lunedì 14 ottobre 2019

IN-FORMAZIONE PERMANENTE ATTIVA - L'INGANNO GLOBALE E LA DISTRAZIONE DI MASSA

IN-FORMAZIONE PERMANENTE ATTIVA


L'INGANNO GLOBALE


E LA DISTRAZIONE DI MASSA

Dinaweh

"Parole sante", si sarebbe detto una volta, quando dall'acclarato sermone di un illustre amministratore dello Spirito, si fosse percepita saggezza, verità e buon senso! 
Oggi tali virtù sembrano finite in "cessione totale commercio", tutt'al più merce rarissima, se non del tutto esaurita. Cosa ci si aspetterebbe infatti dai professionisti della comunicazione in un mondo come il nostro, ove tutto passa attraverso la rete, quella virtuale e quella scritta della comunicazione, intesa come via e canale del sapere, porta obbligata attraverso cui potersi districare in una realtà sempre più complessa ove il codice binario imperversa e la fa da padrone in ogni transazione quotidiana, dal far la spesa a pagare le bollette, premiando in definitiva l'homo technologicus a detrimento dell'analfabeta digitale?

Tali signori dovrebbero essere "i Magistres" nell'arte del comunicare, non solo e non tanto per raccontare frottole a buon mercato, ma per essere latori di verità, corifei della memoria, alfieri della libertà di opinione, custodi di una tradizione comune e condivisa... E invece, nella quasi totalità nessuno di loro è più autorizzato dai loro padroni a svolgere simile servizio e ministero. Essi manifestano le loro intelligenze appiattite e supine di fronte all'autorità assoluta dei loro Signori e, poiché questi ultimi sono i Padroni di quel mondo che conviene mostrare a una plebe sempre più deframmentata e ostile a se stessa, sono pagati, promossi e premiati se confondono quel che rimane di quella stessa plebe, anonima e lobotomizzata. 
Dis-informare diventa per loro parola d'ordine: offuscare la verità, irridere il libero pensatore-intellettuale-filosofo divergente, denigrarne il pensiero, svilirne l'azione; calunniare e ridicolizzare chi si ostina a denunciare e a stanare tutte le falsità, in qualsiasi luogo esse si annidino, dalle asserzioni cattedratiche e roboanti di una scienza ignorante e corrotta, alle fake news di cui straripano le copertine di rotocalchi da sale d'aspetto ambulatoriali o quelle amplificate dagli strilloni televisivi alla Enrico Mentana, che ti assorda anche nei bar del centro o delle asfittiche e gassate periferie cittadine...

Voltiamo pagina dunque, e godiamoci queste tre interviste a Diego Fusaro e a Maurizio Blondet, che ho avuto modo di ascoltare con curiosa attenzione e che ripropongo a voi lettori del blog. I temi trattati in modo informale dai nostri 'divergenti' spaziano dalla bufala del riscaldamento climatico a Greta Thunberg, dalle linee guida seguite dall'attuale pontificato di papa Bergoglio, fino alla vexata questio del fenomeno transgender; tutto questo nell'ottica del loro autentico significato, che spesso si nasconde dietro a ciò che possiamo a buon titolo definire una vera e propria campagna di DISTRAZIONE DI MASSA.
Quale modo migliore per imbonire le folle, disgregandone ogni velleità di appartenere ad un popolo, ad una nazione, e quindi nel riconoscersi in valori sociali e culturali condivisi!? 
...Meglio sia avere dei servi ignoranti e facilmente manipolabili, che vadano pure a 'belare' nelle piazze slogan preconfezionati dalle élites in nome dei loro interessi bilionari sul clima, a insaputa degli ingenui e baldanzosi adolescenti, che poter contare su giovani studenti ricurvi su libri e dispense di aule liceali o universitarie ad acquisire "virtute et conoscentia"!  
Buon ascolto.

Dinaweh



sull'Affaire clima



su papa Bergoglio 



sulle nuove frontiere dell'erotismo 
e della disgregazione sociale 
promossa dalle élites




           






giovedì 10 ottobre 2019

LA NUOVA FRONTIERA - MARGINALI CREATIVI CERCASI


LA NUOVA FRONTIERA


 - MARGINALI CREATIVI -
CERCASI

Vogliamo condividere con voi, amici del blog, la straordinaria esperienza che abbiamo avuto modo di vivere quest'estate io e la mia compagna, partecipando al Corso preliminare di Permacultura, il Permaculture Design Course (PDC) che prevede 72 ore di lezione e pratica da svolgersi in un contesto idoneo di natura; questo corso, accreditato dall'Accademia Italiana di Permacultura, è riconosciuto in tutto il mondo nel circuito delle Accademie di permacultura, sorte con la nascita di questa 'disciplina' grazie ai suoi fondatori, Bill Mollison e David Holmgren. Il corso si prefigge di formare in chi lo pratica una nuova visione del mondo, una nuova capacità di osservare l'esistente e di interagire con la natura, con gli esseri umani e l'ambiente in cui vivono. 
Ma che cos'è la Permacultura? In Italia è ancora poco conosciuta, per ovvie ragioni; i suoi fondatori sono australiani e quando l'hanno portata fuori dall'Australia, si sono diretti in Inghilterra, sviluppando questa pratica soprattutto nei Paesi di lingua anglosassone, già a partire dagli anni Ottanta. Nonostante si sia sviluppata una fitta bibliografia, molti testi in inglese non sono ancora stati tradotti in italiano, anche per la difficoltà nel trovare editori disposti a investire in questo nuovo segmento editoriale, considerato di nicchia e quindi finora poco appetibile. 

Per fortuna in lingua italiana abbiamo la traduzione della "Introduzione alla permacultura", scritta a quattro mani da Bill Mollison e Reny Mia Slay, da cui voglio trarre per voi qui per intero la "Prefazione all'edizione italiana", scritta a cura dell'Accademia Italiana di Permacultura per le edizioni 'Terra Nuova' (Firenze) e l'ultimo paragrafo del libro, scritto dai nostri due autori, Bill e Mia. Non me ne vorranno, né gli uni, né gli altri per questa piccola licenza, la quale altro scopo non ha, se non quello di incuriosire chi legge e di indurlo all'acquisto del libro, essendo informato che ogni copia acquistata contribuisce per una parte del prezzo di copertina (50 centesimi di dollaro australiano) a sostenere le iniziative del "Permaculture Institute" che destina questi fondi alla piantagione di alberi e sostiene economicamente l'attività di associazioni attive nella riforestazione permanente.
Inframmezzate al testo potrete godere di alcune delle foto sulle belle giornate toscane trascorse in compagnia di un sacco di amici durante il PDC, con la speranza di invogliare qualcuno di voi a iniziare il per-corso permaculturale, che sicuramente cambia la vita e il modo stesso di concepirla.

