mercoledì 22 luglio 2026

DUE SARANNO NEL CAMPO: UNO SARA' PRESO, L'ALTRO LASCIATO

 

Due saranno nel campo:
uno sarà preso, l'altro lasciato



 



(leggi e ascolta)

https://youtu.be/H-Yc8A9uG3I?si=yl5Zn-xnj2ereIoj 


Sempre più spesso tornano alla mia mente queste parole ed è come un mantra che si produce automaticamente nella mia testa, riverberando immagini, ricordi, suoni e colori. Odori acri, fumo di incenso negli occhi, arsura sulle labbra, sandali terrosi e piedi stanchi di camminare in un viaggio che dura imperterrito da eoni nello spirito; spirito che alita il mio corpo, i corpi di innumerevoli esistenze terrene.
Il ricordo di quelle parole vibrate dal Maestro non hanno mai spento in me la ricerca del significato, il senso e il motivo così potente del perché fossero state da Lui pronunciate.

Ero allora in uno stato di prostrazione e di lutto per la perdita di una persona amata, amata nella carne e nel benessere di una vita agiata, mentre la disperazione stava prendendo in me il sopravvento. Fu allora che mi imbattei sulla scia dei suoi passi, quasi silenziosi eppure così magnetici. 

Con Lui uno stuolo di donne soprattutto e di pochi uomini lo seguiva, apparentemente senza una meta precisa. Sembravano vagare tra le lande della Palestina, disegnando tuttavia figure di una geometrica bellezza seppure invisibile, attirando a sé voci, anime e corpi in attesa di risveglio e di senso.
Fu più forte di me: mi accodai anch'io a quella carovana di esseri in cammino e, dimentico dei miei affanni e delle mie pene, piano piano ricordavo chi ero. Frammenti, solo frammenti, ma così nitidi da sconvolgermi il cuore dentro al petto. Abbagliato dalla Sua Luce, mi avvicinavo ogni giorno di più al suo mantello, potendo percepire più da vicino il suo sguardo e odorare il profumo che emanava da Lui: nardo e mirra, come se una fontana di eteri invisibili lo pervadesse fin oltre la sua persona. 

Eppure quelli erano giorni infami: la protervia romana era presente e invadeva ogni spazio nella coscienza di chi, suo malgrado, era costretto a sopportarla facendo buon viso a cattiva sorte. Era un attimo essere vittima di un loro sospetto, della delazione di qualche invidioso e venire sottratto alla libertà con la forza bruta dei legionari, per essere tradotto violentemente in prigioni anguste e senza aria né luce, in attesa di una sentenza di morte per crocifissione o di una grazia improbabile e illusoria.

Tuttavia, in tale infausto contorno, la Luce del mondo si era manifestata; sembrava splendere intoccabile in un dipinto macabro abitato da ombre e demoni, sempre pronti a ghermire anime inconsapevoli e stolte, perché dimentiche di essere figlie dell'unica Fonte, latrice di Amore e compassione dall'inizio dei tempi.

Come non avvedersi di quella luminosa presenza!? Come non accorgersi del contrasto stridente tra l'Essere che vibrava nel suono della sua voce contro al dolore pervasivo che costringeva i deboli a soccombere e i forti a schiacciarli, estinguendo in loro ogni velleità di libertà, di giustizia e di pace?
Una volta inciampati sui suoi passi, nulla poteva più corrispondere al quotidiano trascinarsi dell'esistere di una vita senza senso, né scopo.

LA SVOLTA

Fu un attimo. 
Decisi di seguirlo. Scelsi di smettere tutte le maschere che avevano protetto fino a poco tempo prima le mie paure, la mia rabbia, la mia insofferenza e il dolore che era riuscito finalmente a bucare lo scudo invisibile col quale mi ero assentato da me stesso. Mi accorsi però che quell'intento segnava solo l'inizio di un lungo percorso che si sarebbe protratto al di là di quel tempo ma che, in epoche e contesti diversi, non avrebbe più abbandonato l'anelito della mia anima.
Avrei corso in quella stessa direzione per poi perdermi di nuovo e per ritrovarmi poco a poco in strati e strati di personalità dove molteplici incarnazioni avrebbero danzato il gioco della vita, avvicendandosi tra cadute e spiragli di  ricordi.

