sabato 10 gennaio 2026

La rivoluzione verde ovvero...


la rivoluzione verde  



ovvero
l'avvelenamento del suolo, 
dell'acqua e dell'aria

La cosiddetta "Rivoluzione Verde" è stata la conseguenza di una mutazione antropologica nell'essere umano, iniziata con le due guerre mondiali, mutando quel mondo agro-pastorale e tutti quegli uomini e quelle donne che da millenni si erano occupati della cura della terra, interrompendo definitivamente l'ancestrale connessione tra l'uomo, la terra e gli animali che la abitano.
La prima e la seconda guerra mondiale infatti, avevano cancellato con le bombe al fosforo,  il gas nervino, i proiettili perforanti dei carrarmati e i siluri a lunga gittata delle corazzate e degli incrociatori la civiltà antecedente, distruggendo città, villaggi, porti, ponti, ferrovie, senza risparmiare milioni di civili, vittime di bombardamenti atroci all'interno delle loro case, costringendo popolazioni intere a fuggire dalla loro terra per destinazioni decise a tavolino dai vincitori. Tale "volontà di potenza"  obbligò l'umanità a misurarsi con la cifra abnorme di una tecnologia foriera di morte e distruzione quale mai si era vista prima sulla faccia della Terra. 

L'atomica su Nagasaki e Hiroshima fu la pietra tombale che decretò la fine dell'assurdità genocidiaria mondiale del "secolo breve". 

Che fare dunque di tutto quel materiale che rimaneva inutilizzato negli hangar delle fabbriche che avevano prodotto armi e congegni di morte grazie all'utilizzo di formulazioni chimiche dannatamente tossiche e velenose per la natura e per l'uomo?

La risposta dei grandi gruppi industriali che si erano arricchiti grazie alle due guerre mondiali fu di utilizzare la chimica e tutti i suoi derivati non più per la costruzione delle armi, ma in fertilizzanti e concimi chimici da trasdurre in agricoltura. 
Da quel momento l'agricoltura smise di essere un mondo a parte, anche un po' bucolico e romantico quale era stato finora conosciuto, cantato e omaggiato da poeti, pittori e musicisti, per tramutarsi in una sorta di saga alla Frankestein, alla cui sequela i lavoratori della terra smettevano gli abiti contadini per vestire tute blu, simili a quelle degli operai delle fabbriche che a loro volta in massa abbandonavano le cascine e le campagne per il mito del lavoro in fabbrica e di un appartamento in affitto nei condomini-alveari di otto o dieci piani di squallide periferie urbane!

I SALARIATI DELLA TERRA 

Chi rimaneva sulla terra diventava un "salariato a contratto" costretto a prostituirsi alle multinazionali della chimica e a seguirne scrupolosamente diktat e protocolli che gli venivano forniti ad hoc.
Obbedire ai canoni della produzione industriale valeva quindi anche per chi rimaneva sui campi, secondo i nuovi criteri capitalistici pianificati sui grandi volumi di derrate alimentari che dovevano essere immesse sui mercati internazionali, con ottiche totalmente differenti rispetto a quelle produzioni familiari legate alla sussistenza o perlopiù a un mercato 'domestico', regionale o tutt'al più, nazionale.

Il carrarmato si trasforma così in trattore, le bombe della produzione bellica in pesticidi e fertilizzanti, mentre zappa, vanga, falce e rastrello si tramutano in aratri giganteschi, falciatrici meccaniche non più a trazione animale, ma funzionanti con motori a scoppio azionati da petrolio e dai suoi derivati.

E l'hanno chiamata "Verde"!!!

Un'agricoltura che rovescia costantemente la terra con profonde lame di aratri meccanici, la calpesta e la compatta con ruote gigantesche di trattori sempre più grandi e che dipende totalmente dal petrolio non poteva alla lunga che produrre frutti e coltivazioni degenerati, inquinati e tossici. 

LA MONOCULTURA

La monocultura, riducendo la biodiversità naturale, rende fragili e malate le piantagioni e per ovviare a simile sciagura sistematica ecco giustificato l'utilizzo  di pesticidi e fertilizzanti che penetrano nel terreno inquinando le falde, mentre l'immissione di semi standardizzati, geneticamente modificati e brevettati da multinazionali volte al profitto a scapito della salute, riduce alla miseria i lavoratori della terra, rendendoli dipendenti dalle politiche agricole comunitarie e transnazionali, ammala e uccide la fauna, la flora, gli insetti impollinatori e gli umani urbanizzati e lobotomizzati che comprano alimenti sempre più processati e tossici nelle catene dei supermercati della grande distribuzione alimentare.  

SOLUZIONI

Occorre ritornare possibilmente all'autosufficienza alimentare ed energetica; laddove non sia possibile, almeno contribuire a sostenere le piccole realtà locali, incentivando la produzione di piccole aziende a conduzione familiare che siano rispettose della terra e la considerino un essere vivente, che abbiano cura della vita in tutte le sue forme, che siano etiche con i loro lavoratori e producano in modo "naturale" ancor prima di distinguersi come aziende "biologiche certificate".

Occorre anche e soprattutto educare i bambini, i ragazzi e i giovani ai valori della condivisione delle risorse, alla conduzione di una vita etica, alla cura della terra e delle persone. Essere promotori e pionieri per la costruzione di una nuova Terra costruita sui valori del diritto naturale e sulla cooperazione tra gli esseri. 

Abolire significativamente gli allevamenti intensivi che fanno soffrire i nostri fratelli animali e, possibilmente, rinunciare a cibarsi della loro carne; laddove non si sia raggiunto ancora quel livello coscienziale, assicurarsi di nutrirsi di animali cui sia stata assicurata un'esistenza felice, che non abbiano  subito alcun tipo di violenza fisica almeno fino al loro ultimo sacrificio per diventare, nostro malgrado, cibo e nutrimento per il nostro corpo. 

ABITUARSI A CONDIVIDERE INFORMAZIONI E  CONOSCENZE  
CHE CI FANNO CRESCERE 

Condividete il video qui sotto, fatelo vedere soprattutto ai giovani e agli adulti, perché sia la compassione a prevalere nei cuori di tutti e la conoscenza ci aiuti a evolvere e a migliorare giorno dopo giorno il nostro modo di stare al mondo.
"Vuoi vedere il cambiamento nel mondo?
Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!" 
Ognuno di noi può davvero fare la differenza, a partire dalle piccole azioni quotidiane, boicottando le multinazionali del profitto, acquistando con coscienza e discernimento prodotti equi e solidali, evitando di reiterare le vecchie abitudini tossiche e accorgendosi dei bisogni degli altri, soprattutto di chi vive situazioni di disagio economico ed esistenziale.
Buona visione.

Dinaweh   

    






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