venerdì 17 febbraio 2023

PERMACULTURA TRA NATURA E SOCIETA'


Scartabellando nei miei appunti "permaculturali", frutto degli approfondimenti seguiti al magnifico PDC del 2019, mi sono imbattuto in questo scritto, che condivido con voi, poiché veramente esplicativo di che cosa non sia la Permacultura e, quindi, di che cosa realmente si debba intendere quando a proposito e spesso a sproposito, ci si riempie la bocca di questa parola: Permacultura!
Dalle pagine del nostro autore "permacultore" si evince prima di tutto e su ogni altro aspetto, la passione e l'illuminazione che l'incontro con questo stile di vita genera in lui, come con chiunque lo avvicini e lo pratichi.
Permacultura dunque è un approccio alla vita e, paradossalmente, potremmo dire che non vuole esclusivamente essere un modo di fare  "agricoltura". Oltre al fatto che, come ricorda lo stesso scrivente, la si può applicare anche su un balcone o in un appartamento all'undicesimo piano di un palazzo al centro città, la Permacultura diventa una filosofia di vita che prende in considerazione ogni interazione con l'esistente da parte dell'individuo-uomo in relazione al proprio ambiente e al pianeta intero. Si può senz'altro dire che l'opera demiurgica che tale visione sospinge, abbraccia e comprende anche tutti quegli aspetti invisibili che pur fanno parte olisticamente di tutto il costrutto umano ed esistenziale. La concezione dello Spirito che alberga in ogni essere è l'occhiale attraverso cui la lettura e l'ermeneutica dell'esistere in ogni sua forma mutevole, viene descritta e agita.
Tutto il resto, a seconda del contesto, non è altro che la descrizione delle tecniche e degli strumenti necessari a poter svolgere appieno l'assunto fondamentale: tutto è energia e non esiste separazione nel mondo fisico, tanto quanto non ne esiste in quello spirituale.
Ecco perché la Permacultura è per forza di cose etica, chiede condivisione e gioiosa comprensione.
E quindi, il Permacultore chi è, se non un individuo risvegliato ad una nuova Coscienza universale che comprende nel suo abbraccio dalla più minuscola creatura ai massimi sistemi ecologici, considerandoli nel loro insieme e mai come parti separate?
Va da sé che, una volta scoperto un tesoro, si senta di condividerlo con gli altri senza tenerselo tutto per sé, come si sarebbe fatto ancora nel Vecchio mondo. Il Permacultore dunque diventa un moltiplicatore di bellezza e non può fare a meno di progettare la vita alla sua massima espressione attorno a sé. 
Mi sembrava doveroso dunque, prima di lasciarvi alla lettura del testo che segue, darvi una chiave di lettura e farvi sentire un po' più a vostro agio finalmente, con questo parolone, tanto spesso abusato e incompreso ai più. 
Buona lettura!

Dinaweh    



PERMACULTURA  TRA  NATURA  E SOCIETA' 


 




SINTESI DEL FLUSSO PROGETTUALE

di Roberto Fitzko


La filosofia della progettazione nella Permacultura comporta una personale responsabilità nei confronti della Terra. Inoculando una coscienza morale, il consumismo ci ha spinti sull'orlo dell'annientamento: o sopravviviamo assieme, o moriremo tutti. Chiunque abbia il coraggio oggi è operatore di pace.

La Permacultura fornisce strumenti utili per progettare sistemi abitativi integrati. L'unica decisione etica possibile è agire responsabilmente per la nostra vita e quella dei nostri figli. 
Facciamolo adesso!!! 
Carcerati e carcerieri, sono entrambi carcerieri della società in cui viviamo. Ci si integra con Gaia camminando, non fermandosi; purtroppo non sarà raro incontrare tracce contemporanee di dissesto ecologico, quindi, ogni pubblicazione ha un autore.

Nessuno meglio dei migliori scienziati sa che la scienza ha i suoi limiti. Non dimentichiamolo mai.
Tutto fa orto, questo è un principio Mollisoniano che trovo utile. Il cofondatore del movimento Permaculturale che tutt'oggi è radicato e diffuso, in tutto il mondo, David Holmgrem, elenca una serie di principi utili come vademecum: essi in un certo senso sono le vecchie regole del buon senso. 

La produzione in un sistema reale è sempre limitata a fare un raccolto, ottenere una produzione o un surplus teoricamente illimitato!!! Illimitata invece è la produzione del pensiero umano. Con allegria!!!
Senza quella non c'è Permacultura!!!

