sabato 29 luglio 2017

IL MOMENTO DELLA SCELTA - WALK TO CHANGE



IL MOMENTO DELLA SCELTA



WALK TO CHANGE

Pubblico volentieri il contributo di Andrea Gioia che ha fatto il giro delle chat di tutti quegli Italiani che a causa dell'ultimo sopruso perpetrato ai danni dei loro figli si stanno organizzando per dire NO all'imposizione sui vaccini obbligatori. 

Prima però voglio suggerire ai lettori del blog di leggere il post in evidenza (lo lascerò per alcuni giorni) dal titolo "Messaggio urgente". Stiamo esattamente in quello spazio temporale, descritto così bene dai Fratelli maggiori e più evoluti del Cosmo che comunicano attraverso Gaetano Pedullà (molti di voi conoscono già Gaetano dalle pagine del blog). Se farete lo sforzo di leggere prima quelle righe, capirete meglio il senso del mio dire qui.

Ciò che stiamo vivendo è per tutti noi un momento molto delicato, ma profondamente decisivo per le coscienze individuali e per la coscienza collettiva. Siamo messi, come mai prima d'ora era accaduto, di fronte a noi stessi, 'con le spalle al muro' si potrebbe dire; non abbiamo più scampo o vie di fuga. Occorre prendere una decisione, esprimere una scelta, anzi, delle scelte, che inequivocabilmente parleranno al posto delle parole e ci porranno laddove sentiamo di dover stare. 
Non sto parlando di un luogo fisico in primis, anche se poi quelle scelte ci collocheranno irrimediabilmente anche in un luogo fisico piuttosto che in un altro, ma soprattutto di uno stato di coscienza e di una vibrazione dell'essere (stato di coscienza vibratorio), che agirà in noi e ci identificherà laddove abbiamo scelto di 'vibrare'. In realtà, essendo esseri spirituali, è di una vibrazione di cui dovremmo parlare e non di un corpo fisico. Quello è solo il veicolo che sul pianeta Terra indica la posizione in cui ci troviamo, ma è latore soprattutto dello Spirito che lo in-abita. Ecco che l'inferno o il paradiso descritti dalle tradizioni religiose, non sono tanto un luogo, ma prima di tutto uno stato di coscienza vibratorio.
Perché parlo di questo? Cosa c'entra con il decreto Lorenzin e il lecito, ovvio disappunto di milioni di famiglie italiane? 
Tutto torna: eccoci alle prove generali, anzi meglio dire, al debutto. Iniziano le danze, amici! E speriamo che non siano le danze macabre di antica memoria... 

Dipende da noi. 

Non c'è più alcun luogo fisico ove possiamo sentirci al sicuro, al riparo da una scelta. Non c'è più un luogo fisico, perché non esiste più "spazio o riparo" che ci possa sottrarre allo scontro tra la Luce e l'Oscurità, tra il Bene e il Male, tra quello che nel profondo di noi stessi sentiamo come giusto e come ingiusto, di meraviglioso o di terribile. Nel titanico scontro tra le forze della Luce e quelle dell'Ombra, l'energia è tutta risucchiata per forza di attrazione o espulsa per forza di repulsione, a costituire agglomerati eterico-fisici di energia primordiale (la matrice archetipica è al lavoro) contrapposti e ormai inconciliabili. Tale sommovimento è sotto gli occhi di tutti, mi pare; è sufficiente guardarci attorno e prenderne atto. Non è più concesso il terreno neutrale e gli ignavi dovranno collocarsi, loro malgrado, da una parte o dall'altra della barricata. Sono le fasi cosmiche dell'evoluzione, in atto in ogni quadrante degli infiniti Universi in processo di estrema velocizzazione: espansione e contrazione. Ora tutto torna velocemente al centro e rivela l'essenza di ciò che realmente è, al di là dell'accidente (della forma) sotto cui cui sinora si era nascosta.

Questo è ciò che stiamo vivendo, cari amici; tutti, nessuno escluso. E' uno stato dell'essere che non chiede permesso di entrare nella nostra vita; fa breccia e irrompe, quando meno ce l'aspettiamo, proprio come fa un ladro di notte in casa quando viene a derubarci, o un terremoto, uno tsunami. Solo le creature connesse alla Fonte (lo Spirito che abita in loro), prima di tutti gli animali e poi le anime risvegliate, riescono a cogliere i segnali dell'imminente sconvolgimento. Mi vengono in cuore le parole del grande Maestro, ricordate? "Vegliate per non farvi sorprendere nel sonno. Il Figlio dell'uomo verrà come un ladro nella notte". Queste parole non sono ascoltabili solo dai cosiddetti 'credenti'. Esse nascondono un seme di verità universale compatibile a chiunque abbia un Ego sum. L'arrivo del Figlio dell'uomo che irrompe nella notte può essere interpretato come l'evento risvegliatore che ci coglie di sorpresa! Per il credente quell'evento risvegliatore non dovrebbe essere esterno a sé (il Cristo che torna sulle nubi), ma la voce interiore che, attraverso le esperienze drammatiche della vita, ci riporta alla verità di noi stessi e di ciò che siamo (cfr.L'interpretazione esoterica e l'universalità del messaggio di Gesù).

La legge che impone la vaccinazione obbligatoria di massa non può essere che l'espressione di una volontà di dominio sui corpi, sulle menti e sulle coscienze di milioni di persone che, per diritto di nascita, hanno la facoltà di essere libere! 

Tutte le dittature sono state tali e riconoscibili, non tanto per il tipo di organizzazione politica adottato (monarchia assoluta, monarchia costituzionale, aristocrazia, democrazia parlamentare, democrazia presidenziale, Partito unico), quanto per aver tolto o limitato la libertà di espressione, la libera iniziativa e la libertà di coscienza ai popoli. Siamo già in regime di dittatura, anche se velata da una falsa democrazia, ormai di nome ma non di fatto. Chi governa sono i poteri forti, i poteri occulti, le Multinazionali che decidono della sorte di intere nazioni. L'Italia è di fatto una holding privata e più non esiste come nazione libera e sovrana. I politici che fanno finta di governarla sono i gabellieri e i maggiordomi di quei potentati. Ho parlato a lungo del disegno occulto e ben strutturato da tempo dalla cricca degli Illuminati che governano il mondo (cfr. Transumanesimo. La fabbrica degli ignavi) e non è ora il caso di ritornarci su. Ma il concetto è lampante. 

