domenica 13 maggio 2018

I DONI ALCHEMICI DEL NUMERO 13 - di Kate Charlotte Serena Margot


I DONI ALCHEMICI
DEL
NUMERO 13




di
Kate Charlotte Serena Margot






" In principio era il Verbo..." Vangelo di Giovanni


Il Verbo, ovvero, il Suono! Vibrazione primordiale che ha dato vita alla Creazione tutta. "Tutto è vibrazione"; una conoscenza ben nota a Pitagora e riconfermata dalla fisica moderna, con la teoria delle stringhe, secondo la quale ogni particella costitutiva dell'Universo sarebbe un filamento di energia, paragonabile ad una corda di violino in continua vibrazione: come una corda di violino vibra in modi diversi, producendo differenti note musicali, così i filamenti della teoria delle stringhe vibrano in più modi, producendo particelle con massa e proprietà diverse tra loro.
Affermava, inoltre, il fisico Max Planck: "La materia come tale non esiste! Tutta la materia non esiste che in virtù di una forza che fa vibrare le particelle e mantiene questo minuscolo sistema solare dell'atomo".
Siamo quindi immersi in un oceano infinito di vibrazioni, essendo vibrazione noi stessi, un meraviglioso caos, fertile e pulsante di vita in cui qualcosa interviene a creare direzioni, rapporti, geometrie, forme... un principio ordinante, un'altra vibrazione che ha il preciso compito di armonizzare: il numero.

I numeri sono i direttori d'orchestra ai quali è affidato il compito di dirigere la meravigliosa sinfonia di vibrazioni della Creazione.
Basti pensare alla serie numerica di Fibonacci: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89,... che conduce alla sezione aurea, legge universale dell'Armonia.
Le proporzioni del rapporto aureo sono sempre state applicate nell'arte e nell'architettura, dal Partenone alle opere del Rinascimento.
In musica troviamo la sequenza di Fibonacci nelle fughe di J.S. Bach e nelle sonate di Mozart.
In qualunque forma di espressione che il nostro spirito riconosca come armonica compaiono quei rapporti numerici. Ma la dimostrazione di come il codice numerico sia il linguaggio cosmico, che tutto informa, ci viene dall'osservazione di Madre natura. Ci sono infiniti esempi di forme naturali, basate sulla spirale logaritmica, costruita proprio sulla serie di Fibonacci: dai fiori alle Galassie.

Insegno matematica ai bimbi della scuola primaria ed è sempre emozionante condividere la loro meraviglia quando scoprono le geometrie perfette nascoste in un ortaggio o in una conchiglia. Meraviglia che non è però stupore disarmato innanzi all'ignoto; sembra piuttosto risvegliare nei loro sguardi una luce di consapevolezza! I bambini sono connessi, i bambini sanno.

