sabato 12 marzo 2016

La Nuova Scienza dello Spirito: il significato della vitta dell'uomo sulla Terra - ultima parte


La Nuova Scienza dello Spirito


Il significato della vita dell'uomo 
sulla Terra

(ultima parte)


A questo punto io insegno la scarica emozionale, meglio definibile come armonizzazione, che ha proprio questo compito preciso; attraverso la scarica psico-emozionale si esprimono questi stati psico-emozionali e si portano sul piano fisico, si manifestano direttamente sul piano materiale, attraverso delle pratiche dove si fa esplodere l’emotività, cioè non si nasconde, non ci si assenta, non si va nel quinto piano, ma si rimane e si esprimono fino in fondo. 

Un conto è il passo tecnico in cui io sto veramente male per cui devo andare 'sopra' e allora va bene; altro conto invece che c’è una forza potentissima che ha bisogno di essere espressa e io sono pronto per affrontarla e allora non scappo, non mi assento; rimango "nel qui e ora" e la faccio esplodere fino in fondo in modo tale che questa parte finalmente trovi sfogo; finalmente trova una strada verso il compimento. Una cosa che non ho detto per questioni di tempo, però un po’ l’ho introdotta, è quella riguardo le sette densità; man mano che si scende, le densità sono sempre più dense; è il Sé cosmico che si manifesta nella materia! Le nostre emozioni sono una parte di noi che è fatta di materia astrale e quindi essendo fatta di questa materia tende a seguire il flusso con cui questa materia è stata creata. 

C’è una discesa dall’alto verso il basso e così sono anche gli stati psico-emozionali, come ogni forma inanimata sui piani sottili; tende a scendere e quindi  quando si vive uno stato psico-emozionale è importante comprendere il concetto base che va fatto scendere, perché per quel tipo di energia, l’evoluzione è 'scendere', non è salire, mentre invece, per un essere dotato di coscienza, l’evoluzione è 'salire'. Però se un essere dotato di coscienza come siamo noi è costituito nella sua parte astrale da una serie di materiali  che non è lui, ma sono parti di lui, quindi sono parti inanimate, queste parti vanno espresse, in modo tale che questo materiale da una dimensione più sottile si manifesti come per naturale evoluzione in una dimensione più densa, che è quella fisica e quindi la scarica emozionale è proprio un passaggio che permette alle forme emotive e mentali di evolvere, altrimenti l’altra strada è quella di assentarsi, ma se io mi assento quella forma rimane lì dov’era; me la ritrovo al prossimo episodio dii vita quotidiana e tenterà un’altra volta di trovare una strada, ma io gliela blocco, mi assento… le tecniche di ascensione, come i mantra, come tutte le tecniche che vengono insegnate nelle scuole iniziatiche sono bellissime, sono fondamentali, la persona senza quella tecnica è persa, ma se vengono assimilate per anni in modo consistente per assentarsi, diventa una fuga; io non evolvo, perché non permetto a questa parte di me di esprimersi, non la amo, non ci sto insieme e quindi non posso poi dopo nemmeno avere l’arricchimento che c’è dietro. 

Queste sono le prime due tecniche; poi  c’è la terza tecnica iniziale, che è l’ascolto del Sé Superiore. È la tecnica che chiude il cerchio, perché ci permette di avere delle comprensioni non con la mente razionale, ma con la mente Superiore.  Finito il lavoro di messa a terra, di discesa, a quel punto entro in contatto con la mia mente Superiore e chiedo che cos’è che devo imparare da questo stato e allora piano piano mi arriva la consapevolezza di quella che è la vera causa di quello che muove gli effetti. Non lavoro sull’effetto; la mia attenzione non è tesa a rimuovere l’effetto, a calmarlo; la mia attenzione è tesa ad ascoltare l’effetto, lasciandolo andare fino in fondo e trarre l’insegnamento. Quello è un effetto che è mosso da una causa. Ecco perché è fondamentale conoscere la divisione in piani, se no uno non li capisce questi concetti; è impossibile, è tutto mescolato; invece così si ha una visione completa. Il primo passo è raggiungere la VACUITA’, l’assenza di pensieri, uno stato di pace, il secondo  è quello di affrontare il dolore nella sua accezione mentale ed emotiva, il terzo passo ci permette di trarre l’insegnamento. Quindi, piano piano, noi siamo in grado, in base a quello che è il nostro momento evolutivo e le spinte spirituali che impariamo a riconoscere, di lavorare su tutto. Avere infine la comprensione sull’inconsapevolezza e ci verrà data la comprensione di come esprimerla. Mi viene da dentro. 

Affrontare tutto quello che ho dentro e poi piano piano, nel momento in cui si va alleggerendo questo albero, si crea dentro di me uno spazio di libera espressione.

Ci sono tantissime altre tecniche, come la pranoterapia, come il Reiki, come il Deeksha, come il Tetha Healing…, che sono state proprio portate dagli Esseri Cosmici per dare alle persone strumenti di risveglio; però se le tecniche, come anche il respiro, come anche la scarica emozionale, vengono usate fuori dal loro raggio di azione, creano ostacoli, non creano discernimento. Quindi se uso il respiro, ma scappo dalle emozioni, non va più bene; se uso la scarica emozionale e me la faccio tutti i giorni per un’ora la mattina e poi non lavoro sulla causa, sto scappando; quindi anche se io comincio a fare tutti i giorni pranoterapia e pulisco il mio corpo mentale, il mio corpo astrale, il mio corpo eterico, sto benissimo, sto in pace, però rimango fermo, perché il mio corpo astrale, mentale ed eterico, se sono fuori fase, mi vogliono dire qualcosa! Io posso star meglio, ma non sono arrivato alla causa. 
Nel momento in cui non si lavora sulla causa, la ricodifica verrà di nuovo rimandata alla prossima fase non armonica, quindi, piano piano, ci sarà una nuova discesa e quindi si riformeranno gli stessi effetti, oppure effetti leggermente diversi. Il terapeuta, una tecnica mi possono aiutare a star meglio, ma nel momento in cui io non lavoro sulla causa, la ricodifica fatta dal terapeuta o dalla tecnica, la ricodifica verrà di nuovo rimandata alla prossima volta…

Le terapie quindi sono utili come una spinta, come un aiuto, ma se io non faccio niente per arrivare alla causa, è assolutamente inutile, anzi è dannoso; sto perdendo il mio tempo e anzi, se il terapeuta è veramente in gamba ad un certo punto vi dice: “senti non venire più perché è inutile”.  Ve lo dice proprio!

Anche la psicoterapia, se cercate attraverso la mente razionale di andare a curare quelli che sono gli stati emotivi difficili, è una fase intermedia, va bene; ha dato risultati interessanti… La persona perlomeno si calma e perlomeno se è un omicida o una persona estremamente violenta che non è assolutamente pronta per fare un lavoro interiore, perlomeno va avanti. Chiaramente non è un lavoro completo, perché la mente razionale non è uno strumento idoneo per poter lavorare su questo tipo di struttura, però può migliorare la percezione della vita quotidiana. 
A lungo andare, se poi non c’è un cercare di risalire alla causa, rimango fermo, cioè non vado né su, né giù. Uno strumento molto utile, meraviglioso sono i decreti: “Io sono”, “Io sono un’anima aperta”…, ecc., soprattutto per persone che hanno una bassa autostima o che hanno difficoltà ad accettarsi, anche in quel caso si hanno degli effetti positivi. Sostituendo pensieri negativi a pensieri positivi si sta meglio, un pochino meglio…, controllando la forma pensiero in ogni singolo dettaglio permette di calmare il sottobosco. Però attenzione, perché in questo caso, se io sostituisco il pensiero negativo a quello positivo e lo faccio per alcuni anni, se poi non cambio rotta, mi blocco, perché divento come una sorta di automa, dove, ogni volta che penso male, emetto un pensiero contrario, ma poi? Qual è la causa che stimola quel pensiero? Quindi, anche questo è uno strumento valido, ma entro ceri limiti, altrimenti diventa un blocco che non finisce più…

Se dietro un pensiero positivo, c’è un pensiero negativo è perché c’è un problema dietro, non perché è sbagliato il pensiero negativo… certo che il pensiero negativo influenza la realtà esterna e quindi tenderà a condizionare la mia realtà esterna, ovvio, ma è così perché dentro di me c’è una parte irrisolta che tende a stimolare tutto questo flusso. Si può usare in stati di emergenza, quando uno  non è pronto ad affrontare il dolore, almeno così un po’ si calma. Fino ad un certo punto funziona, oltre un certo punto non funziona.

Ci vuole tempo. 

Ci vogliono dai cinque ai dieci anni, se uno fa il lavoro interiore quotidiano, con serietà. Piano piano tutto si muove, applicando dei metodi, delle tecniche. Arrivare alla causa è un processo che ha bisogno di tempo; non è uguale per tutti, poi: per alcuni è più lungo, per alcuni è più breve, dipende. Per alcuni è molto rapido all’inizio, poi dopo arriva qualcosa che blocca… quindi non è che qui uno in un giorno, prende e risolve tutto, però si va in quella direzione. Già uno impara a non prendersi in giro: perché quella parte di me è bloccata? Dov’è che scappo? È più difficile raccontarsele… se vedi che la mente Superiore non si sblocca, è più semplice e più veloce riconoscere dove c’è il blocco e perché, per chi fa il lavoro interiore intensivo e giornaliero. Poi dopo non ci sarà più bisogno di tutto questo. 
Già nella quarta dimensione non ce ne sarà più bisogno, perché il corpo astrale e mentale se ne accorgono prima, quindi sarà tutto più semplice.
Una volta che arrivo alla causa e una volta che la Mente Superiore ha compreso la causa, allora sono pronto ad agire nella vita quotidiana. 
  
