lunedì 21 settembre 2020

MIOPIA E PRESUNZIONE DEL METODO SCIENTIFICO-SPERIMENTALE - Dinaweh


 MIOPIA E PRESUNZIONE DEL METODO 


SCIENTIFICO-SPERIMENTALE

Dinaweh


La nuova fede si chiama scienza! 
Il paradosso dei corsi e dei ricorsi storici ci mette di fronte a tutta l'inadeguatezza, per non dire alla cattiva "fede", di coloro che ci vorrebbero convincere che ogni essere vivente compreso l'uomo, si riduca ad un fenomeno e quindi sia l'espressione manifesta di un ente fine a se stesso, oltre il quale nulla si celi, se non un agglomerato di cellule viventi organizzate secondo un processo rispondente a logiche matematico-fisico-chimiche su cui basare leggi e funzioni strutturali comprovate solo ed esclusivamente dall'osservazione e dalla sperimentazione ripetuta e universalmente accettata, sempre uguale a se stessa, in virtù del cosiddetto 'metodo sperimentale', l'unico considerato come garanzia di veridicità e quindi l'unico ad essere considerato come metodo scientifico. Possiamo ancora accontentarci di tale limitata visione?
Oggi la stessa "scienza" ci dice che possiamo vedere e quindi "osservare scientificamente" soltanto un piccolissimo spettro della luce, ovvero una piccolissima parte del mondo fenomenico, mentre la maggior parte di ciò che pur esiste, sfugge letteralmente allo spettro visivo dell'osservazione umana e quindi alla speculazione "scientifica" del fenomeno. La materia oscura infatti informa e costituisce la maggior parte dell'universo, in ciò che i fisici, in modo ancorché inappropriato, definiscono come "anti-materia", "buco nero" o "anti-gravità".
A questo proposito, voglio proporre all'attenzione del lettore l'interessante disquisizione di Pietro Ubaldi, che si trova nel capitolo intitolato "La personalità umana (1ª parte)", dal suo libro già citato nei post precedenti
Saranno le sue stesse riflessioni ad accompagnarci e a svelarci l'altra metà della verità, ancora ignota alla scienza umana, seppur vera; e a ragione possiamo sostenere la tesi del nostro autore, in virtù del fatto che le più grandi scoperte "scientifiche" hanno potuto rivelarsi ai loro stessi autori-canalizzatori e successivamente al mondo intero, non tanto attraverso il metodo sperimentale che, per sua natura è analitico, vivi-sezionatorio e specialistico, bensì grazie all'ispirazione e all'intuizione, più vicine al mondo dell'ineffabile e a quello dello Spirito che, pur essendo il motore primo di ogni creazione manifesta, non può venire analizzato o vivisezionato, poiché sfuggente al metodo sperimentale, sottraendosi "per sua natura" all'osservazione di quello spettro limitato del 'visibile', di cui parlavamo sopra.
Buona lettura.


Dinaweh

    


                                                                                                                      
Pietro Ubaldi, La nuova Civiltà del Terzo Millennio. Verso la nuova era dello Spirito, ed. Mediterranee, Roma, 1988, seconda ed., pp. 265-267.


"L'intuizione è fenomeno dello spirito e per questo rivela e crea. La ragione è invece funzione del cervello e quindi, più che concepire le grandi idee rivelatrici, orientatrici e sintetiche, è fatta per le idee piccole della vita terrena, pratiche e analitiche. Alcune applicazioni. La scienza attuale ignora e trascura la vita dello spirito a suo danno. Ma quella scienza è figlia di una fase materialista del pensiero umano, cioè razionale, in antitesi con l'intuitiva, è quindi limitata al lato terreno, pratico, utilitario e materiale della vita. Non può quindi conoscerne che quella parte, almeno finché tale fase non sarà superata. Essa si mantiene nella zona che è ragione, esperimento, analisi, lontano da quella che è intuizione e sintesi. Ciò la lascia incompleta, mutilata dell'orientamento, della visione d'insieme che è necessaria per la direzione dell'indagine e per raggiungere una conclusione. Difatti essa tende a scopi utilitari che non sa superare. Questa unilateralità rappresenta una lacuna e un difetto gravi. Anche la sintesi è necessaria e la sintesi non si raggiunge che per intuizione, lavorando cioè al polo opposto a quello in cui lavora la scienza, cioè al polo spirituale. Essendo attiva dal lato materia, la scienza accumula ma non feconda. Le manca il lampo dello spirito. Certo, è necessario accumulare materiale, ma è necessario, come nel binomio sessuale, che poi intervenga l'altro termine che fecondi quel materiale. Senza di che nessuna cosa può nascere. 
Chi dice che nulla può esser vero se non dimostrato sperimentalmente, non esprime che una metà della verità e ignora l'altra metà che dice che le scoperte che fanno avanzare la scienza sono frutto di ispirazione, frutto spirituale più che sperimentale, di laboratorio.
Come conseguenza delle osservazioni fatte si qui segnaliamo per il bene della scienza il pericolo dell'esasperazione analitica dei nostri tempi, che si limitano ad accumulare esperienze invece che a scoprire rapporti lontani, il pericolo della specializzazione divergente dovuta al predominio di quel metodo analitico. Senza un correttivo che saggiamente ci spinga invece in direzione convergente e conclusiva, questo cammino ci porterà alla polverizzazione della conoscenza.  Abbondano le membra, ma manca il capo. Vi è un enorme cumulo di fatti e manca il senso unitario della coordinazione. 
Così Augusto Comte già scriveva cento anni fa nel suo corpo si Filosofia Positiva, preconizzando l'attuale periodo: "Il periodo è l'età della specialità, per l'universale preponderanza del particolare sullo spirito d'assieme". L'osservazione minuziosa ci ha reso miopi.
G. B. Shaw giunge a dire: "Nessuno può essere un puro specialista senza essere un idiota nel più stretto senso della parola". Il Leonardi nell'introduzione al suo volume, L'unità della natura (1933), soggiunge: "Sarebbe necessaria una classe di scienziati i quali senza abbandonarsi alla cultura specializzata, si occupassero unicamente a determinare lo spirito delle diverse scienze, scoprendone il concatenamento, per riassumere tutti i loro principi comuni". Enrico Poicaré nel suo volume, L'ipotesi e la scienza, afferma che "anche le scienze, comprese le più esatte, hanno bisogno di una certa ispirazione e devono i loro progressi al lavorio delle facoltà subcoscienti". Poi aggiunge: "Essendo i fenomeni in numero pressoché infinito, noi non possiamo esperimentarli tutti". "A meno che non si voglia fare una semplice accumulazione di fatti... poiché l'esperimento non ci dà che un certo numero di punti isolati, bisogna riunirli". Non basta dunque che l'osservazione registri e l'esperienza controlli; senza il lampo dell'intuizione non si avanza. E' giusto che questa debba subire il controllo dell'esperimento, ma esso da solo non sa farci uscire dai viottoli sperimentali e guidarci per le vie maestre della conoscenza. Accanto alle minori singole esperienze sparpagliate per l'infinito mondo fenomenico, è altrettanto necessaria l'esperienza unitaria dell'io, il quale solo può avvicinarsi al pensiero di Dio. Per risalire per le vie dello spirito è necessario un atteggiamento di fede e di preghiera. Le vie del dubbio e del controllo sensorio ci portano verso la materia, alla periferia, sempre più lontano dal centro. I primitivi che avevano il senso della sintesi, là dove noi abbiamo quello dell'analisi, affrontavano diversamente lo stesso enigma che ci travaglia. Mentre noi aggrediamo il mistero come un nemico, armati con tutti i mezzi e tutte le astuzie, per demolirlo, dominarlo e a noi asservirlo, gli antichi lo avvicinavano con parole sacre e solenni che suscitavano nel cuore degli uomini il silenzio e la venerazione. Ma noi oggi non tanto vogliamo contemplare, comprendere e armonizzarci, quanto vogliamo nella natura intervenire, operare, influendo sui ritmi della vita per piegarli al nostro desiderio. Questo sembra piuttosto un assalto alla divinità. Ciò tentano di fare i nostri tempi. E tale esperimentazione si conduce così per tentativi, senza una guida che ne orienti le mosse, nella completa ignoranza delle conseguenze e reazioni che ne possano derivare. Ciò è estremamente pericoloso in un universo così organico e interdipendente, in un campo di forze così sensibili ed equilibrate. Non si disconosce l'importanza del contributo del metodo positivo sperimentale. Ma si afferma la necessità di completarsi con il tributo apportato dal metodo intuitivo. Come la vita anche la scienza è bipolare e, come abbiamo cercata la vita totale e completa, qui cerchiamo la scienza completa delle sue due braccia: ragione-analisi e intuizione-sintesi. L'intuizione non va considerata come un caso eccezionale e trascurabile, ma va elevata a vero sistema di indagine. I risultati dell'obiettivismo che salgono dal basso dovrebbero fondersi con i risultati del subiettivismo che scende dall'alto. Essi dovrebbero dividersi le due fasi del lavoro, l'una consistente nel trovare, l'altra nell'analizzare e dimostrare. Come mai ciò che è così facile da comprendere, così logico e persuasivo, è così difficile da attuare? La ragione è che l'intuizione non può essere praticata che dal tipo biologicamente selezionato, cioè dall'evoluto e di questo vi sono pochi esemplari e questi pochi vengono dalla società, nella lotta per la vita, presto o tardi eliminati."
                                                     