In ogni modo, cercai di mantenere una certa distanza; qualche piede e qualche schiena s'inframezzava sempre volutamente tra me e Lui. Avevo comunque il timore di essere visto, temendo di essere annichilito dal suo sguardo, ma nello stesso tempo bramavo che i suoi occhi si posassero sui miei. Fantasticavo che l'azzurro dei miei e il verde dei suoi avrebbero potuto danzare e finalmente riconoscersi in un abbraccio d'amore inestinguibile. Ero certo che sarebbe giunto quel momento e lasciavo libera la mia mente di immaginare che cosa mai avrebbero potuto proferire le mie labbra di fronte a cotanta bellezza.

ANIME AFFINI

Quel momento arrivò, ma solo dopo aver incontrato una giovane donna che come me lo aveva seguito, affascinata e sedotta anche lei dal suo fulgore! Diventammo amici, poi intimi amanti, senza nemmeno quasi sapere l'uno dell'altra da dove venissimo, né per quale recondito motivo ci trovassimo lì, quasi come ci fossimo dati appuntamento.

Soltanto dopo capimmo che nulla di ciò di cui eravamo testimoni era casuale e che Lui ci aspettava... e che noi ci saremmo lasciati trovare.

La nostra unione fu da Lui benedetta; poiché anche il Maestro aveva una compagna, una sposa regale di nome Myriam che gli era al fianco e i due erano una cosa sola. 
Una sera d'estate, attorno al fuoco, avvenne il nostro speciale incontro con Lui. Le parole che ci disse rimasero per sempre incise nelle nostre anime e ancora oggi vibrano in attesa del suo ritorno.

"Due saranno nel campo: uno sarà preso, l'altro lasciato". Fummo i primi ad ascoltare quelle parole che poi pronunciò sul monte degli Ulivi alla folla dei suoi seguaci... 

"E come Gesù usciva dal tempio e se n' andava i suoi discepoli gli s'accostarono per fargli osservare gli edifizi del tempio. Ma Egli rispose loro: Le vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata. E stando Egli seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli s'accostarono in disparte, dicendo: Dicci: quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente?

 

E Gesù, rispondendo, disse loro: Guardate che nessuno vi seduca, poiché molti verranno in mio nome dicendo: io sono il Cristo e ne sedurranno molti. Or, voi udirete parlar di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà la fine. Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti  in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori .

 

Allora vi getteranno in tribolazione e v'uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a cagion del mio nome. E allora molti si scandalizzeranno e si tradiranno e si odieranno a vicenda. E molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. E perché l'iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà. Ma chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato. E questo evangelo del Regno sarà predicato in tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. Quando dunque avrete veduta l'abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge pongavi mente), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti; chi sarà sulla terrazza, non scenda per toglier quello che è in casa sua; e chi sarà nel campo, non torni indietro a prender la sua veste.

 

Or guai alle donne che saranno incinte e a quelle che allatteranno in que' giorni! E pregate che la vostra fuga non avvenga d'inverno né di sabato; perché allora vi sarà una grande afflizione; tale che non v'è stata l'uguale dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a cagion degli eletti, que' giorni saranno abbreviati.

 

Allora, se qualcuno vi dice: 'il Cristo eccolo qui, eccolo là', non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno gran segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l'ho predetto. Se dunque vi dicono: Eccolo, è nel deserto, non v'andate; eccolo, è nelle stanze interne, non lo credete, perché come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell'uomo.

 

Dovunque sarà il carname, quivi si raduneranno le aquile. Or subito dopo l'afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore e le stelle cadranno dal cielo e le potenze de' cieli saranno scrollate. E allora apparirà nel cielo  il segno del Figliuol dell'uomo; ed allora tutte le tribù della Terra faranno cordoglio e vedranno il Figliuol dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall'un capo all'altro de' cieli.

 

Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è vicino, proprio alle porte. Io vi dico in verità che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la Terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Ma quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figlio, ma il Padre solo. E come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figliuol dell'uomo. Infatti, come ne' giorni innanzi al diluvio si mangiava e si beveva, si prendea moglie e s'andava a marito, sino al giorno che Noè entrò nell'arca e di nulla si avvide la gente, finché venne il diluvio e portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figliuol dell'uomo.

 

Allora due saranno nel campo; l'uno sarà preso e l'altro lasciato; due donne macineranno al mulino: l'una sarà presa e l'altra lasciata.

