Cercando un video per augurare una buona Vigilia alle anime a me care mi sono imbattuta in un gioioso flashmob della filarmonica di Norimberga, risalente al 2014.
Norimberga..., Beethoven (250 anniversario dalla sua nascita), "Inno alla Gioia"... la musica in vivo dialogo con i cuori di esseri umani che esercitano il naturale diritto di occupare il proprio spazio, sulla strada, insieme...
Nulla accade per caso, penso... perciò lo condivido anche qui, sul blog di Luca, offrendolo non come augurio, ma come una certezza del cuore:
quelle note furono scelte come Inno di un'Europa costruita su finanza e predazione, forse con l'intento che a parlare fosse solo il linguaggio universale della musica fu adottata solo la melodia, privata delle celebri parole del Coro che Beethoven prese a prestito dall'"Ode alla Gioia" di Schiller...; fu un vero peccato, perché le parole del Coro a tutti noto e, ancor più, il testo originale del poeta romantico, sono un potente richiamo alla natura divina dell'uomo, essenza originaria ed insopprimibile.
Gli abitanti del vecchio Continente sperimentano ora un insolito e maggior disagio, non hanno, tuttavia, sufficiente consapevolezza di quanto siano privilegiati (nella materia), perché nati nella parte ricca e bulimica del globo. Vedo però tante anime in cammino: tornano a scoprirsi sensibili, ad accorgersi di sé...e delle assurde forme innaturali assunte dalla società, impegnata in un grottesco allestimento che sembra guidato da paradigmi del tutto contrari alla Vita.
Sono ancora poche? Forse...ma sono ovunque e non possono tornare indietro, non è più possibile ricondurle al Sonno.
Sono questi cuori in azione che creeranno l'autentica Europa dei popoli, capace di riappropriarsi della potenza delle parole di Schiller; imparando ad abbracciare senza ipocrisie, ma con la propria quotidiana testimonianza di vita, ogni fratello, ogni sorella e tutte le meravigliose creature viventi con cui condividiamo questo splendido pianeta!
"Gioia, bella scintilla divina,
figlia dell'Eliseo,
noi entriamo ebbri e frementi,
o Celeste, nel tuo tempio.
Il tuo incanto rende unito
ciò che la moda rigidamente separò,
i mendichi diventano fratelli dei principi
dove la tua ala soave freme.
(Coro):
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare
un Padre affettuoso".
"Ode alla gioia" - F. Schiller
I popoli, anche un sol popolo, sono entità astratte... e quando si muovono come una sorta di ventre collettivo non producono buoni frutti.
Per poter vedere l'alba di quella nuova umanità, l'attenzione di ciascuno va rivolta al "Conosci te stesso"... il lavoro è su di sé.
"Gioia figlia della luce"...
Occorre non stancarsi mai di immergersi nella profondità del proprio mare interno, per quanto tempestoso, buio, silente o apparentemente immoto sia... è là che ci attendono piccole fiammelle, grazie alle quali riscopriremo la nostra autentica luce, allora non potrà che risplendere, unendosi a quella di ogni altra anima che abbia compiuto, parimenti, il proprio viaggio.
"Gioia, figlia della Luce"...
Questa notte, ricordiamo che non solo oggi, ma in ogni nostro respiro, soprattutto nelle brevi o lunghe notti dell'anima, possiamo vivere la rinascita di Colui che è la Luce del mondo, in noi, nella Natura attorno a noi, in ogni sguardo che incontriamo.
Occorre avere gli occhi dei bambini.
Sono loro gli esseri più coraggiosi, disposti ad attraversare boschi tetri, popolati da mostri, terre ignote e strane... pur di giungere e scorgere i luoghi incantati che popolano i loro sogni. Come i bimbi di questa immagine qui sopra, accendiamo la nostra piccola fiammella e guardiamo con i loro occhi... stanno lì, alla finestra, lieti e pazienti, sanno che vedranno qualcosa di magico, perché non deve giungere da lontani spazi siderali, è già vivo e presente nel regno di verità del loro cuore!
E allora!? Contenti o no di questo magnifico Natale?
Dopo la statua del grande Moloch cornuto e troneggiante davanti al Colosseo, non poteva mancare l'ultimo scempio da esibire sotto il cielo della città eterna; questa volta in piazza San Pietro, dentro la Città del Vaticano! Una scena inquietante che vorrebbe prendere lo spunto dal tradizionale presepe di francescana memoria.
Tuttavia, vien da pensare che se San Francesco non fosse già "assiso" vicino al Cristo nel più alto dei cieli, si rivolterebbe nella tomba e tornerebbe a far tremare la terra della sua Assisi, questa volta per radere definitivamente al suolo la grande basilica!
Ma, in fondo, viene anche da pensare che questo "anti" papa che così impunemente ha voluto appellarsi con lo stesso nome del Grande Assisiate, non poteva che avvallare in tutta la sua orripilante bruttezza l' "anti" natività del suo "anti" Cristo, con l'effetto di spaventare tutti i bambini che disgraziatamente si avvicineranno a quell'oscena manifestazione decisamente "anti" estetica, ma soprattutto "anti" umana. Del resto, in combutta con i suoi amici globalisti, fautori con lui del Nuovo Ordine Mondiale che si illudono di governare ancora a lungo questo mondo ridotto ormai ad una fornace ardente, una specie di inferno a cielo aperto, abitato per la maggioranza da automi senza anima e coscienza, vinti solo dalla paura della morte e - per questo - disposti a tutto, persino a vendere l'anima al diavolo, pur di continuare a respirare dietro museruole intrise del loro stesso scarto, quale più coerente e fedele rappresentazione di questo "anti" presepe in Vaticano?
Perché dunque stupirsi se "la Madre" campeggia in quella scena a mo' di totem cilindrico, più somigliante a un orpello messo lì per celebrare riti sanguinari e pagani, ancestrale nelle sue fattezze, simbolo esso stesso di un'umanità regredita ai suoi albori, confusa nell'anima, ignorante, vittima e complice dei suoi stessi carcerieri!?
Perché stupirci se nessun afflato di umanità, alcun abbraccio si protende da quella triste scena che della natività del Messia rappresentare dovrebbe soprattutto la relazione tra le anime, la ritrovata fraterna compassione, l'interconnessione tra uomini, dai più semplici pastori agli augusti Magi, fino alle pecore e agli animali tutti, che tanto avevano ispirato amore e infinita tenerezza nel Poverello di Assisi quando a Greccio, per la prima volta, aveva avuto in animo di rappresentare il momento più salvifico e importante della storia dell'uomo: la nascita di Gesù che avrebbe indicato agli uomini la via per entrare nel Regno dei cieli, che è dentro di loro!?