Ora dobbiamo scegliere se continuare ad essere vittime e carnefici di noi stessi e dei nostri figli, od opporci con tutte le nostre forze a chi attenta costantemente e pervicacemente alla libertà e alla natura divina di cui ogni essere umano sulla Terra è portatore.
Vi lascio quindi alle toccanti parole che Andrea Gioia ha voluto trasmettere invitando tutti quelli che potranno a partecipare a questa bellissima iniziativa: una marcia pacifica e civile di tutti gli Italiani che hanno scelto da che parte stare! E noi, da che parte stiamo?

Dinaweh



WALK TO CHANGE
di Andrea Gioia




L'Italia non ha più il suo posto, perché il suo posto non è geografico, ma è al centro di ogni cuore ed è da lì che si illumina la geografia.
La dittatura seppur mascherata avvelena i cuori e diventi uno schiavo senza posto.
IN QUESTI GIORNI DARAI LA TUA RISPOSTA ALLA VITA (IO SONO N ESSERE VIVENTE COSCIENTE)
ma se rimarrai dietro ai tuoi vetri aspettando l'esito finale sarai paragonabile ad un vegetale.
In quei giorni non ci si prepara come andare in vacanza. Ma si parte come un militare svegliato in mezzo alla notte, pronto a fare il proprio dovere...
Se la Vita ti chiama e non rispondi, dove sarai?
Questa è una grande occasione che si svolge su vari livelli... un'occasione che viene data all'essere incarnato solo quando è pronto.

Che tu sia consapevole o no, su tutti i piani di coscienza si osserva a questo evento.

Il peggio di un progetto sconfinato nel tempo sta giocando le sue carte ora. Solo ora puoi scegliere la tua partita, la tua e quella di tutti.

L'OPPORTUNITA' DI OGGI HA PICCHI ALTISSIMI...
COSI' GRANDE LA VITTORIA, COSI' GRANDE LA SCONFITTA,
che non viene dall'esito della marcia, ma sarà determinata e circoscritta all'azione del singolo.

LA TERZA GUERRA MONDIALE ti è data di vincerla con una marcia armato della tua Volontà
carica della tua presenza.
Le informazioni le hai avute, Ora tocca a te.

Sarai magneticamente più potente quanto più ti darai da fare alla divulgazione...
così comincerai ad aprirti all'energia che vi sta aspettando.



clicca qui sotto se sei interessato a partecipare e mettiti in contatto 
con Andrea



giovedì 27 luglio 2017

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA




Gentile Presidente,

sono qui come cittadino italiano e spero ancora non come "suddito" per ricordarLe la gravità di un Decreto (Lorenzin) che viola la Costituzione di cui Lei, Presidente, è il Garante più autorevole. 

Noi cittadini non possiamo più accettare di essere calpestati e ingiuriati così a lungo, vittime di accordi e strategie di un NWO che travalica ogni libera istituzione democratica, imponendo ai Governi il proprio macabro volere attraverso gruppi e associazioni transnazionali (vedi Bilderberg, Commissione Trilaterale, ecc.) volti, ormai spudoratamente, allo sfoltimento della popolazione mondiale, al raggiungimento di una massa imbelle, falcidiando il DNA delle giovani generazioni ora attraverso i vaccini, per ottenere una nuova razza succube e docile ai voleri di un'oligarchia spietata e crudele al soldo delle Multinazionali (Glaxo, ecc.). Gli accordi CETA, che minano la sovranità giuridica degli Stati non ne sono che un esempio!

Siamo ben consci di tutto questo disegno, di cui il Governo, i suoi ministri, gli onorevoli deputati e senatori, sono soltanto le pedine obbedienti di un ordine perentorio quanto inesigibile!

Il movimento VAX FREE non è contrario ai vaccini: chiede solo che possano essere somministrati attraverso la libera scelta dei genitori, puliti da nanoparticelle ferrose e inquinanti, previa una diagnosi pre-vaccinale che a tutt'oggi molte ASL, nonostante sia contemplato da una legge dello stato che lo prevede, si rifiutano di applicare.
Se non riceveremo una risposta dal 1 agosto, caro Presidente, scenderemo in piazza del Quirinale  a ricordarglielo: non promulghi la legge di conversione per incostituzionalità!

La ringrazio e la saluto cordialmente.

dott. Luca Peirano


martedì 25 luglio 2017

TRANSUMANESIMO: LA FABBRICA DEGLI IGNAVI, UN MONDO SENZ'ANIMA

TRANSUMANESIMO
LA FABBRICA DEGLI IGNAVI



UN MONDO SENZ'ANIMA 

Dinaweh 




Ed io, molto sconcertato, chiesi:
"Maestro, cos'è questo frastuono?

e chi sono questi sofferenti?".

E lui mi rispose: "In questa misera condizione
si dannano le anime tristi di coloro

che vissero senza lode e senza infamia.

Sono mischiate a quel cattivo
coro di angeli egoisti,

non ribelli a Dio ma neppur fedeli.

Del paradiso questi offuscherebbero la bellezza
e giù farebbero vantare i dannati
che penserebbero d'esser migliori di loro".


Dante Alighieri, La Divina Commedia, canto III




Le parole di Dante Alighieri, che descrivono il carattere e la tipologia infima e indegna degli "ignavi", posti in una anticamera dell'inferno, poiché giudicati indegni persino di stare con i delittuosi dannati che in vita pure fecero la scelta del male, ci pare così appropriata oggi, a descrivere quella che un altro poeta, a noi caro e contemporaneo, definiva come "la maggioranza". Fabrizio De Andrè, che finì i suoi giorni ucciso da un cocktail mortale all'Istituto tumori di Milano. (Andate a leggere Paolo Franceschetti sulla morte di De Andrè, linkando sul nome).
E a tal proposito Faber diceva: "la maggioranza sta", in Smisurata preghiera!...
Se vuoi nascondere un segreto, mettilo in vetrina e nessuno ci crederà, diceva qualcuno.
Oggi ancora in molti rimangono testimoni muti davanti a uno scempio perpetrato spudoratamente e alla luce del sole (un pallido e malato sole, ormai) contro una popolazione inerme che si fa immunizzare come un gregge; non a caso viene usata questa epitome da una folta combriccola di notabili furfanti e criminali, alla vigilia del loro delittuoso programma liberticida e sporco di sangue innocente.

