mercoledì 6 giugno 2018

PIER GIORGIO CARIA A CHIAVARI


Vi propongo la bella conferenza di Piergiorgio Caria tenutasi a Chiavari il 2 giugno scorso. Voglio ringraziare dalle pagine di questo blog tutti gli amici dell'Associazione "I Figli del Sole" di cui io stesso faccio parte che, insieme a me, hanno divulgato un evento che da tempo avevo desiderato realizzare e che, grazie alla collaborazione di tutti, ha trovato infine un grande successo di pubblico: in sala eravamo infatti circa 150 persone. Un grande successo, anche considerando che, nella cittadina rivierasca in concomitanza al nostro evento, si svolgeva in quegli stessi giorni una manifestazione generalmente molto seguita, che si tiene ogni anno, il "Festival della parola". Alla fine, la conferenza di Pier Giorgio si è inscritta nella più ampia manifestazione cittadina come parte integrante della stessa, superando ogni aspettativa e riscuotendo grande curiosità ed interesse.
Buona visione.

Dinaweh   

PIER GIORGIO CARIA 
A CHIAVARI


mercoledì 30 maggio 2018

GIANNI LANNES PRESENTA: VACCINI, CAVIE CIVILI E MILITARI


GIANNI LANNES
 PRESENTA






IL NOTO GIORNALISTA E RICERCATORE INDIPENDENTE
GIANNI LANNES

A SESTRI LEVANTE (GE)
IL 2 GIUGNO ORE 18

Palazzo Fascie, sala Carlo Bo (I piano)
corso Colombo, 50 

Gianni Lannes, già autore di Vaccini Dominio Assoluto, sabato 2 giugno, grazie all’organizzazione dell’associazione Comilva, presenterà in anteprima nazionale a Sestri Levante (GE) 


Dice di sé...

Scrittore, fotografo, documentarista, esploratore, subacqueo, giornalista di origini daune, attuale condirettore della rivista PUNTOZERO (Nexus Edizioni). Più di tutto: uno spirito libero. Ha mosso i primi passi da fotoreporter a metà degli anni '80, in Francia. In Italia ha lavorato con RAI, LA 7 e le testate giornalistiche: 
  
PANORAMA, FAMIGLIA CRISTIANA, L’ESPRESSO, IL VENERDI DI REPUBBLICA, D-LA REPUBBLICA DELLE DONNE, LA REPUBBLICA, IO DONNA, DIARIO DELLA SETTIMANA, AVVENIMENTI, LEFT, AIRONE, IL MANIFESTO, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, LIBERAZIONE, L’UNITA’, LA NUOVA ECOLOGIA, MEDICINA DEMOCRATICA, IL GARGANO NUOVO. 

Nel 2011, dopo l’inchiesta sul disastro nucleare in Giappone, ha terminato la sua carriera giornalistica con IL CORRIERE DELLA SERA.

Per impegno professionale e personale batte da tempo le piste polverose di terre lontane. Spazia nel Mediterraneo, ma è ancorato al Gargano e alla Corsica. Ha subito alcuni attentati e minacce di morte. Dal 22 dicembre 2009 al 22 agosto 2011 - quando gli viene revocata la protezione a causa delle se inchieste - ha vissuto sotto scorta della Polizia di Stato. I numerosi atti parlamentari relativi al suo caso non hanno ricevuto risposta da 4 governi.

Il suo libro - NATO: COLPITO E AFFONDATO - pubblicato il 14 novembre 2009 ottiene la riapertura giudiziaria di una strage di Stati archiviata nel 1997.  

Nel 2009 gli è stato conferito il premio Città di Barletta "Nessuno dimentichi Abele", nel 2010 il premio Ambientale Città di Sasso Marconi. E sempre nel 2010 ha ottenuto in Sicilia il “Premio Internazionale all’impegno sociale 2010, XVI Memoriale Rosario Livatino e Antonino Saetta” (due magistrati uccisi dalla mafia). Nel 2017 a Tessano in Calabria, gli è stato riconosciuto il "Premio San Francesco Saverio".

Risolutive le sue indagini sulla strage di Ustica e sulla scomparsa dei colleghi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, nonché sul caso di Volpe 132 in Sardegna.

LIBRI PUBBLICATI 


NATO: COLPITO E AFFONDATO (2009).

IL GRANDE FRATELLO. STRATEGIE DEL DOMINIO (2012).

TERRA MUTA (2013).

NATO: LA STRAGE DEL FRANCESCO PADRE (2014).


ITALIA USA E GETTA (2014).

LA MONTAGNA PROFANATA (2015).

NE' VIVI NE' MORTI (2016).

BAMBINI A PERDERE  (2016).
 
VACCINI: DOMINIO ASSOLUTO (2017).
 

BOMBE A... MARE! (2018).


VACCINI: CAVIE CIVILI E MILITARI (2018).

Volumi di prossima pubblicazione:

5 STELLE: LA SCATOLA NERA (2018). 

 UN'ALTRA VITA: OLTRE LA SCLEROSI MULTIPLA (2018)


Volumi da pubblicare nel 2019:


 VACCINOPOLI (satira teatrale) 


 USTICA: LE DUE STRAGI

CLIMA DI GUERRA 

DAUNIA: A TUTTO GAS... 

