lunedì 5 agosto 2019

QUANDO L'AMORE CHIAMA...



QUANDO L'AMORE CHIAMA...







Ho conosciuto i ragazzi di FUNIMA attraverso l'opera di Piergiorgio Caria e Giorgio Bongiovanni, un anno fa, quando, dopo aver ascoltato diverse conferenze in rete di Piergiorgio, mi sono finalmente deciso ad organizzarne una io, con l'aiuto e il sostegno di alcuni compagni di viaggio in quel di Chiavari, nella Liguria orientale.
La prima volta che conobbi questa realtà, portata avanti con coraggio e determinazione al bene da giovani volontari (il presidente è il figlio di Giorgio Bongiovanni, Giovanni Bongiovanni) fu durante la conferenza di Piergiorgio Caria a Torino alla quale fui invitato dalla sua segretaria per conoscere da vicino Piergiorgio e proporgli un invito in Liguria; ebbi così modo di stringergli la mano, invitandolo a fissare la data per una conferenza nella Liguria di Levante, non appena per lui fosse stato possibile, visto il fitto calendario di conferenze e seminari che lo vede costantemente impegnato in diverse località italiane ed estere.
La presentazione di quella iniziativa di solidarietà ad opera dell'Associazione, a sostegno delle popolazioni dell'America latina fu fatta dagli stessi ragazzi e dal loro presidente; fu proiettato un video molto coinvolgente, che mi commosse fino alle lacrime, al punto da sentirmi pronto a partire io stesso per quelle terre, qualora fossi riuscito ad organizzarmi col lavoro.
A tutt'oggi non mi è stato ancora possibile essere parte attiva di quell'esperienza direttamente. Ho tuttavia fiducia che ciò prima o poi sarà possibile, con il coinvolgimento della mia compagna, non appena alcuni tasselli del nostro progetto di vita andranno al posto giusto!
Intanto sono qui a parlarvene, con l'entusiasmo di potervi mettere in comunicazione con l'Associazione se lo vorrete e con l'intento di raccogliere denaro tramite l'organizzazione di una cena di solidarietà nella località dove ora vivo, nella riviera di Ponente (Liguria) che sarà a disposizione di chi vorrà passare una serata in compagnia di amici, offrendo un ricco menù della tipica cucina ligure tra le fronde degli olivi e il profumo di lavanda! 
Comunicherò la data precisa dell'evento che, presumibilmente si terrà a settembre. Una buona parte dell'introito sarà devoluto dal gestore dell'attività agrituristica a favore di FUNIMA, per finanziare i vari progetti di riqualificazione di quei territori disagiati, sparsi in diversi Paesi dell'America latina, con l'intento di garantire a quelle popolazioni un tenore di vita dignitoso, nella misura del possibile e secondo la disponibilità che ognuno di noi darà all'Associazione, attraverso donazioni volontarie, che possono essere o "una tantum" oppure scadenzate nel tempo, ciascuno secondo le proprie possibilità. A volte, anche un piccolo contributo ripetuto nel tempo, può fare la differenza.
  

Vi lascio dunque al video introduttivo ad un documentario più articolato che i ragazzi di FUNIMA hanno realizzato, per far conoscere il loro impegno concreto a favore di quelle popolazioni e per sensibilizzare noi, rendendoci responsabili e compartecipi, se solo saremo capaci di sentirci parte di un Tutto che non conosce confini, né separazioni.
In quel caso, ci sentiremo direttamente responsabili del dolore del mondo e cominceremo a vibrare l'Amore con piccoli gesti concreti di solidarietà, a partire da ciò che possiamo fare, secondo le condizioni e le modalità che possiamo agire già da questo momento.    

Dinaweh    

   
      



Link:



P.S.: Chi fosse interessato a partecipare alla cena di solidarietà di settembre che si terrà a Savona, o volesse informazioni più dettagliate sull'Associazione può contattare la referente della Liguria: Licia, cell. 347-9720976 



sabato 3 agosto 2019

LA LUCE ADAMANTINA - INSEGNAMENTI ESOTERICI PER LA NUOVA ERA (17) [prima parte - Capitolo X]


LA LUCE ADAMANTINA


INSEGNAMENTI ESOTERICI PER LA NUOVA ERA

(17)

CAPITOLO X

[prima parte]

