mercoledì 26 luglio 2017

O ROMA O MORTE!

O ROMA O MORTE!


Dinaweh


Inizio questo post con l'espressione usata dal Giuseppe nazionale, quando si apprestava ad assediare Roma, cacciare Pio IX e dare vita all'Italia dei Massoni, quella che poi sarebbe diventata unita. Lui poi dovette fare un passo indietro e calmare i suoi bollenti spiriti, essendo il cane da guardia dei suoi padroni; non era ancora politicaly correct in quel momento dare un calcio nel culo ai preti e al papa. Ci fu un contrordine e il nostro Giuseppino fu costretto a ritirare i suoi dal porre sotto assedio la Città eterna. Nel frattempo sembrava più utile al Camillo quasi-nazionale che il Garibaldi andasse a spegnere i clamori rivoluzionari dei poveri "Cafoni" di Sicilia e Calabria (sparandogli addosso) i quali, esultanti per essersi liberati dai vecchi loro padroni, ricadevano nella disperazione per averne ritrovati di nuovi e oltretutto ben peggiori dei primi, non fosse altro perché parlavano una lingua a loro incomprensibile!
Non me ne abbiate, se sembra che vi porti fuori pista, cari amici, ma volevo concludere questo siparietto storico, ricordando quale fu la frase seguente (divenuta storica anch'essa)  del Garibaldi a quella di "O ROMA O MORTE"...
Ve la ricordate?
No?
Ve la dico io, se non la ricordate... 
Fu: "OBBEDISCO!".

Per via di quel suo dire: "OBBEDISCO" sull'Aspromonte si prese persino una pallottola nel culo. Non conviene mai "obbedire" a nessuno, se quell'obbedienza diventa ed è una 'servitù', ove il mio Essere cosciente si fa da parte, delega ad altri le responsabilità di azioni che poi comunque lui in prima persona è chiamato a compiere. 
Chi mi difenderà, quando sarò io, in prima persona, a pagarne le spese? (la pallottola nel culo di Garibaldi di ieri, i danni da vaccino di oggi). Certamente succederà che i miei "Mandanti" faranno finta di non conoscermi, non vorranno più sapere niente di me, anche qualora le aspre conseguenze della mia obbedienza servile fossero state causate dall'essermi immolato anima e corpo al servizio dello stato, come i militari che sono deceduti o che, se ancora in vita, sanno di avere i giorni contati per via dei danni da vaccino, inoculatigli in dosi massicce, anche senza essere mai usciti dal territorio nazionale, né aver partecipato mai ad azioni di guerra in paesi a rischio epidemie o malattie. 
Era già successo così con i reduci americani del Vietnam, con quelli delle guerre del Golfo e continuerà a succedere, fino a quando, metaforicamente, la smetteremo di proclamare come l'eroe dei due mondi (si fa per dire) "OBBEDISCO!"

Lorenzo Milani, negli anni Cinquanta-Sessanta, scriveva ai giovani "L'OBBEDIENZA NON E' PIU' UNA VIRTU". E' stato relegato, per questo suo ardire, a svolgere la sua pastorale in un paesino sperduto della montagna fiorentina, Barbiana. Venne allontanato da Firenze; novello Dante, finì i suoi giorni in quell'esilio che, grazie alla sua brillante intelligenza, alla passione per l'umanità piegata e umiliata dalla fatica e dall'ignoranza, divenne méta di uomini di cultura, televisioni, giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, intellettuali, donne e uomini di ogni leva ed estrazione sociale.
Fece di Barbiana il laboratorio dell'intelligenza, lo spunto per altri e numerosi cesti ricolmi di amore e conoscenza, indusse quei figli di contadini ignoranti e piegati alla fatica, a diventare critici osservatori dell'esistente, a non dare mai il proprio consenso ad obblighi, leggi e consuetudini contro la propria coscienza, a valutare tutte le ragioni, esprimendo sempre il Primato della Coscienza su tutto!
Come poteva non dare fastidio un prete come quello? Forse l'anomalia era il sangue ebreo che scorreva nelle sue vene, o forse perché fin da bambino era stato educato all'amore per la bellezza e la verità?!... 
Fatto sta che quest'"Italia repubblicana", delle cui origini abbiamo accennato poco fa qualche fatto e qualche misfatto, oggi ha intitolato molte delle sue scuole a Lorenzo Milani, ma - credo, anzi ne sono convinto - senza avere capito il senso profondo della sua opera e del suo messaggio. Come quando si intitolano piazze, scuole o vie ai giudici Falcone e Borsellino... 
Prima si immolano le vittime, poi le si beatificano. La Chiesa ha da sempre insegnato alla politica. Del resto Machiavelli scrisse quello che scrisse sull'arte della politica per averla respirata e imparata nei conventi! 

Voglio esprimere il mio personale plauso e tutta la mia stima al giudice Ferdinando Imposimato che, unico nella stalla puzzolente del Palazzo, si distingue per la sua dirittura etica e il suo coraggio da leone! Da sempre lo ha fatto, per amore di verità, dai tempi dell'assassinio di Aldo Moro, alle stragi di Stato, quando la mafia serviva soltanto come mezzo di destabilizzazione al servizio di poteri occulti transnazionali. 

...C'ero anch'io lunedì alla manifestazione davanti a Montecitorio. E' stato importante esserci. E' importante esprimere il proprio dissenso e andare avanti nella chiarificazione del proprio dissenso quando una legge liberticida e assassina pretende il nostro consenso. Il giudice Imposimato ci ha esortato alla DISOBBEDIENZA CIVILE, lui, uomo di stato, ci ha incitato a non eseguire nei fatti e nelle azioni quella legge, contraria alla Costituzione e quindi illegittima! Ricordiamo quindi le parole di don Lorenzo Milani e mettiamole in pratica. Personalmente rifiutai ancora ragazzo di servire la comunità sotto le armi e optai per l'obiezione di coscienza al servizio militare. Svolsi un servizio sostitutivo civile - così si chiamava allora - che mi impegnò il doppio del tempo, poiché la legge era punitiva per chi obiettava al servizio armato in caserma. Per me fu un'esperienza fondamentale nella mia vita. Scelsi di mia spontanea volontà di lasciare Genova, la mia famiglia e mi recai a Torino dove a tempo pieno svolsi i miei 21 mesi di servizio in una comunità di pronta accoglienza per persone con gravi disagi psichici e fisici: alcolizzati, tossicomani, prostitute strappate alla strada, dimessi da ospedali psichiatrici. Alla fine dell'obbligo della leva, scelsi di dedicare professionalmente il mio tempo al settore sociale. Non mi sono mai pentito di quella scelta, l'obiezione di coscienza. Mai come oggi dobbiamo ribadire nelle nostre vite il primato della coscienza, costi quel che costi!

Cosa speravamo? Che una classe politica di corrotti, infami, condannati, in attesa di giudizio, speculatori non approvasse una legge ordinata dagli Illuminati e dai suoi aguzzini (Glaxo,  Big Pharma, Merck, ecc.)?!
E' ora di lottare, non di spegnere gli entusiasmi. Attorno a me sento già tante mamme deluse e impaurite, perché si sarebbero aspettate che il politicante di turno (vedi Lega) le avrebbe appoggiate nel votare contro un decreto illegittimo. Ma come si fa a pensare che degli illegittimi rappresentanti del popolo potessero votare contro qualcosa che è nel loro DNA: un decreto illegittimo?! E quelli che erano entrati nel Palazzo per "mandare a casa tutti" sono legati a corda doppia agli ordini di scuderia dei loro padroni (Casaleggio e associati), Grillo compreso e di tutto quello che dietro quel nome essi rappresentano.
Creare una nuova realtà non significa aspettarsi di avere il consenso del Palazzo, né di avere séguito nelle piazze, o di raggiungere l'obiettivo senza intoppi... 
Significa piuttosto accollarsi le proprie responsabilità e incamminarsi su una strada in salita. Ma chi l'aveva detto che la via verso la realizzazione di Sé, verso il "Regno" fosse in discesa? Svegliarsi dal sonno significa anche accorgersi di questa potente verità. Grazie.


P.S. Mi scuso con i lettori: avrei desiderato inserire le foto da me scattate lunedì davanti a Montecitorio, ma per un problema tecnico non ce l'ho fatta.
Anche il pc ha i suoi problemi. Ciao a tutti!


martedì 25 luglio 2017

TRANSUMANESIMO: LA FABBRICA DEGLI IGNAVI, UN MONDO SENZ'ANIMA

TRANSUMANESIMO
LA FABBRICA DEGLI IGNAVI



UN MONDO SENZ'ANIMA 

Dinaweh 




Ed io, molto sconcertato, chiesi:
"Maestro, cos'è questo frastuono?

e chi sono questi sofferenti?".

