanità, dall'arroganza mentale, dall'ostinazione vitale, dalle esigenze personali, dal desiderio per le meschine soddisfazioni della natura inferiore, è una fiamma bassa e fumosa che non può innalzarsi diritta verso il Cielo. 
Considerate che la vostra vita vi è data solamente per l'opera divina e per aiutarla nella sua manifestazione. 
Non desiderate nulla, se non la purezza, la forza, la luce, l'ampiezza, la calma, l'Ananda della coscienza divina e la sua insistenza a trasformare e perfezionare la vostra mente, la vostra vita ed il vostro corpo. 
Non chiedete altro che la Verità divina, spirituale e Super-mentale, la sua realizzazione sulla Terra, in voi ed in tutti i chiamati e prescelti e le condizioni necessarie per la sua creazione e la sua vittoria sulle forze avverse. 
Che la vostra sincerità e la vostra sottomissione siano vere e complete: se vi date al divino, datevi completamente: senza esigenze, senza condizioni, senza riserve, affinché tutto in voi appartenga alla Madre divina e nulla sia lasciato all'ego o dato a qualche altra Potenza. 
Più la vostra fede, la vostra sincerità e la vostra sottomissione sono complete, più la Grazia e la protezione della Madre divina sono con voi e, quando la Grazia e la protezione della Madre divina sono con voi, chi vi può toccare, o chi avrete da temere? Anche un poco della sua Grazia vi porterà attraverso tutte le difficoltà, tutti gli ostacoli e tutti i pericoli, protetti dalla Sua presenza, potete inoltrarvi senza timore sul vostro cammino che è il suo, incuranti di tutte le minacce, senza essere colpiti da alcuna ostilità, per quanto potente essa sia, che venga da questo mondo o dai mondi invisibili. Il suo contatto può volgere le difficoltà in occasioni, l'insuccesso in successo e la debolezza in forza che non viene meno. La Grazia della Madre divina è il consenso del Supremo e, presto o tardi, il suo effetto è sicuro: è una cosa decretata, inevitabile ed irresistibile!

IL DENARO

Il denaro è il segno visibile di una Forza universale che, nella sua manifestazione sulla Terra, opera sui piani vitali e fisico ed è indispensabile alla pienezza della vita esteriore. Nella sua origine e nella sua azione vera, essa appartiene al divino ma, come le altre potenze del divino, quando viene trasmessa quaggiù nell'ignoranza della natura inferiore, può venire usurpata per la soddisfazione dell'ego o detenuta da influenze asuriche e da queste sviata a loro vantaggio. Essa è veramente una delle tre forze: il potere, il denaro, il sesso, che hanno maggiore attrazione sull'ego umano e sull'asura e la più generalmente mal posseduta e male impiegata da coloro che la detengono. 
I cercatori e i detentori di ricchezze sono più spesso posseduti da esse, che non loro possessori; assai pochi sfuggono interamente ad una certa influenza deformante che è stata imposta alla ricchezza dal lungo dominio perverso dell'asura. Quando chiedete per la Madre, dovete sentire che è Lei che richiede per vostro mezzo un poco di ciò che le appartiene e che l'uomo a cui rivolgete la richiesta sarà giudicato dalla sua risposta. Se, senza alcun rifiuto ascetico, siete libero dalla contaminazione del danaro, avrete un più grande controllo su di esso e  sull'impiego per l'opera divina. L'equanimità, l'assenza di esigenze e la dedizione completa alla Shakti divina e alla Sua opera di tutto ciò che avete e ricevete ed anche del vostro potere di acquisire sono i segni di questa libertà. Ogni turbamento per ciò che concerne il denaro ed il suo uso, ogni esigenza, ogni rimpianto è un indice sicuro di imperfezione e di un attaccamento qualsiasi. 
In questa materia il Sadaka ideale è colui che può, se necessario, vivere poveramente, senza che alcun senso di mancanza lo colpisca, né intervenga nella pienezza del lavoro interiore della coscienza divina o vivere riccamente senza mai in alcun momento lasciarsi prendere dal desiderio e dall'attaccamento per la ricchezza che possiede e per le cose di cui si serve; né rimanere asservito alla soddisfazione dei propri piaceri, né legato alle abitudini create dal possesso delle ricchezze. La volontà divina e l'Ananda divino sono tutto per lui. 

Nella creazione Super-mentale occorre che la forza del denaro sia restituita alla Potenza divina e impiegata per l'ordinamento e l'allestimento veri, belli ed armoniosi di un'esistenza vitale e fisica nuova e divinizzata nel modo che la Madre divina deciderà nella sua visione creatrice ma, innanzitutto, occorre che la forza del denaro sia riconquistata per Lei ed i più forti in questa conquista saranno quelli che in questa parte della loro natura rimangono fermi, vasti, liberi dall'ego e consacrati, senza alcuna rivendicazione, ritenzione, né esitazione: puri e possenti canali della Potenza suprema. 