A conclusione del nostro excursus, le interviste ad alcuni dei docenti di permacultura che abbiamo avuto modo di conoscere, amare e stimare durante il corso e l'intervista a Francesco e Giorgia di Tertulia Farm, che hanno reso possibile, gradevole e stupendo il corso di permacultura.  
Buona visione a tutti!

Dinaweh



Prefazione all'edizione italiana
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a cura dell'Accademia Italiana di Permacultura


"Tutti riconosciamo che il nostro lavoro è modesto, 
ma la somma dei nostri modesti lavori è straordinaria" 
(Bill Mollison)

"Masanobu Fukuoka, Bill Mollison, David Holmgren, Emilia Hazelip, i coniugi John e Nancy Jack Todd, Claude e Lydia Bourguignon... grandi studiosi e lucidi visionari, maestri nella teoria e nella pratica, hanno offerto a tutti noi un incredibile contributo! Chi ne ha seguito le tracce è potuto emergere dalle confuse ed inquietanti nebbie in cui sono immerse le nostre società e la nostra quotidianità per poter guardare al di là, al mondo di domani e iniziare subito a costruirlo.
Nel 1978 esce Permaculture One di Bill Mollison e David Holmgren, trradotto in italiano da Giannozzo Pucci e Andreas Perschke e pubblicato dai Quaderni d'Ontignano nel 1982. Da allora in italiano non più tradotto nulla. Eppure il movimento della permacultura è cresciuto nel mondo, si è esteso nei diversi continenti, si è evoluto. Difficile capire da quel primo testo che cosa sia oggi la permacultura, tanto che Bill Mollison in Australia lo ritirò dal commercio perché non lo riteneva più rappresentativo.
Ma che cos'è la permacultura? La parola permacultura deriva dalla contrazione dei termini "agricoltura" e "cultura" permanente. La permacultura è un sistema di progettazione per realizzare e gestire una società sostenibile, è allo stesso tempo un sistema di riferimento etico-filosofico ed un approccio pratico alla vita quotidiana: in essenza, la permacultura è ecologia applicata.
L'italiano è l'unica lingua che consente due possibili traduzioni del termine "permaculture": perma-coltura (adottata nella traduzione di Permaculture One) e perma-cultura. La scelta di utilizzare questa seconda versione è stata presa nell'ufficio di Torri Superiore* dopo lunghe discussioni precedentemente avviate con Declan Kennedy (una delle persone che ha portato la permacultura in Europa) e Richard Wade. La decisione ha voluto sottolineare l'evoluzione del pensiero e del movimento permaculturale mondiale.

Leggendo il libro scopriremo che contiene un corpus di attitudini e principi di progettazione identificati e messi a punto dopo lunghe, accurate e approfondite osservazioni della natura e dei suoi cicli. Principi e attitudini che sostanziano una disciplina non dogmatica, al cuore della quale troviamo una sola regola: "take your own responsability", "prenditi la tua responsabilità".

Solo la pragmatica cultura anglosassone poteva condensare in quattro parole un "invito di prassi", che, sorretto da un articolato sistema di principi di riferimento, con sconcertante semplicità racchiude in sé la ricerca di tutta una vita.
Accoglie l'invito la cultura classica della nostra terra antica, la cultura del Mediterraneo, e lo recepisce creativamente per trasformarlo in donne, uomini e comunità, in prodotti della terra, in paesaggio. Il nostro territorio è questo, una inestricabile e complessa trama di umanità, storia e ambiente naturale.
La permacultura è l'arte di tessere relazioni utili, ed è un approccio cosciente al mondo della complessità. La vita è una rete di relazioni e scambi di energia, materia e informazioni, che si rigenera e si mantiene nel tempo. Il libro suggerisce una società che impari dalla natura a valorizzare la biodiversità, ad intessere relazioni utili, a rigenerare se stessa, a mantenersi nel tempo e a creare reti produttive e di scambio ricche e articolate.

Il paesaggio italiano è complesso, presenta molti ecosistemi distribuiti in piccoli, a volte piccolissimi, spazi. Mostra stratificazioni millenarie degli aspetti sociali, storici ed economici che il territorio ha incorporato in sé insieme ai molteplici fattori ambientali.
Che cosa può offrire la permacultura a questo territorio complesso, antico ed ora in affanno?
La permacultura può lavorare a diversi livelli. 
Ai singoli può offrire un sistema di riferimento etico e pratico, che li aiuti a capire il territorio che li circonda e li guidi nei primi passi della pratica quotidiana.


Per i giovani può rappresentare una porta d'accesso che li aiuti a tornare alla campagna, ed in particolare ai territori marginali dimenticati dalla struttura economico-sociale; che li motivi ad investire le proprie capacità lavorative ed ideali per costruire ecosistemi produttivi che conservino e mantengano il paesaggio.



Per i progettisti, gli architetti, i paesaggisti e gli amministratori pubblici può diventare un punto di riferimento progettuale per affrontare le difficoltà del nostro presente, all'interno di una cornice che aiuti ad indirizzare ogni scelta, ogni decisione verso la costruzione di un futuro equilibrato e giusto. La permacultura propone loro di progettare recuperando la capacità di uno sguardo aperto verso il pianeta di oggi e quello di domani, sapendo osservare e capire ciò che il territorio locale offre e chiede.