E lui mi rispose: "In questa misera condizione
si dannano le anime tristi di coloro

che vissero senza lode e senza infamia.

Sono mischiate a quel cattivo
coro di angeli egoisti,

non ribelli a Dio ma neppur fedeli.

Del paradiso questi offuscherebbero la bellezza
e giù farebbero vantare i dannati
che penserebbero d'esser migliori di loro".


Dante Alighieri, La Divina Commedia, canto III




Le parole di Dante Alighieri, che descrivono il carattere e la tipologia infima e indegna degli "ignavi", posti in una anticamera dell'inferno, poiché giudicati indegni persino di stare con i delittuosi dannati che in vita pure fecero la scelta del male, ci pare così appropriata oggi, a descrivere quella che un altro poeta, a noi caro e contemporaneo, definiva come "la maggioranza". Fabrizio De Andrè, che finì i suoi giorni ucciso da un cocktail mortale all'Istituto tumori di Milano. (Andate a leggere Paolo Franceschetti sulla morte di De Andrè, linkando sul nome).
E a tal proposito Faber diceva: "la maggioranza sta", in Smisurata preghiera!...
Se vuoi nascondere un segreto, mettilo in vetrina e nessuno ci crederà, diceva qualcuno.
Oggi ancora in molti rimangono testimoni muti davanti a uno scempio perpetrato spudoratamente e alla luce del sole (un pallido e malato sole, ormai) contro una popolazione inerme che si fa immunizzare come un gregge; non a caso viene usata questa epitome da una folta combriccola di notabili furfanti e criminali, alla vigilia del loro delittuoso programma liberticida e sporco di sangue innocente.

Noi preferiamo essere invece dalla parte di quella minoranza non più silenziosa, ma che finalmente comincia a far sentire la sua voce, quasi a realizzare quella anticipata 'smisurata preghiera' di cui cantava Fabrizio De Andrè; una minoranza lontana dall'ignavia 'dei molti' che rimangono muti e che hanno perduto la loro innocenza, dal momento che tutto - come dicevamo prima - è svelato e alla luce del sole! 
Di sicuro, dietro questa sistematica incapacità e inettitudine a comprendere, invece di farsi carico delle proprie responsabilità di individui di una collettività senziente e non di gregge, c'è lo zampino di una sistematica agenda transnazionale occulta che vuole fare dell'Italia il campo di sterminio delle libertà individuali e collettive, per dare sempre più slancio alla realizzazione del loro Nuovo Ordine Mondiale, creando con la complicità e l'avidità delle multinazionali farmaceutiche e chimiche una nuova razza di zombi, facili da dominare, insieme al decremento demografico indotto da quelle con milioni di morti per procura. Il Transumanesimo, epigono dell'eugenetica nazista, è già realtà. Occorre svegliarsi e aprire bene gli occhi. Si tratta di mettere insieme i pezzi del puzzle, per accorgersi di un disegno programmato da tempo (almeno dall'inizio del XX secolo) e che ora vuole giungere in fretta alla sua "soluzione finale".

In nome della preservazione della vita e dello Spirito vitale che da sempre anima l'uomo è nostro dovere impedire a tutti i costi che questo progetto criminale possa essere portato a termine, onde evitare l'estinzione della specie umana per come l'abbiamo conosciuta finora, in corpi svuotati della luce della conoscenza e dell'amore, ridotti a cloni zombizzati, servitori ubbidienti e senz'anima alla corte di un'oligarchia di spietati  cani da guardia.

E' nello stesso quadro che si inserisce il decreto sull'obbligatorietà dei vaccini; inutile disquisire quindi sui pro o i contro, sulla loro utilità o inutilità, sull'obbligo o la libera scelta. Il quadro in cui questa campagna di guerra mediatica e pseudo-politica annuncia se stessa non contempla altra via che non sia la messa al bando della libertà personale e di scelta. Questa è la prova provata che il fine ultimo che si vuole perseguire non è certamente la salute e la salvaguardia della popolazione (che peraltro non è sottoposta ad alcuna pandemia da virus), bensì l'asservimento totale dei corpi, delle menti e soprattutto delle coscienze, in vista della 'soluzione finale': un taglio demografico draconiano della popolazione mondiale, per un più efficace asservimento degli uomini-macchina che sopravviveranno. Non è il sottoscritto che lo afferma: ci sono dichiarazioni più o meno velate da personaggi di fama massonica mondiale, o denunciate a posteriori da ex-funzionari di governi, agenti segreti o militari che hanno scelto di confessare pubblicamente tali segreti preferendo non portarseli nella tomba, anche a costo della loro incolumità personale; non si dimentichi infine il "Depopulation Program", preconizzato e voluto da Henry Kissinger al Pentagono nel 1977: secondo uno studio di statistica demografica si sapeva infatti che nel 2012 la popolazione mondiale avrebbe raggiunto i 7 miliardi e sarebbe stato necessario intervenire con ogni mezzo per 'sfoltire' la popolazione di troppo.
I primi lettori di Jules Verne pensavano che fosse un pazzo e dopo la sua morte i suoi libri sono sempre stati catalogati negli scaffali di "fantascienza" di biblioteche e librerie. Oggi tutto quello che lui ha scritto si è realizzato. Dovremmo spostarli negli scaffali di "scienza". 

E' con questo spirito che vi invito alla visione del video sottostante. Unire tutti i pezzi del puzzle vi farà comprendere quanto sia importante ora lottare, resistere e non rinunciare al bene più prezioso che abbiamo: quello della vita. Oggi ci chiedono di sacrificare ai loro sacrileghi altari i nostri figli; domani sacrificheranno anche noi. Se gliela facciamo passare liscia, non trascorrerà molto tempo che ci imporranno il microchip senza tanti fastidi. 
Anche quello (RFID) è stato da tempo programmato dall'Agenda 21. Aspettano solo il momento più opportuno per propinarne l'obbligo massivo come stanno facendo ora con i vaccini. Hanno già costruito i campi di concentramento per i reticenti. Gli Stati Uniti sono già pieni di questi campi con filo spinato e guardie FEMA armate fino ai denti con lo scopo di non far avvicinare i curiosi residenti nelle vicinanze. In Italia, anche se nessuno lo sa, stanno costruendo nuove strutture di contenzione (carceri) e i campi di concentrazione degli immigrati sono già una realtà convertibile ad altri usi in qualsiasi momento: quello opportuno.  

Buona a attenta visione!




mercoledì 28 giugno 2017

VOGLIO MEDITARE - Paramahansa Yogananda

VOGLIO MEDITARE


Paramahansa Yogananda


Amato Signore, poiché non mi è possibile mantenere alcun impegno terreno senza usare i poteri che tu mi hai elargito, rinuncerò a tutto ciò che intralcia il mio impegno quotidiano di meditare su di te.

Oggi voglio meditare, 
senza tener conto 
di quanto stanco mi parrà di essere.
Non permetterò a me stesso di soccombere ai rumori che distraggono l'attenzione 
mentre cerco di meditare. 
Sposterò la mia coscienza nel mondo interiore.

Passando per la soglia della meditazione 
entrerò nel tempio della pace perenne di Dio
e lo adorerò sull'altare della contentezza
che sempre si rinnova.
Attizzerò il fuoco della letizia
perché rischiari l'interno del suo tempio.

Voglio meditare regolarmente,
perché il lume della fede mi porti
nel regno immortale del mio Padre Celeste.

Divina Madre, voglio scostare il velo stellato del cielo;
voglio tirar via la coltre dello spazio;
voglio dissolvere il tappeto magico dei pensieri
e fermare il filmato della vita
che distoglie la mia attenzione,
per poterti contemplare.

Io so che Dio può essere realizzato
attraverso la meditazione e la percezione intuitiva, ma non con una mente inquieta.

Aprirò i miei occhi alla gioia della meditazione;
allora vedrò svanire ogni oscurità.
Voglio immergermi nell'acqua sacra dell'amore di Dio,
nascosta dietro i contrafforti della meditazione.

Perfezionerò il mio ambiente interiore 
con la meditazione,
per renderlo impervio a tutte le influenze esteriori avverse.

Voglio iniziare ogni mia giornata meditando
sull'Ente Supremo.
Nel tempio del silenzio scopro il tuo altare di pace.
Sull'altare della pace trovo la tua gioia
sempre nuova.

Nella grotta della meditazione, o Dio,
fammi udire la tua voce.
Voglio trovare in me stesso una felicità celestiale
inestinguibile.
Che io rimanga in silenzio o sia coinvolto nell'azione,
la pace regnerà allora nel mio cuore.

Ogni stella in cielo,
ogni pensiero innocente,
ogni buona azione,
sarà uno spiraglio da cui contemplarti.