 

Vegliate, dunque, perché non sapete in qual giorno  il vostro Signore sia per venire. Ma sappiate questo, che se il padrone di casa sapesse a qual vigilia il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe forzar la sua casa. Perciò, anche voi siate pronti; perché nell'ora che non pensate, il Figliuol dell'uomo verrà. Qual è mai il servitore fedele e prudente che il padrone abbia costituito sui domestici per dar loro il vitto a suo tempo?

 

Beato quel servitore che il padrone, arrivando, troverà così occupato! Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma s'egli è un malvagio servitore che dica in cuor suo: l mio padrone tarda a venire e comincia a battere i suoi conservi e a mangiare e bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non se l'aspetta e nell'ora che non sa; e lo farà lacerare a colpi di flagello e gli assegnerà la sorte degli ipocriti. Ivi sarà pianto e stridor di denti".

Ecco: quanto disse allora, non può che scuotere ancor oggi più di ieri il mio cuore; comprendo ora tanto di più di quanto compresi allora: che quella generazione era ed è la stessa di oggi, nuovamente chiamata a rispondere all'Amore; che quelli che l'hanno tradito ieri sono gli stessi di oggi, che ai Romani si sono sostituiti altri Imperi e altre Signorie, ma che la sfida ancora una volta è dentro ognuno di noi e che soltanto chi sarà capace di trascendere tutte le illusioni della materia liberandosi dal desiderio e dall'attaccamento potrà ereditare quel regno che ha già trovato e riconosciuto prima di tutto dentro di sé.

Non mi resta dunque che far tesoro delle sue parole, dello sguardo profondo che emana dal Suo Spirito attendendo il suo ritorno come quando ci lasciava soli per ritirarsi a pregare in solitudine tra le fronde degli amati olivi o tra la sabbia e il vento del deserto.

Il tempo della purificazione sembra approssimarsi ogni giorno di più, mentre il buio sempre più fitto causato dalla cattiveria umana preannuncia il giorno del grande raccolto. 


venerdì 23 gennaio 2026

OLTRAGGIARE IL TEMPO



DALL'AGRICOLTURA
DI GUERRA

    


ALL'ESPROPRIO DEI TERRENI



ALLE TURBINE  diesel 

 
IN NOME DEL FINTO 
"GREEN"






L'evoluzione 
della specie "uomo-macchina" 
e la disconnessione con la terra

Che cosa ci si poteva aspettare di diverso?
L'evoluzione dell'uomo-macchina prevedeva - alla fine - la totale sostituzione dell'elemento umano a favore delle macchine. 
Purtroppo il giochino, in vetrina da decenni se non da lustri, è sembrato invisibile ai più, a cominciare dai lavoratori della terra, a quei salariati di cui parlavamo nel post precedente che nessuna voce in capitolo hanno nella conduzione delle "loro" terre, rinunciando essi per primi alla loro sovranità alimentare, in cambio di sovvenzioni e aiuti statali o sovranazionali, perlopiù imposti o "venduti" come indispensabili per continuare la loro attività, fatta per la maggior parte di piccole e medie imprese a conduzione familiare o societaria-cooperativa.
 
Le politiche comunitarie e la globalizzazione del mercato alla fine hanno prevalso sul buon senso, sulle economie dei singoli Paesi, distruggendo i benefici di un'economia agricola di prossimità, imponendo lavorazioni della terra dannose per l'uso indiscriminato di erbicidi e fertilizzanti chimici industriali, riducendo la fertilità del suolo con la pratica di rivoltare la terra lasciandola nuda, causando il compattamento della crosta superficiale, rendendo il suolo impermeabile con l'utilizzo di trattori e aratri sempre più ingombranti e pesanti, obbligando la seminagione di coltivazioni estranee alla tradizione locale e alla consuetudine secolare delle diverse aree agricole, introducendo al loro posto monoculture invasive e totalitarie invece della preservazione della biodiversità peculiare di ciascun territorio.

Che cosa ci si poteva aspettare di diverso dunque, se i manovratori non hanno mai tenuto in alcuna considerazione il beneficio delle comunità umane, quanto il tornaconto in termini di investimenti e guadagni ad esclusivo vantaggio delle multinazionali della chimica e della farmaceutica che hanno imposto i loro diktat arrivando persino ad appropriarsi della proprietà dei semi, brevettandoli e modificandoli geneticamente, a scapito della salute e della salubrità del pianeta!?