D. Ma si deve per forza vivere miliardi di vite?

R. Stai parlando di te? [risate]… hai bisogno di sperimentare e per sperimentare devi passare da quella strada. Sta parlando in te la parte psico-emozionale, non sei tu che parli. Stai vivendo momenti di sconforto, di tristezza e di sfiducia. Che cos’è, che è in atto? Uno stato psico-emozionale che si manifesta con un pensiero e con un’emozione. In realtà è un processo di apprendimento, ma le parole che tu dici, le dici da una prospettiva distorta; non è il tuo vero “IO” che sta facendo questa domanda, ma invece il tuo stato che tu confondi con quello che tu pensi e invece non è quello che tu pensi, il tuo vero IO, ma è una parte di te, che deriva da una tua esperienza di dolore che non hai superato e allora ti fa pensare in questo modo. Attraverso un processo di amore profondo allora, piano piano, viene consentito un passaggio in alto.

Mano a mano che si lavora su di sé si aprono degli stati di beatitudine e di consapevolezza sempre più intensi, anche se poi si vivono i momenti di bassa. Quando c’è uno stato psico-emozionale ci sono entrambe gli aspetti: quello mentale e quello emozionale. Si manifestano in questa doppia forma. Invece generalmente, noi pensiamo di stare male solo quando si manifesta l’emozione, ma quando si manifesta il pensiero grigio, non lo riconosciamo; pensiamo di essere noi, invece in quel momento siamo sotto influsso di uno stato psico-emotivo. Appena ci calmiamo ci rendiamo conto che non era così.

VOLONTA’ – AMORE e COMPRENSIONE-AZIONE

La volontà è fondamentale; è un bene prezioso, limitato, che non va sprecato in mille rivoli, in mille fiumi in contemporanea, ma va alimentato in una direzione. Usando la metodologia giusta, per esempio usando la scarica psico-emozionale (armonizzazione), allora Uno questi pensieri grigi li affronta e permette loro di trovare uno sbocco, una soluzione, una manifestazione. Piano piano arrivo a scoprire qual è la causa che li provoca. Quando si esercita la volontà in modo dispersivo, è perché in fondo Uno ha paura e quindi alla fine è una forma di fuga. È un processo lento, un processo di amore, non è un processo freddo, è un processo caldo, che richiede un grande atto di amore, di volontà, di dedizione; Uno deve proprio avere la volontà di volersi bene, di stare nella luce, se no non lo fa, non lo affronta; se ne frega e continua a vivere come si presenta la vita. Affrontare il lavoro interiore deriva da una voglia di stare bene, di vivere amore, di vivere pace, dev’essere proprio chiaro questo; è un atto di amore, non è un atto rigido.

D. Il perdono è il quarto cardine o fa parte dell’Amore?

R. Il perdono è una conseguenza dell’Amore, non è un cardine principale. Mentre la volontà, l’Amore e la comprensione-azione sono tre aspetti assolutamente scissi e indipendenti, sono autonomi l’uno dall’altro, il perdono deriva proprio da un processo di amore che avviene dentro di noi.
Faccio un esempio concreto: immaginate che io cercavo il riferimento esterno del maschile e l’ho trovato in una persona e poi a un certo punto arriva Uno che me l’ha tolta (gli ha sparato, lo ha ammazzato…). Allora cosa fai? Nel momento in cui mi permetto di vivere tutti questi stati, che sono l’odio, il rancore, la paura, insieme ad atteggiamenti di fuga dove mi chiudo, ecc., nel momento in cui mi permetto di vivere tutti questi stadi, gli dò voce, ci sto insieme, come un bambino, è tutto un processo di emersione e di amore, il fatto proprio che mi permetto di vivere…, quando si sblocca la vera comprensione, il vero insegnamento che quella situazione mi sta dando e che devo dare spazio alla parte solare, allora, piano piano, si crea lo spazio per il perdono; diventa un atto spontaneo, non un atto forzato, come conseguenza del fatto che ho amato quella parte di me, ho cominciato a cambiarla nella vita quotidiana.

D. Il lavoro interiore è solo un lavoro di volontà dell’individuo o c’è poi una comunicazione con il mondo Superiore in modo tale che la comprensione è anche il frutto di qualcosa che viene dall’alto, come “Grazia” o è, appunto, solo il frutto di un lavoro di volontà, dii amore per se stessi?

R. Sì certo. Non è un atto di presunzione dove faccio tutto io. 'Faccio tutto io' non è possibile. Quello che posso fare è utilizzare la volontà nella direzione precisa; non posso impormi di perdonare una persona: non esiste! La volontà non è a tutti i costi avere la comprensione, ma è invece imparare a muoversi con amore dentro di sé e le varie situazioni si presentano una dietro l’altra, non perché Uno le cerca o le forza, ma perché è il momento per affrontarle e quindi usare la volontà aiuta a ottimizzare i tempi, se no diventerebbe un atto freddo forzare, che non porta a nulla, a nessun vero cambiamento.

D. Sì, io ti chiedevo se c’è proprio un atto di “tenerezza" da parte del Sé Cosmico che vede il Figlio sbattersi, muoversi verso di Lui…C’è una comunicazione? Non è un lavoro a senso unico?

R. Certo. È continuamente un atto di tenerezza. C’è una comunicazione, certo che c’è, non è un lavoro a senso unico. Tante Grazie avvengono, perché Uno ad un certo punto vede che le situazioni si sbloccano, che ha la possibilità di stare più tranquillo. Vive dei momenti di Grazia, come se ci fosse proprio un dialogo. Ovviamente non va confuso il dialogo interiore con il dialogo con  altri Esseri.

D. No, no, un dialogo con l’esistenza…

R. Un dialogo con te stesso, alla fine.

Tutto quello che ho spiegato fa parte di una nuova scienza che verrà sempre più approfondita; questo è solo l’inizio. Fa parte di una scienza nuova, nel senso che noi siamo abituati a un concetto di scienza inteso come la ripetizione di certi eventi nella materia che tendono a portare sempre gli stessi risultati. Quello che la scienza terrestre ora non è in grado di fare e che quello che avverrà invece grazie alle nuove emozioni che stanno avvenendo sul piano fisico è rendere ripetitivo un processo spirituale, solo che la ripetitività non coinvolge solo il piano fisico, ma anche altri piani. Chi si mette a lavorare seriamente su di sé riesce nel giro di quattro o cinque anni a migliorare notevolmente la propria esistenza. Questa conoscenza cui ora abbiamo accesso, prima era nascost
a, si leggeva nei libri in termini piuttosto enigmatici; si parlava di scienza occulta, scienza esoterica, nel senso letterale della parola, cioè “nascosta”. Quindi si trattava il più delle volte di narrazioni, dii mitologie, di cose espresse come allegorie, come cose quasi romanzesche, come la Bhagavad Gita. Tutto questo ora è stato svelato, come è stato svelato il messaggio extraterrestre, quindi è stata chiarita completamente la natura degli interlocutori galattici. Senza lasciare spazio al dubbio. In quest’epoca verrà chiarita quello che è il lavoro dentro l’essere umano.

Sto scrivendo un libro, che poi divulgherò; sarà libero, sarà messo in un sito internet e tutto sarà manifesto in tanti settori, non solo in questo. Accadrà sempre di più che sarà tutto di una chiarezza e di una trasparenza estrema; prima doveva essere nascosto, perché la coscienza umana non era pronta per accogliere certe sfumature, non era proprio in grado di arrivarci, come una cosa fantascientifica; Uno non ci avrebbe capito nulla, ma adesso stiamo entrando in un tempo dove la gente può comprendere.



FINE


mercoledì 9 marzo 2016

La Nuova Scienza dello Spirito: il significato della vita dell'uomo sulla Terra - parte terza


La Nuova Scienza dello Spirito


Il significato della vita dell'uomo 
sulla Terra

(parte terza)


Io non condivido questo termine perché per me è incompleto, perché una carica emotiva non esiste da sola. Esiste una carica mentale psico-emotiva; non esiste l’uno senza l’altro, a meno che non sia ‘amore incondizionato’. Ma l’amore incondizionato non è una carica.

Gli stati psico-emozionali 

Gli stati psico-emozionali che sono? Sono di due tipi: il primo tipo: sono subconsci, sono nascosti, istintivi. 

Cosa vuol dire?

Fate conto che io perda una persona: perdo un padre, perdo il partner, perdo il riferimento maschile esterno: il mio istinto, nell’esperienze successive mi porta a chiudere: divento brusco/a, fuggitivo/a, mi allontano, mi comporto in un modo che nemmeno me ne accorgo. 
Io posso dire a me stesso/a che sto bene. Non mi sento arrabbiato, non mi sento triste, ma ho degli atteggiamenti istintivi che sono più potenti di me, di cui io nemmeno sono consapevole che mi portano a chiudermi, ma io non lo so. Quindi nella prima fase la parte subconscia è molto potente, è molto forte; all’inizio il trauma è stato veramente forte che noi abbiamo un rifiuto, una chiusura potente; come uno che rimuove e quindi poi ha degli atteggiamenti istintivi. 

