giovedì 8 gennaio 2015

Intervista a Carmen Nigri, astrologa karmica evolutiva


Intervista a Carmen Nigri


astrologa karmica evolutiva


"Il mio compito?
Preparare i giovani all'Ascensione"

Carmen è una di quelle anime che raramente la Vita ti fa il dono di incontrare sulla tua strada.
Si dice che il Maestro si presenta quando l’allievo è pronto per riceverlo, perché sia in grado di comprendere quelle perle di saggezza che altrimenti sarebbe un peccato andassero perdute! In realtà ognuno di noi è sempre l’allievo e il maestro di se stesso e quando scopre di poter accogliere le parti nascoste di sé, ecco che la vita gli offre il prezioso dono: l’incontro con l’altro…, che poi è l’altra parte di sé ignota e nascosta che gli si presenta finalmente davanti. 
Il talento di Carmen entra nella vita di chi è pronto ad accogliere il suo dono  e la illumina tutta: così accade, anche quando fa male sentire certi suoni, quando vedere certi dirupi dell’anima può sembrare azzardato alla vista interiore; ed ecco il suo ardore subito affrettarsi a smorzare i toni, capace di lenire tali visioni con la delicatezza delle sue parole, a descrivere altre facce della personalità, meno forti, più attenuate, distogliendo l’attenzione dalle valli ombrose e cupe che ognuno di noi si porta dentro come pianeti roteanti nel proprio universo, mentre diventa frescura il suono di quelle parole, il muovere accalorato dei suoi gesti; 
in quel momento ella sarà fusa con voi, senza più distanze, senza più mediazioni! L’alchimia avviene attraverso lo strumento prezioso di una conoscenza stellare antica di cui ella è alfiere, paladina, maestra e custode. Così il quadro astrale di nascita, la rivoluzione solare, il comparato tra anime gemelle e le relazioni karmiche diventano il tracciato cosmico attraverso cui tutto ai suoi occhi come per incanto si disvela,, rivelandole tracce ineludibili del passaggio degli astri, ordito essenziale, fotografia indelebile di ogni forma di vita incarnata sulla Terra al momento della nascita.

Dopo  anni di studio e di aiuto a tutte quelle anime che l'hanno incrociata sul loro cammino,
Carmen sente l'urgenza di indirizzare il suo lavoro quasi esclusivamente ai giovani,
che rappresentano - lei dice - il futuro dell'umanità.
Ho provato a farmi spiegare meglio da lei che cosa significhi in modo concreto
l'aiuto particolare che sente di dover offrire alle giovani generazioni e il motivo di tale scelta.
Qui di seguito troverete in forma di dialogo-intervista le ragioni del suo sentire.
Carmen è visibile in rete con un suo blog per chiunque fosse interessato a contattarla 



Cara Carmen, questo nostro colloquio prende lo spunto da una chiaccherata  sul significato del tuo lavoro in generale. Mi stavi parlando del significato dell'"Essere psichico". Vuoi spiegare meglio che cosa intendi per "Essere psichico" e che correlazione ha questo concetto con l'astrologia?


Permettimi una breve introduzione che può aiutare meglio a comprendere il significato dell'astrologia in funzione della crescita coscienziale di chi a un certo punto della sua vita sente l'esigenza o semplicemente la curiosità di rivolgersi a questa antica e nobilissima "scienza". 
Non dimentichiamo che l'astrologia è stata studiata e considerata nei tempi antichi come una vera e propria porta per la conoscenza; ancora in tempi recenti - e parlo del nostro secolo e di quello appena trascorso - uomini politici, capi di stato, personaggi famosi nel campo della finanza e dell'economia, si sono avvalsi dell'astrologia per meglio dirigere, governare, amministrare situazioni complesse, sorti di interi popoli... Da sempre nell'antichità imperatori, re e regine, persino papi, si rivolsero all'astrologia per avere lumi, per meglio orientare le scelte di governo, per affrontare o meno il rischio di una guerra o per concludere trattati di pace duraturi...
Da sempre i potenti del mondo infatti conoscono il valore delle scienze occulte, dell'esoterismo, dell'alchimia e della conoscenza degli astri, conoscenze volutamente precluse alla maggioranza delle persone alle quali si fa credere si tratti di antiquate superstizioni che nulla hanno da aggiungere all'unico vero sapere, quello del progresso scientifico moderno e contemporaneo. Quanto di più falso si possa affermare! Naturalmente tutto ciò ha lo scopo di tenere nell'ignoranza e nell'oblio i popoli della Terra, confondendoli e separandoli con i dogmi delle religioni e con ogni genere di fondamentalismo, sia di tipo religioso, razziale, culturale o scaturente da ideologie politiche ed economiche preconfezionate ad hoc. 
Quindi, farsi gioco dell'astrologia generalmente significa non avere la minima comprensione di ciò di cui si parla e, del resto, una certa banalizzazione da rotocalco o da trasmissioni televisive di bassa lega, hanno impoverito e sminuito il valore di questa scienza stellare ed esoterica, che deriva da una vera e propria comunione degli uomini con il cielo e con Esseri cosmici, che da sempre hanno guidato e ammaestrato veri iniziati nell'arte di comprendere le cose della Terra, in stretta connessione a quelle del cielo.  

Detto questo arrivo alla tua specifica domanda su che cosa io intenda per "Essere psichico". L'Essere psichico è la parte più profonda di ciascun essere vivente, che crea il collegamento della materia allo spirito, senza alcuna separazione. In realtà si può considerare come la struttura imprescindibile, senza la quale non sussisterebbe vita, né relazione organica e molecolare in alcun organismo vivente.  E' insito nel codice della vita e appartiene a quella codificazione la cui presenza sfugge ancora alla speculazione della scienza moderna. Tale speculazione infatti volge la sua esclusiva attenzione all'osservazione del "fenomeno", dal greco: "tà phenoména", che significa "ciò che appare", ignorando l'esistenza del motore psichico che lo permea, lo muove e gli dà vita. Potremmo  definirlo come pneuma, alito, soffio vitale e codice attivante l'intero sistema. 