L'Italia si presta ad una progettazione agricola, territoriale ed urbana che ne sottolinei la diversità e ne valorizzi la struttura, storicamente basata sulla piccola scala. Il paesaggio toscano che ripete all'infinito il modello della mezzadria, del podere e del piccolo borgo ha reso l'Italia famosa in tutto il mondo. Il modello agricolo post-bellico della monocultura e della provincia industrializzata ha creato un paesaggio e un sistema di vita invece monotono e globalmente impersonale.
L'Italia che ha visto nascere il movimento di Slow Food, l'Italia della cultura del buon cibo e della socialità si presta ad accogliere e a sostenere produzioni di piccola scala e di alta qualità. Ed in ultimo, l'Italia delle cento città rinascimentali, nelle quali la dicotomia città-campagna veniva risolta con una geniale compenetrazione e interdipendenza, si presta ora ad una nuova progettazione del paesaggio dove la produzione agricola, il bosco produttivo e i corridoi per la fauna selvatica si avvicinino alle città e dove è possibile si inseriscano nelle cinture urbane.
Introduction to permaculture è stato scritto in Australia. Molte piante e animali usati negli esempi appartengono ai tropici e ai sub-tropici e non crescono nei nostri climi. Non troviamo però alcuna ragione per definire superflue le parti del libro che le trattano: l'Italia, come tutti i paesi del "ricco nord" del mondo, è strettamente dipendente dai suoli delle zone subtropicali per i prodotti agricoli e per il legname, oltre che per le risorse umane e le estrazioni minerali del sottosuolo.
E' importante che ognuno di noi capisca i cicli della materia e della fertilità che regolano gli eco-sistemi produttivi di quei paesi. Un uso più corretto delle nostre pianure e montagne ci renderebbe meno dipendenti dai paesi subtropicali e quei territori potrebbero produrre per soddisfare i bisogni locali, utilizzando metodi di produzione più consoni al proprio clima, eliminando inoltre i costi energetici connessi al trasporto di alimenti da un continente all'altro.

Gli antichi Romani, affamati di legname pregiato, campi di grano e pascoli, hanno portato alla desertificazione di ampie parti delle isole mediterranee e delle coste dell'Africa del nord. Oggi come ieri stiamo ripetendo nella fascia subtropicale le stesse azioni e gli stessi errori, con conseguenze analoghe.
Riteniamo doveroso quindi porre un interesse particolare a queste regioni che da più di un secolo sostengono, senza averlo mai veramente scelto, la straordinaria inefficienza energetica e il folle spreco di risorse che la nostra società perpetua ogni giorno.
Onorare la vita e la complessità dell'esistente. Prendersi la propria responsabilità, abbattere i consumi e le dipendenze. Contribuire a ricreare gli ecosistemi e a mantenerli nel tempo. 



Produrre ovunque possibile una parte del cibo che consumiamo tutti i giorni, o comunque entrare coscientemente nella catena di produzione e distribuzione alimentare. Chiunque può farlo, coltivi! Chi può coltivare in città, anche solo simbolicamente sul proprio balcone, lo faccia! Chi non può, scelga con consapevolezza da chi acquistare e privilegi e sostenga chi avvicina la produzione agricola alle città e alle cinture urbane.




La permacultura è portatrice di una cultura di pace e di cooperazione, è una ricerca di equilibri permanenti e ci invita tutti ad essere artefici e sostenitori di un'agricoltura per cui la gestione e la distribuzione delle risorse sia equa e permanente.
Prendendo spunto dai preziosi suggerimenti che questo libro ci offre possiamo aprire la mente ad una nuova visione e vivere una nuova quotidianità iniziando "dalla porta di casa nostra", come dice Mollison.

Ringraziamo gli autori, Bill Mollison e Reny Mia Slay, ringraziamo tutti coloro che lavorano alla costruzione di un mondo migliore. 
Ringraziamo i progettisti di questo mondo che hanno avuto la visione prima degli altri. Ringraziamo chi nel tempo ha custodito pazientemente le ricchezze naturali, la biodiversità e la fertilità dei suoli, i contadini di ieri e quelli consapevoli di oggi e tutti i permacultori.
Ringraziamo Giannozzo Pucci che ha pubblicato il primo libro di permacultura in Italiano, Francesco Tedesco per aver tradotto il presente volume, Saviana Parodi, Eduardo Montoya e Giuseppe Chia per averne curato la revisione, Mimmo Tringale e AAM Terra Nuova per averlo pubblicato e immesso sul mercato italiano.
Ringraziamo Richard Wade e Ines Sanchez Ortega per aver per primi insegnato in Italia un modulo di permacultura di 72 ore e aver invitato i loro primi studenti-apprendisti a continuare la formazione e a fondare l'Accademia italiana. 

Note:

* Storico ecovillaggio italiano situato vicino a Ventimiglia (IM).

Bill Mollison e Reny Mia Slay, Introduzione alla Permacultura, Terra Nuova edizioni, Firenze, 2014, Prefazione all'edizione italiana, a cura dell'Accademia Italiana di Permacultura, pp. 3-5.