Poi c’è anche una parte che è conscia di emozioni o pensieri negativi. 

Facciamo un esempio: fate conto che io ho ricevuto una bastonata così potente che sono andato in una depressione fortissima perdendo il mio riferimento maschile esterno e passano dieci vite oppure anche dieci anni, perché sono molto bravo/a; sono riuscito in qualche modo a riprendermi e piano piano mi apro; vivo una nuova storia di coppia, oppure in un nuovo corpo con un altro padre e quindi non c’è solo l’atteggiamento istintivo di chiusura che poi pian piano si va calmando, mano a mano che passa il tempo, ma ci sono proprio degli strati emotivi e mentali che prendono possesso di me, in modo che io li vivo più o meno inconsciamente. 
Faccio un esempio concreto: fate conto che io viva la coppia e improvvisamente, siccome ho sempre perso un riferimento maschile, comincio a pensare quando esce di casa mio marito o mia moglie (anche la moglie può essere un riferimento maschile, non è una questione di sesso), comincio a sentire paura che gli/le succeda qualcosa, comincio a fare dei pensieri negativi, o a vedere le cose in modo alterato e comincio a pensare male, a fare dei pensieri grigi, cioè una visione alterata della realtà. 
Ecco: questo è un caso classico di stato psico-emozionale di angoscia, in questo caso, più consapevole, lo vivo proprio direttamente, che è la conseguenza di un trauma e che è uno degli aspetti che svegliano una forza interna disarmonica. 

Questa è la parte di pensiero, poi c’è la parte di emozione, cioè di astrale, per cui mi incavolo: divento violento, divento possessivo, oppure se sono di carattere più remissivo, magari tendo a reprimermi, tendo a sentirmi vittima, sento che mi manca l’aria, ecc. …Sono esempi, per farvi capire che non succede a tutti come esempi, ma è il principio, di come si muovono le cose dentro di noi. 

Il principio, quindi, è che quando si vive un trauma (il trauma determina nel nostro corpo causale un registro, una forza interna disarmonica), poi si hanno come conseguenza questi stati psico-emozionali: consapevoli e non consapevoli. 

Quindi tirando le somme: l’Essere umano, nella vita quotidiana, la persona qualunque, una persona di tutto rispetto, non per sminuire, che sta nell’ufficio o che fa un lavoro qualsiasi, ha una personalità, ha un modo di vivere che è dato da una somma di atteggiamenti istintivi; una somma di atteggiamenti istintivi non controllati, da una parte (quella inconscia) e dalla parte conscia di emozioni o pensieri invece espressi, magari esterni o interni (anche lì ci può essere una differenza, perché uno se li tiene dentro), che caratterizzano tutti gli aspetti della personalità e della vita di una persona. 
Il risultato di quello che noi siamo adesso è proprio il risultato di tanti processi come questi; tanti processi conoscitivi, tante peregrinazioni che noi stiamo facendo, abbiamo fatto, per imparare a manifestare un aspetto divino nella vita quotidiana. La vita quotidiana che, oltre ad essere fortemente influenzata da tutti questi aspetti interni che derivano da esperienze precedenti, è influenzata anche – ovviamente -  dai trauma e quindi dagli eventi che si ripetono; ci sono tantissimi filoni per ogni persona: c’è il maschile, c’è la maternità, ecc.
Ogni passo tiene una collocazione precisa in un piano dimensionale come in una densità. In fondo il mio Essere vuole solo manifestare una parte di sé. Tutto è partito da quello. 
Nel piano causale c’è un’inconsapevolezza, che poi si approfondisce a causa di una sperimentazione, si approfondisce sempre di più e un giorno diventerà consapevolezza, quindi diventerà un passo libero per il sole interiore che viene dai piani superiori. Quando io imparo a manifestare il Maschile nel modo solare, in un modo sano, in un modo costruttivo e mi viene veramente dal cuore, non faccio sforzo, qualcosa che proprio mi appartiene, allora a quel punto il passaggio è completo. Se viviamo il piano mentale-astrale che sono assimilabili in questo processo, perché un’emozione corrisponde sempre ad un pensiero, specie se si parla del desiderio, della pulsione… desiderio e pulsione è un desiderio emotivo; può essere un’infatuazione fisica, che viene sempre comunque dal piano astrale e mentale. E lo stesso per gli stati psico-emozionali: si realizzano sempre sul piano astrale-mentale; poi viviamo gli effetti di tutto questo nel piano fisico, ma il piano emotivo è questo!

Questa è più o meno una diagnosi di come è il processo evolutivo, cioè come accade che si crea una personalità, così come la sperimentiamo adesso e quali sono i vari processi. Col tempo, piano piano, un Essere della terza dimensione evolve e quindi tutto ciò che inizialmente era inconsapevole, tutte le nebbie, piano piano, tendono a diradarsi grazie all’arricchimento che uno ha, di esperienza in esperienza. Poi si continua a crescere anche dopo, anche quando non si ha più bisogno di vivere nella terza dimensione, allora si va a salire nella quarta, poi nella quinta, poi nella sesta e poi nella settima. Cioè, “il corpo di base” (quello fisico per noi oggi) cambia. Quando io evolvo nella quarta dimensione allora il mio “corpo di base” è il corpo astrale; non ho più un corpo fisico, ma lo posso ricostruire, se voglio, come fanno alcuni extraterrestri, come fanno gli Esseri di quinta e sesta dimensione che sono gli Arcangeli o deità cosmiche.

D. A quel punto si esce dalla dualità e quindi dalla relazione “maschile-femminile”?

R. Dalla quinta dimensione in poi.

D. Uno questo stato può raggiungerlo anche in terza?

R. Devi passare sempre dalla terza alla quarta; non puoi passare dalla terza alla quinta, a meno che non vieni accompagnato da qualcuno che è più evoluto e allora trasforma il tuo corpo e, per un tempo limitato, allora te lo permette; il passaggio dalla terza alla quinta, o perché già avviene dalla quinta e allora si può farlo, ma se si viene dal cammino naturale, devi passare dalla quarta; non è possibile che passi alla quinta, non è proprio possibile. I passaggi uno li deve attraversare. Si vede dai fatti, dalle opere, non dalla vibrazione; dalla vita quotidiana… Come sono nella vita quotidiana? Se ancora continuo a combattere con le stesse cose è già tanto se passo in quarta, figuriamoci in quinta! Però vabbè, il pianeta sta passando in quarta.

Abbiamo finito una parte. 

Dopo parlerò di come si lavora; parlerò un po’ del “lavoro interiore”, ma anche di altri tipi di tecniche, altri tipi di lavori che sono stati utilizzati, perché negli ultimi cento anni sono stati portati tantissimi percorsi dalla Fratellanza Bianca in modo da permettere a tutti in modo massivo di risvegliarsi, perché prima si poteva risvegliare soltanto uno che decideva di essere monaco e siccome in sette miliardi di persone i monaci sono veramente pochi e si tratta di un passaggio planetario, non è possibile chiedere a sette, otto miliardi di persone di farsi monaci, anche perché non nascerebbero figli, tra l’altro e, quindi, non evolverebbe il pianeta, per cui ci sono dei percorsi che permettono a più persone di qualunque estrazione, con qualunque tipo di vita, di evolvere e c’è proprio un piano della Gerarchia Cosmica, in cui ogni tipo di percorso ha un suo perché, ogni tipo di tecnica ha una sua funzione, che vale entro certi limiti e non in altri.

D. Quando avviene il salto dentro una persona che gli fa vivere la sua solarità, non più come benessere e tornaconto personale (esempio si cerca la moglie, mette su famiglia, ha il suo lavoro) e invece sente il richiamo dello Spirito ad una missione più elevata?

R. Allora: non c’è una risposta certa; dipende da persona a persona; normalmente l’essere umano, nella sua condizione di vita media e di grado culturale è piuttosto “sordo” e ha bisogno di parecchie, parecchie legnate, prima di arrivare ad esprimere questo aspetto in semplicità. Torniamo all’esempio della ricerca del maschile – che non vuol essere una regola generica, ma soltanto un esempio – inizialmente io cado nell’illusione di trovarlo in una persona esterna, dopodiché vivo un primo trauma e, a quel punto, siccome non faccio il lavoro spirituale dentro di me, il percorso prosegue… E allora succederà una seconda tranche di vite, di esperienze di vita dove quella solarità non la cerco più all’esterno, perché ormai sono ferito da quel punto di vista; c’è già un primo trauma e allora comincio a cercare il maschile con quella solarità, non all’esterno, ma all’interno di me, ma in un modo equivoco, cioè soggetto a un’idea esterna del maschile: un maschile forte, un maschile che controlla, un maschile che opprime, un maschile che esercita un potere e quindi inizia tutta la seconda fascia di vite successive, a una prima fascia di vite precedenti dove cercavo il maschile all’esterno; ora lo cerco in me, ma lo cerco in un modo equivoco: divento un capo autoritario, divento opprimente, non faccio respirare le persone, non permetto loro di esprimersi, perché io cerco di fare le cose bene, voglio che le cose vengano fatte in una certa maniera e mi preoccupo di ogni dettaglio e alla fine non faccio respirare le persone; sto manifestando sì il maschile, ma in un modo assolutamente disarmonico; quindi ho un secondo trauma. 
All’inizio riuscirò a vivere anche una vita o due in questo modo e non avrò nessuna ostilità, ma dopo, a un certo punto, arriva il redde rationem; se anche in quel caso non imparo la lezione e quindi non comincio a vedere dai segni, da tutte le crepe del muro, da tutte le cose che cominciano a non fluire che c’è qualcosa che non va, allora a quel punto vivrò un secondo trauma; quindi la gente mi lascerà da solo, mi ghettizzerà, comincerò a prendere una profonda avversione, una profonda rabbia, perché mi ero illuso di aver trovato quell’aspetto lì nell’esterno, ma ancora una volta non era il vero aspetto che era dentro di me. 
...E poi questa cosa può ancora continuare: se non lavoro dentro di me, se non c’è un processo di coscienza e non è qualcosa che non scatta dentro, sì scatta dentro; prima o poi prenderò coscienza, fra un milione di anni, però se non parte uno stimolo nel crescere questo processo è molto lento e quindi tende a peggiorare sempre di più. Si creano – sul piano causale – più ispessimenti; si possono creare più ispessimenti nel cuore destro, un altro nel braccio, quindi io esercito il potere all’esterno e un altro ancora, magari rinuncio a cercare la solarità in me e all’esterno; non ci credo più proprio e quindi comincerò a drogarmi, a diventare alcolizzato, fino a che non mi tolgo la vita e quindi vivo la rinuncia; vivo anche il karma che consegue la rinuncia, una volta che mi tolgo la vita.