Con concentrazione e devozione inesauribili
riversa la tua coscienza nell'infinità 
attraverso l'occhio spirituale.
Libera la tua anima dalla prigionia del corpo
per lasciarla spaziare nel vasto oceano dello Spirito.





IL SEME SOTTO LA PAGLIA

IL SEME


SOTTO LA PAGLIA


Sono come un seme sotto la paglia. Attendo il mio Risveglio, accolgo il fulgore del sole, ancor prima di trasformarmi in quello che sarò, perché so dapprincipio della relazione d'amore con l'astro celeste. Una relazione che per me è passata attraverso le mani dell'amico agricoltore; egli mi ha posto sotto la terra, non perché volesse privarmi della vista del sole, ma solo per evitare che il suo cocente calore potesse tramortirmi. La mediazione che è insita nel piano del Creato ha previsto me come seme, le mani dell'agricoltore come latore e custode della mia fragile essenza e il sole, da cui tutto scaturigina, come la deità che in me si rivela e rivela anche me. 
Tutto è relazione d'amore e il mondo presso cui sono stato posto ne è il contenitore, ove io possa fare esperienza di quello stesso Amore. 
La paglia mi protegge dall'arsura delle calde giornate estive, ma anche dai suoi fragorosi temporali, quando si abbattono dilaniando la terra arsa, diventata impermeabile a causa della prolungata siccità. Tu sei la mia difesa, la cara mano che si stende a coprire ulteriormente le mie fragili pareti. Mi doni calore e conservi la frescura e l'umidità necessaria dopo la pioggia, affinché io possa crescere in silenzio, senza morire anzitempo.

Il mio processo è simile a quello della nascita di una stella del firmamento. Un giorno avremo molte cose da dirci, quando mi sarò trasformato nel progetto che vivo già in potenza, come un dono. 
Assomiglio pure a un corallo che oscilla dondolandosi avvolto com'è dalle acque marine. Non c'è differenza tra me e un piccolo d'uomo, ancora privato della stessa luce, quando le sue cellule si moltiplicano istante dopo istante, per dar forma al feto che uscirà dal ventre della madre, non appena sarà giunto il tempo. 
Così l'umanità tutta, con la Terra-madre che l'accoglie, nel suo lento e inesorabile processo di evoluzione. Progetti di inenarrabile bellezza, potenziale in divenire del Sé Cosmico, noi tutti, creature mirabili, vibriamo dello stesso battito, figli della Luce, frammenti stessi di Luce in forme e molteplici colori, testimoni della stessa Fonte da cui proveniamo.

Dinaweh
    




martedì 27 giugno 2017

IL "LAVORO INTERIORE" STRUMENTO DI CRESCITA SPIRITUALE AUTENTICA E CONSAPEVOLE

IL "LAVORO INTERIORE"

 STRUMENTO DI CRESCITA SPIRITUALE
AUTENTICA E CONSAPEVOLE


di Gaetano Pedullà

Come operare dunque per non vanificare la consapevolezza raggiunta sul senso dell'esistenza e del significato dell'evoluzione umana?
Non è sufficiente infatti conoscere "mentalmente" la scienza dello Spirito; occorre metterla in pratica, perché essa possa essere il portato di un riscontro pratico nelle nostre vite, superando i traumi e i blocchi che ci inducono a ripetere sempre le stesse azioni. L'apprendimento spirituale si forma laddove c'è la nube, soltanto lavorando su se stessi, usando la volontà, facendo uno sforzo. Come ha lavorato l'umanità per raggiungere lo scopo?


La meditazione come astrazione dalla realtà, come ricerca di uno stato di pace, di rasserenamento, di vuoto, di tranquillità, quando è veramente vissuta in uno stato significativo, significa entrare in uno spazio "Cristico", o comunque, entrare in forte sintonia con questo spazio. Anche qui c'è una gradualità. Entrare in connessione con una vibrazione di 'puro Amore' significa riposare
Immaginiamo una persona che è distrutta, che viene da una situazione di sfacelo, non ha voglia di affrontare le cose dentro. Come fa a farcela? Se affronta più cose, si uccide! La prima cosa è stimolare uno stato di pace. La prima fase, quasi per tutti, è quella: di andare in quella direzione, di astrarsi in quello spazio  che può essere di cinque minuti, mezz'ora al giorno, in cui uno sta bene, anche se la vita è un inferno, anche se soffro, anche se sono in mezzo a un turbine di situazioni difficilissime, ho uno spazio dove sto bene. Questo spazio "cristico", a volte vissuto appieno, altre volte è lievemente accennato, ma tuttavia dà già i suoi benefici, spesso è una delle prime fasi della ricerca spirituale. La prima fase è più mentale: informarsi di come funziona l'Universo, di come stanno le cose. Quando si decide di affrontare l'interiorità, la prima fase è quella di sperimentare questa pace. Se io voglio veramente affrontare le cose, devo avere una certa serenità per poterlo fare. 
Ovviamente non si può rimanere all'infinito in questa fase; facciamo un esempio concreto: sono una madre di famiglia o un padre; ho una situazione familiare che è un inferno e quindi decido di fare meditazione per cercare un po' di riposo, un po' di tranquillità  per cercare di stare meglio. Riesco effettivamente a stare meglio, mezz'ora al giorno, però poi le altre ventitré ore e mezzo è un inferno. Se io vado avanti così quarant'anni, per qualche anno posso anche starci bene, ma dopo un po' non mi serve a nulla; è un'evasione dalla realtà della vita quotidiana che non voglio affrontare! Si arriva a dei paradossi che mi spingono, dopo un po', ad occuparmi di me.

Questa parte è molto importante; quella che si può maturare con la meditazione classica, con i mantra, anche con la preghiera: si può stimolare uno stato di estasi, di estraneazione, andando in un bosco, camminando in mezzo alla natura, ascoltando musica... Ognuno ha le sue strategie per maturare questo spazio. esistono dei percorsi millenari; aiutano.
Lo stimoliamo in modo intensivo questo stato nel lavoro interiore attraverso la tecnica del respiro base. E' infatti molto importante nel lavoro interiore, che io insegno, entrare bene dentro questo spazio. Questo spazio da solo, però, non è sufficiente, perché tutto quello che sta sotto? E la vita? Quando l'affronto? Un lavoro spirituale completo porta ad essere radicati a terra, non a stare con la testa per aria. Serve a creare una vita sostenibile e radicata. Perché questo possa accadere dobbiamo comunque imparare ad affrontare le varie fasi. Sulle azioni possiamo fare ben poco; sono già successe! Non possiamo tornare indietro e cambiare ciò che è già avvenuto. Quello che noi possiamo fare è imparare ad affrontare gli effetti del trauma, quelli che sono dentro di noi. Gli eventi non li possiamo controllare, però possiamo imparare a lavorare dentro, su quelli che sono gli stati psico-emozionali e su quello che è il dolore. Imparare ad esprimere e ad affrontare gli stati psico-emozionali, in modo che piano piano non ne siamo dominati o condizionati, perlomeno su quello che uno riesce a vedere, poiché quelli istintivi, non li vedi, non c'è niente da fare. Se non sei pronto, non li vedi, ma non li devi nemmeno vedere; quindi su quelli più dichiarati, come la gelosia, la rabbia, la possessività. Se uno ci mette la buona volontà su quelle emozioni ci si può lavorare. Ci sono delle metodologie specifiche che aiutano ad esprimere questi stati; aiutano questi stati a manifestarsi nel piano fisico, però senza condizionare la nostra personalità, cioè senza essere deleteri per noi o autodistruttivi e senza essere deleteri o distruttivi per altre persone. C'è un vulcano che da dentro esplode? Esplodesse pure! Solo che imparo a farlo esplodere in una modalità costruttiva e non distruttiva. 

Questi insiemi di tecniche sono indipendenti dallo stato cristico; io posso stare in meditazione quanto voglio, ma poi quando vengono fuori questi stati d'animo, la meditazione non mi serve a nulla. Mica posso fingere di stare bene, se sto male. E' come prendermi in giro, dire che non sono arrabbiato, eppure lo sono! Questi stati quindi vanno affrontati fino in fondo. Queste tecniche le facevano anche nei percorsi più antichi, più arcaici; i nativi americani, quelli veri, fanno delle danze, dove esprimono fisicamente certi disagi interni, finché il disagio non si è espresso completamente. Anche gli aborigeni australiani, i Maori, altri popoli..., hanno delle ritualità, che non sono vuote o stupide o pittoresche; è proprio una scienza per tirare fuori e per permettere a certe parti di sé di emergere. Pensate anche ad alcune danze popolari in Italia, la taranta... Servivano a tirare fuori certe parti emotive che, altrimenti, erano represse. Se uno non esprime gli stati psico-emotivi, gli stati psico-emotivi dominano. Oppure uno li reprime: se li reprime diventano malattie. E' come se noi dentro al corpo astrale avessimo qualcosa che si nuove e quello da qualche parte deve uscire. E' come un mostro. Se quello rimane dentro diventa un veleno. O esce attraverso l'emozione diretta, o esce attraverso un pensiero sarcastico, un pensiero rabbioso, o esce attraverso una malattia. Non ci sono altre strade. 

