martedì 8 agosto 2017

IL REGNO DI DIO E' DENTRO DI VOI


IL REGNO DI DIO 



E' DENTRO DI VOI



Paramahansa Yogananda



[...] Se, impegnandosi nella meditazione, il devoto continua a bussare alle porte del silenzio, Dio risponderà: "Entra pure. Io ti sussurravo il mio invito in tutte le sembianze della natura; e ora ti dico che Io sono la Gioia, la Fonte viva della Gioia. Immergiti nelle mie acque, lava le tue abitudini, purificati da ogni paura. Ho fatto per te un sogno meraviglioso; ma tu, figlio mio, lo hai trasformato in un incubo".
Dio vuole che i suoi figli non siano più figlioli prodighi, ma interpretino i propri ruoli nella vita come esseri immortali, così da poter dire, al momento in cui dovranno lasciare il palcoscenico di questa terra: "Padre, questo è stato un bello spettacolo, ma ora sono pronto per tornare a Casa".
E' un peccato contro la natura divina del Sé pensare di non avere alcuna possibilità di essere felici, abbandonando ogni speranza di raggiungere la pace: bisogna smascherare l'inganno di questi pensieri, denunciandoli come errori psicologici indotti dall'intrusione di Satana nella mente umana. Felicità e pace infinite sono sempre a portata di mano, proprio dietro lo schermo dell'ignoranza umana. Come sarebbe possibile precludere per sempre a chicchessia l'accesso al regno di Dio, quando quel regno divino è proprio dentro di lui? Tutto quello che bisogna fare è allontanarsi dalle tenebre del male e seguire la luce del bene.
La felicità è vicina a ognuno di noi tanto quanto lo è il nostro Sé; non è corretto neanche parlare di una felicità da ottenere, perché basta soltanto sollevare il velo dell'ignoranza che avvolge l'anima. La stessa parola 'ottenere' implica il desiderio di qualcosa che non si possiede, e pensare questo è un errore metafisico. La beatitudine è l'inalienabile diritto divino di nascita che spetta a ogni anima. Strappate il velo ottenebrante dell'ignoranza, e sarete subito in contatto con quella felicità suprema. Lo Spirito è felicità. L'anima è il puro riflesso dello Spirito. L'uomo che è ancora legato al corpo non riesce ad avere una tale percezione perché la sua coscienza è alterata: il lago della sua mente è continuamente agitato dalle incursioni dei pensieri e delle emozioni. La meditazione calma le onde del sentimento (chitta), permettendo di rispecchiare limpidamente dentro di sé il riflesso di Dio, l'anima colma di gioia.
Sul sentiero verso il regno interiore di Dio, molti principianti si imbattono nella trappola dell'irrequietezza quando cercano di meditare. L'irrequietezza è il covo di Satana, da cui il devoto deve fuggire perseverando nello yoga e nella devozione. "Ogni volta che, per qualsiasi ragione, la mente volubile e irrequieta comincia a vagare, lo yogi dovrà distoglierla da quelle distrazioni e ricondurla sotto l'esclusivo controllo del Sé [...]. Senza dubbio, la mente è incostante e ribelle; cionondimeno, praticando lo yoga e il distacco dalle passioni, o Arjuna, la mente si può controllare. Questo Ti dico: lo yoga è una difficile conquista per l'uomo sregolato; ma chi esercita l'autocontrollo, impegnandosi nell'applicare i giusti metodi, riuscirà a raggiungerlo" (Sri Krishna nella Bhagavad Gita; VI, 26, 35-36).

