martedì 29 maggio 2018

HARD SUN - Eddie Vedder


HARD SUN


Eddie Vedder






When I walk beside her
I am the better man
when I look to leave her
I always stagger back again

Once I built an ivory 
tower
so I could worship from above
and when I climbed down to be set free
she took me in again

There's a big...
a big hard sun
beaten on the big people
in the big hard world

When she comes to greet me
she is mercy at my feet.
When I see her pin her charm
she just throws it back again

Once i dug an early grave
to find a better land
she just smiled and laughed at me
and took her blues back again

There's a big...
a big hard sun
beaten on the big people
in the big hard world

When I go to cross that river
she is comfort by my side.
When I try to understand
she just open up her eyes.

There's a big...
a big hard sun
beaten on the big people
in the big hard world

Once I stood to lose her
when I saw what I had done
bound down and flew away the hours
of her garden and her sun.

So I tried to warn her
I'll turn to me her weep.
Forty days and forty nights
and it's still coming down on me.

There's a big...
a big hard sun
beaten on the big people
in the big hard world






venerdì 25 maggio 2018

LEGGE COSMICA, EVOLUZIONE UMANA E CONTATTO EXTRATERRESTRE



LEGGE COSMICA
EVOLUZIONE UMANA 
E CONTATTO EXTRATERRESTRE




L'ASSOCIAZIONE
I FIGLI DEL SOLE



E' LIETA DI PRESENTARE



PIERGIORGIO CARIA


Dopo aver avuto esperienza diretta di avvistamenti di oggetti volanti non identificati (UFO), negli anni Ottanta conosce il contattista italiano Eugenio Siragusa, da cui riceve numerose informazioni sulla presenza nel nostro pianeta di visitatori provenienti da latri mondi. Da tale incontro scaturisce un profondo interesse verso il tema, che lo porta a conoscere e a dare il via ad una stretta collaborazione con altri appassionati ricercatori. Da ciò scaturiscono numerosi viaggi ed incontri in varie nazioni alla ricerca di prove e testimonianze che avallassero ulteriormente la presenza sulla Terra di civiltà extraterrestri. Tra i maggiori specialisti e studiosi incontrati citiamo lo scrittore Eric Von Daniken, il professor James Harder, il professor John Mack, l'antropologo e scrittore tedesco Michael Hesermann, il professor Zecheria Sitchin, il ricercatore J.J. Benitez, il ricercatore e giornalista televisivo Jaime Maussan, il dott. Roberto Pinotti, ecc. Negli anni Novanta è autore dei testi e della regia di una serie di oltre dieci documentari sull'argomento della presenza extraterrestre e cerchi nel grano. Proprio il documentario dedicato ai Cerchi nel Grano, vince nel 1999 un importante doppio  premio, critica e pubblico, all'"International film festival", che si svolge annualmente in Nevada, negli USA. Il lavoro viene acquisito in Italia dall'emittente "La7" e va in onda nel programma Stargate, condotto allora da Roberto Giacobbo. Nel febbraio del 2009 bissa il successo del 1999, vincendo tre primi premi in diverse categorie, con due documentari: Le profezie Maya e i cerchi nel grano e Il caso Urzi, un mistero nei cieli d'Italia.
Sempre "La7" manda in onda un altro documentario, di cui Caria cura la regia in studio e il montaggio ed è co-autore dei testi e della sceneggiatura: La piramide di Cheope, una possibile soluzione alla sua costruzione. La trasmissione Voyager, su canale nazionale italiano RAI2, manda infine in onda una serie di documentari a tema ufologico e del mistero. Tutti lavori di cui Caria è autore di testi, sceneggiatore e regista. Nel 2005 cura il testo e la sceneggiatura di due documentari sui misteriosi resti archeologici che si trovano in Perù. Il primo dei due, realizzati dalla casa di produzione "Studio3tv", vince il primo premio, sezione documentari, al festival internazionale "Ionio film festival" del settembre 2005. Entrambe i documentari vengono mandati in onda sempre alla trasmissione Voyager. Il canale privato televisivo ODEON TV acquisisce e trasmette alcuni di questi documentari. Questi lavori vengono tradotti in varie lingue e diffusi anche all'estero in formato Home Video e messi in onda in televisioni di varie nazioni tra le quali: TVI - Belgio, PLANETE TV - Francia, TV CATALUNYA - Catalunya, I-Cable - Hong Kong - CANAL INFINITO - Argentina, AL MAJD - Arabia Saudita, HISTORY CHANNEL - Latino America, ecc.