L'energia, se non è governata dalla Coscienza superiore sfocia immediatamente nella materia perché questo è il piano di creazione dell'Universo, questo è il senso delle cose. Questi stati devono essere espressi nella materia, ma in un modo intelligente, che non sia cioè distruttivo. Questa è la seconda parte e questa parte in molte tradizioni spirituali, in certi approcci un po' burocratici della spiritualità, a volte questa parte viene giudicata. "Io non devo mai arrabbiarmi", "io non devo mai essere triste"... e quindi si mette un filtro mentale. Negando questa parte è  come se io la contrastassi con la mia forza di volontà. Facendo questo, magari nella vita quotidiana mi calmo, ma questa parte è alimentata da un mio percorso di crescita spirituale e quindi anche se la nascondo, alla fine mi verrà ripresentata dal karma. Anche se io mi illudo, per esempio trasformo tutti i pensieri negativi in pensieri positivi, perché sono abituato a "pensare positivo", perché so che il pensiero negativo crea negativamente, se io non sviluppo questa parte e la nascondo attraverso un approccio più mentale, quello che accade è che io non risolvo nulla; ho solo la percezione che migliorino le cose, perché mettendo un pensiero positivo bilancio un pensiero negativo e quindi bilancio tutti gli effetti verso il basso, ma rimane insoluta la parte in alto, che quindi determinerà inevitabilmente la necessità di un evento esterno che mi richiami alla corretta via. E infatti uno ripercorre la stessa via e alla fine dice: "ma allora non ci ho capito niente, come è possibile? Non ho risolto nulla". Non è il modo in cui pensiamo che determina la nostra guarigione. E' bene sapere che i pensieri negativi determinano realtà negative, ma mi metto a lavorare in una modalità che comunque permetta a questi pensieri di esprimersi in un modo benefico, costruttivo, che non mi trattiene nulla di interno.

La terza parte di quello che è un lavoro interiore profondo, è lo sviluppo della mente Superiore; il piano causale è dove abbiamo il primo corpo eterno, ma dinamico e quindi abbiamo il corpo causale dove risiede la nostra anima. E' lì che maturiamo i nostri arricchimenti. Occorre sviluppare la capacità di maturare l'arricchimento. Questo si fa attraverso delle tecniche specifiche. Normalmente alcuni arricchimenti importanti avvengono da soli, quindi non c'è bisogno di fare nessuna tecnica. Quando è il momento di cose importantissime della vita che è tanto tempo che le stiamo sperimentando (parlo di tante esperienze di vita) arriva un momento dove c'è un cambio topico della vita, anche senza fare nessun lavoro spirituale. arriva un momento in cui uno realizza un qualcosa, ma il lavoro spirituale, se viene invece concentrato a sviluppare questa parte, la stimola; tendenzialmente la nostra Mente Superiore, ha paura a venir fuori; c'è una certa resistenza, perché se vedo.... "occhio non vede, cuor non duole". Ho certe reazioni dentro, quindi non voglio avere quelle reazioni, quindi meglio non vedere. Normalmente la nostra coscienza, a meno che non stiamo vivendo un momento topico, come dicevo prima, è frammentata, manda dei frammenti, delle cose enigmatiche, non arrivano dei segnali chiari; oppure arrivano piccole intuizioni nel corso degli anni, che possono dare delle piccole comprensioni su alcune situazioni di vita, ma non è una vera e propria presa di coscienza, come per dire "ho realizzato il femminile", "ho realizzato il maschile", "ho realizzato una parte importante di me, che è tanto tempo su cui sto lavorando". E' molto importante essere consapevoli che questa parte, la parte che viene da dentro, non può essere forzata, ma dev'essere opportunamente stimolata. Il terzo aspetto, per completare il lavoro interiore è di lavorare per il risveglio della Mente Superiore. Questi tre passaggi quindi, lo stimolare uno stato Cristico di vacuità, di profondità, imparare ad affrontare gli stati psico-emozionali e lo stimolare il risveglio di coscienza, ci mettono in condizioni, piano piano, di affrontare tutti gli effetti del trauma, di arrivare all'arricchimento spirituale. Se io affronto gli stati psico-emozionali, infatti, piano piano si rilassa quella parte di me e si può manifestare naturalmente la coscienza che viene dal di dentro e quando si manifesta la coscienza che viene dal di dentro, allora io posso cominciare a mutare nella mia vita quotidiana tutti i condizionamenti che quella forza determinava dentro di me e quindi tutte le volte che dicevo di "sì" a tutte le persone in modo inconsapevole.... porto chiarezza. Porto chiarezza su tutte quelle cose su cui sto lavorando, grazie al risveglio della mente Superiore e al fatto che sto affrontando tutto il dolore e gli stati psico-emozionali, che vengono fuori da soli, non perché io li cerchi. 

La mia vita concreta, piano piano, si ripulisce, sempre di più, sempre di più e incomincia a venir fuori la spinta - quella vera - quella che viene da dentro e non quella che invece risulta condizionata dagli effetti del trauma o anche solo dal desiderio, dalla pulsione. Non è più quello che mi governa, ma adesso incomincia a venir fuori la voce da dentro. Quegli aspetti secondari che erano necessari al mio arricchimento (le pulsioni, le esperienze non sorrette dalla coscienza e quindi il trauma consequenziale dopo un certo periodo di tempo) si stanno armonizzando e cessano di aiutarmi, di servirmi. Hanno svolto il loro compito e viene fuori quella luce da dentro. 

Non è possibile approcciarsi a se stessi e fare tutto quello che io vi ho spiegato. Bisogna prima avere una preparazione; ci dev'essere una fase preparatoria, dove io mi addestro e imparo perlomeno a fare dei passi base, sennò come faccio a discriminare? Non posso. 

All'inizio una persona che non sperimenta nemmeno uno stato cristico o che non sa come affrontare questi stati e che non sa nemmeno cos'è la mente Superiore, come fa?! Ci vuole tempo. 
Nella prima fase il neofita deve acquisire una capacità di entrare in uno stato cristico profondo, autentico, duraturo e persistente e poi una scioltezza abbastanza spinta ad esprimere degli stati psico-emozionali. Quando questo accade, la sensibilità della persona si riapre. Uno torna alla stessa sensibilità che aveva da bambino. Ha un vantaggio enorme in termini di pace e di estasi. Quando intervengono questi stati psico-emozionali, se uno è molto aperto, deve imparare a veicolarli. 
La seconda tecnica aiuta in questa particolare difficoltà, in modo che io possa rimanere aperto senza bisogno di chiudermi, come ho fatto da bambino. Questa è la base per aprire lo Spirito. Se manca questa base, manca tutto. Se in questa fase vuole entrare la mia mente razionale e vuole gestire le cose che io imparo, non ho capito nulla del "lavoro interiore". Vuol dire che io voglio gestire la mia crescita. Non gestisco proprio nulla! 
Fare il lavoro interiore non significa decidere cos'è che affronto; non è che premo un bottone sul computer e di colpo mi esce il lato femminile. Stiamo scherzando! Non è certo come andare a fare le analisi in un laboratorio o premere un tasto sulla tastiera!... Ci vuole quindi una preparazione preliminare, dove la mente razionale si calma e dove uno torna bambino e apre la sensibilità in una certa maniera. Addirittura in alcuni momenti uno si sente smarrito, perché si sente senza protezione.

Dopo, si apprende il terzo passaggio, che è il più difficile. All'inizio si apprende il passaggio numero 1 e il passaggio numero 2. Solo dopo che uno ha aperto queste porte, allora può incominciare piano piano a risvegliare la mente Superiore. La mente Superiore è quella che ti dà il discernimento di come muoverti. La mente  Superiore, che viene però da un percorso autentico e quindi non dal tuo ragionamento, è quella che ci dà discernimento. In uno  stato di vuoto la mia mente Superiore mi dice cos'è quello che sto vivendo, me lo mostra. Mi mostra se è il momento di affrontare una parte di me e io l'affronto proprio perché me lo dice la mente Superiore. 
Se devo dare energia a a un certo processo - e comunque non sono io a decidere, è il processo che si manifesta - è perché dentro c'è una spinta che viene dalla mente Superiore. All'inizio questo non accade; all'inizio uno impara a muoversi, non ci sono questi processi così avanzati. 