ANATOMIA OCCULTA

I Chakra, centri di Energia ed altri Poteri

Il tema che trattiamo qui di seguito è davvero interessante ed importante ma, a causa della sua grande complessità ed estensione, studieremo solo alcuni dei suoi aspetti più significativi che, tuttavia, costituiscono un importante bagaglio di conoscenze utili allo studente. Forse molte delle informazioni che daremo all'inizio non si comprenderanno del tutto ma non importa, gli studenti proseguano e, se persevereranno nello studio e nella pratica spirituale, tutto risulterà più comprensibile. La verità è che ogni tappa di apprendimento ha vari livelli di comprensione e quello che oggi è oscuro, domani risulterà chiaro come un giorno di sole. 
Praticamente tutte le relazioni dell'uomo col mondo sono legate ai cinque sensi. Essi informano la mente di tutto quello che sono capaci di percepire e questa, la mente, agisce come agente ricettivo e coerente di quelle informazioni. Tuttavia, è interessante richiamare l'attenzione sul fatto che durante migliaia di anni l'uomo si è esercitato nel moltiplicare ed amplificare le sue sensazioni e percezioni attraverso l'uso dei suoi limitati cinque sensi fisici: egli chiama "cultura" e "civiltà" questo gioco sulla tastiera dei cinque sensi.
Questa concezione è, sfortunatamente, molto povera se si considera il vero potenziale dell'uomo. I cinque sensi fisici appartengono al piano fisico e non esploreranno mai oltre questo. Tutti abbiamo sperimentato qualche volta altri stati di percezione, di pienezza spirituale; queste percezioni interiori superano qualunque registro dei sensi ordinari. Senza contare altre percezioni che normalmente chiamiamo intuizioni, flash, premonizioni, impulsi ed una serie di esperienze che appartengono al mondo chiamato paranormale.
Osserviamo gli esseri umani; hanno la possibilità di vedere, di assaggiare, di toccare, di comprare qualsiasi cosa e, tuttavia, manca loro sempre qualcosa...
Perché? Perché non sanno che per raggiungere la Pienezza, per scoprire sensazioni di un'intensità e di una ricchezza davvero eccezionali, si deve andare oltre i cinque sensi. In questo campo gli orientali sono capaci di avere esperienze assolutamente inimmaginabili per gli occidentali; tuttavia oggi ci sono le stesse possibilità tanto per gli orientali che per gli occidentali, anche se i primi hanno avuto in passato una maggiore libertà di sperimentazione.
Bisogna che gli esseri umani comprendano che l'impulso ad accumulare e ad ampliare le proprie sensazioni fisiche procurerà loro grandi delusioni, poiché queste sensazioni sono limitate nel tempo e nello spazio. Perché? Perché ogni organo è specializzato a compiere una funzione determinata e non produce altre sensazioni se non quelle che corrispondono alla propria natura fisica.
Per sperimentare nuove sensazioni e stati pi ampi bisogna attivare altri organi interni e più sottili, che pure possediamo. Questi appartengono alla nostra anatomia occulta o esoterica e rimangono nascosti perché ancora la scienza ufficiale non può investigarli nei suoi laboratori e coi suoi strumenti ordinari.
Tuttavia, dobbiamo sapere che non per questo si ignora questa anatomia; essa è stata studiata e indagata in profondità da innumerevoli Maestri, Iniziati, Discepoli ed investigatori psichici di tutti i tempi.
Il luogo in cui più si è investigato, o per meglio dire, su cui più si è scritto è stato l'Oriente, benché talvolta in modo simbolico. Alcuni studiosi orientali avevano un'ampia conoscenza scientifica di questi centri e poteri interiori che circondano l'uomo e lo inter-penetrano, facendo di lui quello che è.
Guardando solo un po' a queste culture, troviamo sorprendenti conoscenze e dati scientifici che sembra impossibile fossero già tanto sviluppati in quei tempi.
Ad esempio, se studiamo un po' gli sviluppi dell'agopuntura, possiamo avere  un'idea un'idea generale della meravigliosa scienza di quei popoli. L'agopuntura, che è stata riconosciuta ufficialmente dalla medicina occidentale, mostra meglio di qualsiasi altra scienza la controparte energetica o occulta dell'essere umano poiché essa non lavora o cura la parte fisica bensì opera su un altro corpo più sottile chiamato corpo eterico che la circonda tutta. 
Dio ha immesso nell'anima umana grandi potenzialità ma una vita troppo orientata verso l'esterno ostacola il loro sviluppo. I cinque sensi divorano una vita puramente fenomenica o materiale; in tal modo non rimane loro più niente per il Piano spirituale. La differenza che c'è tra la soddisfazione materiale ed il godimento e la pienezza spirituali è la stessa differenza che passa tra i nostri occhi ed il suolo e di quella che passa fra i nostri occhi e lo spazio infinito. Questa differenza è quantitativa e qualitativa. Fino a che l'essere umano non conoscerà ed avrà sviluppato gli organi interni che potranno metterlo in contatto con Regioni ed entità più elevate, si può dire che non saprà granché e che il suo sviluppo come anima evolvente non avrà raggiunto affatto la sua pienezza.
Esistono due forme di conoscenza: quella intellettuale e quella spirituale. Sarebbe molto meglio se si potessero sviluppare ambedue, poiché esse si completano e formano un quadro completo di conoscenze.
In primo luogo si sviluppa la necessità di sapere inerente ad ogni essere umano; poi si acquisisce la conoscenza, si studiano gli argomenti; successivamente, se si vuole raggiungere una vera comprensione, si mette in pratica la conoscenza teorica, si prova nelle nostre proprie vite e questo dà come risultato l'esperienza. Ma tutti sappiamo che non tutte le esperienze sono correttamente assimilate; so,lo una comprensione chiara, un'intelligenza amorevole può trasformare l'esperienza in saggezza, ma per raggiungere questo livello è necessaria la spiritualità. Questo è l'ultimo punto e il più importante, poiché la saggezza è il risultato dell'unione tra l'intelligenza e l'amore.

IL CORPO ETERICO

Quasi tutti ignorano quel grado di materia, ancora fisica benché invisibile, che gli occultisti chiamano eterica. Questa parte invisibile del corpo fisico è di somma importanza per noi perché è il veicolo attraverso il quale fluiscono le correnti vitali che mantengono vivo il corpo e servono da ponte per trasferire le onde del pensiero e dell'emozione dal corpo astrale al corpo fisico denso. Senza tale ponte intermedio l'anima non potrebbe utilizzare le cellule del suo cervello.
Il chiaroveggente vede il corpo eterico come una massa di foschia grigio-violetta debolmente luminosa che interpenetra la parte densa del corpo fisico e si estende un po' oltre questo.
Il corpo eterico è la parte più densa dell'aura umana. La scienza fisica moderna afferma che ogni cambiamento corporale, sia nei muscoli che nelle cellule e nei nervi. è accompagnato da un'azione elettrica e che questo avviene per quanto riguarda i cambiamenti chimici che costantemente hanno luogo nel corpo fisico. L'Etere deve, necessariamente, essere presente dovunque si verifichi l'azione elettrica; così la presenza della corrente elettrica implica quella dell'etere che compenetra tutto e tutto avvolge; nessuna particella di materia fisica si trova in contatto con un'altra, ma ognuna fluttua in un'atmosfera di etere.
Il corpo eterico è composto dai 4 stati più sottili della materia cioè, dall'eterico, dal super-eterico, dal subatomico e dall'atomico; esso è un duplicato esatto del corpo fisico.
Inoltre è necessario notare che il corpo eterico è anche il veicolo del Prana. Come Sri Shankaracharya insegna, il PRANA è l'alito della vita ed è anche l'energia attiva dell'io. Questa parte invisibile del corpo fisico è il veicolo mediante il quale fluiscono le correnti del PRANA, ovvero la vitalità che conserva vivo il corpo.

CHE COSA E' IL PRANA?

