mercoledì 11 maggio 2016

Consapevolezza è verità

CONSAPEVOLEZZA
E'
VERITA'

Dinaweh



Essere consapevoli significa onorare la verità. La ricerca interiore non esime dall'essere pienamente coscienti e consapevoli del mondo in cui si vive. Questo anzi, per molti che hanno intrapreso un percorso di ricerca spirituale, è il primo aggancio, il primo richiamo, il primo anelito alla verità. I primi passi e il sacro ardore di "chi cerca" partono quasi sempre dalla scoperta e poi dalla denuncia della menzogna, della falsità, dell'ipocrisia.. Ci deve essere un turbinio interiore, uno stato di coscienza convulso, un disagio profondo nell'accettare l'esistente così come lo si scopre preconfezionato davanti agli occhi; ci dev'essere un non sentirsi adeguati di fronte al mondo e alle sue regole, ci si sente come un pesce fuor d'acqua, un extraterrestre sbarcato per sbaglio su un pianeta ostile; si percepisce che i conti non tornano e che esiste un gioco sopra le teste di tutti, occulto, ingannevole, omicida e complice, nel nome di qualcosa che non viene mai esplicitato, che viene tenuto nascosto, che si avvale del sistematico depistaggio della verità perché, se è vero che la "Verità vi renderà liberi" (Gesù), qualcuno ha tutto l'interesse che ciò non si produca mai e che l'umanità continui a rimanere in uno stato di incoscienza, di schiavitù e di oppressione. Il disagio dev'essere profondo, autentico e dilaniante. Tutto inizia dall'anelito dell'anima che sa e che sospinge la personalità ad uno stato di ribellione e di fuga. 
Una casa non la si costruisce dal tetto, ma dalle fondamenta ed occorre precipitarsi nelle profondità della terra che potrà sostenerne il peso, operando uno scasso e uno scavo lungo e faticoso. Le fondamenta di questa ricerca all'inizio sembrano inconcludenti, non si vedono e non producono altro che amarezza, fatica e senso di impotenza. Ma come si fa a sopraelevare l'intera costruzione verso l'alto se non si comincia dal basso? Se non si ha il coraggio di affrontare tutte le difficoltà che comporta incontrare macigni o rivoli d'acqua ad ostacolarne la realizzazione?
Soltanto così si potrà sopravanzare, fino ad ergere gli ultimi mattoni al tetto e goderne l'intera visione dall'alto.
Allo stesso modo il cercatore agisce nella sua vita infaticabile e operoso fino ad accettare di scontrarsi e di vincere ogni impedimento alla scoperta della verità, la sua personale e quella del mondo che lo circonda. Quando finalmente si vede l'intero disegno allora sopraggiunge la pace e l'accettazione dell'esistente, in tutte le sue forme. Il che non vuol dire che si accetti supinamente il gioco della menzogna, ma che si cominci a percepire quella come una verità ancora nascosta, che dev'essere portata alla luce. Si scopre così che tutto ha un senso nell'economia della salvezza e che ognuno, come un attore sul palcoscenico della vita, recita la sua parte. A quel punto non si sente più il bisogno di ergere barricate o di operare una rivoluzione violenta contro qualcuno o qualcosa. Si esce dal giudizio e si scopre che nel gioco delle parti di questa dimensione duale l'Ombra e la Luce chiedono costantemente agli attori del palcoscenico di appartenere all'una o all'altra, di fare una scelta univoca e definitiva. 
A quel punto da border-line ci si trasforma in operatori di Luce e si incarna nel mondo l'espressione della Luce, che sola potrà, alla fine, vincere l'oscurità. Si scoprirà che quanto più si porteranno alla luce le proprie ombre, quanto più per osmosi, si porteranno alla luce quelle altrui. 
Quello che voglio portare alla vostra comprensione è quindi l'atteggiamento finale che tutti noi possiamo cominciare ad avere di fronte alle verità denunciate dal video caricato all'inizio del post. Non possiamo fare a meno di diventare consapevoli del mondo in cui una cricca di anime perse vorrebbero farci vivere, ma allo stesso tempo, allarghiamo la visione; sentiamoci parte di un disegno di salvezza e onoriamo anche le tenebre, pur combattendole, perché anch'esse rappresentano il volano per la nostra evoluzione. Non giudichiamo, per non essere a nostra volta giudicati! Anche noi in altre vite abbiamo recitato parti infami: siamo stati assassini, usurai, abbiamo tradito gli amici più cari, ci siamo venduti al più forte di turno per averne solo vantaggi e privilegi, siamo stati complici di delitti e stragi efferate! E, ricordiamo, che se i crimini più abominevoli si stanno compiendo sul pianeta, come quello di Bruxelles, che è solo l'ultimo di una serie infinita di inganni e di abusi, anche noi siamo responsabili, col nostro silenzio, col nostro quieto vivere, con la nostra inerzia spirituale. 
Quindi, ogni volta che avrete l'occasione di approfondire certi argomenti come quello sopra riportato o vi capiterà di ascoltare qualche relatore importante che parla fuori dal coro, per favore, non uscite dalla conferenza arrabbiati o con un senso di impotenza; non pensate che ci sia un nemico lì di fuori, ma abbracciate il nemico che è dentro di voi, abolite tutte le separazioni dentro di voi, per poterle dissolverle nel mondo e siate sempre più luminosi, in modo che la vostra luce possa dissolvere le tenebre che ancora avvolgono il pianeta.

E' con questo spirito che vi segnalo un evento sicuramente straordinario al quale molti di voi non vorranno mancare: l'arrivo in Italia a ottobre di David Icke per una giornata che si terrà al Palacongressi di Rimini, sabato 22 ottobre 2016.  Troverete tutte le info e la possibilità di prenotarvi sul sito www.macroedizioni.it.








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