REDUCTIO AD UNUM

Il piano va avanti secondo quanto previsto dall'agenda, senza minimamente curarsi del parere dei sudditi, tanto che l'espropriazione delle terre in nome di un fantomatico "bene collettivo" (identificabile nella svolta green dell'Occidente liberal-capitalistico) ci fa ben comprendere quanto anche il concetto di "proprietà privata" sia fittizio e del tutto illusorio. 
Alcun diritto di replica è concesso agli sventurati "proprietari" le cui terre incappano loro malgrado sotto lo sguardo famelico delle multinazionali dell'IA, ultima frontiera dei miliardari del pianeta che si spartiscono tra loro le risorse del globo proprio come i lupi famelici sbranano e si contendono fra di loro i brandelli sanguinolenti delle loro prede! 


Turbine eoliche funzionanti a gasolio che vengono fatte passare per "green", carne sintetica, dieta alimentare a base di larve e insetti, epidemie che si susseguono una dopo l'altra e che impongono da parte delle autorità sanitarie l'abbattimento di milioni di capi degli allevamenti intensivi, depopolamento umano programmato grazie all'ausilio della medicina e della chimica, utilizzo della geoingegneria per creare disastri climatici, malattie e inquinamento strutturale dell'ecosistema, guerre e pandemie vere o presunte, digitalizzazione della moneta, città s.m.a.r.t. da 15 minuti come gabbie a cielo aperto, tecnologia militare sui tetti delle abitazioni, nei lampioni stradali, sui semafori, telecamere per l'identificazione digitale, armi a energia diretta per la distruzione di boschi e foreste patrimonio dell'umanità, robotizzazione spinta nella produzione industriale e per il controllo della popolazione civile, immigrazione forzata per la sostituzione etnica... tutto parte del medesimo obiettivo: una "reductio ad unum" che ormai soltanto chi si ostina a non vedere, non vede!


SEGNI DI RISVEGLIO?    

Che cosa ci si può attendere a questo punto? Sembra che l'umanità, questa umanità, abbia bisogno di essere presa a calci e a schiaffi prima di reagire. In tal senso, tutto concorre al bene, potremmo eufemisticamente affermare. Scendere in fondo al pozzo dell'inconsapevolezza, affrontare il dolore della perdita, subire inganni e soprusi, essere vittime di guerre e di genocidi, essere privati del proprio benessere, essere costretti a uccidere sotto un'uniforme altri esseri umani senza alcun ragionevole motivo... tutto questo potrebbe finalmente svegliare le coscienze in un impeto di umanità indescrivibile!

E' di queste ore e di questi giorni la notizia che agricoltori e gente comune sono scesi in piazza nelle maggiori città europee per protestare contro le politiche green che stanno affossando l'agricoltura e l'allevamento.    




Di sicuro, non sarà auspicabile tornare a violentare la terra e gli animali come prima e gli agricoltori e gli allevatori dovranno cambiare rotta e metterselo bene in testa per tornare ad essere veri custodi della terra e rispettare tutti gli esseri che la abitano.

Sono convinto che, come si dice, "non tutto il male viene per nuocere", poiché spesso nella storia dell'umanità è accaduto che soltanto dopo tragedie e lutti si sia ritrovato il senso della solidarietà e della compassione per l'altro. 
Guerre indotte e programmate a tavolino, avidità e violenze sono sempre servite per dividere e separare  gli uomini e le donne e tenerli sotto il giogo dei soliti potentati. 

OLTRAGGIARE IL TEMPO

In questo tempo, foriero di un grande cambiamento dimensionale, tutte le forze distruttive sono scese in campo per contendersi il futuro dell'umanità.
Oltraggiare il tempo, questo tempo, significa non prender parte alla disputa degli inganni apparecchiati da millenni a tavolino da quelle stesse forze, ma trascendere con determinazione ogni lotta, ogni conflitto e scegliere di non essere complici.
Giustizia e pace non saranno raggiungibili se non attraverso uno sforzo individuale, grazie a delle scelte consapevoli, anche se a volte non sono per nulla comode.

Esistono altre umanità che hanno percorso gli stessi nostri passi, arrivando a scegliere il bene senza più cadere nella tentazione del male, non perché prive del libero arbitrio, ma per aver assunto dentro di sé la ferma consapevolezza che solo il perseguimento del bene può garantire pace, benessere e armonia.

Avete mai visto il film "Il pianeta verde"?