LA COMUNITÀ PERMACULTURALE


Bill Mollison

"Nell'ultimo decennio si è sviluppata la comunità del villaggio globale. Si tratta della più straordinaria rivoluzione del pensiero, dei valori e della tecnologia che si sia mai sviluppata. Questo libro non ha l'intenzione di far "correre più velocemente l'aratro", quanto piuttosto di fornire la filosofia di un nuovo e diverso approccio al territorio e al vivere, che renderà obsoleto l'aratro stesso.
Per quanto mi riguarda non vedo altra soluzione (politico-economica) ai problemi dell'umanità se non la formazione di piccole comunità responsabili, impegnate nell'applicazione della permacultura e di tecnologie appropriate. Credo che i giorni del potere centralizzato siano contati e che una nuova tribalizzazione della società sia un processo inevitabile, anche se in qualche modo doloroso.
Nonostante la scarsa volontà di agire di alcuni, noi dobbiamo trovare i modi per farlo per la nostra stessa sopravvivenza. Non tutti dobbiamo o abbiamo bisogno di essere contadini e coltivatori. Infatti, ognuno ha capacità e forze da offrire e può formare partiti ecologisti o gruppi di azione locali per cambiare le politiche dei nostri governi locali e statali, per richiedere l'uso delle terre pubbliche a beneficio della gente senza terra e unirsi a livello internazionale per spostare le risorse dallo spreco e dalla distruzione verso la conservazione e la costruzione.
Credo che dobbiamo cambiare la nostra filosofia prima di poter cambiare il resto: cambiare lo spirito di competizione che ora pervade anche il nostro sistema educativo, in quella della cooperazione in libere associazioni; mettere al posto del petrolio le calorie e al posto del denaro i prodotti.
Ma il cambiamento più grande che dobbiamo fare è dal consumo alla produzione di cibo, anche se su piccola scala, nei nostri orti. Se anche solo il 10% di noi lo facesse, ce ne sarebbe a sufficienza per tutti. Da qui deriva la futilità dei rivoluzionari che non hanno un orto, che dipendono dal sistema stesso, che attaccano e che producono parole e pallottole e non cibo e protezione. Talvolta sembra che sulla terra tutti noi siamo irretiti, coscientemente o incoscientemente, in una cospirazione che ci mantiene impotenti. E tuttavia le cose di cui le persone hanno bisogno sono pur sempre prodotte da altre persone: solo insieme, possiamo sopravvivere. Noi stessi possiamo porre rimedio alla fame, all'ingiustizia e a tutta la stupidità del mondo. Possiamo farlo comprendendo il modo in cui funzionano i sistemi naturali, attraverso l'attenzione alla forestazione e alla coltivazione in generale e attraverso la contemplazione e la cura della terra.
Le persone che forzano la natura in realtà forzano se stesse. Quando coltiviamo esclusivamente frumento, diventiamo pasta. Se cerchiamo solo quattrini, diventiamo denaro; se restiamo ancorati agli sport di squadra dell'adolescenza, diventiamo palloni gonfiati. Attenzione ai monoculturalisti nella religione, nella salute, nell'agricoltura o nell'industria. La noia li conduce alla pazzia; possono dare inizio a una guerra o impadronirsi del potere proprio perché sono persone incapaci e inermi. Per diventare persone complete dobbiamo percorrere molti sentieri; per possedere davvero qualcosa è necessario prima di tutto dare. Non si tratta di un controsenso: solo chi condivide le proprie multiple e diverse capacità, la propria vera amicizia, il senso di comunità e la conoscenza della terra, sa di essere al sicuro ovunque vada.
Ci sono molte battaglie e avventure da affrontare: la lotta contro il freddo, la fame, la povertà, l'ignoranza, la sovrappopolazione e l'avidità; avventure nell'amicizia, nell'umanità, nell'ecologia applicata e nella progettazione avanzata. Tutto ciò potrebbe creare un'esistenza molto migliore di quella attuale, che potrebbe significare anche la sopravvivenza dei nostri figli.
Per noi non c'è altro sentiero che quello della produttività cooperativa e della responsabilità comunitaria. Imboccate quel sentiero e la vostra vita cambierà in un modo che ancora non potete immaginare."

Bill Mollison, La comunità permaculturale, in, Introduzione alla Permacultura, ibidem, pp. 189-190. 



Contributi video



Alessandro Caddeo



Fabio Pinzi
presidente dell'Accademia Italiana di Permacultura



corso di permacultura 2017 a Tertulia Farm




intervista a Francesco e Giorgiail cuore pulsante di Tertulia Farm 
"Laboratorio vivente di sostenibilità"





...noi a Tertulia, 
corso di Permacultura (PDC) agosto 2019




FINE


  

martedì 8 ottobre 2019

PROSSIMA INVASIONE ALIENA SULLA TERRA?


PROSSIMA INVASIONE ALIENA 
DELLA TERRA?


A quanto dicono loro sì.
Ma c'è da crederci?


Riparte il BLUE BEAM PROJECT, anzi, non si è mai fermato! 

In realtà "I Signori della danza macabra" - potremmo definirli così per riconoscerli meglio -  non hanno mai perso il loro tempo: irrorando i cieli di tutto il mondo con cocktails chimici di particolato metallico da ormai venti-trent'anni in modo sistematico, hanno adeguatamente preparato lo sfondo elettro-conduttivo necessario su cui proiettare in alta definizione ogni sorta di immagini e figure nei cieli di tutto il mondo, con l'intento di trarre in inganno la popolazione mondiale e raggiungere così il loro scopo finale, il Nuovo Ordine Mondiale: assoggettare e controllare definitivamente le loro vittime (noi), creando un unico governo mondiale in grado di cancellare per sempre ogni istanza di democrazia, libero arbitrio e diritto all'autodeterminazione. Lo scopo prefissato è la creazione di una razza di sub-umani, numericamente ridotta e più gestibile, zoombie completamente schiavi e adoranti il Grande Moloch: la tecnocrazia fredda e autoritaria (microchip sottopelle, vaccini, scie chimiche e 5G) con l'avvento del regno di Satana sulla Terra; in una parola, TRANSUMANESIMO, attraverso le varie fasi e le tappe da loro previste e pure ben rappresentate, in occasione dell'inaugurazione del traforo del San Gottardo il 6/6/16. Non ci credete? Lo sa molto bene il Pinocchio-Renzi nazionale: guardatelo qui, durante il rito massonico-iniziatico del NWO:





Lo stratagemma vincente

E' sempre lo stesso: quello degli incidenti del Tonchino, dell'invasione hitleriana della Polonia nel 1939, di Pearl Harbour, dell'11 settembre e di tutti gli altri innumerevoli incidenti creati ad arte dall'élite massonica transnazionale:  

Problema - Reazione - Soluzione 

Esiste, tra l'altro, più di un antefatto a giustificare un'immaginazione così fervida, quale quella di riprodurre olograficamente un'invasione aliena ostile alla Terra, tanto da giustificare l'alzarsi in volo di caccia militari con conseguenze disastrose per la popolazione civile in diverse aree del pianeta!
Il segnale è già stato lanciato al mondo: il 19 dicembre 2018 una piramide che staziona sopra il Pentagono viene fatta passare per un'astronave aliena (un richiamo piuttosto esplicito al simbolo massonico per eccellenza, quello riprodotto nel dollaro americano, così come nella costruzione della doppia piramide rovesciata davanti al Louvre a Parigi, eretta il 5 marzo 1988 con la benedizione dell'allora presidente francese François Mitterand).


