martedì 2 febbraio 2021

DICESI "FILANTROPO": IL MIGLIOR AMICO DELL'UOMO

 

DICESI 

"FILANTROPO"



IL MIGLIOR AMICO DELL'UOMO



Ecco cosa scrisse il filantropo americano John D. Rockefeller nel suo "Credo massonico". Iniziò con questa frase e proseguì:

Terremo la loro vita breve e le loro menti deboli, fingendo di fare il contrario. 
Useremo la nostra conoscenza della scienza e della tecnologia in modi sottili affinché non vedano cosa sta succedendo. 
Useremo metalli morbidi, acceleratori di invecchiamento e sedativi nel cibo e nell'acqua oltre che nell'aria. Saranno ricoperti di veleni ovunque si voltino. I metalli morbidi gli faranno perdere la testa. 
Prometteremo di trovare una cura dai nostri tanti fondi, eppure daremo loro più veleno. I veleni chimici verranno assorbiti attraverso la pelle di idioti che credono che certi prodotti di igiene e bellezza presentati da grandi attori e musicisti, porteranno l'eterna giovinezza ai loro volti e corpi e attraverso le loro bocche assetate e affamate, distruggeremo le loro menti e i loro sistemi degli organi interni di riproduzione. I loro figli, però nasceranno come disabili e deformati e nasconderemo queste informazioni. 
I veleni saranno nascosti in tutto ciò che li circonda, in ciò che bevono, mangiano, respirano e indossano. Dobbiamo essere ingegnosi a dispensare i veleni perché possono vedere lontano. 
Gli insegneremo che i veleni sono buoni, con immagini divertenti e toni musicali. Coloro che ammirano, ci aiuteranno. Li arruoliamo per spingere i nostri veleni. Vedranno i nostri prodotti usati nella pellicola e si abitueranno a loro e non sapranno mai il loro vero effetto. 
Quando partoriranno inietteremo veleni nel sangue dei loro figli e li convinceremo che è per il loro aiuto. Inizieremo presto, quando le loro menti saranno giovani, prenderemo di mira i loro figli con ciò che i bambini amano di più, le cose dolci. Quando i loro denti decadono li riempiremo di metalli che uccideranno la loro mente e gli ruberanno il futuro. Quando la loro capacità di apprendimento sarà stata colpita, creeremo delle medicine che li renderanno più malati e causeranno altre malattie per le quali creeremo ancora più medicine. Li renderemo docili e deboli davanti a noi con il nostro potere. diventeranno depressi, lenti e obesi e, quando verranno da noi per chiedere aiuto, gli daremo più veleno. 
Concentreremo la loro attenzione al denaro e ai beni materiali, cosicché non si connettano mai a se stessi. Li distrarremo con fornicazione, piaceri esterni e giochi perché non siano mai uno con le unicità di tutto ciò. Le loro menti ci appartengono e faranno come diciamo noi. Se si rifiutano, troveremo il modo di implementare la tecnologia che modifica la mente nella loro vita. 
Useremo la paura come arma. Istituiremo i loro governi e stabiliremo gli opposti all'interno. 
Avremo entrambe i lati.  
Nasconderemo sempre il nostro obiettivo, ma attueremo il nostro piano. Essi svolgeranno il lavoro per noi e noi prospereremo dalla loro fatica. 
Le nostre famiglie non si  mischieranno mai con le loro. Il nostro sangue deve essere puro sempre: quella è la strada! 
Li faremo ammazzare a vicenda, quando ci farà comodo. Li terremo separati dall'onere del dogma e della religione. Controlleremo tutti gli aspetti della loro vita e diremo loro cosa pensare e come. Li guideremo con gentilezza e delicatezza, lasciandogli credere che si stanno guidano da soli. 
Fomenteremo l'animosità tra loro attraverso le nostre fazioni. Quando una luce brillerà tra loro, la estingueremo ridicolizzandola, o la manderemo a morte, se ci aggrada di più. Faremo loro a pezzi il cuore dell'altro e uccideremo i loro figli. Lo faremo usando l'odio come nostro alleato, la rabbia come nostro amico. L'odio li accecherà totalmente e mai vedranno che dai loro conflitti emergiamo come loro governanti. saranno occupati ad uccidersi a vicenda. Faranno il bagno nel loro sangue e uccideranno i loro vicini per tutto il tempo che ci pare opportuno. 
Ne trarremo grande beneficio, perché non ci vedranno, perché non ci possono vedere. Continueremo a prosperare dalle loro guerre e dalle loro morti. Lo ripeteremo ancora e ancora e ancora. 
[...]     