 
 


sabato 19 settembre 2020

TEMPESTA - (parte seconda)

 

T E M P E S T A 


(parte seconda)


Continuiamo a seguire il nostro uomo nelle sue vicende. Eccolo in una catapecchia di campagna, gremita di altri fuggiaschi. La guerra, salendo dal Sud, si avvicinava fumante di colpi, con un rombo sinistro sempre più intenso, mordendo la terra con accanimento feroce. Tutto, come carico di odio, esplodeva a tradimento. Saltavan le case, i ponti, gli acquedotti, le linee elettriche, le officine, le strade, le ferrovie. La terra veramente tremava. Nella notte, sinistri bagliori illuminavano il cielo tetro sopra la città in fiamme. Nell'aria era un continuo rimbombo di esplosioni e crolli paurosi. Per le campagne, ad ogni apparire di apparecchi isolati o a stormi, incominciava un cannoneggiamento antiaereo minuto e vicino sul capo cadeva la sibilante pioggia delle schegge. Qualcuno dei grandi argentei uccelli, meraviglia di tecnica e così belli nel terso azzurro del cielo, come falco scendeva fulmineo, scagliando morte; ovvero giungeva basso di sorpresa, mitragliando. Tutti i flagelli della guerra si succedevano a turno con un crescendo terrificante. Nelle case era scomparsa l'acqua e la luce; mancavano i ponti, i i rifornimenti. In compenso la terra ovunque era minata, pronta ad esplodere sotto il proprio passo. Allora, in questo inferno, gli uomini d'arme incominciarono i saccheggi e le orgie. Ubriachi dell'ultimo vino tolto alle povere mense, rubavano le ultime provviste. La proprietà era praticamente abolita. Bisognava esporsi a nuovi pericoli per proteggere, affrontati con la rivoltella alla mano, i poveri avanzi di tanti anni di privazione. Infine, i cannoneggiamenti. Batterie piazzate vicino, attraevano una pioggia di granate. In ogni momento poteva giungere lo sconquasso improvviso; e giungeva talvolta isolato, talvolta a scariche lunghe, ma sempre ogni colpo distinto in tre tempi, il boato di partenza, il sibilo del tragitto, in attesa dello schianto di arrivo. Si studiava quell'attesa, si meditava, poiché quel sibilo portava con sé la morte. Dove? Essa poteva giungere in ogni momento sul proprio tetto. La morte volteggiava sempre sopra, nell'aria. La si udiva partire, la si attendeva giungere. Talvolta essa solo passava, talvolta colpiva a pochi metri.

Il nostro uomo osservava. Quale forza muoveva questo inferno? Egli sentiva alitarsi in faccia il respiro affaticato e tormentato del male. Quella era certo la voce di Satana. Chi l'ha udita, la conosce. Essa è aspra, traditrice, egoista, omicida, distruttrice. L'esplosivo esprime quella voce, sintetizza quell'anima. E' un'ansia di tutto dilaniare, sfracellare, annientare. Tutto deve esser frantumato, reso sudicio, lacero, distorto, bruciato, tagliente. E' uno stile, lo stile kaput, lo stile odierno, lo stile distruzione, lanciato dalla guerra. E' l'attuale volto dell'Europa. E' lo stile del male. E' una psicologia, una filosofia, un metodo scientifico, una follia aiutata dalla logica, dalla tecnica, dall'intelligenza. E' il distruzionismo, ultima fase del materialismo
E' l'ultimo logico prodotto di quell'ansia affaccendata e affannosa che la civiltà moderna ha scambiato per dinamismo creativo, è il parossismo dell'azione portato al grado di follia, uno squilibrio che la natura non ammette, è il fatale precipitare di un ciclo e il preludio di una fatale inversione di rotta che è in fondo ad ogni discesa. Il male è chiuso nel tempo, quindi ha fretta. Questo è il suo punto debole e lo sa, quindi esso corre. Il colpevole fugge. Egli è esasperato, disordinato, incerto. Il saggio fa le cose con sicurezza e con calma, le fa quindi meglio e con minor fatica. L'errore rappresenta una gran diminuzione di rendimento. Quel correre del mondo non si poteva reggere che per un acceleramento continuo, era una instabilità che doveva e non poteva risolversi che nel distruzionismo. Ciò rivela il male, la cui essenza è negazione. E' una rabbia che vuole che tutto sia rovesciato, spezzato. Tutto deve esplodere, tutto è fatto per ammazzare. E' il regno della bestia. Il suo sistema è la forza. La vittoria è un pretesto, un'illusione; la realtà, la brama vera è il massacro. Ecco dove giunge e come conclude il metodo della forza.

Per questo Cristo insegnò, nel Discorso della montagna: "Udiste che fu detto 'Occhio per occhio e dente per dente'. Ma io vi dico di non contrastare al maligno; bensì chiunque ti schiaffeggia sulla tua guancia destra rivoltagli pure l'altra, e a chi vuole citarti in giudizio per prenderti la tunica, lasciagli pure il mantello...". Il male sa illudere con i suoi miraggi di grandezza per sfogare la sua rabbia e, chi crede nella forza e la usa, diventa un istrumento di lei e si lega alla distruzione fino in fondo, anche alla propria. Egli personifica allora il principio di distruzione. Il bene afferma e crea e, chi ad esso si lega, è trascinato alla costruzione fino in fondo, anche alla propria.
I costruttori oggi non possono che attendere che si sfoghi e si stanchi la tempesta del male. Questo è feroce, egoista, spietato; ma è soprattutto stupido. Si tratta di una forza agitata e frenetica perché squilibrata, di una forza cieca e assurda, il cui sviluppo termina nella follia, nella disperazione, anche propria. Ecco il culmine del metodo della forza. Quanto siamo lontani dalle caratteristiche del bene che è equilibrato, illuminato, calmo, fidente! Nessuno può distruggere queste leggi e impedire che la manifestazione riveli la sostanza.

Così la guerra avanzava come un gigantesco rullo compressore, portando morte e rovina, su donne inoffensive, su malati, su vecchi. E la follia operava la distruzione con esattezza scientifica, con metodo razionale, con fredda e sistematica logica, per ottenere il maggior rendimento in rovina e morte, col minimo lavoro, come nella fabbricazione delle macchine in serie, come nella macellazione industriale del bestiame. Ma tale ridda è un vortice che non si regge che nutrendosi di massa e di velocità, cioè accelerando continuamente la sua macabra furia, allargando sempre più le sue fauci e ingoiando nelle sue spire sempre più vittime. Esso ne è ingordo, le attrae, le afferra e così si ciba e si rafforza. Guai a chi mosse il maelstrom e vi si affidò. Chi ne è preso, non ne esce. In fondo, vi è la disperazione per tutti, vincitori e vinti. Siamo all'ultimo gradino della filosofia nietzschiana. Il suo superuomo ideale getta la maschera e mostra il vero volto di belva. Chi lo concepì morì pazzo. 
Follia, finale naufragio dello spirito, satanico crollo di ribelli alla Legge, fatale conclusione insita nel sistema, la quale attende chiunque lo segua. Ecco i risultati di una scienza utilitaria, amorale, di una sapienza senza saggezza: le invenzioni del genio prostituite all'interesse e avvelenate fino a diventare istrumenti di morte. La prima grande applicazione della conquista dell'aria è stato il massacro dell'Europa. Non sarebbe bene che gli scienziati non comunicassero più i risultati delle loro scoperte ad un simile mondo?