ITALIA: SEGRETI DI STATO 
(con l'avvocato Marco Della Luna) 

  MARCONE: DELITTO DI MAFIA
  S-VENDOLA PUGLIA
 LE NAVI DEI VELENI
  VANDALI NEL GARGANO





Alcuni riferimenti:



POST MORTEM DI PAOLO SAVONA


POST MORTEM DI PAOLO SAVONA




PRECISAZIONI 

"Ho subìto un grave torto 
dalla massima istituzione del Paese, sulla base di un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall'euro 
e non a quelle che professo 
e che ho ripetuto nel mio Comunicato,
criticato dalla maggior parte dei media,
senza neanche illustrarne i contenuti.
Vicino al mio pensiero 
è il commento di Wolfgang Münchau
che nel suo commento sul
Financial Times 
analizza come deve essere l'euro
per non subire la dominanza
mondiale del dollaro e della geopolitica
degli Stati Uniti, 
affermando che 
"la moneta europea
è stata mal costruita
per colpa della miopia dei Tedeschi.
La Germania impedisce 
che l'euro divenga come il dollaro
una parte essenziale della politica estera".
Purtroppo, egli aggiunge, il dollaro 
ha perso questa caratteristica,
l'euro non è in condizione di rimpiazzarlo o, quantomeno,
svolgere un ruolo parallelo,
e di conseguenza siamo nel caos 
delle relazioni economiche
internazionali; queste volgono verso il protezionismo nazionalistico,
non certo foriero di stabilità politica,
sociale ed economica.
Il 28 e 29 giugno si terrà un incontro
importante tra capi di Stato
a Bruxelles:
chi rappresenterà 
le istanze del Popolo italiano?
Non potrà andare Mattarella
né può farlo Cottarelli.
Se non avesse avuto voti inaccettabili,
perché infondati, il Governo Conte avrebbe potuto contare sul sostegno di Macron
così incanalando le reazioni scomposte che provengono dall'interno di tutti 
indistintamente i Paesi-membri europei
verso decisioni che aiutino l'Italia 
ad uscire dalla china
verso cui è stata spinta.
Münchau giustamente afferma
che "teme non vi sia un sostegno politico del Nord-Europa"
e quindi non ci resta che patire
gli effetti del protezionismo
e dell'instabilità sociale.
Si tratta di decidere se gli europeisti
sono quelli che stanno creando 
le condizioni per la fine dell'UE
o chi, come me, ne chiede la riforma
per salvare gli obiettivi che si era prefissi".

Paolo Savona



L'EUROPA CHE CONTA E GLI YANKEE GUARDIANI


L'EUROPA CHE CONTA 


E GLI YANKEE GUARDIANI

Dinaweh

Se qualcuno, intendo se qualche "Italiota", poiché l'appellativo "Italiano" non si confà a codesto agglomerato antropico e - a questo punto - forse non è veramente mai esistito, se non al tiro di qualche padrone (i Savoia, i massoni che hanno fatto dell'Italia una finta nazione, Garibaldi il loro braccio armato, Mussolini e infine la finta repubblica successiva, prima, seconda o terza che sia...)....
...quindi se qualche abitante e residente in codesta peninsula, asfissiata da cieli sempre più chimici, forno a microonde d'estate con siccità indotte e incendi ad hoc, affogata da alluvioni altrettanto indotte d'inverno, tormentata e distrutta da terremoti indotti dal fracking texano, pattumiera nucleare di arsenali militari battenti bandiera a stelle e a strisce, colonia di servi obbedienti, accozzaglia di politicanti da strapazzo al soldo delle multinazionali, servi dei gangster-banchieri, amici dei Rothschild e dei Rockefeller, lacchè dei burocrati di Bruxelles, vittime della ricettazione legale dello spread e delle Borse internazionali....

...Insomma, se qualche povero italiota fosse ancora illuso dell'esistenza di una qualche pseudo-democrazia e dell'importanza del voto, cioè dell'importanza del suo voto, della sua opinione politica, quando fosse chiamato alle urne per esplicitare i suoi desiderata e contribuire allo sviluppo e alla concretizzazione del progetto politico che lo rappresenti, ora si può finalmente ricredere e mettere l'anima in pace.


APPELLO ALL'ITALIOTA MEDIO

ITALIOTA,
METTITI L'ANIMA IN PACE.

RINUNCI AL VOTO 
E A TUTTE LE SUE SEDUZIONI?

SI', RINUNCIO!

RINUNCI AD ESSERE RAPPRESENTATO DA CRIMINALI 
IN GIACCA E CRAVATTA 
DA MILIONI DI EURO AL MESE?

SI', RINUNCIO!

RINUNCI A CREDERE INGENUAMENTE CHE QUESTI SIGNORI VOGLIANO IL TUO BENE, QUELLO DEI TUOI FIGLI
E DEL "FU-BELPAESE"?

SI', RINUNCIO.

BENE! ALLORA COMINCIA AD ESSERE UNA NAZIONE!



martedì 29 maggio 2018

HARD SUN - Eddie Vedder


HARD SUN


Eddie Vedder



(leggi e ascolta)






When I walk beside her
I am the better man
when I look to leave her
I always stagger back again

Once I built an ivory 
tower
so I could worship from above
and when I climbed down to be set free
she took me in again

There's a big...
a big hard sun
beaten on the big people
in the big hard world

When she comes to greet me
she is mercy at my feet.
When I see her pin her charm
she just throws it back again

Once i dug an early grave
to find a better land
she just smiled and laughed at me
and took her blues back again

There's a big...
a big hard sun
beaten on the big people
in the big hard world

When I go to cross that river
she is comfort by my side.
When I try to understand
she just open up her eyes.

There's a big...
a big hard sun
beaten on the big people
in the big hard world

Once I stood to lose her
when I saw what I had done
bound down and flew away the hours
of her garden and her sun.

So I tried to warn her
I'll turn to me her weep.
Forty days and forty nights
and it's still coming down on me.