 

               



              

Post Scriptum

Naturalmente, il nostro miglior amico dell'uomo non scherzava affatto e la prova provata è la palude in cui ci troviamo oggi. E, contateci, il bello deve ancora arrivare. 

Tuttavia, ogni evento, anche il più tragico, è funzionale all'evoluzione e se il rischio è l'autodistruzione della specie umana (e ci siamo vicini), il pianeta continuerà comunque la sua evoluzione, con o senza di noi. Lo stesso Male alla fine concorre al Bene Universale ed è a servizio del piano e dell'evoluzione macrocosmica. 
L'uomo e il miglior amico dell'uomo qui in questione, non ha e non avrà mai il controllo totale sulla vita: né quella dell'umanità terrestre, né quella del pianeta, né tantomeno dell'Universo
Cosmos vuol dire "Ordine" e tale "ordine" è armonia, custodita dall'Amore che regola e governa il grembo macrocosmico, manifestazione dell'Uno, il  Sé Onnicreante, il Principio e la Fine, l'Assoluto immoto e immanifesto, essente di per sé ancor prima di manifestarsi nelle densità e nelle molteplici Dimensioni creative.


Dinaweh
 

martedì 26 gennaio 2021

IL TRAMONTO DELLA CIVILTA'


 IL TRAMONTO DELLA CIVILTA'




Il distanziamento sociale non è il mezzo per fermare l'epidemia,
ma l'epidemia è il pretesto per imporre il distanziamento sociale.

Il distanziamento sociale non è il mezzo per fermare l'epidemia,
ma uno strumento per imporre la digitalizzazione forzata della società, rendere impossibile la partecipazione politica attiva dei cittadini, cancellare la democrazia.

Le mascherine non sono un mezzo per fermare l'epidemia
ma uno strumento per promuovere il distanziamento sociale.

Le mascherine imposte nelle scuole elementari e medie non sono un mezzo per fermare l'epidemia
ma un modo per condizionare l'infanzia al distanziamento sociale.

I vaccini di massa obbligatori non sono un mezzo per combattere l'epidemia
ma lo strumento attraverso il quale imporre l'anagrafe sanitaria.

L'anagrafe sanitaria non è un mezzo per combattere l'epidemia
ma uno strumento per estendere il controllo del potere alle funzioni biologiche primarie delle persone.

La chiusura delle scuole e delle Università non è un mezzo per combattere l'epidemia
ma uno strumento per imporre in modo permanente la didattica a distanza.

La chiusura di musei, teatri, cinema, biblioteche non è un mezzo per combattere l'epidemia
ma uno strumento per distruggere la cultura e la possibilità che di essa vi sia una fruizione sociale.

La chiusura di bar, ristoranti e luoghi d'incontro non è un mezzo per combattere l'epidemia
ma uno strumento per impedire ogni socialità.

La chiusura delle palestre e la sospensione delle attività sportive non è uno strumento per combattere l'epidemia
ma un modo per piegare e demoralizzare i popoli.

I lockdown totali o parziali non sono uno strumento per combattere l'epidemia
ma un modo per distruggere la piccola e media impresa.

Il reddito di cittadinanza, i sussidi, i ristori, i prestiti europei ed internazionali non sono uno strumento per alleviare le sofferenze del popolo
ma un modo per tenerlo buono e poterlo così più facilmente schiavizzare.

Il terrorismo mediatico di questi mesi non è uno strumento per combattere l'epidemia
ma un modo per far accettare ai popoli un pazzesco esperimento sociale.

Tutti gli strumenti messi in campo per combattere l'epidemia in questi mesi 
di sicuro non si propongono di salvare vite umane
forse mirano consapevolmente a far aumentare il numero dei decessi, al fine di imporre, attraverso il terrore, il distanziamento sociale.

Quando sarà chiaro tutto questo,


si potrà tornare a preoccuparsi 
del virus

Prima di allora bisogna solo impedire che il mostruoso progetto di cui tutti noi saremo le vittime giunga a buon fine.

La società che si prospetta liquida tremila anni di civiltà occidentale e ci proietta in una barbarie senza precedenti.