L'importanza di una Guida

Se certe qualità interne non sono ancora sviluppate, lì è importante la Guida. E' importante che ci sia una persona, non che decida al posto nostro, che però piano piano ci guidi nel processo di crescita. Perché? Perché se io mi riapro e quindi in qualche modo mi permetto di fare un lavoro spirituale dentro di me, non sono autoreferenziale. E' come dire che un bambino si legge i libri da solo e impara tutto da solo. Se manca una Guida è chiaro che uno in tante situazioni  è perso ed è fondamentale avere un accompagnamento, quindi qualcuno che è già passato da quell'esperienza, che si suppone sia una Guida spirituale che ha ricevuto certe iniziazioni e ci può guidare internamente nel muoverci in certe difficoltà. E' per questo che in India (non guardate la parte negativa dell'esempio orientale, perché quella ci fa vedere delle figure chiamati Guru, Maestri che sono persone opprimenti, a volte presentano degli eccessi, anche una sfrontatezza, un modo sfacciato di presentarsi all'esterno), però comunque una persona come Yogananda, per farvi un esempio concreto, di una persona radicata a terra e che fu un esempio di correttezza, di umiltà, di apertura..., lui è stato seguito per dieci, quindici anni e doveva fare esattamente quello che la sua Guida gli diceva di fare e lui non era in grado di sapere se certi stati li viveva veramente, oppure no. La sua Guida, a forza di indicazioni, a volte energiche, a volte meno, l'ha condotto in una strada in cui poi lui è diventato indipendente. 

Normalmente in un percorso spirituale generico questo aspetto non c'è tanto; dove uno impara a a meditare, a sviluppare uno spazio interiore di tranquillità, non c'è poi veramente un contatto profondo con se stessi e lì la Guida è meno importante; per esempio in alcune tecniche di guarigione, di auto-guarigione come la pranoterapia, come il Reiki, il Diksha, il Tetha-healing, uno  le impara in un week-end, in un ciclo di seminari e poi è autonomo. Però il "lavoro interiore" non è così. E' un approccio profondo, è una mutazione profonda di se stessi, come facevano gli yogi in India, quindi l'accompagnamento ci vuole; non è dipendenza, non c'è una persona ingombrante che decide per te. Poi se uno prende l'esempio di certi personaggi che tu vai in India e ti dicono: "Lascia la moglie perché..." magari sarà pure la scelta che devo fare, ma se io non la sento, non faccio una scelta che mi viene detta in quel modo lì, però magari alcune persone hanno bisogno di quello e va bene. Non è quella però l'idea che vi sto dando io per "Guida". 
L'accompagnamento è necessario per la crescita. 
C'è una parte negativa che è stata fortemente contestata negli anni Cinquanta, Sessanta da vari personaggi, perché c'era un fanatismo, un'idolatria insopportabile e quindi tu vedevi gente che andava negli ashram in India a cercare una Guida spirituale che gli dicesse cosa fare ed era un modo per delegare completamente la propria evoluzione a una terza persona. Un conto che io mi faccio le ossa, vado in una caverna, vado dentro a un tempio, c'è una persona che mi segue e mi dice "qui sì" e "qui no", altra cosa è che io delego a lui una scelta e che io sono assente; se non c'è lui non vado avanti...


FINE

   

giovedì 22 giugno 2017

L'EVOLUZIONE DELL'ESSERE UMANO - parte quarta -

L'EVOLUZIONE DELL'ESSERE UMANO
(parte quarta)

Gli effetti del trauma



di Gaetano Pedullà


A livello di "pianeta Terra", l'evoluzione dell'uomo medio è piuttosto bassa, bassa nel senso comune del termine perché è un pianeta giovane; pensate che gli Esseri che ci guidano hanno 15 miliardi di anni più di noi; la loro tecnologia è di 15 miliardi di anni più avanzata e non è nemmeno considerabile come tecnologia, come noi intendiamo la tecnologia. E' un qualcosa che per noi è inimmaginabile, quindi a loro confronto siamo proprio dei bambini. Molti dicono "il pianeta Terra fa schifo, l'uomo non capisce mai"..., a volte servono delle definizioni pittoresche, anche un po' forti, come quando uno ha bisogno di uno scossone, però la realtà è che la Terra è un pianeta giovane e quindi il grado medio di esperienza di tante vite è basso. E' un grado basso, non c'è niente da fare, quindi c'è ancora bisogno di sperimentare i traumi. La maggior parte delle persone, noi compresi, siamo sordi ai segnali, perché siamo troppo presi dall'esperienza, troppo presi ancora dall'esterno e questo è la causa di una mancanza di esperienza, non perché siamo sbagliati noi, come un bambino.
Andando avanti vediamo proprio la fase terminale della conferenza di oggi.

Gli effetti del trauma

E' molto importante perché in tutta la vita dell'essere umano la pulsione ha un ruolo importante per ognuno di noi in vari momenti della vita, ma poi quello che è più interessante è tutto quello che succede dopo che poi è quello che determina la nostra vita e come noi siamo nella nostra vita. Quindi riguarda la nostra vita per come noi ci manifestiamo nella vita e poi per come gli eventi che si susseguono nella nostra vita si manifestano a noi, quindi in un senso e nell'altro, esterno e interno. E vediamo in che modo.

Il trauma, quando si manifesta, ovviamente nel piano fisico, dove noi abbiamo il corpo dell'azione, cosa fa?

Nel primo corpo immortale che abbiamo, che non muore, cioè il corpo causale (corpo causale, corpo cristico e corpo co-creativo: corpo causale è l'anima, il discernimento, l'arricchimento interiore; corpo cristico l'Amore incondizionato; corpo creativo il corpo col quale noi decidiamo la volontà dello Spirito santo, dell'Intelligenza cosmica). Questi tre corpi sono immortali, crescono, evolvono, si potenziano sempre di più, non hanno negatività, sono incorruttibili; al massimo uno in un'incarnazione non avanza nemmeno di 1 millimetro in uno di questi tre corpi, ma non torna indietro, non è possibile un peggioramento. Non esiste la dualità in quelle dimensioni, dalla quinta dimensione in su non esiste dualità. La dualità esiste in queste dimensioni inferiori, dove abbiamo il corpo fisico, il corpo astrale, il corpo mentale

Nel corpo causale, che è quello di quinta dimensione superiore (quindi è il primo) si genera una forza interna disarmonica. Ma che diavolo è?

Vi ricordate che vi dicevo, uno deve sviluppare la parte femminile perché quella parte femminile è una qualità necessaria per potersi occupare delle piante, per essere un giardiniere del cuore e quindi devo comunque sviluppare una sensibilità, che sia uomo o donna non importa, la devo sviluppare, sennò come faccio a sentire amore in un bosco, con le piante, non è possibile?! Quindi, devo svilupparla quella capacità là. Nella parte sinistra del cuore, nel momento in cui questa parte di me l'ho trovata, per esempio in una madre, e mi sono attaccato a questa persona esterna, sordo a quelli che erano gli avvertimenti che vengono dall'Universo, che cioè era già il momento di distaccarmi e di trarre le mie conclusioni, non in modo razionale; attraverso una metodologia spirituale specifica, non in modo razionale, una volta che si genera il trauma nella mia parte sinistra del cuore sul corpo causale c'è come una sorta - dicevo - di nuvola, la luce non si riesce a trasmettere dai corpi più interni, questa nuvola diventa un pochino più densa, quindi si crea un addensamento. In questo addensamento che si crea sul mio corpo causale (ricordate che è un pochino più piccolo del corpo fisico, un bel po' più piccolo), si va come registrando questo trauma. E' come se venisse messa una memoria dentro. Questa memoria, finché noi non  affrontiamo, non sciogliamo quella parte, non la portiamo proprio a completo sviluppo, fioritura, quella ci accompagnerà per tutte le incarnazioni successive, finché noi non arriviamo all'apprendimento che quell'esperienza mi sta stimolando, cioè il femminile.
Questa forza interna disarmonica io me la porto anche se muoio; non è che siccome adesso sono vivo, poi muoio non mi trovo più. Mi trovo un'altra volta e si riforma di nuovo. Ha delle conseguenze. La forza interna disarmonica ha delle conseguenze molto importanti. Come ho detto, le prime sono conseguenze esterne, cioè su come la vita viene incontro a noi, ed è facilissimo! Nella terza dimensione, quindi piano fisico, gli eventi della vita tenderanno a ripetere quello stesso trauma: si chiama karma, cioè la ripetizione del trauma

Ma perché c'è questa ripetizione? 