Queste le ragioni per cui mi sorprendo a sorridere di chi irride i principî su cui si basa la numerologia, relegandola nel bidone delle "pseudo-scienze", se non in quello delle superstizioni, in buona compagnia con l'astrologia, l'alchimia e molte altre discipline giunte a noi dalla Tradizione.
Non sono una 'numerologa', un'esperta in materia, ma sono sempre stata animata da curiosità; una creatura vegetariana nell'alimentazione del proprio corpo fisico, ma onnivora riguardo al sapere e all'infinita rete di connessioni da scoprire in esso, nutrimento per la mia mente e il mio spirito.
Le mie considerazioni sono perciò frutto  delle mie, seppur parziali, conoscenze, ma ancor più delle mie intuizioni ed esperienze vissute.
Ancora bimba, sdraiata su un prato fiorito in attesa di godere del privilegio di vedere una fata, ho sempre notato, affascinata, le meravigliose geometrie che la Madre ci dona e sempre ho "sentito" la vibrazione dei numeri, quale messaggio cui prestare ascolto.
Ad esempio, ricorre nella mia vita il numero 22: dal giorno della mia nascita a tanti altri momenti o luoghi per me significativi, superando qualsiasi mera logica di casualità.
Ed ora, in questo 2018, riconducibile all'11 - numero Maestro - portatore dell'energia cosmica di vibrazione extraterrestre che ci proietta nella dimensione della nuova Era, ecco giungere a me un'ulteriore meravigliosa conferma della potente vibrazione dei numeri!
E' in questo significativo e speciale anno che ho ricevuto il grande dono di re-incontrare la mia Fiamma, anima antica, da me conosciuta e amata da sempre; identico mio Spirito, ospitato come anima in altro corpo.
Erano pronte le nostre anime, dopo aver attraversato entrambe lunghi periodi di apprendimento, spesso in solitudine; l'attenzione rivolta al sé interiore e all'accoglimento dei dolori vissuti, per giungere all'amore di sé, requisito imprescindibile per poter amare l'altro ed essere amati, nell'autenticità dell'Uno. Un incontro privilegiato, che ha dato inizio ad un reciproco percorso evolutivo, nel quale l'uno è specchio, stimolo, forza ed ispirazione per i passi interiori dell'altro.
Passi che, compiuti nella propria personale storia e individualità, conducono a un nuovo livello, così che l'unione si manifesta poi in una splendida Luce comune, generatrice d'Amore incondizionato e creatività.
Quale attinenza ha questa mia personale esperienza con i messaggi numerici di cui vi voglio parlare?
Ebbene, già ci si era 'visti', riconosciuti nel comune sentire e nell'identico sguardo sul mondo, tramite l'espressione scritta delle nostre opinioni e dei nostri principî, all'interno di una comunità impegnata nell'opposizione alla criminale legge sull'obbligo vaccinale.
Ma il primo contatto personale, guidato proprio da tale riconoscersi, è avvenuto il 13 settembre, mentre il primo giorno in cui ci siamo incontrati di persona, in un indescrivibile vortice di emozioni, è stato il 13 gennaio! 
Non è un caso che si sia scelto il numero 13, numero karmico, espresso dall'archetipo dell'Alchimista; esso porta metamorfosi, morte della vecchia vita per rinascere ad una nuova.

Kate Charlotte Serena Margot








LE CARTE DEI NUMERI


I SEGRETI DELLA NUMEROLOGIA*




La vibrazione dei numeri in relazione agli archetipi della psicologia Junghiana

Il 13 è associato all'alchimista/metamorfosi. Il numero 13, che nella sua riduzione diventa un 4 è correlato al mondo dei sensi e delle forme e contiene in sé il principio dell'ineluttabilità del cambiamento. Il mondo racchiuso in questo concetto è quello di non aggrapparsi a ciò che non sostiene più l'evoluzione
Potremmo affermare che l'unica costante dell'esistenza è proprio il mutamento.  Esso avviene per amore della vita e permette alle forme ormai logore di lasciare il posto a quelle nuove. Il fenomeno della nascita e della morte esprime un continuo dinamismo evolutivo, il cui scopo è il conseguimento della perfezione.
Il patriarca Wei Lang diceva che il percorso del divenire avanza immutabile, fintanto che il più piccolo filo d'erba abbia conseguito l'illuminazione, fino a che ogni cosa vivente si sia reintegrata in ciò che è in essenza, l'Assoluto.


L'Alchimista

La morte è il crogiolo ella vita, eterno scudiero della notte. Ella cammina al tuo fianco come un'ombra fedele. Ciò che nasce contempla la sua morte, ma il segreto è morire nella vita
Jung paragona l'alchimista al viaggio della vita associando la trasformazione dei metalli alla trasmutazione interiore.. Secondo la sua visione l'alchimista è colui che compie il viaggio verso l'individuazione che avviene prendendo contatto col proprio centro interiore. Nella concezione alchimisticha lo Spirito e la Materia sono intimamente legati.