Noi preferiamo essere invece dalla parte di quella minoranza non più silenziosa, ma che finalmente comincia a far sentire la sua voce, quasi a realizzare quella anticipata 'smisurata preghiera' di cui cantava Fabrizio De Andrè; una minoranza lontana dall'ignavia 'dei molti' che rimangono muti e che hanno perduto la loro innocenza, dal momento che tutto - come dicevamo prima - è svelato e alla luce del sole! 
Di sicuro, dietro questa sistematica incapacità e inettitudine a comprendere, invece di farsi carico delle proprie responsabilità di individui di una collettività senziente e non di gregge, c'è lo zampino di una programmatica agenda transnazionale occulta che vuole fare dell'Italia il campo di sterminio delle libertà individuali e collettive, per dare sempre più slancio alla realizzazione del loro Nuovo Ordine Mondiale, creando con la complicità e l'avidità delle multinazionali farmaceutiche e chimiche una nuova razza di zombi, facili da dominare, insieme al decremento demografico indotto da quelle con milioni di morti per procura. Il Transumanesimo, epigono dell'eugenetica nazista, è già realtà. Occorre svegliarsi e aprire bene gli occhi. Si tratta di mettere insieme i pezzi del puzzle, per accorgersi di un disegno programmato da tempo (almeno dall'inizio del XX secolo) e che ora vuole giungere in fretta alla sua "soluzione finale".

In nome della preservazione della vita e dello Spirito vitale che da sempre anima l'uomo è nostro dovere impedire a tutti i costi che questo progetto criminale possa essere portato a termine, onde evitare l'estinzione della specie umana per come l'abbiamo conosciuta finora, in corpi svuotati della luce della conoscenza e dell'amore, ridotti a cloni zombizzati, servitori ubbidienti e senz'anima alla corte di un'oligarchia di spietati  cani da guardia.

E' nello stesso quadro che si inserisce il decreto sull'obbligatorietà dei vaccini; inutile disquisire quindi sui pro o i contro, sulla loro utilità o inutilità, sull'obbligo o la libera scelta. Il quadro in cui questa campagna di guerra mediatica e pseudo-politica annuncia se stessa non contempla altra via che non sia la messa al bando della libertà personale e di scelta. Questa è la prova provata che il fine ultimo che si vuole perseguire non è certamente la salute e la salvaguardia della popolazione (che peraltro non è sottoposta ad alcuna pandemia da virus), bensì l'asservimento totale dei corpi, delle menti e soprattutto delle coscienze, in vista della 'soluzione finale': un taglio demografico draconiano della popolazione mondiale, per un più efficace asservimento degli uomini-macchina che sopravviveranno. Non è il sottoscritto che lo afferma: ci sono dichiarazioni più o meno velate da personaggi di fama massonica mondiale, o denunciate a posteriori da ex-funzionari di governi, agenti segreti o militari che hanno scelto di confessare pubblicamente tali segreti preferendo non portarseli nella tomba, anche a costo della loro incolumità personale; non si dimentichi infine il "Depopulation Program", preconizzato e voluto da Henry Kissinger al Pentagono nel 1973: secondo uno studio di statistica demografica si sapeva infatti che nel 2012 la popolazione mondiale avrebbe raggiunto i 7 miliardi e sarebbe stato necessario intervenire con ogni mezzo per 'sfoltire' la popolazione di troppo.
I primi lettori di Jules Verne pensavano che fosse un pazzo e dopo la sua morte i suoi libri sono sempre stati catalogati negli scaffali di "fantascienza" di biblioteche e librerie. Oggi tutto quello che lui ha scritto si è realizzato. Dovremmo spostarli negli scaffali di "scienza"? 

E' con questo spirito che vi invito alla visione del video sottostante. Unire tutti i pezzi del puzzle vi farà comprendere quanto sia importante ora lottare, resistere e non rinunciare al bene più prezioso che abbiamo: quello della vita. Oggi ci chiedono di sacrificare ai loro sacrileghi altari i nostri figli; domani sacrificheranno anche noi. Se gliela facciamo passare liscia, non trascorrerà molto tempo che ci imporranno il microchip senza tanti fastidi. 
Anche quello (RFID) è stato da tempo programmato dall'Agenda 21. Aspettano solo il momento più opportuno per propinarne l'obbligo massivo come stanno facendo ora con i vaccini. Hanno già costruito i campi di concentramento per i reticenti. Gli Stati Uniti sono già pieni di questi campi con filo spinato e guardie FEMA armate fino ai denti con lo scopo di non far avvicinare i curiosi residenti nelle vicinanze. In Italia, anche se nessuno lo sa, stanno costruendo nuove strutture di contenzione (carceri) e i campi di concentrazione degli immigrati sono già una realtà convertibile ad altri usi in qualsiasi momento: quello opportuno.  

Buona a attenta visione!





mercoledì 28 giugno 2017

VOGLIO MEDITARE - Paramahansa Yogananda

VOGLIO MEDITARE


Paramahansa Yogananda


Amato Signore, poiché non mi è possibile mantenere alcun impegno terreno senza usare i poteri che tu mi hai elargito, rinuncerò a tutto ciò che intralcia il mio impegno quotidiano di meditare su di te.

Oggi voglio meditare, 
senza tener conto 
di quanto stanco mi parrà di essere.
Non permetterò a me stesso di soccombere ai rumori che distraggono l'attenzione 
mentre cerco di meditare. 
Sposterò la mia coscienza nel mondo interiore.

Passando per la soglia della meditazione 
entrerò nel tempio della pace perenne di Dio
e lo adorerò sull'altare della contentezza
che sempre si rinnova.
Attizzerò il fuoco della letizia
perché rischiari l'interno del suo tempio.

Voglio meditare regolarmente,
perché il lume della fede mi porti
nel regno immortale del mio Padre Celeste.

Divina Madre, voglio scostare il velo stellato del cielo;
voglio tirar via la coltre dello spazio;
voglio dissolvere il tappeto magico dei pensieri
e fermare il filmato della vita
che distoglie la mia attenzione,
per poterti contemplare.

Io so che Dio può essere realizzato
attraverso la meditazione e la percezione intuitiva, ma non con una mente inquieta.

Aprirò i miei occhi alla gioia della meditazione;
allora vedrò svanire ogni oscurità.
Voglio immergermi nell'acqua sacra dell'amore di Dio,
nascosta dietro i contrafforti della meditazione.

Perfezionerò il mio ambiente interiore 
con la meditazione,
per renderlo impervio a tutte le influenze esteriori avverse.

Voglio iniziare ogni mia giornata meditando
sull'Ente Supremo.
Nel tempio del silenzio scopro il tuo altare di pace.
Sull'altare della pace trovo la tua gioia
sempre nuova.

Nella grotta della meditazione, o Dio,
fammi udire la tua voce.
Voglio trovare in me stesso una felicità celestiale
inestinguibile.
Che io rimanga in silenzio o sia coinvolto nell'azione,
la pace regnerà allora nel mio cuore.