Tutto questo, mentre la MARVEL, che collabora col Pentagono, proietta film in tutte le sale del mondo su super-eroi che entrano ed escono da basi militari segretissime americane, assolvendo in questo modo alla funzione di strumento attraverso cui veicolare messaggi criptici del mondo della Massoneria! Nuovamente, ecco la forma geometrica del triangolo (la piramide), al cui vertice spiccano gli occhi dell'uomo-ragno, anzi meglio sarebbe dire "l'occhio", dal momento che la sua figura rimane di sbieco di fronte all'inquadratura. Nemico dell'uomo-ragno è "Mysterio" (i misteri del culto massonico). In questa immagine risulta inequivocabile l'icona dell'occhio nel triangolo:


            
Nel film, Mysterio simula attacchi a città terrestri come Venezia, Roma (Italia), con degli ologrammi, avvalendosi di droni, perché vuole dominare il mondo. Sembrerebbe nascondersi un messaggio occulto: la Massoneria sta decidendo qualcosa di grave... Questo film, lo abbiamo detto, è in tutte le sale del mondo. Questo vuol dire che tutti stanno avendo 'la notifica' di ciò che "sta per" o che "potrà" accadere. E' un sistema già collaudato che ha funzionato in modo analogo con la proiezione di un film che faceva vedere in anticipo qualcosa di simile alla tragedia delle Twin Towers di NY.

Il Pentagono ammette l'esistenza degli UFO

Nel dicembre 2017 il Pentagono, attraverso il 'Washington Post', ammette l'esistenza di un programma segreto militare di studio sugli UFO. Come mai, dopo aver secretato per almeno mezzo secolo le prove e le testimonianze dei piloti di caccia americani sulla presenza in volo di oggetti non identificati, il Pentagono ora si appresta ad ammetterne l'esistenza - non solo - ma a dichiarare l'esistenza di un programma di studio sul fenomeno UFO?! Il nome del programma, ufficialmente chiuso nel 2012, era: "Programma di identificazione delle minacce aeree avanzate". Gli UFO vengono dunque interpretati come una minaccia (18 dicembre 2017); nel 2013 a Davos fu dichiarato: "la scoperta di vita extraterrestre fa crollare il sistema".

L'antefatto

E qui torniamo all'antefatto di cui si diceva in uno dei capoversi precedenti. In realtà l'establishment politico degli Stati Uniti, nella figura del presidente Dwight D. Eisenhower, era stato contattato più di una volta da extraterrestri in forma umanoide che si erano presentati offrendo all'umanità terrestre il loro aiuto e le loro incredibili conoscenze per debellare fame, morte, malattie e guerre, a patto che i potenti del mondo rinunciassero alla manipolazione dell'energia nucleare, potenzialmente distruttiva per il pianeta e l'Universo e che, in caso affermativo, preannunciassero all'umanità il loro imminente e pacifico arrivo. [Esiste a tal proposito la testimonianza della figlia del presidente, la quale comprovò di essere stata al corrente dell'esistenza di questi eventi e che in casa se ne parlava spesso...].
...Il presidente rispose che non avrebbe potuto decidere da solo, se poter accettare l'offerta e che ne avrebbe dovuto parlare ai suoi collaboratori, chiedendo agli inusuali ospiti di concedergli qualche tempo per una risposta definitiva.
Questi, congedatisi da lui, tornarono come pattuito dopo qualche tempo per sentirsi infine rispondere negativamente. A quel punto, dimostrando di essere molto bene informati riguardo alle motivazioni di quel rifiuto, dissero che in quel caso avrebbero concesso all'umanità ancora cinquant'anni di tempo (gli incontri, almeno tre, avvennero tra il 1954 e il 1961), dopodiché sarebbero comunque scesi sulla Terra presentandosi all'umanità in modo del tutto pacifico, a prescindere dalla volontà di capi politici e di governo.
Una delegazione extraterrestre si presentò nel 1963 anche nei giardini vaticani interloquendo direttamente con papa Giovanni XXIII, presentando le stesse istanze, ma senza ottenere alcun risultato. I capi di governo, le più alte cariche della Chiesa e i poteri occulti decisero così di disfarsi dell'aiuto extraterrestre, ritenendolo pericoloso per il mantenimento del loro status quo e del potere ben saldo nelle mani di poche migliaia di uomini sul pianeta, considerandoli a tutti gli effetti una minaccia. Per questo motivo hanno deciso di ingannare l'umanità impaurendola di fronte ad una finta invasione tutt'altro che benevola e pacifica, rivelando la loro presenza come nemica, con l'intento di impedirne il contatto!

Le proiezioni olografiche in cielo e la finta invasione extraterrestre 

"Attraverso proiezioni olografiche nei cieli, che il mondo civile non conosce, stanno pensando - per impedire il contatto - di simulare un finto attacco extraterrestre a una città con morti, feriti e distruzioni; useranno alcuni droni a forma di dischi volanti, riprodotti in base a quelli recuperati, insieme a proiezioni olografiche di altrettanti finti dischi, mentre l'attacco aereo sarà vero". [fonte: Steven Greer, ricercatore indipendente americano che, riportando la rivelazione di un amico infiltrato nei servizi segreti, viene a conoscenza di questo progetto dell'intelligence: il Blue Beam Project]. 

Stiamo dunque entrando nella fase operativa, se tutto ad un tratto i giornali, persino quelli italiani, diffondono la notizia di avvistamenti UFO!
Perché hanno paura i potenti del mondo? Perché i cinquant'anni sono scaduti e, se contiamo solo gli avvistamenti dal 1995 al 2014 nei cieli USA, arriviamo a 58.828 casi, considerando soltanto quelli denunciati alle autorità; ma quanti saranno quelli osservati e mai denunciati alle stesse autorità competenti?!

Come sentinelle nella notte

Rimaniamo dunque svegli e guardinghi, non lasciamoci ingannare dalle false sirene di governi fantoccio che ci vogliono assuefatti e succubi di un sistema fondato sulla paura, la soggezione e la separazione tra gli esseri; sentiamoci invece parte di un progetto che va al di là di qualsivoglia comprensione umana, parte dello stesso Universo popolato da Esseri più evoluti di noi, pronti a salvare il pianeta in nome di quella fratellanza universale che lega già una confederazione di civiltà cosmiche progredite sotto il segno di una vera e propria scienza dello Spirito che salvaguarda tutto l'Universo, anche se a noi ancora sconosciuta, ma che è già alle porte del nostro mondo. 
Diffondiamo dunque queste preziose informazioni per non cadere nella trappola di dominio totale dei corpi e delle coscienze, messe in atto da una manciata di criminali senza scrupoli. Tutti insieme possiamo sconfiggere la paura e scegliere di varcare la soglia di un nuovo mondo fondato sull'Amore universale.

Dinaweh    



Progetto Blue Beam - prima parte




Progetto Blue Beam - seconda parte




Nota
per la compilazione del post mi sono avvalso del contributo tratto da alcune conferenze di Piergiorgio Caria, ricercatore indipendente italiano, ufologo, produttore, regista di documentari e divulgatore delle tematiche extraterrestri.

      

martedì 1 ottobre 2019

SEMPLICITA' VOLONTARIA E VERA RICCHEZZA


SEMPLICITÀ VOLONTARIA


E  VERA RICCHEZZA


Dinaweh

Nella stessa direzione cui sono rivolto, ho conosciuto e continuo a conoscere amici, compagni di viaggio, a volte comparsate di pochi attimi, a volte di giorni, qualche settimana, oppure pochi mesi, ma tutti mi raccontano dello stesso viaggio, pur se intrapreso da strade e percorsi differenti tra loro...

Il viaggio è quello verso la felicità, quello che inebria l'anima quando la tocchi, anche solo se sei diretto in quella direzione, senza ancora averne assaporato tutte le sfumature.
Francesco l'ho conosciuto "per caso", anche se il caso non esiste, come ben tutti ormai (quelli che vanno nella mia stessa direzione) sanno!
Dopo aver ascoltato il suo video che riporto qui sotto il post, voglio condividere l'articolo di presentazione del suo blog [cliccando lo potrete aprire], per uno scambio volontario di bellezza e di conoscenza.

Scelgo di vivere in semplicità e amore...

Scegliere la semplicità volontaria significa soprattutto dare valore alla vita per quella che è e per come a noi si presenta, godendo appieno di ogni istante che ci può regalare da che siamo al mondo. Esprimere amore, donare un sorriso, infondere sicurezza, dare protezione e cura alle persone che amiamo e fare in modo che tutti quelli che conosciamo possano far parte della nostra stessa famiglia, una famiglia di intenti e di progetti, tutti volti verso la libertà e la gioia del vivere.
Spesso le persone più felici sono proprio quelle che non godono di un corposo conto in banca o che non sono costrette a vivere la maggior parte del loro tempo chiuse dentro un ufficio, o saltando di qua e di là per il globo, salendo e scendendo dalla scaletta di un aereo, o dentro una fabbrica, in una scuola ormai sempre più simile ad una prigione in cui studenti e insegnanti sono costretti a passare la maggior parte delle loro giornate senza divertirsi e senza imparare nulla di veramente utile per la loro vita e il loro accrescimento spirituale.
...Vivere semplice significa appunto anche e soprattutto questo: dare tempo a se stessi, stare con le proprie paure, i propri limiti, cercando di coccolarli e di amarli, senza rifuggire da tutto ciò che ci atterrisce e che è dentro di noi, senza scappare, smettendo di compensare i nostri "vuoti" con l'acquisto di beni inutili, rifiutando di essere intrappolati da un sistema che ci vuole in gabbia, non liberi e non felici.

Ricerca spirituale, lavoro interiore, meditazione e lavoro manuale

Dedicare tempo alla ricerca spirituale, alla meditazione, sentire la circolarità dell'amore, quando e non appena viene condiviso, coltivare un orto, condividerne i frutti con compagni e compagne di viaggio, costruirsi una casa con le proprie mani riscoprendo materiali nobili quali la paglia, la terra, il coccio pesto, il legno, farsi il sapone... 
Sentire di poter aiutare il pianeta risparmiando energia, auto-producendosela, scegliere di vivere in natura, vicino al bosco che ti regala la legna per scaldarti e cuocerti il pane fatto con le tue mani...
Tutto questo è felicità, tutto questo è "semplicità volontaria".

Investo bene il mio tempo e i miei risparmi

Scegliere più tempo per amare non significa che necessariamente ci si debba privare veramente di tutto. In questo video Francesco ci insegna a investire bene non solo il nostro tempo, ma anche i nostri soldi, senza che più siamo soffocati dall'ansia e dalla smania di produrne, poiché un buon investimento lavorerà per noi, senza che ce ne accorgiamo.
Vi lascio dunque all'ascolto del video, ricordandovi di cliccare sul link qui sotto, che vi darà modo di leggere direttamente dal blog di Francesco che cosa lui intenda per "smettere di lavorare" e che cosa significhi per lui "il Potere della felicità".

Dinaweh

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GREEN NEW DEAL: LA BUFALA DEL XXI SECOLO PER I GONZI CHE CI CREDONO


《GREEN NEW DEAL


LA BUFALA DEL XXI SECOLO
PER I GONZI CHE CI CREDONO...

William Engdahl



Il clima. E chi lo avrebbe mai detto. Le mega-corporazioni e i mega-miliardari responsabili della globalizzazione dell'economia mondiale degli ultimi decenni che, a forza di ricercare l'aumento delle rendite azionarie e la riduzione dei costi, hanno provocato così tanti danni al nostro ambiente, sia nel mondo industriale che nelle economie sottosviluppate di Africa, Asia e America Latina, sono i principali sostenitori del movimento di decarbonizzazione "dal basso", dalla Svezia alla Germania, agli Stati Uniti ed oltre. Sono i rimorsi di una coscienza colpevole, o potrebbe essere un programma più profondo per la tassazione della stessa aria che respiriamo e magari qualcosa di più?

Qualunque cosa si possa credere dei pericoli della CO2 e dei rischi legati al riscaldamento globale, indicati come i futuri responsabili di una catastrofe globale dovuta ad un aumento delle temperature medie di 1,5-2 gradi Celsius nei prossimi 12 anni circa, vale la pena evidenziare chi sta promuovendo l'attuale ondata di propaganda e di attivismo climatico.