La sera, mentre l'infernale voce di Satana dominava la pianura, nella povera catapecchia di campagna si pregava. E' sublime parlare con Dio, è confortante sentirlo vicino, specie nelle ore terribili. Si pregava con semplicità e fede, nella vecchia cucina del colono, affumicata, bassa, povera. Si pregava affratellati nella stessa miseria, il contadino e l'intellettuale, il povero e il ricco, il rozzo, greve di fatica, e il raffinato, abbattuto e mal vestito. Le grandi idee della vita e della morte, dell'odio e dell'amore, della famiglia e dei figli, del dovere e del sacrificio, erano comprensibili a tutti, formavano quel fondo della vita, istintivo ed essenziale, in cui tutti si ritrovano. La preghiera sapeva parlare al cuore di tutti. Nella sua fede millenaria la razza, già lungamente esperta di sventure, ritrovava la sua forza. La visione delle alte cose del cielo, di un miglior mondo nell'al di là, confortava la miseria presente. Nella preghiera quegli sventurati non si sentivan portati dal dolore verso la brillante e scientifica disperazione del mondo, ma verso la pace del cuore e la fiducia nell'aiuto di Dio. In mezzo a quella fraterna povertà, si sentiva vagare come un dolce splendore, la figura di Cristo che stendeva le mani protettrici su tutti, si chinava su ogni pena per alleviarla e si drizzava potente sulla povera soglia, sfidando la tempesta.
Così passava il tempo tra forzosi ozi meditabondi, pericoli e disagi, terrori e speranze. All'ultimo alle minacce precedenti se ne aggiunse una nuova: la caccia all'uomo. Militari armati penetravano nelle case e con la forza requisivano l'ultima merce rimasta: l'uomo. Una sera essi giunsero di sorpresa nella detta catapecchia di campagna. Molti già all'erta si nascosero o fuggirono, secondo i casi. Alcuni furono presi. Il nostro uomo era a letto, stanco e non fuggì, non si nascose. Non aveva più forza di difendersi. Egli aveva speso tutte le sue energie per fare il suo dovere, cioè proteggere, provvedere, prevedere, incoraggiare. Non gli rimaneva più forza per pensare a se stesso. Quella era dunque l'ora della Provvidenza, ultimo suo aiuto. Poi, egli provava una invincibile ripugnanza a darsi da fare per difendersi sol per sé, una ripugnanza a diffidare di Dio per affidarsi a se stesso e ai metodi di difesa umani. Egli non poteva ora mutare il suo sistema che era quello del dovere per sé, dell'aiuto per gli altri e della fede nella Provvidenza. La sua difesa non era del tipo comune, cioè improvvisata all'ultima ora e limitata alla superficie. Egli rifuggiva dalla forza come dall'astuzia. Preferiva la difesa preparata da lungo tempo nella ricerca di quella invulnerabilità che deriva dallo stato di non colpevolezza morale di fronte a Dio, stato in cui egli aveva cercato di porsi da tempo. Nella stessa comune lotta difensiva, egli adoperava qui le forze di un diverso più alto piano evolutivo, per sottoporle ancora una volta all'esperimento, ma fiducioso in esse per averle viste più volte funzionare. Egli sentiva che spetta a Dio di difendere chi, per aver tutto dato per fare il proprio dovere, non ha più mezzi e forze per provvedere a se stesso. E così, egli volle anche in questo frangente essere coerente con i propri principi che mai lo avevano tradito. Volle così aderire al suo metodo che era di restare prima, con onestà e coscienza, tranquillo al proprio posto di combattimento e di dovere, fino all'ultimo, e poi, nulla più rimanendo per sé, disinteressarsi della propria persona, abbandonandosi nelle mani di Dio con la più completa fiducia. Egli sentiva il profondo funzionamento delle leggi della vita e che queste non potevano mentire e tradirlo, sentiva di essere parte nella immensa organicità del tutto e che la mente direttrice non poteva permettere la dispersione di quella per quanto minima parte come di nessuna altra, sentiva la fondamentale indistruttibilità del proprio essere. Posizione certo strana e e inusitata. Ma è un fatto che le forze della vita la avvertivano perché adeguatamente rispondevano a questa sua particolare posizione. Egli vedeva allora la Provvidenza prender corpo nella realtà e manifestarglisi nel sensibile fino a diventare un aiuto concreto, vedeva che Dio gli si avvicinava e che la giustizia della sua Legge lo salvava. La sua non era una esperimentazione dubbiosa, diffidente, analitica, ma una esperimentazione fidente e inebriante, dalla cui gioia non sapeva ritirarsi. Così, con perfetta calma di animo e completa limpidità di visione, egli attese il pericolo.

Osserviamo lo scontro tra le due forze contrarie. Si tratta di due principî diversi, di due metodi di lotta, di due mondi opposti. Spirito e materia, bene e male sono di fronte e si sfidano, ognuno con le proprie armi. Chi vincerà? L'uomo solo, inerme, ma giusto e quindi aiutato da Dio; o il militare armato, sostenuto dal numero, ma assistito solo da un umano organismo difensivo? Abbiamo visto le stesse posizioni e concetti, qui osservati nel loro aspetto individualista, nella "Visione" (aspetto collettivo) riportata in questo volume [...] e nell'incontro tra Cristo e Pilato nel precedente capitolo. Anche nel "Quo vadis" del Sienkievicz, vediamo S. Pietro e Nerone un attimo guardarsi l'uno di fronte all'altro. Nei "Miserabili" di Victor Hugo, mons. Myriel rimane calmo dinnanzi alla minaccia di Jean Valjean, lasciando che solo la sua innocenza lo difenda e, nella notte del furto, lo vediamo restare illeso, invulnerabile, tra le mani dell'assassino che resta impotente a colpirlo. La verità di questa legge del merito e la potenza di questa forza di giustizia e innocenza, è stata dunque sentita, anche se non dimostrata, da altri.

Il nostro uomo che era a letto, si vestì ed attese. Fu avvertito a precipizio: "fuggite o vi prendono". Egli si sedette calmo, ascoltando i passi dei militari che perquisivano la casa. Li udì avvicinarsi. Un ufficiale spalancò l'uscio della sua camera e, puntandogli la rivoltella contro, gli si fece sopra in mezzo alla stanza "Voi venire con noi", gli disse. Egli si alzò e tranquillo rispose: "Non posso, sono stanco, cadrei dopo pochi chilometri, non ho più forza fisica. Da anni si soffre. Non posso affrontare nuove fatiche, nuovi disagi. Vi dico la verità. Se non credete ammazzatemi qui. Sono pronto". Il militare che aveva parlato lo guardò col suo sguardo metallico e soggiunse: "Voi venire con noi, subito, ovvero io sparare". Il nostro uomo ripetette: "Uccidetemi. Sono pronto. Sono stato sempre pronto. Un minuto solo per parlare con Dio. Andate fino in fondo con la vostra distruzione. Siete carico di armi e potete farlo impunemente. Chi può fermarvi? Solo il danno vostro, ma non lo vedete. Le mie armi sono diverse. Voi non lo capite. Chi vi ferma dunque?".
Allora egli andò calmo verso uno spazio di parete libera, vi poggiò le spalle, spalancò le braccia a croce, chiuse gli occhi al mondo esterno, li riaprì dall'altro lato della vita ed attese, così pregando: "Signore, nelle Tue mani affido lo spirito mio. Non permettere che quest'uomo si macchi di un omicidio, perché è legge che poi esso lo debba pagare con la 'sua' morte. Forze cosmiche del bene accorrete contro le forze del male che qui ora avvolgono questo povero cieco per legarlo ad un suo nuovo dolore, per innestare questo nel suo destino, perché egli ne sia poi perseguitato senza pace finché la reazione del delitto non si sarà sfogata su di lui con la sua stessa morte violenta. Signore, ecco la mia vita perché il bene e non il male trionfi". allora egli, come supremo gesto conclusivo si fece il segno della croce, cioè il segno del dolore, il segno dell'amore, le due più grandi forze che sono alle radici della vita; il segno del Signore, simbolo e sintesi della genesi e della creazione soprattutto nello spirito. Poi pensò: "Ora vieni, cara sorella morte, con gioia ti accetto dalle mani di Dio, giacché tu mi liberi da questo inferno".
Non udendo più nulla, egli aprì gli occhi. Il suo sguardo si incontrò con quello dell'ufficiale che lo fissava: lo sguardo metallico e lo sguardo ardente si affrontarono. Il primo cercava di capire, ma non poteva. Vi era un abisso tra i due. Egli sentiva attrazione e repulsione, un fascino e una rabbia, un desiderio assoluto di uccidere il ribelle come aveva minacciato e una impossibilità di farlo perché una invisibile potenza glielo impediva. Ed era rimasto lì perplesso di questa inusitata sosta, per decifrarne il senso, per comprendere che cosa lo paralizzasse, che cosa mai si frapponesse tra lui e quell'uomo, tale da impedirgli il passo. Perché quella sua inerzia? L'uomo di azione e di scienza abituato a rendersi conto dei fatti, voleva sapere il perché e la ragione e scrutava, con l'occhio spiando quell'altro uomo enigmatico che così calmo attendeva la morte. L'uomo di fede guardava l'ufficiale che non capiva e gli leggeva nell'animo.
Erano di fronte gli esemplari di due civiltà diverse. L'ufficiale era il prodotto di una pseudo-civiltà scientifico-meccanica, giunta alle ultime sue conseguenze, una civiltà ricca, armata, astuta e potente, eppure pronta a crollare. Dall'altro lato era il rappresentante di una civiltà nuova, finora appena embrionale, l'unica nuova vera civiltà possibile, un solitario, povero, senza armi, sincero, giusto. L'ufficiale non sapeva con i suoi occhi fisici vedere al di là della materia e penetrare il segreto, che pur lo turbava, di quello strano uomo che egli con le sue armi non sapeva uccidere. Questo rappresentava un principio diverso e più alto e potente: lo spirito. E il militare si domandava il perché di questa invincibile resistenza che gli veniva, senza che egli riuscisse a capire, dall'imponderabile, il meccanismo di questa energia sconcertante che così lo legava. Il nostro uomo richiuse gli occhi, attendendo lo sconquasso del colpo: la morte. Silenzio. Quando li riaprì l'ufficiale era scomparso.
L'uomo attese, ma nessuno si curò di lui. La morte lo aveva sfiorato e non lo aveva voluto. Dio gli era passato vicino. Egli si gettò sul suo giaciglio e si addormentò come ogni sera tranquillo, ringraziando, ubbidiente, il Padre che è nei cieli, che aveva voluto che la fatica della sua vita continuasse.