Quindi, se uno fa il lavoro su di sé ha tutti gli strumenti per potersi accorgere che c’è qualcosa che non va, ancora prima del trauma. In effetti gli Esseri già di quarta dimensione o anche alcune persone di terza dimensione che stanno lavorando dentro di sé, se sono soggetti a una pulsione, sanno veramente lavorare dentro di sé, sì arrivano a prendere una tranvata, arrivano a vivere un malessere forte, a vivere certe esperienze, ma riescono a cogliere l’insegnamento, prima che si generi un trauma grave. In questo caso si può risalire direttamente all’insegnamento, ma solo se si fa un lavoro serio su se stessi, altrimenti non ce l’ho e comunque bisogna sperimentarla la pulsione, di lì non si scappa! Se uno non fa un lavoro su di sé reitera, finché prima o poi non imparerà. Si impara anche, ma ci vuole veramente tantissimo, tantissimo tempo.

D. Si può entrare nel piano Cristico?

R. Sì, si può entrare nel piano Cristico. Nel piano Cristico si entra attraverso molte tecniche di ascensione; si può entrare nel piano Cristico. Nella sesta dimensione si entra per davvero in uno stato di vacuità e in uno stato di estasi, di amore incondizionato, quando hai un’espansione di coscienza, un amore immenso che vivi dentro di te, un’esplosione di gioia che puoi vivere anche attraverso la meditazione, il respiro, la recita di un mantra, una danza sacra…, in miliardi di modi ascensionali diversi. 
Puoi accedere al livello Cristico pur mantenendo il tuo corpo fisico. Puoi anche accedervi nel momento in cui senti la missione, senti il tuo compito, ma non perché ti auto-convinci o te lo domandi in modo capriccioso ogni cinquanta secondi; quando proprio lo senti, allora tu contatti quella dimensione. Si sta in tutti i piani contemporaneamente, noi siamo esseri multidimensionali, è solo questione di essere svegli. Dipende quanto tu sei in grado di amare, di espandere, di amare l’Universo; allora ti si aprono degli spazi nuovi, se no, no. Sono iniziazioni che avvengono quando il grado di apertura, la taratura interna è pronta per viverle. Ci sono delle tecniche che guidano in questo. Tu puoi vivere contemporaneamente in più dimensioni allo stesso momento. Questa stanza la posso ‘vedere’ sia sul piano fisico, che su quello astrale, che su quello mentale, nello stesso momento. Posso invece abbandonare questo corpo, entrare in quel corpo specifico, quindi a quel punto sono su quel piano direttamente, in prima persona in una modalità più invasiva, che è l’uscita; però comunque anche in quel piano lì posso avere percezione di quello che accade negli altri piani, da sopra a sotto. Sono esperienze diverse; non ce n’è una unica.


Come si lavora su di sé?

Alcuni di voi   conoscono già il lavoro perché lavorano con me da tempo. Non posso spiegare tutto in modo esaustivo, ma cercherò di essere il più preciso possibile.
Col lavoro spirituale, che consente di poter lavorare completamente su quello che è il nostro percorso di espansione, di divenire coscienti attraverso l’esperienza umana, ha bisogno di passare almeno da tre punti: il primo punto è quello di vivere la VACUITA’, uno stato di espansione, di amore, di immensa pace, di immensa armonia; uno stato dove non sono presenti pensieri, emozioni, percezioni fisiche e nemmeno visioni. 

Quando si vive lo stato di vacuità, si accede al piano Cristico, quindi immaginate che nelle stanze sotto (questo è un palazzo di sette piani), dal quinto piano in poi è un casino, c’è un inferno incredibile, pieno di emozioni, pieno di casini: non trovo lavoro, ho problemi nella coppia, non funziona niente. All’inizio quello che fa una persona che è disperata, che non sa da che parte incominciare, impara delle tecniche, o anche con delle terapie che fa qualche Curandero, qualche guaritore che è in grado di farlo, riesce ad accelerare questo piano ed entrando in questo piano si distacca da tutto quello che è la bolgia o il casino della vita che sta vivendo, quindi, in pratica, va oltre e ritrova uno stacco che piano piano permette di ricostruire con calma, con pace, con serenità almeno uno strato di tranquillità, per poi veramente affrontare i problemi. 

Quindi all’inizio, la persona che viene da un trauma, da una situazione drammatica e non ce la fa subito a fare un lavoro di coscienza, come fa? 

All’inizio deve vivere comunque pace, serenità, calma, luce, deve proprio staccarsi da tutto, da tutti ed entrare in uno spazio bianco e in quello spazio fortificarsi, sentirsi a suo agio, cominciare a ricostituire quello strato di pace e di serenità che gli consente di lavorare, di poter fare i successivi lavori dentro di sé e quindi il primo passaggio, la prima tecnica che viene insegnata nel lavoro interiore è il respiro base, che aiuta in questo delicato processo, perché ci vuole un po’ per imparare poi a integrare e andare oltre, grazie all’integrazione. 

Questo è il primo aspetto; poi il secondo aspetto, una volta che uno riesce ad essere più calmo, più centrato, riesce a meditare per ore, a stare nel silenzio per ore, senza nessuna interferenza, allora a quel punto può incominciare ad affrontare quelli che sono gli stati psico-emozionali e quindi c’è una seconda tecnica che aiuta ad affrontare in modo costruttivo gli stati psico-emozionali, ma anche la parte delle emozioni e quindi abbiamo una seconda tecnica che ci assiste completamente quando si verificano questi stati psico-emozionali che sono gli effetti di un trauma e quindi in fondo c’è una ricerca autentica.

fine terza parte

martedì 8 marzo 2016

La Nuova Scienza dello Spirito: il significato della vita dell'uomo sulla Terra - parte seconda



La Nuova Scienza dello Spirito


Il significato della vita dell'uomo 
sulla Terra

(parte seconda)



Infine, c’è l’ultima densità che è una densità divina, dove si manifesta l’aspetto della volontà del Sé Cosmico; quindi, anche il Sé Cosmico è costituito da tre aspetti: VOLONTA’, AMORE INCONDIZIONATO, INTELLIGENZA-COMPRENSIONE, ATTIVITA’-AZIONE. 
Sono sempre questi tre aspetti che ricorrono in tutte e tre le entità: il Sé Cosmico, il Sé Superiore, perché anche qui abbiamo volontà, amore incondizionato, comprensione e azione, ma anche nel Sé inferiore abbiamo volontà, amore incondizionato che si manifesta come un’emozione, perché noi lo sentiamo come un’emozione nel corpo fisico e attività, attraverso il piano fisico. 

Quindi sono sette densità, ricordatevelo. 

Era importante introdurlo per quello che viene detto dopo, altrimenti le conoscenze sono tutte mescolate, quindi uno non ha modo di distinguere gli argomenti e di capire anche i processi che uno vive. Questa non è una spiegazione solo logica; è logica dall’inizio alla fine, ma dev’essere seguita da un lavoro sperimentale, sennò diventa carta straccia, una cosa puramente accademica, filosofica, non va da nessuna parte.

D. QQQQQq uella che viene chiamata “Anima”, a che cosa corrisponde?

R. L’Anima al piano causale e lo Spirito si manifesta invece nel piano della settima Dimensione; le Monadi invece nascono proprio nella fase pre-creativa dell’Universo e sono le scintille di vita in cui si divide il Sé Cosmico. Il Sé Cosmico all’inizio è ritirato in un sonno profondo, insieme al Macrocosmo, quindi Padre e Madre, i due aspetti: Maschile e Femminile. Nella prima manifestazione del Sé Cosmico vengono creati questi tre piani, che prima non esistevano, perché era tutto come ritirato in un sonno profondo e poi c’è la moltiplicazione dei Figli e quindi il Sé Cosmico si divide in infinite scintille divine, che sono le Monadi; in teosofia vengono chiamate “Monadi”. La monade si riveste di un’Anima: all’inizio, di un’Anima collettiva attraverso gli animali, i vegetali e i minerali. Poi diventa un’anima individuale, attraverso l’Ego Sum, o Intelligenza- libero arbitrio, come abbiamo noi e gli Esseri Superiori a noi. L’Anima è la Mente Superiore; è quella che raccoglie le esperienze ed ha l’arricchimento per far sì che la Monade possa esprimere fino in fondo quella che è la Volontà Superiore.

D. Lo Spirito che cos’è?

R. Lo Spirito è quella parte dell’Essere che risponde direttamente alla Mente Divina e quindi è la Mente co-creativa; quindi lo Spirito è quella parte di noi che adempie ad una missione. È sempre un corpo, è sempre un’entità. Lo Spirito è quell’aspetto che c’è dentro ognuno di noi che risponde ad un progetto divino. Il Divino, che ha un piano per tutto l’Universo, forse ha deciso che devi dipingere, perché attraverso la pittura e imparando ad amare la pittura e a trasmettere l’amore con la pittura, è come se anche Lui dipingesse e quindi valutasse questa linea. 
Lo Spirito quindi è quella parte di noi che risponde a un progetto divino, mentre invece l’Anima, che è nell’ordine un pochino più inferiore, è sempre noi che stiamo cercando di portare a terra quello che lo Spirito spinge, però non riusciamo a farlo perché all’inizio delle incarnazioni, cioè quando un Essere si incarna per la prima volta in un corpo umano, è dotato di Ego Sum e quindi deve vivere nella terza dimensione, non sa come manifestare le sue caratteristiche di Amore universale nella realtà quotidiana, nella vita di tutti i giorni; non sa proprio come fare e quindi è inconsapevole; l’anima è quel contenitore dove all’inizio c’è solo nebbia. Quindi ho un lavoro immenso, fortissimo, una missione stupenda che l’Universo mi chieda un qualcosa, ma non so nemmeno che cos’è questo piano; non so nemmeno che cos’è un Figlio, non so nemmeno cosa vuol dire essere Padre, non ho proprio consapevolezza, sono nella nebbia più totale e quindi piano piano quello che accade, man mano che io faccio esperienza (e poi andremo a vedere come), accade che comincio a conoscere. 
È come il bambino: se tu  metti a carponi nella stanza e non sa che esiste la stanza, sbatterà sicuramente in quel muro; sperimentando sbaglia; sbatte perché è inconsapevole, mica perché è una colpa! E quindi il fatto che ha sbattuto lo registra nel piano causale, cioè dove risiede l’anima. Fino a che si è minerali, vegetali e animali, l’anima è di gruppo, una sorta di placenta o protezione che protegge la Monade o il Figlio dall’esperienza individuale, perché non è pronto, perché potrebbe perdere l’individualità; quando poi non è più necessaria questa protezione, questa placenta, questo Sé che ristora, che consola, che protegge, allora l’Essere da un’Anima collettiva incomincia ad avere un’Anima individuale. Man mano che si diventa sempre più consapevoli poi lo Spirito si manifesterà senza nessuna nebbia; in ogni caso deve passare dall’esperienza individuale dell’Anima, perché il Figlio non è come il Padre. Mentre il Padre ha una conoscenza in lungo e in largo e anche il Figlio Cosmico (il Cristo Cosmico, se uno ama la religione cattolica o l’esperienza Cristica) è totalmente completo, ma noi che siamo dei figli secondari, no. Abbiamo bisogno di passare attraverso la carne, il sangue, l’esperienza, dalla terza alla quarta, alla quinta, alla sesta, alla settima dimensione. Non si smette mai di crescere.

D. Perché è partito tutto?

R. ci vorrebbe un’altra conferenza per spiegare solo questo. Ci sono dei motivi, certo. Comunque, restringendo il concetto, l’Universo ha tanti cicli. Non si crea una sola volta e non si distrugge una sola volta. Ha un destino che è di espansione e di ritrazione continuo, che dura moltissime eternità, come dicono anche in India nei testi sacri. Quindi è un Ente vivente che si espande e si ritrae; alterna momenti di notte, di assoluta notte e momenti di vita: si ramifica e si esprime in modo sempre più preciso e variegato. In questo accade che il Sé Cosmico ha come compito quello di scendere nella materia; Lui e poi attraverso i suoi Figli e poi attraverso i Figli del precedente Universo che non hanno completato il ciclo, che però lo aiuteranno a costruire quello nuovo, cioè i Deva, detto in termine Sanscrito, gli Angeli, gli Esseri Protettori dell’Universo, che comunque anche loro evolvono, quindi si ricongiungeranno. È un processo ciclico.

La domanda che è stata fatta è interessante, perché si è parlato di Anima e quindi si è parlato del piano causale: cioè, in fondo, che ci fa l’Essere umano sul Pianeta Terra? Qual è la nostra missione sul pianeta Terra? Qual è la nostra missione, in generale, nell’Universo? Perché stiamo qua?
Stiamo qua, nel particolare caso degli Esseri umani, per imparare a manifestare nella terza dimensione, nella vita quotidiana, con i figli, con il lavoro, con qualunque scelta di vita che uno faccia, quello che è lo Spirito, il Sé Superiore. Quello che invece accade, ma non è affatto una colpa, è che invece non riusciamo a manifestare il nostro Sé Superiore a causa delle esperienze precedenti, ma lo andremo a vedere perché. È proprio il cuore della conferenza!
Quindi:

·         “L’Essere umano è una scintilla divina, un filo diretto con la Monade, un filo diretto dell’Essere Cosmico, creato per compiere delle opere più grandi delle divinità cosmiche”;

·         Il Sé Superiore è una scintilla di vita che deve manifestarsi sul piano fisico, nella vita quotidiana, nella semplicità.


Siccome siamo qui, stiamo facendo esperienza, non sappiamo bene come manifestare tutto questo potenziale di Amore in azioni concrete, all’inizio siamo nelle nubi dell’inconsapevolezza, cioè non sappiamo proprio come fare.
Ora passiamo alla prima parte, per capire come si passa dall’inconsapevolezza alla consapevolezza: ci sono proprio dei passi specifici. Facciamo un esempio: la prima cosa che accade è che dentro di noi (fate conto che è una delle prime incarnazioni) la Mente Cosmica, quindi viene dal piano dello Spirito, dalla densità Co-creativa, c’è una spinta a manifestare la nostra parte maschile, la nostra solarità; a esprimerla. C’è una spinta potente di manifestarla nella vita quotidiana. Però siccome non l’abbiamo mai fatto, non ci siamo mai trovati a doverlo fare (ricordate: è un esempio, cioè non vuol dire che per tutti è uguale, non è possibile fare un discorso che vale per tutti), non so proprio da dove partire e siccome comunque la pressione viene da un piano elevato, perché effettivamente poi la mia missione è di tirar fuori la solarità, anche per condividerla con gli altri, quindi c’è anche un aspetto positivo, di luce, di missione… Non so come fare e, inizialmente, siccome l’Energia tende a scendere dalla dimensione divina alla dimensione fisica, cioè si parte dalla Volontà che però poi deve guadagnare la strada verso la materia, cioè verso la vita quotidiana e quindi questa volontà che è espressa come un’energia, come una spinta, come una pulsione, piano piano scende attraverso i piani inferiori. In particolare passa attraverso il piano astrale-emotivo, il piano mentale e, infine, sfocia nel piano fisico; all’inizio, siccome noi non sappiamo esattamente come fare, non siamo nemmeno consapevoli che stiamo cercando questo (è una pulsione, è una spinta, è irrazionale; non è comprensibile, a meno che uno non ci arrivi con un lavoro interiore, con un lavoro spirituale, quindi non si sa: mi sento spinto…) e questa spinta mi porta a cercare nella materia esterna quella parte di me inizialmente. È proprio come se ci fosse una pulsione, un’energia che mi spinge verso l’esterno a canalizzare questa volontà che invece partiva da una volontà divina e questo accade semplicemente perché io non sono consapevole; se fossi consapevole, lo farei; non razionalmente, non logicamente…, se avessi l’arricchimento dentro: “ah, ho capito!”, non la comprensione da libro.

Il mio passo, quello dell’esperienza umana è quello della pulsione. Quell’aspetto che stiamo cercando di canalizzare nella vita quotidiana, si carica di materia, energia astrale-emotiva e mentale e quindi accade che il maschile una incomincia a cercarlo in un fidanzato, in un padre, o in una fidanzata che magari mi dà quell’idea del maschile. 

Trovo il maschile in un oggetto esterno e mi sento spinto e all’inizio quello che io vivo è che riesco! 


La legge cosmica mi permette di sperimentare quello verso cui mi sento spinto a sperimentare; me lo permette e quindi mi permette di vivere una vita felice, piena, magari con una persona accanto, un uomo, una donna o anche un capo… 
Ma attenzione, non confondiamo: un conto è vivere una relazione bella, aperta, libera; un conto è imbarcare nella relazione la necessità di un maschile. È una cosa di ordine diverso: con un padre, con un fidanzato o con una fidanzata, cerco quella parte di me che non so bene ancora che cos’è. 
Per un periodo mi viene permesso di viverla, fino in fondo, quindi vivo con l’appagamento di questa pulsione. Significa che tenderò a delegare le decisioni alla persona che mi sta accanto, oppure alla persona di riferimento e lo farò in modo spontaneo; mi sentirò riempito di questo, completamente soddisfatto e mi sentirò felice e questo viene sempre permesso. 
Perché? 
Perché all’inizio uno non è consapevole e non basta nemmeno leggerlo sul libro, perché sennò uno diventerebbe bacchettone, non sperimenta, non tocca e se non tocca allora si nega e se si nega non vive, se non vive non evolve; quindi uno deve per forza passare dalle esperienze, poi uno può evitare certe cose, ma dalla pulsione bisogna sempre passare, anche se uno studia duemila libri, ma diventerebbe una persona chiusa, bacchettona, come spesso può capitare. Fino a un certo punto ci viene consentito di vivere nell’illusione. 
Poi dopo, no. 
Quel ­periodo in cui ci viene concesso di vivere nell’illusione è il periodo che ci viene concesso affinché noi possiamo apprendere in quell’arricchimento, in quell’aspetto: che cosa veramente stiamo cercando. 

C’è un tempo per tutto; c’è un tempo per ogni sperimentazione. È uno strumento meraviglioso quello dell’Universo che ci dà la possibilità di crescere. Se questo tempo prestabilito di crescita noi non lo sfruttiamo per apprendere e ce n’accorgiamo già da tanti piccoli segni..., tante piccole crepe, tanti piccoli segnali.


...Se uno non si ascolta e non vede quello che chiaramente sta succedendo, l’illusione continua e va dritta, nonostante il tempo sia finito, però le cose cominciano a non girare; non riusciamo più a guadagnare, non riusciamo più ad avere la stessa relazione con quella persona o con altre persone nuove… non fluisce più; mi ero illuso di aver trovato qualcosa, ma ad un certo punto c’è il fenomeno di rottura dell’illusione. Ho un TRAUMA. Il trauma è proprio la rottura dell’illusione. Quindi tutto parte da una volontà Superiore: io voglio semplicemente a manifestare l’aspetto del quotidiano e non so come fare. Passo per l’inconsapevolezza, si carica di un certo tipo di energia nella sua discesa e quindi si manifesta in una pulsione esterna, questa pulsione porta a trovare temporaneamente quello che cercavo, e quindi per un periodo mi va tutto bene, a un certo punto mi va tutto male o tutto incomincia a non girare. Questo ancora prima del karma, non c’entra nulla con il karma, è precedente al karma. È proprio una legge cosmica. Siamo arrivati all’introduzione di quello che è il Karma.
Se uno non conosce i piani divini, non comprende dove avvengono i processi e come si realizzano e come intervenire, perché è tutto un impasto unico, un minestrone, e uno non ci capisce niente.

Nel piano Co-creativo si manifesta la volontà Superiore: cioè (es.) “voglio esprimere il Maschile. L’Universo, lo Spirito santo o anche chiamato Mente cosmica, il terzo aspetto del Sé Cosmico, desidera che uno dei suoi figli, una delle sue Monadi, debba manifestare il Maschile, nell’ambito di un’economia universale dove ogni cosa ha una sua collocazione precisa e per  noi è incomprensibile, è inutile che ci proviamo. Poi accade che questa Volontà Superiore passa per il piano Causale, dove risiede la nostra anima e non c’è consapevolezza di come manifestare questo aspetto, per cui si crea  una pulsione, la pulsione all’inizio è soddisfatta, poi da un certo punto in poi non è più soddisfatta e si crea la rottura dell’illusione, un trauma. Qui c’è una parte fondamentale che riguarda tutti gli Esseri umani, tutti, nessuno escluso ed è il processo che dà origine a tutto quello su cui noi lavoriamo col lavoro interiore, ma anche con altre tecniche. Mica solo quelle che insegno io. Sono varie le metodologie…

Il trauma determina che nel nostro piano causale, cioè nel nostro corpo causale, che è un po’ più piccolo di questo, c’è la nebbia prima, nella mia parte destra, quella legata al maschile: si crea un addensamento maggiore magari nell’aspetto della coppia e quindi nella parte destra del cuore; in altri casi possono essere altri punti… si crea un ispessimento di quella nube di incoscienza, come se voi avete un cielo rannuvolato, dietro c’è il sole; prima era una nube bianca tutta uguale, poi diventa bianca ma con in una certa  zona con un puntino nero, una zona più scura, come si andasse a scrivere un registro nel nostro corpo causale, dove c’è la sintesi di questa sperimentazione e quindi si crea una forza interna disarmonica, a livello del nostro corpo causale Mente superiore (se uno avesse la veggenza vedrebbe proprio un iscurimento, una nube più scura) è in un corpo che persiste la morte, ha varie conseguenze e questo è un punto grave: che conseguenze ha una forza interna disarmonica che deriva da un trauma, che a sua volta arriva da una ricerca autentica?
Ha, innanzitutto un KARMA, cioè la legge di causa-effetto: significa che la vita mi ripresenterà certe situazioni, ma non perché sono sfigato, perché ho sbagliato, perché devo essere punito…; uno la può anche vedere così da un certo punto di vista. Io non lo condivido; preferisco vedere un altro punto di vista: il karma è un altro braccio divino che ci permette di stare in carreggiata, che ci permette di affrontare veramente i problemi; in fondo non possiamo scappare, perché anche se ce la raccontiamo il karma, cioè gli eventi di vita si ripetono; quindi se io per esempio stavo cercando il maschile e l’ho cercato all’esterno, mi si ripresenteranno tutte figure maschili che regolarmente perdo o mi tradiscono, anche se mi comporto benissimo, anche se ogni volta mi sembra di stare benissimo, anche se ogni volta parte tutto bene…, ma si ripete, costantemente. 

Non è perché è una punizione, perché io sono sbagliato; perché proprio io possa vedere l’arricchimento, se no, come faccio? Se tutto va sempre bene?!... Giusto? Non è così semplice; questo è solo uno dei vari aspetti. Il secondo aspetto: il karma si realizza nella terza dimensione, quindi nel piano fisico. Mentre invece, c’è un’altra conseguenza che non è quello che ci restituisce la vita, quindi non è un qualcosa di apparentemente esterno che ci viene incontro. Uno apparentemente potrebbe anche dire: “io li subisco…”, in realtà sono io. Poi invece ci sono delle conseguenze che riguardano me, che sono gli stati psico-emozionali; comunemente vengono chiamati “emozioni”, “cariche emotive”. 

fine parte seconda

lunedì 7 marzo 2016

La Nuova Scienza dello Spirito: il significato della vita dell'uomo sulla Terra - parte prima


La Nuova Scienza dello Spirito


Il significato della vita dell'uomo 
sulla Terra


Con grande piacere riprendo a scrivere sul blog, per quanto mi sarà concesso, 
visto che ancora non ho un collegamento a casa 
che mi permetta di scrivere con facilità, ogni volta che traggo ispirazione da qualche fatto, accadimento o esperienza diretta da condividere con voi, amici lettori. 
Approfitto ancora del buon cuore di una cara amica che, quando possibile, mi mette a disposizione la sua rete domestica; la qual cosa è anche gradevole, poiché dal terrazzo di casa sua intravvedo il mare e gli olivi di Liguria, con i suoi cieli ventosi e sempre cangianti...

Riprendiamo quindi con la lettura della conferenza tenuta da Gaetano Pedullà, persona già nota a molti di voi, proprio dalle pagine di questo blog, per il suo impegno a diffondere in tutta Italia e in alcune parti del mondo (Germania, Messico e Brasile) le fondamenta di quello che lui chiama "il Lavoro interiore", attraverso l'incontro con gruppi di persone che si cimentano nella scoperta di se stessi, del proprio Essere spirituale, mediante l'uso di tecniche di armonizzazione e di meditazione, con lo scopo di migliorare sempre di più la propria vita, nel rapporto personale con se stessi, con gli altri, nel mondo del lavoro e, in genere, in ogni aspetto della vita quotidiana. 
Come insegna Gaetano, a nulla vale un percorso spirituale o la meditazione, se non si concretizza in un cambiamento reale nella vita di tutti i giorni. Considerare di essere degli Esseri spirituali infatti, non significa tralasciare l'importanza dell'esperienza diretta della vita terrena, che per il 'Ricercatore' è la vera base da cui partire, per raggiungere le alte vette della conoscenza e dell'illuminazione interiore.

All'instancabile lavoro di divulgazione delle tecniche che Gaetano diffonde con lo spirito di una vera e propria missione personale consegnatagli dalle stesse Entità celesti con cui da tempo è in contatto, egli affianca ora anche un lavoro di divulgazione di quella conoscenza esoterica che per millenni è stata tramandata a poche persone, anime elette, che solitamente vivevano appartate e lontane dai clamori del mondo, in luoghi solitari, spesso in monasteri o sulle cime di alte montagne, depositarie di una conoscenza che non era dato divulgare alla 'Maggioranza', poiché non avrebbe potuto comprenderne il significato, né tanto meno farne tesoro mettendolo in pratica nelle proprie affaccendate e convulse vite terrene. 

Oggi, per una richiesta del Cielo e per il particolare momento Cosmico in cui lo stesso pianeta Terra è coinvolto, viene data la possibilità di aprire lo scrigno delle verità celesti a tutti gli uomini e donne di buona volontà, che percepiscono dentro di sé il moto interiore ad aprire la loro vita verso nuovi orizzonti interiori, che si sentono spinti dal richiamo di un Risveglio spirituale che va di pari passo con l'evoluzione dello stesso pianeta, del Sistema solare e dell'intero Universo. 
Sta terminando infatti il lungo periodo di isolamento cosmico dell'umanità terrestre dal resto dei pianeti abitati dai Fratelli del Cosmo i quali, per volontà divina, si sono sempre tenuti a distanza per non interferire con la lenta e difficoltosa evoluzione dell'umanità di Gaia.

I tempi sono dunque maturi perché ogni Essere spirituale incarnato possa cogliere il segno del cambiamento e dell'evoluzione ineluttabile dell'intero Universo. Per questo motivo, anime come quella di Gaetano sono scese per servire e invitare altre anime verso quella Luce sempre più intensa verso la quale la Terra si sta dirigendo. Non possiamo rimanere impreparati a riceverla, onde evitare di fare come le Vergini stolte del Vangelo che non avevano l'olio per accendere i lumi, in attesa dell'improvvisa venuta dello Sposo. 
...Che il nostro dire e il nostro fare sia invece come quello delle Vergini previdenti, con l'olio nelle lampade, pronte per ricevere l'Amore che viene!

Vi lascio dunque alla lettura della conferenza, che divideremo in più parti, per non stancare il lettore e dare a lui il tempo di metabolizzare le parole ispirate di Gaetano Pedullà nel corso della lunga conferenza, svoltasi a Leivi, sulle colline di Chiavari, il 14 dicembre scorso. 
La forma è quella del dialogo, estrapolato da una registrazione audio, con domande del pubblico presente e risposte del relatore, indicate le prime con una "D" (che sta per "Domanda") e, le seconde, con una "R" (per Risposta), per cui sovente ci possono essere delle ripetizioni, sempre utili e non casuali del resto, nel fluire delle parole del nostro relatore.
Buona lettura e buona meditazione, dunque!

Dinaweh




 Gaetano Pedullà
14 dicembre 2015 – Leivi

Buongiorno a tutti; per chi non mi conoscesse mi chiamo Gaetano Pedullà; nel 2003 ho avuto una chiamata a lavorare come lavoro di crescita spirituale, una chiamata molto forte e in quegli anni, dal 2003 al 2005 ho incominciato a lavorare con gruppi di crescita spirituale e, piano piano, si è andata a creare una metodologia fatta di tecniche e di vari passaggi che favoriscono quello che è il processo di crescita spirituale dell’individuo.

La conferenza di oggi è una conferenza che non verterà subito sul lavoro interiore; è piuttosto una conferenza esplicativa che va a chiarire quello che è il processo evolutivo nell’Essere umano, perché, per poter fare un lavoro di crescita spirituale è sì importante sperimentare delle tecniche (e quello certamente è un passo chiave), però è anche importante avere consapevolezza di quello che stiamo facendo, perché lo facciamo in una certa maniera, perché lo facciamo in un certo modo piuttosto che in un altro; cosa fanno certi tipi di tecniche, piuttosto che altri tipi di tecniche, in modo tale che poi, nel momento in cui uno lavora con le tecniche, sa come muoversi, cioè sa in qualche modo nell’ambito di un vero contatto con se stesso come procedere, se si prende in giro, se se la racconta o in un momento si può confondere, magari perché ha paura, magari perché ha delle resistenze…, perché non è che uno preme un pulsante in mezzo al cuore e dopo è tutto semplice... 

Quello che andrò a spiegare farà molta chiarezza da questo punto di vista; poi vedremo anche come fare; quindi all’inizio spiegherò proprio il processo del motivo dell’essere umano. Prima di spiegare il processo, è fondamentale il passo precedente e faccio una breve sintesi di quella che è la struttura dell’Universo, perché, per poter capire quali sono i passi evolutivi, bisogna prima conoscere in che realtà viviamo, sennò non si possono fare passaggi, è tutto mescolato e anche i lavori sono imprecisi e quindi si fa fatica ad avere una visione chiara; la prima cosa è ripercorrere quello che in una conferenza precedente, circa un anno e mezzo fa, spiegai sui Sette piani di coscienza, di cui ora farò una rapida carrellata.

Noi viviamo innanzitutto in una realtà che è costituita da SETTE DENSITA’. Il nome più corretto è chiamarle non “dimensioni”, ma DENSITA’. Viviamo in un Universo dove la materia si presenta in sette densità differenti. La stanza che noi vediamo adesso qui con la retina, con l’occhio, si ripresenta sette volte, in sette modalità diverse; solo che in pratica, ogni replica di questa stanza, man mano che si sale di dimensione è sempre più sottile; cioè vuol dire che gli atomi, gli elementi che costituiscono la materia, quelli che ancora stanno studiando gli scienziati terrestri, sono più leggeri, cioè sono fatti di meno materia primordiale, più si sale di dimensione. 
Quindi fate conto che nell’Universo, ancora prima della Creazione, non esistono dimensioni, non esistono densità; esiste una notte eterna, una Coscienza che è ritirata in un sonno e c’è una materia vergine che è a-dimensionale, fatta di particelle fisiche piccolissime: miliardi e miliardi e miliardi di volte più piccole dei quark. È una materia che non è visibile, nemmeno dagli scienziati, non è possibile riconoscerla con gli strumenti tecno-scientifici che esistono attualmente sul pianeta Terra. 
Accade che questa materia, che inizialmente è inerte, è assolutamente non viva, è lì, pronta per l’uso; a un certo punto si incrociano delle combinazioni pazze e quindi si formano man mano le varie dimensioni, partendo dalla dimensione più sottile che è il settimo livello di densità, dove via via che la dimensione diventa più densa, fino ad arrivare a quella materiale, che è l’ultimo piano, il numero di queste particelle elementari che costituiscono gli atomi diventa sempre più grande e quindi il peso della materia, man mano che si scende dall’alto verso il basso, è sempre più elevato. Viviamo attualmente, siccome l’Universo è stato creato ed esiste, cioè c’è già stato un passaggio che è durato miliardi e miliardi di anni, viviamo già in una realtà sette-dimensionale.

Ma che sono queste sette densità?

Abbiamo capito che è un modo in cui la materia si densifica, quindi non è un altro luogo (poi esistono anche degli altri Universi e degli altri mondi), ma è già qui, è già qui dove noi stiamo. È la materia che si organizza in sette modi differenti. Andiamo a vedere che cosa significa, perché è così.
Partendo dal piano fisico, quello a noi più familiare, quello che viene chiamato “terza dimensione”: il piano fisico è quello dove noi vediamo queste sedie, vedete me, vedete la luce, è esattamente quello che sperimentiamo nella vita quotidiana, dove si muove il nostro corpo di base, che è il corpo fisico. Quindi la prima densità, in questo senso, è proprio la densità materiale. Il materiale sconfina anche nella densità eterica. Chi ha fatto lettura di aura o pranoterapia, conosce il corpo eterico, o il “doppio eterico”, il corpo della vitalità: e quando uno ha aperto l’occhio della veggenza, si vede come un alone bianco, o un colore fiamma ossidrica, appena fuori dal piano fisico e a seconda di come sta questo corpo della vitalità c’è una corrispondenza con lo stato di salute della persona fisica che possiede questo corpo.
Il secondo piano, che è la quarta dimensione, è l’Astrale; l’Astrale emotivo, perché dire “astrale” soltanto è un po’ troppo generico; è un calderone dove si mette in mezzo tutto, vuol dire tutto, vuol dire niente; in realtà quando si parla di Astrale – perlomeno per come lo spiego io – si intende il piano delle emozioni. Mentre nel piano della materia noi vediamo la sedia, la luce e ci muoviamo con il corpo che conosciamo, nel piano astrale, oltre a esserci la controparte astrale di tutti gli oggetti che sono in questa stanza, se c’è una valenza emozionale, ci sono anche proprio emozioni che prova la signora, che prova lui, che magari sono anche le emozioni attaccate a questo banco, perché a questo banco è avvenuto qualcosa e si è caricato delle emozioni. 

Quindi, mentre nella materia fisica vediamo gli oggetti, nella materia astrale vediamo gli oggetti, ma in più vediamo anche la carica emotiva. Per chi si trovasse in uscita dal corpo fisico, sul piano astrale, perché può accadere (uno abbandona questo ed entra in un altro corpo) vedrebbe una realtà simile a questa, ma più luminescente dall’interno. Sembra quasi che ci sia una luce, che all’inizio è un po’ confusa, a seconda dell’energia e della vibrazione che c’è, ma che si sprigiona dall’interno della materia. Questo piano è molto importante perché è il piano dove noi sperimentiamo le nostre emozioni; quindi l’allegria, la felicità, la rabbia, il dolore…tutte le gradazioni, da meno dense, quindi molto più pure, un amore molto forte, molto potente, fino ad arrivare a emozioni molto più dense, molto più feroci, come il rancore, l’odio, ecc. quindi è un piano duale, dove si trova di tutto.

La quinta dimensione inferiore è il piano dove noi emettiamo pensieri. In questo piano noi abbiamo un altro corpo che si chiama CORPO MENTALE INFERIORE  attraverso il quale emettiamo pensieri o captiamo pensieri. Quindi il piano mentale inferiore è come il piano astrale, ma ovviamente lì non si materializzano i pensieri, quindi, oltre a vedere la controparte mentale di questo tavolo, si vedranno anche i pensieri delle persone che fluttuano; intorno alla testa oppure alla parte del corpo in cui è associato il pensiero stesso o un oggetto che è carico di un pensiero. Ricordatevi sempre una cosa che i pensieri sono sempre legati alle emozioni; nel 99% dei casi, a meno che non sia un pensiero scientifico altissimo o un amore talmente puro che è svincolato da qualunque pensiero, è proprio incondizionato, accade questo. La quarta e quinta dimensione inferiore sono molto collegate; quindi un oggetto che tu vedi in astrale, probabilmente lo vedi anche nel piano mentale, ma di forma leggermente diversa col contenuto del pensiero che c’è dietro. Questi tre piani inferiori (e li indichiamo volutamente inferiori) sono il piano della mente razionale, dell’emotività e della fisicità. Questi tre aspetti vanno a costituire quello che si chiama “Ego”, ego inferiore. Detto in modo più tecnico: quindi la nostra natura mortale; quindi questi tre corpi, quando moriamo non persistono; se ne vanno uno dopo l’altro: prima quello fisico, poi quello eterico, poi quello astrale, poi quello mentale e rimangono i corpi Superiori, che adesso andiamo a vedere. La nostra modalità di agire sul pianeta Terra si sviluppa attraverso l’utilizzo di questi tre corpi. Quando la persona non è aperta allo Spirito (ma non ne è una colpa; perché non è il suo momento)…, tutta la sua vita è fortemente spinta a mantenere quello che c’è sul piano fisico, oppure le emozioni e i sentimenti che prova nella vita: si abitua e si attacca a certi tipi di emozione, a certi tipi di desideri, di ideali, l’idea che ha di se stesso, della realtà, l’idea che ha della società… qualunque cosa, cioè si tende a vivere un po’ come se uno fosse immerso sott’acqua e non sa che sopra invece c’è tutto un paesaggio meraviglioso e per lui la sua dimensione è solo quello che c’è sotto il mare; sopra nemmeno sa che esiste qualcosa.

Tornando al discorso delle densità, immaginatevi che nel piano fisico gli atomi costituenti della materia sono molto, molto densi; nel piano astrale sono meno densi, quindi l’atomo uno (la particella è più piccola del quark, almeno di due ordini più piccola), è comunque molto meno densa della particella più piccola del piano fisico. E il piano mentale è ancora meno denso, quindi costituito da meno elementi di spazio vergine rispetto a quella astrale e via via salendo; quindi anche le forme si semplificano; adesso non siamo ancora in questo periodo; c’è ancora una complessità e, anche salendo, rimane comunque una complessità cui noi siamo abituati, poi si arriva a una semplicità invece a cui siamo completamente non abituati.

Andando avanti, abbiamo ulteriori densità e rimanendo nella quinta dimensione, quindi nella terza densità (si danno tanti nomi, non vi spaventate: a volte si dice ci siano dodici dimensioni, si confondono le densità con la dimensione. È anche per questo che ho scelto un nome diverso. Per me è meglio chiamarle “densità” e poi eventualmente quando si parla di quarta, quinta, sesta e settima dimensione ci si riferisce alla densità, in modo che si abbia proprio più chiarezza) …quindi, rimanendo nella quinta dimensione, quella superiore, sconfina con la nostra mente superiore, quindi è il PIANO CAUSALE, il piano dove si manifestano le intuizioni, le comprensioni, la presa di coscienza, l’arricchimento interiore. Ma che differenza c’è fra quel piano e il piano mentale? In realtà dovrebbe essere unito il piano inferiore con quello Superiore, ma in noi esseri umani è separato. Corrisponde anche a due corpi distinti, cioè, pur essendo la stessa dimensione, la stessa densità, corrispondono due corpi distinti. Perché? Perché la mente superiore è quella parte di noi che utilizziamo a livello intuitivo, spirituale, cioè quella parte che ci comunica i messaggi che vengono dal Cielo; la mente razionale è un muscolo e quindi tu le dai un compito, lei fa il suo lavoro e prosegue in modo metodico, andando avanti, finché non arriva all’obbiettivo. Quindi sono due aspetti completamente diversi: l’una dovrebbe essere al servizio dell’altra, ma questo non accade, perché la mente inferiore, invece, è preoccupata a mantenere la materia, le certezze da legami…, non è invece tesa a tendere a sopra, per cui c’è proprio una divisione. 

È molto importante il piano causale perché è il piano dove noi abbiamo un corpo, si chiama CORPO CAUSALE, è un corpo IMMORTALE, quindi non muore con la morte fisica e in questo corpo c’è tutta la memoria delle nostre incarnazioni precedenti e, andando ancora più al dunque, c’è proprio un arricchimento che noi abbiamo maturato nel corso della nostra esperienza evolutiva; la sintesi del nostro Essere, della nostra Anima si trova sul piano causale. Questo è importantissimo, ricordatevelo! Non si trova sotto, assolutamente: sotto si trovano gli effetti di una coscienza o di un’incoscienza, ma la coscienza, cioè la comprensione, l’arricchimento di un aspetto della vita, di come si vive un aspetto interiore della vita quotidiana, un arricchimento che uno ha maturato, nel senso che ha sviluppato la capacità di amore più ampia, questo aspetto, questo arricchimento vero si mantiene sul piano causale. È fondamentale questo, perché ci torneremo dopo, nella spiegazione che adesso andrò a dare.

Poi si sale alla SESTA DIMENSIONE. La sesta dimensione è conosciuta anche come PIANO CRISTICO; è nella denominazione dell’Amore incondizionato. È una dimensione bellissima e in questa dimensione noi abbiamo un altro corpo che si chiama CORPO CRISTICO ed è un corpo di emanazione prevalentemente dorato, anche se emana altri colori, ma il colore principale è un colore dorato e, quando questo corpo riesce ad esprimersi bene fino ad arrivare al piano Cristico, si ha proprio come la percezione di un sole che viene dal di dentro; si percepisce un’energia che non è esterna, come quella che uno può sentire quando lavora un pochino con l’Astrale, o con alcune tecniche di pranoterapia, ma si sente invece che l’irraggiamento viene da dentro, come se uno vivesse nel Sole. In realtà noi siamo un Sole, siamo Figli del Sole, per cui il piano Cristico è un piano assolutamente puro, come lo è anche il piano causale: non esiste dualità, sia nel piano Cristico, che in quello causale. Non esiste alcun tipo di ambiguità, di negatività, di dualità. La dualità si verifica solo sotto, nel Sé inferiore, ma non sopra. Il piano Cristico quindi è il piano dell’Amore incondizionato, conosciuto anche come sesta dimensione.

Infine, per quello che riguarda l’Essere individuale, c’è la settima dimensione inferiore, che è il PIANO DELLA MENTE CREATIVA, cioè la sede del vero e proprio Spirito. Cos’è la mente Co-creativa? Che c’entra? L’abbiamo già detto: c’è una mente inferiore, una mente Superiore. Cos’è la mente Creativa?
La mente Creativa è quella volontà che noi viviamo come un impulso che però non è emotivo, non è basso; è un impulso alto, a compiere una missione, a svolgere un compito alto: io mi sento spinto a suonare il pianoforte, a condividere questo dono con gli altri; sento una spinta forte a scrivere e condividere con gli altri, sento una spinta forte a insegnare e condivido con gli altri questo dono. Non si tratta cioè di una pulsione emotiva; si tratta di una volontà che io sento dentro di me come missione spirituale e, se lo vediamo dall’altra parte, è quello che la Mente Cosmica desidera da noi! La Mente Cosmica è quell’aspetto del Sé Cosmico che regola l’intero Universo, che regola ogni aspetto e quindi che muove ogni cosa nell’Universo, non in modo casuale: è proprio preciso. Quindi questa Mente Cosmica pianifica e decide che ogni Figlio ha un compito, una missione; questo a livello cosmico. 
Immaginate: una mente che per noi è imponderabile! Ma noi che siamo dei figli e siamo degli Esseri individuali, non lo sappiamo questo, a meno che non siamo degli Arcangeli o degli Esseri Superiori e quindi c’è una compartecipazione alla Mente cosmica. Non essendoci questa compartecipazione alla Mente Cosmica, lo percepiamo come una spinta, come una volontà, come un operare a livello di missione personale. Questa è la Mente co-creativa.

Piano piano cosa accade? Che mano a mano che evolve un Essere, il piano causale si va liberando sempre di più dalle inconsapevolezze e poi andremo a vedere e, mano a mano che noi diventiamo sempre più consapevoli, l’unica mente che agisce è quella del Sé Cosmico, perché non ci sono più aspetti non consapevoli dentro di noi; mentre invece, all’inizio, anche se siamo mossi dalla mente del Sé Cosmico, c’è comunque il nostro bagaglio di arricchimento personale che non è sufficiente per poter mettere in pratica, direttamente, in modo immediato, quello che viene dall’alto. Ma questo fa parte di un progetto meraviglioso, che sfugge alla nostra comprensione. Anche questo è voluto.

Il Sé Superiore è costituito anche lui da tre aspetti:
-      un aspetto di volontà
-      un aspetto di Amore incondizionato
-      un aspetto di comprensione e azione
e, infine, ci sono i piani del Sé Cosmico che è sempre la densità creativa, che è il piano dell’Intelligenza Cosmica (la Mente Cosmica) e si trova nella densità creativa.

La penultima densità è quella dell’AMORE UNIVERSALE, del CRISTO COSMICO. È la sesta densità, dove si manifesta l’Amore Incondizionato non a livello individuale, ma a livello Cosmico, cioè come se tutti i cuori, di tutto l’Universo battessero nello stesso momento in un’unica frequenza-energia e questa frequenza e questa energia è l’AMORE COSMICO, quindi non è riferito a un singolo individuo. Sono dimensioni per noi inaccessibili.


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giovedì 3 marzo 2016