La finanza verde

  Diversi anni prima che Al Gore e tutti gli altri decidessero di usare una giovane studentessa svedese come personificazione dell'urgenza per un intervento climatico o, negli Stati Uniti, facessero ricorso agli appelli di Alexandria Ocasio-Cortez per una completa riorganizzazione dell'economia focalizzandola su un Green New Deal, i giganti della finanza avevano già iniziato ad escogitare piani per dirottare centinaia di miliardi di fondi futuri verso investimenti in società climatiche, spesso senza valore.

Nel 2013, dopo anni di meticolosa preparazione, una società immobiliare svedese, la Vasakronan, aveva emesso il primo "Green Bond" aziendale. A questa azienda se ne erano aggiunte altre, tra cui Apple, SNFC e la principale banca francese, il Credit Agricòle. Nel novembre 2013, la problematica Tesla Energy di Elon Musk, aveva commercializzato il primo titolo garantito da attività derivanti dal settore fotovoltaico (Solar Asset-Backed Security). Oggi, secondo un'organizzazione denominata Climate Bonds Initiative, gli oltre 500 miliardi di dollari investiti in queste obbligazioni "verdi" sono una cifra eclatante. I creatori di questo genere di obbligazioni affermano che il loro obiettivo è quello di conquistare una quota importante di quelle attività da 45 trilioni di dollari che, a livello mondiale, hanno preso l'impegno nominale di investire in progetti "rispettosi del clima".

Il principe Carlo, futuro monarca del Regno Unito e i circoli finanziari della Banca d'Inghilterra e della City londinese hanno promosso "strumenti finanziari verdi", soprattutto Green Bonds, allo scopo di reindirizzare i piani pensionistici e i fondi comuni di investimento verso progetti verdi. Un attore chiave nel collegamento delle istituzioni finanziarie mondiali con l'agenda verde è Mark Carney, capo uscente della Banca d'Inghilterra. Nel dicembre 2015, il Financial Stability Board (FSB) della Bank for International Settlements (BIS), presieduto all'epoca da Carney, aveva creato un gruppo di studio sulla divulgazione finanziaria legata al clima [Task Force on Climate-related Financial Disclosure - TFCD], allo scopo di consigliare "gli investitori, i finanziatori e le compagnie assicurative sui rischi legati al clima". Questo era certamente un obiettivo assai strano per i banchieri centrali mondiali.

Nel 2016, il TFCD, insieme alla City of London Corporation e al governo del Regno Unito, aveva avviato la Green Finance Initiative, con l'obiettivo di incanalare trilioni di dollari in investimenti "verdi". I banchieri centrali dell'FSB avevano nominato 31 persone nel comitato direttivo del TFCD. Presieduto dal miliardario dei media finanziari Michael Bloomberg, questo comitato comprende personaggi chiave di JP Morgan Chase & Co., di BlackRock, uno dei maggiori gestori patrimoniali al mondo con quasi 7 trilioni di dollari, di Barclays Bank, di HSBC, la banca con sedi a Londra e ad Hong Kong, ripetutamente multata per riciclaggio di droga e di fondi neri, di Swiss Re, la seconda compagnia di assicurazioni più grande al mondo, della banca cinese ICBC, di Billington e David Blood, della Al Gore's Generation Investment LLC. In effetti sembra che le volpi stiano scrivendo il regolamento del nuovo Pollaio Verde!

Mark Carney, della Banca d'Inghilterra, è stato anche un attore chiave negli sforzi per rendere la City di Londra il centro finanziario della finanza verde globale. Il Cancelliere dello Scacchiere britannico uscente, Philip Hammond, nel luglio 2019 ha pubblicato un libro bianco, "Strategia della finanza verde: trasformare la finanza per un futuro più verde". Nel documento si afferma che "Una delle più influenti iniziative emergenti è la task force del settore privato sull'informativa finanziaria legata al clima (TFCD), supportata da Mark Carney e presieduta da Michael Bloomberg. [Il progetto] è stato approvato da istituzioni che rappresentano 118 trilioni di dollari di beni [il file è stato rimosso!] a livello globale". Qui sembra esserci un piano. Il piano è la finanziarizzazione dell'intera economia mondiale usando la paura di uno scenario da fine del mondo per raggiungere obiettivi arbitrari, come "zero emissioni di gas ad effetto serra".

Goldman Sachs, un attore chiave

L'onnipresente banca di Wall Street, Goldman Sachs, da cui sono usciti, tra gli altri, il presidente uscente della BCE, Mario Draghi, e il capo della Banca d'Inghilterra, Carney, ha appena reso pubblico il primo indice globale di titoli ambientali di alto livello, elaborato insieme al CDP con sede a Londra, noto come Carbon Disclosure Project Progetto per divulgazione delle problematiche legate al carbonio]. Il CDP, in particolare, è finanziato da investitori come HSBC, JPMorgan Chase, Bank of America, Merrill Lynch, Goldman Sachs, American International Group e State Street Corp.

Questo nuovo indice, denominato ora CDP Environment EW e CDP Eurozone EW, mira a rastrellare fondi di investimento, sistemi pensionistici statali, come Cal PERS (l'Ente pensionistico dei dipendenti pubblici della California) e CalSTRS (il sistema pensionistico degli insegnanti dello Stato della California), attività con un valore combinato di più di 600 miliardi di dollari, da investire in obiettivi scelti con cura. Le società più quotate nell'indice includono Alphabet, che possiede Google, Microsoft, ING Group, Diageo, Philips, Danone e, ovviamente Goldman Sachs.

Entrano in scena Greta, AOC e tutti gli altri

A questo punto, quando ci troviamo di fronte ad attivisti climatici molto popolari e fortemente pubblicizzati, come la svedese Greta Thunberg, o la 29enne Alexandra Ocasio-Cortez di New York e il Green New Deal, gli eventi prendono una piega cinica. 
Per quanto sinceri possano essere questi attivisti, dietro alla loro promozione c'è una macchina finanziaria ben oliata che lo fa per guadagno.
Greta Thunberg fa parte di una rete strettamente collegata all'organizzazione di Al Gore e viene sfruttata commercialmente in modo cinico e professionale e utilizzata da agenzie come le Nazioni Unite, la Commissione Europea e dagli interessi finanziari dietro le quinte dell'attuale agenda sul clima. In qualità di ricercatrice e di attivista climatica, la canadese Cory Morningstar ha documentato, in una serie di eccellenti post, come la giovane Greta stia lavorando in una rete ben consolidata e collegata all'investitore del clima statunitense, nonché ricchissimo profittatore climatico, Al Gore, presidente del gruppo Generation Investment. Il partner di Gore, l'ex funzionario di Goldman Sachs David Blood, come già detto, è un membro del TFCD creato dalla BIS. Greta Thunberg e la sua amica diciassettenne americana Jamie Margolin, vengono entrambe considerate "giovani consulenti speciali e fiduciari" della ONG svedese We Don't Have Time, fondata dal suo amministratore delegato, Ingmar Rentzhog. Rentzhog è un leader del Climate Reality Project di Al Gore e da parte della task force per la politica climatica europea. Era stato indottrinato nel marzo 2017 da Al Gore a Denver e, di nuovo, nel giugno 2018 a Berlino. Il Climate Reality Project di Al Gore è un partner di We Don't Have Time.

Anche alla deputata Alexandria Ocasio-Cortez (AOC), che aveva fatto grande scalpore nei suoi primi giorni al Congresso degli Stati Uniti per aver svelato un "Green New Deal" per la completa riorganizzazione dell'economia americana, ad un costo stimato di 100 trilioni di dollari, non manca una guida competente. AOC ha ammesso apertamente di essersi candidata al Congresso su richiesta di un gruppo denominato Justice Democrats (JD). Ha detto ad un intervistatore: "Non sarei stata eletta se non avessi avuto il supporto di Justice Democrats e di Brand New Congress. Ummh..., in effetti sono state queste organizzazioni, è stato JD ed anche Brand New Congress, che mi avevano chiesto, in primo luogo, di candidarmi. Sono loro che mi avevano convocata, un anno e mezzo fa...". Ora che è membro del Congresso, i consiglieri di AOC comprendono anche il cofondatore di Justice Democrats, Zack Exley. Exley era già un membro della Open Society e aveva ottenuto fondi, tra gli altri, dalla Open Society Foundations e dalla Ford Foundation per creare un'organizzazione, prima ancora di Justice Democrats, per il reclutamento di candidati adatti alla carica.

La vera agenda è economica

I legami tra i più grandi gruppi finanziari del mondo, le banche centrali e le corporation globali nell'attuale spinta verso una strategia climatica radicale per l'abbandono dell'economia basata sui combustibili fossili a favore di una vaga e generica economia verde, a quanto pare, non sono affatto dovuti ad un'autentico sforzo per rendere il nostro pianeta un ambiente pulito e sano in cui vivere. Al contrario, è un programma strettamente connesso all'Agenda per il 2030 delle Nazioni Unite a favore di un'economia "sostenibile" e alla generazione di, letteralmente, trilioni di dollari di nuova ricchezza per le banche globali e i giganti finanziari che costituiscono i veri poteri in essere.

Nel febbraio 2019, a seguito di un discorso alla Commissione Europea, a Bruxelles, di Greta Thunberg, l'allora presidente della Commissione Europaea, Jean Claude Juncker, dopo aver baciato galantemente la mano di Greta sembrava essere passato all'azione reale. Aveva detto a Greta e alla stampa che l'UE avrebbe speso, nei prossimi 10 anni, centinaia di miliardi di euro per combattere i cambiamenti climatici. Juncker aveva proposto che, tra il 2021 e il 2017, "un quarto di ogni euro speso nell'ambito del bilancio dell'UE fosse destinato ad azioni volte a migliorare i cmbiamenti climatici".

Quello che lo scaltro Juncker aveva mancato di dire è che il progetto non aveva nulla a che fare con le perorazioni della giovane attivista svedese. Era già stato tutto deciso un anno prima, il 26 settembre 2018 al Vertice di One Planet, in collaborazione con la Banca Mondiale, le Fondazioni Bloomberg, il Forum Economico Mondiale ed altri. Juncker aveva abilmente usato l'attenzione dei media verso la giovane svedese per promuovere la sua agenda del clima. Il 17 ottobre 2018, pochi giorni dopo l'accordo dell'UE al vertice di One Planet, Juncker, a nome dell'Unione Europea, aveva firmato un memorandum d'intesa con Breakthrough Energy-Europe, in base al quale le società appartenenti a Breaktrough Energy-Europe avrebbero goduto di un accesso preferenziale  ad ogni tipo di finanziamento.

I membri di Breakthrough Energy-Europe includono Virgin Air di Richard Branson, Bill Gates, Jack Ma di Alibaba, Mark Zuckerberg di Facebook, Sua Altezza Reale il Principe Al-waleed, Ray Dalio della Bridgewater Associates, Julian Robertson del gigante degli hedge fund Tiger Management, David Rubenstein, fondatore del Carlyle Group, Georges Soros, presidente del Soros Fund Management LLC, Masayoshi Son, fondatore di Softbank, in Giappone.

Credetemi. Quando le multinazionali più influenti, i maggiori investitori istituzionali del mondo, tra cui BlackRock e Goldman Sachs, le Nazioni Unite, la Banca Mondiale, la Banca d'Inghilterra e le altre banche centrali del BIS si schierano a favore del finanziamento di una cosiddetta agenda verde, chiamatelo Green New Deal o come volete, è tempo di guardare sotto la superficie delle campagne degli attivisti pubblici del clima e cercare le vere motivazioni. L'immagine che ne emerge, è un tentativo di riorganizzazione finanziaria dell'economia mondiale usando il clima, qualcosa che il sole e la sua energia sono in grado di modificare su una scala di molti ordini di grandezza superiore e quanto potrà mai fare l'umanità, come pretesto per cercare di convincere la gente comune a compiere sacrifici incredibili per la "salvezza del nostro pianeta".

Nel 2010, il capo del gruppo di lavoro n° 3 della commissione intergovernativa delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il dott. Otmar Edenhofer, aveva dichiarato ad un intervistatore: "...bisogna dire chiaramente che, con la politica sul clima, ridistribuiamo di fatto la ricchezza del mondo. Bisogna liberarsi dall'illusione che la politica internazionale sul clima sia una politica ambientale. Tutto questo non ha praticamente nulla a che fare con la politica ambientale, con problemi come la deforestazione o il buco dell'ozono". Da allora, questa strategia di politica economica è diventata più sofisticata che l'UE.


William Engdhal