L'unico dovere morale è impedire questa deriva. Ammesso ancora che sia possibile".



fonte: Anonimo


venerdì 15 gennaio 2021

NATURA DOCET

 

NATURA    D O C E T  




"Oggi noi come individui 
non contiamo più niente,
siamo delle categorie merceologiche.
Nel momento in cui qualche cosa ci viene data gratis,
significa che noi siamo merce:
quando qualche cosa è gratis
il prodotto sei tu.
allora noi non siamo individui,
ma siamo categorie merceologiche.
E siamo categorie merceologiche 
che sono interessanti
nel momento in cui siamo raggruppati
attraverso la forza computazionale.

Siccome non contiamo più come individui,
ma come categorie merceologiche,
abbiamo da prendere in considerazione
la necessità di costruire
istituzioni del collettivo.
L'individuo è morto,
l'individualismo basato sul diritto soggettivo
assoluto
è un fetido cadavere.
Oggi ci sono i collettivi che vanno ricostruiti."


Ugo Mattei 

"Conferenza - Costituzione comunità diritti,
Torino, 19 novembre 2017

 dall'intervento 
"Dall'appropriazione di terre, schiavi e risorse, 
al riconoscimento del nuovo diritto
per un uomo nuovo".




mercoledì 13 gennaio 2021

MAGAZINE


 M A G A Z I N E



Alcuni spunti su cui reimpostare le nostre convinzioni, alla luce degli avvenimenti ultimi. Molte delle certezze granitiche che hanno sempre fatto parte dei nostri convincimenti più profondi, suffragati da programmi scolastici e universitari più che pluridecennali, sembrano sgretolarsi in polvere o sciogliersi come neve al sole, disvelando davvero tutto quello che vi si celava sotto! 
Un ricordo ormai lontano nel tempo, quando dopo la mia laurea a Pisa, capii ben presto che tutto ciò su cui era fondata la dogmatica conoscenza di interi dipartimenti di studi storici e filosofici nelle più prestigiose università (italiane e straniere), raccontava soltanto una piccola parte di verità nel migliore dei casi, se non addirittura stravolgeva per intero il senso di quanto era accaduto, occultando prove, documenti, inabissando per sempre in una impietosa damnatio memoriae le ragioni dei vinti, talora persino l'esistenza di antiche ed evolute civiltà, riducendole definitivamente e senza appello alla narrazione del mito, interpretando lo svolgimento degli accadimenti secondo ermeneutiche ideologiche e teoretiche successive, lontane dall'autentico spirito del tempo in cui quei fatti avevano preso corpo e avevano modellato la storia di quei popoli e di quei Paesi. 
Oggi più che mai, quando allo storico si sostituisce il cronista, il narratore di regime a servizio della classe dominante - oggi potremmo dire di una élite trasversale e occulta - tutto sembra disvelarsi ai nostri occhi e alle nostre orecchie e, più il potere si accanisce con la sua parossistica ed energica determinazione a presentarci l'unica e ineffabile verità attraverso i suoi maggiordomi (i politici) e i suoi camerieri (i giornalisti), più tradisce se stesso disvelando sempre più quel filo sottile e impalpabile che da tempi immemorabili tiene le fila dell'umanità, portandolo finalmente alla luce. Il tempo quindi, che è sempre galantuomo,  scopre le carte, i files vengono desecretati, la luce abbaglia le tenebre, gli inganni e le trame oscure vengono smascherati: pensiamo al caso di Snowden o di Assange per esempio, ma anche a tutti quei cercatori di verità che stanno aiutando le persone a raggiungere uno stato di consapevolezza maggiore attraverso i canali di informazione e le piattaforme digitali sulla rete, nonostante tutti i tentativi di censura da parte dell'establishment.
Qui di seguito ho pensato di pubblicare tre spunti di riflessione attuali, lasciando a voi il compito di valutare e discernere, magari approfondendo successivamente gli argomenti trattati. Tre voci diverse e fuori dal coro che non è possibile reperire tra le maglie dell'Unico Pensiero... 
Il primo prende lo spunto dalla pubblicazione dell'ultimo libro di Franco FracassiIl quarto Reich; il secondo contributo ce lo dà Fausto Carotenuto con un'analisi chiara e trasparente su quanto accade oggi in Italia: chi è veramente "il salvatore dell'Italia", il tanto osannato (da tutti!) Mario Draghi?
Infine una interessantissima disamina sui fatti inerenti la grande truffa intentata ai danni dell'umanità con la pseudo-pandemia creata ad arte dell'ultimo Coronavirus, con la partecipazione di Tom Bosco, Matt Martini, Nicola Bizzi e Marco Della Luna. 
Fino a che sarà possibile quindi, godetevi questi tre video, mettetevi comodi e spalancate la mente!