Affinché il corpo fisico possa vivere, richiede alimento per la sua nutrizione, aria per la sua respirazione e vitalità per il loro assorbimento. La vitalità è, essenzialmente, una forza; ma quando si riveste di materia appare come un elemento esistente in tutti i piani della natura. La vitalità è una forza che originariamente viene dal Sole ed ogni cosa e ogni persona, come il pesce nell'oceano d'acqua, sono immerse in un oceano di quella vita, denominato "JIVA", o principio vitale solare. Ognuno si appropria di quella vitalità, chiamata perciò PRANA, principio vitale umano o forza vitale. Esso non ha colore, benché sia intensamente luminoso e non può essere direttamente assimilato utilmente dal corpo; può essere assorbito solo attraverso un centro eterico situato nella controparte eterica della milza.
La funzione fisiologica della milza, come si sa, è quella di formare i globuli rossi del sangue; per questo non è affatto strano che il centro eterico della vitalità, che proviene dal Sole, sia situato in forma di piccole sfere luminose proprio in questa. L'atmosfera terrestre è in ogni momento piena di questa forza detta prana. Il PRANA durante la vita dell'uomo non può separarsi dal veicolo fisico e dal suo doppio eterico.
Sintetizzando, ricordiamo che PRANA in sanscrito significa Energia Assoluta, forza vitale. Si sa che ad ogni respiro il Prana fluisce verso il nostro interno.
Diventando maestro di PRANAYAMA, scienza della respirazione (respirazione energetica), ci si può immergere nella forza vitale ed imparare a controllare il proprio "sistema sottile di energia", così da poter tramutare in energia qualunque vibrazione.
Questa forza vitale agisce come un riflesso cosmico; emana dal Tutto fluendo verso ogni dimensione, riempiendo tutto lo spazio disponibile, collegando ogni cosa. Tutto quello che "E' " germoglia dal PRANA e si tramuta in differenti vibrazioni. Nono stante ciò, il PRANA non è coscienza, è semplicemente l'energia assoluta che mantiene tutto funzionante, è il combustibile della vita.


I "NADI" o Canali sottili di energia

Quando diciamo che l'energia pranica si muove e circola per tutto il corpo, è ovvio che ci stiamo riferendo ad un sistema ordinato, organizzato e saggio di condotti sottilissimi, fatti di materia eterica, attraverso i quali si muove l'energia.
Questi condotti, o NADI, sono addetti a trasmettere e portare l'energia in tutti i punti del corpo fisico, producendo salute o malattia; ciò dipende dalla loro pulizia. Essi creano anche le condizioni necessarie per il Risveglio di tutte le facoltà o poteri dell'uomo avanzato. I NADI sono la controparte sottile della Rete del sistema nervoso, ma senza confondersi con questa. Il PRANA non agisce direttamente sul corpo materiale, ma scorre attraverso questa densa rete di canali NADICI. Essi sono numerosissimi, alcuni li quantificano in circa 72.000. Nel successivo disegno possiamo osservare questa tentacolare disposizione dei canali eterici; si tratta di una riproduzione schematica, secondo le raffigurazioni classiche, della rete di NADI che costituiscono il sistema del "PRANAYAMA KOSHA" attraverso il quale circola l'energia PRANICA.
Esistono alcuni NADI grossi, come i nervi fisici, le vene e le arterie, che si svolgono in parallelo. Ma non tutti i NADI adottano una forma fisica, né hanno forma visibile, pertanto è impossibile attraverso i mezzi fisici localizzarli, osservarli o seguire la via che percorrono.

I NADI sottili sono di due tipi:

1. "Pranavaha Nadi", condotti della forza pranica
2. "Manovaha Nadi", condotti della forza mentale.
I meridiani sui quali si lavora nell'agopuntura equivalgono ai NADI del pranavaha o nadi pranici.

I tre condotti capitali

Riguardo al tema dei NADI e dei condotti sottili dell'uomo bisogna riconoscere ed evidenziare la grande importanza che per gli studi e pratiche occulte hanno i tre nadi SUSHUMNA, IDA e PINGALA, poiché questi formano la mistica ed essenziale Trinità energetica dell'uomo. Per comprendere meglio queste affermazioni e l'importanza basilare di questi tre condotti speciali, li studiamo brevemente in particolare.

Il CANALE SUSHUMNA

Questo NADI centrale è il più importante di tutti. Occupa una posizione centrale e attraversa tutta la colonna vertebrale; nasce in un Centro energetico o CHAKRA situato alla base della spina dorsale denominato "MULADHARA".

Il canale SUSHUMNA risale per il corpo attraversando il palato alla base del cranio ed unendosi infine ad un altro centro energetico o CHAKRA chiamato "SAHASRARA" o "Loto dei mille petali" nella parte superiore del cranio.
In generale nell'uomo comune questo canale è praticamente inutilizzato; coloro che si occupano del Lavoro Occulto tentano di far circolare attraverso di esso l'energia KUNDALINI, la forza più potente della vita. Questa energia kundalinica o "serpentina", quando riesce ad ascendere per il canale SUSHUMNA, apre dietro di sé, grado a grado, tutti i chakra che sono connessi con questo NADI centrale. In questo modo l'uomo può trasformarsi in un "Dio", poiché il Fuoco KUNDALINI, ascendendo per il canale centrale, brucia ogni impurità e limitazione presente nell'uomo, producendo la totale liberazione.
Questa è senza dubbio la meta di molti YOGI.

IL CANALE "IDA"

Questo NADI chiamato Ida è il canale sinistro, portatore di correnti lunari. E' di natura femminile ed è il deposito dell'energia materna che produce la vita. La parte sinistra viene descritta nei Tantra come avente natura magnetica, femminile, visiva ed emozionale. La pratica del PRANAYAMA (respirazione energetica) incomincia quasi sempre coprendo la narice destra del naso e respirando attraverso la narice sinistra. Questo tipo di respirazione eccita i NADI Ida, perché nasce nel testicolo sinistro e finisce nella narice sinistra del naso. Attraverso questo canale, come per gli altri, circola l'energia nell'uomo comune, ma non armoniosamente.
Dal corretto equilibrio dei NADI Ida e PINGALA consegue la vera salute fisica, mentale e spirituale.

IL CANALE "PINGALA"

PINGALAè il canale destro, portatore delle correnti Solari; è di natura maschile ed è riserva di energie distruttive. La destra è di natura elettrica, maschile, verbale e razionale.
Nel libro La vita occulta nella Massoneria, C. W. Leadbeater afferma rispetto all'uso massonico di queste energie:
"Lo stimolo all'attività delle forze eteriche del corpo umano fa parte del piano della Massoneria; esso ha il fine di favorire l'evoluzione. Questo stimolo si applica nel momento in cui il Venerabile Maestro crea, accoglie e inizia il candidato. Nel primo grado influisce l'Ida, o aspetto femminile dell'energia, con cui si facilita al candidato il dominio delle passioni e delle emozioni. Nel secondo grado influisce il Pingala, o aspetto maschile, che lo irrobustisce al fine di facilitargli il dominio della mente. Nel terzo grado si risveglia l'energia centrale, lo Sushumna, che apre all'influenza superiore dello spirito."
I CHAKRA