Non c'è per punirci o per castigarci perché siamo stupidi, ma per stimolare in noi una presa di coscienza, un arricchimento interiore. Poi vi faccio capire quanto sia potente questo meccanismo, perché uno non può proprio scappare dall'insegnamento spirituale e dall'evoluzione. Il karma è comunque il segnale esterno più rudimentale, più rozzo, anche perché quando si ripete non guarda in faccia nessuno; quando interviene negli eventi della nostra vita e si ripete un trauma, son dolori, nel senso che comunque non vengono fatti sconti e quello che prende, prende!

Poi ci sono le conseguenze interne, che riguardano i pensieri e le emozioni che noi troviamo; quelli che io chiamo stati psico-emotivi. Gli stati psico-emotivi sono disarmonici e sono la conseguenza di questa forza interna indotta dal trauma, quindi, se io ho il trauma di aver perso il mio punto di riferimento femminile esterno, come conseguenza i miei stati psico-emozionali saranno di dolore, di rabbia, pensieri negativi "non potrò mai più avere una situazione del genere", "intanto non funziona", "...tanto è tutta una fregatura"... e quindi questo mi provoca a vivere una sorta di chiusura nel vivere esperienze, quindi ci può essere un'induzione inconscia nella mia vita quotidiana, ci può essere un effetto inconscio che nemmeno me ne accorgo, per cui sono talmente forti questi stati interni disarmonici che io sono completamente dominato, completamente condizionato. Io ho perso il mio punto di riferimento femminile esterno, non mi apro più all'esperienza di relazione con il femminile esterno. Ma io vorrei però! Mentalmente dico: "Cavolo, vorrei avere una fidanzata, vorrei avere un'amica... perché non ce l'ho?" Subconsciamente, senza nemmeno rendermene conto è come se questa esperienza la ributtassi, la ricacciassi. Ma si possono fare miliardi di esempi completamente diversi. Un altro  caso di stati pscio-emozionali di parte istintiva è per esempio una persona che ha paura di perdere il punto di riferimento femminile e poi magari si  permette di avere delle nuove esperienze, quindi supera una chiusura iniziale, e in queste nuove esperienze, proprio per la paura di perdere questo punto di riferimento femminile esterno, istintivamente la persona dice sempre di sì a qualsiasi cosa propone la controparte: "- Andiamo in un posto?" "-Sì"; "-Facciamo questo?" "-Sì"; "-Facciamo quest'altro? "-Sì"... Qualunque cosa è sempre "sì", purché non ci sia il pericolo di perdere la persona. La parte istintiva degli stati psico-emozionali forma la nostra personalità terrena; cioè tutte quelle cose di cui non ci accorgiamo che ci condizionano nei piccoli eventi e nei piccoli episodi di vita quotidiana. Forma la nostra personalità. Poi ci sono gli aspetti  non più istintivi, ma quelli dichiarati. Tornando all'esempio del punto di riferimento esterno e quindi della paura: mi riapro, a un certo punto vivo nuove situazioni, quel trauma, il fatto di averlo già vissuto, mi porterà ad aver paura di rivivere nuovamente quella situazione e questa paura avrà come conseguenza il fatto che divento possessivo, geloso, opprimente; incomincio a maltrattare la persona che sta vicino a me. Divento violento, sostanzialmente. Quindi  diventa non più un processo inconscio, silenzioso e neutro, perché se dico sempre di sì non è che sono arrabbiato o sono felice; non me ne accorgo nemmeno, dico solo "sì". E' talmente veloce il condizionamento che io non mi accorgo di nulla, mentre invece, quando mi arrabbio, divento geloso, possessivo, divento aggressivo, lì è già diverso: è più dichiarato, è più evidente, è meno istintivo, meno inconscio.

Abbiamo visto che la forza interna disarmonica ha effetti sia sulla nostra personalità, quindi su come noi ci poniamo nella vita quotidiana, sia su come la vita quotidiana viene incontro a noi: in tutte e  due le direzioni. Normalmente c'è questa doppia azione, perché dietro c'è una volontà sempre dello Spirito santo, del Macrocosmo, che noi andiamo con chiarezza nella direzione dell'evoluzione e, guardate che è infallibile! 
Se io mi prendo in giro e dico che questo non esiste e mi convinco che tutto questo è risolto e che non ci sono stati psico-emozionali alterati e che il dolore non ce l'ho, perché uso la mente razionale, perché uso anche alcune metodologie energetiche, perché me la racconto, perché ho paura, per un miliardo di motivi, comunque nascondo questa parte ed evado, intanto è la vita che mi richiama, eh! Non c'è modo di scappare. 
Solo però che, perché tornino certi eventi devo aspettare alcuni anni. Non è che ogni cinque minuti.... dopo un po' di anni si ripetono; vengono date un po' di possibilità. C'è una ciclicità. questo è il processo di evoluzione; il motore che mette in moto. L'esperienza di vita terrena parte tutto da una volontà superiore. 
La volontà superiore non è una persona dietro una scrivania; è inimmaginabile. Immaginate una creatività che è presente in tutti i tempi, in tutte le epoche, in ogni momento, è presente nel passato e in ogni spazio, in ogni dimensione e in ogni Universo dei 150 bilioni di Universi. Inimmaginabile! E, in tutto questo, noi siamo dei recettori che, attraverso le Galassie, attraverso gli ammassi stellari, attraverso i Soli, gli astri, riceviamo queste onde, veniamo come indotti elettricamente, psichizzati e poi questa psichizzazione che viene dall'esterno procede all'interno, dentro di noi. Prima, partendo dal nostro corpo più spirituale, poi si arricchisce dell'Amore, dell'Amore maturato nelle esperienze di vite precedenti, poi va a cercare questa indicazione esterna nelle qualità interne necessarie affinché possa essere portata a compimento e questa è la pompa, la spinta all'esperienza di vita terrena che ci porta a muoverci nella quotidianità.
In parole semplici, per non essere totalmente all'oscuro di questo processo che vi ho spiegato, quello che esiste sono soltanto questi ultimi tre argomenti: il trauma, la personalità e  il karma, cioè gli eventi che si ripetono nella mia vita, il fatto che ho un carattere di un certo tipo... 

E il carattere - badate - è costituito proprio da questi aspetti che ho spiegato prima, perché uno approfondisce varie esperienze, non è che ne fa una sola, quindi io  avrò venti filoni aperti, mica c'è solo l'aspetto del femminile e del maschile! Poi ci sono tanti aspetti secondari, più piccoli, più grandi che attendono di essere portati a comprensione interna. La mia personalità quindi è la somma di tutti questi aspetti.  In tutto questo c'è la mia scintilla divina e quindi la mia preponderanza spirituale ad andare in una certa direzione che è unica, quella è unica..., ma non c'entra niente con gli spigoli, con il carattere nel senso negativo del termine. Quando si dice: "Il carattere non è modificabile!", è una balla!!! Dipende in che momento mi trovo, perché se il mio carattere è spigoloso, è aggressivo o è impaziente, perché dietro c'è un trauma, ma cosa c'entra la mia unicità con la scintilla divina, col fatto che io sono impaziente perché in una vita precedente mi hanno ammazzato tutta la famiglia e sono rimasto da solo e alla fine sono impazzito?!... Il carattere quindi è una conseguenza della nostra linea evolutiva e cambia. Può cambiare radicalmente!  Quello che alla fine ci tocca di più sono questi temi. Questa è la spiegazione fenomenologica ed anche il perché viene chiamata scienza dello spirito, perché è tutta una concatenazione di eventi e di processi, sia esterni che interni, quindi esterni che vengono dai Soli, dagli astri e dalle Galassie e interni perché avvengono nell'entità individuale con varie conseguenze che determinano poi la forma incarnativa che noi portiamo avanti. Tutto questo ha un suo modo di essere affrontato, che poi vedremo, però adesso non volevo mescolare la parte di spiegare "come" intervenire con la parte invece esplicativa del processo. Sono due cose distinte. 
Un conto è il processo e un conto è come operare come arrivare poi all'arricchimento spirituale, quindi arrivare ad un'evoluzione in base a tutto questo e cosa è stato fatto fino ad oggi anche in base a certi percorsi che sono stati immessi nell'umanità.






mercoledì 21 giugno 2017

L'EVOLUZIONE DELL'ESSERE UMANO - parte terza -

L'evoluzione dell'essere umano
(parte terza)


di Gaetano Pedullà 

Entriamo nel vivo. Il tema è: "l'evoluzione dell'essere umano".
L'essere umano è l'essere dotato di Ego sum. Abbiamo detto precedentemente che l'essere umano è una scintilla divina; quindi, inizialmente, prima ancora che fosse creato l'Universo, cioè prima ancora che esistessero queste dimensioni, perché nell'atto di creazione dell'Universo ci sono dei momenti di eternità dove tutta questa struttura che vi ho descritto non esiste e quindi il Sé Cosmico esiste, esiste anche la Madre Cosmica; esiste sia il Maschile che il Femminile, ma sono ritirati in un sonno profondo. Quando avviene questo risveglio e comincia a crearsi il primo spazio operativo del Sé Cosmico, questo è il primo passaggio... prima infatti il Sé Cosmico deve costruire il suo spazio di azione, nasciamo noi, come figli, in seno alla seconda dimensione scendendo dall'alto, dal piano Cristico-cosmico: noi deriviamo da là. Ora, per diventare esseri umani - e questo lo dico solo come riassunto rapido - la parte che dev'essere ultimata la struttura dell'Universo, quindi nei vari periodi dove la creazione si espande e poi si ritrae, dobbiamo comunque essere in fase di espansione dove la creazione è portata già a termine, si devono formare ovviamente le Galassie, gli addensamenti prima enormi, poi sempre più locali, fino ad arrivare alle Galassie, agli ammassi stellari, fino al pianeta, fino ad arrivare all'interno del pianeta dove le condizioni necessarie perché possa svilupparsi la vita, in base anche a tutti i flussi e riflussi cosmici che passano attraverso le comete, oppure attraverso miliardi di fenomeni che ora non sto ad elencare..., alla fine, all'interno di un pianeta la scintilla divina, che non è ancora dotata di intelligenza, non ha ancora promosso un essere con l'ego sum, si manifesta prima come minerale e come tale comincia a sperimentare gli stimoli del piano fisico, quindi: caldo, freddo, qualunque tipo di vibrazione o di percezione fisica; incomincia, il figlio dell'Universo, a sviluppare una sorta di rispondenza alle sollecitazioni fisiche; poi come pianta, ovviamente continua la parte di risposta alle sollecitazioni fisiche, ma si sviluppa anche la parte alle sollecitazioni astrali-emotive; non appieno, in parte intermedia. La pianta risponde alla musica classica, risponde a tanti stimoli astrali-emotivi e, infine, con l'animale e in pratica completiamo questo processo di conoscenza preliminare dei piani sottili più densi esplorando anche il piano mentale inferiore, come ricordi, piccoli flash, piccole immagini, alcune piccole comprensioni..., passaggi semplici che ancora non ci sono nell'essere intelligente. Quindi, quando si manifesta una certa esperienza e dentro la scintilla divina, proprio grazie all'esperienza che ha fatto, prima come minerale, poi come pianta, poi come animale, ha abbastanza consistenza e poi all'interno di un pianeta ci sono tante forme pronte per vivere questo passaggio, ecco che è permesso il passaggio dell'ego sum, quindi queste scintille divine, inizialmente passive che semplicemente devono sviluppare una rispondenza, alcune di esse vengono scelte per ricevere l'intelligenza.
C'è tutta una fase preparatoria, c'è un intervento di esseri stellari che preparano e costruiscono un corpo idoneo per ospitare un essere intelligente, dotato di Ego sum e quindi comincia l'esperienza dell'essere umano.
L'essere umano, a differenza delle sue rappresentazioni precedenti (quindi minerale, pianta, animale) ha la possibilità di usare la mente Superiore; mentre invece negli altri esseri la scintilla divina è esentata dall'utilizzo della mente Superiore, come se fosse protetta da un ventre, da un ventre cosmico che quindi impedisce che l'entità possa perdere la propria individualità, il proprio libero arbitrio. Uno può perdere il libero arbitrio, si può rompere se non ha una struttura abbastanza forte a livello sperimentale, quindi per questo gli animali, le piante, i minerali sono protetti come da un ventre cosmico che poi viene rimosso e chi ha il libero arbitrio ha pieno utilizzo di tutti i corpi sottili.

L'essere umano è un essere dotato quindi di coscienza, di utilizzo della mente Superiore e quindi è un essere che è in grado di rapportare per la prima volta, la sua natura Superiore mediante la natura inferiore. 

Come si trasmette la vibrazione del Sé Cosmico, la volontà divina,  dell'essere individuale, come noi? Come avviene questo passaggio?



C'è un fenomeno particolare, che forse alcuni di voi conoscono, che è prima un fenomeno esterno all'essere umano, l'essere intelligente, e poi diventa interno. E' un fenomeno dove il centro di tutti gli Universi, il Sole Centrale, trasmette un'onda vibrazionale - e questo non è n concetto che noi conosciamo con gli occhi fisici, non è nemmeno la seconda forma di energia che viene emessa dai Logos, che è il Prana, non è nemmeno in sé l'Amore inviato come Prana, ma è una terza entità energetica che è più collegata a delle istruzioni, ha come una forma di energia che contiene le istruzioni di vita che si devono risvegliare in un sistema solare, in un pianeta, in una razza all'interno del pianeta e quindi è come se fosse una genetica cosmica che però risulta incomprensibile per noi; è un'onda psichizzante, si chiama così. Il Sole Centrale è quindi un'onda psichizzante che quindi porta questa informazione e questa informazione viene poi trasmessa nel centro Universale di competenza, nel centro galattico; all'interno dei soli viene nuovamente ricevuta ritrasmessa, quindi ri-psichizzata, finché non raggiunge l'entità individuale. L'entità individuale, come abbiamo detto, ha il corpo co-creativo con il quale riceve, come dicevamo prima, il servizio che il Sé Cosmico aveva pianificato attraverso la sua mente cosmica. Lo riceve quindi attraverso un fenomeno di induzione esterna che si chiama psichizzazione. Quest'energia viene captata dal nostro corpo co-creativo come un'onda che ha anche una configurazione geometrica; è una parte del nostro corpo co-creativo: si eccita e si attiva e, oltre a questa attivazione che è geometrica, c'è anche un'informazione, che è il servizio. E' ciò che viene dall'alto.
Ora, questa vibrazione dal nostro corpo co-creativo, dall'interno si trasmette verso l'esterno; dal corpo co-creativo comincia a manifestarsi nel corpo cristico. E' come una carica elettrica che viene passata da una dimensione all'altra. Viene passata dalla settima alla sesta dimensione e, nella sesta dimensione, la volontà di Dio, dell'Universo, collegata alla parte del corpo, si carica di tutto l'Amore che noi siamo stati in grado di manifestare durante tutta la nostra esperienza di vita terrena proprio nel manifestare quel servizio o quella volontà che in quel momento ci viene trasmesso dall'Universo. Più Amore noi abbiamo rappresentato in un determinato aspetto della nostra vita, più questa volontà che viene dall'Universo diventa forte, si potenzia, si ingigantisce, diventa imponente e quindi più gode di questa nostra gratitudine, diventa più marcata. E cosa accade? Il processo più interessante a livello della nostra anima (il corpo causale) che normalmente in un essere umano assomiglia molto al corpo fisico, anche se considerevolmente è più piccolo del corpo fisico, corrisponde proprio a una parte geometrica del nostro corpo causale che si attiva, ma in realtà cosa accade in questa attivazione? Questa energia va a cercare all'interno della nostra anima, quindi dei nostri arricchimenti, dei nostri apprendimenti spirituali nel processo evolutivo, tutte le qualità interiori per mettere in pratica il servizio spirituale o la volontà che l'Universo ci sta manifestando.

Faccio un esempio: l'Universo mi sta chiedendo che io mi occupi delle piante con amore. Allora, se questa informazione mi arriva nel corpo co-creativo, si potenzia nel mio corpo cristico se io già mi sono occupato con amore delle piante e l'ho fatto, questa volta avverrà ancora più potente dentro, acquisirà ancora più forza. Quando arriva nel mio corpo causale, dentro il mio corpo causale andrà a cercare quelle qualità interiori necessarie per portare a termine il servizio. Per potermi occupare delle piante con amore dev'essere sviluppata la mia capacità di ascolto, il mio femminile: la mia capacità di sentire l'Universo dentro di me, di abbandonarmi, di entrare in risonanza, senza intervenire, senza alterare. Sicuramente tutta la mia parte sinistra del corpo causale viene attivata. Comincia ad esserci proprio una spinta psichica, dal di dentro, come delle fibrillazioni che cominciano a muoversi e quindi, materia che si attiva.

Questo è un esempio per farvi capire come c'entra la geometria corporea e come si trasmette la volontà su un essere individuale. Se, per esempio, invece che occuparmi delle piante, devo occuparmi di parlare con amore delle piante, insegnare ad altre persone, con amore, quello che io con amore facevo prima, allora non mi basta solo l'aspetto femminile, ma è anche necessario un altro  aspetto, che è quello solare, maschile, e quindi trasmissivo. Entreranno in gioco varie parti del mio corpo causale, quindi non solo la parte sinistra, probabilmente anche una parte della mia parte destra. Dipende da persona a persona. I punti del corpo causale che si attivano sono legati a quelle qualità interiori che sono necessarie per sviluppare un servizio. 