There's a big...
a big hard sun
beaten on the big people
in the big hard world


IO SONO LA CAUSA DI TUTTE LE COSE


IO SONO  


LA CAUSA DI TUTTE LE COSE




"Che piaccia o no...
Siamo noi la causa di noi stessi.
Nascendo in questo mondo
cadiamo nell'illusione dei sensi;
crediamo a ciò che appare...

Allora ci assale la paura
e dimentichiamo
che siamo divini,
che possiamo modificare
il corso degli eventi..."


GIORDANO BRUNO


venerdì 25 maggio 2018

LEGGE COSMICA, EVOLUZIONE UMANA E CONTATTO EXTRATERRESTRE



LEGGE COSMICA
EVOLUZIONE UMANA 
E CONTATTO EXTRATERRESTRE




L'ASSOCIAZIONE
I FIGLI DEL SOLE



E' LIETA DI PRESENTARE



PIERGIORGIO CARIA


Dopo aver avuto esperienza diretta di avvistamenti di oggetti volanti non identificati (UFO), negli anni Ottanta conosce il contattista italiano Eugenio Siragusa, da cui riceve numerose informazioni sulla presenza nel nostro pianeta di visitatori provenienti da latri mondi. Da tale incontro scaturisce un profondo interesse verso il tema, che lo porta a conoscere e a dare il via ad una stretta collaborazione con altri appassionati ricercatori. Da ciò scaturiscono numerosi viaggi ed incontri in varie nazioni alla ricerca di prove e testimonianze che avallassero ulteriormente la presenza sulla Terra di civiltà extraterrestri. Tra i maggiori specialisti e studiosi incontrati citiamo lo scrittore Eric Von Daniken, il professor James Harder, il professor John Mack, l'antropologo e scrittore tedesco Michael Hesermann, il professor Zecheria Sitchin, il ricercatore J.J. Benitez, il ricercatore e giornalista televisivo Jaime Maussan, il dott. Roberto Pinotti, ecc. Negli anni Novanta è autore dei testi e della regia di una serie di oltre dieci documentari sull'argomento della presenza extraterrestre e cerchi nel grano. Proprio il documentario dedicato ai Cerchi nel Grano, vince nel 1999 un importante doppio  premio, critica e pubblico, all'"International film festival", che si svolge annualmente in Nevada, negli USA. Il lavoro viene acquisito in Italia dall'emittente "La7" e va in onda nel programma Stargate, condotto allora da Roberto Giacobbo. Nel febbraio del 2009 bissa il successo del 1999, vincendo tre primi premi in diverse categorie, con due documentari: Le profezie Maya e i cerchi nel grano e Il caso Urzi, un mistero nei cieli d'Italia.
Sempre "La7" manda in onda un altro documentario, di cui Caria cura la regia in studio e il montaggio ed è co-autore dei testi e della sceneggiatura: La piramide di Cheope, una possibile soluzione alla sua costruzione. La trasmissione Voyager, su canale nazionale italiano RAI2, manda infine in onda una serie di documentari a tema ufologico e del mistero. Tutti lavori di cui Caria è autore di testi, sceneggiatore e regista. Nel 2005 cura il testo e la sceneggiatura di due documentari sui misteriosi resti archeologici che si trovano in Perù. Il primo dei due, realizzati dalla casa di produzione "Studio3tv", vince il primo premio, sezione documentari, al festival internazionale "Ionio film festival" del settembre 2005. Entrambe i documentari vengono mandati in onda sempre alla trasmissione Voyager. Il canale privato televisivo ODEON TV acquisisce e trasmette alcuni di questi documentari. Questi lavori vengono tradotti in varie lingue e diffusi anche all'estero in formato Home Video e messi in onda in televisioni di varie nazioni tra le quali: TVI - Belgio, PLANETE TV - Francia, TV CATALUNYA - Catalunya, I-Cable - Hong Kong - CANAL INFINITO - Argentina, AL MAJD - Arabia Saudita, HISTORY CHANNEL - Latino America, ecc.

Con alcuni di questi documentari ha partecipato alla rassegna International film festival, dedicata all'argomento UFO, Cerchi nel Grano e temi relazionati, che si tiene annualmente negli USA, vincendo nell'arco di 4 partecipazioni, 6 primi premi. Nel 2011 si aggiunge un altro primo premio all'Imperia film festival con il documentario Le profezie Maya e i cerchi nel grano, su oltre 600 titoli in concorso. L'attività di ricercatore si arrichisce di numerose partecipazioni a programmi radiofonici e televisivi su emittenti private locali, nazionali e internazionali, sempre sul tema degli oggetti volanti non identificati, cerchi nel grano, ecc. Stargate su La7, Voyager su RAI2, Cominciamo bene su RAI3, "Piazza Italia" su RAI1 e RAI2, sono trasmissioni italiane più importanti dove Piergiorgio Caria ha presentato e commentato filmati e testimonianze della fenomenologia ET. Numerosi gli articoli realizzati e pubblicati, soprattutto sul mensile "UFO, la visita extraterrestre" e "UFO Notiziario", giornale ufficiale del Centro Ufologico Nazionale Italiano. Numerosissime anche le conferenze a cui ha partecipato e partecipa, sia in Italia che all'estero, sul tema UFO-Extraterrestri, cerchi nel grano e argomenti correlati. Nel 2012, 2013 e 2014 ha collaborato ad alcuni servizi su UFO e Cerchi nel grano, mandati in onda dalla rubrica Extremamente, all'interno del rotocalco televisivo "Studio Aperto", in onda sull'emittente televisiva "Italia 1".