Come sostengono le Upanishad: " Tutto è Brahman e prima della Creazione dell'Universo Dio era pura coscienza indifferenziata". Per gli Alchimisti la materia stessa è Dio che, nel suo dispiegarsi, si manifesta nei molteplici aspetti dell'esistenza.
Negli scritti ermetici, in riferimento alla Tavola Smeraldina, leggiamo: "Ciò che è in basso è uguale a ciò che è in alto e ciò che è in alto è uguale a ciò che è in basso, per compiere le opere meravigliose dell'unica cosa dell'unico Dio, nel pensiero dell'unica cosa".
Da queste parole, che si ritiene siano state incise dallo stesso Ermete su uno smeraldo, comprendiamo che il fine dell'alchimia è la trasmutazione, per cui la divinità nascosta nella materia viene rivelata. L'Essere umano, nel suo percorso verso l'illuminazione subisce una serie di innumerevoli metamorfosi. Il suo corpo è come il crogiolo degli alchimisti, dove lentamente l'anima si evolve fino a identificarsi con il Sé Universale.

L'Alchimista riporta l'aspetto karmico del costruttore. Il karma è l'eterna legge secondo la qusale ognuno raccoglie il frutto delle sue azioni. L'Universo è un pensiero di Dio e l'uomo a sua volta è il risultato di ciò che ha pensato. Ogni cosa contiene in sé il principio del suo superamento e l'archetipo del Costruttore, che rappresenta la stabilità e l'inerzia, trova nell'alchimista la chiave per accedere alla liberazione dai vincoli della forma (il 4 è la forma; il costruttore è l'archetipo del numero 4, che rappresenta la sintesi del 13. Tredici e quattro sono dunque legati).
Col numero 13 l'uomo affronta la prova suprema della materia, al fine di riconoscersi nello Spirito immortale.

Le implicazioni karmiche del numero 13: il ciclo della vita e della morte

Nell'eterno gioco degli opposti, vita e morte sono intimamente connesse; l'una deriva dall'altra, in quanto ogni cosa nel momento in cui nasce comincia a morire. Nella Bhagavad Gita leggiamo: "Certa è la morte per chi è nato e certa è la nascita per chi è morto. Perciò di fronte all'inevitabile tu non dovresti soffrire".
Il numero 13, che nella sua riduzione teosofica diventa un 4, è correlato al mondo dei sensi e delle forme e contiene in sé il principio dell'ineluttabilità del cambiamento. Il monito racchiuso in questo concetto è quello di non aggrapparsi a quello che non sostiene più l'evoluzione. 

Il corpo come tempio dello Spirito

Il principio della fisica, secondo il quale nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, si ricollega agli antichi concetti dell'alchimia. Oltre l'illusione dei sensi, che nella tradizione indiana è definita "Maya", la materia è energia senza forma e ogni atomo è composto al 99,999% di spazio vuoto. Questa "manciata di niente", come la definisce Deepak Chopra, è come un grembo, che partorisce gli stati d'animo più diversi, come il Paradiso e l'Inferno, l'odio e l'amore, la gioia e il dolore, il piacere e la sofferenza. 
Da dove viene dunque il miracolo della vita? I Rishi dell'India sostengono che tutto è coscienza e che l'uomo stesso è Spirito. Il suo corpo è come un abito, attraverso il quale entra in contatto coi piani discendenti della materia. L'abitante del corpo è l'aspetto individuale dell'esistenza cosmica. Il Sé Transpersonale trascende i confini del tempo e dello spazio e la sua natura eterna non rimane coinvolta nelle attività; non è mai nato, né può mai morire, né, una volta che è stato, può cessare di essere: non nato, eterno, immortale, antico; non viene ucciso, quando il corpo è ucciso (Bhagavad Gita, 2, 20). 
In questo contesto scatta l'implicazione karmica a cui è sottoposto il numero 13, che deve evitare di identificarsi col corpo fisico, riconoscendo in se stesso la Luce spirituale del Sé. 