Pietro Ubaldi, op. cit., 
pp. 202-207.

TEMPESTA - (parte prima)


    T E M P E S T A


(parte prima)

Era l'alba, una splendente alba di giugno. Per un sentiero che saliva lungo un torrente ingolfandosi tra i monti, un uomo fuggiva: egli fuggiva l'uomo, la città, la civiltà distruttrice. Era carico, fino all'estremo suo sforzo di povero sessantenne, dell'indispensabile, raccolto a furia di lasciare la casa. Lo seguiva la moglie pur carica e la figlia con in collo la sua bambina lattante. Nell'incanto della pura alba estiva, la fuga era triste, piena di terrore. Lo strappo dal nido era stato violento. Sulle case vicine in città aerei avevano lanciato bombe, seminando morte e rovina. Boati terribili e squassamento di terremoto, stritolamento di vetri e pioggia di pietre; poi un fumo scuro e denso, a lungo. La fine per schiacciamento, l'infuocato soffio della morte, vicino; il terrore. Così essi fuggivano, senza sapere, per un istinto di animale inseguito, fuggivano quei colpi tremendi che potevano cadere sul loro capo. Né vi erano rifugi. Fuggivano disperatamente in un parossismo di sforzo nervoso. Tutto intorno, per la campagna, in tutte le creature, per le erbe, per l'acqua, per l'aria, splendeva immutabile l'eterno sorriso di Dio.
Esaurita la reazione alla prima scossa, allontanato un poco il pericolo imminente, l'uomo che fuggiva sentì ridestarsi in sé ancor più potente il suo io interiore e riprese a osservare e pensare. Come era dolce, intatta nelle cose la bellezza dell'ordine divino! Solo l'uomo ribelle tentava imporre distruzione. Perché la guerra? Perché questi tragici momenti? Che voleva la logica del destino così di sorpresa? Era egli stato forse colto di sprovvista, impreparato? Può il cammino della vita offrire delle svolte così improvvise e imprevedibili che la ragione ne resti allibita e ne sia scosso tutto il nostro orientamento? No. Il saggio deve conoscere tutti i possibili colpi, deve aver raggiunta una filosofia completa che contempli tutte le possibilità della vita, deve aver trovata una verità universale ed esauriente, che gli dia la ragione di ogni fatto e lo orienti di fronte ad ogni problema. Egli voleva e doveva capire, aveva delle risposte che ben sapeva di non poter ottenere che da se stesso. Vi sono i responsabili, chi sono e dove trovarli in quell'oceano di forze e di uomini che è la società? Possono i dirigenti imporre dolore a popoli interi, ovvero essi non comandano che in apparenza e, in realtà, ubbidiscono con tutti i loro sudditi a leggi e forze, di cui essi non sono che l'esponente? Le cause sono allora diverse da quelle visibili e un'altra è la gerarchia dei responsabili, ed ognuno è colpito per altre ragioni interne che non sono quelle che appaiono all'esterno e i potenti sono strumento di altra intelligenza ed esecutori di piani diversi dai loro e i veri responsabili (chi sa chi sono) possono essere raggiunti solo dalla giustizia di Dio. Egli solo sa pesare e noi non sappiamo; Egli solo conosce la trama segreta della vita di ognuno, la quale noi non conosciamo. Egli solo ha il potere di raggiungere e colpire che noi non abbiamo. La logica dello spirito ci fa cercare una giustizia perfetta, ma in terra non vi è, e dove trovarla?  Fino a qual punto, caso per caso, l'uomo è libero e fino a qual punto giunge la potenza e l'estensione della fatalità nel destino? Quale è il limite tra le due zone e l'equilibrio tra le due forze? Sono le grandi masse responsabili come masse, indipendentemente dai capi, per primo di fronte alla Legge, sono esse inesorabilmente travolte dal determinismo storico?

Quell'uomo pensava. I problemi che per gli altri erano lontani, erano per lui molto vicini. Egli si trovava nel turbine, attorno a lui rotava il maelstrom del mondo e il vortice tentava di afferrare anche lui per trascinarlo nelle sue spire, fino in fondo. Egli doveva difendersi. Ma per difendersi bisognava capire. Il tipo normale non si sarebbe affaticato al di là di una difesa di superficie, contentandosi di un difesa-tentativo. Egli esigeva da se stesso una difesa a fondo, la sicurissima, posta al di là della consueta illusione. Sotto la tensione nervosa e lo sforzo fisico, nel pieno della reazione alla scossa subita, il suo spirito colpito mandava scintille e il suo cervello registrava a lampi. Come la sua vita, così ogni sua reazione era prevalentemente psichica, cioè dal lato del suo maggiore sviluppo. Restringendo il problema ai suoi elementi più personali ed urgenti egli cercava di sapere che cosa sarebbe avvenuto di lui. Per saperlo interrogava la sua coscienza, si domandava se egli era colpevole e se doveva quindi pagare. A lui che conosceva il funzionamento delle forze della vita, sembrava più utile scrutare quella logica interiore dei fatti, che la loro apparenza esteriore. Afferrare gli eventi alla radice, nelle cause, era il suo metodo. Che cosa volevano le forze del destino in questo frangente? Questo era il problema, altro non poteva essere in un universo che non ba a caso, ma è retto da una Legge giusta, logica e intelligente. Lo minacciava forse la reazione di quella Legge, a spinte da lui col suo agire lanciate nel passato? Lì era la vera minaccia, non nella materialità della guerra. Quelle forze, da lui stesso un giorno innestate nel suo destino, lo incolpavano ora, si rizzavano forse, minacciose, nel suo cammino per chiedergli conto del suo operato? Ovvero egli era innocente e quanto gli accadeva attorno non era che un puro incidente di superficie, che non lo riguardava? Se nel suo capo non pendeva nessuna sanzione dalla parte di Dio, che cosa poteva egli temere dall'uomo?
Frugando nella sua coscienza, cercava quale forza dal passato cercasse ora ritornare e di quale natura e potenza essa fosse; cercava quale spinta tentasse ora di realizzarsi nella sua manifestazione esteriore, sfogandovi il suo impulso, completando da causa ad effetto la sua oscillazione. Ma non vi era tempo da indugiarsi in analisi. Nei momenti decisivi e terribili crolla l'edificio degli accorgimenti umani, la ragione si imbroglia e la verità appare in sintesi, nuda alla coscienza e squilla chiara in un attimo la voce del Dio. Ad un tratto egli si arrestò, in un lampo il suo spirito intuì ed egli udì una voce interiore che gli diceva: "Fuggi, ma ovunque tu vada, sarai salvo". 