E che dire di caschi e scafandri che imprigionano e isolano nei loro cilindri amorfi e solipsistici tutti i personaggi di quella lugubre e grottesca sceneggiata, indistintamente, impedendo loro di muovere e alzare persino le braccia!? E quali parole aggiungere su quel triste "assembramento" attorno a quella nascita in onore di un bambino già cresciuto, non più in fasce, non più riscaldato dal fiato dei due umili animali, l'asino e il bue, che invece se ne stanno in disparte, a distanza di sicurezza, non sia mai che il loro fiato possa diventare veicolo di malattie su uno sfondo non più simile ad una grotta con grezza pavimentazione naturale, magari ricoperta di paglia ma piuttosto, il pavimento asettico e lucido di un ospedale appena inaugurato!?
E poi, che fastidio e che inquietudine vedere quella specie di demonio dietro la figura del re Magio, di uno dei re Magi o di chissà chi..., anche quello tutto scafandrato e con il teschio sull'elmo o sul casco (che sia un agente di pubblica sicurezza, messo lì per controllare che siano mantenute le distanze?), dotato di scudo e forse anche di manganello da tirar fuori all'occasione di sotto al mantello... Del resto, la divisa è blu e il richiamo alle forze dell'ordine è d'uopo!
Un ultimo macabro pensiero mi coglie, a proposito di questo strano Natale: se il fulmine che colpì la cupola di San Pietro, dopo le dimissioni del vero papa, segnasse solo l'inizio delle sciagure cui assisteremo ancora attoniti, prima della fine di quest'era travagliata? E se davvero vivessimo i tempi dell'Apocalisse descritti dall'apostolo Giovanni nelle sue profetiche visioni?
Credo proprio che il tempo del Raccolto sia giunto: da una parte il grano, dall'altra la gramigna; "tertium non datur"!
A noi scegliere come posizionarci sullo scacchiere della vita in quest'ultimo quarto di tempo dell'era cristiana prima del Suo Ritorno che questa volta avverrà in Potenza e Gloria.
Ecco cosa aveva previsto il professor Giulio Tarro, il più eminente virologo italiano, l'unico che non ha sbagliato alcuna previsione medica, tanto da essere sempre censurato dal mainstream nazionale.
Il professor Giulio Tarro, medico, virologo, candidato al Nobel per la medicina, allievo prediletto di Albert Sabin, Primario emerito dell'ospedale Cotugno di Napoli, il 13 novembre scorso scriveva queste parole, di seguito riportate.
Nulla di più attuale; come avesse previsto non solo la situazione epidemiologica, il paravento dietro cui si nascondono le manovre globaliste e antiumane all'opera, ma la sua vera natura e l'obiettivo finale dei burattinai operanti ormai alla luce del sole, che porterà questa umanità, se non si sveglia e alza la testa, ad un misero resto di superstiti, ridotti a transumani robotizzati e privi persino dell'anima. Del resto, in tempi non sospetti, lo aveva paventato già i primi decenni del XX secolo Rudolf Steiner.
Per concludere, tornando alla triste attualità, potremmo dire che nemmeno il professor Tarro avrebbe immaginato che si sarebbero dati così da fare per sdoganare il vaccino killer già entro la fine del 2020! Nessun test, nessuna prova di compatibilità con l'organismo umano, nessuna base scientifica che comprovi l'innocuità di un farmaco "RNA messaggero", in grado di scombinare e alterare irreversibilmente il DNA del ricevente, con conseguenze del tutto imprevedibili. E questa la chiamate scienza!?
E' notizia di pochi giorni fa dell'infermiera americana dell'Alabama che, dopo essersi sottoposta volontariamente al vaccino in questione, ha perso i sensi sotto le telecamere mentre veniva intervistata appena dopo la somministrazione ed è stata portata di corsa in rianimazione, senza che ci sia certezza a tutt'oggi, se sia ancora viva o già morta. Naturalmente il mainstream ufficiale tace, ed è difficile avere notizie certe al proposito.
Vi lascio dunque alle parole del professor Giulio Tarro.
Dinaweh
"L'Italia si colorerà tutta di rosso. E durerà fino a maggio. La notizia del vaccino serve a farci accettare il lockdown, nella convinzione che a breve saremo liberi. Invece non arriverà nessun vaccino. Non prima dell'estate. Giusto il tempo di concludere l'operazione, appena il sistema economico collasserà, la grande speculazione finanziaria passerà all'incasso e si prenderà tutto a prezzi stracciati. Come da copione. Pochi di noi rimarranno in piedi.
Il "Salviamo il Natale" durerà 15 giorni.
Serve a far entrare il bestiame nel recinto (o meglio, nel mattatoio). Dal quale non uscirà più. Il sistema sanitario è di nuovo in ginocchio. Non per il virus, ma per la totale disorganizzazione (organizzata). I complici di questo scempio epocale hanno fatto di tutto affinché la situazione si ripetesse. Hanno fatto sparire la clorochina, non hanno potenziato la rete di medicina territoriale per curare i pazienti a casa e abbattere il modello ospedale-centrico, fallimentare contro questo virus. Non hanno ufficializzato un valido protocollo nazionale di terapia domiciliare, nonostante i farmaci che smorzano sul nascere le tempeste citochiniche (evitando che il paziente giunga in ospedale in condizioni critiche) siano disponibili da 7 mesi.
Il problema non è il virus. Il problema è la disorganizzazione (meticolosamente) organizzata. Il resto l'ha fatto, come al solito, la nostra 'informazione' che ha criminosamente contribuito a mettere in difficlotà il sistema sanitario, generando una massa incontrollabile di persone terrorizzate che al primo starnuto corrono in ospedale.
La paura è stata indotta, ingigantita e strumentalizzata. Hanno scaricato la colpa sulla movida o su qualunque cosa gli capitasse a tiro. Invece di prendersela con chi (pur avendo il tempo e strumenti) non è stato in grado di (non ha voluto) permettere che la gente vivesse la propria vita in libertà, sena bisogno di restrizioni. I nostri medici, vittime principali, oggi invocano il lockdown, perché vedono arrivare di tutto, senza il filtro determinante (volutamente castrato) della medicina territoriale.