L'Essere psichico non pensa, fluisce, accetta, contiene ed è contenuto, quindi è UNO col Tutto, con l'Universo; fluttua come un'onda di forma, come fluttua tutta l'energia del cosmo. Nell'individuo, nell'essere umano pensante e anima-to raccoglie tutte le partizioni dell'anima. Esse sono divise, poiché sventagliate nella densità dello spirito che si fa materia e il nostro compito evolutivo, grazie anche alla frequenza vibratoria più elevata che permea il pianeta e il sistema solare in questo attuale ciclo cosmico, è di raccoglierle e riattivarle. Queste partizioni sono infatti multidimensionali e costituiscono, con la loro frammentarietà, il Sé Superiore. Quando il Sé Superiore si risveglia queste partizioni si uniscono e si connettono con la Fonte Universale!

Io lavoro sul DNA che è la chiave dell'anima che raccoglie tutte le partizioni dell'Essere psichico. Il compito di ciascuno è di raccogliere e unificare tutte queste parti.
Tramite la lettura del quadro astrale si analizzano le separazioni che non ci permettono di unificare queste parti. Il lavoro dell'astrologia è quindi quello di portare l'anima a riconoscere se stessa. In uno degli strati del DNA è insito il programma del quadro astrale di nascita di ciascuno: esso fa da specchio e indica tutte le imperfezioni che l'anima contiene attraverso le svariate incarnazioni, che le impediscono di portare luce a se stessa.
Il Sole rappresenta la luce che splende dentro il nostro cuore, inteso come la sede dell'anima. Quando il cuore non si apre è perché 'di nascita' (cioè nel nostro quadro astrale) abbiamo un Sole penalizzato che chiude i suoi 'petali' di energia psichica; essi infatti hanno il compito di unire  e attivare le porte multidimensionali, che altrimenti rimangono divise dentro lo spazio sacro del cuore. 
       


Carmen, quali sono le indicazioni che dai alle persone che si rivolgono a te
per un consulto astrologico?

Principalmente mi servo della lettura del quadro astrale di nascita; questo mi permette di entrare in contatto diretto con la loro anima, affiancato da un supporto psicologico sul piano di terra, per far comprendere i punti di forza e soprattutto trasformare i punti di debolezza inscritti negli astri come sfida e opportunità da vivere nell'attuale incarnazione. 
Significa in sostanza riuscire ad entrare nei codici della loro anima per far emergere tutto il potenziale animico che da una visione superficiale non viene solitamente riconosciuto. Spesso le persone vengono da me perché sono afflitte da situazioni esistenziali difficili di tipo affettivo, relazionale, a volte economico, senza comprendere che dietro queste situazioni esiste un programma registrato e concordato a livello animico nello 'spazio' akashico, ancor prima di scendere nella dimensione della Terra, che deve e vuole essere compreso, accettato e quindi risolto. 
Non si tratta di far cambiare le persone né magicamente mutare in positivo tutto quello che sembra non funzionare nella loro vita; piuttosto significa risvegliare in loro la memoria del perché sono scese sulla Terra, con quali sfide avevano necessità di confrontarsi, dando loro la comprensione per poterle superare. Non si tratta quindi di accondiscendere ai loro i desideri materiali o affettivi e nemmeno di allineare la loro vita ai condizionamenti familiari, culturali e sociali né tantomeno alle aspettative dei genitori o del partner, ma di permettere di contattare la parte più profonda del loro sé, assecondando le intuizioni dell'anima che spesso rimangono latenti e non trovano ascolto. Il disagio delle persone proviene per lo più dal rimanere distratti e lontani dal proprio Sé superiore. 
Grazie alle indicazioni degli astri, che non sono posti a casaccio nel quadro di nascita, è possibile darsi ragione degli eventi che si ripetono incessantemente nella propria vita, ponendo fine o abbreviando notevolmente il ciclo delle incarnazioni, allorquando si dà ascolto all'intuito e alla voce del Sé. 

E' essenziale partire dalla lettura del quadro astrale di nascita, ma ci sono altre indicazioni che dai alle persone che vengono da te?

Certamente! Prima di tutto è essenziale la comprensione del momento evolutivo che la persona sta vivendo; questo, come dicevo, lo si evince dalla posizione dei pianeti del proprio quadro di nascita e poi dalla 'rivoluzione solare', che è la fotografia delle sfide che nel momento attuale ci si trova a dover affrontare. In secondo luogo il lavoro consiste nello svelare tutti quei condizionamenti attivi, compresi i traumi infantili di questa vita o di vite passate non risolti, che impediscono la crescita e il significato dell'incarnazione dal punto di vista dell'anima.
E' dunque necessario far irradiare quella luce che, pur non essendo manifesta agli occhi della comprensione umana, è pur sempre presente e può essere portata alla consapevolezza della coscienza. 
La chiave di lettura fondamentale rimane pur sempre il quadro astrologico di nascita, da cui mi rendo conto delle disarmonie, delle separazioni e delle dissociazioni a livello psichico che sono da portare alla luce per essere trasformate.

E ora veniamo al tuo interesse precipuo per i giovani: perché ritieni importante partire da loro, più che da persone ormai adulte e formate?