Quando un uomo comincia ad acuire i suoi sensi in modo da poter percepire qualcosa più di quello che gli altri percepiscono, si spiega davanti a lui un nuovo ed affascinante mondo ed i CHAKRA sono uno dei primi elementi di detto mondo che richiamano l'attenzione. "CHAKRA" è un termine sanscrito che significa "Ruota o Loti", alludendo rispettivamente alla loro forma rotonda e alla loro rappresentazione mediante il simbolo del Fiore di Loto. Questi CHAKRA esistono in ogni essere umano benché siano centri occulti, cioè non visibili né materiali poiché appartengono al corpo sottile o eterico. I CHAKRA rispecchiano simmetricamente i diversi gradi della manifestazione dei Macrocosmi e i differenti livelli della personalità umana, che sono una riproduzione in minuscoli microcosmi dei grandi livelli della manifestazione Cosmica.
I CHAKRA sono i Centri Psichici del corpo che sono sempre in attività, sia se abbiamo coscienza di essi, sia se non ne abbiamo. L'Energia percorre i CHAKRA producendo differenti stati psichici. Le scienze biologiche moderne considerano questo comportamento effetto dei cambiamenti chimici prodotti dalle ghiandole endocrine, ghiandole senza condotti le cui secrezioni si mescolano con la corrente sanguigna del corpo in modo diretto ed istantaneo.
I CHAKRA o Centri di Forza sono anche punti di connessione o di unione attraverso i quali fluisce l'energia dall'uno all'altro veicolo o corpo dell'uomo. Questo vuol dire che esistono CHAKRA non solo nel corpo eterico, ma anche nell'astrale e nel mentale e che sono tutti necessariamente interrelati. Chiunque possieda un leggero grado di chiaroveggenza può vederli facilmente nel doppio eterico, sulla cui superficie appaiono in forma di depressioni simili a piattelli o vortici; quando già sono del tutto attivi per il grado di spiritualità raggiunto, aumentano di volume, fino a più di cinque centimetri e possono essere visti come rifulgenti e attivi mulinelli simili a piccoli soli.
A volte parliamo di questi centri come se fossero in relazione con determinati organi fisici; in realtà essi sono sulla superficie del doppio eterico che si proietta leggermente oltre il corpo denso.
Come i NADI non sono necessariamente correlati coi nervi, così neanche i CHAKRA sono correlati con i centri nervosi o con le ghiandole endocrine, anche se alcuni autori riportano questa correlazione.
I CHAKRA manifestano tuttavia una corrispondenza con alcune parti dell'organismo, potendosi osservare tra di essi un parallelismo, del quale parleremo più avanti e persino una mutua influenza.
Tutte queste ruote o CHAKRA girano incessantemente e attraverso l'apertura di ognuno di essi fluisce continuamente l'energia del mondo superiore, manifestazione della corrente vitale emanante dal secondo aspetto dei Logos Solari, che è chiamata energia primaria, di natura sestupla; si evidenzia tuttavia il particolare predominio di una o l'altra di esse a seconda del CHAKRA. Senza questo afflusso di energia non esisterebbe il corpo fisico.
La funzione dei CHAKRA è quella di costituire centri dove può accumularsi energia o prana, avendo essi la capacità di trasformarla e distribuirla attraverso i NADI alla totalità dell'essere umano.
Pertanto, i centri o CHAKRA agiscono in ogni essere umano, benché nelle persone poco evolute il loro movimento sia lento, quello strettamente necessario per formare il vortice adeguato all'afflusso di energia. Nell'uomo abbastanza evoluto rifulgono e palpitano di vivida luce; in questo caso passa una quantità di energia molto maggiore e l'individuo ottiene come risultato l'accrescimento dei suoi poteri e facoltà Superiori.
Questi centri esistono numerosi in tutto il corpo, tuttavia tra di essi bisogna mettere in rilievo, per la sua grande importanza, il Settimo. Ognuno di questi 7 CHAKRA principali ha la sua propria singolarità, per il colore, l'ubicazione, la forma, i simboli, le facoltà o poteri che ne derivano.
Ci occuperemo qui di ognuno di essi e descriveremo, benché solo in linea generale, le sue potenzialità e relazioni.

I SETTE CHAKRA

Nome Orientale                                             Nome Occidentale


1. MULADHARA                                              Centro Radice
2. SVADHISTHA                                             Centro Sacro
3. MANIPURA                                                 Centro del Plesso Solare
4. ANAHATA                                                   Centro Cardiaco
5. VISHUDDA                                                 Centro Laringeo
6. AJNA                                                         Centro tra le sopracciglia
7. SAHASRARA                                               Centro Coronale



La letteratura TANTRICA suole rappresentare graficamente ogni CHAKRA con un disegno simbolico abbastanza significativo nel quale vengono raffigurati i molti elementi che lo caratterizzano. Le descrizioni dei testi classici fanno di ogni CHAKRA un'ampia rappresentazione che non mira solo ad illustrare gli stati di coscienza che si raggiungono con la pratica occulta, ma ci offrono anche numerosi dati sui centri, che definiscono i tratti caratteristici che tipizzano il Livello di coscienza psicologica corrispondente ad ogni CHAKRA.

DESCRIZIONE DI OGNI CHAKRA

CHAKRA MULADHARA o centro Radice

Il termine MULADHARA deriva da MULA=RADICE e ADHARA=SOSTEGNO.
Significato: "Fondazione";

Localizzazione: è situato sul plesso pelvico, regione tra l'ano ed i genitali alla base della colonna vertebrale. E' in corrispondenza delle prime tre vertebre.

Numero petali: quattro;

Colore: quando è attivo è di un intenso color arancione (rosso).

Stati o facoltà che producono la sua attivazione
La possibilità di "viaggiare attraverso lo spazio"; discernimento spirituale; talenti per quanto riguarda la voce, la poesia, l'organizzazione. 
"Signore della parola e Re degli uomini. Rimane per sempre libero da ogni malattia ed il suo spirito interiore vive nel godimento". Dominio sull'elemento terra.

Altri dati: in questo CHAKRA è contenuta l'energia chiamata KUNDALINI, della quaqle parleremo più avanti, attorcigliata con tre giri e mezzo su se stessa, come un serpente; chiude con la sua testa l'entrata al NADI centrale Sushumna.
Partono anche da questo chakra gli altri due Nadi principali, IDA e PINGALA.
Normalmente un bambino tra 1 e 7 anni agisce seguendo gli impulsi del primo Chakra. La terra è percepita come una nuova conoscenza. Il bambino deve radicarsi e stabilire le sue regole nel mondo, imparando a seguire la condotta appropriata per definire i suoi modelli di alimentazione, di bere e dormire, necessari per affermare la sua identità nel mondo. Il bambino piccolo deve essere centrato in se stesso e deve preoccuparsi della sua sopravvivenza fisica. Il problema principale del bambino o dell'adulto che agiscono secondo gli impulsi del primo CHAKRA è la condotta violenta originata dall'insicurezza. Un individuo atterrito può colpire ciecamente ed insensatamente, come un animale in gabbia, poiché i suoi pensieri gli fanno perdere la sicurezza di base.