Se a marzo ciò si poteva comprendere, oggi va condannato e perseguito penalmente (a partire dai vertici del Ministero della Sanità). La paura indotta e strumentalizzata ha fatto perdere la ragione a tanti. Molti sono stati portati addirittura ad invocare restrizioni. Molti denunciano se vedono per strada persone che compiono gesti quotidiani, naturali, umani. Mentre le nostre forze dell'ordine non si oppongono.
Come i nazisti che a Norimberga dissero 'abbiamo solo eseguito gli ordini', era il loro lavoro, avevano rispettato le 'regole', anche se assurde. Tutto questo però non ci assolve dalle nostre responsabilità. Ci stanno prendendo tutto. Il tempo, la libertà, il lavoro, la dignità e le gioie della vita. Se non reagiamo, con clamorosa partecipazione, la colpa più grande sarà nostra. Coraggio!".
Il dottor Francesco Oliviero ci ricorda tutte le fasi successive alla dichiarazione dello stato di emergenza seguite alla dichiarazione da parte delle autorità della presunta pandemia e a quanto lui stesso aveva già allora dichiarato riguardo al virus; in tal caso si era espresso ricordando che il virus, essendo una molecola informazionale (come un software) era qualcosa di ubiquitario, che era quindi già dentro di noi e di quanto fosse assurdo cercare nel virus un capro espiatorio per poter dichiarare guerra al mondo per una presunta pandemia globale: una pandemia infatti - ci ricorda il dottor Oliviero - per essere tale dev'essere ubiquitaria e interessare tutto il mondo, facendo milioni di morti, possibilmente! La cosa non spiegava, tra l'altro, come quel virus abbia potuto avere delle preferenze: invece di avere in simpatia i Siciliani o i Calabresi, avesse avuto antipatia per i Bresciani, i Bergamaschi e in parte anche per i Milanesi! Forse che in queste zone sia successo qualcosa che non è successo nel resto d'Italia? Interessante farsi due domande e provare a darsi due risposte. Anche da questo punto di vista sarà interessante che il lettore ascolti direttamente dalle parole del medico pneumologo e anche psichiatra, le correlazioni con i vaccini anti-influenzali, con il famigerato vaccino quantum-dot tattoo di Bill Gates, l'inquinamento ambientale e gli impianti di nuova generazione per il 5G.
All'inizio della pantomima, sapientemente orchestrata dai distruttori del genere umano, "tutti credevano - ci ricorda sempre il nostro relatore - alla favoletta del 'Mercato del pesce' di Wuhan". La cosa oggi ci fa persino sorridere, per come la racconta il dottor Oliviero, perché la narrazione del mainstream di quei primi giorni - ci ricorda Oliviero - assomigliava tanto alla canzone di Angelo Branduardi "Alla fiera dell'est". In che senso? - vi chiederete.
Perché ci veniva raccontato che "il Cinese al mercato del pesce aveva mangiato un pipistrello, che era venuto a contatto con un "pangolino" (che è un formichiere!) e che il contatto tra questi due animali aveva creato uno spill-over, evento che per poter accadere sono necessari 80/100 anni, mentre era avvenuto magicamente in pochi minuti, dopodiché il Cinese che ha mangiato il pipistrello al mercato del pesce (la canzone di Branduardi, appunto) prende un aereo e arriva in Germania, perché il paziente "0" era stato individuato in Germania e questo paziente "0" poi si reca in Italia e non si sa bene se il paziente "1" italiano sia stato un Bergamasco o un Parmense. A quel punto l'epidemia si diffonde".
Al sentire quella narrazione il nostro medico - che è anche psichiatra - ha pensato che se le persone avessero creduto a quella fandonia cosmica, avrebbe voluto dire che l'Italia era perduta. E infatti, hanno creduto tutti al virus venuto dal mercato del pesce cinese di Wuhan, complice il pipistrello!¹
Tornando al buonsenso della ragione la prima cosa dichiarata dal dottor Oliviero è stata quella di aver avuto sin da subito seri dubbi sulla pandemia², sull'inutilità e persino sulla pericolosità dell'uso prolungato delle mascherine chirurgiche³, sulla dannosità e sulla tossicità delle continue abluzioni di amuchina suffragate a tamburo battente dal mainstream⁴ e soprattutto si è sempre espresso contro qualsiasi tipo di "coprifuoco" (lockdown), "poiché in questi casi è fondamentale stabilire e permettere quella che viene definita 'l'immunità collettiva', cioè la libera diffusione tra i soggetti sani, proteggendo le categorie a rischio come gli anziani, soprattutto quelli che avevano fatto il vaccino anti influenzale"⁵. [Leggere la nota a piè di pagina è fondamentale qui per comprendere bene questo passaggio].
Quindi, tutti i morti o erano tutti vaccinati col vaccino anti-influenzale, oppure erano venuti a contatto con persone che erano state vaccinate col vaccino anti-influenzale. Essendo infatti dei virus particolari questi a RNA, succede che dopo la vaccinazione, questi virus vengono emessi fino a 12 settimane, quando l'emissione massima di questi virus in circostanze naturali è di circa 4/6 settimane. Va da sé che anche chi non è stato vaccinato, ma è venuto a contatto con soggetti vaccinati, può entrare in contatto con il virus influenzale e, se viene a contatto con un virus che ha un'omologia di sequenza come il coronavirus, sviluppa questa patologia gravissima, Naturalmente, i veri soggetti a rischio sono coloro che hanno un sistema immunitario già compromesso con pluri-patologie in corso.
Se si vuole fare della vera prevenzione dunque, suggerisce il dottor Francesco Oliviero, NON FATE IL VACCINO ANTI-INFLUENZALE e cercate di non venire a contatto con soggetti che se lo sono fatto!
Meno che meno, NON FATEVI INOCULARE il vaccino Anti-Covid, vero business criminale, che sarà la vera causa (per i disgraziati che se lo faranno iniettare, vittime della psicosi e della paura) di centinaia o migliaia di morti. Non si tratta di fare del terrorismo, ma di dire la verità. Il vero terrorismo lo fanno i media. Chiedetevi perché vogliono terrorizzarci: fatevi delle domande e datevi delle risposte! Non cadete nella spirale inutile e controproducente della paura. Non separatevi, unitevi! Non siate tristi, ma gioiosi e realisti!