GIORDANO BRUNO "PROEMIALE EPISTOLA"


GIORDANO BRUNO


"PROEMIALE EPISTOLA"


(leggi e ascolta)



SCRITTA ALL'ILLUSTRISSIMO 
SIGNOR MICHEL DI CASTELNOVO



Se io, illustrissimo Cavalliero, contrattasse l'aratro, pascesse un gregge, coltivasse un orto, rassettasse un vestimento, nessuno mi guarderebbe, pochi m'osservarebono, 
da rari sarei ripreso e facilmente potrei piacere a tutti.
Ma per essere delineatore del campo de la natura, sollecito circa la pastura de l'alma, vago de la coltura de l'ingegno e dedalo circa gli abiti de l'intelletto,
ecco che chi adocchiato me minaccia, chi osservato m'assale, chi giunto mi morde,
chi compreso mi vora;
non è uno, non son pochi, son molti, 
son quasi tutti. 
Se volete intendere onde sia questo, vi dico che la caggione è l'universitade che mi dispiace, 
il volgo ch'odio, 
la moltitudine che non mi contenta, 
una che m'innamora: quella per cui non invidio a quei che son servi nella libertà, han pena nei piaceri, son poveri ne le ricchezze e morti ne la vita, perché nel corpo han la catena che le stringe, nel spirto l'inferno che le deprime, ne l'alma l'errore che le ammala, ne la mente il letargo che le uccide;
non essendo magnanimità che le delibere, non longanimità che le inalze, non splendor che le illustre, non scienza che le avvive.

Indi accade che non ritrao, come lasso, 
il piede da l'arduo camino; 
né, come desioso, dismetto le braccia da l'opra che si presenta; 
né, qual disperato, volgo le spalli al nemico che mi contrasta; 
né, come abbagliato, diverto gli occhi dal divino oggetto; mentre, per il più, 
mi sento riputato sofista, 
più studioso d'apparir sottile 
che di esser verace; 
ambizioso, che più studia di suscitar nova e falsa setta che di confirmar l'antica e vera;
ucellatore, che va procacciando splendor di gloria con porre avanti le tenebre d'errori, spirto inquieto, 
che subverte gli edificii de buone discipline e si da fondator di machine di perversitade.
Cossì, Signor, gli santi numi disperdano da me que' tutti che ingiustamente m'odiano, cossì mi sia propicio sempre il mio Dio,
cossì favorevoli mi sieno tutti governatori 
del nostro mondo, 
cossì gli astri mi faccian tale il seme al campo ed il campo al seme ch'appaia al mondo utile e glorioso frutto del mio lavoro con risvegliar il spirto ed aprir il sentimento a quei che son privi di lume: 
come io certissimamente non fingo 
e, se erro, non credo veramente errare e, parlando e scrivendo, 
non disputo per amor de la vittoria per se stessa 
(perché ogni riputazione e vittoria stimo nemica a Dio, vilissima e senza punto di onore, dove non è la verità), 
ma per amor della vera sapienza e studio della vera contemplazione m'affatico, 
mi crucio, mi tormento. 

Questo manifestaranno gli argumenti demonstrativi, che pendeno da vivaci raggioni, che derivano da regolato senso, che viene informato da non false specie che, come veraci ambasciatrici, 
si spiccano da gli suggetti de la natura, facendosi presenti a quei che le cercano,
aperte a quei che le rimirano, 
chiare a chi le apprende, 
certe a chi le comprende.
Or ecco, vi porgo la mia contemplazione circa l'infinito, universo e mondi innumerabili. 



Giordano Bruno


SIA SEMPRE IN ME AMORE DI VERITÀ, SOPRA OGNI ALTRA COSA!


SIA SEMPRE IN ME AMORE DI VERITÀ


SOPRA OGNI ALTRA COSA!


Dinaweh


"Sia sempre in me amore di Verità, sopra ogni altra cosa!"
Queste parole sgorgano dal cuore più che dalla mente, ogniqualvolta mi avvicino alla lettura e allo studio delle opere del grande e dimenticato filosofo del Cinquecento: Giordano Bruno!
Prendendo il testo in mano, rimango affascinato e muto di fronte alla verace dedica che egli stesso indirizzò all'illustrissimo cavalier signor Michel di Castelnovo, come proemio alla sua opera "De infinito Universo et Mundi". [Quelle stesse parole saranno lo spunto per il post successivo].
Ammirazione e amore in me, per il potere e la fascinazione di un uomo che con la sua vita, oltreché con il suo pensiero, ha dato prova di vivere da vero cercatore, scavando attorno a sé un abisso, per l'irraggiungibilità dei suoi iperbolici voli nel mondo della conoscenza e della futura scienza. Quanti dei suoi contemporanei sono mai riusciti a cogliere la visione onirica e tuttavia non illusoria di una mente e di un cuore che in lui palpitavano all'unisono? Verità e fede, scienza e conoscenza in lui hanno cercato di collimare, quando egli stesso cercava una via per far risplendere la verità delle cose, quelle animate come quelle inanimate, al di fuori del dogma religioso, nel quadro cosmico di una conoscenza universale, sdoganata dalla pervicacia di un potere dispotico e miope, quale era quello esercitato per secoli dalla Chiesa...
Bruno viveva lui stesso tutto intriso di quella Luce da cui sentiva di provenire che restituiva con l'impeto del fanciullo gioioso e quasi ingenuo; corifeo di tutta quella bellezza per gli uomini del suo tempo, del tutto incapaci tuttavia di cogliere cotanta luce in un sol colpo!. 
Quanto attuale appare oggi il suo dire, nella sua sferza contro l'ignoranza dei dotti! Oggi la dotta scienza, che si è fatta largo anche grazie al sacrificio di uomini dal pensiero e dalla vista acuta come Giordano Bruno, mostra di sé non tanto quell'apertura mentale né quella visione metafisica e spirituale così necessarie e imprescindibili per sondare i massimi sistemi dell'uomo e dell'Universo, quanto la stessa pervicace e presuntuosa ignoranza che sembra aver ereditato da quella stessa cattedra che aveva voluto demolire: la Chiesa di Roma! E come è vero che una stessa medaglia porge sempre di sé entrambe le facce, opposte ma pur sempre figlie della stessa matrice, così la scienza si pose al posto della religione con lo stesso dogmatico atteggiamento che era proprio dell'antico e acerrimo nemico! Bruno riuscì a volare più in alto, librando il suo audace pensiero sopra le beghe dell'umana ragione, così come al di sopra di ogni cieca credenza, che non fosse avvalorabile dall'esperienza e dall'immaginazione; quella stessa che soltanto un visionario come lui seppe trasmutare in vera e propria conoscenza. 
Egli ne seppe trovare le vie; ne riconobbe i sentieri più nascosti che divennero al suo magnetico sguardo la via Maestra, la più diretta, la più ovvia, persino la più scontata!
Chi mai avrebbe potuto accettare e accogliere tanta arditezza di ragionamento?! Chi, della Terra figlio, avrebbe mai potuto condividere temi e aspetti così lontani, eppur vicini, dell'umana natura e della sua stessa genìa stellare rivelata così, senza infingimenti, né sconti da regalare al destinatario, sieno essi stati papi, re, cardinali, oppure rampolli di nobili e patrizie casate, studenti delle più facoltose università dell'Europa del tempo?!       