Ogni stella in cielo,
ogni pensiero innocente,
ogni buona azione,
sarà uno spiraglio da cui contemplarti.

Con concentrazione e devozione inesauribili
riversa la tua coscienza nell'infinità 
attraverso l'occhio spirituale.
Libera la tua anima dalla prigionia del corpo
per lasciarla spaziare nel vasto oceano dello Spirito.





IL SEME SOTTO LA PAGLIA

IL SEME


SOTTO LA PAGLIA


Sono come un seme sotto la paglia. Attendo il mio Risveglio, accolgo il fulgore del sole, ancor prima di trasformarmi in quello che sarò, perché so dapprincipio della relazione d'amore con l'astro celeste. Una relazione che per me è passata attraverso le mani dell'amico agricoltore; egli mi ha posto sotto la terra, non perché volesse privarmi della vista del sole, ma solo per evitare che il suo cocente calore potesse tramortirmi. La mediazione che è insita nel piano del Creato ha previsto me come seme, le mani dell'agricoltore come latore e custode della mia fragile essenza e il sole, da cui tutto scaturigina, come la deità che in me si rivela e rivela anche me. 
Tutto è relazione d'amore e il mondo presso cui sono stato posto ne è il contenitore, ove io possa fare esperienza di quello stesso Amore. 
La paglia mi protegge dall'arsura delle calde giornate estive, ma anche dai suoi fragorosi temporali, quando si abbattono dilaniando la terra arsa, diventata impermeabile a causa della prolungata siccità. Tu sei la mia difesa, la cara mano che si stende a coprire ulteriormente le mie fragili pareti. Mi doni calore e conservi la frescura e l'umidità necessaria dopo la pioggia, affinché io possa crescere in silenzio, senza morire anzitempo.

Il mio processo è simile a quello della nascita di una stella del firmamento. Un giorno avremo molte cose da dirci, quando mi sarò trasformato nel progetto che vivo già in potenza, come un dono. 
Assomiglio pure a un corallo che oscilla dondolandosi avvolto com'è dalle acque marine. Non c'è differenza tra me e un piccolo d'uomo, ancora privato della stessa luce, quando le sue cellule si moltiplicano istante dopo istante, per dar forma al feto che uscirà dal ventre della madre, non appena sarà giunto il tempo. 
Così l'umanità tutta, con la Terra-madre che l'accoglie, nel suo lento e inesorabile processo di evoluzione. Progetti di inenarrabile bellezza, potenziale in divenire del Sé Cosmico, noi tutti, creature mirabili, vibriamo dello stesso battito, figli della Luce, frammenti stessi di Luce in forme e molteplici colori, testimoni della stessa Fonte da cui proveniamo.

Dinaweh
    




martedì 27 giugno 2017

IL "LAVORO INTERIORE" STRUMENTO DI CRESCITA SPIRITUALE AUTENTICA E CONSAPEVOLE

IL "LAVORO INTERIORE"

 STRUMENTO DI CRESCITA SPIRITUALE
AUTENTICA E CONSAPEVOLE


di Gaetano Pedullà

Come operare dunque per non vanificare la consapevolezza raggiunta sul senso dell'esistenza e del significato dell'evoluzione umana?
Non è sufficiente infatti conoscere "mentalmente" la scienza dello Spirito; occorre metterla in pratica, perché essa possa essere il portato di un riscontro pratico nelle nostre vite, superando i traumi e i blocchi che ci inducono a ripetere sempre le stesse azioni. L'apprendimento spirituale si forma laddove c'è la nube, soltanto lavorando su se stessi, usando la volontà, facendo uno sforzo. Come ha lavorato l'umanità per raggiungere lo scopo?


La meditazione come astrazione dalla realtà, come ricerca di uno stato di pace, di rasserenamento, di vuoto, di tranquillità, quando è veramente vissuta in uno stato significativo, significa entrare in uno spazio "Cristico", o comunque, entrare in forte sintonia con questo spazio. Anche qui c'è una gradualità. Entrare in connessione con una vibrazione di 'puro Amore' significa riposare
Immaginiamo una persona che è distrutta, che viene da una situazione di sfacelo, non ha voglia di affrontare le cose dentro. Come fa a farcela? Se affronta più cose, si uccide! La prima cosa è stimolare uno stato di pace. La prima fase, quasi per tutti, è quella: di andare in quella direzione, di astrarsi in quello spazio  che può essere di cinque minuti, mezz'ora al giorno, in cui uno sta bene, anche se la vita è un inferno, anche se soffro, anche se sono in mezzo a un turbine di situazioni difficilissime, ho uno spazio dove sto bene. Questo spazio "cristico", a volte vissuto appieno, altre volte è lievemente accennato, ma tuttavia dà già i suoi benefici, spesso è una delle prime fasi della ricerca spirituale. La prima fase è più mentale: informarsi di come funziona l'Universo, di come stanno le cose. Quando si decide di affrontare l'interiorità, la prima fase è quella di sperimentare questa pace. Se io voglio veramente affrontare le cose, devo avere una certa serenità per poterlo fare. 
Ovviamente non si può rimanere all'infinito in questa fase; facciamo un esempio concreto: sono una madre di famiglia o un padre; ho una situazione familiare che è un inferno e quindi decido di fare meditazione per cercare un po' di riposo, un po' di tranquillità  per cercare di stare meglio. Riesco effettivamente a stare meglio, mezz'ora al giorno, però poi le altre ventitré ore e mezzo è un inferno. Se io vado avanti così quarant'anni, per qualche anno posso anche starci bene, ma dopo un po' non mi serve a nulla; è un'evasione dalla realtà della vita quotidiana che non voglio affrontare! Si arriva a dei paradossi che mi spingono, dopo un po', ad occuparmi di me.