Leggetevi l'e-book della dottoressa Loretta Bolgan che ho postato qui sotto nelle note a piè di pagina, se avete ancora dei dubbi. Fate lo sforzo di conoscere e di cercare le risposte con la vostra testa. Non fidatevi di quello che vi raccontano. Il mio scopo non è nemmeno che crediate a quello che scrivo o che riporto qui, ma che possiate usufruire di strumenti di elaborazione critica e possiate usare il vostro discernimento, mettere in moto il vostro cervello, la vostra intuizione e "sentire" col vostro cuore!
Vi lascio dunque all'ascolto del video perché possiate seguire fino in fondo l'interessantissima ed esauriente relazione del dottor Oliviero, confidando (come ho scritto in nota a piè di pagina) che nel caso il video venisse censurato, avrò la possibilità di trascriverla per intero su queste pagine, onde possiate ricevere un'informazione veritiera e disinteressata quale non potrete mai trovare sui canali della disinformazione di massa del mainstream ufficiale.
¹ Vengono un po' in mente gli anni non lontani quando, per screditare la ricerca indipendente del microbiologo professor Giorgio Pattera che indagava sulla natura dei filamenti di ricaduta da irrorazione chimica (le famose chemtrails), si sentiva rispondere dalla pseudo-scienza che quei filamenti altro non erano che filamenti di ragnatela tessuti da ragni volanti!!!Naturalmente tale bizzarra tesi fu semplicemente smentita dall'analisi chimica e dall'osservazione al microscopio degli stessi. Il lettore potrà verificare dal link in nota.
² Ricordo agli scettici che la stessa OMS ha dichiarato che non è mai stata in corso alcuna pandemia, semmai invece ha parlato di "rischio pandemico", mentre ha recentemente sconsigliato l'obbligo delle mascherine in luoghi aperti, considerando questa norma inutile e dannosa alla salute.
³ Le mascherine provocano il cancro ai polmoni; contengono PTFE, Teflon, insieme ad altri prodotti chimici tossici per la salute umana. Vengono "sterilizzate" con ossido di etilene, un noto cancerogeno. Molti insegnanti in vari consigli scolastici hanno riscontrato sintomi significativi come risultato diretto degli effetti di questa sostanza chimica. Respirare il Teflon per lunghi periodi (le mascherine non sono fatte per usarle delle ore consecutive) può portare il cancro ai polmoni. L'OSHA, la principale agenzia statunitense per la salute e la sicurezza sul lavoro, dichiara la pericolosità nell'indossare per periodi prolungati le mascherine perché respirare i propri scarti virali e la mancanza di scambio di ossigeno prolungata non potrà che portare soprattutto ai bambini, danni irreversibili al cervello. A chi obiettasse che chirurghi e infermieri portano l e mascherine tutto il giorno gli si potrebbe a ragione obiettare che non lo fanno e che sono addestrati all'uso corretto delle medesime, indossandole soltanto in sala operatoria, smaltendole non appena lasciano la sala e, dulcis in fundo, beneficiando proprio nelle sale operatorie di ossigeno extra, per compensare la riduzione del flusso di ossigeno dovuto all'uso della mascherina.
⁴Sembra [notizia da verificare riportando la fonte] che il governo italiano abbia ottenuto da Bruxelles qualcosa come 50 milioni di euro da distribuire a tutte le televisioni pubbliche e private, radio e testate giornalistiche (web e cartaceo), allo scopo di terrorizzare il popolo italiano con una fitta campagna di disinformazione di massa e di pubblicità sulle false e gonfiate percentuali di contagio [ma contagio di che?] e sulle presunte morti causate dal virus, per convincere gli ignari e i creduloni a vaccinarsi in massa. Motivo? Le stesse ragioni che dalle pagine di questo blog abbiamo già avuto modo di spiegare in lungo e in largo nei mesi e negli anni precedenti. Andate a sfogliare un po' indietro e troverete cose molto interessanti al riguardo.
⁵ Chi nel Bergamasco e nel Bresciano aveva ingenuamente ceduto alla massiva campagna di vaccinazione di massa e si era sottoposto l'anno scorso o i primi mesi di quest'anno all'inoculazione del vaccino anti-influenzale, per un fenomeno che si chiama "interferenza virale", aveva il 36% di probabilità in più di ammalarsi di patologia da coronavirus e, grazie anche agli studi della dottoressa Loretta Bolgan, biologa clinica, si è visto che quello che è successo in quelle zone corrisponde ad una problematica immunologica che si chiama ADE, acronimo che in italiano sta per "potenziamento dipendente dall'anticorpo": nel momento in cui un soggetto viene sottoposto ad una vaccinazione anti-influenzale con i comuni virus influenzali che si presume possano essere responsabili della prossima epidemia, ha sviluppato degli anti-corpi non neutralizzanti, perché sono degli anticorpi collegati a dei virus RNA che dà un'immunogenicità blanda, assolutamente scarsa. Rimanendo in circolo e venendo a contatto con questo nuovo virus, geneticamente modificato (secondo quanto afferma Luc Montagnier nel laboratorio di Wuhan con retro-virus: lui dice di HIV) e comunque molto più contagioso perché manipolato e non esistente in natura, questi anti-corpi non neutralizzanti hanno sviluppato - per un fenomeno che si chiama "omologia di sequenza" - il fenomeno dell'interferenza virale degli immunocomplessi che hanno scatenato la reazione a catena delle citochine, che poi ha portato alla coagulazione intravascolare disseminata. Tutti i morti sono morti di coagulazione intravascolare disseminata, cioè di trombo-embolia polmonare: che vuol dire che non arrivava più sangue ai polmoni. La causa era proprio questo ADE, per cui era come se il sistema immunitario impazzisse, proprio perché veniva a contatto attraverso questa omologia di sequenza con questo nuovo virus, avendo degli anti-corpi non neutralizzanti dai vaccini anti-influenzali. Il resto ascoltatelo nella relazione.
Ci sono delle letture che lasciano il segno e che, a diverse riprese suscitano nuove impressioni nella vita, suggestioni e immagini che rimangono inscritte nella mente; quando, con lo scorrere degli anni, degli incontri e delle esperienze il mondo delle idee apprese dalla lettura di vite straordinarie, lascia spazio al confronto con quanto sperimentato personalmente, allora cuore e mente insieme elaborano quel processo alchemico ad un livello di conoscenza più profondo, accompagnato dalla faticosa salita necessaria a raggiungere le vette più elevate della coscienza.