Sono convinta che mai come in questo particolare momento il pianeta Terra insieme a tutto il sistema solare e all'Universo in generale, sta vivendo un momento di grande transizione, di grande trasformazione. Le anime che ora si incarnano sul pianeta sono venute per vivere ed essere protagoniste, come mai era accaduto prima, di questa grande trasformazione. E' quindi assolutamente necessario rendere consapevoli  soprattutto i giovani di questo loro grande compito, che loro stessi si sono dato, nonostante non appaia loro così ovvio, né scontato, proprio per via di quei condizionamenti con cui loro malgrado sono costretti a convivere, senza capirne il reale significato e arrovellandosi per non trovare risposte adeguate alle loro crescenti difficoltà. 
E' come se dentro di me io sentissi il loro grido disperato di aiuto, di fronte ad una società che rimane abbarbicata a schemi comportamentali, sociali e culturali obsoleti e svuotati di valore. Pensiamo alla scuola: sono stata insegnante per tutta la mia vita lavorativa e conosco bene il divario esistente tra ciò che la scuola propone ai ragazzi, ai giovani e le reali esigenze delle generazioni che si limitano a "scaldare i banchi" per lo più, senza più ricevere quella linfa vitale che l'istituzione scolastica avrebbe il compito di accendere in loro, e che si limita a fare con scarsissimi risultati. Perché accade questo? Perché l'abbandono scolastico è sempre più frequente tra gli adolescenti, anche quelli di "buona famiglia"? 
E' ovvio: il criterio della società attuale è quello di omologare tutti ad un paradigma obsoleto, figlio di quella vecchia energia che sta abbandonando lo spirito della creazione, a tutti i livelli. Siamo dunque alle soglie di un nuovo paradigma che sempre più insiste e chiede diritto di cittadinanza nelle coscienze delle persone, soprattutto dei giovani. La chiesa, la società, la scuola rimangono chiuse in vecchi sistemi di valori che non sono più in grado di dialogare con le giovani generazioni. 
Il potenziale trasformativo del mio lavoro sta nel risvegliare quella conoscenza stellare e cosmica che sempre più si avvicina al grado di coscienza dei giovani, nonostante loro stessi non ne siano pienamente consapevoli; costretti come sono a riferirsi a paradigmi obsoleti della vecchia energia che li obbligano ad omologarsi a identificazioni sociali e culturali proponenti loro modelli esterni di comportamento non più consoni, se non a costo di un enorme dispendio energetico che li costringe a vivere situazioni dolorose nell'ambito delle relazioni, soprattutto quelle della vita familiare. Tali condizionamenti, cozzando con la nuova energia, risultano dannosi e improduttivi e hanno l'unico scopo di allontanarli dal senso autentico della loro incarnazione.   

In cosa consiste in pratica il tuo lavoro di "risveglio"?

Produrre la consapevolezza dell'unicità del loro progetto d'anima, indipendentemente dalle molteplici sollecitazioni che provengono dall'esterno: le aspettative dei genitori, dalla formazione culturale ai modelli di comportamento omologati e accondiscesi dalla società, matrimoni o relazioni di comodo, lavori e professioni distanti anni luce dal loro sentire più profondo...Riportarli al loro progetto d'anima significa accendere il propellente che emanerà all'esterno la costruzione di una nuova realtà dimensionale, ove ognuno di loro, con il risveglio della propria creatività, diventa il "portatore sano" per un contributo evolutivo planetario, unico e irripetibile. Non appena avviene il clic dentro di loro - e questo accade durante le sessioni - essi diventano Maestri di se stessi e ritrovano dentro di sé i doni di cui sono portatori. Essere in comunione con le loro anime mi porta necessariamente ad accendere in loro quella fiamma che già arde come brace inconsapevole nello spazio energetico del cuore sacro che palpita in loro come in ogni creatura sul pianeta.

Proponi loro delle pratiche dopo la sessione con te, che possano continuare ad alimentare nel quotidiano quella  fiamma  di cui parli?

Certamente. E' assolutamente necessario tenere aperta quella porta e alimentare la fiamma del cuore sacro attraverso lo spostamento dell'attenzione che avviene con l'introspezione e la meditazione quotidiana; significa cioè bypassare la mente e introdursi nello spazio del cuore, unità e centro pulsante dell'intera creazione; così nell'infinitamente piccolo, così nell'infinitamente grande! Solo in questo modo possono arrivare a comprendere che non esiste separazione tra 'il dentro' e 'il fuori' e che, anzi, non esiste altro che 'il dentro', cioè l'Universo, il qui e ora, il moto inesauribile della Fonte in cui tutti siamo immersi, dove 'il fuori' risulta essere la manifestazione e l'espansione della coscienza, sempre presente a se stessa. Un punto di arrivo, certo, ma che vale la pena sperimentare e raggiungere! Il mondo nuovo infatti non sarà altro che questo: la manifestazione di un'unica coscienza planetaria presente sempre a se stessa. Come potrebbe essere possibile, infatti, continuare a produrre i vecchi schemi di violenza, sopraffazione e competizione?! Non sarà più concesso. 
Ecco, i giovani sono venuti a ricordarci questo! Occorre essere per loro solo dei buoni suggeritori e condurli per mano con amore al centro del loro cuore; il resto del lavoro lo faranno loro, sono pronti per farlo, sono venuti qui per questo!

Non ti sembra che l'attenzione che poni verso le giovani generazioni vada a discapito
del mondo degli adulti? 

Non esattamente. Sono sempre disponibile anche per chi ha già intrapreso un cammino di consapevolezza, indipendentemente dall'età anagrafica, ma ritengo  essenziale rivolgere particolare attenzione ai giovani, poiché loro rappresentano il futuro del nuovo mondo, avendo caratteristiche dianetiche (DNA) differenti rispetto alle vecchie generazioni. Sento che il loro terreno è più fertile, più pronto al cambiamento, considerando anche che gli spazi per una visione del futuro si sono alquanto ridotti. Questo è un bene, poiché obbliga tutti noi a vivere il presente nel "qui e ora" e i giovani non hanno pregiudizi, né aspettative che non siano il raggiungimento della loro stessa felicità, fuori dagli schemi preordinati e dalle mode del momento.