Interessi e secondi fini, strategie di potere e supremazia economica hanno da sempre fatto da sfondo alle asserzioni spacciate - allora "a difesa della fede", oggi "a difesa della scienza" - le più ottuse e liberticide di quei vili che, 'in nomine veritate', continuano - ancor oggi - a farsene scudo.
Di tutt'altra natura il nostro Bruno, come tutti coloro che, nel nome della verità e di un ragionevole dubbio, sono stati e sono tuttora disposti a patire la derisione e la condanna dei folli e degli ignavi. Ancora troppo e sempre "la maggioranza sta"... 
A noi non interessa la maggioranza, il politicamente corretto né - ancor meno - ci sentiamo di dare ascolto alle sirene di una scienza senza coscienza, colpevole di aver pasciuto e condotto un'umanità fragile e inconsapevole a un passo dal suo baratro finale!


Lungi dall'essere mera speculazione astratta, le riflessioni del Nolano - affidate ad una miriade di scritti in volgare ed in latino - si schiudevano a una complessa teoria sull'essere umano, considerato in un universo infinito e antigerarchico, di cui non era più il centro (come voleva un certo Rinascimento), facendone parte intrinsecamente, partecipando della stessa energia vitale che muoveva la natura a crearsi e ricrearsi di continuo in varie forme, a reinventarsi in nome di una "intelligenza" e di un moto vicissitudinale che le era proprio. Le conseguenze di tale pensiero si riversavano su ogni piano dell'esistenza, facendo saltare i pilastri apparentemente incrollabili su cui era fondata la società del tempo.*
dal sito "www.altritaliani.net", The Hand e Giordano Bruno, ovvero disegnare la filosofia, 27 settembre 2012.

Troppo audaci le sue considerazioni stabilivano un'altra misura, dischiudevano una nuova cifra di confronto, un diverso metro di ragionamento, ove nulla era più così "trascendente", se non nella sua immanenza manifesta e tuttavia velata nella sua sostanza comprendente ogni elemento dell'Universo, da cui egli sentiva scaturiginare la presenza del divino! 
Giordano Bruno anticipava così le teorie della fisica del Novecento, quelle che diedero timidamente inizio alla fisica dei quanti, ove nel secolo appena trascorso Werner Karl Heisenberg, contemporaneo di Albert Einstein, col suo principio di indeterminazione ebbe a sostenere che l'osservatore cambia la realtà osservata, a differenza di quanto sosteneva lo stesso Einstein. 
Sentirsi così parte di un tutto, ove natura e uomo si confondono e si nutrono della stessa energia, contribuendo, ciascuno secondo il proprio scopo, al moto dei mondi e degli universi. Con Ermete Trismegisto Bruno avvalorava il detto: "così in alto, così in basso, così dentro, così fuori". 

Riporto ancora questo bel ragionamento, di cui il lettore attento troverà bibliografia in calce al post, per corroborare quanto detto fin qui, nel tentativo di descrivere ancora la rudezza e insieme la dolce appassionata indole di un uomo indomito, che seppe accompagnare ogni suo scritto, detto e respiro fino all'estremo sacrificio di sé: la prigionia con gli innumerevoli interrogatori, la tortura e infine, la morte. 
Il fuoco, elemento di trasmutazione per antonomasia, fu per Giordano Bruno l'elemento di natura che egli stesso e la sua anima scelsero per ascendere a quei lidi da dove un tempo, poco prima di cadere nella densa materia, egli era venuto. 
Questo post sia per l'affezionato lettore soltanto il preludio di quelle bellissime parole che all'inizio del mio dire, avevo descritto essere il prologo di una delle più belle opere del nostro amato autore. 