Il triste gruppo, ormai abbastanza lontano dalla città e dal pericolo, rallentò il passo, in silenzio. L'uomo che era avanti, sentiva senza voltarsi il dolore e lo sgomento dei due esseri cari che lo seguivano. Gli parve allora di portar sulle spalle il peso di una croce immensa, il peso del dolore del mondo e di cadervi sotto schiacciato. Un impulso irresistibile lo spingeva a gridare in spirito all'universo: "Sono innocente". Poi si sorprese a pensare: "Strano questo colloquio con Dio, proprio in questo momento e condizioni!". Poi avvertì di essere stanco e sentì che le forze gli mancavano. Allora pensò: "Chi difende la vita? Chi mi difende? Chi è al mio fianco ora, nel momento del pericolo? Forse lo Stato?" Egli ricordò le belle teorie insegnategli a scuola, lette e credute e sorrise amaramente. Dove era lo Stato, l'ente gigantesco dei tempi presenti, onnipossente, che tutto chiede e tutto riceve e tutto dovrebbe dare? Assente. Lo Stato aveva ora da pensare a se stesso e abbandonava il singolo al suo destino. Le costruzioni sociali dell'uomo si erano sgretolate, ma non si sgretolavano le costruzioni divine della vita. Questa, nelle sue riserve inesauribili, nella sua elasticità di adattamento, nelle millenarie esperienze della razza, sa ben essere preparata a tutto, specie nei popoli che hanno molto vissuto e sofferto, poiché non si vive senza imparare e non si soffre mai inutilmente. La vita sa continuare anche senza lo Stato. Allora le acquisizioni recenti vaporizzano e restano solo le secolari acquisizioni profonde. Solo l'uomo può fallire, non la vita. Quando l'uomo sbaglia, la Legge lo riporta con una provvidenziale lezione di dolore sulla retta via dell'ordine e così la vita si riprende e continua. La sorveglia e protegge continuamente la divina Provvidenza che è una reale protezione biologica, una difesa automatica e una potenza risanatrice, è un'intima previdenza data dalla saggezza del sistema. Se ora lo Stato, provvidenza umana crollava, la provvidenza di Dio restava.
Avrebbe forse la ricchezza, potenza del mondo, difeso quell'uomo? Ma egli avrebbe potuto offrire milioni. Nell'ora del pericolo nessuno lo avrebbe aiutato. Proprio nel momento del bisogno il danaro diventava inutile. Se egli fosse stato un potente, circondato di servi e dipendenti, essi sarebbero stati ora i suoi primi nemici, occupati sol di salvare se stessi. Nel momento decisivo la ricchezza e la potenza, se egli ne avesse avuto, lo avrebbero tradito. Ma egli non era caduto nell'ingenuità di credervi. Victor Hugo, nei primi capitoli dei suoi "Miserabili", a proposito di Napoleone decadente, parla di marescialli traditori, di un senato che lo insultava dopo averlo divinizzato e vergognosamente sputava sull'idolo di una volta. ed era Napoleone. Ma la Legge è una, per grandi e piccoli, in ogni tempo.
Chi tendeva dunque la mano a quell'uomo, ora nella sventura, chi lo seguiva nella sua fuga per gravarsi del suo stesso peso? Forse gli amici, gli ammiratori, gli esaltatori dei tempi sicuri? No, nessuno. Le profumate nuvole d'incenso, come fumo inconsistenti, erano svanite nell'aria. Vanità umane. Egli era solo. Ora, nel momento della prova, egli apprezzava l'immenso vantaggio di non aver creduto alla gloria, come non aveva creduto al potere e alla ricchezza, l'immenso vantaggio di essere allenato a soffrire e a rinunciare, di essere moralmente preparato. Nella sua vita non vi era stato che lavoro, dovere, dolore. Questa la sua bandiera, la sua sfida, la sua forza, la sua vittoria. Egli si era attaccato a valori incrollabili, si era reso indipendente dai colpi del mondo. La sua povertà era la sua ricchezza, la sua nullità era la sua grandezza, la sua innocenza era la sua potenza e salvezza. Solo la vita seria e dura e le severe fatiche della via dell'ascesa non avevano mentito e non lo avevan tradito. Come si trovavano invece ora quanti epicurei e materialisti, avevano riso di lui come di un pazzo? Il loro attaccamento alle cose materiali era ora la causa del loro maggiore dolore. Nell'ora della distruzione egli si trovava invece già attaccato all'indistruttibile. La sua filosofia, e non la loro, resisteva ora nel momento della prova. Che triste spettacolo di avidità, di ferocia, di follia, di disperazione, gli presentava quel mondo che aveva creduto solo nei valori terreni! No. Il cataclisma non coglieva lui, come tanti, alla sprovvista. Al di là di tutti i sogni di grandezza e di vittoria, egli, come aveva già visto che la realtà della vita è dolore, ora vedeva che la realtà della guerra è dolore. E vedeva che un mondo il più demoralizzato e moralmente impreparato al dolore, si trovava ora di fronte ad una tale valanga di sofferenze, quale l'umanità, forse non aveva mai conosciuto. Ora finalmente egli poteva toccare con mano, convalidata e non più smentita dai fatti, quanto fosse profonda la sapienza del superamento, nel disprezzo delle cose umane. Ora egli godeva di un grande vantaggio sui suoi simili, quello di aver capita la vita, di non essere caduto nell'inganno dei suoi miraggi ora in disfacimento, di non aver costruito sulla sabbia, di non aver impiegata la sua fatica e investiti i suoi capitali spirituali in cose effimere. A quanti illusi, egli pensava, cadrà ora la benda dagli occhi nell'assistere al crollo di tutte le proprie costruzioni! Egli aveva dovuto compiere un gran lavoro di concentrazione e macerazione per poter raggiungere un mondo superiore, e ciò da solo, abbandonato e deriso. Il duro cammino della sua maturazione evolutiva era cosparso di lacrime e di sangue. Ma ora quell'uomo, giudicato un imbecille, perché non amico del disonesto arriismo che porta al rapido successo, si trovava nella rara posizione di aver raggiunto un mondo superiore e di potervi trovare scampo, quella salvezza ad altri negata, e di potervi mettere in salvo, intangibili lassù ove la guerra non arriva, i suoi tesori.

Egli da tempo aveva imparato a non credere più nel mondo e a saper essere solo. Ma se tale sembrava, solo non era ed egli lo sapeva. Non si può esser soli nel nostro universo. Mai. L'ignoranza dell'ateo, la potenza negatrice del male, la ribellione di Satana all'ordine che tutto regge, non possono distruggere Dio che continua ad esistere ed operare al di là delle loro negazioni e al di sopra dei loro assalti. Accanto a quell'uomo era Dio. Certo si tratta di un imponderabile che sfugge ai sensi grossolani dell'involuto, ma che non è meno reale per questo. Accanto, attorno a quell'uomo turbinava solenne e immenso il ritmo delle leggi della vita, intelligenti, potenti, attive. Quell'uomo solitario era immerso in questa divina atmosfera, quell'uomo apparentemente abbandonato, era vicino a Dio, meno solitario e meno abbandonato di tanti grandi, acclamati idoli delle folle. L'imponderabile non gli volgeva le spalle come fa a questi talvolta, ma gli apriva le braccia. Accanto a quell'uomo era il suo passato, erano le sue opere, poiché le nostre opere ci seguono. Poiché la sostanza della Legge di Dio è la prima giustizia che forza, e non prima forza che giustizia, come avviene nell'inferiore mondo umano. Nell'ora del destino in cui crollava l'impalcatura sociale e i suoi valori si rovesciavano, la sua nullità umana che egli aveva tanto amato, era ora la sua difesa. In primo luogo perché una nullità sfugge meglio alle tempeste, non offrendo superficie di resistenza, poi perché essa è, come ogni povertà, un principio di innocenza, un credito di fronte alla legge di equilibrio, un diritto di fronte alla divina giustizia. Egli, prima che l'astuzia o i mezzi materiali o l'aiuto umano, aveva cercato in sé, a sua difesa, la propria innocenza. A preferenza di tutti gli accorgimenti umani, questo gli era sembrato il più potente. Egli aveva cercato la forza in Dio e la risposta nella coscienza. E la propria innocenza, in silenzio, egli aveva gridata all'universo. Grido di anima, tragico e profondo, che non può mentire. E l'universo, retto da Dio, cioè da giustizia, non aveva potuto non rispondere, perché non rispondere sarebbe stato negare se stesso. Egli aveva invocato l'aiuto delle forze attive nel suo piano spirituale, generalmente, nel piano materiale terreno, paralizzate e rese assenti dalla male usata libertà umana. Allora egli si sentì fortificato, alzò lo sguardo e con occhio tranquillo affrontò l'avvenire. Egli era al posto del suo dovere. Ciò bastava. Questa constatazione infuse un senso di pace alla sua coscienza e lo colmò  interiormente di nuova energia. L'orizzonte tetro tornò limpido ed egli vide chiaramente. La guerra, bufera umana, non lo riguardava. Quel dolore faceva parte del destino di tanti altri, non del suo. Quelle armi non lo potevano uccidere. Egli comprese allora il senso delle parole della voce: "Fuggi, ma ovunque tu vada, sarai salvo". La Legge di Dio vuole che le nostre pene non possano essere figlie che delle nostre colpe e non del malvolere o prepotenza altrui, e che il nostro destino non possa essere fatto che da noi e solo da noi. La grandezza e giustizia di questa legge colpì quell'uomo in quel tragico momento con una evidenza così viva, che il suo terrore si mutò in fiducia e in preghiera e in mezzo alla dura prova egli cadde in ginocchio per ringraziare il Padre che è nei cieli, che tanto è pronto ad amarci e provvederci, appena la nostra libera volontà glielo permetta.