DONAZIONE TOTALE

Se volete essere un vero artefice dell'opera divina, occorre che il vostro primo movimento sia nel liberarvi totalmente da ogni desiderio e da ogni amor proprio egoista. La vita intera dev'essere un'offerta ed un sacrificio al Supremo; il vostro solo scopo nell'azione sarà di servire, di ricevere, di adempiere e di divenire uno strumento manifestante la Shakti divina nelle sue opere. Dovete crescere nella coscienza divina sino a che la minima differenza tra la vostra volontà e la sua sia scomparsa e che in voi non esista altro movente tranne il suo impulso, né azione alcuna che non  provenga dalla sua spinta cosciente in voi ed attraverso di voi. Fino a quando non sarete capaci di questa identificazione completa, dinamica, dovrete considerarvi come un'anima ed un corpo creati per il suo servizio, come colui che non agisce che per Lei; anche se l'idea del lavoratore distinto è forte in voi e sentite che siete voi che agite, tuttavia, occorre farlo per Lei. Ogni sforzo di scelta egoista, ogni sete di profitto personale, la formulazione di un desiderio che vuole soddisfarsi debbono essere estirpati dalla natura; non vi deve essere né richiesta del frutto, né ricerca della ricompensa: il solo frutto sarà il piacere della Madre divina ed il compimento della sua Opera; la vostra sola ricompensa, una progressione costante nella coscienza divina: la calma, la forza e la beatitudine; la gioia del servizio e la gioia dello sviluppo interiore per mezzo delle opere è ricompensa sufficiente per il lavoratore disinteressato. Ma un tempo verrà in cui sentirete sempre più che siete lo strumento e non il lavoratore giacché, per la forza della vostra devozione, il rapporto che avete con la Madre divina diverrà così intimo che ad ogni momento non avrete che da concentrarvi e tutto riporre nelle Sue mani per essere guidato dalla Sua presenza e ricevere direttamente il suo ordine e il suo impulso: l'indicazione sicura della cosa da fare, nella maniera di farla e del risultato. In seguito realizzerete che la Shakti divina non solamente ispira e guida la vostra azione, ma ne prende l'iniziativa e la compie; tutti i vostri movimenti prendono nascita in Lei; la vostra forza e la Sua: lo Spirito, la vita ed il corpo diverranno strumenti coscienti e lieti della Sua azione; mezzi per il suo gioco, forme per la Sua manifestazione nell'universo fisico. Non vi può essere condizione più felice di questa unione e di questa dipendenza che vi porteranno oltre frontiera, fuori della vita dell'ignoranza, fatta di tensione e di sofferenza verso la verità del vostro essere spirituale nella sua pace profonda e nel suo Ananda intenso.
Mentre ha luogo questa trasformazione è più che mai necessario preservarsi da ogni contaminazione proveniente dalle perversioni dell'ego; non lasciate che insinui alcuna esigenza, alcuna insistente richiesta che possa offuscare la purezza del dono di sé e del sacrificio. Non vi deve essere attaccamento all'opera, né al suo risultato; non imposizione di condizioni o pretesa di possedere il potere che, al contrario, deve possedervi: né orgoglio dello strumento, né vanità, né arroganza. A nulla, nella mente, nelle parti vitali o fisiche dev'essere permesso di sviare per il proprio uso la grandezza delle forze che agiscono attraverso di voi o di possederle per la loro personale e separata soddisfazione. 
Che la vostra fede, la vostra sincerità, la purezza della vostra aspirazione siano assolute e penetrino tutti i piani e tutti gli strati dell'essere: allora, tutti gli elementi perturbatori e tutti gli influssi deformanti cadranno progressivamente dalla vostra natura. Il ciclo finale di questa perfezione arriverà quando sarete completamente identificato alla Madre divina e non vi sentirete più un essere separato, uno strumento, un servitore od un lavoratore distinto, ma veramente un figlio in un puro frammento eterno della sua coscienza  e della sua forza. Essa sarà sempre in voi e voi sarete in Lei; sarà per voi un'esperienza costante, semplice e naturale e tutto il vostro pensiero, tutta la vostra visione, tutta la vostra azione, persino il vostro muovervi e respirare vengano da Lei e siano i suoi. Saprete, vedrete e sentirete che siete un potere formato da Lei; esteriorizzato per il suo gioco e nondimeno, sempre al sicuro nel suo seno: essere del suo essere, coscienza della sua coscienza, forza della sua forza, Ananda del suo Ananda. Quando questa condizione sarà completa e le sue energie Super-mentali potranno liberamente farvi muovere, sarete perfetto nelle opere divine. La conoscenza, la volontà e l'azione diverranno sicure, semplici, luminose, spontanee, senza difetto: corrente del supremo movimento divino dell'Eterno.