Bisogna coltivare l'abitudine a intrattenersi quietamente con Dio dentro di noi, in modo che questo stato di coscienza resti immutato, giorno e notte. Vale la pena impegnarsi, perché vivere nella consapevolezza di Dio significa essere finalmente liberi dalla schiavitù della malattia, della sofferenza e della paura. Siate con Dio: questo basta, perché essere con Lui è l'essenza stessa e l'unico scopo della vita. Se il devoto prende la risoluzione di non andare mai a dormire la sera senza aver prima meditato e sentito la presenza di Dio, la sua vita sarà colma di una felicità che supera ogni aspettativa. E' un compito impegnativo, ma questo impegno trasformerà il devoto in un re che governa il regno della pace e della gioia. Il tempo trascorso a ricercare cose materiali ed esteriori è tempo sprecato, perché riduce le nostre preziose opportunità di conoscere Dio.
Uno stato permanente di intima gioia che non subisce il condizionamento di alcuna influenza esteriore è prova evidente della risposta di Dio. Solo meditando con regolarità e con profonda concentrazione e devozione si possono raggiungere stadi progressivamente più elevati di comunione con Dio. La meditazione di ogni giorno deve essere più profonda di quella del giorno precedente. Il devoto che fa della divina ricerca la sua priorità suprema troverà eterno rifugio nel regno di Dio; nessuna prova o afflizione, con il turbamento che l'accompagna, riuscirà a varcare la soglia del suo santuario di silenzio, in cui nulla può avere accesso fuorché il Signore beato e amorevole, Dio Padre e Madre.
Colui che trova dentro di sé quel 'posto segreto dell'Altissimo' viene pervaso di felicità suprema e divina sicurezza. Che si trovi in compagnia di amici, che dorma o lavori, egli riserva quel luogo a Dio soltanto. Con la coscienza concentrata nel Signore, il devoto vede improvvisamente cadere i veli concentrici di maya; con gioia egli vede Dio giocare a nascondino con lui nei fiori, vede le stelle risplendere di una Luce più intensa e il cielo sorridere con l'Infinito. Quando i suoi occhi sono ormai aperti allo Spirito, il devoto vede gli occhi dell'Infinito che lo scrutano dagli occhi di ogni altra creatura. Dietro la voce, gentile o scortese, di ognuno egli ode la voce di verità dell'Infinito. Dietro la volontà, saggia o irragionevole, di ognuno egli percepisce la fermezza della volontà divina. Dietro ogni amore umano egli sente l'amore supremo di Dio. E' così meravigliosa l'esistenza quando cadono tutte le maschere dietro le quali Dio si nasconde, e il devoto si trova faccia a faccia con l'Infinito, nell'unità beata della comunione con Lui!

Siate sempre ebbri del Divino; l'onda della vostra coscienza riposi sempre in grembo al Mare eterno. Quando nel mare ci muoviamo e ci dibattiamo, non abbiamo coscienza del mare, ma della lotta ingaggiata con esso per rimanere a galla. Quando invece ci lasciamo andare e ci rilassiamo, ecco che il corpo galleggia, e in questa levità si sente cullato dal mare che lo avvolge. E' questo il modo in cui il devoto immerso nella calma avverte la presenza di Dio, con la coscienza che riposa sull'intero universo, cullata dolcemente dalla cosmica Felicità divina.
Il regno di Dio è dentro di voi; Dio è dentro di voi. Proprio dietro le vostre percezioni, dietro i vostri pensieri e i vostri sentimenti, c'è Lui. Ogni briciola di cibo che mangiate, ogni respiro che fate è Dio. Voi non vivete di cibo o di ossigeno, ma della Parola cosmica di Dio. Tutte le facoltà del pensiero e dell'azione di cui beneficiate sono prese in prestito da Dio. Pensate a Lui in ogni momento: prima di agire, mentre siete impegnati nell'attività e dopo aver agito. Compiendo il vostro dovere verso l'umanità, ricordate anzitutto il dovere che avete verso Dio, verso Colui che vi ha conferito le facoltà senza le quali non potreste assolvere alcun compito. Sentite la sua presenza dietro ciò che vedete, udite, odorate, gustate e toccate. Sentite la sua energia nelle braccia, nelle gambe, nei piedi. Sentitelo come vita in ogni inspirazione e in ogni espirazione. Sentite il suo potere nella vostra volontà, la sua saggezza nel vostro cervello, il suo amore nel vostro cuore. Ovunque si percepisca consciamente la presenza divina, l'ignoranza mortale si dissolve.
Chi è saggio non manca mai al suo appuntamento quotidiano con Dio nella meditazione. Egli fa della comunione con Lui lo scopo totalizzante della propria esistenza. Tutti coloro che perseverano con questa sincerità entreranno nel regno di Dio in questa vita; e dimorare in quel regno vuol dire essere liberi in eterno.

"Chiedete e otterrete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto: 'Perché chiunque chiede riceve; e chi cerca trova; e sarà aperto a colui che bussa' " (Matteo; 7, 7-8)




Paramahansa Yogananda, Lo Yoga di Gesù, Astrolabio ed., 2011, pp. 162-167.




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