Un ecosistema è costituito da una rete infinita di elementi, in cui l'energia e l'informazione viaggiano senza troppo attrito, permettendo così al sistema di adattarsi ed evolvere contro l'entropia.
Ho pensato che un solo esempio non renderebbe giustizia alla progettazione della realtà  progettuale. Rispecchierebbe la veritiera realtà progettuale. Così ho cercato di descrivere la Permacultura, intesa come metodo di progettazione, con generalizzazioni logiche, cercando di non sembrare impersonale.
Ho conosciuto la Permacultura circa 20 anni fa, grazie a mio cugino Marco che viveva a Ciang May, in Thailandia. Mi chiedeva semi, faceva case in terra, sono rimasto meravigliato, perplesso, una vita che conoscevo, ma nella rusticità dell'ambiente in cui sono cresciuto, mi disse: "Roby, io faccio Permacultura, sai cos'è?" Ne rimasi subito affascinato e sentivo che era innata in me, pian piano ho approfondito, studiandola, e nel frattempo ho visitato anche parecchie realtà Permaculturali, in alcuni casi ho collaborato con loro, in Italia e all'estero, imparando da diverse realtà e microclimi, confrontandomi con tante esperienze vissute da persone vere ed etiche, facendo rete, apprendendo tutt'ora nuove sensazioni, conoscendo gente di questo Nuovo Mondo.

Crescere nel mondo occidentale, o in qualsiasi realtà avanzata, inevitabilmente si instaura nell'essere umano, negli animali e piante, un processo di adattamento e spesso ci lasciamo coccolare dalla zona di comfort.
I media, la matrice consumistica manipolatrice, il cibo globalizzato, l'inquinamento delle matrici Gaiane e degli organismi a tutti i livelli trofici, ci si rifugia inconsciamente in una routine non etica. Ma una volta presa coscienza di questa manipolazione, avviene a chi più a chi meno, la transizione. Fatevi portare senza timore nel grande fiume della Permacultura, scorre dentro di voi, è in corso in voi un meraviglioso processo evolutivo.

Wellcome!!! Benvenuto!!! L'unione fa la Forza...

In fase progettuale, naturalmente si seguono i valori e i principi della Permacultura. Il progettista non lavora in modo standardizzato, globalizzato, come nell'agricoltura post industriale, ma egli cerca un collegamento cosmico-tellurico.
Ritagliarsi un ampio spazio per agire in biodiversità, non snaturandosi, non ubbidendo a leggi umane imposte, create stupidamente a scopo di lucro senza rispettare i diritti di nessuno, ma creando installazioni personalizzate, come opere d'arte; riceveremo una soddisfazione immensa, che sfocerà sicuramente in un senso di libertà e di felicità. Otterremo altresì per noi stessi e per gli altri una crescita interiore.
Quindi, ogni design ha un flusso personalizzato di progettazione appropriata, che dipende dal progetto stesso, sia esso un orto, un'azienda agricola, una casa privata, un balcone, un bosco, un'industria, ecc. 
Però, ci sono anche delle cose che non cambiano mai, come: l'intervista al committente, che dev'essere fatta minuziosamente, analizzando anche i desideri inconsci, la visione di eventuali progetti futuri.

Anche la fase di osservazione e la comprensione contemplativa va fatta minuziosamente, con sopralluoghi in varie ore della giornata, senza giudizio, a tutte le ore del giorno e della notte, non è un'analisi mentale, ma sensoriale, geobiologica, eudinamica, creando una danza con ritmo naturale, un'implosione, lavorando con e non contro la natura.

La mappa non è il territorio

Margini e confini sono e devono essere armoniosi, accolgono, sole, e di conseguenza la luce, il vento, la pioggia, l'umidità, importanti risorse entranti: è conveniente utilizzarle al meglio prima che l'energia lasci il sistema. Avendo una cultura olistica e le basi progettuali permaculturali, le tue fatiche saranno delle opere d'arte, riceverai una soddisfazione immensa, da condividere.
Progettare, analizzare e mappare con l'ausilio di un GPS, o anche senza, le varie geopatie, i flussi d'acqua dei vari ristagni, per evitare problemi futuri, tutelare la salute dei fruitori e di tutto il sistema, ribaltare a proprio favore situazioni energetiche o di materia sfavorevoli.