Questa parte è molto importante; quella che si può maturare con la meditazione classica, con i mantra, anche con la preghiera: si può stimolare uno stato di estasi, di estraneazione, andando in un bosco, camminando in mezzo alla natura, ascoltando musica... Ognuno ha le sue strategie per maturare questo spazio. Esistono dei percorsi millenari; aiutano.
Lo stimoliamo in modo intensivo questo stato nel lavoro interiore attraverso la tecnica del respiro base. E' infatti molto importante nel lavoro interiore, che io insegno, entrare bene dentro questo spazio. Questo spazio da solo, però, non è sufficiente, perché tutto quello che sta sotto? E la vita? Quando l'affronto? Un lavoro spirituale completo porta ad essere radicati a terra, non a stare con la testa per aria. Serve a creare una vita sostenibile e radicata. Perché questo possa accadere dobbiamo comunque imparare ad affrontare le varie fasi. Sulle azioni possiamo fare ben poco; sono già successe! Non possiamo tornare indietro e cambiare ciò che è già avvenuto. Quello che noi possiamo fare è imparare ad affrontare gli effetti del trauma, quelli che sono dentro di noi. Gli eventi non li possiamo controllare, però possiamo imparare a lavorare dentro, su quelli che sono gli stati psico-emozionali e su quello che è il dolore. Imparare ad esprimere e ad affrontare gli stati psico-emozionali, in modo che piano piano non ne siamo dominati o condizionati, perlomeno su quello che uno riesce a vedere, poiché quelli istintivi, non li vedi, non c'è niente da fare. Se non sei pronto, non li vedi, ma non li devi nemmeno vedere; quindi su quelli più dichiarati, come la gelosia, la rabbia, la possessività. Se uno ci mette la buona volontà su quelle emozioni ci si può lavorare. Ci sono delle metodologie specifiche che aiutano ad esprimere questi stati; aiutano questi stati a manifestarsi nel piano fisico, però senza condizionare la nostra personalità, cioè senza essere deleteri per noi o autodistruttivi e senza essere deleteri o distruttivi per altre persone. C'è un vulcano che da dentro esplode? Esplodesse pure! Solo che imparo a farlo esplodere in una modalità costruttiva e non distruttiva. 

Questi insiemi di tecniche sono indipendenti dallo stato cristico; io posso stare in meditazione quanto voglio, ma poi quando vengono fuori questi stati d'animo, la meditazione non mi serve a nulla. Mica posso fingere di stare bene, se sto male. E' come prendermi in giro, dire che non sono arrabbiato, eppure lo sono! Questi stati quindi vanno affrontati fino in fondo. Queste tecniche le facevano anche nei percorsi più antichi, più arcaici; i nativi americani, quelli veri, fanno delle danze, dove esprimono fisicamente certi disagi interni, finché il disagio non si è espresso completamente. Anche gli aborigeni australiani, i Maori, altri popoli..., hanno delle ritualità, che non sono vuote o stupide o pittoresche; è proprio una scienza per tirare fuori e per permettere a certe parti di sé di emergere. Pensate anche ad alcune danze popolari in Italia, la taranta... Servivano a tirare fuori certe parti emotive che, altrimenti, erano represse. Se uno non esprime gli stati psico-emotivi, gli stati psico-emotivi dominano. Oppure uno li reprime: se li reprime diventano malattie. E' come se noi dentro al corpo astrale avessimo qualcosa che si muove e quello da qualche parte deve uscire. E' come un mostro. Se quello rimane dentro diventa un veleno. O esce attraverso l'emozione diretta, o esce attraverso un pensiero sarcastico, un pensiero rabbioso, o esce attraverso una malattia. Non ci sono altre strade. 

L'energia, se non è governata dalla Coscienza Superiore sfocia immediatamente nella materia perché questo è il piano di creazione dell'Universo, questo è il senso delle cose. Questi stati devono essere espressi nella materia, ma in un modo intelligente, che non sia, cioè, distruttivo. Questa è la seconda parte e questa parte in molte tradizioni spirituali, in certi approcci un po' burocratici della spiritualità, a volte questa parte viene giudicata. "Io non devo mai arrabbiarmi", "io non devo mai essere triste"... e quindi si mette un filtro mentale. Negando questa parte è  come se io la contrastassi con la mia forza di volontà. Facendo questo, magari nella vita quotidiana mi calmo, ma questa parte è alimentata da un mio percorso di crescita spirituale e quindi anche se la nascondo, alla fine mi verrà ripresentata dal karma. Anche se io mi illudo, per esempio trasformo tutti i pensieri negativi in pensieri positivi, perché sono abituato a "pensare positivo", perché so che il pensiero negativo crea negativamente, se io non sviluppo questa parte e la nascondo attraverso un approccio più mentale, quello che accade è che io non risolvo nulla; ho solo la percezione che migliorino le cose, perché mettendo un pensiero positivo bilancio un pensiero negativo e quindi bilancio tutti gli effetti verso il basso, ma rimane insoluta la parte in alto, che quindi determinerà inevitabilmente la necessità di un evento esterno che mi richiami alla corretta via. E infatti uno ripercorre la stessa via e alla fine dice: "ma allora non ci ho capito niente, come è possibile? Non ho risolto nulla". Non è il modo in cui pensiamo che determina la nostra guarigione. E' bene sapere che i pensieri negativi determinano realtà negative, ma mi metto a lavorare in una modalità che comunque permetta a questi pensieri di esprimersi in un modo benefico, costruttivo, che non mi trattiene nulla di interno.

La terza parte di quello che è un lavoro interiore profondo, è lo sviluppo della mente Superiore; il piano causale è dove abbiamo il primo corpo eterno, ma dinamico e quindi abbiamo il corpo causale dove risiede la nostra anima. E' lì che maturiamo i nostri arricchimenti. Occorre sviluppare la capacità di maturare l'arricchimento. Questo si fa attraverso delle tecniche specifiche. Normalmente alcuni arricchimenti importanti avvengono da soli, quindi non c'è bisogno di fare nessuna tecnica. Quando è il momento di cose importantissime della vita che è tanto tempo che le stiamo sperimentando (parlo di tante esperienze di vita) arriva un momento dove c'è un cambio topico della vita, anche senza fare nessun lavoro spirituale. Arriva un momento in cui uno realizza un qualcosa, ma il lavoro spirituale, se viene invece concentrato a sviluppare questa parte, la stimola; tendenzialmente la nostra Mente Superiore, ha paura a venir fuori; c'è una certa resistenza, perché se vedo.... "occhio non vede, cuor non duole". Ho certe reazioni dentro, quindi non voglio avere quelle reazioni, quindi meglio non vedere. Normalmente la nostra coscienza, a meno che non stiamo vivendo un momento topico, come dicevo prima, è frammentata, manda dei frammenti, delle cose enigmatiche, non arrivano dei segnali chiari; oppure arrivano piccole intuizioni nel corso degli anni, che possono dare delle piccole comprensioni su alcune situazioni di vita, ma non è una vera e propria presa di coscienza, come per dire "ho realizzato il femminile", "ho realizzato il maschile", "ho realizzato una parte importante di me, che è tanto tempo su cui sto lavorando". E' molto importante essere consapevoli che questa parte, la parte che viene da dentro, non può essere forzata, ma dev'essere opportunamente stimolata. 

