venerdì 23 gennaio 2026

OLTRAGGIARE IL TEMPO



DALL'AGRICOLTURA
DI GUERRA

    


ALL'ESPROPRIO DEI TERRENI



ALLE TURBINE  diesel 

 
IN NOME DEL FINTO 
"GREEN"






L'evoluzione 
della specie "uomo-macchina" 
e la disconnessione con la terra

Che cosa ci si poteva aspettare di diverso?
L'evoluzione dell'uomo-macchina prevedeva - alla fine - la totale sostituzione dell'elemento umano a favore delle macchine. 
Purtroppo il giochino, in vetrina da decenni se non da lustri, è sembrato invisibile ai più, a cominciare dai lavoratori della terra, a quei salariati di cui parlavamo nel post precedente che nessuna voce in capitolo hanno nella conduzione delle "loro" terre, rinunciando essi per primi alla loro sovranità alimentare, in cambio di sovvenzioni e aiuti statali o sovranazionali, perlopiù imposti o "venduti" come indispensabili per continuare la loro attività, fatta per la maggior parte di piccole e medie imprese a conduzione familiare o societaria-cooperativa.
 
Le politiche comunitarie e la globalizzazione del mercato alla fine hanno prevalso sul buon senso, sulle economie dei singoli Paesi, distruggendo i benefici di un'economia agricola di prossimità, imponendo lavorazioni della terra dannose per l'uso indiscriminato di erbicidi e fertilizzanti chimici industriali, riducendo la fertilità del suolo con la pratica di rivoltare la terra lasciandola nuda, causando il compattamento della crosta superficiale, rendendo il suolo impermeabile con l'utilizzo di trattori e aratri sempre più ingombranti e pesanti, obbligando la seminagione di coltivazioni estranee alla tradizione locale e alla consuetudine secolare delle diverse aree agricole, introducendo al loro posto monoculture invasive e totalitarie invece della preservazione della biodiversità peculiare di ciascun territorio.

Che cosa ci si poteva aspettare di diverso dunque, se i manovratori non hanno mai tenuto in alcuna considerazione il beneficio delle comunità umane, quanto il tornaconto in termini di investimenti e guadagni ad esclusivo vantaggio delle multinazionali della chimica e della farmaceutica che hanno imposto i loro diktat arrivando persino ad appropriarsi della proprietà dei semi, brevettandoli e modificandoli geneticamente, a scapito della salute e della salubrità del pianeta!?


REDUCTIO AD UNUM

Il piano va avanti secondo quanto previsto dall'agenda, senza minimamente curarsi del parere dei sudditi, tanto che l'espropriazione delle terre in nome di un fantomatico "bene collettivo" (identificabile nella svolta green dell'Occidente liberal-capitalistico) ci fa ben comprendere quanto anche il concetto di "proprietà privata" sia fittizio e del tutto illusorio. 
Alcun diritto di replica è concesso agli sventurati "proprietari" le cui terre incappano loro malgrado sotto lo sguardo famelico delle multinazionali dell'IA, ultima frontiera dei miliardari del pianeta che si spartiscono tra loro le risorse del globo proprio come i lupi famelici sbranano e si contendono fra di loro i brandelli sanguinolenti delle loro prede! 


Turbine eoliche funzionanti a gasolio che vengono fatte passare per "green", carne sintetica, dieta alimentare a base di larve e insetti, epidemie che si susseguono una dopo l'altra e che impongono da parte delle autorità sanitarie l'abbattimento di milioni di capi degli allevamenti intensivi, depopolamento umano programmato grazie all'ausilio della medicina e della chimica, utilizzo della geoingegneria per creare disastri climatici, malattie e inquinamento strutturale dell'ecosistema, guerre e pandemie vere o presunte, digitalizzazione della moneta, città s.m.a.r.t. da 15 minuti come gabbie a cielo aperto, tecnologia militare sui tetti delle abitazioni, nei lampioni stradali, sui semafori, telecamere per l'identificazione digitale, armi a energia diretta per la distruzione di boschi e foreste patrimonio dell'umanità, robotizzazione spinta nella produzione industriale e per il controllo della popolazione civile, immigrazione forzata per la sostituzione etnica... tutto parte del medesimo obiettivo: una "reductio ad unum" che ormai soltanto chi si ostina a non vedere, non vede!