P.S. continuano a censurare i video, ma noi non desistiamo. 

Dinaweh






















domenica 10 gennaio 2021

LA TERZA GUERRA, L'ULTIMA

 




La guerra spirituale.
Tanto predetta dalle civiltà antiche.
La fine della massoneria.
L'inizio del potere dell'Anima.

Ci siamo. 
Tutto si muove in accordo
alle leggi dell'Evoluzione.
E questo cambio di paradigma
potrebbe turbare le anime più sensibili
e ricettive.
Soprattutto i "Canali" ora "subiscono" 
un vero e proprio reset.

Rivivendo in prima persona le memorie collettive, per trasmutarle.
I Canali sono ora al centro di
un'operazione delicata:
fungono da catalizzatori
delle tossine vibrazionali
che soprattutto vengono liberate 
e le convertono.

Per chi avesse una particolare sensibilità
e una maggiore apertura,
è probabile quindi che abbia avvertito
in modo più o meno profondo
queste energie pesanti in movimento.
Soprattutto nella giornata dell'ultimo del 2020,
e il primo del 2021, 
sono state giornate determinanti,
dal punto di vista energetico,
per questo pianeta.
A partire dal 1 gennaio 2021 
fino al 15/17 gennaio sono in atto 
purificazioni collettive,
quindi l'eliminazione permanente
delle memorie di dolore dell'Akasha di Gaia
e di noi tutti.

Questo avvenimento andrà a modificare
per sempre le frequenze di questo mondo.
Ciò che sta accadendo in questi giorni
non è qualcosa di "gestibile"
dall'essere umano, non è qualcosa 
che può essere fermato o contrapposto.
Possiamo accettarlo o rifiutarlo.
Se lo accettiamo diverremo
strumento del cambiamento.
Se lo rifiutiamo, andremo incontro
a difficoltà sempre maggiori.

La potenza creatrice dell'Universo
di cui siamo parte attiva,
anche se non ancora consapevole,
sta eseguendo ciò che deve,
per ricondurci nella giusta rotta.
Se ci affidiamo agli intenti più puliti del nostro cuore
e della nostra anima,
possiamo diventare strumento evolutivo
ed essere guidati passo dopo passo
nel cambiamento dai Mondi più evoluti.

Quindi ecco queste giornate pesantissime
dal punto di vista energetico,
semplicemente perché
"i coperchi" sono stati tolti.
Il buio non ha più alcun riparo
e deve mostrarsi.

Ogni anima che abita qui,
in questi giorni,
è costretta a fare i conti con se stessa,
con il proprio karma.
Con la propria responsabilità
come manifestazione divina
in questa densità terrena.

Tutti noi siamo chiamati all'introspezione.
e non solo.
Ciò che scegliamo di essere ora è fondamentale, 
perché metterà le basi dei prossimi passi
su cui costruire le trasformazioni necessarie
per radicare il Nuovo Mondo.
Il passato di questo pianeta
sta ultimando il ciclo karmico di guarigione,
Gaia sacrifica se stessa e le proprie creature,
in nome di purificazioni collettive,
e lo fa attraverso moltissimi modi
che la mente dell'uomo ha difficoltà a comprendere.

Quello che è importante
e che dobbiamo sapere invece,
è che l'Amore dirige questo cambiamento
vibrazionale,
in cui tutti siamo chiamati a dare in qualche modo
il nostro contributo.
Stiamo per vedere grandi cambiamenti
ai vertici della nostra società,
non dovremo aspettare ancora a lungo.
Già a partire da fine gennaio
ci saranno grandi novità.

La primavera spalancherà le porte
a nuove soluzioni,
perché il vecchio mondo
non potrà più reggersi in piedi.
Gli altari cadranno.
Il potere conoscerà l'umiltà.
Sta già accadendo all'interno di grandi istituzioni,
la luce sta letteralmente spaccando le barriere
che la contrappongono.

E' una battaglia. E' la terza guerra. 
Ed è l'ultima.
Non più combattuta con le armi, 
ma affrontata dai più antichi degli avversari:
PAURA E AMORE.
Ecco di cosa siamo partecipi.