2. CHAKRA "SVADHISTHANA" o centro del sacro.

"Svadhisthana" significa: supporto del soffio di "vita", o "Luogo dove abita l'Essere".

Localizzazione: il fusto di questo centro ha la sua origine tra la quarta e la quinta vertebra lombare, nel Plesso ipogastrico.

Numero di Petali: sei.

Colore del Chakra: è relazionato con la forza vitale ed ha tutti i colori del sole: rosso, arancione, giallo, azzurro, verde e violetto.

Stati o facoltà che producono la sua attivazioneil dominio dei più grandi nemici dell'Asceta; le passioni e l'egoismo. Dominio anche dell'elemento Acqua (apas) in tutte le sue varianti.

Altri dati: il bambino comincia a contattare fisicamente la sua famiglia e gli amici. Accresce la sua immaginazione. La sensualità entra nella relazione mentre evolve verso una coscienza nuova del corpo fisico. A questo livello il desiderio di sensazioni fisiche e le fantasie mentali possono essere un problema per la persona. La gravità fluisce verso il basso attraendo l'acqua e così il secondo chakra può avere sulla psiche un effetto di mulinello discendente.
Il Chakra Svadhisthana riguarda il piano astrale e quindi i progetti di divertimento, la fantasia, la gelosia, la pietà, l'invidia ed il godimento. Il Piano astrale è lo spazio esistente tra il cielo e la Terra.
Il centro sacro è conosciuto in Giappone come Centro "Hara".
A volte abbiamo potuto vedere che alcuni sadu, YOGI dell'India, hanno la zona del ventre molto sviluppata, che si appesantisce quando essi mangiano, perché? Nel caso degli Iniziati, un ventre prominente o molto sviluppato è indice di potere, di forza e denota riserve spirituali accumulate grazie ad esercizi di respirazione.
Osservate i Giapponesi. Alcuni hanno un ventre enorme e contemporaneamente una grande flessibilità, una grande forza ed una grande intelligenza. Questo accade perché hanno lavorato per sviluppare quello che chiamano il Centro Farà. Questo centro corrisponde al Chakra Sacro indù ed è situato a 4 centimetri sotto l'ombelico. "Farà" è un termine giapponese che significa "ventre" e da lì proviene l'espressione "farsi il Hara-KIRI", cioè, suicidarsi aprendosi il ventre, lasciando che la forza o energia vitale si dissolva.
Per i saggi giapponesi, quel Hara è il centro della vita, dell'equilibrio, il centro universale e quando l'uomo, concentrandosi su di esso, riesce a svilupparlo, si trasforma in un essere infaticabile, invincibile. Tutti coloro che hanno lavorato sul Centro Hara si distinguono nella vita per un equilibrio straordinario. Questo centro è popolarmente utilizzato nelle Arti Marziali, come il Karatè, nell'Aikido o nel Kung, per far emergere o sviluppare ciò che viene definita Energia Interna, il "Ki" per i Giapponesi, ed il "Chi" per i cinesi.
Nonostante ciò che affermano molti pseudo-occultisti, è conveniente non risvegliare o vivificare prematuramente questo Centro, come qualunque centro inferiore a quello del cuore, perché esso è un centro di grande potere. E' molto pericoloso risvegliarlo senza avere prima purificato i desideri e le tendenze inferiori. Esso sarà attivato automaticamente dall'alto, dallo spirito, quando l'uomo sarà preparato.

"L'uomo allineato con la volontà divina ha il potere di risvegliare ed attivare tutti i Centri e i poteri latenti".

Non cerchiamo di risvegliare le facoltà o i poteri occulti attraverso il desiderio e la concentrazione indirizzata ai centri inferiori. Come dice il Cristo: "Cercate in primo luogo il Regno di Dio e tutto il resto vi verrà dato di conseguenza." Perciò, non cerchiamo in primo luogo il resto e poi il Regno spirituale. E' un disastroso errore, perché, se prima non abbiamo stabilito nel nostro interno purezza, discernimento e stabilità superiore, come afferma il Maestro SIVANANDA, le potenti forze interne circolanti possono trascinarci verso la demenza e fino alla malattia. Cerchiamo dunque prima, la Presenza della nostra anima divina.

3. CHAKRA "MANIPURA" o Centro del Plesso solare

"Manipura" significa: MANI=gioia, PURA=città: "La città delle Gemme".

Localizzazione: il fusto di questo centro ha la sua origine tra la seconda e la terza vertebra lombare, nel Plesso Solare, Plesso epigastrico, zona dell'ombelico.

Numero dei Petali: dieci.

Colore del Chakra: rosso e verde alternati.

Stati o facoltà che producono la sua attivazione:
il dolore e la malattia scompaiono, tutti i desideri si realizzano. Il tempo è vinto e l'Asceta può penetrare nei corpi altrui. Ottiene il potere di creare oro o altre materie preziose. Conosce le piante medicinali e può scoprire anche tesori.
Il Centro Manipura è un grande centro emittente e ricevente di impressioni, per cui la sua lata sensibilità, specialmente astrale, può percepire, ad esempio, le emozioni così come i pensieri degli altri. Telepatia inferiore.

Altri dati: la qualità dell'energia di questo Chakra muove la persona a sviluppare la sua identificazione con il mondo.
L'equilibrio del Chakra porta al servizio disinteressato; cioè a servire senza desiderio di ricompensa.
La pratica della purezza chiarificherà il proprio cammino di azione, o karma. Questo chakra è quello predominante nella gente semplice, nel popolo che si qualifica per il suo piacevole sentimentalismo: voglia di essere utile, di prestare un appoggio, di aiutare in un modo quasi materno.
Questo stesso sentimento può presentarsi in forme negative e, allora, produce tendenza al melodramma e a reazioni isteriche ed egoiste, tratti, questi, dello psichismo infantile, caratteristiche di persone immature; benché d'altra parte tali persone possano emergere sia intellettualmente che per i loro sentimenti nobili e generosi.

Importanza del Plesso Solare: il Plesso Solare dirige tutte le funzioni del corpo fisico; da esso dipendono la respirazione, l'eliminazione, la nutrizione, la crescita, la circolazione, il sistema nervoso...
Attraverso il Plesso Solare l'uomo comunica realmente con l'Universo, perché il Plesso Solare è unito a tutto il Cosmo. Pertanto è un Centro molto interessante per noi e dobbiamo evitare tutto quello che lo possa contrarre, perché esso governa a sua volta la contrazione dei vasi sanguigni e dei differenti canali dell'organismo, così che quando il sangue o gli altri liquidi circolano male, si formano depositi che, col tempo, finiscono per produrre ogni tipo di disturbi.