C'è una metafora che esprime bene il momento che stiamo vivendo come umanità che ben si confà al nostro discorrere: è la metafora dell'innesto. Le giovani generazioni sono come l'innesto della pianticella fertile, quella che porterà frutto; essi si pongono sul fusto della pianta vecchia, come una ferita; la pianta vecchia improduttiva la fa ancora da padrone, poiché è lei che affonda le sue radici nel terreno; non è morta, semplicemente sopravvive a se stessa, ma, per portare ancora frutto, ha bisogno di essere innestata da una talea, una giovane pianticella che si pone nella spaccatura dei suoi rami come una ferita. Sicuramente per entrambe il processo è doloroso, quantomeno disagevole; da qui la difficoltà di comunicare tra loro, di intendersi e di sentirsi a proprio agio. La vecchia pianta percepisce la piccola talea come un corpo estraneo, un'intrusione; la talea vive il suo disagio esistenziale, perché non si riconosce come un unico corpo con la pianta ospitante. Tuttavia il buon agricoltore sa l'importanza di questa strana convivenza e fascia la ferita, donando ad entrambe la visione e la prefigurazione del grande cambiamento che verrà e che porterà benefici durevoli. La vecchia pianta non sarà più la stessa, quando la talea crescerà donando nuovi frutti, evitando all'altra di essere tagliata per bruciare nel camino... Allora e solo allora saranno una cosa sola: una pianta che dà frutti! 

Ecco, io mi considero come il buon agricoltore che opera l'innesto e che fascia le ferite. Ciò vuol dire, uscendo di metafora, che la vecchia Matrix finalmente scomparirà, o meglio sarà assorbita dalla nuova luce.

Dici di essere testimone di veri e propri miracoli, quando il processo ha inizio. Mi puoi dire cosa accade e se questa trasmutazione permane nel tempo?

Sì, è vero, avvengono miracoli. Dopo che una nuova consapevolezza viene loro "innestata" sono spesso testimone del rilascio di forti emozioni, che solitamente si manifestano con un pianto liberatorio e abbracci colmi di lacrime di gratitudine! Occorre avere la capacità di accompagnare le loro giovani vite fuori dai condizionamenti che le circondano e liberarle dalla disistima derivante dalla difficoltà a inserirsi e omologarsi in schemi di vita preconcetti e preconfezionati dai loro genitori, dalla scuola e dalla società in generale. Far riscoprire quello che intravedevano presente in loro solo a livello latente, portando alla luce nella maggioranza dei casi doti artistiche e creative fino a quel momento inespresse, soprattutto nell'ambito della musica, dei suoni, come anche della pittura simbolica e medianica. Queste qualità non ripercorreranno più i vecchi schemi del passato, né si prefiggono di essere sterili riproduzioni di qualcosa di già visto o sentito; piuttosto diventano canali di informazioni originali, perché passano attraverso le linee energetiche ed elettromagnetiche del cuore, intimamente collegato alla Fonte; in questo modo l'espressione artistica diventa strumento catartico di guarigione, prima di tutto per la loro vita e poi per gli altri !  

Posso chiederti dove vivi e dove è possibile venirti a trovare per un consulto personale
o semplicemente per conoscerti?

Sì. Vivo vicino a Torino, all'inizio delle valli di Lanzo, che sono state il mio campo di battaglia durante gli anni giovanili, quando insegnavo nei paesini sperduti delle valli. E' lì che è nato il mio amore per i ragazzi, per i giovani in generale. Non ho mai perso l'abitudine a circondarmi di loro, dei loro problemi, delle loro aspettative. Ho sempre cercato di entrare in un contatto profondo con il loro sentire, al di là delle materie che insegnavo, che tra l'altro, essendo materie letterarie, mi davano sempre lo spunto per affrontare problemi e situazioni vicine alla loro vita quotidiana. Lo studio e l'interesse per l'astrologia, insieme ad un percorso spirituale intenso che ha accompagnato tanti anni della mia esistenza, non hanno fatto altro che approfondire in me l'esigenza di essere ancora un riferimento per loro, così come per tanti amici e amiche più vicini a me per età anagrafica. Sono felice di poter condividere questa simpatica intervista con te, Luca, che per me sei quasi come un figlio, visto che ci conosciamo da un bel po' ormai, per la differenza di età e perché abbiamo condiviso tanti percorsi per aumentare la nostra consapevolezza interiore.  Lascia pure il mio numero di cellulare se vuoi, in modo che chi volesse contattarmi attraverso il tuo blog lo possa fare comodamente. 


Grazie Carmen. E' stato bello condividere con gli amici del blog questa nostra chiaccherata. Sì è vero, ci conosciamo da un po' di tempo ormai, ma sentirti parlare aggiunge sempre qualcosa di nuovo alla nostra fratellanza-sorellanza! Un abbraccio e a presto...
Luca      




Sono molte le testimonianze che vorremmo proporre e che avvalorano le parole di Carmen Nigri. Avremo forse il piacere prossimamente di aggiungerle alla nostra breve ma sentita intervista. Per ora vi basti questa bella e simpatica foto, ripresa in occasione del settantesimo compleanno di Carmen, il 6 aprile scorso. Molti amici che qui non appaiono ma che riempivano i tavoli di quel ristorante nei pressi di Torino sono la testimonianza vivente dell'affetto sincero che tutti quelli che hanno avuto il piacere di conoscerla provano nello starle vicino.. Grazie Carmen per il tuo infaticabile impegno nel portare a compimento la tua missione di Regina delle stelle qui sulla Terra. Ci auguriamo che sempre più anime possano incontrarti e scoprire i loro doni nascosti attraverso l'ordito stellare che ha fotografato la loro discesa sul pianeta. Un augurio di buon anno a tutti voi e alla cara Carmen, amica e sorella cosmica di sempre! 

Dinaweh

   


mercoledì 7 gennaio 2015

2015: che sia per tutti noi l'anno del Risveglio e dell'Illuminazione interiore

2015



che sia per tutti noi l'anno del Risveglio 
e dell'Illuminazione
interiore


Voglio condividere con tutti voi
questa bellissima invocazione, 
perché possa diventare il vostro programma,
la  preghiera dei prossimi vostri 365 giorni,
il vostro decreto per far sì che le vostre vite
siano il segno vivente della Presenza "Io Sono".