Il terzo aspetto, per completare il lavoro interiore è di lavorare per il risveglio della Mente Superiore. Questi tre passaggi quindi, lo stimolare uno stato Cristico di vacuità, di profondità, imparare ad affrontare gli stati psico-emozionali e lo stimolare il risveglio di coscienza, ci mettono in condizioni, piano piano, di affrontare tutti gli effetti del trauma, di arrivare all'arricchimento spirituale. Se io affronto gli stati psico-emozionali, infatti, piano piano si rilassa quella parte di me e si può manifestare naturalmente la coscienza che viene dal di dentro e quando si manifesta la coscienza che viene dal di dentro, allora io posso cominciare a mutare nella mia vita quotidiana tutti i condizionamenti che quella forza determinava dentro di me e quindi tutte le volte che dicevo di "sì" a tutte le persone in modo inconsapevole.... porto chiarezza. Porto chiarezza su tutte quelle cose su cui sto lavorando, grazie al risveglio della mente Superiore e al fatto che sto affrontando tutto il dolore e gli stati psico-emozionali, che vengono fuori da soli, non perché io li cerchi. 

La mia vita concreta, piano piano, si ripulisce, sempre di più, sempre di più e comincia a venir fuori la spinta - quella vera - quella che viene da dentro e non quella che invece risulta condizionata dagli effetti del trauma o anche solo dal desiderio, dalla pulsione. Non è più quello che mi governa, ma adesso incomincia a venir fuori la voce da dentro. Quegli aspetti secondari che erano necessari al mio arricchimento (le pulsioni, le esperienze non sorrette dalla coscienza e quindi il trauma consequenziale dopo un certo periodo di tempo) si stanno armonizzando e cessano di aiutarmi, di servirmi. Hanno svolto il loro compito e viene fuori quella luce da dentro. 

Non è possibile approcciarsi a se stessi e fare tutto quello che io vi ho spiegato. Bisogna prima avere una preparazione; ci dev'essere una fase preparatoria, dove io mi addestro e imparo perlomeno a fare dei passi base, sennò come faccio a discriminare? Non posso. 

All'inizio una persona che non sperimenta nemmeno uno stato cristico o che non sa come affrontare questi stati e che non sa nemmeno cos'è la mente Superiore, come fa?! Ci vuole tempo. 
Nella prima fase il neofita deve acquisire una capacità di entrare in uno stato cristico profondo, autentico, duraturo e persistente e poi una scioltezza abbastanza spinta ad esprimere degli stati psico-emozionali. Quando questo accade, la sensibilità della persona si riapre. Uno torna alla stessa sensibilità che aveva da bambino. Ha un vantaggio enorme in termini di pace e di estasi. Quando intervengono questi stati psico-emozionali, se uno è molto aperto, deve imparare a veicolarli. 
La seconda tecnica aiuta in questa particolare difficoltà, in modo che io possa rimanere aperto senza bisogno di chiudermi, come ho fatto da bambino. Questa è la base per aprire lo Spirito. Se manca questa base, manca tutto. Se in questa fase vuole entrare la mia mente razionale e vuole gestire le cose che io imparo, non ho capito nulla del "lavoro interiore". Vuol dire che io voglio gestire la mia crescita. Non gestisco proprio nulla! 
Fare il lavoro interiore non significa decidere cos'è che affronto; non è che premo un bottone sul computer e di colpo mi esce il lato femminile. Stiamo scherzando! Non è certo come andare a fare le analisi in un laboratorio o premere un tasto sulla tastiera!... Ci vuole quindi una preparazione preliminare, dove la mente razionale si calma e dove uno torna bambino e apre la sensibilità in una certa maniera. Addirittura in alcuni momenti uno si sente smarrito, perché si sente senza protezione.

Dopo, si apprende il terzo passaggio, che è il più difficile. All'inizio si apprende il passaggio numero 1 e il passaggio numero 2. Solo dopo che uno ha aperto queste porte, allora può incominciare piano piano a risvegliare la mente Superiore. La mente Superiore è quella che ti dà il discernimento di come muoverti. La mente Superiore, che viene però da un percorso autentico e quindi non dal tuo ragionamento, è quella che ci dà discernimento. In uno  stato di vuoto la mia mente Superiore mi dice cos'è quello che sto vivendo, me lo mostra. Mi mostra se è il momento di affrontare una parte di me e io l'affronto proprio perché me lo dice la mente Superiore. 
Se devo dare energia a un certo processo - e comunque non sono io a decidere, è il processo che si manifesta - è perché dentro c'è una spinta che viene dalla mente Superiore. All'inizio questo non accade; all'inizio uno impara a muoversi, non ci sono questi processi così avanzati. 

L'importanza di una Guida

Se certe qualità interne non sono ancora sviluppate, lì è importante la Guida. E' importante che ci sia una persona, non che decida al posto nostro, che però piano piano ci guidi nel processo di crescita. Perché? Perché se io mi riapro e quindi in qualche modo mi permetto di fare un lavoro spirituale dentro di me, non sono autoreferenziale. E' come dire che un bambino si legge i libri da solo e impara tutto da solo. Se manca una Guida è chiaro che uno in tante situazioni  è perso ed è fondamentale avere un accompagnamento, quindi qualcuno che è già passato da quell'esperienza, che si suppone sia una Guida spirituale che ha ricevuto certe iniziazioni e ci può guidare internamente nel muoverci in certe difficoltà. E' per questo che in India (non guardate la parte negativa dell'esempio orientale, perché quella ci fa vedere delle figure chiamati Guru, Maestri che sono persone opprimenti, a volte presentano degli eccessi, anche una sfrontatezza, un modo sfacciato di presentarsi all'esterno), però comunque una persona come Yogananda, per farvi un esempio concreto, di una persona radicata a terra e che fu un esempio di correttezza, di umiltà, di apertura..., lui è stato seguito per dieci, quindici anni e doveva fare esattamente quello che la sua Guida gli diceva di fare e lui non era in grado di sapere se certi stati li viveva veramente, oppure no. La sua Guida, a forza di indicazioni, a volte energiche, a volte meno, l'ha condotto su una strada in cui poi lui è diventato indipendente. 