SEGNI DI RISVEGLIO?    

Che cosa ci si può attendere a questo punto? Sembra che l'umanità, questa umanità, abbia bisogno di essere presa a calci e a schiaffi prima di reagire. In tal senso, tutto concorre al bene, potremmo eufemisticamente affermare. Scendere in fondo al pozzo dell'inconsapevolezza, affrontare il dolore della perdita, subire inganni e soprusi, essere vittime di guerre e di genocidi, essere privati del proprio benessere, essere costretti a uccidere sotto un'uniforme altri esseri umani senza alcun ragionevole motivo... tutto questo potrebbe finalmente svegliare le coscienze in un impeto di umanità indescrivibile!

E' di queste ore e di questi giorni la notizia che agricoltori e gente comune sono scesi in piazza nelle maggiori città europee per protestare contro le politiche green che stanno affossando l'agricoltura e l'allevamento.    




Di sicuro, non sarà auspicabile tornare a violentare la terra e gli animali come prima e gli agricoltori e gli allevatori dovranno cambiare rotta e metterselo bene in testa per tornare ad essere veri custodi della terra e rispettare tutti gli esseri che la abitano.

Sono convinto che, come si dice, "non tutto il male viene per nuocere", poiché spesso nella storia dell'umanità è accaduto che soltanto dopo tragedie e lutti si sia ritrovato il senso della solidarietà e della compassione per l'altro. 
Guerre indotte e programmate a tavolino, avidità e violenze sono sempre servite per dividere e separare  gli uomini e le donne e tenerli sotto il giogo dei soliti potentati. 

OLTRAGGIARE IL TEMPO

In questo tempo, foriero di un grande cambiamento dimensionale, tutte le forze distruttive sono scese in campo per contendersi il futuro dell'umanità.
Oltraggiare il tempo, questo tempo, significa non prender parte alla disputa degli inganni apparecchiati da millenni a tavolino da quelle stesse forze, ma trascendere con determinazione ogni lotta, ogni conflitto e scegliere di non essere complici.
Giustizia e pace non saranno raggiungibili se non attraverso uno sforzo individuale, grazie a delle scelte consapevoli, anche se a volte non sono per nulla comode.

Esistono altre umanità che hanno percorso gli stessi nostri passi, arrivando a scegliere il bene senza più cadere nella tentazione del male, non perché prive del libero arbitrio, ma per aver assunto dentro di sé la ferma consapevolezza che solo il perseguimento del bene può garantire pace, benessere e armonia.

Avete mai visto il film "Il pianeta verde"?

Per chiudere in bellezza senza farci cogliere dallo sconforto, ho pensato di proporvi un estratto molto significativo del film a conclusione del nostro ragionamento. In quei pochi minuti troverete tutte le giuste risposte alla domanda fatidica:
"Sì, ma io che cosa posso fare?"

Buona visione. 

Dinaweh

                  










 

sabato 10 gennaio 2026

La rivoluzione verde ovvero...