Gli elementi introdotti devono avere contemporaneamente più funzioni "come in un vecchio flipper, l'uscita dal gioco di una pallina è energia sprecata; quando invece si riesce a mantenere la pallina (acqua, energia) all'interno del sistema, possiamo accumulare energia-materia e avere più possibilità di adattarci, modificarci ed evolvere"
    (da Saviana Parodi, 2021)

Per esempio, un tetto di una casa non serve solo a riparare dalle intemperie, ma deve raccogliere l'acqua piovana e renderla potabile, dissetarci per finire fitodepurata per poi irrigare e se possibile, servire a più scopi prima che ci lasci. Solo dopo si può passare ad un'analisi territoriale, fatta dalle mappe, dai dati G.I.S. e altri dati microclimatici non reperibili sul luogo. Essi sono dati storici, antichi e recenti, di tradizione locale e filosofica, che parlano del luogo con tutte le caratteristiche morfologiche, numeriche, con misure auree, feng shui antica arte geomantica cinese che insegna ad organizzare lo spazio abitativo in modo armonico e benefico per la salute fisica e mentale.
Poi si passa a progettare le zone e i settori, analizzando i dettagli tipo l'evapotraspirazione, cercando la rugiada, si conoscerà la salinità, il vento, che va sentito ed analizzato bene, capendo se è il caso di schermarlo con frangivento o altro, capire la struttura del suolo, se conviene creare dei condensatori d'acqua e masse d'acqua analizzando bene le curve di livello e avendo swales o bio arroyos quando sono necessarie, usando strumenti antichi, autocostruiti, l'archipendolo o una livella ad acqua, attuare il minimo sforzo per ottenere il massimo effetto possibile. L'acqua una delle nostre risorse maggiori in entrata.

Mai perdere d'occhio gli accordi fissati precedentemente con il committente, rendiconti di natura economica, sociale, ambientale, energetica ed anche estetica, cercando il potere della forma. 
Poi dall'analisi visiva del luogo ed il tipo di progetto, si mettono i dettagli, i sistemi puntuali, per esempio: se un sistema di fitodepurazione, una compost-toilet o altro.

Sincronico-sinergico-simbiotico, solitudine, sospiro, silenzio... Questa è una formula che ho inventato, per rimanere nel qui e ora in fase progettuale. Prendi il tunnel spazio-tempo per capire senza fissare i contenuti, dall'alto come un falco, sottoterra come una talpa e su un albero come uno scoiattolo, senti gli alberi maestri del bosco e chiedi il permesso alle difensive e ai vari custodi della terra, dell'acqua, prima di qualsiasi azione, aprendo e chiudendo la sessione ogni volta. Collegamenti utili per i nostri sensi, dissociarsi, meditando, specialmente in quel frangente.
Dopo l'osservazione, la raccolta dei dati e l'analisi degli stessi, si può passare alla progettazione vera e propria: fare una bozza di massima con la collocazione degli elementi, naturalmente approvati dal committente, rispettando il budget e gli accordi. 
In seguito si possono tracciare i camminamenti, che devono essere fluidi, comodi, con due alternative: una dritta e una sinuosa che hanno la stessa fine, inseriti naturalmente nei pattern originari.

Nel contempo si individuano gli accessi, dove si deve fare molta attenzione ai fluidi eudinamici, quelli orizzontali intendo, saperli sentire e quindi agire di conseguenza e schermarli se è necessario, per creare una simbiosi energetica, che ritengo fondamentale e che fa una notevole differenza ed eleva la progettazione.
Solo allora si può scendere nel dettaglio progettando gli elementi che ci sono all'interno del sistema cercando di agevolare la fertilità del luogo e degli elementi dello stesso; considerando scrupolosamente il mood Permaculturale molto caro ai nostri giovani con spazi socializzatori di contenuto, mettendo subito operativo il sistema con teatro, biblioteca, web, aule didattiche divulgative, possibilmente al chiuso e all'aperto.

Loro sono il nostro futuro e il fulcro del nostro intento.

Dinamizzare l'acqua e portarla in quarto stato è fondamentale per la fertilità la rigenerazione del suolo, cercar di distribuirla dendriticamente per farla percolare nelle falde, possibilmente senza l'ausilio di plastica, cemento industriale ed altre materie di sintesi, per non abbassare l'energia vibratoria, per non inquinare.

Conoscere per poi usare l'insiemistica è utilissimo e accorcia i tempi di governo. L'elettrocoltura, la radionica, le altre innovazioni etiche, che potrebbero essere delle opportunità. Non bisogna porre limiti alla propria fantasia, acculturarsi e aggiornarsi continuamente, in ogni campo.