Come rinforzare il Plesso Solare: quello che più perturba il Plesso Solare e, come conseguenza, gli organi interni, il fegato, i reni, lo stomaco, ecc., sono il panico, la collera, le paure, il dubbio, l'amore disordinato, i pensieri e i sentimenti caotici; e, dato che il Plesso Solare è un deposito di forze, la conseguenza di questo disordine è una smagnetizzazione totale.
Ma, benché il Plesso Solare possa svuotarsi di energia, può anche riempirsi, e questo è quello che può fare l'aspirante per rafforzarlo; passeggiare al Sole, abbracciare un albero, ascoltare l'acqua di una cascata o una fonte con un atteggiamento sereno ed attento. Anche introdurre i piedi in acqua calda e visualizzare l'energia che fluisce verso il Plesso Solare è molto rigenerante.

Il Cervello e il Plesso Solare: il Plesso Solare ha creato il cervello e lo alimenta, lo mantiene, cioè lo ENERGIZZA, gli dà forza; quando smette di farlo l'uomo si addormenta, si abbrutisce o gli duole la testa e non può riflettere. In realtà, il cervello non è separato dal Plesso Solare, ma è molto raro che qualcuno sappia come far salire le energie dal Plesso Solare fino al cervello. Il cervello è dinamico, attivo, ma si affatica subito se non è sostenuto dalle energie del Plesso Solare. Perciò, prima di fare uno sforzo intellettuale, prima di meditare, di concentrarci, è conveniente agire sul nostro Plesso Solare, anche se brevemente, allineandolo con l'intenzione spirituale del nostro imminente lavoro. Ad esempio, massaggiandolo in senso contrario alle lancette dell'orologio, sentiremo dopo alcuni minuti che il nostro pensiero si libera e che possiamo metterci a lavorare.




domenica 14 luglio 2019

CAMMINAVO CON VOI - Dinaweh


CAMMINAVO CON VOI





Un'immagine inedita traspare dalle righe del libro di Daniel Meurois* sulla figura di Jeshua. Da queste righe possiamo ascoltare proprio Lui, la sua voce che ci racconta il suo viaggio in mezzo agli uomini, vissuto più di duemila anni fa; un viaggio, il Suo, assai più lungo e variegato di quello che la Chiesa ci ha sempre voluto far intendere.  
Dall'età di dodici anni, con il suo arrivo nel monastero del Kreml (il monte Carmelo, oggi in Libano, vicino Haifa) accompagnato dal padre Yussaf (Giuseppe), fino alla lunga peregrinazione verso Oriente, passando per la Siria, l'Iraq, l'Iran (la Persia), il Turkmenistan, l'Afganistan, il Pakistan, il Kashmir, l'India, il Nepal, fino alle sorgenti del fiume Gange nell'Himalaya e poi il ritorno verso l'India e il Kashmir, all'età di trent'anni, per dare inizio alla vita pubblica in Palestina. Il resto è storia nota, anche se, come alcuni autori esprimono, non sarebbe in realtà morto sulla croce per poi risorgere, ma anzi, guarito e curato da Nicodemo e da altri fidati tra i suoi, avrebbe fatto ritorno nelle terre d'Oriente, per fermarsi stabilmente in Kashmir ove avrebbe stabilito la sua abituale dimora per concludere in età avanzata la sua esperienza terrena...
Qui tuttavia non c'importa tanto concentrare la nostra attenzione su quale sia stato l'epilogo della sua esistenza terrena, quanto piuttosto coglierne il senso, entrare nel significato profondo del suo errare per le strade del mondo; scoprire quanto sia stato importante non tanto la meta finale, quanto le tappe del viaggio interiore del Suo Spirito e conseguentemente del pellegrinaggio esteriore del Suo veicolo fisico, fino a renderlo Maestro di se stesso, prima che dell'uomo.
Colui che conosciamo tutti come il Cristo infatti non volle istituire alcuna chiesa, né organizzare alcuna rivolta; non intese mettere a capo nessuno che avrebbe dovuto rappresentarlo dopo di Lui, quando avesse continuato il suo percorso altrove; non si adeguò alla mentalità comune, né alle "regole" stabilite inflessibili e invalicabili da alcun dogma, in nome di nessun Dio; travalicò invece sempre il limite imposto dalle convenzioni umane, si tenne sempre lontano dalla furbizia, dalla mancanza di autenticità, dall'ipocrisia che denunciava senza mezzi termini anche e soprattutto in direzione delle caste dominanti dei Sacerdoti, Scribi e Farisei.
Non si volle accattivare le simpatie degli esclusi, degli scontenti, non pensò mai di porsi a capo del suo popolo, né si rese mai complice di azioni malvagie. Ogni uomo, ogni donna che incontrava sul suo cammino entrava a far parte della sua stessa vita, ne vedeva cambiare irrimediabilmente la direzione, a prescindere dalla posizione e dal ruolo sociale. Ebrei, Romani, indù, beduini del deserto..., ognuno era parte di quella stessa Luce che in Lui vibrava alla massima potenza, ma che era già tutta imbrigliata dentro i nodi delle vite di quei compagni di viaggio, spesso così ignari e inconsapevoli.

Tra gli altri brani tratti dal libro di Daniel, voglio ricordare un episodio (il terzo qui in ordine di scrittura) che sembra parlare del mio incontro con Lui in quella vita - o perlomeno, questo è ciò che dal profondo della mia anima mi è sembrato di ricevere come informazione. Non appena ebbi modo di riascoltare quelle parole dalla lettura della persona che amo, hanno cominciato a sgorgare lacrime copiose dagli occhi e un tonfo al cuore mi ha scaldato il petto, come se la Sua Presenza tornasse a galla dalle profondità del tempo, e il ricordo del Suo abbraccio, dei suoi occhi, della Sua Aura luminosa e avvolgente lo sentissi d'un tratto accanto e tutt'attorno a me.
Vi lascio dunque alle Sue parole che risalgono dalle nebbie del tempo attraverso il viaggio in eterico che Daniel compie per noi ogni volta che gli viene concesso il varco all'Archivio Akashico, per riportare viva la memoria su fatti ed eventi che hanno lasciato traccia nel corso della storia dell'umanità o semplicemente perché ogni essere vivente che ha fatto un passaggio su questo pianeta lascia immancabilmente una traccia indelebile di sé tra le pieghe del tempo, fino a confondersi con l'eternità.

Dinaweh   
        

[...] Non cercavo nessuno, non reclutavo nessuno... E nemmeno "pescavo", contrariamente a ciò che poi è stato detto e scritto. Neppure avevo qualche aspettativa; o perlomeno non cercavo null'altro che le occasioni per poter parlare e dire l'essenza di ogni cosa, o per imporre le mani, o la saliva, o anche solo il fiato laddove c'era sofferenza. Poi, le cose andavano come dovevano andare: si avvicinava chi voleva, si allontanava chi sceglieva di andarsene. Ma tutti erano sempre presenti all'appuntamento nel punto esatto in cui si trovavano: non tanto con me, quanto con se stessi.

[...] Anime pronte a sbocciare... sì, ecco il termine giusto per descriverle e ogni giorno, tra loro, vedevo un numero crescente di donne. Questo continuava a disturbare, ma io non me ne preoccupavo e, devo dire, piuttosto spesso erano loro a porre le domande che gli uomini temevano di fare o non riuscivano a concepire. Le loro barriere cadevano in fretta a testimoniare una sete che millenni di aridità spirituale forzata avevano alimentato. Sulle rive del lago, che sempre preferivo rispetto alle piazze dei villaggi, le donne liberavano il cuore. In verità, ben poche conoscevano le Scritture e forse in questo stava la loro forza, giacché dalla loro spontaneità nasceva come una brezza primaverile che sospingeva anche i loro compagni.


[...] Poco tempo dopo la sua richiesta e l'esserci riuniti, Tommaso venne da me con un uomo ancora molto giovane. Non aveva ancora vent'anni. Aveva i capelli e gli occhi chiari e un viso notevole, aperto e radioso. Era, in realtà, tutto un sorriso.
"Ecco Juda, - annunciò Tommaso, - il nostro fratello più giovane... Viene dal nostro villaggio, fra le colline, perché anche laggiù incominciano a parlare di quello che sta accadendo qui. Allora, siccome era preoccupato per nostra madre, ha preso la sua bisaccia ed eccolo qui... Ma non so se sono riuscito a rassicurarlo".
Juda, che aveva l'aria imbarazzata e intimidita dalla mia persona, volle toccarmi i piedi; però non gliene lasciai il tempo e lo abbracciai stretto. Tommaso aveva ragione: Juda sembrava molto teso e inquieto. Quando glielo feci notare, si liberò del peso di qualche parola: "Mio fratello mi ha detto che, siccome ero venuto sin qui, potevo star certo che non sarei mai più ripartito".
"Ed è ciò che temi?"
"Rabbi, si dicono tante cose su di te e certe sono contraddittorie: dicono che addormenti gli uomini che ti si avvicinano o quelli che incroci per strada e che quando si svegliano gridano, convinti di essere stati guariti dai loro malanni. Dicono che sei un mago e che vieni dal deserto. E poi, capisci, qui non sono a casa mia".
"Allora, Juda, dimmi dov'è che sei a casa tua".
Juda esitò a lungo prima di rispondermi: non riuscì a farlo se non girando un po' il viso di lato.
"In verità, non lo so".
"E che ne fai della tua vita?".
"Coltivo il lino, l'orzo e i piselli. Nel villaggio condividiamo tutto, come sai, dunque è così che vivo".
"Ed è bello vivere così, ma questa non era la mia domanda: intendevo "che ne fai del tuo cuore" perché, vedi, la nostra vita è fatta soprattutto di ciò che ci riempie il cuore". 
"Giustappunto... non saprei rispondere a questo più di quanto non ti sappia dire dove mi sento a casa".
Juda non riusciva ancora a guardarmi davvero: teneva la testa girata da un lato, lo sguardo preferibilmente perso in un pezzo di cielo o di lago. Mi ricordava tante donne e tanti uomini dall'anima profonda e solitaria che avevo incontrato qui e là dalle parti di Kashi o di Ie Nagar**, anime colme di nostalgia per un altro mondo, che da sempre attraversano l'esistenza in cerca delle loro vere radici.
"Forse perché il tuo cuore e la tua casa si confondono - aggiunsi, dopo essere finalmente riuscito a catturare il suo sguardo. - Stai tranquillo, Juda, non sono di quelli che addormentano la gente, ma piuttosto di quelli che la scuotono per svegliarla. Tutto sta nel sapere se vuoi svegliarti per scendere nella tua vita. Certe volte lavorare la terra non basta se ci si limita a considerare la 'terra di sotto' ".
"Intendi parlare della 'terra di sopra'?"
"No, ti parlo della 'terra di mezzo', quella dell'equilibrio. Se guardi soltanto verso l'alto o soltanto verso il basso, perdi l'accesso ad entrambi e vieni invaso e mangiato dalla noia di ciò che sei".
"E cosa sono, Rabbi?"
"Sei, in primo luogo, un uomo che ha un po' mentito, dicendo di essere venuto qui per sua madre, quando sa bene che sua madre è in pace... inoltre, soprattutto, sei un uomo dal cuore immenso, ma che esita a spingerne il battente".
Su queste riflessioni si concluse, quel giorno, la nostra conversazione.

[...] Juda, infine, un mattino molto presto, mi raggiunse nell'intrico dei canneti e dei pietroni rotondi in cui sempre mi rifugiavo sulle rive del lago, con la preghiera nel cuore. Ancora lo rivedo fissarmi con i suoi occhi chiari, mentre mi diceva qualcosa come:
"Ecco, mi arrendo a te..."
Mi offriva la resa delle argomentazioni della sua maschera di uomo della terra, e mi apriva il suo cuore: un cuore, in verità, immenso, puro e coraggioso.
"Non mi piace chiamarti Juda - gli dissi, abbracciandolo. - E' un nome troppo comune... quando perdiamo una scaglia, a volte è bene cambiare nome. Allora, fratello, permettimi di chiamarti Taddeo***. So bene che questo nome non esiste per gli uomini, ma a te va proprio bene..."
Fu dunque così che, un giorno, all'alba, con i piedi in acqua, nacque Taddeo.



* Daniel Meurois, Il libro segreto di Gesù, vol. 2 - Il tempo del Compimento, ed. Amrita, Torino, 2017, pp. 126; 126-127; 124-126; 128.


** Si tratta rispettivamente delle attuali città di Benares (Varanasi) e Puri, sul Golfo del Bengala.


*** Taddeo o Taddà in aramaico, significa "colui che ha cuore", "il tenero", "il coraggioso". 

   


L'ALTRA VERITÀ - IL PONTE SPEZZATO


- L'ALTRA VERITÀ -




IL PONTE SPEZZATO




Il Ponticidio

Questo non lo vedrete mai sui media nazionali.
Esperti ingegneri confermano quanto Rosario Marcianò
ha dichiarato in merito alla demolizione
del ponte Morandi: è stato abbattuto.
Papale papale.

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LA DANZA MACABRA


no comment


mercoledì 10 luglio 2019

LA TERRA, CENTRO DEL NOSTRO UNIVERSO


LA TERRA



CENTRO DEL NOSTRO UNIVERSO




Alla lettura del paragrafo che segue, tratto dal testo di Pietro Archiati, "L'uomo e la Terra", ecco la testimonianza in video degli autori di un altro bel libro già citato in precedenza dalle pagine virtuali di questo blog che ben si sposa con le parole del nostro autore e che sembra anticipare l'avvento di una umanità connessa e unita alla Terra da un patto di amicizia, rispetto e cooperazione, quale mai prima d'ora si era verificato in piena coscienza e consapevolezza d'intenti.
Una testimonianza vivida, un esempio da seguire per chi si sta interrogando sul vero senso della vita e non si accontenta più di seguire schemi preconfezionati che lacerano dentro, svuotando la vita stessa di significato e valore.    

Dinaweh

LA TERRA, CENTRO DEL NOSTRO UNIVERSO

[...] Ma allora, la Terra è il centro del nostro mondo, oppure è un piccolo granellino di polvere, sperduto nell'immensità d'infinite galassie? La rivoluzione copernicana ha voluto convincerci che la Terra è un pianeta da nulla nelle vastità dell'universo. Eppure, questa Terra così mortificata e relegata ai margini di ben più potenti astri, esiste soltanto nel regno delle illusioni umane: quella Terra lì, piccola e insignificante, compare solo dove ancora non si è conquistato il senso del sacro, dove ancora non si riconosce la grandezza e il peso morale della Terra.
La Terra non è un granellino di polvere che si può spazzar via dalle mappe del firmamento, la Terra è un pianeta vivo che custodisce e sostiene l'evoluzione dello spirito umano, e in questa impresa promuove l'evoluzione di tutto l'universo.
Il pensiero astratto che si pone su una galassia lontana e guarda alla Terra vedendola irrimediabilmente piccola, documenta la caduta morale dell'uomo. Gli esseri umani cadono moralmente quando considerano la Terra di poco conto o non la considerano affatto. Essi decadono moralmente quando si allontanano da lei col loro spirito, quando la dimenticano.
Quando un essere umano muore, si distacca dalle forze della Terra e fa un bilancio della vita trascorsa: si rende conto, allora, che solo sulla Terra può diventare uomo, può portare a compimento il suo compito nel cosmo. Dopo la morte ogni uomo è in grado di capire il valore morale della Terra. Quando gli vengono a mancare si accorge degli infiniti doni ricevuti dalla madre, e nasce in lui il desiderio di ricambiarli, nasce la decisione di restarle fedele fino alla fine della sua evoluzione, e di ritornare, di rinascere ancora.

La vita nei mondi spirituali dopo la morte è un viaggio del nostro spirito, del nostro Io, fatto in compagnia degli Esseri delle stelle, tutti splendenti di saggezza e fiammeggianti d'amore. E in mezzo a tante meraviglie non dovrà nascere nel cuore dell'uomo la nostalgia per la Terra? Non sorgerà in lui l'ardente desiderio di renderla radiosa come tutte quelle stelle? Gli Esseri delle stelle sono già pieni di saggezza e di amore: l'uomo ha appena cominciato a divenirlo, e può continuare a farlo solo in comunione con tutti gli esseri della Terra.
Colui che disse alla Terra: questo è corpo del mio corpo, questo è sangue del mio sangue, l'ha amata di un amore perfetto, unendosi a lei in una comunione indissolubile. Facendo del corpo della Terra il corpo suo, Egli vinse la morte togliendole il potere di separarlo dalla Terra. La nostra morte, invece, ci porta lontano dalla Terra perché il nostro amore per lei è ancora imperfetto e la nostra fedeltà è una promessa che dobbiamo ancora imparare a mantenere.

La Terra e l'umanità nuove saranno una Terra e un'Umanità che non potranno più vivere l'una senza l'altra. L'allontanamento dalla Terra dopo la morte è lo scotto che il nostro spirito paga per essere ancora troppo debole: quando si riveste di materia, invece di redimerla si perde, invece di spiritualizzare lei si materializza lui, invece di immettere nella materia quelle forze di resurrezione e di luce che veniva a donarle dai mondi celesti, cede alla pesantezza, si tuffa lui nei determinismi della natura e ci muore dentro. Ma la madre non cessa di attendere da noi la sua umanizzazione, vive nella speranza di risorgere un giorno dentro al nostro spirito.



Pietro Archiati, L'uomo e la Terra, ed Archiati Verlag e K., Monaco di Baviera, 2004, § "La Terra, centro del nostro universo", pp. 107-109. 


       











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si possono attivare i sottotitoli in Italiano



FINE

giovedì 4 luglio 2019

IN-FORMAZIONE PERMANENTE ATTIVA - 5G APOCALYPSE - FILM DOCUMENTARIO

IN-FORMAZIONE PERMANENTE ATTIVA

5G APOCALYPSE


FILM DOCUMENTARIO
sottotitolato in italiano



Link:

https://incantodiluce.blogspot.com/2018/12/internet-di-casa-5g-prego-signori-si.html

https://incantodiluce.blogspot.com/2018/09/5-stelle5g-vaccini-e-super-microonde-il.html



Chiunque abbia avuto la possibilità di vedere questo video è ovviamente pregato di diffonderlo e condividerlo con tutti i suoi contatti, prima che venga censurato da youtube e sparisca dalla rete. C'è anche la possibilità di scaricarlo sul proprio computer, per evitare di perderlo qualora diventasse non più disponibile.
Personalmente ho il sospetto che non riusciranno a completare i loro diabolici piani e che siamo alle fasi finali nella battaglia tra la Luce e l'Ombra. Rimaniamo centrati e utilizziamo la pratica della meditazione e del Lavoro interiore, per mantenere alte le nostre onde di frequenza vibratoria. 
Viviamo del resto i tempi descritti dall'Apocalisse; sono proprio questi, ma non dobbiamo lasciar spazio alla paura e alla disperazione. Occorre essere vigili e continuare, ognuno per quello che può e sa, una resilienza attiva e fattiva, che possa condurci alla risoluzione delle più gravi sfide insieme, uniti in gruppi, associazioni, per formare comunità di persone sempre più consapevoli e pronte ad agire in funzione della vita, della libertà e della verità.

Dinaweh