Abbiamo osservato in un momento critico, ponendoci di fronte la più realistica realtà della vita, il rovesciamento evangelico dei valori della terra nei valori del cielo e siamo giunti al risultato pratico, addirittura utilitario, i una invulnerabilità e salvezza nel superamento del dolore. Tale modo di procedere può apparire incomprensibile al normale tipo umano di oggi che, essendo spesso spiritualmente involuto, mette in moto altre leggi ed altre forze, non sapendo raggiungere quello che qui vediamo in azione. E' necessaria poi una condizione: l'innocenza, perché solo questa permette la limpida visione perché solo chi la possiede può invocarla dinanzi a Dio. Non si tratta di una innocenza universale e assoluta, che nessun uomo può, in quanto è in terra, possedere. Se l'avesse raggiunta, sarebbe ben lontano da tale luogo di pena. Ma si tratta di una innocenza particolare, relativa a date colpe e rispettive prove. Più che tali, le innocenze umane non possono essere, per quanto siamo più o meno estese. Chi è innocente di fronte ad un fatto, chi di fronte ad un altro e similmente per la colpa. Per questo i destini sono così differenti e ognuno di essi batte inesorabilmente il suo chiodo. Il destino di quell'uomo non conteneva reazioni di violenza e di sangue, egli era quindi immune da quel lato in cui altri erano invece vulnerabili; era quindi esente da prove che gli altri dovevano subire. Egli era invece esposto a prove spirituali di lenta macerazione e smaterializzazione, che gli altri non potevano nemmeno immaginare, a lunghissime agonie, alla violenza delle tempeste psichiche, all'urto con le forze dell'imponderabile che i più non conoscono affatto. Egli, conscio del suo destino, del suo passato e futuro, comprese che la guerra non lo riguardava e che nessun uomo o proiettile poteva colpirlo, se non là dove le leggi della vita, applicate al suo caso particolare, potevano permettere.
In genere nella difesa della vita e nella lotta per vincere, l'intelligenza umana non va oltre le cause ed eventi prossimi. In genere le verità umane sono relative al tempo e al luogo, sono verità di interesse e di parte. Si tratta di verità particolari al singolo o al gruppo e che quindi mutano e passano. Noi qui cerchiamo la verità vera, che non può essere relativa e partigiana, ma che è universale, comprende tutti, è al di sopra del caso individuale e dell'interesse di parte. Oltre la verità di superficie, noi cerchiamo la verità profonda che non è una opinione, che è oltre il tempo e il luogo, e resta, che comprende tutti e vale per tutti, forti e deboli, grandi ed umili, vincitori e vinti, poiché nei meravigliosi equilibri della Legge di Dio e nel funzionamento organico dell'universo, ogni essere ha il suo posto e ragione di esistere. Per chi ha compresa questa verità, cambia completamente la concezione delle cose. Chi ha compreso che la forza umana non può fermare l'azione delle forze cosmiche se non momentaneamente e a proprio rischio e danno, non dice più: "Guai ai deboli e ai vinti", ma dice: "Guai ai colpevoli, anche se vincitori". Quel che conta a lungo andare, è la posizione morale più della materiale. Per non dover pagare, conta l'innocenza e non la forza, che potrà al massimo dilazionare, ma mai sopprimere la reazione punitiva della legge di giustizia. L'avvenire, per legge di evoluzione, va verso il regno di Dio ed esso appartiene ai giusti. La potenza militare, la superiorità tecnica, l'oro e l'astuzia, non possono distruggere la Legge di Dio che è dentro le cose. Chi crede che con un grande esercito, grandi mezzi e organizzazione, e con una ferrea tenacia, la forza basti per vincere, non ha capito che, nel funzionamento delle leggi della vita, appunto tale base di forza, di sopraffazione violenta come nella guerra, forma il punto debole del sistema che, appunto in tale sua natura, contiene il germe dell'autodistruzione. Allora il colosso dai piedi di creta crolla, chiunque esso sia; il fatto si verifica per chiunque si trovi ad applicare queste leggi, per chiunque si ponga in tali condizioni. Con ciò non si espone una opinione, ma semplicemente si constatano alcune leggi della vita. L'enunciato evangelico: "Chi usa la spada, perirà di spada", esprime una razionale ed inviolabile legge biologica. Qui non si è fatto altro che estendere a più vasto campo, sempre di fronte alla guerra, il suesposto principio dell'innocenza. Di fronte allo scompigliato agitarsi dell'attività umana, è la saggezza di queste intime leggi, poste alle radici degli eventi, che regge le cose, per cui a lungo andare la più grande forza, quella che all'ultimo vince, è la giustizia. Le eccezioni sono deviazioni momentanee, minori concessioni alla libertà umana che, per imparare, pur deve esperimentare nell'errore ma che vengono presto o tardi rettificate e riconquistate per le dure vie del dolore. Perché l'uomo impari, la Legge si lascia per un momento frodare, ma poi tutto si riprende dagli illusi debitori, essendo essa la sola padrona della vita. Si spiegano così le oscillazioni della storia. Abbiamo con ciò nel presente capitolo portato i concetti, in principio svolti nello studio della legge del merito, a nuovi ampliamenti ed applicazioni. 



Pietro Ubaldi, La nuova civiltà del terzo millennio. Verso la Nuova era dello Spirito, ed. Mediterranee, Roma, 1988, pp. 196 - 202.
 



martedì 15 settembre 2020

DOVE E' ANDATA A FINIRE NESARA???

 


DOVE E' ANDATA A FINIRE




???





Qualche tempo fa avevo pubblicato un post su questo argomento, tratto da il sito "La nuova umanità". Sembrava che il programma rivoluzionario, così a lungo atteso, già boicottato con la distruzione del NWO di New York, l'11 settembre 2001, sarebbe stato esposto al mondo in occasione del 14 luglio scorso, data simbolo per la storia degli Stati Uniti. E invece? 
Ecco cosa ci viene spiegato nella traduzione del testo seguente, da una canalizzazione tratta su questo tema. 
Ci tengo sempre a ricordare quanto discernimento dobbiamo avere di fronte a certe fonti attraverso le informazioni che possiamo trovare in internet o, ancor meglio, attraverso la lettura di libri che trattino più approfonditamente determinati argomenti. 
Ho deciso in ogni modo qui di pubblicare questa 'news' sull'argomento NESARA, perché mi pareva fosse rimasto in sospeso. 
Non resta che augurarci che davvero questo programma faccia parte, sul piano di terra, della manifestazione del progetto divino per la nostra evoluzione, ricordando sempre a noi stessi che il pezzo più importante lo dobbiamo fare da soli, un passo dopo l'altro, verso una sempre maggiore consapevolezza interiore. 

Dinaweh



(traduzione Ben Boux  www.lanuovaumanita.net)


Il National Economic Security And Reformation Act (NESARA) è il programma di prosperità globale sul punto di essere annunciato e attivato. 
Questo programma è sostenuto da metalli preziosi ben disponibili di un quattuordecillion dollari (40 zeri). Questo denaro sarà utilizzato per acquistare tutte le società ed i cartelli bancari. 
NESARA servirà anche ad azzerare (annullare definitivamente) tutti i debiti personali, aziendali e nazionali di tutto il mondo. 
Le risorse di NESARA era stato originariamente previsto che fossero rilasciate nel 2000, ma la Casa Bianca di Bush, e dei suoi cospiratori bancari, hanno impedito l'erogazione attraverso un controllo societario pan-globale di tutti i media di diffusione di massa, e quasi tutta la conoscenza dell'esistenza di NESARA fu soppressa. 
Tuttavia, quando il programma globale di prosperità NESARA sarà apertamente e pubblicamente annunciato, forse in questo Anno di Giubileo d'Oro (settembre 2015-settembre 2016), la civiltà umana sarà modificata permanentemente in ogni modo correlato. 
L'intero 8 miliardi di popolazione umana potranno beneficiare di NESARA. E la Terra sarà finalmente libera di sperimentare se stessa come il pianeta dell'abbondanza che è stato creato per essere. 
Pochi capiscono che vi è più che abbastanza oro per sostenere tutta la moneta umana in circolazione. Questo significa che ogni singolo essere umano potrebbe diventare un multi-milionario senza debiti di alcun tipo, se appena gli siano date le risorse. NESARA è per condividere le risorse dell'oro conservato dall'umanità per l'umanità, con l'umanità per l'umanità, in tutto il pianeta ed in modo equo. 
NESARA è per inserire sistemi bancari ed operatori benevoli in tutto il mondo, per dare posto a tale uguaglianza-coerente monetaria. 
Nessun individuo sulla Terra sarà al di là della portata del programma di ridistribuzione della ricchezza di NESARA. E nessun individuo o organizzazione ovunque sulla Terra saranno in grado di fermare NESARA una volta che inizia. 
Il solo volume di denaro di NESARA è in grado di annullare tutte le carte di credito, i mutui e gli altri debiti bancari a causa di operazioni bancarie illegali e della corruzione del governo in tutto il mondo. 
Anche l'imposta sul reddito sarà abolita, in quanto NESARA renderà la tassazione personale monetariamente inutile. 
Una nuova tassa forfettaria del 14% sui nuovi prodotti non essenziali fornirà il flusso di entrate per il sostegno a tutti i governi Nazionali dopo NESARA. 
Ci sarà un aumento di benefici per i cittadini anziani e per i bambini dopo NESARA. Negli Stati Uniti, ci sarà un ritorno alla legge costituzionale a tutti i livelli del sistema giuridico. 
Il presidente degli Stati Uniti e il Vice Presidente saranno rimossi dalla carica con effetto immediato, e prima della fine del loro presente mandato, sotto NESARA. 
Così sarà per tutti i membri del Congresso con i loro controllori della cabala. Tutti saranno sostituiti con il costituzionalmente accettabile Presidente NESARA e Vice Presidente designati, forse anche con persone come il generale Joseph Dunford o il generale Carter Ham. 
In cambio dell'amnistia, a Donald Trump è temporaneamente ammessa la temporanea  esposizione delle macchinazioni della cabala, specialmente della Fondazione Clinton e dell'Amministrazione Obama, essendo una cosa sola. (Nt. Non Obama stesso) 
Ci saranno nuove elezioni presidenziali e del Congresso entro 120 giorni dalla pubblicazione di NESARA. 
Queste elezioni saranno monitorate attentamente per prevenire le frodi elettorali e altre attività illegali da parte di gruppi di interesse speciale o di sindacati segreti. 
Una nuova moneta USA del Tesoro verrà avanti, sostenuta da oro, argento ed altri metalli preziosi. Un nuovo Tesoro USA del sistema bancario sarà inoltre avviato in allineamento con la legge costituzionale. Il sistema della Federal Reserve sarà abolito dopo un anno di transizione. La privacy finanziaria personale, medica e Internet saranno anche ripristinate. Tutti i giudici e gli avvocati saranno riqualificati nel diritto costituzionale o saranno licenziati. Tutte le azioni militari aggressive del governo degli Stati Uniti in tutto il mondo cesseranno e sarà stabilita la pace globale. 
I reclami dei contadini saranno pagati prima, con stanziamenti che includono il perdono del debito immediato di $ 300.000 (compresi mutui, carte di credito e prestiti) per ogni famiglia di contadini. 
Riforme simili si svolgeranno in tutti i paesi in tutto il mondo come parte del GESARA (Global Economic Security and Reformation Act). 
Enormi somme di denaro saranno messe a disposizione per progetti umanitari e per la creazione di occupazione. 
Ogni cittadino americano di età superiore ai 21 anni riceverà $ 100.000 al mese per 12 anni. 
Le tecnologie soppresse, come dispositivi a energia libera, apparecchiature di pulizia dell'inquinamento e macchine di guarigione sonore, saranno rilasciate per l'uso gratuito a tutti.
E mentre il termine preciso "NESARA" potrebbe non essere utilizzato inizialmente per descrivere pubblicamente il pacchetto globale di prosperità, umanitario, di infrastrutture e di rifinanziamento delle monete che è diventato necessario, il termine diventerà, in ultima analisi, luogo comune nel tempo. 
Con oltre un decennio e mezzo dopo aver superato il 2000, e con il corrotto deterioramento della maggior parte degli aspetti della vita nel mondo occidentale, che hanno raggiunto visibilmente un tale degrado, agli aspetti "NESARA" delle riforme necessarie dovranno essere aggiunte una serie di altre iniziative di salvataggio finanziario e organizzativo, le quali in Asia e nei BRICS hanno ormai assunto un ruolo guida. 
Inoltre, alcune storiche informazioni sulla corruzione della Casa Bianca nel corso dei secoli si intersecano con sblocco delle riforme di NESARA dell'America, e verranno rese pubbliche.