Dinaweh


Non era, quello di Bruno, un ribellismo sterile, né uno scettico nichilismo; attraverso una fantasmagoria di metafore, usate per traghettare immagini e ragionamenti, le sue parole tendevano a scoprire e smontare le bugie, le mistificazioni, le violenze di cui si servivano il potere religioso ed il potere politico. Egli prefigurava utopisticamente una riforma del genere umano, che si sarebbe liberato dagli errori di "un mondo pazzo, sensuale, cieco e fantastico" [G. Bruno, De infinito Universo et Mundi (1584), in D.W. Singer, Giordano Bruno, seguito dal testo originale, De infinito Universo et Mundi, Longanesi, Milano, 1957, p. 369]. Anche per il lettore odierno è l'aspetto certamente più interedsante della sua filosofia: la presenza costante di un'attenzione all'umano, l'urgenza di quel richiamo di moderna (o forse antichissima?) concezione: "Stay human" [...] soprattutto concepito sulla base della ricerca di una verità di specie, individuata non nelle ragioni di stato, di fede, ecc., ma nella peculiarità di una mente creativa, che si oppone naturalmente alle coercizioni di natura astratta. Unita ad una vicenda esistenziale dai toni drammatici (esilio, peregrinaggio, ostilità, tortura e condanna a morte), che ne fa una figura di fortissimo impatto, pertinace in una virtuosa eresia quanto nella coerenza, tuttora forte di inquietudine per le menti meno che aperte e linere. Stanti queste premesse, si profilano alcune contingenze interessanti. Da un lato, non sembra innaturale che la filosofia vada a braccetto con l'arte, che questa incontri la ricerca gnoseologica e che tutte insieme creino prodotti di grande interesse umano ed estetico. Dall'altro, si assiste a strane resistenze (almeno, in Italia) quando si parli di Giordano Bruno o almeno si tenti di portarlo fuori dall'alveo della trattazione specialistica, tutto sommato ancora riservata agli addetti ai lavori. E mentre altri "maledetti" riscuotono coonsensi e successi impastati di popolarità, un gran riserbo aleggia sulla figura di chi, invece, dovrebbe essere dichiarato il più grande filosofo del Cinquecento italiano.**
** Ibidem.

domenica 13 maggio 2018

I DONI ALCHEMICI DEL NUMERO 13 - di Kate Charlotte Serena Margot


I DONI ALCHEMICI
DEL
NUMERO 13




di
Kate Charlotte Serena Margot






" In principio era il Verbo..." Vangelo di Giovanni


Il Verbo, ovvero, il Suono! Vibrazione primordiale che ha dato vita alla Creazione tutta. "Tutto è vibrazione"; una conoscenza ben nota a Pitagora e riconfermata dalla fisica moderna, con la teoria delle stringhe, secondo la quale ogni particella costitutiva dell'Universo sarebbe un filamento di energia, paragonabile ad una corda di violino in continua vibrazione: come una corda di violino vibra in modi diversi, producendo differenti note musicali, così i filamenti della teoria delle stringhe vibrano in più modi, producendo particelle con massa e proprietà diverse tra loro.
Affermava, inoltre, il fisico Max Planck: "La materia come tale non esiste! Tutta la materia non esiste che in virtù di una forza che fa vibrare le particelle e mantiene questo minuscolo sistema solare dell'atomo".
Siamo quindi immersi in un oceano infinito di vibrazioni, essendo vibrazione noi stessi, un meraviglioso caos, fertile e pulsante di vita in cui qualcosa interviene a creare direzioni, rapporti, geometrie, forme... un principio ordinante, un'altra vibrazione che ha il preciso compito di armonizzare: il numero.

I numeri sono i direttori d'orchestra ai quali è affidato il compito di dirigere la meravigliosa sinfonia di vibrazioni della Creazione.
Basti pensare alla serie numerica di Fibonacci: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89,... che conduce alla sezione aurea, legge universale dell'Armonia.
Le proporzioni del rapporto aureo sono sempre state applicate nell'arte e nell'architettura, dal Partenone alle opere del Rinascimento.
In musica troviamo la sequenza di Fibonacci nelle fughe di J.S. Bach e nelle sonate di Mozart.
In qualunque forma di espressione che il nostro spirito riconosca come armonica compaiono quei rapporti numerici. Ma la dimostrazione di come il codice numerico sia il linguaggio cosmico, che tutto informa, ci viene dall'osservazione di Madre natura. Ci sono infiniti esempi di forme naturali, basate sulla spirale logaritmica, costruita proprio sulla serie di Fibonacci: dai fiori alle Galassie.

Insegno matematica ai bimbi della scuola primaria ed è sempre emozionante condividere la loro meraviglia quando scoprono le geometrie perfette nascoste in un ortaggio o in una conchiglia. Meraviglia che non è però stupore disarmato innanzi all'ignoto; sembra piuttosto risvegliare nei loro sguardi una luce di consapevolezza! I bambini sono connessi, i bambini sanno.