Con alcuni di questi documentari ha partecipato alla rassegna International film festival, dedicata all'argomento UFO, Cerchi nel Grano e temi relazionati, che si tiene annualmente negli USA, vincendo nell'arco di 4 partecipazioni, 6 primi premi. Nel 2011 si aggiunge un altro primo premio all'Imperia film festival con il documentario Le profezie Maya e i cerchi nel grano, su oltre 600 titoli in concorso. L'attività di ricercatore si arrichisce di numerose partecipazioni a programmi radiofonici e televisivi su emittenti private locali, nazionali e internazionali, sempre sul tema degli oggetti volanti non identificati, cerchi nel grano, ecc. Stargate su La7, Voyager su RAI2, Cominciamo bene su RAI3, "Piazza Italia" su RAI1 e RAI2, sono trasmissioni italiane più importanti dove Piergiorgio Caria ha presentato e commentato filmati e testimonianze della fenomenologia ET. Numerosi gli articoli realizzati e pubblicati, soprattutto sul mensile "UFO, la visita extraterrestre" e "UFO Notiziario", giornale ufficiale del Centro Ufologico Nazionale Italiano. Numerosissime anche le conferenze a cui ha partecipato e partecipa, sia in Italia che all'estero, sul tema UFO-Extraterrestri, cerchi nel grano e argomenti correlati. Nel 2012, 2013 e 2014 ha collaborato ad alcuni servizi su UFO e Cerchi nel grano, mandati in onda dalla rubrica Extremamente, all'interno del rotocalco televisivo "Studio Aperto", in onda sull'emittente televisiva "Italia 1".


domenica 13 maggio 2018

I DONI ALCHEMICI DEL NUMERO 13 - di Kate Charlotte Serena Margot


I DONI ALCHEMICI
DEL
NUMERO 13




di
Kate Charlotte Serena Margot







" In principio era il Verbo..." Vangelo di Giovanni


Il Verbo, ovvero, il Suono! Vibrazione primordiale che ha dato vita alla Creazione tutta. "Tutto è vibrazione"; una conoscenza ben nota a Pitagora e riconfermata dalla fisica moderna, con la teoria delle stringhe, secondo la quale ogni particella costitutiva dell'Universo sarebbe un filamento di energia, paragonabile ad una corda di violino in continua vibrazione: come una corda di violino vibra in modi diversi, producendo differenti note musicali, così i filamenti della teoria delle stringhe vibrano in più modi, producendo particelle con massa e proprietà diverse tra loro.
Affermava, inoltre, il fisico Max Planck: "La materia come tale non esiste! Tutta la materia non esiste che in virtù di una forza che fa vibrare le particelle e mantiene questo minuscolo sistema solare dell'atomo".
Siamo quindi immersi in un oceano infinito di vibrazioni, essendo vibrazione noi stessi, un meraviglioso caos, fertile e pulsante di vita in cui qualcosa interviene a creare direzioni, rapporti, geometrie, forme... un principio ordinante, un'altra vibrazione che ha il preciso compito di armonizzare: il numero.