Per chiudere in bellezza senza farci cogliere dallo sconforto, ho pensato di proporvi un estratto molto significativo del film a conclusione del nostro ragionamento. In quei pochi minuti troverete tutte le giuste risposte alla domanda fatidica:
"Sì, ma io che cosa posso fare?"

Buona visione. 

Dinaweh

                  










 

sabato 10 gennaio 2026

La rivoluzione verde ovvero...


la rivoluzione verde  



ovvero
l'avvelenamento del suolo, 
dell'acqua e dell'aria

La cosiddetta "Rivoluzione Verde" è stata la conseguenza di una mutazione antropologica nell'essere umano, iniziata con le due guerre mondiali, mutando quel mondo agro-pastorale e tutti quegli uomini e quelle donne che da millenni si erano occupati della cura della terra, interrompendo definitivamente l'ancestrale connessione tra l'uomo, la terra e gli animali che la abitano.
La prima e la seconda guerra mondiale infatti, avevano cancellato con le bombe al fosforo,  il gas nervino, i proiettili perforanti dei carrarmati e i siluri a lunga gittata delle corazzate e degli incrociatori la civiltà antecedente, distruggendo città, villaggi, porti, ponti, ferrovie, senza risparmiare milioni di civili, vittime di bombardamenti atroci all'interno delle loro case, costringendo popolazioni intere a fuggire dalla loro terra per destinazioni decise a tavolino dai vincitori. Tale "volontà di potenza"  obbligò l'umanità a misurarsi con la cifra abnorme di una tecnologia foriera di morte e distruzione quale mai si era vista prima sulla faccia della Terra. 

L'atomica su Nagasaki e Hiroshima fu la pietra tombale che decretò la fine dell'assurdità genocidiaria mondiale del "secolo breve". 

Che fare dunque di tutto quel materiale che rimaneva inutilizzato negli hangar delle fabbriche che avevano prodotto armi e congegni di morte grazie all'utilizzo di formulazioni chimiche dannatamente tossiche e velenose per la natura e per l'uomo?

La risposta dei grandi gruppi industriali che si erano arricchiti grazie alle due guerre mondiali fu di utilizzare la chimica e tutti i suoi derivati non più per la costruzione delle armi, ma in fertilizzanti e concimi chimici da trasdurre in agricoltura. 
Da quel momento l'agricoltura smise di essere un mondo a parte, anche un po' bucolico e romantico quale era stato finora conosciuto, cantato e omaggiato da poeti, pittori e musicisti, per tramutarsi in una sorta di saga alla Frankestein, alla cui sequela i lavoratori della terra smettevano gli abiti contadini per vestire tute blu, simili a quelle degli operai delle fabbriche che a loro volta in massa abbandonavano le cascine e le campagne per il mito del lavoro in fabbrica e di un appartamento in affitto nei condomini-alveari di otto o dieci piani di squallide periferie urbane!

I SALARIATI DELLA TERRA 

Chi rimaneva sulla terra diventava un "salariato a contratto" costretto a prostituirsi alle multinazionali della chimica e a seguirne scrupolosamente diktat e protocolli che gli venivano forniti ad hoc.
Obbedire ai canoni della produzione industriale valeva quindi anche per chi rimaneva sui campi, secondo i nuovi criteri capitalistici pianificati sui grandi volumi di derrate alimentari che dovevano essere immesse sui mercati internazionali, con ottiche totalmente differenti rispetto a quelle produzioni familiari legate alla sussistenza o perlopiù a un mercato 'domestico', regionale o tutt'al più, nazionale.

Il carrarmato si trasforma così in trattore, le bombe della produzione bellica in pesticidi e fertilizzanti, mentre zappa, vanga, falce e rastrello si tramutano in aratri giganteschi, falciatrici meccaniche non più a trazione animale, ma funzionanti con motori a scoppio azionati da petrolio e dai suoi derivati.

E l'hanno chiamata "Verde"!!!

Un'agricoltura che rovescia costantemente la terra con profonde lame di aratri meccanici, la calpesta e la compatta con ruote gigantesche di trattori sempre più grandi e che dipende totalmente dal petrolio non poteva alla lunga che produrre frutti e coltivazioni degenerati, inquinati e tossici. 