COSMOGONIA  

La Madre agisce sulle proprie creature, mantiene l'ordine e l'armonia nei mondi da Lei creati e dirige la manifestazione  delle Sue innumerevoli forze, mediante quattro poteri tra le predominanti personalità, parti e personificazioni della Sua divinità. La Madre è una, ma si presenta a noi sotto aspetti diversi. Molti sono i poteri, le personalità le emanazioni e i Vibhuti che agiscono per Lei nell'Universo. Colei che adoriamo come la Madre è la Coscienza-Forza divina che domina tutte le esistenze; unica e tuttavia così molteplice che anche per lo spirito più pronto e per l'intelligenza più libera e vasta, risulta impossibile seguirne i movimenti. 
La Madre, quale Coscienza e Forza del Supremo, è infinitamente al di sopra delle proprie creazioni ma, attraverso le Sue personificazioni, qualcosa può giungere fino a noi: tanto più percettibile, quanto più definiti e limitati siano il temperamento e le forme della divinità con le quali essa consente a manifestarsi nelle sue creature. Potete scorgere tre maniere d'essere della Madre quando vi identificate con la Coscienza-forza che sostiene noi e l'Universo. La Trascendente, la suprema Shakti che sta all'origine, che si tiene al di sopra dei mondi e serve da legame tra la creazione e il mistero mai manifestato del Supremo. L'universale, la Maha Shakti cosmica che crea tutti gli esseri, contiene, penetra, sostiene e dirige i milioni di procedimenti e di forze: l'individuale che personifica il potere dei due più vasti aspetti della sua esistenza, li rende viventi e a noi vicini, mediando tra la personalità umana e la natura divina. Come la Sua Shakti trascendente che sta all'origine, la Madre si tiene al di sopra di tutti i mondi e contiene il divino supremo nella sua coscienza eterna; è la sola a custodire il potere assoluto e la presenza ineffabile, contenendo e chiamando le verità che devono manifestarsi, facendole discendere dal mistero dove si tengono celate, nella luce della sua coscienza infinita e dando loro una forma dinamica nel suo potere onnipotente e nella sua vita senza limiti ed un corpo dell'universo. Il Supremo si manifesta in lei come l'eterno Sat-Chit-Ananda. Si manifesta nei mondi attraverso di lei come Coscienza unica e duale negli Swara Shakti e il principio duale di Purusha Prakriti. Si personifica nei mondi, nei piani, negli dèi e nelle loro energie che si foggiano grazie ad essa come tutto ciò che esiste nei mondi conosciuti ed in altri sconosciuti. 
Tutto in lei è il gioco del Supremo; tutto la manifestazione dei misteri dell'Eterno, dei miracoli dell'infinito. Tutto è in lei, perché tutto è particella e frammento della Coscienza-forza divina. 
Nulla può esistere qui o altrove al di fuori di ciò che essa decida e che il Supremo permetta. 
Nulla può assumere forma, eccetto ciò che, messo in movimento dal Supremo, essa percepisca e foggi, dopo averne modellato il germe nel suo Ananda creatore.
La Maha Shakti, la Madre universale effettua tutto ciò che il Supremo trasmette attraverso la propria Coscienza trascendentale ed entra nei mondi che ha creato. La sua Presenza li riempie e li sostiene mediante lo Spirito divino con la forza e la felicità divine che tutto sostentano e senza di cui non potrebbero esistere. 

Ciò che noi chiamiamo "natura" o "Prakriti" non è che il più esteriore dei suoi aspetti esecutivi. 
La Maha-Shakti dispone ed organizza l'armonia delle sue forze e dei suoi procedimenti, determina le attività della natura e si muove tra di esse, celata o manifesta, in tutto ciò che può essere visto, sperimentato e immesso nel movimento della vita. Ogni mondo non è che un gioco della Maha Shakti, in questo sistema di mondi o di universi in cui risiede come anima e personalità cosmica della Madre trascendentale. 
Ciascuno di essi rappresenta ciò che esiste nella sua visione, accolto nel suo cuore di bellezza e di potere e creato nel suo Ananda. Ma vi sono molti piani nella sua creazione, molti gradi della Shakti divina. Alla sommità della manifestazione di cui facciamo parte esistono mondi di esistenza, di coscienza, di forza e di felicità infinite su cui risiede la Madre come potere eterno senza veli. Là tutti gli esseri vivono e si muovono nella più ineffabile pienezza ed unità invariabile, sempre al sicuro tra le sue braccia. 
Più vicini a noi sono i mondi di una perfetta creazione super-mentale, nei quali la Madre è la Maha Shakti super-mentale, potere d'onniscente volontà ed onnipotente conoscenza divina, sempre evidente nelle sue opere infallibili e spontaneamente perfette. 
Là, tutti i movimenti sono passi della verità, tutti gli esseri, anime, poteri e corpi della luce divina; tutte le esperienze sono mari, flutti e onde di un'Ananda assoluto ed intenso; ma i mondi nei quali noi dimoriamo sono quelli dell'ignoranza: i mondi della mente, della vita e del corpo, incoscienti della loro origine e di cui la Terra è un centro significativo e la sua evoluzione un movimento decisivo. 
Anche questo mondo, con la sua oscurità, le sue lotte e le sue imperfezioni è sostenuto dalla Madre universale, mosso e condotto dalla Maha Shakti, verso la mèta.
La Madre, in quanto Maha Shakti di questo triplice mondo di ignoranza sta in un piano intermedio tra la luce super-mentale, la vita di verità, la creazione di verità che dev'essere condotta su questa Terra e quella gerarchia ascendente e discendente dei piani di coscienza che, come doppia scala, s'immerge nell'ignoranza della materia per risalire di nuovo nell'infinità dello Spirito, attraverso lo sbocciare della vita, dell'anima e dell'intelletto, determinando da ciò che vede, sente ed emana da sé tutto quello che sarà l'Universo e l'evoluzione terrestre. Essa sta lì, al di sopra degli dèi, con davanti a sé tutte le sue personalità e tutti i suoi poteri, disposti e pronti per l'azione. Proietta le loro emanazioni nei mondi inferiori per intervenire, governare, combattere e conquistare; per guidare e compiere i loro cicli; per dirigere le linee d'azione totali e individuali delle loro forze. Queste emanazioni sono le numerose forme e personalità divine nelle quali gli uomini l'hanno adorata sotto nomi diversi, attraverso le età. 
Essa prepara e forma, mediante questi poteri e le loro emanazioni, lo spirito ed il corpo dei suoi Vibhuti, nella stessa guisa in cui prepara e forma gli spiriti e i corpi per i Vibhuti dell'Isvara, incaricati di manifestare nel mondo fisico e sotto la maschera della coscienza umana qualche raggio del suo potere, delle sue qualità e della sua presenza. Tutte le scene del gioco terrestre sono state, come in un dramma, organizzate, concepite e rappresentate da lei con gli dèi cosmici quali ausiliari e Lei stessa, quale attore velato. 
La Madre, non soltanto governa tutto dall'alto, ma discende in questo triplice Universo inferiore in modo impersonale: tutte le cose di quaggiù, persino i movimenti dell'ignoranza sono il suo potere velato, le sue creazioni, in una sostanza più grossolana: il corpo e la forza della sua natura ed esse esistono perché, mossa dal fiat misterioso del Supremo, allo scopo di condurre a compimento qualche possibilità dell'infinito, essa ha accettato di compiere il grande sacrificio, assumendo il travestimento dell'anima e le forme dell'ignoranza; ma, anche di persona, si è degnata di scendere quaggiù nell'oscurità per poterla dissolvere in luce; nella menzogna e nell'errore, per convertirli alla verità; nella morte, per cambiarla in vita divinizzata; nel dolore del mondo, nella sua sofferenza e nella sua ostinata afflizione, per mettervi fine con l'estasi trasformatrice del suo sublime Ananda. Per il profondo e grande amore per i suoi figli, essa ha acconsentito di rivestire l'apparenza di questa oscurità; ha accondisceso a subire gli attacchi e gli influssi torturanti dei poteri delle tenebre e della menzogna; ha sopportato di attraversare la porta di questa nascita che è una morte; preso su di sé le angosce, gli affanni, le sofferenze delle creature perché, solo così, la creazione poteva essere innalzata sino alla luce, alla gioia e alla verità, sino alla vita eterna.
E' il grande sacrificio del Purusha, ma ben più profondamente l'olocausto di Prakriti: il sacrificio della Madre divina. 