Infine bisogna far conto: è necessario fermarsi ad analizzare gli aspetti economici e finanziari del progetto nel suo insieme e verificare il rispetto degli accordi e l'eventuale deviazione del budget. 
L'importante è tenere una filosofia progettuale che rispecchi i valori Permaculturali, i principi cardine, tenendo le linee guida dei nostri primi maestri: Mollison, Holmgrem, ma anche di tanti Permacultori meno famosi, ma con molta buona volontà di far bene al pianeta e ai propri simili, con tanta esperienza pratica maturata usando i metodi della permacultura, trasmettendo le loro esperienze con corsi e scrivendo manuali freschi, alla portata di tutti, sia culturalmente che economicamente.

Il sociale, la convivialità, l'armonia, il rapporto, tutte quelle cose che non si vedono, sviluppare energia vitale è importantissimo, ed è meglio ricevere gli input direttamente dai nostri recettori.
Fondamentale fornire il sistema di un laboratorio con gli strumenti per l'autocostruzione di tutto quel che potrebbe servire, per esempio, per lavorare il legname da opera o da ardere, per trattare le acque, ecc., microorganismi EM e Fervida o altri preparati per un'agricoltura organica, rigenerativa, biodinamica.
L'alternativa è quel che serve, una rivoluzione della scienza della progettazione, la Permacultura, come metodo, fa affiorare le conoscenze dimenticate a favore delle nuove tecnologie invasive contrarie alla vita, cercando di riorganizzare l'esistente, in modo da risparmiare energia o generarne di più di quanta ne venga consumata. La principale novità della Permacultura è che essa è un sistema di progettazione fondato sul buon senso! E questo sì che ha del rivoluzionario.

Il problema è la soluzione, nulla è eterno

Il risultato finale deve produrre facilmente un raccolto capace di nutrire l'uomo e gli altri commensali partecipi al fenomeno della vita, in modo armonioso con un'estetica gradevole, senza stress e con tanta biodiversità e che economizzi l'energia, impiegando ma non sovra-sfruttando, le risorse che ci sono in loco.
L'agricoltura organica rigenerativa simbiotica, un flusso energetico non circolare e infinito dovrebbe essere un obiettivo concreto, la strada da perseguire.
Personalmente preferisco fare un disegno a mano, non usando il pc, mi piace di più essere analogico, sentirmi artista, credo che sia più comunicativo e amorevole. Il massimo della tecnica alla fine è la non tecnica!!!

Con poche righe ho cercato di semplificare il flusso progettuale con le nozioni che ritengo più utili, ma secondo me, un buon progettista deve saper sentire, specialmente quando svolge il lavoro di tracciatura, se è sulla strada giusta o no, l'importante è sentire queste sensazioni.
Questa è una dote innata in tutti noi, chi più chi meno, ma che va sempre alimentata; aggiornarsi sempre, costantemente. Fare rete, ricavare un punto di osservazione, coltivare la propria creatività e fantasia, sono requisiti fondamentali, dunque, aderisco alla Permacultura anche come stile di vita. 

Ho avuto alcune esperienze positive in progettazioni condivise che mi hanno arricchito molto, una esperienza che consiglio a tutti e che sto incrementando cercando di fare il tutto con allegria e amore,  senza alcun limite, celebrando tutti assieme in festa ad ogni evento!!! Plasmando opere d'arte ricevi una soddisfazione immensa, respiri felicità.
Ringrazio tutte le meravigliose creature, vegetali, animali, umane e non, visibili e invisibili, che mi hanno aiutato a trovare questo sentiero.

Spero di essere stato capace di illustrare in questa breve sintesi i primi due capitoli del manuale di progettazione di Bill Mollison. Dato la non più giovane età mi sono permesso di scrivere questo testo in questo progetto di Permacultura. Ci sarebbe da dire ancora moltissimo, volendo analizzare ancora a fondo, con più tempo, intensamente e sempre con passione.

La Permacultura è per tutti!!!

Roberto Fitzko 
tecnico agronomo, geobiologo, fumista certificatore.
via Serio, 5
Zanica BG
cell. 3389362515


Bibliografia:

Bill Mollison, Manuale di Progettazione;
Saviana Parodi, Food Forest - Il Giardino commestibile in clima mediterraneo;
Angela Gentile, Fondamenti di Eudinamica;
Maddalena Lena Peccarisio, L'euritmia - L'arte di rendere visibili parole e musica;
Dan A. Davinson, Shape Power - Il potere della forma.






 

Nessun commento: