venerdì 25 aprile 2025

L'ALTRA AMERICA - IL RITORNO A PACHAMAMA

L'ALTRA   A M E R I C A 


IL RITORNO A  
P A C H A M A M A

Dinaweh

Voglio portarvi con me in uno spazio del cuore che trova posto tra le magnifiche terre dell'America Latina. Proviamo a fare questo viaggio immaginario, ma non per questo meno reale, in compagnia di Ñaupany Puma che, per tutta la durata del video qui sotto, sarà la nostra Guida sciamanica.
Percorriamo con lui, insieme ai fratelli e le sorelle che lo accompagnano, le lande sperdute e rigogliose di quel continente a noi quasi sconosciuto, portando nel cuore un canto da donare alla Madre Terra, Pachamama per i nativi!
Uniamoci per un attimo ai loro riti, riscoprendo con loro l'importanza di tornare alla Terra, senza la quale nessuna creatura potrebbe vivere, respirare, gioire, lottare, amare... 
Queste popolazioni autoctone stanno portando al Cielo il grido esasperato di un'umanità sofferente e sulla via della pazzia collettiva, perché sconnessa dalle radici di Colei che l'ha nutrita e cresciuta per millenni. 
Gran parte dell'umanità sembra infatti ipnotizzata e addormentata, lontana dal proprio Sé, sopravvivendo a se stessa completamente separata e disconnessa dalla Madre.
Quello che ci insegnano questi nostri fratelli e sorelle è di ritornare alla connessione con la MADRE, per essere in comunicazione col Cielo e con i Fratelli Cosmici che da tempi lontani visitano la nostra Terra.
E' proprio l'America Latina che custodisce ora il chakra del cuore pulsante di Gaia, avendo preso il testimone alle regioni dell'Asia (India-Tibet-Nepal), che per millenni custodirono saggezza e spiritualità somme. 
Impariamo con umiltà le lezioni che ci vengono elargite da questi Esseri Cosmici, più vicini di noi al Cielo, perché più radicati alla Pachamama.
Il video che segue è in lingua spagnola, di facile comprensione. Vi invito a seguirlo fino alla fine, prendendolo come una meditazione e una preghiera collettiva di anime, unite dallo stesso anelito: la salvezza dell'umanità e del pianeta.






         

domenica 20 aprile 2025

AMATEVI L'UN L'ALTRO COME IO HO AMATO VOI


AMATEVI L'UN L'ALTRO


COME IO HO AMATO VOI



Ecco, in realtà le cose sono più semplici del previsto. Non esiste religione alcuna, nemmeno quella cristiana, che possa farci comprendere l'insegnamento degli insegnamenti: quello di amarci l'un l'altro. Non si tratta di sentimentalismo a buon mercato, ma dell'unica vera via attraverso la quale il disegno della trasformazione del mondo può attuarsi, per uscire dalla sofferenza che allontana l'uomo da sé e dagli altri, creando separazione e lotta. Che cosa sono le guerre infatti se non la manifestazione esteriore della separazione che è dentro l'uomo, estraneo e ostile a se stesso?

Il messaggio del Gesù diventato Cristo, non è quindi un messaggio "religioso"; non si tratta di un messaggio "sacro", ove il termine sacrum significa 'separato, avulso dall'ordine delle cose umane, luogo della divinità, ove tutto è unito e scevro da ogni multiforme manifestazione di sé'. Il messaggio che viene riferito dal Cristo è invece un messaggio che sta nell'ordine cosmico dell'intera creazione. Essa stessa vibra di amore infinito e incondizionato; quello ne diventa ed è di per sé il timbro, il tono, la voce che risuona come ridondanza infinita nel cosmo, ciò dal quale tutto si forma e si manifesta. Allontanarsi da quel tono, da quella vibrazione primordiale, significa rigettare la propria stessa natura, che in essa si allaccia e da cui tutto scaturigina. Significa strapparsi via dalla radice stessa della vita che chiede di essere celebrazione di quell'Amore scatenante la vita stessa. E' insomma un atto di suicidio. Ed è sotto gli occhi di tutti constatare come il suicidio del singolo sia anche un suicidio collettivo.
Escludere se stessi dal disegno e dal moto universale infatti significa perdersi, a volte definitivamente. 
Occorre quindi abbandonare la convinzione erronea secondo la quale tale invito sia rivolto solo a coloro che oggi si identificano come "cristiani", uno sforzo necessario per guadagnarsi il Paradiso. Non è affatto così! 
Gesù, diventato Cristo, non apparteneva alla casta dei sacerdoti; i suoi insegnamenti prendevano lo spunto dalla Legge, ma erano venuti a perfezionare la legge. Egli venne a portare all'uomo la chiave di lettura universale per la comprensione di quella legge che era diventata asettica e lontana dall'uomo: quella chiave era l'Amore.     
Ho parlato di una chiave di lettura "universale", non esclusiva, né particolare, quindi, non religiosa. Gesù, come Buddha, non venne a fondare nessuna religione: Gesù non era cristiano, come Buddha non era buddista! Furono Maestri di scienza: la scienza dello Spirito. E poiché è dallo Spirito che origina la creazione, hanno indicato la via più breve ed efficace che desse all'umanità la possibilità di evolversi, secondo le leggi universali.

Abituiamoci una buona volta a comprendere che ciò di cui tutti i più grandi Avatar hanno parlato, non è da ascrivere ad alcuna religione; essi non sono mai venuti a fondare alcuna confessione, alcun dogma. Hanno solo spiegato le leggi che governano l'Universo; hanno fatto vedere all'uomo la via Maestra per realizzare il dàimon (avrebbero detto i Greci), racchiuso in ciascun di noi. Quel demone che dev'essere inteso come il compito, la realizzazione di ciò che siamo venuti a fare nella materia, espressione dello Spirito.
E' ora che l'umanità diventi adulta e che si emancipi dall'inganno della delega, che ha rappresentato per millenni e continua tuttora a rappresentare la morte della coscienza! Non abbiamo più bisogno di qualcuno che ci dica cosa dobbiamo o non dobbiamo fare. In realtà, non ne abbiamo mai avuto bisogno, ma lo abbiamo accettato come compromesso, perché era necessario per arrivare sin qui, per giungere finalmente ad una comprensione più profonda delle cose. 
L'unica legge è quella dell'Amore. E' sufficiente essere in contatto col cuore e fare della propria vita una fonte di Amore inesauribile. Scopriremmo che il Regno è già qui. Tutto il resto ci verrà dato in abbondanza. 
Questo sia per me l'augurio a tutti i lettori del blog, proprio in occasione delle feste del Natale. Che sia il nostro Natale, la nostra nuova vera nascita nell'Amore.
Namasté.


Dinaweh 


P.S. post già pubblicato precedentemente.

sabato 19 aprile 2025

LA NOSTRA PASQUA


عيد الفصح




La Trasformazione è insita e parte integrante della Mente Onnicreativa dell'Essere Cosmico, il Padre-Madre di tutte le Creazioni.
Eppure noi siamo così refrattari al cambiamento, alla trasformazione. Esseri sostanziali lo siamo piuttosto nell'impermanenza, al di là di tutti gli abbellimenti, le acciaccature, i trilli, i gruppetti, al di là di tutti gli "ad libitum".
Lo siamo a prescindere dalla forma che per sua natura fissa lo sguardo sul particolare, facendo perdere il senso complessivo del disegno e saremmo ancora in altomare, se pensassimo che sia soltanto nel disegno complessivo il senso stesso della Creazione e di noi, Esseri impermanenti in trasformazione ed evoluzione continua, fino a dissolverci in quell'unità originaria da cui forma e sostanza scaturirono.

La Pasqua non viene forse descritta e vissuta dall'Uomo Nuovo come "Passaggio"?

Egli, il Perfetto, compì per noi quel passaggio, 
aprendo le porte degli Inferi davanti a sé, 
con tremore e timore Egli attraversò tutti gli spaventi,
si fece spalle larghe per portare tutte le croci,
divenne sudario di tutte le lacrime,
ogni spina del casco che gli si pose in capo
la sopportò
come si sopporta il dolore di un figlio mai nato
o di un bambino abusato.

E noi, chi pensiamo di essere, se non i Sopravvissuti grazie a quella Trasformazione Somma, la più Alta, la più Oltraggiosa e la più indicibile a memoria d'uomo!?
Occorre quindi arrivare a quel punto, a quel Passaggio, pronti, preparati e fiduciosi nel riuscire ad attraversare la sponda del noto, verso la nostra sponda ignota.

Ecco, per me, il senso di questa Gloriosa giornata: la Pasqua.


Dinaweh



 

venerdì 18 aprile 2025

COME CERCHI





Scrivevo questi versi durante i miei anni torinesi, 
nel periodo del servizio civile come obiettore di coscienza al servizio militare, che mi trovò totalmente immerso nel mondo dei fragili, dei divergenti, dei disadattati, dei senza fissa dimora, di quelle anime perse da cui molto imparai e che rimasero miei "compagni di viaggio" anche dopo l'obbligo della leva, peraltro punitiva per la maggior durata della ferma rispetto ai coetanei che svolgevano servizio armato in caserma.

L'iniziativa di continuare ad occuparmi di quelle 'presenze' assenti dalla vita della Maggioranza venne accettando di inaugurare un centro di accoglienza con altri ex obiettori, miei compagni di viaggio e di ideali nel capoluogo piemontese, ove rimasi diversi anni, occupandomi anche di libri, grafoanalisi e dove tentai senza successo gli studi universitari che poi trovarono sbocco e si compirono negli anni successivi al periodo torinese in quel di Pisa.
Torino significò per me infatti una totale immersione nella vita dell'emarginazione, quella che mi era fino ad allora totalmente sconosciuta, seppure appena assaggiata in quel di Genova con i tossicodipendenti della comunità di don Andrea Gallo che mi vide protagonista in prima persona di esperienze dalla forte connotazione emotiva ed umana. 

"Come cerchi" rappresenta uno dei momenti più toccanti che la mia esperienza umana tra gli esclusi del mondo mi fece sfiorare. Ricordo ancora notti intere passate insonni ad ascoltare racconti di vite distrutte che piano piano trovavano la via e la fiducia di potersi a me manifestare attraverso fiumi di parole e di lacrime. Occorreva soltanto guardare fissi i loro occhi ed accogliere ogni piccolo movimento del viso, ogni smorfia di rabbia e di dolore, di risa nervose e rimanere in silenzio.
 
Alla fine di questi versi, raccolti poi in una postuma pubblicazione, ho pensato di accompagnare la vostra lettura con le parole in musica di un cantautore da me amatissimo (che tra l'altro venne proprio a Torino nel 1988 per un concerto allo stadio Agnelli e che non mi persi assolutamente!), Bruce Springsteen. Ritengo infatti che le parole del testo accompagnino splendidamente alcune delle emozioni e delle ragionevoli motivazioni che spingono molti dei nostri fratelli a rimanere ai margini di una società incapace di evitare il giudizio e, per lo stesso motivo, incubatrice della stessa infelicità e frustrazione che solo alcuni vivono fin dentro le viscere e le ossa, senza timore di sputarla in faccia al resto del mondo.

Dinaweh         




 COME CERCHI



Come cerchi concentrici 
fune tesa di cordata
camminavamo insieme
per poi slegarci e riscoprirci
ancora soli,
viaggiavamo alla ricerca di qualcosa
che non aveva nome,
ma tanti volti
avrebbero potuto raccontarci
della loro solitudine 
per un attimo infranta.

L'esile filo riaccendeva
le facce grigie
sbiadite dal tempo
- fugace compagno muto -
assordanti erano i tuoi richiami,
da sempre insoddisfatte
le coscienze assopite
- traboccavano gli orli -

di vasi vuoti
erano disegnate le nostre tele,
intessute di lacrime e spine
le nostre memorie spente
si riaccendevano
della loro solitudine.






Dinaweh
Torino, 5 marzo 1985 



 

mercoledì 16 aprile 2025

NUEVA ESPERANZA un caffè speciale per un mondo nuovo

 

NUEVA ESPERANZA

un caffè solidale per un mondo nuovo



Care amiche lettrici, cari amici lettori,

condivido con voi questa bellissima realtà che ho avuto modo di conoscere aderendo all'Associazione FUNIMA INTERNATIONAL, prima come volontario e poi come Promoter Etico, insieme alla mia compagna che con me condivide ogni passo in direzione del mondo che verrà e che è già qui, senza che la maggioranza di noi se ne accorga.

Ma quanti sono i segnali del nuovo! 

Quante anime in cammino sono già volte alla realizzazione concreta di una realtà che scorre silenziosa e parallela al becero starnazzare del mainstream, con le sue pubblicità asfissianti in favore dell'unica economia piramidale che io conosca, quella delle Multinazionali che affamano il pianeta e lo rendono sempre più sterile, sempre più inquinato, creando sperequazione e sfruttamento dei popoli in nome del mero profitto!

I cafficultori del Guatemala e dell'Uganda hanno voluto dimostrare che fare economia nel rispetto della natura e soprattutto salvaguardando la dignità dei lavoratori è possibile: si sono consorziati in cooperative contadine, liberi dallo sfruttamento dei grossi gruppi occidentali, garantendo un'elevata qualità di produzione, grazie alle maestranze tutte italiane che li hanno istruiti per promuovere un prodotto di elevata qualità, nel rispetto della natura e per la salvaguardia della dignità di ciascuno di loro. 

Il risultato è eccellente: il caffè viene coltivato e prodotto in loco e poi tostato in Italia, come anche il confezionamento, garantendo qualità organolettiche superiori, insieme alla cura nella scelta di ogni chicco, scevro da qualsiasi difetto che comprometterebbe la qualità davvero superiore del prodotto finito.






Ma quale il valore aggiunto, oltre a quello di cui abbiamo detto fin qui?
Quello di sostenere non solo le comunità indigene dei territori che producono quei chicchi di caffè colti con dedizione e amore, ma anche i progetti umanitari di FUNIMA INTERNATIONAL in America Latina, Africa e Italia. 



 
Oltre ad offrire di volta in volta questo splendido caffè (macinato, in grani, in capsule o in cialde compostabili) attraverso i banchetti della solidarietà che FUNIMA INTERNATIONAL con i suoi volontari allestisce in ogni piazza d'Italia in occasione di feste, fiere e mercatini, è anche possibile la stipula di contratti mirati, per chi avesse attività nel campo della ristorazione e del turismo, dai bar agli agriturismi, i b&b, i centri olistici, le palestre, le scuole parentali, le associazioni, come anche per le aziende.

Siamo felici di poter sostenere quest'opera meritoria che ci vede promuovere in prima persona la conoscenza di una realtà in espansione quale quella della Cooperativa Nueva Esperanza, insieme ad  altre realtà 




quale quella dei Microorganismi  Effettivi, di cui  vi abbiamo già parlato in uno dei post più recenti. 
Chi volesse saperne di più, sia come privato che come titolare di attività nel campo del turismo, della ristorazione e del benessere, può contattarci scrivendo una mail (dinaweh@gmail.com) o sulla chat di telegram (@ArchturusRex).





UN CAFFÈ? COME TRASFORMARE LA TUA ABITUDINE IN UNA SCELTA ETICA

Consumo consapevole, sensibilità alle tematiche ambientali e scelta secondo principi di etica e sostenibilità sono i principali valori che porta a tavola un numero sempre crescente di consumatori.

Questo vale anche per il prodotto a più alto consumo nel mondo, ovvero il caffè, fino ad oggi considerato solo come prodotto commodity esotico dalle origini non specificate, utile a saziare l’esigenza di caffeina o a colmare un’abitudine del mattino. È per questo che esistono caffè specialità – speciality – che sono prodotti tracciabili, di origine selezionata ottenuti con perizia e dedizione, fuori dal mercato globale e dentro il mercato equo e solidale. Commercio che promuove giustizia sociale, economica e sviluppo sostenibile.

Il Caffè Nueva Esperanza si propone proprio di trasformare la tua pausa caffè in un momento in cui al primo posto vi è il rispetto per l’ambiente grazie all’agricoltura biologica, ed il rispetto dei diritti dei lavoratori di cui puoi conoscere la storia della cooperativa e le attività di sviluppo che nascono a seguito della tua scelta. Garantisci un salario di vita equo per i lavoratori, sostieni piccoli produttori, sviluppi nuove economie fino a poco tempo fa marginalizzate e sfruttate, offri opportunità di investire in progetti di sviluppo per le comunità locali.

Entrano in gioco storie, vicende umane ed il valore del rispetto di ambiente e persone, lasciando al primo posto etica, qualità ed equità.

Un prodotto diventa buono se lo è davvero per tutti. Dal produttore al consumatore finale, in ogni anello della catena di produzione, dal seme all’albero coltivato senza utilizzo di fertilizzanti chimici nel rispetto del ciclo di vita della pianta e in armonia con l’ecosistema che lo circonda.

Un caffè, Nueva Esperanza, che si basa sulla tracciabilità delle materie prime, sulla trasparenza e sulla non negoziabilità dei diritti umani. E dichiara con chiarezza il proprio

 

 

O



NO al caffè considerato semplicemente come una qualsiasi commodity il cui prezzo viene fissato nelle Borse Merci;

NO all'industria del caffè tostato che guarda al proprio profitto a discapito di milioni di famiglie impoverite da un prezzo del caffè verde troppo basso;

NO al caffè tutto a 1 euro, senza che si valorizzi la differenza di prezzo in base alle qualità sensoriali e qualitative.













































domenica 13 aprile 2025

REPETITA JUVANT

 

                     REPETITA JUVANT

                                        



Correva l'anno 2020, quando un medico coraggioso e senza peli sulla lingua, il dottor Roberto Petrella, metteva in guardia i suoi pazienti e gli Italiani tutti riguardo al disegno che si nascondeva dietro lo spaventevole acronimo "COVID-19". Fu radiato dall'ordine dei medici, organismo consortile, popolato ormai da consumati traditori del giuramento di Ippocrate, venduti alle lobbies farmaceutiche e al disegno globalista di depopolamento del pianeta. 
Quel depopolamento già preconizzato e pianificato nei decenni del XX secolo ormai alle spalle. Già nel lontano 1969 infatti l'Agenda 21  pianificò tutto quello che stiamo vivendo oggi in quanto tutto era già ampiamente previsto, in ragione di un reset finanziario mondiale che avrebbe spazzato via l'economia reale, creando milioni di disoccupati, in nome di un depopolamento del 90% della popolazione mondiale,  considerata ormai un pericolo per la sopravvivenza del pianeta (a detta loro). Tale reset infatti avrebbe permesso un controllo totale sul resto dei sopravvissuti, ridotti ormai a uomini-macchina, cyborg obbedienti, in una società dominata dall'Intelligenza Artificiale e dall'obnutilamento delle coscienze, fino all'annientamento definitivo dell'anima. Rudolf Steiner del resto lo aveva già predetto agli inizi del Novecento. 

Un anno fa tali affermazioni potevano sembrare allucinazioni senza senso di un medico che poteva aver perso la testa e il controllo delle sue parole, di fronte allo stress di quelle giornate convulse; oggi dobbiamo ancora ringraziarlo per aver messo in guardia le persone di fronte all'inganno globale e alla messa in scena di una falsa pandemia creata ad arte, come scusa e giustificazione per imporre una dittatura sanitaria atta a sfrondare la popolazione giudicata in eccesso. Come? Attraverso un trattamento sanitario obbligatorio omicida e violento, che non trova nessuna giustificazione nel diritto, che va contro ogni dettame Costituzionale, che  scavalca la dignità della persona e calpesta la libertà di scelta individuale, in nome di un fantomatico bene collettivo a salvaguardia della salute dell'intera nazione. Ecco come piratescamente i padroni del mondo attraverso i loro "filantropi" a suon di miliardi di dollari nelle loro tasche  ammantano i loro più macabri obiettivi con ridondanti e rassicuranti parole e intenti di bene, ingannando e manipolando gli ingenui e ignari sudditi, che nemmeno si accorgono più di esser presi per il naso. Sono stati veramente bravi. Mi complimento con loro. Le hanno pensate davvero tutte e proprio bene. 
In questi anni trascorsi insieme abbiamo avuto modo di commentare i loro teatrini, le loro rappresentazioni macabre dal retrogusto satanista che preannunciavano l'inizio di una nuova era, come con l'inaugurazione del tunnel del San Gottardo nel 2016 o, ancor prima,  con la preconizzazione del virus che avrebbe sconvolto il mondo, la messa in scena del preponderante e morboso interesse verso l'infanzia, i letti di ospedale che scendevano dall'alto, ricordate? Eravamo all'apertura dei Giochi olimpici di Londra del 2012; e poi la caterba di film Hollywoodiani che ci intrattenevano su storie di intere comunità negli Stati Uniti che si tramutavano in zombies a causa del contagio di virus letali... uno per tutti, il più recente, "Contagion" e, come se non bastasse la ipotetica e sempre attuabile finta invasione degli Alieni cattivi (Blue-beam Project), un'ottima scusa per uccidere qualche altra milionata di persone a causa di attacchi con armi vere contro finti dischi volanti, ologrammi in cielo prodotti dalle migliaia di satelliti lanciati in orbita dal miliardario megalomane Elon Musk...
Insomma, una regia poderosa con un cast mondialista e transumanista d'eccezione: The New World Order!
Povera umanità...

Che cosa dire ancora, a distanza di 1 anno dall evento teatrale più riuscito al mondo, a salvamento dei più ciechi e sordi tra gli umanoidi, quelli che manco se gli iniettano sottopelle un fluido avvelenato che gli produce convulsioni, disabilità permanente o persino la morte, riusciranno a convincersi di non esser stati uccisi dal fluido, ma dal virus assassino?
Forse nulla, ormai; ma noi ci proviamo lo stesso, per l'ultima volta almeno. Leggere le istruzioni prima dell'uso:  
                                       
↓

Dinaweh


COVID 19 

NON E' IL NOME DEL VIRUS


COVID 19 significa:

"Certificato di Identificazione
Vaccinale con Intelligenza Artificiale"

19 è l'anno in cui è stato creato.
Covid 19 non è il nome del virus.

E' il nome del piano internazionale 
per il controllo 
e la riduzione delle popolazioni
 
che si è sviluppato nel corso di decenni 
ed è stato lanciato nel 2020.


Ciò che riattiva il virus è il terreno immunitario indebolito dalle vaccinazioni. Quello che intendono iniettarci sono i fluidi più terribili di tutti quelli precedenti. E' una vera discesa all'inferno con l'obiettivo di un massiccio spopolamento di oltre l'80% della popolazione.

Non fate i test; i test non sono affidabili [...]. Lo affermano i produttori del test. Nessuno dei test è in grado di rilevare il virus SARS COV 2, ma solo un'infinità di piccoli virus innocui o detriti cellulari che fanno naturalmente parte del nostro microbiota.

Le persone testate appariranno sempre più positive nei test. Circa il 90% è questo l'obiettivo ed è per questo che hanno iniziato i test con i bambini.

[...] Nessuna televisione in Italia, sia pubblica sia privata ha mai detto che l'11 maggio 2020 sono state imposte in Francia in tutte le scuole 700mila test ogni settimana. Nessuno purtroppo ha dato questa notizia.

Una volta che tuo figlio è stato sottoposto a screening si forzerà l'intera famiglia e i contatti immediati a essere sottoposti a screening. 

Attenzione Italiani, ascoltatemi: non ascoltate i ciarlatani, gli ignoranti che rifiutano la verità.
Vi ricordo che non siamo malati; siamo solo portatori sani. Avere il virus non significa che sei malato. Vi ricordo che non siamo malati; siamo solo portatori sani. Avere il virus non significa che sei malato. Sei sano e stai bene; ma appariranno positivi nei test: difatti ripetono 2 o 3 volte i test a tutti i dipendenti delle strutture pubbliche, soprattutto sanitarie, ogni mese.
Tutto ciò di cui hanno bisogno loro è questo: fai credere che è malato! Essere positivi significa essere etichettati come dannosi.

Attenzione Italiani, ascoltatemi!
Rifiutare il rilevamento è l'unica chiave per evitare di essere vaccinati.
Una volta vaccinati, saremo tutti malati, indeboliti e senz'altro andremo incontro alla morte.

L'unica soluzione per salvare la nostra umanità, ma soprattutto per salvare noi Italiani, è far capire alle persone che non devono essere testate.
Non mettetevi alla prova.     
Non date loro ciò che manca. 
Non cadete nella loro trappola!
Vi sto dicendo questo perché almeno non potete dire che non siete stati avvertiti.

COVID 19 vuol dire: 
"Programma di sterminio di massa"

Non fare i test è l'unico modo per salvarsi. In televisione questi bastardi non lo dicono: i politici poi,... il loro comportamento è totalmente avvilente; eppure il vice-ministro della Sanità è un medico. 
"Collega, deve solo e soltanto vergognarsi!"

La maggior parte delle persone non vaccinate cesserà di esistere per la società: non sarà in grado di viaggiare senza un vaccino, non potrà andare al cinema e in futuro non potrà mai uscire di casa. Questo sta già accadendo in alcune città della Cina e la Spagna è il Paese pilota insieme all'Argentina e ai Paesi latini. 
Tutto è già stato attivato in tutte le aziende e nei media per la vaccinazione di massa.

Io preferirò la morte, ma non la vaccinazione.
Vi saluto.

dottor Roberto Petrella



domenica 6 aprile 2025

MIOPIA E PRESUNZIONE DEL METODO SCIENTIFICO-SPERIMENTALE - Dinaweh


 MIOPIA E PRESUNZIONE DEL METODO 


SCIENTIFICO-SPERIMENTALE

Dinaweh


La nuova fede si chiama scienza! 
Il paradosso dei corsi e dei ricorsi storici ci mette di fronte a tutta l'inadeguatezza, per non dire alla cattiva "fede", di coloro che ci vorrebbero convincere che ogni essere vivente compreso l'uomo, si riduca ad un fenomeno e quindi sia l'espressione manifesta di un ente fine a se stesso, oltre il quale nulla si celi, se non un agglomerato di cellule viventi organizzate secondo un processo rispondente a logiche matematico-fisico-chimiche su cui basare leggi e funzioni strutturali comprovate solo ed esclusivamente dall'osservazione e dalla sperimentazione ripetuta e universalmente accettata, sempre uguale a se stessa, in virtù del cosiddetto 'metodo sperimentale', l'unico considerato come garanzia di veridicità e quindi l'unico ad essere considerato come "scientifico". Possiamo ancora accontentarci di tale limitata visione?
Oggi la stessa "scienza" ci dice che possiamo vedere e quindi "osservare scientificamente" soltanto un piccolissimo spettro della luce, ovvero una piccolissima parte del mondo fenomenico, mentre la maggior parte di ciò che pur esiste, sfugge letteralmente allo spettro visivo dell'osservazione umana e quindi alla speculazione "scientifica" del fenomeno. La materia oscura infatti informa e costituisce la maggior parte dell'universo, in ciò che i fisici, in modo ancorché inappropriato, definiscono come "anti-materia", "buco nero" o "anti-gravità".
A questo proposito, voglio proporre all'attenzione del lettore l'interessante disquisizione di Pietro Ubaldi, che si trova nel capitolo intitolato "La personalità umana (1ª parte)", dal suo libro già citato nei post precedenti. 
Saranno le sue stesse riflessioni ad accompagnarci e a svelarci l'altra metà della verità, ancora ignota alla scienza umana, seppur vera; e a ragione possiamo sostenere la tesi del nostro autore, in virtù del fatto che le più grandi scoperte "scientifiche" hanno potuto rivelarsi ai loro stessi autori-canalizzatori e successivamente al mondo intero, non tanto attraverso il metodo sperimentale che, per sua natura è analitico, vivi-sezionatorio e specialistico, bensì grazie all'ispirazione e all'intuizione, più vicine al mondo dell'ineffabile e a quello dello Spirito che, pur essendo il motore primo di ogni creazione manifesta, non può venire analizzato o vivisezionato, poiché sfuggente al metodo sperimentale, sottraendosi "per sua natura" all'osservazione di quello spettro limitato del 'visibile', di cui parlavamo sopra.
Buona lettura.


Dinaweh

    


                                                                                                                      
Pietro Ubaldi, La nuova Civiltà del Terzo Millennio. Verso la nuova era dello Spirito, ed. Mediterranee, Roma, 1988, seconda ed., pp. 265-267.