I numeri sono i direttori d'orchestra ai quali è affidato il compito di dirigere la meravigliosa sinfonia di vibrazioni della Creazione.
Basti pensare alla serie numerica di Fibonacci: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89,... che conduce alla sezione aurea, legge universale dell'Armonia.
Le proporzioni del rapporto aureo sono sempre state applicate nell'arte e nell'architettura, dal Partenone alle opere del Rinascimento.
In musica troviamo la sequenza di Fibonacci nelle fughe di J.S. Bach e nelle sonate di Mozart.
In qualunque forma di espressione che il nostro spirito riconosca come armonica compaiono quei rapporti numerici. Ma la dimostrazione di come il codice numerico sia il linguaggio cosmico, che tutto informa, ci viene dall'osservazione di Madre natura. Ci sono infiniti esempi di forme naturali, basate sulla spirale logaritmica, costruita proprio sulla serie di Fibonacci: dai fiori alle Galassie.

Insegno matematica ai bimbi della scuola primaria ed è sempre emozionante condividere la loro meraviglia quando scoprono le geometrie perfette nascoste in un ortaggio o in una conchiglia. Meraviglia che non è però stupore disarmato innanzi all'ignoto; sembra piuttosto risvegliare nei loro sguardi una luce di consapevolezza! I bambini sono connessi, i bambini sanno.

Queste le ragioni per cui mi sorprendo a sorridere di chi irride i principî su cui si basa la numerologia, relegandola nel bidone delle "pseudo-scienze", se non in quello delle superstizioni, in buona compagnia con l'astrologia, l'alchimia e molte altre discipline giunte a noi dalla Tradizione.
Non sono una 'numerologa', un'esperta in materia, ma sono sempre stata animata da curiosità; una creatura vegetariana nell'alimentazione del proprio corpo fisico, ma onnivora riguardo al sapere e all'infinita rete di connessioni da scoprire in esso, nutrimento per la mia mente e il mio spirito.
Le mie considerazioni sono perciò frutto  delle mie, seppur parziali, conoscenze, ma ancor più delle mie intuizioni ed esperienze vissute.
Ancora bimba, sdraiata su un prato fiorito in attesa di godere del privilegio di vedere una fata, ho sempre notato, affascinata, le meravigliose geometrie che la Madre ci dona e sempre ho "sentito" la vibrazione dei numeri, quale messaggio cui prestare ascolto.
Ad esempio, ricorre nella mia vita il numero 22: dal giorno della mia nascita a tanti altri momenti o luoghi per me significativi, superando qualsiasi mera logica di casualità.
Ed ora, in questo 2018, riconducibile all'11 - numero Maestro - portatore dell'energia cosmica di vibrazione extraterrestre che ci proietta nella dimensione della nuova Era, ecco giungere a me un'ulteriore meravigliosa conferma della potente vibrazione dei numeri!
E' in questo significativo e speciale anno che ho ricevuto il grande dono di re-incontrare la mia Fiamma, anima antica, da me conosciuta e amata da sempre; identico mio Spirito, ospitato come anima in altro corpo.
Erano pronte le nostre anime, dopo aver attraversato entrambe lunghi periodi di apprendimento, spesso in solitudine; l'attenzione rivolta al sé interiore e all'accoglimento dei dolori vissuti, per giungere all'amore di sé, requisito imprescindibile per poter amare l'altro ed essere amati, nell'autenticità dell'Uno. Un incontro privilegiato, che ha dato inizio ad un reciproco percorso evolutivo, nel quale l'uno è specchio, stimolo, forza ed ispirazione per i passi interiori dell'altro.
Passi che, compiuti nella propria personale storia e individualità, conducono a un nuovo livello, così che l'unione si manifesta poi in una splendida Luce comune, generatrice d'Amore incondizionato e creatività.
Quale attinenza ha questa mia personale esperienza con i messaggi numerici di cui vi voglio parlare?
Ebbene, già ci si era 'visti', riconosciuti nel comune sentire e nell'identico sguardo sul mondo, tramite l'espressione scritta delle nostre opinioni e dei nostri principî, all'interno di una comunità impegnata nell'opposizione alla criminale legge sull'obbligo vaccinale.
Ma il primo contatto personale, guidato proprio da tale riconoscersi, è avvenuto il 13 settembre, mentre il primo giorno in cui ci siamo incontrati di persona, in un indescrivibile vortice di emozioni, è stato il 13 gennaio! 
Non è un caso che si sia scelto il numero 13, numero karmico, espresso dall'archetipo dell'Alchimista; esso porta metamorfosi, morte della vecchia vita per rinascere ad una nuova.