Dinaweh


INVOCAZIONE ALLA FIAMMA DORATA
DELL'ILLUMINAZIONE


Gloriosa Fiamma dorata dell'Illuminazione
dal cuore di Dio nel Grande Sole centrale

IO INVOCO

la Presenza dell'amato Dio e della dea Meru nel mio cuore
nella mia mente e nella mia anima.
Vi chiedo di inondare il mio Essere
con le preziose energie dell'Illuminazione
versate su di me in una radiosità infinita
per trasformare tutto quello che ancora nella mia coscienza
non è Perfezione divina.

Oh, Fiamma della Luce, così brillante e radiosa
oh Fiamma di Dio, così meravigliosa da guardare
fonti incessanti di saggezza sgorgano,
portami a casa nel cuore del sole!

Vieni adesso con tutta la forza della tua potenza.  
Prendi la mia mano e apri i miei occhi,
inondando la mia vita con i tuoi miracoli,
fai risplendere la Fiamma dell'Illuminazione
attraverso di me!


DICHIARO ANCHE

che un potente fiume di luce radiosa
e dorata di illuminazione sta scorrendo attraverso di me
e che io sono questo fiume di luce.
Io sono questo fiume di pace dorata.

IO DICHIARO

adesso che la mia intera coscienza,
il mio Essere e il mio mondo
vengono totalmente infusi adesso nella luce,
immersi nelle braccia dell'Amore.
Io sono un raggio divino di amore-illuminazione
che rilascia un balsamo di vera guarigione divina
ad ogni parte di me stesso e ad ogni uomo, donna
e bambino su questo pianeta.


Oh, Fiamma della Luce, così meravigliosa
da guardare, espandi la tua luce dorata
su di me oggi, ora, in questo istante.

Benedici, guarisci, illumina e sigilla me
e tutte le persone amate,
tutta l'umanità
per sempre nella luce di Dio
che mai ci abbandona e mai viene meno.
Grazie, grazie, grazie.  






sabato 27 dicembre 2014

L'interpretazione esoterica e l'universalità del messaggio di Gesù secondo Paramahansa Yogananda



L'interpretazione esoterica
e l'universalità
del messaggio di Gesù



secondo Paramahansa Yogananda



Vorrei proporre all'attenzione di voi, cari lettori, alcuni stralci dell'opera di Paramahansa Yogananda "Lo Yoga di Gesù", un testo che si propone di presentare gli insegnamenti di Gesù come insegnamenti che vanno al di là dell'interpretazione dogmatica della religione cristiana, non prerogativa esclusiva di una dottrina religiosa in particolare, ma patrimonio e ricchezza spirituale a beneficio di tutta l'umanità, visto e considerato che ogni parola di Gesù si può comprendere pienamente solo se si considera alla luce del loro scopo originario: indicare una via per giungere all'esperienza personale e diretta del Regno di Dio dentro ogni essere umano.

Un articolo apparso sul Los Angeles Times dell'11 dicembre 2004, annunciando l'uscita dell'opera The second Coming of Christ: The Resurrection of The Christ Within You presenta idee sorprendenti sul significato più profondo degli insegnamenti di Gesù e sulla loro essenziale unità con lo yoga, uno dei più antichi e sistematici sentieri religiosi esistenti al mondo per raggiungere l'unione con Dio.

Il libro si propone di recuperare quelli che Yogananda riteneva gli insegnamenti fondamentali di cui si è persa traccia nel cristianesimo ufficiale.
Tra questi, la nozione che ogni ricercatore spirituale può conoscere Dio non in virtù di mere credenze religiose, ma facendone l'esperienza diretta con la meditazione e lo yoga.

In quest'opera Yogananda risponde a domande quali:


- è vero che, come i saggi e i maestri orientali dell'antichità. anche Gesù ha insegnato la meditazione come la via per entrare nel 'regno dei cieli'?

- esistevano 'insegnamenti segreti' impartiti da Gesù ai suoi discepoli diretti, che nei secoli sono andati perduti o sono stati occultati?
- è vero che, secondo gli insegnamenti di Gesù, tutti coloro che non appartengono alla fede cristiana non possono entrare nel regno di Dio?

Ecco come si esprime Yogananda nel suo libro Lo Yoga di Gesù :
Non è l'appartenenza a una chiesa a permettere di accogliere il Cristo, né i riti formali che lo proclamano salvatore senza però consentire di conoscerlo mai veramente. Gesù si accoglie entrando in contatto con lui nella meditazione. Conoscere il Cristo significa chiudere gli occhi, espandere la coscienza e raggiungere una concentrazione così profonda da condividere lo stesso stato di coscienza di Gesù, grazie alla luce interiore dell'intuizione dell'anima. San Giovanni e altri discepoli di Gesù molto progrediti, discepoli che veramente 'lo ricevettero', hanno percepito Gesù come la coscienza cristica presente in ogni particella dello spazio. Il vero cristiano che è una cosa sola con il Cristo è colui che libera la propria anima dalla coscienza del corpo e la congiunge all'Intelligenza cristica che pervade tutto il creato.

Trovo che ciò sia estremamente veritiero, poiché a tutti è dato di vivere l'esperienza che fece Gesù, indipendentemente dall'appartenenza ad una specifica religione, compreso quella cristiana, se solo ci si mette in ascolto della sua Presenza, che è possibile trovare dentro il proprio cuore attraverso l'ascolto interiore e la meditazione. E ancora in questo passo: 
I veri seguaci di Cristo sono coloro che, grazie alla meditazione e all'estasi, accolgono nella propria coscienza l'onnipresente saggezza cosmica e la beatitudine di Gesù Cristo... I devoti che vogliono essere dei veri 'cristiani', ovvero 'di Cristo', anziché semplici membri di una comunità che si professa cristiana, devono conoscere il Cristo onnipresente e avere di lui una percezione autentica e costante, devono comunicare con lui nell'estasi e lasciarsi guidare dalla sua saggezza infinita.
Che cosa sanno i "cristiani" degli anni 'perduti di Gesù, ci ricorda Yogananda?... Cioè di tutto quel periodo che va dai dodici anni ai trenta della sua vita? Possibile che i contemporanei di una figura del tutto straordinaria come quella di Gesù non abbiano trovato nulla da narrare di un periodo così lungo, che va dall'infanzia fino al suo trentesimo anno di età?! 
Gesù si recò in India, restituendo la visita di quei 'saggi orientali' che lo onorarono a Betlemme per la sua nascita. Questi saggi erano in realtà indiani. Esistono testimonianze di inestimabile valore della sua presenza in quei luoghi all'interno di un remoto monastero tibetano. Queste parlano infatti di un santo di nome Issa, proveniente da Israele "nel quale era manifesta l'anima dell'universo" che visse in India dai quattordici anni ai ventotto, tra santi, monaci e pandit, ove predicò il suo messaggio per poi tornare al suo paese dove fu trattato ignobilmente e poi condannato a morte.