Se siamo qui ora è perché
abbiamo scelto di far parte
di questa rivoluzione.
Ognuno come meglio crede.
In questi giorni non trattenete le emozioni
perché sono intense,
soprattutto per chi percepisce in profondità
tali cambiamenti vibrazionali.

Cercate invece la tranquillità, il silenzio,
la solitudine, l'accoglienza dentro di voi
degli uragani che sentite nell'animo.
e anche se spesso non li comprendete
abbiate la certezza che ora 
è impossibile comprendere razionalmente
questi sbalzi emotivi,
che ci toccano così da vicino.
stiamo rimarginando secoli e secoli di ferite
profondissime in noi.

Le informazioni di dolore 
che sono diventate memorie in noi
e nel collettivo,
tanto da divenire una griglia
in cui tutto è rimasto intatto...
sappiate che ora si sta sfaldando definitivamente.
Ogni dolore che ha toccato questo mondo, per millenni,
ogni ingiustizia... ogni bugia,
stanno letteralmente "svanendo" da questa realtà.

Abbiate fiducia in ciò che sta accadendo
anche se ancora non potete vederlo concretamente
con i vostri occhi...
nel sottile stanno avvenendo cambiamenti 
irripetibili e magnifici.
abbiate Amore nel cuore
e forza nel portarlo avanti.
Abbiate coerenza verso ciò che sentite
e difendete la vostra identità divina.
Proteggetevi dalle ingiustizie
con la determinazione che solo 
l'anima risvegliata conosce.

Siate Luce.
Non è più tempo di "vittime sacrificali",
non è più tempo di silenzio e rassegnazione.
Stiamo varcando le porte
di un riequilibrio
che non ammette più nessuna fuga.

La responsabilità del cuore è all'opera.



fonte: Marika Moretto





giovedì 24 dicembre 2020

LA SANTA NOTTE E L'INNO ALLA GIOIA - di Kate Charlotte

 

LA  SANTA  NOTTE

E L'INNO ALLA GIOIA

 ✥ 


di 
Kate Charlotte 

 

Cercando un video per augurare una buona Vigilia alle anime a me care mi sono imbattuta in un gioioso flashmob della filarmonica di Norimberga, risalente al 2014.
Norimberga..., Beethoven (250 anniversario dalla sua nascita), "Inno alla Gioia"... la musica in vivo dialogo con i cuori di esseri umani che esercitano il naturale diritto di occupare il proprio spazio, sulla strada, insieme...
Nulla accade per caso, penso... perciò lo condivido anche qui, sul blog di Luca, offrendolo non come augurio, ma come una certezza del cuore:





quelle note furono scelte come Inno di un'Europa costruita su finanza e predazione, forse con l'intento che a parlare fosse solo il linguaggio universale della musica fu adottata solo la melodia, privata delle celebri parole del Coro che Beethoven prese a prestito dall'"Ode alla Gioia" di Schiller...; fu un vero peccato, perché le parole del Coro a tutti noto e, ancor più, il testo originale del poeta romantico, sono un potente richiamo alla natura divina dell'uomo, essenza originaria ed insopprimibile.
Gli abitanti del vecchio Continente sperimentano ora un insolito e maggior disagio,  non hanno, tuttavia, sufficiente consapevolezza di quanto siano privilegiati (nella materia), perché nati nella parte ricca e bulimica del globo. Vedo però tante anime in cammino: tornano a scoprirsi sensibili, ad accorgersi di sé...e delle assurde forme innaturali assunte dalla società, impegnata in un grottesco allestimento che sembra guidato da paradigmi del tutto contrari alla Vita.
Sono ancora poche? Forse...ma sono ovunque e non possono tornare indietro, non è più possibile ricondurle al Sonno.
Sono questi cuori in azione che creeranno l'autentica Europa dei popoli, capace di riappropriarsi della  potenza delle parole di Schiller; imparando ad abbracciare senza ipocrisie, ma con la propria quotidiana testimonianza di vita, ogni fratello, ogni sorella e tutte le meravigliose creature viventi con cui condividiamo questo splendido pianeta!


"Gioia, bella scintilla divina,
figlia dell'Eliseo,
noi entriamo ebbri e frementi,
o Celeste, nel tuo tempio.
Il tuo incanto rende unito
ciò che la moda rigidamente separò,
i mendichi diventano fratelli dei principi
dove la tua ala soave freme.
(Coro):
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare
un Padre affettuoso".