Kate Charlotte Serena Margot








LE CARTE DEI NUMERI


I SEGRETI DELLA NUMEROLOGIA*




La vibrazione dei numeri in relazione agli archetipi della psicologia Junghiana

Il 13 è associato all'alchimista/metamorfosi. Il numero 13, che nella sua riduzione diventa un 4 è correlato al mondo dei sensi e delle forme e contiene in sé il principio dell'ineluttabilità del cambiamento. Il mondo racchiuso in questo concetto è quello di non aggrapparsi a ciò che non sostiene più l'evoluzione. 
Potremmo affermare che l'unica costante dell'esistenza è proprio il mutamento.  Esso avviene per amore della vita e permette alle forme ormai logore di lasciare il posto a quelle nuove. Il fenomeno della nascita e della morte esprime un continuo dinamismo evolutivo, il cui scopo è il conseguimento della perfezione.
Il patriarca Wei Lang diceva che il percorso del divenire avanza immutabile, fintanto che il più piccolo filo d'erba abbia conseguito l'illuminazione, fino a che ogni cosa vivente si sia reintegrata in ciò che è in essenza, l'Assoluto.


L'Alchimista

La morte è il crogiolo ella vita, eterno scudiero della notte. Ella cammina al tuo fianco come un'ombra fedele. Ciò che nasce contempla la sua morte, ma il segreto è morire nella vita. 
Jung paragona l'alchimista al viaggio della vita associando la trasformazione dei metalli alla trasmutazione interiore.. Secondo la sua visione l'alchimista è colui che compie il viaggio verso l'individuazione che avviene prendendo contatto col proprio centro interiore. Nella concezione alchimisticha lo Spirito e la Materia sono intimamente legati.

Come sostengono le Upanishad: " Tutto è Brahman e prima della Creazione dell'Universo Dio era pura coscienza indifferenziata". Per gli Alchimisti la materia stessa è Dio che, nel suo dispiegarsi, si manifesta nei molteplici aspetti dell'esistenza.
Negli scritti ermetici, in riferimento alla Tavola Smeraldina, leggiamo: "Ciò che è in basso è uguale a ciò che è in alto e ciò che è in alto è uguale a ciò che è in basso, per compiere le opere meravigliose dell'unica cosa dell'unico Dio, nel pensiero dell'unica cosa".
Da queste parole, che si ritiene siano state incise dallo stesso Ermete su uno smeraldo, comprendiamo che il fine dell'alchimia è la trasmutazione, per cui la divinità nascosta nella materia viene rivelata. L'Essere umano, nel suo percorso verso l'illuminazione subisce una serie di innumerevoli metamorfosi. Il suo corpo è come il crogiolo degli alchimisti, dove lentamente l'anima si evolve fino a identificarsi con il Sé Universale.

L'Alchimista riporta l'aspetto karmico del costruttore. Il karma è l'eterna legge secondo la qusale ognuno raccoglie il frutto delle sue azioni. L'Universo è un pensiero di Dio e l'uomo a sua volta è il risultato di ciò che ha pensato. Ogni cosa contiene in sé il principio del suo superamento e l'archetipo del Costruttore, che rappresenta la stabilità e l'inerzia, trova nell'alchimista la chiave per accedere alla liberazione dai vincoli della forma (il 4 è la forma; il costruttore è l'archetipo del numero 4, che rappresenta la sintesi del 13. Tredici e quattro sono dunque legati).
Col numero 13 l'uomo affronta la prova suprema della materia, al fine di riconoscersi nello Spirito immortale.