Fortunatamente, questi antichi documenti furono ritrovati e trascritti [nel monastero di Hemis in Tibet] da un viaggiatore russo, Nicholas Notovitch. Nel 1894 Notovitch diede personalmente alle stampe le sue annotazioni intitolandole La vita nascosta di Gesù Cristo. Nel 1922 swami Abhedananda, un discepolo diretto di  Ramakrishna Paramahansa, visitò il monastero di Hemis e confermò tutte le informazioni più importanti su Issa già divulgate dal libro di Notovitch. Nicholas Roerich, nel corso di una spedizione in India e in Tibet condotta a metà degli anni  Venti, ebbe modo di leggere e trascrivere alcuni versetti tratti da antichi manoscritti che erano gli stessi, o almeno riportavano lo stesso contenuto, di quelli pubblicati da Notovitch. Inoltre Roerich fu profondamente colpito dalle tradizioni orali di quella zona: "A Srinagar venimmo prima a conoscenza della singolare leggenda secondo la quale Cristo avrebbe visitato quel luogo. Poi constatammo quanto fosse diffusa in India, nel Ladak e nell'Asia centrale la leggenda della venuta di Cristo in questi paesi durante la sua lunga assenza [dalla Palestina], di cui fa menzione il Vangelo". [...] Il manoscritto di Notovitch narra: "Issa si allontanò in segreto dalla casa di suo padre, lasciò Gerusalemme e si mise in viaggio con una compagnia di mercanti alla volta di Sindh [India] con l'obiettivo di perfezionarsi nella conoscenza della Parola di Dio e nello studio delle leggi dei grandi Buddha"

Non si potrà mai comprendere l'opera e l'insegnamento di Gesù - dice Yogananda - se non lo si considera come appartenente alla cultura orientale, se si dimenticano gli anni in cui lui visse in India, dove apprese le tecniche dello yoga, della meditazione dai guru, dai pandit e dai maestri, pur essendo egli stesso un Avatar, e quindi possedendo già di sua natura il proprio bagaglio di conoscenze; egli infatti non  diffuse quegli insegnamenti appresi in quelle terre lontane, ma facendoli suoi ebbe modo di usarli per poi diffondere il suo messaggio una volta tornato in Palestina, ora usando semplici parabole per le persone semplici, ora un linguaggio esoterico per i suoi più stretti discepoli.
Yogananda è assolutamente convinto del fatto che il messaggio di Cristo sia stato profanato dagli stessi che si arrogano il diritto di ben rappresentarlo davanti agli occhi del mondo. I profondi significati esoterici dei suoi insegnamenti sono stati dimenticati, in nome della presunta autorità di dottrine cristiane che in realtà erano solo creazioni umane; in nome di queste sono avvenuti genocidi e tante anime sono state bruciate al rogo con l'accusa di stregoneria e di eresia. Ecco cosa afferma Yogananda al riguardo:
Gesù è stato troppo occidentalizzato. Gesù fu un orientale, per nascita, sangue e formazione. Separare un maestro dal suo contesto culturale di origine significa offuscare la capacità di comprensione con cui ci accostiamo a lui. Chiunque fosse Gesù Cristo in sé e per sé, in quanto anima, egli è comunque nato e cresciuto in Oriente e nel diffondere il proprio messaggio ha dovuto usare gli strumenti della civiltà orientale, le sue usanze, maniere e parabole. Quindi per comprendere Gesù Cristo e i suoi insegnamenti, bisogna essere empaticamente aperti al pensiero orientale e in particolar modo alla civiltà indiana antica e contemporanea, alle sue scritture religiose e alle sue esperienze metafisiche intuitive. Gli insegnamenti di Gesù, alla luce di un'interpretazione esoterica, restano universali; tuttavia sono saturi dell'essenza della cultura orientale, hanno le loro radici in valori e principi ispiratori orientali, che sono stati poi riadattati al mondo occidentale.
Tuttavia, prosegue Yogananda, non si può continuare a pensare alla Verità come alla prerogativa di questa o quella religione, limitando il discorso sulla Verità di Gesù Cristo come ad un patrimonio esclusivo di qualcuno. Le religioni hanno dimostrato di dividere e separare l'uomo, in nome di questa o quella credenza e dottrina. La verità va oltre tutte le separazioni e va oltre l'adeguamento ad una forma esteriore di comportamento, di formule e preghiere imparate a memoria, né ha a che fare con ridondanti sermoni intellettualistici dai pulpiti di chiese, sinagoghe o moschee...
La verità è la realizzazione di Dio in noi, l'invito del Cristo a cercare e trovare il Regno che è "dentro di voi"!
Ecco direttamente dalle sue parole:
E' necessaria una riconciliazione della scienza della religione con lo spirito della religione, cioè con i suoi principi ispiratori: una riconciliazione dell'esoterico con l'essoterico. La scienza yoga insegnata dal Signore Krishna offre metodi pratici per giungere all'autentica esperienza interiore di Dio, anziché a mere credenze religiose, dotate di deboli speranze di sopravvivenza. La scienza yoga e lo spirito di amore cristico e di fratellanza predicato da Gesù (l'unica sicura panacea per evitare che il mondo sia lacerato dalle sue insanabili differenze) costituiscono insieme la medesima e unica verità universale, insegnata da questi due Cristi dell'Oriente e dell'Occidente. I salvatori del mondo non vengono sulla Terra per fomentare ostili divisioni dottrinali; i loro insegnamenti non dovrebbero essere strumentalizzati a questo scopo. Del resto non è corretto chiamare il Nuovo Testamento la Bibbia 'cristiana', perché esso non è appannaggio esclusivo di alcuna confessione religiosa. La verità ha lo scopo di benedire e di elevare l'umanità intera. Come la coscienza cristica è universale, così Gesù Cristo è patrimonio di tutti. Io esalto come summum bonum della via che porta alla realizzazione di Dio il messaggio trasmesso dal Signore Gesù nel Nuovo Testamento e la scienza yoga dell'unione con Dio esposta da Bhagavan Krishna nella Bhagavad Gita. Tuttavia onoro ogni espressione della verità che dall'unico Dio si riversa nelle Scritture lasciate dai suoi vari messaggeri.
La verità è in sé e per sé la 'religione' fondamentale. Per quanto espressa in modi diversi dai vari 'ismi', cioè dalle dottrine settarie, non potrà mai esaurirsi in queste dottrine. La verità ha infinite manifestazioni e ramificazioni, ma un solo compimento: l'esperienza diretta di Dio, che è l'unica realtà. L'impronta umana lasciata dal settarismo non ha molta importanza. Non sono l'affiliazione religiosa sotto cui è registrato il nostro nome, né la cultura o il credo in cui siamo nati a darci la salvezza. L'essenza della verità si trova al di là di ogni forma esteriore e quell'essenza è fondamentale per comprendere Gesù e il richiamo universale che ha rivolto alle anime: l'invito a entrare nel regno di Dio che 'è dentro di voi'. 
E ancora incalza con foga (mi sembra di sentirlo!) Yogananda:
Noi siamo tutti figli di Dio, dal principio della nostra esistenza fino all'eternità. Le differenze nascono dai pregiudizi e il pregiudizio è figlio dell'ignoranza. Non dobbiamo far coincidere la nostra identità con la nostra nazionalità di americani, indiani, italiani, o con qualsiasi altra nazionalità, e tanto meno esserne orgogliosi, perché le condizioni della nostra nascita sono solo un fatto accidentale. Sopra ogni altra cosa, dobbiamo sentirci orgogliosi di essere figli di Dio, fatti a sua immagine. Non è forse questo il messaggio del Cristo? Gesù, il Cristo, è un modello sublime da seguire sia per l'Oriente sia per l'Occidente. L'impronta divina, che ci rende 'figli di Dio' è celata in ogni anima. Gesù confermò le Sacre Scritture: "Voi siete dèi".
Gettate via ogni maschera! Mostratevi apertamente come figli di Dio, non con vuote proclamazioni e preghiere imparate a memoria, o con fuochi d'artificio di sermoni intellettualistici, studiati per compiacere Dio e fare proseliti, ma grazie alla vostra realizzazione! Identificatevi non con un angusto bigottismo mascherato di saggezza, ma con la coscienza cristica. Identificatevi con l'Amore universale e manifestatelo nel servizio verso tutti, sia materiale, sia spirituale; allora saprete chi è stato Gesù Cristo e potrete dire nella vostra anima che siamo tutti un'unica comunità, tutti figli di un unico Dio!