In sintesi: io sono un figlio dell'Universo; all'inizio io non so come manifestare questo Amore cosmico nella mia vita quotidiana. Piano, piano, chi mi guida è la Volontà di questo Essere Superiore che governa, alimenta e crea gli Universi e quindi, mano a mano che c'è una certa volontà che mi spinge in una certa direzione, io verrò sospinto, attraverso il corpo causale, a maturare certe qualità invece che altre. 
Questa è la genesi dell'esperienza terrena. E', essa, una conseguenza banale di questo discorso, nel senso che se io devo maturare il mio aspetto femminile quando io prenderò un corpo fisico e quindi si formeranno i corpi inferiori, il mio corpo mentale inferiore, il mio corpo astrale e il corpo eterico-fisico (tutti corpi che non sopravvivono dopo la morte fisica), coopereranno allo sviluppo di queste qualità. Se queste qualità le ho già sviluppate internamente, allora semplicemente comincerò a fare dei pensieri concreti che sono in linea con questa Volontà superiore e non devo nemmeno faticare: vedo le piante, sento amore per le piante, mi sento spinto, mi butto direttamente nel campo e sono già operativo; sento emozioni di amore, vivo in modo molto armonico tutta questa spinta che viene dall'alto e il mio corpo dell'azione mi spinge, mi sostiene e mi supporta in tutto quello che sono indicato a fare a causa di questa volontà, di questo impeto divino. 
La cosa è interessante se io invece non ho ancora maturato alcune delle qualità interiori necessarie a portare a termine un servizio spirituale. allora, a quel punto, io non sono consapevole. Il mio corpo causale è come addormentato, è annuvolato (se uno uscisse dal corpo fisico e entrasse nel corpo causale in questo caso vedrebbe come una nube bianca, non vedrebbe l'illuminazione che viene da dentro che invece appare nelle parti di noi che sono già risvegliate.
Nel momento in cui manca la coscienza o la consapevolezza di come manifestare quell'aspetto che potrebbe essere sempre il femminile, io sono completamente al buio, perché non so proprio come manifestare. Immaginatevi che adesso uno di voi viene prelevato e si trova su Marte ed è un Essere che vola con tre ali... uno non lo sa proprio come né da dove deve cominciare. Questo per farvi capire cosa vuol dire sperimentare una parte di sé in una certa dimensione: per crescere!

Accade una cosa molto interessante: laddove non arriva la nostra coscienza, non perché siamo sbagliati, siamo deficienti, non capiamo (tanto la mente razionale qui non ci aiuta in nulla: o abbiamo vissuto, o non abbiamo vissuto, non ci sono altre strade. Uno, anche se ha capito di testa, non ha compreso da dentro). Per comprendere da dentro è necessaria l'esperienza terrena e a questo punto, quando è necessaria l'esperienza terrena, chi governa il Sé inferiore è proprio la natura inferiore, senza la  presenza della coscienza risvegliata! 

Cosa accade quando la natura inferiore è libera di arrivare da sola, perché manca colui che la guida, perché non sa e quindi non è presente... Dove va la nostra natura inferiore?

E' semplicissimo! Guardate gli animali, guardate i bambini che sono degli esseri purissimi, ma ancora non si sono formati bene nei corpi, quindi non c'è ancora una trasmissione precisa. Cosa fanno gli animali? L'animale se ha fame, mangia; se è arrabbiato, morde. Il bambino, se ha un'esigenza, la mette subito in pratica. Quindi, a parte casi particolari in cui l'essere bambino o animale può essere compenetrato da un'energia superiore, quindi non è l'animale, ma un deva, un essere che viene da altre dimensioni, ma nella normalità, quella scintilla divina che sperimenta le varie sollecitazioni fisiche, è la sollecitazione che comanda, che cerca subito una risposta nella realtà materiale. Se io devo sviluppare il femminile, quello che accade è che la mia natura inferiore mi fa come da sonda, mi permette di conoscere la realtà esterna e poi col tempo, ciò che sperimenta questa sonda, mi permetterà di arrivare, se io ho i giusti strumenti e ho la giusta cultura, all'apprendimento spirituale interiorizzato; però, prima, ci vuole questa sonda, sennò come faccio? Quello che accade è che si viene sospinti naturalmente a cercare questo aspetto nella materia e questa è l'origine della pulsione. La pulsione è una spinta irrefrenabile, che viene da dentro e viene soprattutto dal corpo astrale e dal corpo mentale inferiore. Questa stessa pulsione è, in fondo, figlia della volontà del Sé Cosmico, come un'energia che fibrilla, che non può trasmettersi perché non c'è apertura spirituale e quindi spinge a questa ricerca esterna. Questa ricerca esterna si manifesta attraverso una spinta irrefrenabile a cercare il femminile all'esterno: per esempio, in una madre, in una figura femminile di riferimento, che potrebbe essere una sposa, oppure un'amica, una sorella, una compagna, oppure anche un uomo che ha la parte di ascolto molto sviluppata, non necessariamente legato al sesso. 
Per cui, all'inizio dell'esperienza umana, è proprio necessaria questa spinta verso l'esterno. [...]. La ricerca all'esterno all'inizio è consentita dalla mente Cosmica, dal Sé Cosmico, è permesso, perché noi dobbiamo avere la possibilità di evolvere e poi questo arricchimento porta poi arricchimento anche al macro-Essere, quindi è tutto un circolo che si autoalimenta e rende una vibrazione debole sempre più elevata. Ci è così data la possibilità di incontrare ciò che noi desideriamo, ciò che ci sentiamo spinti a cercare all'esterno; quindi di trovare l'aspetto femminile in una donna, oppure in una madre; in una persona esterna e, per un periodo limitato di tempo, si può dire che la nostra pulsione o desiderio venga soddisfatto, perché l'oggetto del desiderio è raggiunto.
Nel momento in cui ho raggiunto l'oggetto del desiderio, perché c'è questa spinta e questa spinta c'è perché c'è una volontà superiore che mi porta a sviluppare certe qualità attraverso l'esperienza di vita, io mi sento soddisfatto, quando trovo ciò che desidero. Mi sento pieno, mi sento completo, sento che non mi manca nulla, mi sento al settimo cielo... Succede a volte - adesso cambiando completamente discorso - che chi cerca questa parte di accoglienza, o di essere accolto da parte femminile all'esterno di sé, o, rovesciando, quando cerca invece la parte di sé che dà sicurezza, che dà protezione, quindi la parte più maschile e quindi si crea l'illusione di aver trovato un qualcosa che ci completa e va tutto bene..., perché dobbiamo imparare! Vi ricordate? Non c'è coscienza; mancando coscienza, proprio non so da dove iniziare, quindi la sonda, cioè la mia parte più terrena, cerca all'esterno, come accade negli animali: hanno fame? Mangiano! Sentono un istinto? Lo mettono subito in pratica! E così pure noi. Cerca una parte di noi? Non c'è coscienza? E allora comanda la natura inferiore. Cerca all'esterno, questa ricerca è permessa; poi a un certo punto però lo Spirito Santo (lo abbiamo definito già questo concetto) decreta che è finito il tempo dell'apprendimento, cioè che abbiamo raccolto sufficiente esperienza per poter giungere a maturazione dell'aspetto interiore che inizialmente abbiamo cercato all'esterno. E quindi, la nostra esperienza di ricerca esterna incomincia a non funzionare! L'oggetto del desiderio, quella relazione, comincia a incrinarsi: il rapporto con  questa persona esterna non funziona più, comincia piano piano a rompersi, non ci sono più gli stessi automatismi, non c'è più la stessa armonia..., incominciamo a sentire che le cose non fluiscono. Abbiamo vari segnali e all'inizio i segnali sono buoni, sono tenui, sono come avvisi soft..., ma se noi siamo sordi a questi segnali e non abbiamo modo di  interpretarli, questi segnali diventano sempre peggio, fino ad arrivare addirittura ad una rottura completa della pulsione e questo genera il trauma. Il trauma è la perdita del punto di riferimento esterno. Tale punto di riferimento esterno non è detto che sia una persona: può essere anche una posizione idealistica di carriera, può essere qualunque cosa. Ci sono milioni di casi differenti.  Può essere anche un'idea che uno ha di se stesso; per esempio incarnare il maschile in un modo autoritario. Non lo cerco all'esterno, lo cerco dentro di me, ho un'idea del maschile assolutamente disarmonica, che impone, che opprime, che è imperativa in modo grossolano. Se uno non è disposto a sentire questi segnali si arriva al trauma. L'Universo ci aiuta, ci dà questi segnali! Ci fa sapere quando è il momento di chiudere con l'esperienza esterna. Questa è la genesi del trauma.