LA MONOCULTURA

La monocultura, riducendo la biodiversità naturale, rende fragili e malate le piantagioni e per ovviare a simile sciagura sistematica ecco giustificato l'utilizzo  di pesticidi e fertilizzanti che penetrano nel terreno inquinando le falde, mentre l'immissione di semi standardizzati, geneticamente modificati e brevettati da multinazionali volte al profitto a scapito della salute, riduce alla miseria i lavoratori della terra, rendendoli dipendenti dalle politiche agricole comunitarie e transnazionali, ammala e uccide la fauna, la flora, gli insetti impollinatori e gli umani urbanizzati e lobotomizzati che comprano alimenti sempre più processati e tossici nelle catene dei supermercati della grande distribuzione alimentare.  

SOLUZIONI

Occorre ritornare possibilmente all'autosufficienza alimentare ed energetica; laddove non sia possibile, almeno contribuire a sostenere le piccole realtà locali, incentivando la produzione di piccole aziende a conduzione familiare che siano rispettose della terra e la considerino un essere vivente, che abbiano cura della vita in tutte le sue forme, che siano etiche con i loro lavoratori e producano in modo "naturale" ancor prima di distinguersi come aziende "biologiche certificate".

Occorre anche e soprattutto educare i bambini, i ragazzi e i giovani ai valori della condivisione delle risorse, alla conduzione di una vita etica, alla cura della terra e delle persone. Essere promotori e pionieri per la costruzione di una nuova Terra costruita sui valori del diritto naturale e sulla cooperazione tra gli esseri. 

Abolire significativamente gli allevamenti intensivi che fanno soffrire i nostri fratelli animali e, possibilmente, rinunciare a cibarsi della loro carne; laddove non si sia raggiunto ancora quel livello coscienziale, assicurarsi di nutrirsi di animali cui sia stata assicurata un'esistenza felice, che non abbiano  subito alcun tipo di violenza fisica almeno fino al loro ultimo sacrificio per diventare, nostro malgrado, cibo e nutrimento per il nostro corpo. 

ABITUARSI A CONDIVIDERE INFORMAZIONI E  CONOSCENZE  
CHE CI FANNO CRESCERE 

Condividete il video qui sotto, fatelo vedere soprattutto ai giovani e agli adulti, perché sia la compassione a prevalere nei cuori di tutti e la conoscenza ci aiuti a evolvere e a migliorare giorno dopo giorno il nostro modo di stare al mondo.
"Vuoi vedere il cambiamento nel mondo?
Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!" 
Ognuno di noi può davvero fare la differenza, a partire dalle piccole azioni quotidiane, boicottando le multinazionali del profitto, acquistando con coscienza e discernimento prodotti equi e solidali, evitando di reiterare le vecchie abitudini tossiche e accorgendosi dei bisogni degli altri, soprattutto di chi vive situazioni di disagio economico ed esistenziale.
Buona visione.

Dinaweh   

    






lunedì 5 gennaio 2026

INCANTO - Dinaweh

 

I N C A N T O 




E' venuto il tempo
quando tutto si riaccorda 
all'Unigenito Suono originario

mentre noi di qua dal velo
aspettiamo il canto dell'usignolo colorato.

Non c'è fretta di ricominciare
questa volta ogni nodo 
si scioglierà

ogni faccia sbiadita dal tempo
riprenderà vigore
e i corpi martoriati dal dolore
riprenderanno vita

e una nuova Terra 
di là dal velo di Maya
ci sorprende
nei sogni di tutte le notti di fuoco

di qua si svolge come nastro
a pulire di memorie antiche
come d'incanto

finalmente il leone pascolerà
con l'agnello
e le api torneranno a punteggiare
l'aere terrestre
con il loro nettare prezioso

figlie degli Dèi,
sorelle alate senza tempo
compagne degli uomini
e delle donne

da tempi immemorabili
veniste ad addolcire le loro pene

già si prepara per noi
una tavola imbandita dagli Dèi

ogni sconfitta
ogni partita interrotta
ogni battaglia perduta

torna Atlantide e Lemuria
torna il Cristo e noi con Lui
a celebrare la Vita
che pulsa nel DNA multidimensionale
dei suoi dodici strati luminescenti
delle origini

come quando fummo con Lui,
non da Lui separati
prima della caduta
nella densa materia



La poesia Incanto è tratta da: 
Luca Peirano,  Incanto e disincanto. Versi poetici di luoghi comuni e metafisici, www.ilmiolibro.it.












mercoledì 24 dicembre 2025

IL GIOCO COSMICO DELL'AMORE INCARNATO

 

Il Gioco Cosmico dell'Amore 

incarnato




Dinaweh


Rimango sempre incantato al pensiero che un Essere di una Vibrazione così alta sia voluto scendere su questo piano e ogni volta che sopraggiunge il Natale mi sorprende che abbia voluto incarnarsi in quel piccolo bambino, completamente arreso alle braccia adoranti della Madre del mondo, mentre me lo immagino accoccolarsi e addormentarsi sul suo seno sotto le stelle del firmamento, ad accontentarsi di una semplice capanna come umile e precaria protezione dei suoi primi vagiti; mi sembra di vederlo festante e gioioso durante la visita dei Magi, i Grandi Iniziati venuti ad adorarlo dal lontano Oriente confusi insieme ai semplici pastori, tutti attirati da quell'astro luminoso, tanto simile alla congiunzione di questi giorni tra Giove e Saturno nel nostro cielo! E poi mi sembra di sentirlo il trambusto provocato dalla notizia celeste che intima alla piccola famigliola di fuggire in Egitto in fretta e furia, per sottrarre il piccolo Gesù alle spade dei soldati del re Erode, timoroso di quella nascita che aveva saputo essere regale!
Se il buondì si vede dal mattino, in effetti, non si può dire che questo Essere straordinario abbia avuto vita facile, sin dai suoi primi passi. 
La Sua figura, così lontana dall'immagine edulcorata e snaturata che ne ha voluto dare la Chiesa, è senz'altro stata sin dalla più tenera età una vita speciale, segnata da iniziazioni e conoscenze che furono possibili grazie all'appartenenza e alla familiarità del padre con la comunità degli Esseni, che permise a Gesù preadolescente di entrare tra le mura del Kreml, ove gli furono impartite conoscenze e benedizioni dai Maestri di quella comunità iniziatica. Lasciando la terra di Palestina per lunghi anni, si recò in viaggio verso il più lontano Oriente, quello stesso da cui provenivano quegli Iniziati che si erano prostrati ai  suoi piedi davanti alla grotta di Betlemme!
Furono tutti quegli anni, volutamente celati dalla tradizione essoterica cristiana, a formare e a ridestare in Lui il ricordo della Sua provenienza e a permettergli di contattare la Sua Essenza; attraverso la conoscenza della tradizione induista e buddista che lo condusse in India, si recò fino alle sorgenti del Gange e poi in Kashmir e fino in Tibet. Quel viaggio iniziatico che lo tenne lontano dalla sua terra natìa fino ai trent'anni, lo condusse alle più alte vette della conoscenza interiore e all'esperienza estatica dello Spirito che manifestò in Lui il Cristo, l'uomo-Dio totalmente realizzato nella sua umanità.
E' a Lui che il nostro pensiero si rivolge in questo giorno così speciale, a Lui che pur provenendo dalle più Alte dimensioni, non ha disdegnato di farsi piccolo e fragile come un bambino, percorrendo tutte le tappe dell'umana fatica, dandoci l'esempio, venendo a ricordarci che se ci impegniamo nella scuola della vita, anche se dovessimo tornare per mille e mille vite, potremo fare cose più grandi di quelle che ha fatto Lui. Il nostro destino è dunque quello di percorrere i suoi stessi passi e questo giorno ci rammenta che diventeremo uomini-angeli; che questo tempo è un tempo speciale per tutti noi poiché nuovi passaggi coscienziali sono possibili, ora che sono aperti portali di consapevolezza nel gioco cosmico dell'Amore che scende e si incarna nei corpi dei Figli, di tutti i Figli che abitano l'universo! 
Nonostante quello che può sembrare, i tempi che ci attendono sono tempi di grande Gioia e di Realizzazione; l'umanità pronta, quella che è stata capace di conservare le lampade accese come le vergini sagge in attesa dello sposo, è destinata a fare il salto dimensionale insieme alla Terra che vibrerà in quarta dimensione, mentre chi non sarà adeguato al passaggio, ripercorrerà strade già battute, ma in altri pianeti, simili alla Terra di terza dimensione. La legge dell'evoluzione lo impone e non c'è nessun castigo, né giudizio divino. Ognuno si collocherà al proprio posto, quello che sarà in grado di occupare e di sostenere vibrazionalmente.