Mi trovo perfettamente in assonanza con gli scritti di Paramahansa Yogananda e vorrei rendervi partecipi dell'entusiasmo che provo a leggere le sue parole, proprio in un momento singolare della mia vita nel quale non posso abdicare al mio sentire profondo, riguardo la sostanza e il significato dell'insegnamento di Gesù che, come afferma Yogananda, esula da qualsiasi 'diritto riservato' o prerogativa di una chiesa o di una religione...
Davvero il messaggio di Cristo è universale e il suo insegnamento praticabile da ciascun uomo 'di buona volontà' come recitano le Scritture, al di là delle condizioni prettamente accidentali, quali l'appartenenza ad una nazionalità, razza o religione.


Auspico sinceramente ad un mondo ove l'unica religione da salvare sia quella dell'Amore universale, della fratellanza cosmica con Esseri di Altre dimensioni e del diritto alla felicità per tutti gli Esseri di questo e di altri mondi.




L'umanità è davvero sempre più ad un bivio di fronte a se stessa: può scegliere la paura, con tutte le sue nefaste conseguenze (guerre, separazione, odio razziale, fanatismi politici e religiosi) o l'Amore, attraverso la piena realizzazione di sé nell'unione col proprio divino interiore; quello per cui Gesù, il Cristo, è stato a suo tempo crocifisso. Ora possiamo ritenere che l'umanità sia pronta a ricevere il suo messaggio, al di là di tutte le faziosità e divisioni, provocate inutilmente proprio da coloro i quali si proclamano i suoi portavoce e i suoi Ministri 'autorizzati'. 
Ma, autorizzati da chi?   


Avremo ancora occasione nei prossimi post 
di soffermarci a  sfogliare qualche altra bella pagina del libro di Yogananda, commentandola insieme o lasciandoci semplicemente trasportare dalle sue amabili parole, attraverso la spiegazione di alcune delle più significative pagine del Vangelo di Gesù, riviste con occhi liberi e liberati dalle contaminazioni o dai silenzi che per millenni le religioni hanno operato per occultare e nascondere la nostra divinità a noi stessi, proprio nella maniera opposta a quanto il Maestro Gesù insegnava alle folle che lo stavano ad ascoltare, quando camminava per le strade di questo mondo!


A presto quindi e un buon inizio per tutti in attesa di Capodanno. Che il 2015 sia per tutti, donne e uomini di buona volontà, l'anno della Realizzazione, del Risveglio e dell'Illuminazione!... 





Dinaweh 

giovedì 25 dicembre 2014

Ripartire da noi stessi alla vigilia del nuovo anno...


