DALL'AGRICOLTURA
DI GUERRA
ALLE TURBINE diesel
IN NOME DEL FINTO
"GREEN"
L'evoluzione
della specie "uomo-macchina"
e la disconnessione con la terra
Che cosa ci si poteva aspettare di diverso?
L'evoluzione dell'uomo-macchina prevedeva - alla fine - la totale sostituzione dell'elemento umano a favore delle macchine.
Purtroppo il giochino, in vetrina da decenni se non da lustri, è sembrato invisibile ai più, a cominciare dai lavoratori della terra, a quei salariati di cui parlavamo nel post precedente che nessuna voce in capitolo hanno nella conduzione delle "loro" terre, rinunciando essi per primi alla loro sovranità alimentare, in cambio di sovvenzioni e aiuti statali o sovranazionali, perlopiù imposti o "venduti" come indispensabili per continuare la loro attività, fatta per la maggior parte di piccole e medie imprese a conduzione familiare o societaria-cooperativa.
Le politiche comunitarie e la globalizzazione del mercato alla fine hanno prevalso sul buon senso, sulle economie dei singoli Paesi, distruggendo i benefici di un'economia agricola di prossimità, imponendo lavorazioni della terra dannose per l'uso indiscriminato di erbicidi e fertilizzanti chimici industriali, riducendo la fertilità del suolo con la pratica di rivoltare la terra lasciandola nuda, causando il compattamento della crosta superficiale, rendendo il suolo impermeabile con l'utilizzo di trattori e aratri sempre più ingombranti e pesanti, obbligando la seminagione di coltivazioni estranee alla tradizione locale e alla consuetudine secolare delle diverse aree agricole, introducendo al loro posto monoculture invasive e totalitarie invece della preservazione della biodiversità peculiare di ciascun territorio.
Che cosa ci si poteva aspettare di diverso dunque, se i manovratori non hanno mai tenuto in alcuna considerazione il beneficio delle comunità umane, quanto il tornaconto in termini di investimenti e guadagni ad esclusivo vantaggio delle multinazionali della chimica e della farmaceutica che hanno imposto i loro diktat arrivando persino ad appropriarsi della proprietà dei semi, brevettandoli e modificandoli geneticamente, a scapito della salute e della salubrità del pianeta!?
REDUCTIO AD UNUM
Il piano va avanti secondo quanto previsto dall'agenda, senza minimamente curarsi del parere dei sudditi, tanto che l'espropriazione delle terre in nome di un fantomatico "bene collettivo" (identificabile nella svolta green dell'Occidente liberal-capitalistico) ci fa ben comprendere quanto anche il concetto di "proprietà privata" sia fittizio e del tutto illusorio.
Alcun diritto di replica è concesso agli sventurati "proprietari" le cui terre incappano loro malgrado sotto lo sguardo famelico delle multinazionali dell'IA, ultima frontiera dei miliardari del pianeta che si spartiscono tra loro le risorse del globo proprio come i lupi famelici sbranano e si contendono fra di loro i brandelli sanguinolenti delle loro prede!
Turbine eoliche funzionanti a gasolio che vengono fatte passare per "green", carne sintetica, dieta alimentare a base di larve e insetti, epidemie che si susseguono una dopo l'altra e che impongono da parte delle autorità sanitarie l'abbattimento di milioni di capi degli allevamenti intensivi, depopolamento umano programmato grazie all'ausilio della medicina e della chimica, utilizzo della geoingegneria per creare disastri climatici, malattie e inquinamento strutturale dell'ecosistema, guerre e pandemie vere o presunte, digitalizzazione della moneta, città s.m.a.r.t. da 15 minuti come gabbie a cielo aperto, tecnologia militare sui tetti delle abitazioni, nei lampioni stradali, sui semafori, telecamere per l'identificazione digitale, armi a energia diretta per la distruzione di boschi e foreste patrimonio dell'umanità, robotizzazione spinta nella produzione industriale e per il controllo della popolazione civile, immigrazione forzata per la sostituzione etnica... tutto parte del medesimo obiettivo: una "reductio ad unum" che ormai soltanto chi si ostina a non vedere, non vede!
SEGNI DI RISVEGLIO?
Che cosa ci si può attendere a questo punto? Sembra che l'umanità, questa umanità, abbia bisogno di essere presa a calci e a schiaffi prima di reagire. In tal senso, tutto concorre al bene, potremmo eufemisticamente affermare. Scendere in fondo al pozzo dell'inconsapevolezza, affrontare il dolore della perdita, subire inganni e soprusi, essere vittime di guerre e di genocidi, essere privati del proprio benessere, essere costretti a uccidere sotto un'uniforme altri esseri umani senza alcun ragionevole motivo... tutto questo potrebbe finalmente svegliare le coscienze in un impeto di umanità indescrivibile!
E' di queste ore e di questi giorni la notizia che agricoltori e gente comune sono scesi in piazza nelle maggiori città europee per protestare contro le politiche green che stanno affossando l'agricoltura e l'allevamento.
Di sicuro, non sarà auspicabile tornare a violentare la terra e gli animali come prima e gli agricoltori e gli allevatori dovranno cambiare rotta e metterselo bene in testa per tornare ad essere veri custodi della terra e rispettare tutti gli esseri che la abitano.
Sono convinto che, come si dice, "non tutto il male viene per nuocere", poiché spesso nella storia dell'umanità è accaduto che soltanto dopo tragedie e lutti si sia ritrovato il senso della solidarietà e della compassione per l'altro.
Guerre indotte e programmate a tavolino, avidità e violenze sono sempre servite per dividere e separare gli uomini e le donne e tenerli sotto il giogo dei soliti potentati.
OLTRAGGIARE IL TEMPO
In questo tempo, foriero di un grande cambiamento dimensionale, tutte le forze distruttive sono scese in campo per contendersi il futuro dell'umanità.
Oltraggiare il tempo, questo tempo, significa non prender parte alla disputa degli inganni apparecchiati da millenni a tavolino da quelle stesse forze, ma trascendere con determinazione ogni lotta, ogni conflitto e scegliere di non essere complici.
Giustizia e pace non saranno raggiungibili se non attraverso uno sforzo individuale, grazie a delle scelte consapevoli, anche se a volte non sono per nulla comode.
Esistono altre umanità che hanno percorso gli stessi nostri passi, arrivando a scegliere il bene senza più cadere nella tentazione del male, non perché prive del libero arbitrio, ma per aver assunto dentro di sé la ferma consapevolezza che solo il perseguimento del bene può garantire pace, benessere e armonia.
Avete mai visto il film "Il pianeta verde"?
Per chiudere in bellezza senza farci cogliere dallo sconforto, ho pensato di proporvi un estratto molto significativo del film a conclusione del nostro ragionamento. In quei pochi minuti troverete tutte le giuste risposte alla domanda fatidica:
"Sì, ma io che cosa posso fare?"
Buona visione.
Dinaweh


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