COMPLICITÀ DEL  VATICANO

Il Vaticano è stato coinvolto in posizione centrale in molte macchinazioni dietro le quinte per il blocco NESARA, dopo il crollo finanziario globale del 2007-2008.  
Lo scorso aprile 2008, quindi, Joseph Ratzinger (Papa Benedetto XVI) non è riuscito nel tentativo di rivendicare una grande tranche dei fondi di prosperità NESARA. Egli è stato sentito dire ai colleghi vicini: "La piccola gente non può gestire questo denaro in modo corretto, solo la Chiesa può". L'arraffamento audace di Ratzinger doveva essere risolto presso il Tribunale Mondiale dell'Aia, e questo è stato responsabile di più gravi ritardi. Parlando ad un gruppo a Washington il giovedì 17 aprile 2008, il Papa ha detto: "Se i contadini pensano che stanno per ottenere questo denaro, hanno un'altra cosa da sognare. Non accadrà mai. " 
Non stava parlando dei 2,0 miliardi di dollari; si riferiva ai fondi di prosperità globale o GESARA, che è un acronimo che sta per legge della riforma della sicurezza economica globale. Così, come un programma, GESARA / NESARA può essere visto da diverse prospettive. 
Come un programma finanziario diretto spiritualmente, che deriva dal lavoro di maestri ascesi. Questo lavoro è iniziato nel XV secolo ed è stato progettato per fornire un nuovo sistema economico al mondo durante il periodo attuale di transizione. Questo è ben noto per essere l'inizio dei conti di garanzia globale o World Trust. Visto come uno sviluppo moderno però, le radici di GESARA / NESARA possono essere trovate nella risposta da parte della Corte Suprema dei pignoramenti bancari senza riscatto contro le proprietà agricole, che la Corte ha ritenuto fossero illegali nel 1980. 
Nel corso della revisione di queste pratiche, il Tribunale è andato oltre ed ha stabilito che molti altri accordi bancari contemporanei, fiscali e di governo sono stati anche incostituzionali. 
Come iniziativa legislativa, che poi prese il nome di NESARA ed è stata approvata dal Congresso nel 2000. NESARA doveva essere pubblicamente annunciato il 11 settembre 2001 alle ore 10.00, ma la cabala ha deciso di far saltare in aria gli edifici del World Trade Center alle 8:00 al fine di evitare che quel momento storico accadesse. Queste stesse forze energetiche oscure stanno ancora oggi combattendo con le unghie ed i denti per evitare anche solo la consapevolezza di NESARA, e tanto meno la sua attuazione, e, a questo punto, ritardando ulteriormente l'annuncio e lo RV. 
Ma nello Stato di diritto, NESARA deve essere promulgata oggi e le sue disposizioni diffuse e da erogare liberamente all'umanità. Certo, il sinistro cartello della cabala era temporaneamente riuscito a creare ritardi in vari modi, tra cui: assassinio di persone influenti che favorissero l'avvio delle disposizioni senza indugio, così come di altri che lavoravano attivamente a questo fine; minacce di morte alle famiglie dei Lavoratori della Luce e ai Lavoratori della Luce stessi; agenti a doppio gioco entro le file dei Lavoratori della Luce; e costanti attacchi terroristici di terze parti.


Il PATRIOT ACT E GLI ATTACCHI DELL’11 SETTEMBRE 2001

Il Patriot Act degli Stati Uniti è stato anche parte della loro campagna anti NESARA, ed hanno usato gli attacchi dell'11 settembre 2001 come leva della paura sul popolo americano per creare ancora più barbare ed illegali tattiche di soppressione. Per fortuna, questa oppressione non esiste più. 
E' interessante notare che l'oro, che era stato designato a sostenere la nuova moneta del Tesoro americano, era stato riposto nel WTC 7 ed è stato rubato dalla cabala durante il finto attacco. Il WTC 7 era anche il centro delle operazioni di NESARA pre 9/11 ed infine è stato distrutto dopo che il furto era stato completato, è per questo che è stato fatto crollare senza che fosse stato attaccato. 
Ora, visto dalla più ampia angolazione possibile, NESARA è un accordo ispirato spiritualmente e guidato divinamente. NESARA è nel suo interno ispirato alla legislazione galattica per il governo degli Stati Uniti. E' stato incoraggiato da un consorzio galattico e progettato con l'assistenza di più elevati esseri di Luce che lavorano con tutti i governi, in collaborazione con molti esseri spirituali del pianeta, tutti con l'obiettivo di creare un quadro giuridico per inaugurare l'era di pace, prosperità e armonia sul pianeta Terra. 
Alcuni considerano NESARA essere più politico e di natura economica, mentre altri lo vedono come spirituale, perché degli esseri di Luce di alto livello sono affiliati con esso. NESARA è entrambe le cose. 
Ogni volta che le persone sono gravemente oppresse da condizioni politiche ed economiche che favoriscono le circostanze di vita impoverita, mancanza di assistenza sanitaria e di istruzione, il monopolio delle risorse naturali, il lavoro degli schiavi, le leggi e tribunali ingiusti, la fame, ed i regimi tirannici, offrire 'Cibo per l'Anima' non basta ... qualcosa deve essere fatto. 
Ma se le persone sono preoccupate dai requisiti della semplice sopravvivenza, dando loro solo dei messaggi spirituali, non si sta andando a realizzare le riforme globali di cui hanno bisogno per risalire dalla loro miseria, sono bloccati in un enigma da cui non possono saltare fuori senza aiuto galattico e / o spirituale. 
È per questo che le disposizioni di NESARA sono di portata monumentale, che incarna riforme radicali per il pianeta Terra, e che inizieranno non appena questa storica legislazione sia ufficialmente annunciata ed implementata. 
Quando le persone verranno a conoscenza di queste riforme, loro saranno motivate a partecipare in base alle loro grandi capacità e non a una limitazione pre assegnata. Come in tutti gli altri aspetti della polarità ancora esistenti sulla Terra, NESARA è ad un estremo contro la oscura forza energetica usata dalla cabala per asservire l'umanità per millenni. 
NESARA è stato progettato per eliminare la povertà, e tutti i suoi mali conseguenti, dalla Terra nel corso di un periodo di transizione che precede l'Ascensione in modo che i cittadini sovrani del pianeta possano di nuovo concentrare la loro attenzione spirituale sulla trasformazione planetaria.  
Non saranno imposte le modifiche NESARA per il gusto di farlo, ma quelle fanno parte del nostro piano per portare conforto e protezione di nuovo all'umanità, che alzerà le esperienze umane a nuove altezze e porterà le sostenibili pace, gioia e felicità. A seguito di NESARA sarete nel giusto stato d'animo per applicare a voi stessi l'attività di preparazione per l'Ascensione, che è il fine ultimo dell'umanità. 
In definitiva questo pianeta è destinato ad essere svezzato dall'uso del denaro; e l'umanità raggiungerà una fase in cui il denaro non ha posto in una società che si fonda sulla condivisione.


IL PASSAGGIO DAL DENARO AL BARATTO

Nella Nuova Età dell'Oro della Terra, la tendenza sarà di andare via dal denaro verso sistemi di baratto -l'intensità della Luce nelle anime vi permetterà quei mezzi di remunerazione per i servizi e la condotta del commercio diventa soddisfacente tra le nazioni e tra gli individui. 

E' stato anche detto che non vi era alcun senso per implementare NESARA prima che tutte le forze oscure energetiche fossero state rimosse completamente dal potere. In caso contrario, la cabala avrebbe solo continuato ad utilizzare il loro controllo sui governi per depredare i fondi delle persone dopo il rilascio. Questo è il motivo per cui le forze oscure energetiche cercano tenacemente di aggrapparsi alla cima dei gradini del potere in tutte le istituzioni umane. Come i loro tentacoli hanno raggiunto in profondità i più alti livelli di governo, banche, media, religione, società multinazionali, famiglie reali; l'istruzione, la medicina, prodotti farmaceutici, legge e sistemi di giustizia - ma non possono influenzare l'umanità con una regola assoluta. NIENTE di natura influente sul pianeta Terra è ora sotto controllo della cabala. Basta che pensiate questo!
Quella che una volta era l'onnipotente cabala è stata sconfitta e non è più riconosciuto dai galattici che abbiano il controllo delle popolazioni indigene della Terra o sulle risorse. L'umanità è veramente libera.
Gli esseri umani non saranno più tenuti nel vuoto dell'ignoranza o nelle caverne di paura invisibile. Ora è la cabala che deve provare la privazione e la paura come gli oppressi, in quanto stanno rapidamente scoprendo che trattenere il potere è impossibile. 
La scarpa è davvero sull'altro piede di per se! (Nt. modo di dire inglese, noi diremmo il vestito ha cambiato proprietario) Come hanno giustamente visto NESARA, come il loro sradicamento totale, perché una volta che le riforme del programma siano implementate, il controllo delle tenebre crollerà del tutto. E questo è esattamente ciò che sta accadendo oggi. 
Molti si chiedono perché la coalizione galattica non si limita solo a forzare la cabala ad accettare NESARA. Forse hanno apprezzato il requisito di scelta del libero arbitrio? O stanno agendo a norma del diritto universale, per cui la coalizione è destinata a mantenere una certa distanza fino all'arrivo della linea di traguardo divina, cosa che permette tecnicamente che anche i peggiori occupanti della cabala esercitino il libero arbitrio e cedano alle loro condizioni. Un'altra fonte di confusione nasce dalla nostra convinzione che i piani galattici della coalizione siano predestinati, e quindi fissi. Ma ci sono cose che possiamo chiamare "banderuole". Vale a dire, potenziali che nessuno pensava e sembrano causare ritardi. 
In entrambi i casi, sappiate che molto fomenta dietro le quinte e la dura verità sta emergendo circa l'economia globale, il campo energetico della Terra ed altre  informazioni radicali che sicuramente porteranno alla notizia del rilascio di NESARA. 
E' arrivato il vostro momento. Il vostro momento è adesso. La vostra vita è di nuovo vostra. Siate fiduciosi.


Dio è con noi. 


mercoledì 9 settembre 2020

lunedì 7 settembre 2020

LE VERITÀ CELATE - PER NON DIMENTICARE

 

LE VERITÀ   CELATE

P E R     N O N     D I M E N T I C A R E


Dinaweh



Ripercorriamo il lungo cammino che ci ha portati fino alla fantomatica pandemia da Coronavirus. 
Tutto cominciò da lontano. 
Correva l'anno 2014, quando l'allora ministro della 'Salute' Beatrice Lorenzin si recava a Washington; qui la vediamo ritratta in una "foto di gruppo con signora" insieme - da sinistra a destra - a Raineri Guerra, consigliere scientifico della GlaxoSergio Pecorelli, presidente dell'AIFA, poi sospeso dall'incarico per grave conflitto d'interesse dallo stesso direttore generale dell'agenzia Luca Pani, Bill Corr, Under Secretary for Human Health Services (HHS) e, da ultimo dopo la signora, Luca Franchetti Pardo, vice ambasciatore italiano a Washington. 

Fu lì che si decise di fare dell'Italia la nazione capofila della Global Security Health Agenda (GSHA)...

Oggi possiamo dire che eravamo solo all'inizio di un programma vaccinale mondiale, acuito e accelerato da un'altra scadenza, pianificata nell'ottobre del 2019 con EVENT 201 e lo scoppio di una nuova programmata 'epidemia' da Coronavirus. La previsione era che solo in Italia sarebbero dovute morire circa 60.000 persone; purtroppo per loro e meglio per noi, l'ecatombe non c'è stata, nonostante tutti i decessi dell'anno in corso siano stati dichiarati da Coronavirus...

...Ma inutile ripercorrere qui tutte le fasi di cui abbiamo già avuto modo di parlare nei post più recenti (2020) pubblicati. 
Ritengo tuttavia importante ri-pubblicare un documento filmato già apparso sul blog, che potrà rinfrescare la memoria di tanti distratti o smemorati genitori, sui danni provocati da quella legge liberticida che porta il nome della ministra Beatrice Lorenzin, inflitti a migliaia di bambini in tutta Italia di cui nessuno parla, così come delle morti in culla che solo durante il coprifuoco Covid sono magicamente sparite, per riapparire nuovamente con la riapertura di tutte le attività, comprese quelle degli ambulatori vaccinali. 
Oggi la campagna vaccinale forzata porta alla luce del sole gli intendimenti ultimi del suo patrocinatore assoluto, Bill Gates, il famoso filantropo che, per filantropia col genere umano, ha dichiarato che una buona campagna vaccinale di massa ridurrebbe del 10-15% la popolazione mondiale in eccesso. 
Dichiarandolo pubblicamente possiamo immaginare che il benefattore si sia voluto tenere basso sulle percentuali dello sfoltimento demografico e che, a tutto rigore anche secondo gli intenti scolpiti a proposito sul menhir di granito del Georgia Guidestones, avrebbe voluto poter dire che lo sfoltimento potrà finalmente raggiungere il 90- 95% degli umani in eccesso! 



I nuovi vaccini 
e il futuro prossimo venturo

Per questo motivo i nuovi vaccini non serviranno a nient'altro che a ridurre via via le eccedenze umane, grazie anche all'Intelligenza Artificiale e all'introduzione sempre più massiccia della robotica in ogni aspetto della vita civile, industriale e militare. Il nuovo vaccino quantum-tatoo di Bill the Kill servirà soltanto per il tracciamento, sarà in connessione col 5G e farà parte della stessa strategia che prevede la sparizione del contante. Sarà sufficiente essere scomodi al regime, per essere "eliminati" e non poter più accedere al proprio conto bancario, con l'unica prospettiva di morire di fame, o di essere reclusi in una struttura di contenimento per ribelli negazionisti (oggi i giornaloni di regime li stigmatizzerebbero così...).
La tecnologia militare del 5G scatenerà, attraverso gli impulsi elettromagnetici, il Coronavirus, iniettato peraltro all'interno del famigerato vaccino (non dimentichiamo che quello antinfluenzale avrà necessità di innumerevoli 'richiami'!), come è accaduto a tutti quegli anziani (e giovani) a Bergamo e a Brescia che erano stati indotti dalla pressante campagna del mainstream a vaccinarsi in massa contro l'influenza e il meningococco e che infatti in massa sono morti. 
Quei vaccini, per chi ancora non lo sapesse, includevano il Coronavirus e l'H1N1, altamente patogeno!

La nuova religione scientifica vaccinista servirà piuttosto a provocare malattie autoimmuni, tumori e morte certa in un lasso di tempo spalmato nei mesi successivi all'inoculamento, in modo che sia impossibile ricondurre le malattie e i decessi conseguenti alla vera causa scatenante. 

Ripercorriamo per un attimo dunque i passi già compiuti, grazie alla visione del video che potrete trovare in fondo al post, per non dimenticare da dove tutto aveva avuto inizio.

Colpire i bambini significa colpire al cuore l'umanità intera, per come fino ad ora l'abbiamo conosciuta. Più d'una volta ho affermato da queste pagine che non riusciranno  nel loro intento di morte, che non ce la faranno a ridurre l'umanità ad una minoranza di zombi telecomandati ed eterodiretti per i loro scopi. 


Cosa possiamo fare noi...

Ciò non toglie che ognuno di noi non debba fare la sua parte, esercitando il primato della coscienza contro leggi ingiuste, liberticide e omicide. Il popolo tedesco, quello polacco, gli Inglesi a Londra, gli Svizzeri a Zurigo hanno lanciato un segnale di risveglio che noi non possiamo non raccogliere e non fare altrettanto nostro. Le manifestazioni che si preannunciano anche in Italia potranno avere effetto solo se riusciremo ad essere finalmente uniti, mettendo da parte tutti i personalismi e gli Ego di ciascun capo-popolo. 
Occorre che ci sia un rigurgito delle coscienze, come moto di risveglio personale, assumendosi ciascuno la propria responsabilità, senza delegare di nuovo al Pastore di turno la propria salvezza! 
Occorre dimostrare di essere davvero un popolo, non una massa di individui senza alcun principio ispiratore che non sia il proprio tornaconto personale. Avrebbe altrimenti ancora una volta ragione l'austriaco Metternich a dire che "l'Italia è (soltanto) un'espressione geografica"... 

Facciamo in modo che non sia così!


Dinaweh  


  

10 SPORCHI VACCINI

https://youtu.be/DVBU9oxgyao