Queste le ragioni per cui mi sorprendo a sorridere di chi irride i principî su cui si basa la numerologia, relegandola nel bidone delle "pseudo-scienze", se non in quello delle superstizioni, in buona compagnia con l'astrologia, l'alchimia e molte altre discipline giunte a noi dalla Tradizione.
Non sono una 'numerologa', un'esperta in materia, ma sono sempre stata animata da curiosità; una creatura vegetariana nell'alimentazione del proprio corpo fisico, ma onnivora riguardo al sapere e all'infinita rete di connessioni da scoprire in esso, nutrimento per la mia mente e il mio spirito.
Le mie considerazioni sono perciò frutto  delle mie, seppur parziali, conoscenze, ma ancor più delle mie intuizioni ed esperienze vissute.
Ancora bimba, sdraiata su un prato fiorito in attesa di godere del privilegio di vedere una fata, ho sempre notato, affascinata, le meravigliose geometrie che la Madre ci dona e sempre ho "sentito" la vibrazione dei numeri, quale messaggio cui prestare ascolto.
Ad esempio, ricorre nella mia vita il numero 22: dal giorno della mia nascita a tanti altri momenti o luoghi per me significativi, superando qualsiasi mera logica di casualità.
Ed ora, in questo 2018, riconducibile all'11 - numero Maestro - portatore dell'energia cosmica di vibrazione extraterrestre che ci proietta nella dimensione della nuova Era, ecco giungere a me un'ulteriore meravigliosa conferma della potente vibrazione dei numeri!
E' in questo significativo e speciale anno che ho ricevuto il grande dono di re-incontrare la mia Fiamma, anima antica, da me conosciuta e amata da sempre; identico mio Spirito, ospitato come anima in altro corpo.
Erano pronte le nostre anime, dopo aver attraversato entrambe lunghi periodi di apprendimento, spesso in solitudine; l'attenzione rivolta al sé interiore e all'accoglimento dei dolori vissuti, per giungere all'amore di sé, requisito imprescindibile per poter amare l'altro ed essere amati, nell'autenticità dell'Uno. Un incontro privilegiato, che ha dato inizio ad un reciproco percorso evolutivo, nel quale l'uno è specchio, stimolo, forza ed ispirazione per i passi interiori dell'altro.
Passi che, compiuti nella propria personale storia e individualità, conducono a un nuovo livello, così che l'unione si manifesta poi in una splendida Luce comune, generatrice d'Amore incondizionato e creatività.
Quale attinenza ha questa mia personale esperienza con i messaggi numerici di cui vi voglio parlare?
Ebbene, già ci si era 'visti', riconosciuti nel comune sentire e nell'identico sguardo sul mondo, tramite l'espressione scritta delle nostre opinioni e dei nostri principî, all'interno di una comunità impegnata nell'opposizione alla criminale legge sull'obbligo vaccinale.
Ma il primo contatto personale, guidato proprio da tale riconoscersi, è avvenuto il 13 settembre, mentre il primo giorno in cui ci siamo incontrati di persona, in un indescrivibile vortice di emozioni, è stato il 13 gennaio! 
Non è un caso che si sia scelto il numero 13, numero karmico, espresso dall'archetipo dell'Alchimista; esso porta metamorfosi, morte della vecchia vita per rinascere ad una nuova.

Kate Charlotte Serena Margot








LE CARTE DEI NUMERI


I SEGRETI DELLA NUMEROLOGIA*




La vibrazione dei numeri in relazione agli archetipi della psicologia Junghiana

Il 13 è associato all'alchimista/metamorfosi. Il numero 13, che nella sua riduzione diventa un 4 è correlato al mondo dei sensi e delle forme e contiene in sé il principio dell'ineluttabilità del cambiamento. Il mondo racchiuso in questo concetto è quello di non aggrapparsi a ciò che non sostiene più l'evoluzione
Potremmo affermare che l'unica costante dell'esistenza è proprio il mutamento.  Esso avviene per amore della vita e permette alle forme ormai logore di lasciare il posto a quelle nuove. Il fenomeno della nascita e della morte esprime un continuo dinamismo evolutivo, il cui scopo è il conseguimento della perfezione.
Il patriarca Wei Lang diceva che il percorso del divenire avanza immutabile, fintanto che il più piccolo filo d'erba abbia conseguito l'illuminazione, fino a che ogni cosa vivente si sia reintegrata in ciò che è in essenza, l'Assoluto.


L'Alchimista

La morte è il crogiolo ella vita, eterno scudiero della notte. Ella cammina al tuo fianco come un'ombra fedele. Ciò che nasce contempla la sua morte, ma il segreto è morire nella vita
Jung paragona l'alchimista al viaggio della vita associando la trasformazione dei metalli alla trasmutazione interiore.. Secondo la sua visione l'alchimista è colui che compie il viaggio verso l'individuazione che avviene prendendo contatto col proprio centro interiore. Nella concezione alchimisticha lo Spirito e la Materia sono intimamente legati.

Come sostengono le Upanishad: " Tutto è Brahman e prima della Creazione dell'Universo Dio era pura coscienza indifferenziata". Per gli Alchimisti la materia stessa è Dio che, nel suo dispiegarsi, si manifesta nei molteplici aspetti dell'esistenza.
Negli scritti ermetici, in riferimento alla Tavola Smeraldina, leggiamo: "Ciò che è in basso è uguale a ciò che è in alto e ciò che è in alto è uguale a ciò che è in basso, per compiere le opere meravigliose dell'unica cosa dell'unico Dio, nel pensiero dell'unica cosa".
Da queste parole, che si ritiene siano state incise dallo stesso Ermete su uno smeraldo, comprendiamo che il fine dell'alchimia è la trasmutazione, per cui la divinità nascosta nella materia viene rivelata. L'Essere umano, nel suo percorso verso l'illuminazione subisce una serie di innumerevoli metamorfosi. Il suo corpo è come il crogiolo degli alchimisti, dove lentamente l'anima si evolve fino a identificarsi con il Sé Universale.

L'Alchimista riporta l'aspetto karmico del costruttore. Il karma è l'eterna legge secondo la qusale ognuno raccoglie il frutto delle sue azioni. L'Universo è un pensiero di Dio e l'uomo a sua volta è il risultato di ciò che ha pensato. Ogni cosa contiene in sé il principio del suo superamento e l'archetipo del Costruttore, che rappresenta la stabilità e l'inerzia, trova nell'alchimista la chiave per accedere alla liberazione dai vincoli della forma (il 4 è la forma; il costruttore è l'archetipo del numero 4, che rappresenta la sintesi del 13. Tredici e quattro sono dunque legati).
Col numero 13 l'uomo affronta la prova suprema della materia, al fine di riconoscersi nello Spirito immortale.