la rivoluzione verde  



ovvero
l'avvelenamento del suolo, 
dell'acqua e dell'aria

La cosiddetta "Rivoluzione Verde" è stata la conseguenza di una mutazione antropologica nell'essere umano, iniziata con le due guerre mondiali, mutando quel mondo agro-pastorale e tutti quegli uomini e quelle donne che da millenni si erano occupati della cura della terra, interrompendo definitivamente l'ancestrale connessione tra l'uomo, la terra e gli animali che la abitano.
La prima e la seconda guerra mondiale infatti, avevano cancellato con le bombe al fosforo,  il gas nervino, i proiettili perforanti dei carrarmati e i siluri a lunga gittata delle corazzate e degli incrociatori la civiltà antecedente, distruggendo città, villaggi, porti, ponti, ferrovie, senza risparmiare milioni di civili, vittime di bombardamenti atroci all'interno delle loro case, costringendo popolazioni intere a fuggire dalla loro terra per destinazioni decise a tavolino dai vincitori. Tale "volontà di potenza"  obbligò l'umanità a misurarsi con la cifra abnorme di una tecnologia foriera di morte e distruzione quale mai si era vista prima sulla faccia della Terra. 

L'atomica su Nagasaki e Hiroshima fu la pietra tombale che decretò la fine dell'assurdità genocidiaria mondiale del "secolo breve". 

Che fare dunque di tutto quel materiale che rimaneva inutilizzato negli hangar delle fabbriche che avevano prodotto armi e congegni di morte grazie all'utilizzo di formulazioni chimiche dannatamente tossiche e velenose per la natura e per l'uomo?

La risposta dei grandi gruppi industriali che si erano arricchiti grazie alle due guerre mondiali fu di utilizzare la chimica e tutti i suoi derivati non più per la costruzione delle armi, ma in fertilizzanti e concimi chimici da trasdurre in agricoltura. 
Da quel momento l'agricoltura smise di essere un mondo a parte, anche un po' bucolico e romantico quale era stato finora conosciuto, cantato e omaggiato da poeti, pittori e musicisti, per tramutarsi in una sorta di saga alla Frankestein, alla cui sequela i lavoratori della terra smettevano gli abiti contadini per vestire tute blu, simili a quelle degli operai delle fabbriche che a loro volta in massa abbandonavano le cascine e le campagne per il mito del lavoro in fabbrica e di un appartamento in affitto nei condomini-alveari di otto o dieci piani di squallide periferie urbane!

I SALARIATI DELLA TERRA 

Chi rimaneva sulla terra diventava un "salariato a contratto" costretto a prostituirsi alle multinazionali della chimica e a seguirne scrupolosamente diktat e protocolli che gli venivano forniti ad hoc.
Obbedire ai canoni della produzione industriale valeva quindi anche per chi rimaneva sui campi, secondo i nuovi criteri capitalistici pianificati sui grandi volumi di derrate alimentari che dovevano essere immesse sui mercati internazionali, con ottiche totalmente differenti rispetto a quelle produzioni familiari legate alla sussistenza o perlopiù a un mercato 'domestico', regionale o tutt'al più, nazionale.

Il carrarmato si trasforma così in trattore, le bombe della produzione bellica in pesticidi e fertilizzanti, mentre zappa, vanga, falce e rastrello si tramutano in aratri giganteschi, falciatrici meccaniche non più a trazione animale, ma funzionanti con motori a scoppio azionati da petrolio e dai suoi derivati.

E l'hanno chiamata "Verde"!!!

Un'agricoltura che rovescia costantemente la terra con profonde lame di aratri meccanici, la calpesta e la compatta con ruote gigantesche di trattori sempre più grandi e che dipende totalmente dal petrolio non poteva alla lunga che produrre frutti e coltivazioni degenerati, inquinati e tossici. 

LA MONOCULTURA

La monocultura, riducendo la biodiversità naturale, rende fragili e malate le piantagioni e per ovviare a simile sciagura sistematica ecco giustificato l'utilizzo  di pesticidi e fertilizzanti che penetrano nel terreno inquinando le falde, mentre l'immissione di semi standardizzati, geneticamente modificati e brevettati da multinazionali volte al profitto a scapito della salute, riduce alla miseria i lavoratori della terra, rendendoli dipendenti dalle politiche agricole comunitarie e transnazionali, ammala e uccide la fauna, la flora, gli insetti impollinatori e gli umani urbanizzati e lobotomizzati che comprano alimenti sempre più processati e tossici nelle catene dei supermercati della grande distribuzione alimentare.  