Dinaweh
    


SOSTENIAMO FUNIMA SOSTENIAMO PALESTINA - Un Natale di dolcezze

 


sosteniamo  f u n i m a 
  
sosteniamo  p a l e s t i n a





Un Natale solidale di dolcezze

FUNIMA International ets è un'organizzazione laica senza fini di lucro, attiva da vent'anni nel campo della solidarietà, in difesa dei diritti dell'uomo a sostegno di famiglie e comunità che vivono situazioni di disagio fisico, psichico e morale, legate a difficoltà sociali e ambientali.
L'associazione si avvale della collaborazione di volontari che allestiscono banchetti solidali in tutte le piazze italiane per sostenere i progetti umanitari di FUNIMA International nel mondo e di promozione sociale in Italia. 


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Se desideri sostenere FUNIMA International, puoi fare la tua spesa comodamente da casa sul sito www.progettomediterraneo.bio

Dopo esserti registrato al sito, applicando il codice sconto LP020S potrai usufruire dello sconto del 5% per ogni prodotto che inserirai sul carrello. 

Ti invitiamo ora ad ascoltare le parole del nostro presidente, Giovanni Bongiovanni, che illustra nel breve video seguente l'ultimo impegno umanitario di FUNIMA International a favore della martoriata popolazione palestinese di Gaza. Ti ringraziamo sin d'ora se vorrai unirti al nostro impegno e sostenerci con la tua spesa solidale o, se preferisci, con una libera donazione.
Buon ascolto e buona visione. 













*Nel primo ponente ligure ci puoi trovare col nostro banchetto solidale  tutti i primi sabati del mese per il mercatino a km 0 a Dego promosso dal Comune e in occasioni di feste e sagre indette da Comuni, pro loco ed associazioni della provincia e delle province limitrofe. Per ulteriori informazioni, se vuoi collaborare con noi, organizzare eventi, cene solidali, scrivi a dinaweh@gmail.com o lascia qui un tuo commento.


AUGURI DI NUOVA NASCITA INTERIORE



 AUGURI DI NUOVA NASCITA INTERIORE





Ricevo da Isabella Cambiganu 
questo augurio di Buon Natale 
che condivido 
con tutti i miei lettori. 
Che sia una Nuova nascita interiore
per tutti voi,
foriera di cambiamenti radicali
e di evoluzione spirituale;
di abbondanza nella materia,
di saggezza e pacificazione
nello Spirito.

Continua l'opera indefessa
di Isabella e dei fratelli e delle sorelle 
dell'Associazione Terra di Luce,
di cui già abbiamo condiviso
da queste pagine
le opere e il cuore. 


Dinaweh



"La Matrice della nuova Umanità
è un Suono
che si fa Opera e Carne.
Le nuove opere su Terra,
in Terra Madre,
sono l'ampolla del nuovo tempo
ove i popoli custodiranno la Vita
e non perpetueranno più
la negazione.

Colmi di fede 
siate artefici di ogni passo
che vi riconduce alla Famiglia Umana:
la vostra natura stellare
codifica la nuova Verità
alla quale siete condotti
come Anime che creano
il Nuovo Mondo.

A Voi la più vivida visione
di ciò che è 
e di ciò che sarà.
A Voi lume."

(dalla Fratellanza di Luce)

 

Carissimi soci e sostenitori tutti di Opere per una Terra di Luce,

"Coloro che costruiscono in tempi ostili" i "Creatori di nuovi Mondi", vi giungano come carezze per l'anima luminosissimi auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

Unitamente a questo semplice dono per scaldare i vostri cuori puri, un breve video dove Isabella incontra i bimbi "cuore di luce" dell'infernale baraccopoli di Agbogbloshie, durante una giornata di lavoro volontario in loco con la Ong Asase Africa Foundation.







Un frammento in anteprima del nuovo documentario "Humans of Agbogbloshie" girato come Terra di Luce in collaborazione con Asase Africa per dare voce alla gioventù dimenticata dello slum, alla sua forza e bellezza, alle storie e verità di una comunità che già sopravvive in condizioni di inimmaginabile degrado, ora minacciata da demolizioni senza alternative, nel silenzio del mondo.

Seguite sempre, sostenete in ogni forma possibile e condividete la nostra campagna "Un cuore di luce ad Agbogbloshie", per garantire un luogo sicuro a questi bambini coraggiosi, a queste anime per la Vita, dove ricevere protezione, cure e un'educazione di valore. Il nostro "punto luce" in Terra Madre per nuove creazioni.





Per una nuova comunità Umana e della Coscienza, con amore e gratitudine per il vostro prezioso Esserci,

Isabella Cambiganu
per Terra di Luce - aps
Asase Africa Foundation