Lo specchio della realtà esterna

Lo psicologo Thorwald Dethlefsen, nel suo libro Destino come scelta, sostiene che il mondo esterno è come uno specchio in cui ognuno coglie diversi aspetti di se stesso. Ogni essere umano utilizza soltanto il 10% del suo potenziale e della realtà, di per sé indefinibile, filtra soltanto ciò con cui ha affinità, essendo cieco tutto il resto. Il fine dell'esistenza è il raggiungimento della totalità e il destino porta l'uomo a confrontarsi con gli elementi di se stesso ancora negati, Continuiamo a imbatterci sempre nei medesimi problemi, fintanto che non integriamo la lezione contenuta negli avvenimenti stessi. L'antico principio dell'alchimia, secondo il quale ciò che è in alto è uguale a ciò che è in basso, ci fa comprendere che ogni cosa che accade all'esterno, è un riflesso di ciò che avviene all'interno. La realtà esterna è una preziosa fonte di informazioni e ogni elemento che ci disturba è come un messaggero, che rivela che quel principio non è stato integrato nella coscienza. Il destino individuale coincide con la traiettoria che permette a ciascuno di esprimere se stesso nel mondo e la sofferenza nasce dalla resistenza dell'Ego ad allinearsi con la legge dell'Universo. L'uomo deve comprendere che il destino è un suo alleato, imparando ad assumersi la responsabilità di ciò che gli accade.
La lezione karmica intrinseca nel numero 13 comporta la necessità di diventare onesti e il primo passo è iniziare a guardarsi dentro, al fine di acquisire sempre maggior consapevolezza. 

L'individuazione e il contatto con l'Ombra

Ognuno viene al mondo con un bagaglio di talenti unici, che la psicologa Marie-Louise von Franz definisce "germe innato della totalità", come un seme che contiene in forma latente tutto l'albero, il potenziale di un individuo è già racchiuso nel suo DNA e attende soltanto di dispiegarsi. Al pari del seme, che per il suo pieno sviluppo necessita di un habitat ideale, qualità del terreno, pendenza della zona, posizione rispetto al sole, anche l'essere umano per realizzare se stesso ha bisogno di condizioni specifiche. Seguire il proprio destino significa "fare ciò per cui siamo fatti", trovando un ambiente, un lavoro e degli amici che gli somiglino. L'istanza che si occupa di mantenere l'uomo nella giusta traiettoria è il destino stesso; nella psicologia transpersonale, questo percorso è definito "individuazione" e può avvenire tramite un apprendimento volontario e consapevole, oppure mediante la sofferenza. Se l'individuo rifiuta il confronto con se stesso, subisce una chiamata degli Dèi, che può coincidere con qualche avvenimento spiacevole che mette in crisi il suo ordine interiore. La destrutturazione subita dalla personalità permette in seguito una presa di coscienza che consente alla psiche di riorganizzarsi, integrando gli elementi finora negati. Questo processo avviene tramite il contatto con l'Ombra personale, che è la somma di tutte le realtà negate e ricacciate nell'inconscio. Integrando gradualmente le nostre zone d'ombra, otteniamo l'illuminazione, che è il fine ultimo della vita umana. Il saggio Wei Lang affermava che l'uomo è illuminato non lo sa e che in potenza "noi siamo Uno con l'Assoluto". Poiché siamo caduti nell'illusione, percorriamo la lunga via del divenire, fintanto che non trascendiamo la dualità e raggiungiamo la liberazione.





*Giulio Rossetti e Anna Ogier, Le carte dei numeri. I segreti della numerologia, ed. Il Punto d'Incontro, Vicenza, 1999.


    

venerdì 4 maggio 2018

MADRE


MADRE


(leggi e ascolta)




Quando scalzo, da bambino
guardavo alla finestra,
il mondo non mi faceva paura.
Mi sembrava tutto così bello e incantato.

Casa diventava stretta per me, 
per la mia voglia di scoprire, di conoscere,
di annusare l'aria,
di confondermi nei colori,
e sentire il freddo dell'inverno
bussare senza successo 
al mio caldo maglione irlandese.

Oggi torno a te, Madre,
con lo stesso fremito che avevo di conoscere il mondo 
degli uomini e delle donne,
con la voglia caparbia 
di ascoltare il tuo respiro.

Ora, che ho visto e conosciuto 
il mondo degli uomini,
ora che tutte le illusioni 
sono cadute spegnendosi dalle mie ali,
ora che sono nudo e spoglio 
di fronte alla vita, 
torno a te, 
Madre,
e la tua bellezza di nuovo m'incanta
e rapisce tutti i miei sensi 
sconvolgendomi l'anima.

Come un bimbo
corro dentro di te
e tu, accogliente, 
mi avvolgi
e rotoli i miei pensieri
giù per prati festosi di primavera
e tutti li lascio andare via da me.

Acque, terre, mari e cieli
scorrono dentro 
e il volo di un rapace 
rapisce il mio cuore,
portandolo a te, 
Madre,
fino al più alto dei cieli.


Lux

giovedì 3 maggio 2018

BELLEZZA


BELLEZZA

(leggi e ascolta)



Bellezza sei e basta. 
Non riproduci mai te stessa tante volte. 
Sempre antica e sempre nuova
tu da sempre sei.

Ogni attimo, ogni palpito, ogni respiro,
incontro bellezza. 
Bellezza non riproduce mai se stessa.
Mi coglie di sorpresa, ogni istante, ogni attimo infinito 
lei mi avvolge!


Mi rimanda ad una Bellezza infinita,
impalpabile ed eterna
che la mia vista e il mio cuore
non potrebbero sopportare. 

Altra ridondante e luminosa bellezza 
è sempre dietro di me,
e davanti a me
e di lato a me.

Ogni istante e in ogni mio respiro
tu mi accompagni e mi nutri.
Non potrei vivere senza di te.
Infatti pulsi dentro me, senza che io me ne accorga
sei nelle mie vene,
sei il miracolo di ogni mio respiro
e ti riconosco 
negli occhi della donna amata;

tu la vedi negli occhi dell'uomo amato,
solo dopo averla incontrata in te.
Solo allora, solo e soltanto allora,
ti è dato di vederla fuori.
Essa esploderà alla tua vista
d'un baleno,
colpendoti al cuore.
Ti rimanderà ad un'altra Bellezza:
quella del tuo Creatore,
quella degli dèi creatori 
che di te hanno travestito se stessi
perché ogni loro creatura 
li potesse cercare dentro
per riconoscerli poi di fuori.
Nessun fuori,
nessun dentro,
ma Bellezza infinita
sempre,
da sempre
e per sempre
che avvolge, 
cura,
 sovrasta, 
nutre,
palpita, 
respira
nell'intero e infinito 
Universo.




domenica 22 aprile 2018

FUOCO


FUOCO

(leggi e ascolta)


In altro post intitolavo "Il fuoco come elemento di trasmutazione"... Sentire il fuoco dentro significa vivere stati di estasi e di comunione costante con lo Spirito. Essere nel fuoco descrive un passaggio dallo stato solido a quello gassoso e, in termini spirituali, denota il transito da una vibrazione pesante e densa ad una più sottile ed elevata. Occorre ragionare in termini di eternità, per poter comprendere appieno il significato di tale passaggio. Impossibile credere che tale trasmutazione possa rivelarsi nel corso di una vita soltanto, senza che ci sia alcun nesso con la parte costitutiva dello Spirito che inabita la persona per vite e vite. Le anime che vibrano nel fuoco sono anime che hanno deciso di incarnarsi sulla Terra per servire gli altri, non certo perché abbiano necessità di purificare se stesse attraverso le lezioni del karma.
La purificazione della fiamma d'Amore può essere per loro irruente, senza risparmiar sofferenza e dolore; spesso il loro compito è eroico e può aver necessità di imprimersi nel mondo attraverso il sacrificio della loro vita.
E' esso il luogo spirituale di quegli Arcangeli, i Serafini, che spesso visitano le creature angeliche-umane che sono pronte per riceverli, custodendo nella loro stessa carne il disegno dell'Amore sacrificale; un Amore, quello, che trasmuta e purifica col suo passaggio schiere di anime, preservando e purificando luoghi fisici che, altrimenti, potrebbero implodere su se stessi non lasciando più traccia della loro esistenza, insieme a tutte le creature che li abitano. 
Allo stato estatico del Fuoco è possibile arrivare anche in un'incarnazione dall'elemento ARIA, dopo un duro lavoro su se stessi, allorquando tutti gli inviti dello Spirito sono stati accolti e onorati. A quel punto è possibile scoprire la bellezza di una nuova causa fino a quel momento sconosciuta: quella di sentire di essere felici solo realizzando una vita di servizio, diventando portatori di Amore incondizionato. 
E' l'esperienza della santità! E che cosa significa dunque 'esser santi' se non realizzare appieno la missione per la quale siamo scesi nella materia? Di contro, che cos'è il peccato, se non la mancata realizzazione del compito che l'anima aveva assegnato a se stessa poco prima della discesa?

Dinaweh
Aramass Kosterio Ramasyr
Luke Skywalker
Lux



PACHA MAMA



En el cielo y en la tierra
con el sol y las estrellas
en el cielo y en la tierra
la lunita y las estrellas

 Siento el fuego dentro dentro
siento el fuego aqui te encuentro
Pachamama en este fuego
Pachamama aqui te encuentro

Vuela vuela aguilita
vuela vuela condorcito
vuelan libres por nosotros 
cuidan miran todo, todo.


Nessi Gomes



ACQUA


ACQUA

(leggi e ascolta)



Dall'acqua veniamo; dall'acqua siamo vomitati alla terra. Quale elemento più malleabile e volubile dell'acqua. Estremamente vitale, l'acqua porta la vita ma è anche capace di annientare e distruggere tutto ciò che incontra sul suo percorso.
Esprime il mondo delle emozioni, le profondità del subconscio da cui provengono i moti più intensi e incontrollabili del corpo emozionale. La Terra, per lo più formata dall'acqua, è il pianeta nell'Universo ove le emozioni e il canto o il grido del cuore degli uomini sono in grado di creare o distruggere. Essa è la caverna della creazione, l'elemento più misterioso da cui tutto principia. 
Le anime che scelgono la loro incarnazione a partire dall'elemento acqueo sono paradossalmente le più lontane dalla luce; immerse nel mondo delle emozioni ne sono vittime e possono essere partorite alla vita dello Spirito solo attraverso un'espulsione violenta che le liberi dalle profondità oscure del loro Ego e le proietti verso la luce del sole. 
In genere esse sono quelle persone che tendono a far male a se stesse, attraverso l'uso di droghe o vittime dell'alcool, o agli altri; usano e sono usate dalla violenza delle passioni che non riescono a controllare. Occorre un lungo e duro lavoro prima dell'emersione alla luce del sole e all'aria.  

Dinaweh,
Aramass Kosterio Ramasyr,
Luke Skywalker,
Lux




Ezio Bosso, Sinfonia n. 1 - Oceans




Consegna alla vita
ogni inutile bagaglio
spogliandoti
rimani nuda
di fronte alle tue necessità

ora è tempo!

Tutte le cristallizzazioni
affiorano da dentro
e vomitano alla Terra che le accoglie
come Madre
la loro irruenta condensata matericità,

cos'altro vuoi tenere?
cosa aspetti a cadere,

di fronte alla statua di sale
che di te rimane
a ingombrare lo spazio testardo della ragione?
Or'altro si prepari alla tua vista
che non siano più distorsioni ingannevoli e spurie
di suoni vacui di sirene
a portare via da te
te stessa annichilita,
perché tu veda!

Come Ulisse, lègati al palo del tuo legno,
assisterai all'affondare delle illusioni
e di tutte le abitudini 
nelle profondità del mare oscuro
e gli orpelli precipitare di sotto la stiva
sentirai tintinnare al punto
da render sorde le tue orecchie
quando, rimbalzando su ricordi di suoni metallici,
monete senza più valore,
tutto cadrà!

E, mentre le vene pulsano e s'inturgidiscono
battendo d'un ritmo più veloce del solito
da dentro a fuori
e da fuori a dentro
esplode l'antico refrain di te paonazza
per il livore d'altri,

e tu t'accendi ancora...

Risali così come palombaro dai tuoi abissi
e l'acqua salmastra ti sputa d'in cima all'onda
assecondando il tuo corpo esausto
dell'ultimo colpo di pinna il movimento
e gonfi infine i tuoi polmoni
impazienti e a fine corsa
dell'ossigeno celeste di sole salato.

Poi d'un tratto
oltre le secche di territori deserti e selvatici,
fino a schiudere gli occhi
di nuovo esausta,
tu vedi!

Prendi tempo ora,
tutto il tempo che ti serve, Anima mia,
perché sei ora
nell'Essere che sei dall'eterno.

Namasté, Anima mia!




Luca Peirano, Gratitude, da Incanto e disincanto. Versi  
                      poetici di luoghi comuni e metafisici,  
                      ilmiolibro.it, 2014. 


  

sabato 21 aprile 2018

ARIA


ARIA 

(leggi e ascolta)





L'elemento ARIA è di per sé sinonimo di rinnovamento, di spostamento e di cambiamento di precarissimi equilibri; Siamo nell'aria sempre, anche con i piedi ben piantati per terra, poiché senza questo elemento non potrebbe esserci vita in noi, né nell'Universo. Ogni elemento che pervade la consistenza della materia è utile e necessario alla vita e non ce n'è uno meno importante dell'altro. Tutto concorre alla continuazione della vita, al suo accrescimento e  alla trasformazione costante di questa verso forme e sostanze sempre più evolute; essere nell'aria significa semplicemente esperire la vita in questo stato di densità. L'elemento Aria ci ricorda anche la nostra natura angelica e sottile, non meno importante di quanto non significhi per noi l'elemento Terra; ad esso afferente, ci ricorda l'attenzione e lo sguardo rivolto verso il cielo e quindi ci riporta al movimento invisibile eppur tuttavia essenziale dei moti interiori, affinché il nostro camminare coi piedi sulla Terra non sia vano e inconcludente. Non sarà escludendo alla vista e all'attenzione da noi stessi il pervadere invisibile di quei moti interiori dell'anima che come il vento ci scuotono e a volte sradicano in noi abitudini o attaccamenti che credevamo inestinguibili e inattaccabili, che potremmo proseguire incorrotti e liberi verso la realizzazione del nostro Spirito. L'aria, e con essa il vento quando si fa più forte, scuote dalle fondamenta le false certezze, ci impedisce di radicalizzarci nelle nostre convinzioni, impedisce la cristallizzazione dell'anima, che sempre corre alla ricerca spasmodica del senso ultimo, infischiandosene della forma, del genere e di tutte le variabili che ci individuano nel mondo delle relazioni e degli affetti, così come nella Matrix che vorrebbe farci credere di essere qualcosa che di noi rappresenta solo l'aspetto per non dire l'involucro più effimero e corruttibile. L'anima che sa, si serve del vento interiore e lo rappresenta nella forma dell'universo tangibile con il vento che scuote i mari, che solleva i tetti delle case, che rompe e spezza i nodi e i legami più forti. 
Occorre quindi ancora una volta, ora più che mai, capitolare e indurre la mente alla resa incondizionata; di fronte a tali moti dell'anima che cosa potremmo fare se non desistere dalla nostra pervicacia a voler tenere tutto immobile, quando l'immobilità non appartiene alla natura stessa dell'Universo?



Dinaweh,
Aramass Kosterio Ramasyr,
Luke Skywalker,
Lux.




Cuatro Vientos
- Aliento -





Viento que viene de la montaña,
viento tràenos la claridad. (bis)

Viento que viene del mar,
viento, tràenos la libertad. (bis)

Vuela (x 8) con nosotros  

Viento que viene del desierto,
viento, tràenos el silencio. (bis)

Viento que viene de la selva, 
viento, tràenos la memoria. (bis)

Vuela (x 8) con nosotros


Danit Treubig


venerdì 20 aprile 2018

CANTO ALLA MADRE NATURALEZA


Il 22 aprile è il giorno dedicato alla Madre Terra. Il 22 aprile è anche - non a caso - la data di nascita della mia Fiamma gemella. La sua caratteristica infatti è di essere molto legata alla Terra, sia per il segno zodiacale del Toro, sotto cui la sua esistenza terrena 'qui e ora' ha preso forma, sia per essere stata in vite passate sempre connessa agli elementi della Madre, come donna di medicina e messaggera del canto della Luce, pur immersa nelle tenebre del mondo. Fu con Maria Maddalena nella Francia meridionale a guarire e a portare la parola del Maestro, il Vangelo dell'Amore, dimenticato e stravolto da quell'energia maschile bruta e grezza che, anche in quel caso, aveva preso il sopravvento, tradendo il soffio luminoso e guaritore del Maestro.

Non appena ci riconciliamo con tutte le nostre parti, la vita diventa un sogno e la realtà coincide esattamente con il nostro sogno! Le immagini spurie che fino ad un momento prima erano state il leitmotiv della nostra sbiadita esistenza scompaiono, proprio come fa il vento quando spazza via la nebbia e le nubi corrono veloci nel cielo, lasciando l'intera scena ai raggi potenti di un fulgido e caldo sole.

Voglio dedicare alla Madre e all'energia del Femminino Sacro un canto, che proviene dal Mistero e dal Ringraziamento per essere incarnato e avvolto dalla sua trepida benevolenza. Ci dimentichiamo troppo spesso del dono che Lei ci concede e della Grazia che insieme possiamo riconoscere ogniqualvolta il mattino apriamo gli occhi e vediamo il Sole! Tutto concorre al fine di creare bellezza e armonia. L'entropia che modella e avvolge l'intero universo ad occhio superficiale può spaventare e disorientare il nostro sensibile e limitato spettro visivo delle cose, se solo operiamo con la mente: essa infatti per sua natura, tutto vuole separare e distinguere; ma se ci lasciamo avvolgere e portare dal Mistero della Natura, ecco che diveniamo noi stessi parte di quel Gioco Cosmico, senza più freni o limitazioni di genere. Allora e solo allora, entriamo nel Mistero della Vita  e, lasciandoci portare da lei, diveniamo Uno col Tutto, nel vero senso della parola, sapete; accade che possiate perdervi per lunghi e intensi momenti ed entrare nella vibrazione e nella pulsazione del cuore della Terra, sotto lo sguardo luminoso del Padre Cielo. 
Il Cristo aveva detto ai suoi sulla barca, durante la tempesta: "che cosa temete? Io sono con voi". E subito le acque si calmarono. 
Quando si calmarono? 
Quando quei poveri pescatori che si davano pena di gettare le reti per il loro sostentamento e quello delle loro famiglie, sballottati dalla furia del vento e delle acque, cessano di porre attenzione a quel piccolo particolare che diventa insignificante 
e si concedono di affondare i loro occhi negli occhi del Maestro! 
Ed ecco che la tempesta, come per incanto, cessa e la furia degli elementi svanisce! 
Così accade a noi, 
quando ci gettiamo nelle braccia della Vita, che tutto sa e accoglie.

Ora godetevi il testo e la musica di questo canto di Danit Treubig.
Questi giorni, fino al 22, trarremo lo spunto per farci cullare dalla tenera benevolenza della Madre. 
Namasté.


Dinaweh
Aramass Kosterio Ramasyr
Luke Skywalker
Lux


CANTO ALLA MADRE

(leggi e ascolta)



NATURALEZA





Naturaleza, naturaleza,
que viaja adentro
hombres que cuiden la tierra,
Mujeres que nutran las plantas,
Niños que escuchan atentos a la historia de su abuelo,
y ahi apareces tu, con tu ser luminoso,
y ahi apareces tu, con tu ser poderoso, 
con tu ser luminoso.

Naturaleza,
que viaja adentro de mi,
naturaleza,
hombres que cuiden la tierra...
Y ahi vives tù, con tu ser luminoso
y ahi vives tù, con tu ser poderoso
con tu ser luminoso.

Canto a la madre naturaleza
a tu misterio invisible.

Canto a la fuerza que alimenta
nuestra danza para esta vida.
Canto a la fuerza que va abriendo
el camino de nuestros sueños.

Canto a la madre naturaleza
a tu mistero invisible.

Canto a la fuerza que va abriendo
nuestras danza para esta vida.

Canto a la fuerza que va abriendo
el camino de nuestros sueños.

AHOOOOOOO