Ripartire da noi stessi
alla vigilia del nuovo anno...

con il lavoro interiore
di 
Gaetano Pedullà




Voglio di nuovo condividere con voi il percorso che ormai da diversi mesi ho intrapreso con il lavoro interiore di Gaetano Pedullà.   
E' ormai più di un anno che seguo il lavoro con Gaetano Pedullà e devo dire che di cose ne sono accadute molte nella mia vita, anche radicali cambiamenti, alcuni anche dolorosi, ma che fanno sicuramente parte del "portare luce" dentro si sé, per uscire dalla propria 'zona di comfort' e arrivare sempre più al centro di  se stessi. 

Era dunque il 9 settembre del 2013, quando per la prima volta partecipai ad una meditazione guidata da Gaetano Pedullà, conoscendo alcune persone del gruppo che lo seguono; alcuni di loro praticavano le tecniche già da qualche anno, mentre altri avevano cominciato a seguire il gruppo da meno tempo. In realtà la mia era una curiosità, soprattutto in riferimento alla tecnica dell'allaccio di cuore, di cui avevo già sentito parlare perché praticata  dalla comunità degli Esseni al tempo di Gesù, che dà la possibilità al ricevente, qualora venga messo al centro del cerchio, di "ricevere" diverse utili informazioni che le persone attorno al cerchio sono in grado di dare, connettendosi al cuore della persona. Essere uno e sentirsi parte della stessa unica fonte è il principio cui sottende questa bella pratica spirituale.
In realtà quella sera, sebbene fossi "nuovo", non venni messo al centro, ma potei constatare comunque la potenza dell'allaccio, poiché fummo messi in coppia uno di fronte all'altro; per più di una volta ebbi modo di constatare la forza di tale tecnica e ricevetti utili informazioni e visioni dalle persone che mi erano state di fronte e, nel corso dei giorni successivi, ciò mi permise di chiarificarmi alcuni aspetti lì per lì incomprensibili o ancora non così evidenti dentro di me. 

Il lavoro interiore vi fa arrivare al centro di voi stessi, qualora foste interessati a muovervi in quella direzione e vi reputaste in cammino verso la comprensione del perché siete venuti al mondo. Tutto ciò di cui parlo e scrivo attraverso questo blog, come ben sa chi mi conosce, passa sempre da una mia esperienza personale; non potevo non parlarvi del lavoro di Gaetano Pedullà, ma non avrei potuto farlo prima che fosse passato un po' di tempo, prima che io stesso, attraverso il lavoro quotidiano delle tecniche individuali, non avessi avuto modo di sperimentarne l'efficacia. Naturalmente il lavoro interiore produce i suoi effetti col tempo e con la volontà e la determinazione a compiere giornalmente l'incontro col divino, con il Sé superiore, ritagliandosi un tempo necessario alla pratica della meditazione, del respiro e ad altre tecniche che servono per scaricare a terra le emozioni, quando esse travalicano i limiti dentro di noi, col rischio di scaricare addosso agli altri ciò che invece ci appartiene e che va debitamente "scaricato" a terra. Anche per questo è utile seguire con dedizione le indicazioni che ognuno riceve direttamente da Gaetano attraverso colloqui individuali. In realtà lui non si definisce né un Guru, né un Maestro, ma semplicemente un'anima a servizio delle persone con il compito di portarle alla loro liberazione personale e spirituale.   

Conduce gruppi in varie Regioni italiane e il suo lavoro lo porta anche in Messico, ove ha costituito una fondazione per l'aiuto delle comunità del luogo, dedicandosi soprattutto al lavoro con i bambini e le donne abusate o maltrattate. Il suo operato in Messico, e ultimamente anche in Brasile, oltre a favorire le condizioni pratiche di vita delle persone, consiste anche in "lavori di luce", che esercitano un cambiamento sui piani sottili nell'aura delle persone che a lui si rivolgono, al fine di ottenere maggiori comprensioni sui processi evolutivi della loro anima individuale sul piano di terra.  

Devo dire che il lavoro interiore induce e "obbliga" chi vi si accosta a fare un grande lavoro su di sé, anche a costo di stare male, di vedere delle cose che si preferirebbe non vedere, di sentire rabbia, dolore, come dei passaggi per andare oltre, verso la gioia di nuove comprensioni. 

A differenza di tante altre vie o percorsi, mi sembra di poter affermare che qui si va davvero alla radice di se stessi, senza infingimenti, senza l'illusione di vacue e inesistenti "illuminazioni", senza pensare che soltanto l'aver raggiunto sporadiche comprensioni e stati di coscienza alterati, possa significare aver raggiunto il Risveglio e l'Illuminazione! 
Purtroppo sono tante le strade a volte ingannevoli che molti alla ricerca di sé percorrono, con la convinzione di aver sradicato definitivamente da loro il dolore provocato dal senso dell'abbandono, del tradimento, da abusi di varia natura. Non è sufficiente prendersi una scarica di energia, se poi non si è disposti ad un lavoro costante su di sé, tutti i giorni, con determinazione, con volontà ed energia vitale, senza aspettarsi l'illuminazione dall'alto dei cieli, senza attendere che ci venga detto da un Maestro esterno che ci siamo "risvegliati", nell'aspettativa di ricevere per questo doni su doni, grazie su grazie...

L'esperienza con il lavoro interiore così come lo indica Gaetano Pedullà è un'ottima palestra, in cui si fanno esercizi su esercizi, senza risparmiarsi, che producono in definitiva dei buoni atleti e delle persone che sanno stare in piedi da sole nel turbinio dell'esistenza, poiché ne hanno ricevuto gli strumenti e sono poi in grado di essere di aiuto ai propri fratelli e sorelle di percorso. 
Non è necessario chiudersi in monastero o fare gli eremiti per poter rimanere centrati e in equilibrio; anzi, quello che indica il lavoro interiore di Gaetano è proprio il contrario: essere in grado pur nelle circostanze ordinarie della vita convulsa e caotica di tutti i giorni di ritagliarsi degli spazi di silenzio e meditazione, in modo da rimanere in pace ed armonia con se stessi ugualmente.




Qui di seguito il link del video sopra riportato per copiarlo e diffonderlo, sul significato del "lavoro interiore" di Gaetano Pedullà.