"Ode alla gioia" - F. Schiller


I popoli, anche un sol popolo, sono entità astratte... e quando si muovono come una sorta di ventre collettivo non producono buoni frutti. 
Per poter vedere l'alba di quella nuova umanità, l'attenzione di ciascuno va rivolta al "Conosci te stesso"... il lavoro è su di sé.

"Gioia figlia della luce"...

Occorre non stancarsi mai di immergersi nella profondità del proprio mare interno, per quanto tempestoso, buio, silente o apparentemente immoto sia... è là che ci attendono piccole fiammelle, grazie alle quali riscopriremo la nostra autentica luce, allora non potrà che risplendere, unendosi a quella di ogni altra anima che abbia compiuto, parimenti, il proprio viaggio.

"Gioia, figlia della Luce"...

Questa notte, ricordiamo che non solo oggi, ma in ogni nostro respiro, soprattutto nelle brevi o lunghe notti dell'anima, possiamo vivere la rinascita di Colui che è la Luce del mondo, in noi, nella Natura attorno a noi, in ogni sguardo che incontriamo. 

Occorre avere gli occhi dei bambini. 

Sono loro gli esseri più coraggiosi, disposti ad attraversare boschi tetri, popolati da mostri, terre ignote e strane... pur di giungere e scorgere i luoghi incantati che popolano i loro sogni. Come i bimbi di questa immagine qui sopra, accendiamo la nostra piccola fiammella e guardiamo con i loro occhi... stanno lì, alla finestra, lieti e pazienti, sanno che vedranno qualcosa di magico, perché non deve giungere da lontani spazi siderali, è già vivo e presente nel regno di verità del loro cuore!

"Gesù vide dei bimbi che succhiavano il latte
e disse ai discepoli:
- Questi bimbi che succhiano il latte
sono come coloro che entrano nel Regno -

(Il Vangelo di Tommaso, 
ovvero i Detti segreti di Gesù)


Buona Vigilia a tutti! ✨





MOSTRI IN VATICANO - L'ANTI-CRISTO E L'ANTI-NATIVITA'

 

                 MOSTRI IN VATICANO 


L'ANTI-CRISTO E L'ANTI-NATIVITA' 



E allora!? Contenti o no di questo magnifico Natale?