Le implicazioni karmiche del numero 13: il ciclo della vita e della morte

Nell'eterno gioco degli opposti, vita e morte sono intimamente connesse; l'una deriva dall'altra, in quanto ogni cosa nel momento in cui nasce comincia a morire. Nella Bhagavad Gita leggiamo: "Certa è la morte per chi è nato e certa è la nascita per chi è morto. Perciò di fronte all'inevitabile tu non dovresti soffrire".
Il numero 13, che nella sua riduzione teosofica diventa un 4, è correlato al mondo dei sensi e delle forme e contiene in sé il principio dell'ineluttabilità del cambiamento. Il monito racchiuso in questo concetto è quello di non aggrapparsi a quello che non sostiene più l'evoluzione. 

Il corpo come tempio dello Spirito

Il principio della fisica, secondo il quale nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, si ricollega agli antichi concetti dell'alchimia. Oltre l'illusione dei sensi, che nella tradizione indiana è definita "Maya", la materia è energia senza forma e ogni atomo è composto al 99,999% di spazio vuoto. Questa "manciata di niente", come la definisce Deepak Chopra, è come un grembo, che partorisce gli stati d'animo più diversi, come il Paradiso e l'Inferno, l'odio e l'amore, la gioia e il dolore, il piacere e la sofferenza. 
Da dove viene dunque il miracolo della vita? I Rishi dell'India sostengono che tutto è coscienza e che l'uomo stesso è Spirito. Il suo corpo è come un abito, attraverso il quale entra in contatto coi piani discendenti della materia. L'abitante del corpo è l'aspetto individuale dell'esistenza cosmica. Il Sé Transpersonale trascende i confini del tempo e dello spazio e la sua natura eterna non rimane coinvolta nelle attività; non è mai nato, né può mai morire, né, una volta che è stato, può cessare di essere: non nato, eterno, immortale, antico; non viene ucciso, quando il corpo è ucciso (Bhagavad Gita, 2, 20). 
In questo contesto scatta l'implicazione karmica a cui è sottoposto il numero 13, che deve evitare di identificarsi col corpo fisico, riconoscendo in se stesso la Luce spirituale del Sé. 

Lo specchio della realtà esterna

Lo psicologo Thorwald Dethlefsen, nel suo libro Destino come scelta, sostiene che il mondo esterno è come uno specchio in cui ognuno coglie diversi aspetti di se stesso. Ogni essere umano utilizza soltanto il 10% del suo potenziale e della realtà, di per sé indefinibile, filtra soltanto ciò con cui ha affinità, essendo cieco tutto il resto. Il fine dell'esistenza è il raggiungimento della totalità e il destino porta l'uomo a confrontarsi con gli elementi di se stesso ancora negati, Continuiamo a imbatterci sempre nei medesimi problemi, fintanto che non integriamo la lezione contenuta negli avvenimenti stessi. L'antico principio dell'alchimia, secondo il quale ciò che è in alto è uguale a ciò che è in basso, ci fa comprendere che ogni cosa che accade all'esterno, è un riflesso di ciò che avviene all'interno. La realtà esterna è una preziosa fonte di informazioni e ogni elemento che ci disturba è come un messaggero, che rivela che quel principio non è stato integrato nella coscienza. Il destino individuale coincide con la traiettoria che permette a ciascuno di esprimere se stesso nel mondo e la sofferenza nasce dalla resistenza dell'Ego ad allinearsi con la legge dell'Universo. L'uomo deve comprendere che il destino è un suo alleato, imparando ad assumersi la responsabilità di ciò che gli accade.
La lezione karmica intrinseca nel numero 13 comporta la necessità di diventare onesti e il primo passo è iniziare a guardarsi dentro, al fine di acquisire sempre maggior consapevolezza. 