 

   


martedì 1 settembre 2026

EPPURE SOFFIA...


EPPURE SOFFIA...


Alberto Bruschi: Genova in bianco e nero




  Kate Charlotte




Qui il velo illusorio del cielo grigio; le persone in strada si muovono, apparentemente uguali a loro stesse, chissà cosa si agita sotto la superficie, nelle profondità degli animi...
Voglio salutarvi oggi con questo video, trovato in rete come tanti, ma che si adatta all'invito che vorrei rivolgere a ciascuno. 

Quelle immagini di bellezza, armonia, perfezione , libertà...siamo noi!
Ognuno di noi, sempre. 
Al di là di tutti gli scenari ingannevoli e spaventosi allestiti sul palcoscenico del mondo, sotto tutti gli strati di condizionamenti, ferite, paure e antiche memorie, siamo VITA! Siamo AMORE! Siamo liberi, siamo creativi, siamo gioiosi; nessuno deve riconoscercene il diritto
o concedercelo...
Lo siamo per nascita e natura.
Abbiamo il privilegio di essere qui, su questo pianeta,
in questo incredibile Tempo, 
per potercene ricordare...

Occorre solo prenderci cura davvero di tutti quegli strati...
come di cumuli di polvere e ruggine depositati su un oggetto stanco,
allora ci si può accorgere di sé,
al di là di tutte le maschere che questa dimensione densa
ci stimola a indossare...
e scegliendo consapevolmente di abbandonarle,
si può essere finalmente iniziare ad ESSERE...

Il più autentico viaggiatore, compie passi solitari,
in compagnia di una fedele bussola...
Ugualmente, con la corretta Guida,
chi accetti di intraprendere questo cammino interiore,
che è inevitabilmente personale, riconosce finalmente la completa responsabilità
di ogni pensiero, parola ed azione...
e può compiere scelte da quella dimensione di autentica libertà cui tutti apparteniamo.

Se simili viaggiatori, senza mai interrompere 
il percorso 
nei propri paesaggi interiori, 
si prendono per mano,
camminando verso una meta comune,
allora sì che potranno evitare frequenti naufragi
che incombono spesso sui più nobili progetti
e realizzare le meraviglie a cui siamo chiamati: esprimere la Vita
in armoniosa e solidale cooperazione, 
divenendo degni custodi
di una splendida Terra,
sulla quale potranno essere impresse solo le orme 
lasciate dal nostro essere Amore in azione.

Dice Lao Tzu:
"Ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo"...

solo che non è un passo fisico, su un particolare sentiero, 
ma un passo verso il nostro universo interiore.  💓









P.S. post già pubblicato il 18 febbraio 2021

lunedì 31 agosto 2026

LA VERITA' NON VA MAI TACIUTA E PRIMA O POI VIENE FUORI


LA VERITÀ

Frasi popolari - pagina 2

NON VA MAI TACIUTA 
E PRIMA O POI 
VIENE FUORI


Una splendida Gabriella Mereu in questo film incanta con le sue parole sullo sfondo della sua magica terra, la Sardegna. 
Nonostante la radiazione dall'Ordine dei medici e tutte le calunnie che il mainstream le ha vomitato addosso, la dottoressa Mereu continua a dare il meglio di sé, attraverso una conoscenza che è soprattutto frutto di grande esperienza, oltreché, naturalmente, di anni di studio e applicazione teorica.
La medicina di regime, quella dei Protocolli sanitari dettati dai diktat dell'OMS a libro paga degli interessi miliardari delle multinazionali farmaceutiche ha deciso di espellerla da sé, identificandola come un corpo estraneo e pericoloso. 
Siamo persino gratificati che questo sia accaduto finalmente poiché, nel 'tempo del Raccolto' sempre più il grano si distingue dalla pula ed è bene che da quella il prezioso dono si separi. 
Essere considerati rispettabili e illustri medici oggi, significa per lo più essere allineati supinamente con quanto imposto da un sistema sempre più al servizio del dio denaro e sempre meno al servizio dell'uomo. E' sotto gli occhi di tutti la danza macabra che è stata architettata e inscenata intorno a un virus poco più virulento di una qualsiasi altra influenza stagionale e alla costruzione di una presunta pandemia, con lo scopo di alimentare la paura della morte in miliardi di persone e il conseguente abbassamento delle loro difese immunitarie, rendendole sempre più fragili ed esposte ad ogni tipo di malattia, senza peraltro mai suggerire loro quelle buone pratiche che un qualsiasi 'vecchio medico di famiglia' in tempi non sospetti avrebbe menzionato: sana alimentazione, movimento giornaliero all'aria aperta e sotto i raggi del sole, assunzione giornaliera di vitamina C...





Pensare e sperimentare l'uomo come un sistema olistico, costituito da corpo-mente-spirito, fa sì che il medico - se buon medico - non abbia necessità di vantare mille specializzazioni, ma sia in grado di recepire nella totalità dell'essere di chi ha davanti, in ogni gesto, in ogni comunicazione, verbale e non verbale quella "risposta sbagliata" che si presenta e si manifesta nel corpo fisico (l'ultimo involucro di cui siamo costituiti) come "patologia". 
I sintomi della malattia diventano la manifestazione ultima del tentativo di guarigione che il sistema mette in atto per andare oltre ed evolvere e indicano allo stesso tempo anche la terapia per uscirne. 
E' chiaro che una visione meccanicistica e materialistica della salute, come quella imposta dalla medicina occidentale, non potrà mai concepire il rovesciamento del concetto stesso di malattia, quale esso si presenta nell'impostazione olistica e spirituale dell'omeopatia filosofica e unicista; ogni essere vivente viene qui considerato nella sua peculiare unicità e singolarità, nonostante ogni singolare unicità presenti modelli e archetipi simili tra tutti gli esseri umani!

Vi lascio dunque alle parole della dottoressa Gabriella Mereu e auguro a voi che avete letto queste poche righe di ben disporvi all'ascolto, cercando di entrare in questo nuovo modo di concepire il concetto di "salute e malattia" e di trovare nuova luce, lasciando da parte vecchi schemi ed erronee convinzioni che per troppo tempo ci hanno limitato e condizionato.
La verità non va mai taciuta e, prima o poi, viene fuori! 

Buon ascolto.

Dinaweh 
  


https://youtu.be/dgaxjnXTpdw



P.S. post già pubblicato il 7 settembre 2020, 
       ma sempre attuale






giovedì 27 agosto 2026

O ROMA O MORTE!


O  ROMA  O  MORTE!






Dinaweh


Inizio questo post con l'espressione usata dal Giuseppe nazionale, quando si apprestava ad assediare Roma, cacciare Pio IX e dare vita all'Italia dei Massoni, quella che poi sarebbe diventata unita. Lui poi dovette fare un passo indietro e calmare i suoi bollenti spiriti, essendo il cane da guardia dei suoi padroni; non era ancora politically correct in quel momento dare un calcio nel culo ai preti e al papa. Ci fu un contrordine e il nostro Giuseppino fu costretto a ritirare i suoi dal porre sotto assedio la Città eterna. Nel frattempo sembrava più utile al Camillo quasi-nazionale che il Garibaldi andasse a spegnere i clamori rivoluzionari dei poveri "Cafoni" di Sicilia e Calabria (sparandogli addosso) i quali, secondo la vulgata storica risorgimentale, "esultanti per essersi liberati dai vecchi loro padroni", ricadevano nella disperazione per averne ritrovati di nuovi e oltretutto ben peggiori dei primi, non fosse altro perché parlavano una lingua a loro incomprensibile!
Non me ne abbiate, se sembra che vi porti fuori pista, cari amici, ma volevo concludere questo siparietto storico, ricordando quale fu la frase seguente (divenuta storica anch'essa)  del Garibaldi a quella di "O ROMA O MORTE"...
Ve la ricordate?
No?
Ve la dico io, se non la ricordate... 
Fu: "OBBEDISCO!".

Per via di quel suo dire: "OBBEDISCO" sull'Aspromonte si prese persino una pallottola. Non conviene mai "obbedire" a nessuno, se quell'obbedienza diventa ed è una 'servitù', ove il mio Essere cosciente si fa da parte, delega ad altri le responsabilità di azioni che poi comunque lui in prima persona è chiamato a compiere. 
Chi mi difenderà, quando sarò io, in prima persona, a pagarne le spese? (la pallottola di Garibaldi di ieri, i danni da vaccino di oggi). Certamente succederà che i miei "Co-mandanti" faranno finta di non conoscermi, non vorranno più sapere niente di me, anche qualora le aspre conseguenze della mia obbedienza servile fossero state causate dall'essermi immolato anima e corpo al servizio dello stato, come i militari che sono deceduti o che, se ancora in vita, sanno di avere i giorni contati per via dei danni da vaccino, inoculatigli in dosi massicce, anche senza essere mai usciti dal territorio nazionale, né aver partecipato mai ad azioni di guerra in paesi a rischio epidemie o malattie. 
Era già successo così con i reduci americani del Vietnam, con quelli delle guerre del Golfo e continuerà a succedere, fino a quando, metaforicamente, la smetteremo di proclamare come l'eroe dei due mondi (si fa per dire) "OBBEDISCO!"