Dopo la statua del grande Moloch cornuto e troneggiante davanti al Colosseo, non poteva mancare l'ultimo scempio da esibire sotto il cielo della città eterna; questa volta in piazza San Pietro, dentro la Città del Vaticano! Una scena inquietante che vorrebbe prendere lo spunto dal tradizionale presepe di francescana memoria.
Tuttavia, vien da pensare che se San Francesco non fosse già "assiso" vicino al Cristo nel più alto dei cieli, si rivolterebbe nella tomba e tornerebbe a far tremare la terra della sua Assisi, questa volta per radere definitivamente al suolo la grande basilica!
Ma, in fondo, viene anche da pensare che questo "anti" papa che così impunemente ha voluto appellarsi con lo stesso nome del Grande Assisiate, non poteva che avvallare in tutta la sua orripilante bruttezza l' "anti" natività del suo "anti" Cristo, con l'effetto di spaventare tutti i bambini che disgraziatamente si avvicineranno a quell'oscena manifestazione decisamente "anti" estetica, ma soprattutto "anti" umana. Del resto, in combutta con i suoi amici globalisti, fautori con lui del Nuovo Ordine Mondiale che si illudono di governare ancora a lungo questo mondo ridotto ormai ad una fornace ardente, una specie di inferno a cielo aperto, abitato per la maggioranza da automi senza anima e coscienza, vinti solo dalla paura della morte e - per questo - disposti a tutto, persino a vendere l'anima al diavolo, pur di continuare a respirare dietro museruole intrise del loro stesso scarto, quale più coerente e fedele rappresentazione di questo "anti" presepe in Vaticano?
Perché dunque stupirsi se "la Madre" campeggia in quella scena a mo' di totem cilindrico, più somigliante a un orpello messo lì per celebrare riti sanguinari e pagani, ancestrale nelle sue fattezze, simbolo esso stesso di un'umanità regredita ai suoi albori, confusa nell'anima, ignorante, vittima e complice dei suoi stessi carcerieri!?
Perché stupirci se nessun afflato di umanità, alcun abbraccio si protende da quella triste scena che della natività del Messia rappresentare dovrebbe soprattutto la relazione tra le anime, la ritrovata fraterna compassione, l'interconnessione tra uomini, dai più semplici pastori agli augusti Magi, fino alle pecore e agli animali tutti, che tanto avevano ispirato amore e infinita tenerezza nel Poverello di Assisi quando a Greccio, per la prima volta, aveva avuto in animo di rappresentare il momento più salvifico e importante della storia dell'uomo: la nascita di Gesù che avrebbe indicato agli uomini la via per entrare nel Regno dei cieli, che è dentro di loro!?
E che dire di caschi e scafandri che imprigionano e isolano nei loro cilindri amorfi e solipsistici tutti i personaggi di quella lugubre e grottesca sceneggiata, indistintamente, impedendo loro di muovere e alzare persino le braccia!? E quali parole aggiungere su quel triste "assembramento" attorno a quella nascita in onore di un bambino già cresciuto, non più in fasce, non più riscaldato dal fiato dei due umili animali, l'asino e il bue, che invece se ne stanno in disparte, a distanza di sicurezza, non sia mai che il loro fiato possa diventare veicolo di malattie su uno sfondo non più simile ad una grotta con grezza pavimentazione naturale, magari ricoperta di paglia ma piuttosto, il pavimento asettico e lucido di un ospedale appena inaugurato!? 
E poi, che fastidio e che inquietudine vedere quella specie di demonio dietro la figura del re Magio, di uno dei re Magi o di chissà chi..., anche quello tutto scafandrato e con il teschio sull'elmo o sul casco (che sia un agente di pubblica sicurezza, messo lì per controllare che siano mantenute le distanze?), dotato di scudo e forse anche di manganello da tirar fuori all'occasione di sotto al mantello... Del resto, la divisa è blu e il richiamo alle forze dell'ordine è d'uopo!
Un ultimo macabro pensiero mi coglie, a proposito di questo strano Natale: se il fulmine che colpì la cupola di San Pietro, dopo le dimissioni del vero papa, segnasse solo l'inizio delle sciagure cui assisteremo ancora attoniti, prima della fine di quest'era travagliata? E se davvero vivessimo i tempi dell'Apocalisse descritti dall'apostolo Giovanni nelle sue profetiche visioni? 
Credo proprio che il tempo del Raccolto sia giunto: da una parte il grano, dall'altra la gramigna; "tertium non datur"!
A noi scegliere come posizionarci sullo scacchiere della vita in quest'ultimo quarto di tempo dell'era cristiana prima del Suo Ritorno che questa volta avverrà in Potenza e Gloria. 


Dinaweh


  

lunedì 21 dicembre 2020

TORNATE TUTTE NEL RECINTO!

 

    TORNATE   TUTTE   NEL   RECINTO!




Ecco cosa aveva previsto il professor Giulio Tarro, il più eminente virologo italiano, l'unico che non ha sbagliato alcuna previsione medica, tanto da essere sempre censurato dal mainstream nazionale. 
Il professor Giulio Tarro, medico, virologo, candidato al Nobel per la medicina, allievo prediletto di Albert Sabin, Primario emerito dell'ospedale Cotugno di Napoli, il 13 novembre scorso scriveva queste  parole, di seguito riportate.
Nulla di più attuale; come avesse previsto non solo la situazione epidemiologica, il paravento dietro cui si nascondono le manovre globaliste e antiumane all'opera, ma la sua vera natura e l'obiettivo finale dei burattinai operanti ormai alla luce del sole, che porterà questa umanità, se non si sveglia e alza la testa, ad un misero resto di superstiti, ridotti a transumani robotizzati e privi persino dell'anima. Del resto, in tempi non sospetti,  lo aveva paventato già i primi decenni del XX secolo Rudolf Steiner.
Per concludere, tornando alla triste attualità, potremmo dire che nemmeno il professor Tarro avrebbe immaginato che si sarebbero dati così da fare per sdoganare il vaccino killer già entro la fine del 2020! Nessun test, nessuna prova di compatibilità con l'organismo umano, nessuna base scientifica che comprovi l'innocuità di un farmaco "RNA messaggero", in grado di scombinare e alterare irreversibilmente il DNA del ricevente, con conseguenze del tutto imprevedibili. E questa la chiamate scienza!? 
E' notizia di pochi giorni fa dell'infermiera americana dell'Alabama che, dopo essersi sottoposta volontariamente al vaccino in questione, ha perso i sensi sotto le telecamere mentre veniva intervistata appena dopo la somministrazione ed è stata portata di corsa in rianimazione, senza che ci sia certezza a tutt'oggi, se sia ancora viva o già morta. Naturalmente il mainstream ufficiale tace, ed è difficile avere notizie certe al proposito.
Vi lascio dunque alle parole del professor Giulio Tarro. 