Le implicazioni karmiche del numero 13: il ciclo della vita e della morte

Nell'eterno gioco degli opposti, vita e morte sono intimamente connesse; l'una deriva dall'altra, in quanto ogni cosa nel momento in cui nasce comincia a morire. Nella Bhagavad Gita leggiamo: "Certa è la morte per chi è nato e certa è la nascita per chi è morto. Perciò di fronte all'inevitabile tu non dovresti soffrire".
Il numero 13, che nella sua riduzione teosofica diventa un 4, è correlato al mondo dei sensi e delle forme e contiene in sé il principio dell'ineluttabilità del cambiamento. Il monito racchiuso in questo concetto è quello di non aggrapparsi a quello che non sostiene più l'evoluzione. 

Il corpo come tempio dello Spirito

Il principio della fisica, secondo il quale nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, si ricollega agli antichi concetti dell'alchimia. Oltre l'illusione dei sensi, che nella tradizione indiana è definita "Maya", la materia è energia senza forma e ogni atomo è composto al 99,999% di spazio vuoto. Questa "manciata di niente", come la definisce Deepak Chopra, è come un grembo, che partorisce gli stati d'animo più diversi, come il Paradiso e l'Inferno, l'odio e l'amore, la gioia e il dolore, il piacere e la sofferenza. 
Da dove viene dunque il miracolo della vita? I Rishi dell'India sostengono che tutto è coscienza e che l'uomo stesso è Spirito. Il suo corpo è come un abito, attraverso il quale entra in contatto coi piani discendenti della materia. L'abitante del corpo è l'aspetto individuale dell'esistenza cosmica. Il Sé Transpersonale trascende i confini del tempo e dello spazio e la sua natura eterna non rimane coinvolta nelle attività; non è mai nato, né può mai morire, né, una volta che è stato, può cessare di essere: non nato, eterno, immortale, antico; non viene ucciso, quando il corpo è ucciso (Bhagavad Gita, 2, 20). 
In questo contesto scatta l'implicazione karmica a cui è sottoposto il numero 13, che deve evitare di identificarsi col corpo fisico, riconoscendo in se stesso la Luce spirituale del Sé. 

Lo specchio della realtà esterna

Lo psicologo Thorwald Dethlefsen, nel suo libro Destino come scelta, sostiene che il mondo esterno è come uno specchio in cui ognuno coglie diversi aspetti di se stesso. Ogni essere umano utilizza soltanto il 10% del suo potenziale e della realtà, di per sé indefinibile, filtra soltanto ciò con cui ha affinità, essendo cieco tutto il resto. Il fine dell'esistenza è il raggiungimento della totalità e il destino porta l'uomo a confrontarsi con gli elementi di se stesso ancora negati, Continuiamo a imbatterci sempre nei medesimi problemi, fintanto che non integriamo la lezione contenuta negli avvenimenti stessi. L'antico principio dell'alchimia, secondo il quale ciò che è in alto è uguale a ciò che è in basso, ci fa comprendere che ogni cosa che accade all'esterno, è un riflesso di ciò che avviene all'interno. La realtà esterna è una preziosa fonte di informazioni e ogni elemento che ci disturba è come un messaggero, che rivela che quel principio non è stato integrato nella coscienza. Il destino individuale coincide con la traiettoria che permette a ciascuno di esprimere se stesso nel mondo e la sofferenza nasce dalla resistenza dell'Ego ad allinearsi con la legge dell'Universo. L'uomo deve comprendere che il destino è un suo alleato, imparando ad assumersi la responsabilità di ciò che gli accade.
La lezione karmica intrinseca nel numero 13 comporta la necessità di diventare onesti e il primo passo è iniziare a guardarsi dentro, al fine di acquisire sempre maggior consapevolezza. 

L'individuazione e il contatto con l'Ombra

Ognuno viene al mondo con un bagaglio di talenti unici, che la psicologa Marie-Louise von Franz definisce "germe innato della totalità", come un seme che contiene in forma latente tutto l'albero, il potenziale di un individuo è già racchiuso nel suo DNA e attende soltanto di dispiegarsi. Al pari del seme, che per il suo pieno sviluppo necessita di un habitat ideale, qualità del terreno, pendenza della zona, posizione rispetto al sole, anche l'essere umano per realizzare se stesso ha bisogno di condizioni specifiche. Seguire il proprio destino significa "fare ciò per cui siamo fatti", trovando un ambiente, un lavoro e degli amici che gli somiglino. L'istanza che si occupa di mantenere l'uomo nella giusta traiettoria è il destino stesso; nella psicologia transpersonale, questo percorso è definito "individuazione" e può avvenire tramite un apprendimento volontario e consapevole, oppure mediante la sofferenza. Se l'individuo rifiuta il confronto con se stesso, subisce una chiamata degli Dèi, che può coincidere con qualche avvenimento spiacevole che mette in crisi il suo ordine interiore. La destrutturazione subita dalla personalità permette in seguito una presa di coscienza che consente alla psiche di riorganizzarsi, integrando gli elementi finora negati. Questo processo avviene tramite il contatto con l'Ombra personale, che è la somma di tutte le realtà negate e ricacciate nell'inconscio. Integrando gradualmente le nostre zone d'ombra, otteniamo l'illuminazione, che è il fine ultimo della vita umana. Il saggio Wei Lang affermava che l'uomo è illuminato non lo sa e che in potenza "noi siamo Uno con l'Assoluto". Poiché siamo caduti nell'illusione, percorriamo la lunga via del divenire, fintanto che non trascendiamo la dualità e raggiungiamo la liberazione.





*Giulio Rossetti e Anna Ogier, Le carte dei numeri. I segreti della numerologia, ed. Il Punto d'Incontro, Vicenza, 1999.