L'individuazione e il contatto con l'Ombra

Ognuno viene al mondo con un bagaglio di talenti unici, che la psicologa Marie-Louise von Franz definisce "germe innato della totalità", come un seme che contiene in forma latente tutto l'albero, il potenziale di un individuo è già racchiuso nel suo DNA e attende soltanto di dispiegarsi. Al pari del seme, che per il suo pieno sviluppo necessita di un habitat ideale, qualità del terreno, pendenza della zona, posizione rispetto al sole, anche l'essere umano per realizzare se stesso ha bisogno di condizioni specifiche. Seguire il proprio destino significa "fare ciò per cui siamo fatti", trovando un ambiente, un lavoro e degli amici che gli somiglino. L'istanza che si occupa di mantenere l'uomo nella giusta traiettoria è il destino stesso; nella psicologia transpersonale, questo percorso è definito "individuazione" e può avvenire tramite un apprendimento volontario e consapevole, oppure mediante la sofferenza. Se l'individuo rifiuta il confronto con se stesso, subisce una chiamata degli Dèi, che può coincidere con qualche avvenimento spiacevole che mette in crisi il suo ordine interiore. La destrutturazione subita dalla personalità permette in seguito una presa di coscienza che consente alla psiche di riorganizzarsi, integrando gli elementi finora negati. Questo processo avviene tramite il contatto con l'Ombra personale, che è la somma di tutte le realtà negate e ricacciate nell'inconscio. Integrando gradualmente le nostre zone d'ombra, otteniamo l'illuminazione, che è il fine ultimo della vita umana. Il saggio Wei Lang affermava che l'uomo è illuminato non lo sa e che in potenza "noi siamo Uno con l'Assoluto". Poiché siamo caduti nell'illusione, percorriamo la lunga via del divenire, fintanto che non trascendiamo la dualità e raggiungiamo la liberazione.





*Giulio Rossetti e Anna Ogier, Le carte dei numeri. I segreti della numerologia, ed. Il Punto d'Incontro, Vicenza, 1999.


    

venerdì 11 maggio 2018

GUTTA CAVAT LAPIDEM


GUTTA CAVAT LAPIDEM



POI NON VENITE A DIRE
CHE NON VE L'AVEVAMO DETTO!




venerdì 4 maggio 2018

MADRE


MADRE


(leggi e ascolta)





Quando scalzo, da bambino
guardavo alla finestra,
il mondo non mi faceva paura.
Mi sembrava tutto così bello e incantato.

Casa diventava stretta per me, 
per la mia voglia di scoprire, di conoscere,
di annusare l'aria,
di confondermi nei colori,
e sentire il freddo dell'inverno
bussare senza successo 
al mio caldo maglione irlandese.

Oggi torno a te, Madre,
con lo stesso fremito che avevo di conoscere il mondo 
degli uomini e delle donne,
con la voglia caparbia 
di ascoltare il tuo respiro.

Ora, che ho visto e conosciuto 
il mondo degli uomini,
ora che tutte le illusioni 
sono cadute spegnendosi dalle mie ali,
ora che sono nudo e spoglio 
di fronte alla vita, 
torno a te, 
Madre,
e la tua bellezza di nuovo m'incanta
e rapisce tutti i miei sensi 
sconvolgendomi l'anima.

Come un bimbo
corro dentro di te
e tu, accogliente, 
mi avvolgi
e rotoli i miei pensieri
giù per prati festosi di primavera
e tutti li lascio andare via da me.

Acque, terre, mari e cieli
scorrono dentro 
e il volo di un rapace 
rapisce il mio cuore,
portandolo a te, 
Madre,
fino al più alto dei cieli.


Lux

giovedì 3 maggio 2018

BELLEZZA


BELLEZZA

(leggi e ascolta)



Bellezza sei e basta. 
Non riproduci mai te stessa tante volte. 
Sempre antica e sempre nuova
tu da sempre sei.

Ogni attimo, ogni palpito, ogni respiro,
incontro bellezza. 
Bellezza non riproduce mai se stessa.
Mi coglie di sorpresa, ogni istante, ogni attimo infinito 
lei mi avvolge!


Mi rimanda ad una Bellezza infinita,
impalpabile ed eterna
che la mia vista e il mio cuore
non potrebbero sopportare. 

Altra ridondante e luminosa bellezza 
è sempre dietro di me,
e davanti a me
e di lato a me.

Ogni istante e in ogni mio respiro
tu mi accompagni e mi nutri.
Non potrei vivere senza di te.
Infatti pulsi dentro me, senza che io me ne accorga
sei nelle mie vene,
sei il miracolo di ogni mio respiro
e ti riconosco 
negli occhi della donna amata;

tu la vedi negli occhi dell'uomo amato,
solo dopo averla incontrata in te.
Solo allora, solo e soltanto allora,
ti è dato di vederla fuori.
Essa esploderà alla tua vista
d'un baleno,
colpendoti al cuore.
Ti rimanderà ad un'altra Bellezza:
quella del tuo Creatore,
quella degli dèi creatori 
che di te hanno travestito se stessi
perché ogni loro creatura 
li potesse cercare dentro
per riconoscerli poi di fuori.
Nessun fuori,
nessun dentro,
ma Bellezza infinita
sempre,
da sempre
e per sempre
che avvolge, 
cura,
 sovrasta, 
nutre,
palpita, 
respira
nell'intero e infinito 
Universo.




domenica 22 aprile 2018

FUOCO


FUOCO

(leggi e ascolta)


In altro post intitolavo "Il fuoco come elemento di trasmutazione"... Sentire il fuoco dentro significa vivere stati di estasi e di comunione costante con lo Spirito. Essere nel fuoco descrive un passaggio dallo stato solido a quello gassoso e, in termini spirituali, denota il transito da una vibrazione pesante e densa ad una più sottile ed elevata. Occorre ragionare in termini di eternità, per poter comprendere appieno il significato di tale passaggio. Impossibile credere che tale trasmutazione possa rivelarsi nel corso di una vita soltanto, senza che ci sia alcun nesso con la parte costitutiva dello Spirito che inabita la persona per vite e vite. Le anime che vibrano nel fuoco sono anime che hanno deciso di incarnarsi sulla Terra per servire gli altri, non certo perché abbiano necessità di purificare se stesse attraverso le lezioni del karma.
La purificazione della fiamma d'Amore può essere per loro irruente, senza risparmiar sofferenza e dolore; spesso il loro compito è eroico e può aver necessità di imprimersi nel mondo attraverso il sacrificio della loro vita.
E' esso il luogo spirituale di quegli Arcangeli, i Serafini, che spesso visitano le creature angeliche-umane che sono pronte per riceverli, custodendo nella loro stessa carne il disegno dell'Amore sacrificale; un Amore, quello, che trasmuta e purifica col suo passaggio schiere di anime, preservando e purificando luoghi fisici che, altrimenti, potrebbero implodere su se stessi non lasciando più traccia della loro esistenza, insieme a tutte le creature che li abitano. 
Allo stato estatico del Fuoco è possibile arrivare anche in un'incarnazione dall'elemento ARIA, dopo un duro lavoro su se stessi, allorquando tutti gli inviti dello Spirito sono stati accolti e onorati. A quel punto è possibile scoprire la bellezza di una nuova causa fino a quel momento sconosciuta: quella di sentire di essere felici solo realizzando una vita di servizio, diventando portatori di Amore incondizionato. 
E' l'esperienza della santità! E che cosa significa dunque 'esser santi' se non realizzare appieno la missione per la quale siamo scesi nella materia? Di contro, che cos'è il peccato, se non la mancata realizzazione del compito che l'anima aveva assegnato a se stessa poco prima della discesa?