Dinaweh



"L'Italia si colorerà tutta di rosso. E durerà fino a maggio. La notizia del vaccino serve a farci accettare il lockdown, nella convinzione che a breve saremo liberi. Invece non arriverà nessun vaccino. Non prima dell'estate. Giusto il tempo di concludere l'operazione, appena il sistema economico collasserà, la grande speculazione finanziaria passerà all'incasso e si prenderà tutto a prezzi stracciati. Come da copione. Pochi di noi rimarranno in piedi. 

Il "Salviamo il Natale" durerà 15 giorni. 

Serve a far entrare il bestiame nel recinto (o meglio, nel mattatoio). Dal quale non uscirà più. Il sistema sanitario è di nuovo in ginocchio. Non per il virus, ma per la totale disorganizzazione (organizzata). I complici di questo scempio epocale hanno fatto di tutto affinché la situazione si ripetesse. Hanno fatto sparire la clorochina, non hanno potenziato la rete di medicina territoriale per curare i pazienti a casa e abbattere il modello ospedale-centrico, fallimentare contro questo virus. Non hanno ufficializzato un valido protocollo nazionale di terapia domiciliare, nonostante i farmaci che smorzano sul nascere le tempeste citochiniche (evitando che il paziente giunga in ospedale in condizioni critiche) siano disponibili da 7 mesi. 

Il problema non è il virus. Il problema è la disorganizzazione (meticolosamente) organizzata. Il resto l'ha fatto, come al solito, la nostra 'informazione' che ha criminosamente contribuito a mettere in difficlotà il sistema sanitario, generando una massa incontrollabile di persone terrorizzate che al primo starnuto corrono in ospedale. 

La paura è stata indotta, ingigantita e strumentalizzata. Hanno scaricato la colpa sulla movida o su qualunque cosa gli capitasse a tiro. Invece di prendersela con chi (pur avendo il tempo e strumenti) non è stato in grado di (non ha voluto) permettere che la gente vivesse la propria vita in libertà, sena bisogno di restrizioni. I nostri medici, vittime principali, oggi invocano il lockdown, perché vedono arrivare di tutto, senza il filtro determinante (volutamente castrato) della medicina territoriale.

Se a marzo ciò si poteva comprendere, oggi va condannato e perseguito penalmente (a partire dai vertici del Ministero della Sanità). La paura indotta e strumentalizzata ha fatto perdere la ragione a tanti. Molti sono stati portati addirittura ad invocare restrizioni. Molti denunciano se vedono per strada persone che compiono  gesti quotidiani, naturali, umani. Mentre le nostre forze dell'ordine non si oppongono.

Come i nazisti che a Norimberga dissero 'abbiamo solo eseguito gli ordini', era il loro lavoro, avevano rispettato le 'regole', anche se assurde. Tutto questo però non ci assolve dalle nostre responsabilità. Ci stanno prendendo tutto. Il tempo, la libertà, il lavoro, la dignità e le gioie della vita. Se non reagiamo, con clamorosa partecipazione, la colpa più grande sarà nostra. Coraggio!".

 







  

Prof. Giulio Tarro 

 

 

 

lunedì 7 dicembre 2020

 

INTERLUDIO 2020





Dove la mente non conosce paura
e ognuno tiene alta la testa;

dove la conoscenza è libera;

dove il mondo non conosce divisioni
entro i confini di anguste mura domestiche;

dove le parole sgorgano 
dai profondi recessi della verità;

dove un impegno instancabile
tende le braccia verso la perfezione;

dove il limpido ruscello della ragione
non si disperde nell'arido deserto
sabbioso delle morte abitudini;

dove la mente è da Te sospinta
verso sempre più vasti orizzonti
di pensiero e d'azione;

sotto quel cielo di libertà, 
Padre mio, fa' che il mio Paese

SI RISVEGLI!




Rabindranath Tagore