Lorenzo Milani, negli anni Cinquanta-Sessanta, scriveva ai giovani "L'OBBEDIENZA NON E' PIU' UNA VIRTU". E' stato relegato, per questo suo ardire, a svolgere la sua pastorale in un paesino sperduto della montagna fiorentina, Barbiana. Venne allontanato da Firenze; novello Dante, finì i suoi giorni in quell'esilio che, grazie alla sua brillante intelligenza, alla passione per l'umanità piegata e umiliata dalla fatica e dall'ignoranza, divenne méta di uomini di cultura, televisioni, giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, intellettuali, donne e uomini di ogni leva ed estrazione sociale.
Fece di Barbiana il laboratorio dell'intelligenza, lo spunto per altri e numerosi cesti ricolmi di amore e conoscenza, indusse quei figli di contadini ignoranti e piegati alla fatica, a diventare critici osservatori dell'esistente, a non dare mai il proprio consenso ad obblighi, leggi e consuetudini contro la propria coscienza, a valutare tutte le ragioni, esprimendo sempre il Primato della Coscienza su tutto!
Come poteva non dare fastidio un prete come quello? Forse l'anomalia era il sangue ebreo che scorreva nelle sue vene, o forse perché fin da bambino era stato educato all'amore per la bellezza e la verità?!... 
Fatto sta che quest'"Italia repubblicana", delle cui origini sabaude abbiamo accennato poco fa qualche fatto e qualche misfatto, oggi ha intitolato molte delle sue scuole a Lorenzo Milani, ma - credo, anzi ne sono convinto - senza avere capito il senso profondo della sua opera e del suo messaggio. Come quando si intitolano piazze, scuole o vie ai giudici Falcone e Borsellino... 
Prima si immolano le vittime, poi le si beatificano. La Chiesa ha da sempre insegnato alla politica. Del resto Machiavelli scrisse quello che scrisse sull'arte della politica per averla respirata e imparata nei conventi! 

Voglio esprimere il mio personale plauso e tutta la mia stima al giudice Ferdinando Imposimato che, unico nella stalla puzzolente del Palazzo, si distingue per la sua dirittura etica e il suo coraggio! Da sempre lo ha fatto, per amore di verità, dai tempi dell'assassinio di Aldo Moro, alle stragi di Stato, quando la mafia serviva soltanto come mezzo di destabilizzazione al servizio di poteri occulti transnazionali. 

...C'ero anch'io lunedì alla manifestazione davanti a Montecitorio. E' stato importante esserci. E' importante esprimere il proprio dissenso e andare avanti nella chiarificazione del proprio dissenso quando una legge liberticida e assassina pretende il nostro consenso. Il giudice Imposimato ci ha esortato alla DISOBBEDIENZA CIVILE, lui, uomo di stato, ci ha incitato a non eseguire nei fatti e nelle azioni quella legge, contraria alla Costituzione e quindi illegittima! Ricordiamo quindi le parole di don Lorenzo Milani e mettiamole in pratica. Personalmente rifiutai ancora ragazzo di servire la comunità sotto le armi e optai per l'obiezione di coscienza al servizio militare. Svolsi un servizio sostitutivo civile - così si chiamava allora - che mi impegnò il doppio del tempo, poiché la legge era punitiva per chi obiettava al servizio armato in caserma. Per me fu un'esperienza fondamentale. Scelsi di mia spontanea volontà di lasciare Genova, la mia famiglia e mi recai a Torino dove a tempo pieno svolsi i miei 21 mesi di servizio in una comunità di pronta accoglienza per persone con gravi disagi psichici e fisici: alcolizzati, tossicodipendenti, prostitute strappate alla strada, dimessi da ospedali psichiatrici. Alla fine dell'obbligo della leva, scelsi di dedicare professionalmente il mio tempo al settore sociale. Non mi sono mai pentito di quella scelta. L'obiezione di coscienza al servizio militare è stato come un enzima che è cresciuto dentro di me e mi ha aperto ad una visione più ampia delle cose. Mai come oggi dobbiamo ribadire nelle nostre vite il primato della coscienza, costi quel che costi!

Cosa speravamo? Che una classe politica di corrotti, infami, condannati, in attesa di giudizio, speculatori non approvasse una legge ordinata dagli Illuminati e dai suoi aguzzini (Glaxo, Big Pharma, Merck, ecc.)?!
E' ora di lottare, non di spegnere gli entusiasmi. Attorno a me sento già tante mamme deluse e impaurite, perché si sarebbero aspettate che il politicante di turno (vedi Lega) le avrebbe appoggiate nel votare contro un decreto illegittimo. Ma come si fa a pensare che degli illegittimi rappresentanti del popolo potessero votare contro qualcosa che è nel loro DNA: un decreto illegittimo?! E quelli che erano entrati nel Palazzo per "mandare a casa tutti" sono legati a corda doppia agli ordini di scuderia dei loro padroni (Casaleggio, Grillo e associati).

Creare una nuova realtà non significa aspettarsi di avere il consenso del Palazzo, né di avere sèguito nelle piazze, o di raggiungere l'obiettivo senza intoppi... 
Significa piuttosto accollarsi le proprie responsabilità e incamminarsi su una strada in salita. Ma chi l'aveva detto che la via verso la realizzazione di Sé, verso il "Regno" fosse in discesa? Svegliarsi dal sonno significa anche accorgersi di questa potente verità. 



P.S. post già pubblicato il 27 luglio 2017, ma sempre       
        attuale 












mercoledì 22 luglio 2026

DUE SARANNO NEL CAMPO: UNO SARA' PRESO, L'ALTRO LASCIATO

 

Due saranno nel campo:
uno sarà preso, l'altro lasciato



 



(leggi e ascolta)

https://youtu.be/H-Yc8A9uG3I?si=yl5Zn-xnj2ereIoj 


Sempre più spesso tornano alla mia mente queste parole ed è come un mantra che si produce automaticamente nella mia testa, riverberando immagini, ricordi, suoni e colori. Odori acri, fumo di incenso negli occhi, arsura sulle labbra, sandali terrosi e piedi stanchi di camminare in un viaggio che dura imperterrito da eoni nello spirito; spirito che alita il mio corpo, i corpi di innumerevoli esistenze terrene.
Il ricordo di quelle parole vibrate dal Maestro non hanno mai spento in me la ricerca del significato, il senso e il motivo così potente del perché fossero state da Lui pronunciate.

Ero allora in uno stato di prostrazione e di lutto per la perdita di una persona amata, amata nella carne e nel benessere di una vita agiata, mentre la disperazione stava prendendo in me il sopravvento. Fu allora che mi imbattei sulla scia dei suoi passi, quasi silenziosi eppure così magnetici. 

Con Lui uno stuolo di donne soprattutto e di pochi uomini lo seguiva, apparentemente senza una meta precisa. Sembravano vagare tra le lande della Palestina, disegnando tuttavia figure di una geometrica bellezza seppure invisibile, attirando a sé voci, anime e corpi in attesa di risveglio e di senso.
Fu più forte di me: mi accodai anch'io a quella carovana di esseri in cammino e, dimentico dei miei affanni e delle mie pene, piano piano ricordavo chi ero. Frammenti, solo frammenti, ma così nitidi da sconvolgermi il cuore dentro al petto. Abbagliato dalla Sua Luce, mi avvicinavo ogni giorno di più al suo mantello, potendo percepire più da vicino il suo sguardo e odorare il profumo che emanava da Lui: nardo e mirra, come se una fontana di eteri invisibili lo pervadesse fin oltre la sua persona. 

Eppure quelli erano giorni infami: la protervia romana era presente e invadeva ogni spazio nella coscienza di chi, suo malgrado, era costretto a sopportarla facendo buon viso a cattiva sorte. Era un attimo essere vittima di un loro sospetto, della delazione di qualche invidioso e venire sottratto alla libertà con la forza bruta dei legionari, per essere tradotto violentemente in prigioni anguste e senza aria né luce, in attesa di una sentenza di morte per crocifissione o di una grazia improbabile e illusoria.

Tuttavia, in tale infausto contorno, la Luce del mondo si era manifestata; sembrava splendere intoccabile in un dipinto macabro abitato da ombre e demoni, sempre pronti a ghermire anime inconsapevoli e stolte, perché dimentiche di essere figlie dell'unica Fonte, latrice di Amore e compassione dall'inizio dei tempi.

Come non avvedersi di quella luminosa presenza!? Come non accorgersi del contrasto stridente tra l'Essere che vibrava nel suono della sua voce contro al dolore pervasivo che costringeva i deboli a soccombere e i forti a schiacciarli, estinguendo in loro ogni velleità di libertà, di giustizia e di pace?
Una volta inciampati sui suoi passi, nulla poteva più corrispondere al quotidiano trascinarsi dell'esistere di una vita senza senso, né scopo.

LA SVOLTA

Fu un attimo. 
Decisi di seguirlo. Scelsi di smettere tutte le maschere che avevano protetto fino a poco tempo prima le mie paure, la mia rabbia, la mia insofferenza e il dolore che era riuscito finalmente a bucare lo scudo invisibile col quale mi ero assentato da me stesso. Mi accorsi però che quell'intento segnava solo l'inizio di un lungo percorso che si sarebbe protratto al di là di quel tempo ma che, in epoche e contesti diversi, non avrebbe più abbandonato l'anelito della mia anima.
Avrei corso in quella stessa direzione per poi perdermi di nuovo e per ritrovarmi poco a poco in strati e strati di personalità dove molteplici incarnazioni avrebbero danzato il gioco della vita, avvicendandosi tra cadute e spiragli di  ricordi.

In ogni modo, cercai di mantenere una certa distanza; qualche piede e qualche schiena s'inframezzava sempre volutamente tra me e Lui. Avevo comunque il timore di essere visto, temendo di essere annichilito dal suo sguardo, ma nello stesso tempo bramavo che i suoi occhi si posassero sui miei. Fantasticavo che l'azzurro dei miei e il verde dei suoi avrebbero potuto danzare e finalmente riconoscersi in un abbraccio d'amore inestinguibile. Ero certo che sarebbe giunto quel momento e lasciavo libera la mia mente di immaginare che cosa mai avrebbero potuto proferire le mie labbra di fronte a cotanta bellezza.

ANIME AFFINI

Quel momento arrivò, ma solo dopo aver incontrato una giovane donna che come me lo aveva seguito, affascinata e sedotta anche lei dal suo fulgore! Diventammo amici, poi intimi amanti, senza nemmeno quasi sapere l'uno dell'altra da dove venissimo, né per quale recondito motivo ci trovassimo lì, quasi come ci fossimo dati appuntamento.

Soltanto dopo capimmo che nulla di ciò di cui eravamo testimoni era casuale e che Lui ci aspettava... e che noi ci saremmo lasciati trovare.

La nostra unione fu da Lui benedetta; poiché anche il Maestro aveva una compagna, una sposa regale di nome Myriam che gli era al fianco e i due erano una cosa sola. 
Una sera d'estate, attorno al fuoco, avvenne il nostro speciale incontro con Lui. Le parole che ci disse rimasero per sempre incise nelle nostre anime e ancora oggi vibrano in attesa del suo ritorno.

"Due saranno nel campo: uno sarà preso, l'altro lasciato". Fummo i primi ad ascoltare quelle parole che poi pronunciò sul monte degli Ulivi alla folla dei suoi seguaci... 

"E come Gesù usciva dal tempio e se n' andava i suoi discepoli gli s'accostarono per fargli osservare gli edifizi del tempio. Ma Egli rispose loro: Le vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata. E stando Egli seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli s'accostarono in disparte, dicendo: Dicci: quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente?

 

E Gesù, rispondendo, disse loro: Guardate che nessuno vi seduca, poiché molti verranno in mio nome dicendo: io sono il Cristo e ne sedurranno molti. Or, voi udirete parlar di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà la fine. Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti  in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori .

 

Allora vi getteranno in tribolazione e v'uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a cagion del mio nome. E allora molti si scandalizzeranno e si tradiranno e si odieranno a vicenda. E molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. E perché l'iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà. Ma chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato. E questo evangelo del Regno sarà predicato in tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. Quando dunque avrete veduta l'abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti; chi sarà sulla terrazza, non scenda per toglier quello che è in casa sua; e chi sarà nel campo, non torni indietro a prender la sua veste.

 

Or guai alle donne che saranno incinte e a quelle che allatteranno in que' giorni! E pregate che la vostra fuga non avvenga d'inverno né di sabato; perché allora vi sarà una grande afflizione; tale che non v'è stata l'uguale dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a cagion degli eletti, que' giorni saranno abbreviati.

 

Allora, se qualcuno vi dice: 'il Cristo eccolo qui, eccolo là', non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno gran segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l'ho predetto. Se dunque vi dicono: Eccolo, è nel deserto, non v'andate; eccolo, è nelle stanze interne, non lo credete, perché come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell'uomo.

 

Dovunque sarà il carname, quivi si raduneranno le aquile. Or subito dopo l'afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore e le stelle cadranno dal cielo e le potenze de' cieli saranno scrollate. E allora apparirà nel cielo  il segno del Figliuol dell'uomo; ed allora tutte le tribù della Terra faranno cordoglio e vedranno il Figliuol dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall'un capo all'altro de' cieli.

 

Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è vicino, proprio alle porte. Io vi dico in verità che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la Terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Ma quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figlio, ma il Padre solo. E come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figliuol dell'uomo. Infatti, come ne' giorni innanzi al diluvio si mangiava e si beveva, si prendea moglie e s'andava a marito, sino al giorno che Noè entrò nell'arca e di nulla si avvide la gente, finché venne il diluvio e portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figliuol dell'uomo.

 

Allora due saranno nel campo; l'uno sarà preso e l'altro lasciato; due donne macineranno al mulino: l'una sarà presa e l'altra lasciata.

 

Vegliate, dunque, perché non sapete in qual giorno  il vostro Signore sia per venire. Ma sappiate questo, che se il padrone di casa sapesse a qual vigilia il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe forzar la sua casa. Perciò, anche voi siate pronti; perché nell'ora che non pensate, il Figliuol dell'uomo verrà. Qual è mai il servitore fedele e prudente che il padrone abbia costituito sui domestici per dar loro il vitto a suo tempo?

 

Beato quel servitore che il padrone, arrivando, troverà così occupato! Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma s'egli è un malvagio servitore che dica in cuor suo: l mio padrone tarda a venire e comincia a battere i suoi conservi e a mangiare e bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non se l'aspetta e nell'ora che non sa; e lo farà lacerare a colpi di flagello e gli assegnerà la sorte degli ipocriti. Ivi sarà pianto e stridor di denti".

Ecco: quanto disse allora, non può che scuotere ancor oggi più di ieri il mio cuore; comprendo ora tanto di più di quanto compresi allora: che quella generazione era ed è la stessa di oggi, nuovamente chiamata a rispondere all'Amore; che quelli che l'hanno tradito ieri sono gli stessi di oggi, che ai Romani si sono sostituiti altri Imperi e altre Signorie, ma che la sfida ancora una volta è dentro ognuno di noi e che soltanto chi sarà capace di trascendere tutte le illusioni della materia liberandosi dal desiderio e dall'attaccamento potrà ereditare quel regno che ha già trovato e riconosciuto prima di tutto dentro di sé.

Non mi resta dunque che far tesoro delle sue parole, dello sguardo profondo che emana dal Suo Spirito attendendo il suo ritorno come quando ci lasciava soli per ritirarsi a pregare in solitudine tra le fronde degli amati olivi o tra la sabbia e il vento del deserto.

Il tempo della purificazione sembra approssimarsi ogni giorno di più, mentre il buio sempre più fitto causato dalla cattiveria umana preannuncia il giorno del grande raccolto.