Normalmente in un percorso spirituale generico questo aspetto non c'è tanto; dove uno impara a meditare, a sviluppare uno spazio interiore di tranquillità, non c'è poi veramente un contatto profondo con se stessi e lì la Guida è meno importante; per esempio in alcune tecniche di guarigione, di auto-guarigione come la pranoterapia, come il Reiki, il Deeksha, il Tetha-healing, uno le impara in un week-end, in un ciclo di seminari e poi è autonomo. Però il "lavoro interiore" non è così. E' un approccio profondo, è una mutazione profonda di se stessi, come facevano gli yogi in India, quindi l'accompagnamento ci vuole; non è dipendenza, non c'è una persona ingombrante che decide per te. Poi se uno prende l'esempio di certi personaggi che tu vai in India e ti dicono: "Lascia la moglie perché..." magari sarà pure la scelta che devo fare, ma se io non la sento, non faccio una scelta che mi viene detta in quel modo lì, però magari alcune persone hanno bisogno di quello e va bene. Non è quella però l'idea che vi sto dando io per "Guida". 
L'accompagnamento è necessario per la crescita. 
C'è una parte negativa che è stata fortemente contestata negli anni Cinquanta, Sessanta da vari personaggi, perché c'era un fanatismo, un'idolatria insopportabile e quindi tu vedevi gente che andava negli Ashram in India a cercare una Guida spirituale che gli dicesse cosa fare ed era un modo per delegare completamente la propria evoluzione a una terza persona. Un conto che io mi faccio le ossa, vado in una caverna, vado dentro a un tempio, c'è una persona che mi segue e mi dice "qui sì" e "qui no", altra cosa è che io delego a lui una scelta e che io sono assente; se non c'è lui non vado avanti...


FINE

   

domenica 28 maggio 2017

LA NOSTRA AMATA MADRE TERRA

LA NOSTRA AMATA
MADRE TERRA


Carmen Nigri

Per milioni di anni la nostra Madre Terra ha sostenuto e supportato il cammino evolutivo dell'umanità. Oggi la chiamiamo "Gaia"; nei piani superiori è stata chiamata per milioni di anni "Virgo" (Vergine).
Questi sono i tempi del ritorno della primavera, dopo i rigori di un inverno millenario. Se nel gioco cosmico durato miliardi di anni Gaia aveva compassionevolmente accompagnato l'umanità intera nella sua 'caduta', ora è prevista finalmente la sua ascesa. Siamo all'alba di una nuova nascita: un uomo nuovo, cosciente e responsabile in totale armonia con Gaia, costruirà una convivenza tra tutti gli esseri più sana e più giusta, prospera e condivisa. 
Madre Terra ha finora ricevuto ben poca riconoscenza da parte dei suoi figli; essa è stata abusata, maltrattata, violentata. Oggi noi vogliamo onorarla e ringraziarla per il suo coraggio, la sua forza, la sua pazienza. Gaia è molto rispettata e ammirata dalla Gerarchia spirituale e dagli Esseri più evoluti della Fratellanza Bianca. Nessun Essere senziente ha mai sopportato tanti soprusi, maltrattamenti e traumi quanto lei. Nonostante tutte le aberrazioni subite e che ancora subisce, Gaia continua a rimandare la sua personale ascensione, nella speranza di poter portare con sé il maggior numero dei suoi figli! 
Mentre lei amava incondizionatamente tutti gli esseri viventi sul suo corpo, facendo di sé un gioiello unico e prezioso nell'universo, l'uomo ha deturpato il suo corpo, creando tanta bruttezza e dilapidando i suoi tesori. Gli stessi pensieri di guerra, di vendetta e di sopruso che hanno condizionato i tempi passati come il presente sono responsabili delle condizioni disarmoniche che l'umanità e il pianeta intero oggi vive; i cambiamenti climatici, i terremoti, le eruzioni vulcaniche, gli tsunami, le siccità come le alluvioni che imperversano sulla superficie di Gaia, non sono che la conseguenza di questi stati disarmonici e conflittuali.
Per ordine delle Gerarchie spirituali tuttavia Gaia non è mai stata abbandonata a se stessa.  Esse infatti hanno sempre lavorato insieme alle Gerarchie della Terra Interiore, in modo da non rendere inabitabile il pianeta e per assisterlo nel momento in cui esso finalmente ascenderà ad uno stato coscienziale più elevato di quello attuale.
Gli abitanti della Superficie non conoscono molto dell'esistenza degli esseri che abitano la Terra interna, o addirittura se qualcosa sanno, se ne ridono, avvalorando come credibili solo le  congetture risibili della scienza terrestre che vuole tenere all'oscuro l'umanità dalla verità, facendo credere che il pianeta sia un solido pieno al suo interno, con un nucleo ferroso che lo tiene - non si capisce bene come - in orbita nello spazio! Nulla di più incredibilmente erroneo... Tutti i pianeti infatti sono cavi al loro interno ed è proprio per una relazione tra le forze centrifuga e centripeta che si crea tra la superficie e il loro interno che essi - essendo cavi - possono galleggiare nello spazio senza collassare la loro orbita o peggio impattare tra di loro... 

All'interno di Gaia esistono diversi mondi e dimensioni, il più elevato dei quali è il regno di Shamballah, la città di luce, governata dal re del mondo, Sanat Kumara. Questa civiltà, assai evoluta è vibrante nell'eterico e per questo invisibile ad occhi umani. 
In quinta dimensione la città di Telos abitata dai Telosiani, discendenti dagli antichi Lemuriani che si erano riugiati all'interno della Terra per sfuggire alla catastrofe che li coinvolse contro l'Atlantide corrotta e usurpatrice dopo la 'caduta'.
A tutt'oggi i Telosiani sono molto coinvolti nell'aiutare gli abitanti della superficie. Un giorno non lontano saranno i "mentori" della coscienza cristica, ovvero le guide del presente e dell'immediato futuro che insegneranno agli uomini, durante il processo di ascensione, come costruire le nuove città di luce e collaboreranno alla costituzione di governi modellati sui principi dell'amore e della fratellanza universale, sul modello delle civiltà più progredite dell'universo.

A tal proposito desidero riportare alcuni stralci tratti dal libro di Aurelia Louise Jones, autrice già citata in uno dei miei precedenti post, dal titolo "Telos - Rivelazioni dalla nuova Lemuria". La citazione che riporterò qui di seguito è tratta dalle parole dettate all'autrice da ADAMA, alto Sacerdote di Telos, che sento di voler ringraziare personalmente ancora una volta ed esprimere la mia più profonda gratitudine e ammirazione. Adama ha infatti mantenuto le energie della Fiamma dell'Ascensione per migliaia di anni sempre accesa, fino a che l'umanità non fosse stata in grado di aprire le porte della consapevolezza interiore, per riconoscere la propria divinità e abbracciare la pace e l'unità del cuore.