SOLUZIONI

Occorre ritornare possibilmente all'autosufficienza alimentare ed energetica; laddove non sia possibile, almeno contribuire a sostenere le piccole realtà locali, incentivando la produzione di piccole aziende a conduzione familiare che siano rispettose della terra e la considerino un essere vivente, che abbiano cura della vita in tutte le sue forme, che siano etiche con i loro lavoratori e producano in modo "naturale" ancor prima di distinguersi come aziende "biologiche certificate".

Occorre anche e soprattutto educare i bambini, i ragazzi e i giovani ai valori della condivisione delle risorse, alla conduzione di una vita etica, alla cura della terra e delle persone. Essere promotori e pionieri per la costruzione di una nuova Terra costruita sui valori del diritto naturale e sulla cooperazione tra gli esseri. 

Abolire significativamente gli allevamenti intensivi che fanno soffrire i nostri fratelli animali e, possibilmente, rinunciare a cibarsi della loro carne; laddove non si sia raggiunto ancora quel livello coscienziale, assicurarsi di nutrirsi di animali cui sia stata assicurata un'esistenza felice, che non abbiano  subito alcun tipo di violenza fisica almeno fino al loro ultimo sacrificio per diventare, nostro malgrado, cibo e nutrimento per il nostro corpo. 

ABITUARSI A CONDIVIDERE INFORMAZIONI E  CONOSCENZE  
CHE CI FANNO CRESCERE 

Condividete il video qui sotto, fatelo vedere soprattutto ai giovani e agli adulti, perché sia la compassione a prevalere nei cuori di tutti e la conoscenza ci aiuti a evolvere e a migliorare giorno dopo giorno il nostro modo di stare al mondo.
"Vuoi vedere il cambiamento nel mondo?
Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!" 
Ognuno di noi può davvero fare la differenza, a partire dalle piccole azioni quotidiane, boicottando le multinazionali del profitto, acquistando con coscienza e discernimento prodotti equi e solidali, evitando di reiterare le vecchie abitudini tossiche e accorgendosi dei bisogni degli altri, soprattutto di chi vive situazioni di disagio economico ed esistenziale.
Buona visione.

Dinaweh   

    






lunedì 5 gennaio 2026

INCANTO - Dinaweh

 

I N C A N T O 




E' venuto il tempo
quando tutto si riaccorda 
all'Unigenito Suono originario

mentre noi di qua dal velo
aspettiamo il canto dell'usignolo colorato.

Non c'è fretta di ricominciare
questa volta ogni nodo 
si scioglierà

ogni faccia sbiadita dal tempo
riprenderà vigore
e i corpi martoriati dal dolore
riprenderanno vita

e una nuova Terra 
di là dal velo di Maya
ci sorprende
nei sogni di tutte le notti di fuoco

di qua si svolge come nastro
a pulire di memorie antiche
come d'incanto

finalmente il leone pascolerà
con l'agnello
e le api torneranno a punteggiare
l'aere terrestre
con il loro nettare prezioso

figlie degli Dèi,
sorelle alate senza tempo
compagne degli uomini
e delle donne

da tempi immemorabili
veniste ad addolcire le loro pene

già si prepara per noi
una tavola imbandita dagli Dèi

ogni sconfitta
ogni partita interrotta
ogni battaglia perduta

torna Atlantide e Lemuria
torna il Cristo e noi con Lui
a celebrare la Vita
che pulsa nel DNA multidimensionale
dei suoi dodici strati luminescenti
delle origini

come quando fummo con Lui,
non da Lui separati
prima della caduta
nella densa materia



La poesia Incanto è tratta da: 
Luca Peirano,  Incanto e disincanto. Versi poetici di luoghi comuni e metafisici, www.ilmiolibro.it.