Dinaweh
Aramass Kosterio Ramasyr
Luke Skywalker
Lux



PACHA MAMA



En el cielo y en la tierra
con el sol y las estrellas
en el cielo y en la tierra
la lunita y las estrellas

 Siento el fuego dentro dentro
siento el fuego aqui te encuentro
Pachamama en este fuego
Pachamama aqui te encuentro

Vuela vuela aguilita
vuela vuela condorcito
vuelan libres por nosotros 
cuidan miran todo, todo.


Nessi Gomes



ACQUA


ACQUA

(leggi e ascolta)



Dall'acqua veniamo; dall'acqua siamo vomitati alla terra. Quale elemento più malleabile e volubile dell'acqua. Estremamente vitale, l'acqua porta la vita ma è anche capace di annientare e distruggere tutto ciò che incontra sul suo percorso.
Esprime il mondo delle emozioni, le profondità del subconscio da cui provengono i moti più intensi e incontrollabili del corpo emozionale. La Terra, per lo più formata dall'acqua, è il pianeta nell'Universo ove le emozioni e il canto o il grido del cuore degli uomini sono in grado di creare o distruggere. Essa è la caverna della creazione, l'elemento più misterioso da cui tutto principia. 
Le anime che scelgono la loro incarnazione a partire dall'elemento acqueo sono paradossalmente le più lontane dalla luce; immerse nel mondo delle emozioni ne sono vittime e possono essere partorite alla vita dello Spirito solo attraverso un'espulsione violenta che le liberi dalle profondità oscure del loro Ego e le proietti verso la luce del sole. 
In genere esse sono quelle persone che tendono a far male a se stesse, attraverso l'uso di droghe o vittime dell'alcool, o agli altri; usano e sono usate dalla violenza delle passioni che non riescono a controllare. Occorre un lungo e duro lavoro prima dell'emersione alla luce del sole e all'aria.  

Dinaweh,





Ezio Bosso, Sinfonia n. 1 - Oceans




Consegna alla vita
ogni inutile bagaglio
spogliandoti
rimani nuda
di fronte alle tue necessità

ora è tempo!

Tutte le cristallizzazioni
affiorano da dentro
e vomitano alla Terra che le accoglie
come Madre
la loro irruenta condensata matericità,

cos'altro vuoi tenere?
cosa aspetti a cadere,

di fronte alla statua di sale
che di te rimane
a ingombrare lo spazio testardo della ragione?
Or'altro si prepari alla tua vista
che non siano più distorsioni ingannevoli e spurie
di suoni vacui di sirene
a portare via da te
te stessa annichilita,
perché tu veda!

Come Ulisse, lègati al palo del tuo legno,
assisterai all'affondare delle illusioni
e di tutte le abitudini 
nelle profondità del mare oscuro
e gli orpelli precipitare di sotto la stiva
sentirai tintinnare al punto
da render sorde le tue orecchie
quando, rimbalzando su ricordi di suoni metallici,
monete senza più valore,
tutto cadrà!

E, mentre le vene pulsano e s'inturgidiscono
battendo d'un ritmo più veloce del solito
da dentro a fuori
e da fuori a dentro
esplode l'antico refrain di te paonazza
per il livore d'altri,

e tu t'accendi ancora...

Risali così come palombaro dai tuoi abissi
e l'acqua salmastra ti sputa d'in cima all'onda
assecondando il tuo corpo esausto
dell'ultimo colpo di pinna il movimento
e gonfi infine i tuoi polmoni
impazienti e a fine corsa
dell'ossigeno celeste di sole salato.

Poi d'un tratto
oltre le secche di territori deserti e selvatici,
fino a schiudere gli occhi
di nuovo esausta,
tu vedi!

Prendi tempo ora,
tutto il tempo che ti serve, Anima mia,
perché sei ora
nell'Essere che sei dall'eterno.

Namasté, Anima mia!




Luca Peirano, Gratitude, da Incanto e disincanto. Versi  
                      poetici di luoghi comuni e metafisici,  
                      ilmiolibro.it, 2014.