Ho pensato di fare dono agli amici del blog, senza tema di far cosa poco gradita all'autore del testo in questione, l'amato Paramahansa Yogananda, né all'organizzazione che ne supporta la pubblicazione e la diffusione del pensiero e dell''opera spirituale, pubblicando qualche stralcio tematico dall' "Autobiografia di uno Yogi".
Cominceremo con la trascrizione di alcune parti di uno dei capitoli (il capitolo 16) riguardante il ruolo e il significato degli astri e del loro condizionamento sulla vita degli esseri umani secondo la tradizione indù, che Yogananda riporta a mo' di conversazione col suo Maestro spirituale, Sri Yukteswar.
Lo faremo eliminando dalla trascrizione le note a piè di pagina, molto interessanti ai fini della comprensione più completa del testo, lasciando al lettore la curiosità di acquistare il libro e di leggerlo per intero, se non l'avesse ancora fatto, dal momento che la sua pubblicazione è tuttora in corso ed è facilmente reperibile.
Buona lettura.
Dinaweh
Come sconfiggere gli astri
"Mukunda, perché non ti procuri un bracciale astrologico?"
"Pensate che dovrei, maestro? Io non credo nell'astrologia".
"Non si tratta di credere, l'atteggiamento scientifico che si dovrebbe assumere nei confronti di ogni questione è quello di appurarne la verità. La legge della gravitazione ha agito ugualmente sia prima di Newton, sia dopo di lui. Il cosmo sarebbe alquanto caotico se le sue leggi non potessero operare senza il benestare dell'uomo.
"Oggi i ciarlatani hanno messo in cattiva luce l'antica scienza astrologica. L'astrologia è troppo vasta, sia dal punto di vista matematico, sia da quello filosofico, perché la si possa interpretare correttamente, fatta eccezione per coloro che sono dotati di una profonda capacità di comprensione. Che gli ignoranti non sappiano interpretare il libro dei cieli e vi scorgano solo scarabocchi anziché parole decifrabili, c'è da aspettarselo in questo mondo imperfetto. Insieme con i cosiddetti 'saggi' non bisogna rifiutare anche la saggezza.
"Tutte le cose che fanno parte del creato sono collegate fra loro e si influenzano a vicenda. Il ritmo equilibrato dell'universo si basa sulla reciprocità", proseguì il mio guru. "L'uomo, nel suo aspetto mortale, deve contrastare due tipi di forze; da una parte, i turbamenti interiori, provocati dalla mescolanza dei cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria ed etere; dall'altra, le forze esterne distruttive della natura. Finché si trova a combattere con la propria natura mortale, l'uomo subisce l'influsso degli innumerevoli mutamenti del cielo e della terra.
"L'astrologia studia le reazioni dell'uomo agli influssi degli astri. Le stelle non sono intenzionalmente ostili o benevole, ma emettono semplicemente radiazioni positive o negative. Queste ultime non costituiscono di per sé un beneficio o un danno per l'umanità, ma un tramite esteriore per l'azione equilibratrice della legge di causa ed effetto, a cui ogni uomo ha dato l'avvio con le azioni compiute nel passato.
"Un bimbo nasce nel giorno e nell'ora in cui i raggi celesti si trovano in perfetta armonia matematica con il suo karma personale. Il suo oroscopo è uno stimolante ritratto, che rivela il passato ormai immutabile di questo individuo e le probabili conseguenze future di tale passato. Ma ciò che è scritto alla nascita può essere interpretato correttamente solo da persone dotate della saggezza dell'intuizione; e ne esistono poche.
"Il messaggio spavaldamente proclamato nei cieli al momento della nascita non ha lo scopo di esaltare il ruolo del fato, ovvero delle conseguenze delle azioni buone o cattive compiute nel passato; serve piuttosto a risvegliare nell'essere umano la determinazione di evadere dalla prigione cosmica. Ciò che l'uomo ha fatto può essere dall'uomo disfatto. Nessuno all'infuori di lui ha scatenato le cause di quegli effetti che predominano oggi nella sua vita. L'uomo può superare ogni limitazione, in primo luogo perché l'ha creata lui stesso con le proprie azioni, e poi perché possiede risorse spirituali che non subiscono le influenze degli astri.
"Un superstizioso timore reverenziale nei confronti dell'astrologia rende gli uomini simili ad automi che, come schiavi, si fanno guidare da meccanismi esterni alla loro volontà. Il saggio sconfigge gli astri - vale a dire il suo passato - offrendo la sua lealtà al Creatore, anziché alla creazione. Più si renderà conto di essere una cosa sola con lo Spirito, meno si lascerà dominare dalla materia. L'anima è eternamente libera; è immortale, perché nn ha nascita. Non può essere governata dalle stelle.
"L'uomo è un'anima e ha un corpo. Quando riconosce in che cosa consiste la sua vera identità, si lascia alle spalle ogni forma di coercizione. Finché resterà smarrito nel suo stato abituale di amnesia spirituale, dovrà subire le insidiose catene dei condizionamenti ambientali.
"Dio è armonia; il devoto che è in sintonia con Lui non compirà mai un'azione sbagliata. Le sue attività saranno svolte nel modo più giusto e si accorderanno naturalmente con le leggi astrologiche. Dopo aver pregato e meditato profondamente, egli potrà entrare in contatto con la propria coscienza divina; non esiste un potere più grande di questa protezione interiore".
"Allora perché, caro maestro, volete che io porti un bracciale astrologico?"
Azzardai questa domanda dopo un lungo silenzio, durante il quale avevo cercato di assimilare le elevate parole di Sri Yukteswar, che contenevano concettuale del tutto nuovi per me.
"Solo quando ha raggiunto la meta il viaggiatore può fare a meno delle sue mappe. Lungo il cammino, si avvale di qualsiasi scorciatoia possa essergli di aiuto. Gli antichi rishi scoprirono molti rimedi per abbreviare la durata dell'esilio umano nel mondo dell'illusione. Nella legge del karma vi sono alcuni meccanismi che possono essere abilmente regolati dalle dita della saggezza.
"Tutti i mali dell'uomo sono dovuti alla violazione delle leggi universali. Le scritture ci insegnano che l'uomo deve ottemperare alle leggi della natura, pur senza screditare l'onnipotenza divina. Dovrebbe dire: "Signore, ho fiducia in Te e so che puoi aiutarmi, ma anch'io farò del mio meglio per cancellare qualsiasi errore abbia commesso. Diversi strumenti (la preghiera, la forza di volontà, la meditazione yoga, la guida dei santi e l'uso di bracciali astrologici) sono in grado di ridurre o eliminare le conseguenze nefaste degli errori passati.
"Proprio come una casa può essere munita di un'asta di rame per attrarre e disperdere le scariche elettriche dei fulmini, così il tempio del nostro corpo può beneficiare di varie misure di protezione.
"Le radiazioni elettriche e magnetiche si propagano incessantemente nell'universo, esercitando influssi positivi o negativi sul corpo umano. In epoche remote, i nostri rishi studiarono come combattere gli effetti nocivi delle sottili influenze cosmiche. I saggi scoprirono che i metalli puri emettono una luce astrale che constrasta fortemente l'influsso negativo dei pianeti. Anche alcuni composti vegetali hanno un effetto benefico. Ma sono efficaci soprattutto le pietre preziose perfette, non più piccole di due carati.
"L'uso preventivo dell'astrologia per fini pratici è stato ben di rado oggetto di studi rigorosi fuori dall'India. Pochi sanno che i gioielli, i metalli e i preparati vegetali non sono efficaci se non hanno il peso richiesto e se non vengono messi a diretto contatto con la pelle".
[...]
"Quanto più un uomo è divinamente realizzato, tanto più è in grado di influire sull'universo intero con le sue sottili vibrazioni spirituali, e tantomeno è influenzato dal flusso del mondo fenomenico". Queste parole illuminanti del maestro mi tornavano spesso alla mente.
Di quando in quando ho chiesto agli astrologi di indicarmi quali fossero, secondo i pianeti, i periodi più infausti della mia vita, continuando nondimeno a compiere ciò che mi ero prefisso. E' vero che in quelle circostanze riuscivo a raggiungere i miei obiettivi solo dopo aver affrontato difficoltà straordinarie, ma alla fine ho sempre trovato confermata la mia convinzione: la fede nella protezione divina e l'uso corretto della volontà, che Dio stesso ha donato all'uomo, sono forze infinitamente più efficaci di qualsiasi influenza proveniente dai cieli.
Arrivai a comprendere che al momento della nascita non è scritto nelle stelle che l'uomo debba essere una marionetta in balìa del proprio passato. Il messaggio delle stelle è piuttosto un pungolo per l'orgoglio umano; i cieli stessi cercano di risvegliare nell'uomo il fermo proposito di liberarsi da ogni limitazione. Dio ha creato ogni uomo come anima, dotata di individualità e quindi necessaria al disegno dell'universo, che vi svolga temporaneamente il ruolo fondamentale di pilastro o quello marginale di gregario. La sua libertà è assoluta e immediata, se così vuole, e non dipende dalle vittorie esteriori, ma da quelle interiori.
Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi, Astrolabio edizioni, Roma, 2016, Capitolo 16 - Come sconfiggere gli Astri, pp. 156-158; 160-161.
Per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo:
per rendere testimonianza alla verità.
Chiunque è dalla parte della verità, ascolta la mia voce.
Giovanni
Cari amici lettori e lettrici del blog, mi viene in mente quello che una persona di mia conoscenza qualche tempo fa mi disse riguardo alle tematiche da me proposte e affrontate sul blog; ricordo che le sue parole mi lasciarono esterrefatto, dal momento che mi suggeriva di "abbassare le mie vibrazioni" per poter arrivare a tutti, altrimenti - insisteva - non sarebbe mai potuto accadere', forse perché il linguaggio da me usato, a suo dire troppo forbito, la modalità e la visione della realtà come la percepivo io, davvero poco si confaceva al suo grado di consapevolezza e quindi alla sua 'vibrazione'!
Rimasi basito ricordo e, ad un certo punto, mi venne persino da ridere, considerando che questa persona si definiva (e a suo modo lo era) un 'operatore olistico'; organizzava seminari e aveva diverse relazioni di cura con svariate persone; per un certo periodo collaborammo persino. Ero spesso vicino a lui, a sostenere il suo lavoro con la mia presenza e la disponibilità verso le persone che avevo occasione di incontrare e conoscere durante i suoi seminari. Eppure quello fu per me un segnale forte e chiaro che le nostre strade stavano per dividersi, poiché la libertà di essere ciò che siamo è il valore più alto e imprescindibile di ognuno.
Non ho mai pensato di "voler arrivare a tutti" e nemmeno credo che il ragionamento si debba porre in questi termini, che sono davvero poco realistici. Nemmeno il Maestro dei maestri riuscì "ad arrivare a tutti"! Non è proprio dato come postulato, quello di poter arrivare a tutti! Che significa mai? Il cammino che ognuno di noi fa è sempre il frutto delle sue esperienze personali e, se c'è una comprensione profonda di ciò che viviamo allora sì, c'è anche una progressione; altrimenti assistiamo, nostro malgrado, ad una ripetizione infinita degli stessi 'quadri d'autore', fino a quando non ci stufiamo e scegliamo di comprendere le lezioni e di andare oltre.
Le parole che qui ora troverete non saranno certamente le stesse, né avranno le stesse formulazioni o la stessa vibrazione sostanziale rispetto a quelle scritte all'inizio di questo viaggio nel 2013, quando iniziai a scrivere il blog! Guai se non fosse così! Credo che un diario abbia l'unico e imprescindibile valore di restituire tutte le progressioni, tutte le esperienze, tutte le epifanie che nel corso del tempo siamo stati in grado di accumulare come bagaglio invisibile ma fisso e consistente, che "né tignola o ruggine potranno mai violare"!
Ecco che oggi sento così vicine a me le parole che qui sotto riporterò, tratte dalla raccolta di scritti e dalle lezioni tenute da Swami Sri Yukteswar, maestro di Paramahansa Yogananda; scritti che potrete trovare in libreria nel volume dal titolo "La scienza sacra", per Astrolabio edizioni.
La vita infatti chiede ad un certo punto a tutti noi di scovarne il senso profondo, di accoglierein noi il significato ultimo della nostra stessa presenza qui. Se perseveriamo viceversa nel lasciar passare il tempo e trascorrere gli anni senza la bramosia di trovar risposta al senso ultimo delle cose, saremo costretti a tornare molte volte e a vestire diversi abiti e a vivere molteplici incarnazioni, fino a quando non si aprirà un varco dentro la nostra coscienza immortale, che ci porterà a cogliere e a ricercare il significato, a voler raggiungere l'obiettivo, a trovare la strada più breve per giungere alla liberazione, al vero appagamento, alla realizzazione di Dio in noi.
Poco importi se a farci fare il primo passo saranno situazioni impervie, imprevisti dolorosi, esperienze di abbandono, di tradimento, rovesci economici, sciagure finanziarie o sentimentali, perdita di persone care... Molto spesso infatti dovremmo ringraziare tali ostili impedimenti e affanni, poiché essi diventano la forza propulsiva per far sì che noi si inceda verso il cammino della liberazione. Che cosa si debba intendere per "cammino della liberazione", viene spiegato molto bene dal nostro Maestro indiano.
Significa per lo più riconoscere la realtà illusoria di Maya, ciò che alla vista superficiale dell'uomo appare come l'unico reale esistente, coincidente con il corpo fisico e con i suoi desideri, con la realtà materiale che accende via via fuochi fatui di passioni, spinte emozionali e aspettative, senza mai soddisfarle davvero...
Significa quindi conservare il ricordo del dolore, che si riverbera di vita in vita, bagaglio imprescindibile e insostituibile anche dopo la morte del corpo fisico, a ricordarci che esso è generato dall'ignoranza di non conoscere chi veramente siamo; quella (ignoranza) che ci porta a credere all'esistenza di ciò che non esiste; che ci fa credere che esista solo quello che si vede con gli occhi del corpo, cioè la creazione materiale, che corrisponde all'origine di tutti i mali. Essa, l'ignoranza, divide e separa, polarizza in noi sentimenti ed emozioni contrastanti, derivanti dall'esperienza del desiderio e quindi dall'appagamento o dalla frustrazione di quello, dall'incapacità di distinguere il corpo fisico dal Sé reale, che invece è eterno e incorruttibile; genera l'egoismo, poiché identifica il Sé esclusivamente con il corpo fisico e con la materia e tutto ciò diventa fonte di dolore poiché basato sull'illusione che conduce l'anima alla sofferenza. E' allora che l'anima si sveglia e sente come fine ultimo quello di trascendere l'infelicità! Nel momento in cui l'essere umano elimina in sé tutti i pensieri, i desideri e le azioni che lo hanno condotto alla sofferenza e se ne libera, allora raggiunge la meta Suprema.
Allora egli identifica se stesso con Sat-Chit-Ananda, cioè "esistenza", "coscienza" e "beatitudine", le proprietà essenziali e costitutive della vera natura dell'uomo.
Per arrivare a raggiungere la beatitudine occorre tuttavia la guida di un Maestro spirituale e l'umiltà di seguirne i sacri insegnamenti. Così facendo l'uomo realizza la sua natura e non si limita più a riflettere la luce divina, ma manifesta attivamente la sua luce spirituale in Unione allo Spirito che è in lui.
Essere Uno con il Tutto, realizzare il Cristo nella propria umanità, colmare la distanza fittizia tra la creatura e il suo Creatore, comprendere il senso reale del vero Sé, come frammento dello Spirito Universale, non più separato da sé e una sola cosa con il Padre.
L'augurio che faccio a me stesso e a tutti voi è di giungere presto alla piena realizzazione del Sé in un tempo, questo, così foriero e pregno di nuove creazioni e realizzazioni spirituali. Vi lascio alla lettura e all'ascolto. Namasté.
Dinaweh
da
LA SCIENZA SACRA
di
Jnanavatar Swami
Sri Yukteswar Giri
La meta
Nasce ora il desiderio di raggiungere la liberazione. La liberazione è lo scopo principale, quando, sia pure per inferenza, l'uomo comprende la vera natura della creazione e il vero rapporto che esiste tra la creazione e se stesso. Quando si rende anche conto di essere completamente accecato dall'influenza delle tenebre o Maya e che è solo la schiavitù delle tenebre a fargli dimenticare il suo vero Sé e a causargli ogni sofferenza, egli vuole istintivamente essere sollevato da tutti questi mali. Essere sollevato dal male o liberato dalla schiavitù di Maya, diventa allora lo scopo principale della sua vita. La liberazione è lo stabilirsi di Purusha, o anima, nel suo vero Sé. La liberazione significa dimorare nel Sé. Quando l'uomo si eleva al di sopra dell'idea-creazione di queste tenebre, Maya, e si sottrae completamente alla sua influenza, si libera dalla schiavitù e dimora nel suo vero Sé, lo Spirito eterno. Finisce allora ogni sofferenza e si consegue lo scopo Supremo, il vero appagamento, la realizzazione di Dio.
La liberazione è sinonimo di salvezza. Raggiunta la liberazione l'uomo è salvato da ogni sofferenza e tutti i desideri del suo cuore sono esauditi. Si realizza così lo scopo supremo della sua vita. Altrimenti, nascita dopo nascita, l'uomo prova l'infelicità che ha origine dai desideri insoddisfatti.
Perché l'uomo soffre
Fino a quando l'uomo continua a identificarsi con il corpo fisico e non riesce a trovare la pace nel suo vero Sé, sente che le esigenze derivanti dai desideri del proprio cuore restano insoddisfatte. Per soddisfarle, dovrà apparire più volte in carne ed ossa sul palcoscenico del mondo. soggetto all'influenza delle tenebre, o Maya, e sarà costretto a subire tutte le angosce della vita e della morte, non solo nel presente, ma anche nel futuro.