Nell'attesa del Grande Incontro
Voi tutti oggi siete impegnati nella più grande di tutte le avventure: l'Ascensione. Prevediamo che i nostri insegnamenti si diffonderanno largamente per assistere tutti coloro che sono collegati a noi nel loro viaggio verso la libertà spirituale. Il nostro riemergere sulla superficie, per ricongiungerci nuovamente con coi, rappresenta il "Grande incontro" che avete atteso per molte centinaia di anni di separazione fisica. Vi insegneremo come creare con semplicità e grazia le basi per una imperitura età dell'oro, di illuminazione, amore, pace, bellezza e prosperità per tutti gli esseri umani che decidono di rimanere qui. 
Desideriamo fortemente essere con voi in maniera più tangibile, così come lo desiderate voi, perché noi siamo una famiglia. Insieme gioiremo per il nostro ricongiungimento nell'amore. E' con grande piacere ed emozione che vi trasmettiamo le memorie di Lemuria. Anche se per un po' di tempo è parso che queste memorie fossero andate perdute, esse hanno continuato a vivere e a prosperare nei vostri cuori fino ad ora. A Telos siamo onorati di unire i nostri cuori con voi e di assistere al ricongiungimento delle nostre due civiltà. Vi mandiamo molto amore da Telos, dove questa divina energia fluisce in grande abbondanza. Fino al nostro incontro, continuate a praticare l'arte del vero amore, che comincia con l'amare se stessi.
Possa abbondare nei vostri cuori l'Amore degli uni per gli altri e per tutta la creazione, come preziose gemme ed espressioni dell'amore di Dio Padre e Madre! Vi abbiamo caramente a cuore.
ADAMA.



lunedì 15 maggio 2017

EREDITARIETA' E MALATTIA

EREDITARIETA'
E MALATTIA



Le persone hanno una deperibile tendenza ad attribuire all'ereditarietà le loro imperfezioni fisiche, ritenendone responsabili i genitori. Quanto alle qualità, le ascrivono ai propri meriti. Il fatto stesso che noi facciamo una differenziazione fra quello che abbiamo ereditato e quello che è nostra acquisizione personale prova che la natura umana ha due aspetti: quello della Forma e quello della Vita.
Molte persone si attirano vicendevolmente in virtù di due leggi: quella di causalità e quella di associazione. E' la stessa ragione che spinge i musicisti a cercare la compagnia di altri musicisti nelle sale dei concerti, gli amanti dello sport o delle corse di cavalli a radunarsi nei campi sportivi e negli ippodromi, gli intellettuali a ritrovarsi nelle sale di lettura, biblioteche, ecc., mentre le persone aventi tendenze, caratteristiche e gusti comuni nascono nella stessa famiglia.
Così, quando si sente dire: "Sì, lo so, sono spendaccione, ma non ci posso far nulla: è così nella mia famiglia", non si tratta di ereditarietà, ma della legge di associazione. Invece di ritenere responsabili i genitori delle nostre cattive abitudini e cavarcela con l'ereditarietà, dovremmo cercare di correggerci e di coltivare le qualità che ci mancano.
L'uomo è essenzialmente uno Spirito. Arriva quaggiù con un complesso di qualità morali e mentali che gli sono proprie. Egli eredita dai genitori solo i materiali che costituiscono il corpo fisico. Mentre è giusto dare all'ereditarietà il primo posto per quanto riguarda la sostanza del nostro corpo denso, non lo è altrettanto per le qualità dell'anima che sono del tutto individuali. L'Ego che rinasce in un corpo denso, vi compie un certo lavoro e vi incorpora la quintessenza delle qualità fisiche delle vite passate. Nessuno possiede un corpo fisico che sia un miscuglio esatto delle qualità dei genitori, sebbene l'Ego sia stato costretto a servirsi unicamente della sostanza dei loro corpi densi per edificare il proprio. Ciò spiega perché un musicista rinasce in un nucleo familiare dove potrà procurarsi la sostanza necessaria per la costruzione di una mano fine e di un orecchio delicato con le fibre di Corti particolarmente sensibili e con i tre canali semicircolari di conformazione perfetta. L'assestamento di questi organi è sotto il controllo dell'Ego. 

Si nota nei feti che, nella parte inferiore della gola, proprio nella parte alta dello sterno, vi è una ghiandola chiamata timo.
Questa ghiandola è più grossa durante il periodo della gestazione, man mano che il bambino cresce, si atrofizza e scompare del tutto verso il quattordicesimo anno, quando il telaio osseo è completamente formato. Gli scienziati sono perplessi circa questa ghiandola e hanno avanzato parecchie teorie. Ve n'è una per cui questa ghiandola fornirebbe la sostanza necessaria alla formazione dei globuli rossi sanguigni, fino a che le ossa non siano interamente formate nel fanciullo e quest'ultimo non sia in grado di produrre da solo i globuli rossi. Questa teoria è corretta.

Durante gli anni della prima infanzia, l'Ego non è del tutto padrone del veicolo. Noi ammettiamo che il bambino non è responsabile delle sue azioni, almeno prima dei sette anni e anche del quattordicesimo anno.
In questo periodo, al bambino non derivano obblighi legali per il suo comportamento ed è giusto che sia così, dal momento che l'Ego, che si trova nel sangue, non è ancora in grado di produrre autonomamente globuli rossi.
Perciò, fino a che il sangue è fornito dai genitori tramite la ghiandola timo, l'Ego non può avere pieno possesso e completa padronanza di se stesso. Ecco la ragione per la quale i bambini non parlano di se stessi in prima persona. Parlano identificandosi con la famiglia. Dicono: "La bambina di papà, il ragazzo di mamma" o meglio "Maria vuole questo, il piccolo Giovanni vuole quello".
Ma non appena raggiungono l'età della pubertà e cominciano a elaborare da soli i globuli sanguigni, dicono invece: "Io voglio fare questa o quella cosa". A partire da questo momento cominciano ad affermare la propria personalità e a staccarsi dalla famiglia.
E' evidente che, poiché il nostro sangue e il nostro corpo ci sono trasmessi dai genitori, noi ereditiamo in pari tempo le loro tendenze ad alcune malattie. Non ereditiamo le malattie stesse, ma semplicemente la tendenza. Dopo il quattordicesimo anno l'Ego comincia a fabbricare i propri globuli rossi e da lui dipende in gran parte il fatto che queste tendenze possano aggravarsi al punto da diventare malattie reali.



Max Heindel, Principi occulti di salute e guarigione, ed. Del Cigno, 1999.