"L'intuizione è fenomeno dello spirito e per questo rivela e crea. La ragione è invece funzione del cervello e quindi, più che concepire le grandi idee rivelatrici, orientatrici e sintetiche, è fatta per le idee piccole della vita terrena, pratiche e analitiche. Alcune applicazioni. La scienza attuale ignora e trascura la vita dello spirito a suo danno. Ma quella scienza è figlia di una fase materialista del pensiero umano, cioè razionale, in antitesi con l'intuitiva, è quindi limitata al lato terreno, pratico, utilitario e materiale della vita. Non può quindi conoscerne che quella parte, almeno finché tale fase non sarà superata. Essa si mantiene nella zona che è ragione, esperimento, analisi, lontano da quella che è intuizione e sintesi. Ciò la lascia incompleta, mutilata dell'orientamento, della visione d'insieme che è necessaria per la direzione dell'indagine e per raggiungere una conclusione. Difatti essa tende a scopi utilitari che non sa superare. Questa unilateralità rappresenta una lacuna e un difetto gravi. Anche la sintesi è necessaria e la sintesi non si raggiunge che per intuizione, lavorando cioè al polo opposto a quello in cui lavora la scienza, cioè al polo spirituale. Essendo attiva dal lato materia, la scienza accumula ma non feconda. Le manca il lampo dello spirito. Certo, è necessario accumulare materiale, ma è necessario, come nel binomio sessuale, che poi intervenga l'altro termine che fecondi quel materiale. Senza di che nessuna cosa può nascere. 
Chi dice che nulla può esser vero se non dimostrato sperimentalmente, non esprime che una metà della verità e ignora l'altra metà che dice che le scoperte che fanno avanzare la scienza sono frutto di ispirazione, frutto spirituale più che sperimentale, di laboratorio.
Come conseguenza delle osservazioni fatte si qui segnaliamo per il bene della scienza il pericolo dell'esasperazione analitica dei nostri tempi, che si limitano ad accumulare esperienze invece che a scoprire rapporti lontani, il pericolo della specializzazione divergente dovuta al predominio di quel metodo analitico. Senza un correttivo che saggiamente ci spinga invece in direzione convergente e conclusiva, questo cammino ci porterà alla polverizzazione della conoscenza.  Abbondano le membra, ma manca il capo. Vi è un enorme cumulo di fatti e manca il senso unitario della coordinazione. 
Così Augusto Comte già scriveva cento anni fa nel suo corpo si Filosofia Positiva, preconizzando l'attuale periodo: "Il periodo è l'età della specialità, per l'universale preponderanza del particolare sullo spirito d'assieme". L'osservazione minuziosa ci ha reso miopi.
G. B. Shaw giunge a dire: "Nessuno può essere un puro specialista senza essere un idiota nel più stretto senso della parola". Il Leonardi nell'introduzione al suo volume, L'unità della natura (1933), soggiunge: "Sarebbe necessaria una classe di scienziati i quali senza abbandonarsi alla cultura specializzata, si occupassero unicamente a determinare lo spirito delle diverse scienze, scoprendone il concatenamento, per riassumere tutti i loro principi comuni". Enrico Poicaré nel suo volume, L'ipotesi e la scienza, afferma che "anche le scienze, comprese le più esatte, hanno bisogno di una certa ispirazione e devono i loro progressi al lavorio delle facoltà subcoscienti". Poi aggiunge: "Essendo i fenomeni in numero pressoché infinito, noi non possiamo esperimentarli tutti". "A meno che non si voglia fare una semplice accumulazione di fatti... poiché l'esperimento non ci dà che un certo numero di punti isolati, bisogna riunirli". Non basta dunque che l'osservazione registri e l'esperienza controlli; senza il lampo dell'intuizione non si avanza. E' giusto che questa debba subire il controllo dell'esperimento, ma esso da solo non sa farci uscire dai viottoli sperimentali e guidarci per le vie maestre della conoscenza. Accanto alle minori singole esperienze sparpagliate per l'infinito mondo fenomenico, è altrettanto necessaria l'esperienza unitaria dell'io, il quale solo può avvicinarsi al pensiero di Dio. Per risalire per le vie dello spirito è necessario un atteggiamento di fede e di preghiera. Le vie del dubbio e del controllo sensorio ci portano verso la materia, alla periferia, sempre più lontano dal centro. I primitivi che avevano il senso della sintesi, là dove noi abbiamo quello dell'analisi, affrontavano diversamente lo stesso enigma che ci travaglia. Mentre noi aggrediamo il mistero come un nemico, armati con tutti i mezzi e tutte le astuzie, per demolirlo, dominarlo e a noi asservirlo, gli antichi lo avvicinavano con parole sacre e solenni che suscitavano nel cuore degli uomini il silenzio e la venerazione. Ma noi oggi non tanto vogliamo contemplare, comprendere e armonizzarci, quanto vogliamo nella natura intervenire, operare, influendo sui ritmi della vita per piegarli al nostro desiderio. Questo sembra piuttosto un assalto alla divinità. Ciò tentano di fare i nostri tempi. E tale esperimentazione si conduce così per tentativi, senza una guida che ne orienti le mosse, nella completa ignoranza delle conseguenze e reazioni che ne possano derivare. Ciò è estremamente pericoloso in un universo così organico e interdipendente, in un campo di forze così sensibili ed equilibrate. Non si disconosce l'importanza del contributo del metodo positivo sperimentale. Ma si afferma la necessità di completarsi con il tributo apportato dal metodo intuitivo. Come la vita anche la scienza è bipolare e, come abbiamo cercata la vita totale e completa, qui cerchiamo la scienza completa delle sue due braccia: ragione-analisi e intuizione-sintesi. L'intuizione non va considerata come un caso eccezionale e trascurabile, ma va elevata a vero sistema di indagine. I risultati dell'obiettivismo che salgono dal basso dovrebbero fondersi con i risultati del subiettivismo che scende dall'alto. Essi dovrebbero dividersi le due fasi del lavoro, l'una consistente nel trovare, l'altra nell'analizzare e dimostrare. Come mai ciò che è così facile da comprendere, così logico e persuasivo, è così difficile da attuare? La ragione è che l'intuizione non può essere praticata che dal tipo biologicamente selezionato, cioè dall'evoluto e di questo vi sono pochi esemplari e questi pochi vengono dalla società, nella lotta per la vita, presto o tardi eliminati."