Il dolore nasce da "Avidyā", "l'ignoranza". L'ignoranza è la percezione dell'inesistente e la non-percezione dell'esistente. Che cos'è quindi l'ignoranza? L'ignoranza, Avidyā, consiste nella concezione errata che porta a credere all'esistenza di ciò che non esiste. A causa di avidyā, l'uomo ritiene che la creazione fisica sia la sola cosa ad avere un'esistenza reale e che al di là di questa non esista nient'altro. Dimentica che la creazione fisica in realtà è soltanto un gioco d'idee in seno allo spirito eterno, l'unica sostanza reale che trascende la comprensione della creazione materiale. L'ignoranza non è soltanto un male in se stessa, ma è anche l'origine di tutti i mali dell'uomo. Avidyā, l'ignoranza, essendo caratterizzata dal duplice potere della polarità, si manifesta sotto forma di egoismo, attaccamento, avversione e cieca ostinazione. L'ottenebrante potere di Maya genera l'egoismo e la cieca ostinazione. il potere della polarità di Maya genera l'attaccamento, attrazione e l'avversione, o repulsione. L'egoismo deriva dall'incapacità di distinguere il corpo fisico dal sé reale. La cieca ostinazione è il risultato di un condizionamento naturale, che fa credere nell'assoluta sovranità della natura e delle sue leggi, invece che nei poteri onnipossenti dell'anima. L'attaccamento è la sete per gli oggetti che provocano la felicità. L'avversione è il desiderio di eliminare gli oggetti che procurano l'infelicità. L'ignoranza è la fonte di tutti i mali. Al fine di capire perché l'ignoranza sia la fonte di tutti i mali, dobbiamo ricordare che l'ignoranza, o Avidyā, è un frammento delle tenebre, Maya, considerata nel suo aspetto individuale e come tale, possiede le due proprietà di Maya: la prima è il suo potere ottenebrante, la cui influenza impedisce all'uomo di comprendere tutto ciò che va la di là della creazione materiale. Questo potere ottenebrante genera sia "Asmitâ" = l'egoismo, l'identificazione del Sé con il proprio corpo fisico, cioè lo sviluppo dell'atomo, le particelle della forza universale, sia "Apiniveja", il cieco attaccamento all'idea che la creazione materiale abbia un'autenticità e un valore assoluti. L'ignoranza, o avidyā, in virtù del duplice potere della polarità, la seconda proprietà di Maya, determina un senso di attrazione per certi oggetti e di repulsione per altri. Gli oggetti che vengono attratti sono quelli che suscitano il piacere e nei loro confronti si forma "Raga" o "attaccamento". Gli oggetti che vengono respinti sono quelli che producono la sofferenza e nei loro confronti si forma "svesa" o "avversione". Il dolore ha origine dalle azioni egoistiche le quali, essendo basate sull'illusione, conducono alla sofferenza.
Perché l'uomo è schiavo?
Sottoposto all'influenza di questi cinque mali: ignoranza, egoismo, attaccamento, avversione, ostinazione nell'attribuire una validità propria alla creazione materiale, l'uomo si lascia coinvolgere in azioni egoistiche e, di conseguenza, soffre. Il fine dell'uomo è la liberazione completa dall'infelicità. Quando l'essere umano ha eliminato tutte le sofferenze in modo tale da renderne impossibile il ritorno, raggiunge la meta suprema. La meta suprema del cuore "Arta", la meta immediata del cuore umano è la fine di ogni sofferenza. "Paramarta", la meta finale, consiste nella completa eliminazione di tutte le sofferenze, in modo tale da renderne impossibile il ritorno. L'esistenza, la coscienza e la beatitudine sono i tre grandi desideri del cuore umano. "Ananda", la beatitudine, è l'appagamento del cuore, raggiunto seguendo la via e i metodi indicati dal Salvatore, o il Sat-Guru. "Chit", la vera coscienza, ingenera l'eliminazione completa di tutti i mali e lo sviluppo di tutte le virtù. "Sat", l'esistenza, si consegue dopo aver realizzato lo stato di immutabilità dell'anima. Queste tre qualità costituiscono la vera natura dell'uomo. Quando ogni desiderio è soddisfatto e ogni infelicità eliminata, si raggiunge "Paramarta", la meta suprema.
Quali sono dunque le vere necessità dell'uomo?
L'uomo ha un naturale profondo bisogno di Sat, "esistenza", Chit, "coscienza" e Ananda, "beatitudine". Queste sono le tre vere necessità del cuore umano e non hanno rapporto alcuno con tutto ciò che è al di fuori del proprio Sé. Queste sono le proprietà essenziali della natura dell'uomo.
Ma come si raggiunge la beatitudine?
Quando l'uomo ha la grande fortuna di assicurarsi la protezione di un essere divino o Sat-Guru, anche detto "Salvatore" e seguendone amorevolmente i sacri insegnamenti, riesce a interiorizzare completamente la propria attenzione, può allora esaudire tutte le necessità del cuore e raggiungere così l'appagamento, la vera beatitudine, o Ananda. Come si manifesta la Coscienza? Appagato in tal modo il cuore, l'uomo è ora in grado di concentrare la sua attenzione su qualsiasi cosa e può comprenderne tutti gli aspetti. Così, gradualmente, si manifesta Chit, "la Coscienza" di tutti i mutamenti della natura, dalla sua prima originaria manifestazione, il Verbo, Amen, o Aum (Om), fino al proprio vero Sé ed essendo immerso in quella corrente e venendone così battezzato, l'uomo comincia allora a pentirsi e a ritornare verso la sua divinità, il Padre eterno da cui era caduto. Scrive Giovanni nell'Apocalisse: "Ricorda dunque da dove sei caduto e ravvediti". Come si realizza l'esistenza? Quando l'essere umano diviene consapevole del suo stato reale e della natura di questa creazione delle tenebre, Maya, conserva un potere assoluto su di essa e, gradualmente, rimuove tutte le manifestazioni dell'ignoranza. In tal modo, liberato dal dominio di questa creazione delle tenebre, egli comprende che il proprio Sé è l'indistruttibile e sempiterna sostanza reale. Così Sat, "l'Esistenza" del Sé, viene alla luce. Come si raggiunge la meta suprema del cuore Una volta appagate tutte le necessità del cuore Sat, "Esistenza", Chit, "Coscienza", Ananda, "Beatitudine", l'ignoranza, la madre di tutti i mali, perde la sua vitalità e di conseguenza hanno per sempre fine tutte le difficoltà del mondo materiale che costituiscono la fonte di ogni sofferenza. Così, la meta Suprema del cuore, è raggiunta. Quando realizza pienamente la sua natura, l'uomo non si limita più a riflettere la luce divina, ma si unisce attivamente allo Spirito: questo stato è Kaivalja, "l'Unione".
Come si raggiunge la salvezza?
In questo stato il cuore, soddisfatte tutte le necessità e raggiunto lo scopo supremo, diviene perfettamente puro e manifesta attivamente la sua luce spirituale, invece di limitarsi a rifletterla. L'essere umano, essendo così consacrato o unto dallo Spirito santo diviene il Cristo, l'Unto, il Salvatore. Entrando nel regno della luce spirituale, diventa il Figlio di Dio. Allora, l'uomo comprende che il suo Sé è un frammento dello Spirito Santo Universale e, abbandonata la vana idea dell'esistenza separata, si riunisce allo Spirito Eterno e diventa una cosa sola con Dio, il Padre. Kaivalya è l'Unione con Dio; la meta Suprema di tutti gli Esseri creati.
Scrive Giovanni: "Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me".